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Recensione Google Nest Hub 2a generazione (2021) (foto e video)

Emanuele Cisotti




Recensione Google Nest Hub 2a generazione

È indubbio come Google Nest Hub (lanciato inizialmente all’estero come Google Home Hub) sia forse lo smart speaker (e anche lo smart display ovviamente) più interessante dell’ecosistema Google. Questo perché con un prezzo non troppo alto ci si porta a casa un prodotto completo e che integra all’interno anche un display, che permette ovviamente di eseguire un numero di operazioni maggiori, come guardare un video, impostare una sveglia con maggiori dettagli o impartire alcun comandi senza dover utilizzare la voce.

Oggi vi parliamo della seconda generazione di Nest Hub, lanciata nel 2021, dopo 3 anni dal lancio del primo modello. Questo prodotto ricalca in modo estremamente fedele quanto visto con il modello originale e ad una prima occhiata sembreranno indistinguibili. Esteticamente il dettaglio diverso è sicuramente il vetro frontale che ora arriva fino al bordo, non più chiuso nella cornice plastica posteriore. Per il resto sono identici, con la base in tessuto e i tasti fisici del volume sul retro, dove si trova anche il tasto per disattivare i microfoni, che ora sono 3 invece di 2. Frontalmente rimangono i soliti sensori, almeno a vista, con un led per indicare lo spegnimento dei microfoni e nessuna telecamera, privilegiando la privacy alla possibilità di fare videochiamate (potrete comunque farle vocali con Google Duo).

Sopra al display da 7 pollici (con risoluzione 1200 x 600 pixel) troviamo però adesso i sensori di Project Soli, che avevamo visto per la prima volta in Pixel 4. Questi sensori permettono di mappare con precisione lo spazio circostante e vengono utilizzati qui su Nest Hub di 2a generazione in modo intelligente. Potrete avvicinare rapidamente la mano allo schermo (senza toccarlo) per mettere in pausa la musica, fermare un timer o rimandare la sveglia. E non solo. Nest Hub 2a generazione vuole diventare in un solo colpo il vostro miglior compagno di dormita.

La grande novità infatti è la possibilità di posizionare Nest Hub a fianco del letto sul proprio comodino e sfruttarlo per scoprire come dormiamo. Andrà posizionato alla stessa altezza del materasso, che nel mio caso ha voluto dire alzarlo un po’ con qualche libro e sarà pronto dopo una breve configurazione di meno di un minuto. La precisione con cui il radar di Soli riconosce il sonno è sorprendente. Non siamo riusciti ad ingannarlo rimanendo a letto a leggere un libro o scorrendo le news sullo smartphone. Anche accovacciati al buio non c’è stato modo di “fregarlo”. Ha segnato il momento a letto, per poi però indicare in modo preciso il modo in cui dormiamo, mescolando probabilmente tutte le informazioni che riesce a recuperare, fra cui il nostro respiro, monitorato proprio grazie a Soli. La mattina possiamo essere risvegliati in anticipo con dei suoi rilassanti o con l’illuminarsi del display o delle luci smart (cosa che poteva fare anche il vecchio modello) per poi poter scoprire come abbiamo dormito. Concedendogli il permesso Nest Hub includerà nel report anche i minuti in cui abbiamo tossito o russato. Tutti i dati grezzi (audio e movimento) vengono elaborati sul prodotto e sul cloud viene inviato solo il report finale. Nulla viene conservato. Potrete comunque sempre disabilitare del tutto il tracciamento del sonno, o anche solo la parte audio. I dati vi daranno un’idea chiara di come avete dormito, a nostro parere anche più chiara e precisa di quanto possa fare un buon smartwatch, perdendo però la tipologia di sonno (profondo, leggero o RAM), non potendo integrare i dati del battito cardiaco.

Dopo quattro notti di sonno Nest Hub dovrebbe darvi anche dei consigli sul sonno, ma nel nostro caso non ne abbiamo trovati. Dopo 14 giorni invece vi darà consigli sugli orari migliori per andare a letto o svegliarvi. Monitora correttamente anche i pisolini durante il giorno. Se su Nest Hub potete rivedere solo l’ultima notte di sonno e un rapido report degli ultimi 7 giorni, troverete sull’app Google Fit collegata un dettaglio e uno storico di tutte le vostre notti di sonno. Al momento questo tracciamento è gratuito (e lo sarà per tutto il 2021). Rimarrà da capire cosa succederà dal 2022. Paghereste solo per questa funzionalità? Se sì, quanto? La vorreste integrata magari con l’ecosistema Premium di Fitbit?

Ci sono poi due altre novità non trascurabili: la prima è la qualità audio nettamente migliorata. Google parla di un 50% in più di bassi, un dato che a spanne possiamo confermare, come possiamo anche aggiungere che oltre ad avere un suono più ricco è aumentato anche il volume. E poi troviamo il supporto a Project CHIP, ovvero la possibilità in futuro di sfruttare la domotica IP, più veloce perché non necessita dei tempi di elaborazione del cloud. Come Zigbee, ma meglio (c’è anche Zigbee, Amazon e Apple in questa partnership).

Tutto il resto rimane: chiamate vocali con Duo, possibilità di controllare le telecamere di sicurezza in casa, guardare video, ascoltare musica o impostare degli album di Google Foto come sfondi in stile cornice digitale.

Google Nest Hub 2a generazione è disponibile dal 5 maggio ad un prezzo di 99€, giusto per un prodotto di questo tipo. Chi ha già il vecchio modello al momento non ha molti motivi per aggiornare, ma per tutti gli altri consigliamo di puntare direttamente al nuovo modello e di non farsi troppo tentare dalle offerte sulla precedente generazione. Unica nota: l’interfaccia non è diventata più scattante, forse questa è un’occasione persa.

Giudizio Finale

Google Nest Hub 2a generazione

8.4

Google Nest Hub 2a generazione

Google Nest Hub 2a generazione è un eccellente passo in avanti e benché non stravolga troppo il concetto (non è stata per esempio introdotta una telecamera) include due nuovi sensori, Soli e CHIP, che rendono questo smart display decisamente più longevo. In più abbiamo più qualità audio e un tracciamento del sonno che funziona straordinariamente bene.

di Emanuele Cisotti
Pro
  • Integra un radar
  • Notevole tracciamento del sonno
  • Pronto per project CHIP
  • Audio migliorato
Contro
  • Niente videochiamate
  • Non sempre fluidissimo
  • Il tracciamento del sonno potrebbe diventare a pagamento
  • Paki

    Ma, si potrebbe trasformare un vecchio tablet in un Nest Hub?