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Recensione Google Nest Audio: stesse funzioni, nuova qualità (foto e video)

Emanuele Cisotti -




Recensione Google Nest Audio

Era il 2016 quando Google lanciava sul mercato il suo primo Google Home, il suo assistente domotico casalingo con Google Assistant all’interno. Da quel momento la famiglia si è decisamente allargata ed è entrata a far parte del gruppo Nest di dispositivi per la casa. Oggi vi parliamo del nuovissimo Google Nest Audio che abbiamo appena testato.

Quello che salta all’occhio da subito è che è cambiato totalmente il design. L’unico elemento in comune è la presenza del tessuto che però adesso è presente su tutto il prodotto e non solo sulla sua base. Nest Audio è più largo e più alto, seppur leggermente meno profondo. La base è ovviamente gommata per garantire la massima stabilità. Sul retro troviamo il connettore per la corrente: seppure sia cambiato è ancora non-standard. Un’occasione persa verso la standardizzazione.

Sempre sul retro troviamo l’interruttore per disattivare i microfoni. Adesso è un vero e proprio interruttore e non più un pulsante. La parte superiore frontale di Nest Audio rimane touch con i controlli per attivare/interrompere l’assistente o il brano musicale e quelli per regolare il volume. La scocca interna è realizzata al 70% in plastica riciclata e protegge il nuovo tweeter da 18mm e il mid-woofer da 75mm. Abbiamo poi 3 microfoni e l’unica altra vera ed importante differenza hardware è la presenza di un nuovo chip per il machine learning che lavora per eseguire i comandi più banali offline, velocizzando l’elaborazione della risposta. Quelli relativi alla musica però sembrano al momento però essere prerogativa solo del mercato statunitense.

Ma quindi oltre al design cosa cambia? Come abbiamo detto i componenti di riproduzione e la differenza è immediatamente percepibile. Non tanto nel volume, che è sì più alto al massimo volume ma che se impostato a volumi intermedi risulta invece molto simile a quello del precedente Home, quanto nella qualità. La riproduzione musicale ne guadagna tantissimo in termini di spazialità, apertura del suono e capacità di distinguere più chiaramente le varie sonorità che compongono i brani, quanto anche in chiarezza, che rimane quasi immutata alzando il volume, cosa che non si poteva certo dire del precedente Google Home. Nest Audio quindi si merita la nuova definizione (Audio al posto di Home) che lo racconta appunto come un prodotto pensato per gli amanti della musica. Non aspettatevi di essere a fianco ad un Echo Studio o un Homepod, ma per le sue dimensioni (e il suo prezzo) è stata una bella sorpresa, soprattutto se paragonato al modello del 2016. Nelle impostazioni dell’app ci sono delle opzioni di equalizzazione abilitabili o disabilitabili. La loro principale funzione è quella di adattarsi al meglio in base alla musica riprodotta e ai suoi circostanti.

Ci è sembrato poi di aver notato una migliore sensibilità dei microfoni, di sicuro rispetto a Google Home e di un LG WK7, ma forse meno di un Nest Hub Max.

E questo è quanto. Le funzionalità domotiche sono rimaste identiche, visto che l’assistente Google non risiede nel dispositivo ma sui server dell’azienda. Ogni dispositivo Google Home al momento offre quindi le stesse funzionalità. Difficile dire se sarà sempre così in futuro o se l’hardware di questo Nest Audio gli garantirà una maggiore longevità. Google ci ricorda poi che anche Nest Audio può essere accoppiato ad un altro “gemello” per offrire l’effetto stereo.

Google Nest Audio è disponibile sullo store dell’azienda a 99€ e presto nelle più famose catene della grande distribuzione. Dovreste comprarlo? Sì se cercate il miglior Nest Home per la riproduzione musicale, no se avete già altri dispositivi simili e non vi serve coprire un’altra stanza con Google Assistant. Abbiamo confrontato Nest Audio e Google Home nel video per spiegare le novità, ma difficilmente dovrete scegliere quale acquistare visto che il secondo è uscito di produzione. La risposta in ogni caso è sicuramente quella di puntare a Nest Audio.

Giudizio Finale

Google Nest Audio

8.2

Google Nest Audio

Google Nest Audio è un buon aggiornamento rispetto al modello precedente, seppur l'unica vera grande novità sia la riproduzione musicale. Come smart speaker rimane sostanzialmente invariato, ma come dispositivo per riprodurre musica è un aggiornamento più che dovuto.

di Emanuele Cisotti
Pro
  • Design gradevole e "mimetico"
  • Qualità audio decisamente migliorata
  • Volume leggermente superiore
  • Microfoni leggermente più sensibili
Contro
  • Il connettore è ancora proprietario
  • Manca un hub per la domotica
  • Il chip offline al momento offre poco in Italia
  • Christian Bazzucchi

    Ma rispetto ad un Sonos one la qualità audio com’è?

  • Verbal

    Tutto bello, ma non capisco come in questo momento dovrei preferire questo ad un echo di 4a generazione, tenuto conto che costano uguale

    • Frank Chierici

      Perché Google Assistant è un assistente migliore in generale. Per i controlli domotici e l’hardware vince Amazon invece

    • ibasilico

      Difatti x me Alexa vince a mani basse!

    • Perché sono due piattaforme diverse.

      • Verbal

        Certo Ciso, ma mi sembra abbiano lo stesso posizionamento.
        Se uno vuole avere entrambi gli assistenti, dubito che faccia l’accoppiata nest audio-echo, piuttosto che un echo dot-nest audio o echo-nest mini

  • Mpj

    Hanno migliorato la sensibilità dei microfoni così possono farsi i caxxi vostri anche quando siete lontani dallo speaker..

    • Mauro Rulli

      E’ vero, muoiono dalla voglia di sapere cosa faccio in casa. E ne faccio di cose interessanti e vitali!

      • Mpj

        A loro non interessa sapere se spacci o hai ucciso qualcuno, ma sapere quali sono le tue abitudini per spararti a iosa le pubblicità più indicate..

        • Mauro Rulli

          Bhè, dal momento in cui fleggo la spunta sull’opzione “ricevi annunci pertinenti” è esattamente ciò che mi aspetto. Visto che accetto di ricevere pubblicità in cambio di servizi gratuiti, preferisco averla azzeccata piuttosto che di totale disinteresse.

          • Mpj

            Ah beh! Contento tu! 😅

    • I microfoni più sensibili servono a sentire meglio “ok Google”. A quel punto ti ascolta. Come dovrebbe essere 🙂

      • Mpj

        Sarà.. ma io ne faccio tranquillamente a meno..

  • Tiwi

    nel complesso non male, ma si potrebbe ancora fare molto, amazon lato dispositivi ne ha una marea, e spesso li mette in promo a prezzi davvero interessanti

  • berserksgangr

    Come se la vede a confronto con un LG wk7?

    • LG è più potente e nel complesso forse lo preferiferi per l’audio.
      Ma sui microfoni vince Nest Audio

      • berserksgangr

        Buono a sapersi! Perchè a livello economico… ormai lo speaker LG ha subito una forte svalutazione. Se l’audio è pure migliore e sull’app Google Home risponde come un normale speaker Google, a questo punto io andrei di LG. Ovviamente mi fido del vostro consiglio 🙂

        • Io ho usato l’LG fino ad oggi. L’ho sostituito con Nest Audio oggi perché non sopportavo più che mi rispondesse il Nest Hub Max dalla cucina invece dell’LG 😀

          • berserksgangr

            Difettuccio software immagino, non di microfoni… certo poco piacevole

          • Non so dire il motivo, fatto sta che dal salotto (dove c’era l’LG) spesso rispondeva l’altro 🙂

  • Sam

    Curiosità: se dovessi consigliare uno tra lui e uno della gamma echo quale consiglierei? Dal prezzo questo di Google mi sembra un po’ caretto rispetto a quanto offre Amazon…