Recensione Google Stadia: il futuro (remoto) del gaming (foto e video)

Lorenzo Delli
Lorenzo Delli

Recensione Google Pixel 3a XL

Uno dei lanci più travagliati della storia di Google, tra promesse non mantenute (ma è davvero così?), codici arrivati in ritardo, Premiere Edition ancora da spedire e chi più ne ha più ne metta. Ma Google Stadia è davvero un disastro come lo si vuole dipingere o c'è qualcosa di buono? Scopriamolo insieme.

PRO

  • Niente installazioni, niente aggiornamenti, caricamenti ridotti
  • Multi-piattaforma
  • Tutto sufficientemente intuitivo
  • È destinato a migliorare

CONTRO

  • Qualità del servizio incostante
  • Non è ancora ben integrato nell'ecosistema Google
  • Acquisizioni nel limbo
  • Prezzi dei giochi

Confezione

Stadia è prima di tutto un servizio, e come tale non dovrebbe appoggiarsi ad un hardware vero e proprio. Sta di fatto che per accedere al servizio in questi suoi primi mesi di vita è per forza necessario aver acquistato una Founder's o una Premiere Edition. Nel nostro caso abbiamo messo le mani su una Founder's Edition, comprensiva quindi del controller nel colore esclusivo blu notte, di un Chromecast Ultra, di ben due alimentatori (uno per Chromecast, uno per il controller), due cavi e tutta la manualistica del caso. Inclusi nell'ordine ci sono anche 3 mesi di Stadia Pro e un Buddy Pass con altrettanti mesi di abbonamento per un amico. Grande escluso il grip realizzato dalla stessa Google per poter usare il controller con uno smartphone. Tutto sommato, il valore del contenuto della confezione supera il prezzo chiesto da Google per l'acquisto dei singoli componenti.

Il servizio

Sulla carta Stadia è un servizio eccezionale. Prendi un dispositivo compatibile con Chrome, ci colleghi mouse, tastiera o controller, avvii Stadia in una scheda di Chrome e inizi a giocare. Niente tempi di installazione, niente aggiornamenti e tempi di caricamento ridotti. Vuoi giocare su TV? Colleghi un Chromecast Ultra e un controller di Stadia e in pochi secondi sei dentro. Su smartphone? Usi l'app ufficiale, colleghi un controller e giochi senza problemi. Non vuoi abbonarti a Stadia Pro perché la tua connessione non ti permette di giocare in 4K o semplicemente perché ti interessano pochi titoli da giocare magari anche sporadicamente? Usi la versione base di Stadia.

Rimane però sulla carta. La realtà dei fatti è diversa. Stadia non è stato ufficialmente lanciato. Il più grande errore di Google è stato proprio questo: la mancanza di comunicazione, o meglio, tutta una serie di errori di comunicazione che hanno portato a pensare che il 19 novembre coincidesse con il debutto vero e proprio di Stadia. Se fossero stati più chiari sul fatto che le Founder's e le Premiere erano in sostanza dei (costosi?) Accessi Anticipati al servizio, forse non si sarebbe scatenato tutto il putiferio che si è effettivamente scatenato. Mancano infatti all'appello varie funzionalità, quelli che sarebbero stati (e probabilmente lo saranno) dei veri e propri punti di forza. Per cominciare, e già questo sarebbe dovuto essere sufficiente a capire che Stadia non è stato lanciato, manca la possibilità di utilizzare l'account gratuito. Senza pagare l'abbonamento mensile si accederebbe comunque a Stadia da smartphone o PC, si acquisterebbero giochi come si farebbe su Steam o sul PlayStation Store, e si giocherebbe in full HD con audio stereo. Mancano poi le funzionalità legate a Google Assistant (il pulsante dedicato sul controller ha iniziato a funzionare da qualche giorno), tutte quelle funzioni legate a YouTube come l'Instant Play, che permette di lanciarsi immediatamente in un gioco dopo averlo visto in video, o il Crowd Play, che permette ai giocatori di unirsi ai loro creatori di contenuti preferiti.

Di Stadia funziona quindi lo stretto indispensabile: i giochi. Se avete una buona connessione, possibilmente sopra i 30/40 Mbps, Stadia fa più o meno quello per cui è progettato. I giochi si avviano molto velocemente, sono fluidi e l'input lag è di poco superiore a quello di una comune console, in certi casi addirittura più basso. Sarebbe però un errore paragonare il tutto ad una comune esperienza di gioco ottenibile appunto su console o su PC. La qualità dell'esperienza non si misura solo in risoluzione, fluidità (intesa come frame al secondo) o input lag. Conta molto anche la qualità dell'immagine, e fino a prova contraria quello che osservate giocando a Stadia è un flusso video in streaming. Si nota molto giocando da Chrome (quindi da PC): non è così improbabile osservare artefatti da compressione e, di conseguenza, aloni sul cielo, sugli oggetti con superfici uniformi o scenari distanti; un fenomeno, soprattutto quello degli aloni, che non è così difficile osservare ad esempio guardando Netflix o altri servizi di streaming. Nello screenshot sottostante (apritelo da qui a schermo intero) si possono notare gli aloni di cui parliamo. Si tratta di Assassin's Creed Odyssey riprodotto su PC tramite Chrome.

Ovvio, nulla di trascendentale: stiamo giocando con un servizio di streaming e qualche compromesso è oltre modo scontato. Come accennato poi si tratta della versione Chrome che, come ci torneremo a breve, è probabilmente quella più zoppicante fra le tre. Sta di fatto che proprio l'esperienza su Chrome, al momento limitata al full HD (4K, HDR e audio surround arriveranno nel 2020), è quella più vicina alla versione gratuita di Stadia che potremo sperimentare dal prossimo anno.

C'è però un problema più grosso: l'esperienza di gioco non è sempre uguale. È molto probabile che Google stia utilizzando queste prime settimane di vita del servizio per portare avanti un po' di "esperimenti" relativi alla stabilità del servizio e alle performance delle macchine presenti all'interno dei data center. Come risultato il tutto è molto incostante. In queste settimane di utilizzo del servizio ci siamo trovati in certi giorni a non avere praticamente problemi, con sessioni di gioco stabili, fluide e appaganti. Altri giorni Stadia risultava praticamente inutilizzabile, ovviamente nei medesimi contesti dei giorni positivi. Altri ancora le sessioni iniziavano benissimo per crollare di performance dopo un paio di quarti d'ora di gioco. Questo anche utilizzando la così detta Modalità Equilibrata che, a prescindere dal dispositivo, riproduce i i giochi al massimo a 1080p@60 fps. Non sappiamo appunto se si tratti di problemi di gioventù del servizio, anche perché effettuando lo speedtest realizzato ad-hoc dalla stessa Google su una delle reti da noi utilizzate dovrebbe risultare addirittura superiore ai limiti imposti per il 4K.

Che bello, dovrei avere un'esperienza di gioco ottimale! Peccato non sia così.

Che bello, dovrei avere un'esperienza di gioco ottimale! Peccato non sia così.

Abbiamo effettuato diversi test anche su reti a 25/30 Mbps in Modalità Bilanciata: risultano interessanti visto che di fatto abbiamo giocato ad una rete con velocità inferiore a quella richiesta per godersi al meglio Stadia Pro. Siamo riusciti a goderci sessioni di gioco anche piuttosto lunghe senza grossi intoppi, a parte quelle giornate in cui il servizio, come già accennato, tende a fare un po' le bizze.

Uno screenshot tratto dall'ottima analisi del Digital Foundry (la trovate qui) che ci mostra le versioni Xbox One X e Stadia a confronto. La versione su Stadia risulta meno definita. Aprite l'immagine in un nuovo tab per apprezzare al meglio le differenze.

Uno screenshot tratto dall'ottima analisi del Digital Foundry (la trovate qui) che ci mostra le versioni Xbox One X e Stadia a confronto. La versione su Stadia risulta meno definita. Aprite l'immagine in un nuovo tab per apprezzare al meglio le differenze.

Scendendo più nel dettaglio in materia di risoluzione e frame rate, scopriamo poi che un'altra delle promesse di Google non è stata del tutto mantenuta. O meglio, gli sviluppatori non l'hanno mantenuta, e Google si è guardata bene dal comunicarlo. Per riprodurre i giochi in 4K HDR al momento l'unico modo è sfruttare Chromecast Ultra e controller su un TV o su un monitor 4K. Peccato che ci siano giochi che non vengono riprodotti a tale risoluzione, anche con reti ben al di sopra dei requisiti minimi per il 4K. Red Dead Redemption 2 ad esempio viene riprodotto al massimo a 1440p, e in tal caso il frame rate cala a 30 fps; in modalità bilanciata invece (in full HD quindi) sembra andare a 60 fps senza troppi problemi. Persino Destiny 2, uno dei titoli di punta inclusi tra l'altro nell'abbonamento a Stadia Pro, viene riprodotto a 1080p a 60 fps. Abbiamo tirato in ballo gli sviluppatori perché il problema è imputabile alla versione da loro realizzata del gioco. Le macchine presenti nelle server room di Google sono sufficientemente potenti (10,7 TFLOPS, ben al di sopra dell'attuale generazione di console), e in teoria, per come è strutturato il servizio, se all'utente serve più potenza Stadia dovrebbe allocare contemporaneamente più macchine. È possibile, anche per via della gioventù della piattaforma e del servizio, che gli sviluppatori ci siano andati con i piedi di piombo. Un concorso di colpa insomma.

E per quanto riguarda l'input lag? Possiamo giudicarlo in due modi: da casual gamer o da pignoli. Nel primo caso, il tempo che trascorre tra la pressione di un pulsante, che siate su PC, smartphone o TV, e l'effettiva traduzione su schermo dell'azione non è così rilevante da essere notato da un occhio meno allenato o appunto pignolo. Se si mettono in campo telecamere in grado di registrare a 240 fps e si misura il tempo effettivo, cosa che per esempio hanno fatto nelle redazioni estere di PC Gamer o Eurogamer (Digital Foundry), si scopre che l'input lag effettivo è superiore di quello che ad esempio si potrebbe registrare su una Xbox One X di una misura compresa tra i 44 e i 60 millisecondi. Dipende però molto anche dai giochi. Red Dead Redemption 2 ad esempio ha un input lag elevatissimo di suo (435 ms su Xbox One X), e su Stadia riesce ad essere inferiore (385 ms) e di poco superiore a quello su PC (intorno ai 350 ms). Stranamente su televisore, dove l'espediente del controller direttamente collegato ai server dovrebbe ridurlo, non si hanno (almeno secondo PC Gamer) dei risultati superiori a quelli ottenibili su PC tramite Chrome. Anche in questo caso l'impressione è che il tutto sia in una forma ancora instabile, specialmente in quest'ultimo caso delle performance su TV. Mettiamola così: per giocare a Destiny 2, Assassin's Creed Odyssey, Metro Exodus e simili va benissimo così. Per giocare ai picchiaduro in modo competitivo assolutamente no. Qualche ulteriore considerazione piattaforma per piattaforma nei seguenti paragrafi.

PC (Chrome)

È forse la più "deludente" tra le piattaforme e allo stesso tempo anche la più interessante. L'idea di aprire un tab di Chrome anche da PC attempati e lanciarsi in una sessione di grind selvaggio su Destiny 2 o in una cavalcata nell'America di Red Dead Redemption 2 è a dir poco invitante. I tempi di caricamento dei giochi poi riescono a risultare inferiori a quelli visti su console (e talvolta anche su PC). Perché deludente quindi? Perché fra le tre è quella che ci ha dato più problemi di stabilità e perché giocare in full HD su un monitor si fa sentire. Non fraintendeteci: giocare ad un gioco in full HD va benissimo (il 4K per la maggior parte degli utenti è irraggiungibile), ma come detto prima stiamo parlando di uno streaming, e la qualità del flusso non è sempre ottimale. Se non altro è la più versatile tra le opzioni. I giochi supportano senza alcuno sforzo mouse e tastiera, ed è sufficiente collegare un controller al PC per farlo riconoscere dal gioco e passare da un sistema di controllo all'altro. Lo abbiamo provato su PC fisso (ASUS GS30), su portatili di vario genere (XMG Fusion 15, Dell XPS 13), su Chromebook (un Acer Chromebook R 11 del 2016), insomma, un po' dove capitava, con risultati più o meno sempre in linea.

Smartphone

Sul fronte smartphone, Stadia al momento funziona solo sui dispositivi della famiglia Pixel; in futuro saranno abilitati altri dispositivi Android e gli iPhone di casa Apple. Lo stesso controller ufficiale, ma ci torneremo anche nel paragrafo dedicato, funziona solo tramite collegamento cablato. Fra le tre è sicuramente la più sorprendente, non tanto per le performance, in linea con il resto delle piattaforme, quanto più per l'effetto che fa giocare a titoli tripla A quali Assassin's Creed Odyssey o Metro Exodus su uno smartphone. Il mobile gaming è uno dei settori più remunerativi del mondo videoludico e varie realtà stanno puntando sullo streaming anche grazie all'avvento del 5G. Persino Project xCloud di Microsoft per ora si concentra quasi esclusivamente sui dispositivi mobili. Stadia in tal senso sta facendo da precursore. I test li abbiamo effettuati su Pixel 3a XL in combinazione con un Razer Raiju Mobile, molto comodo per via dell'alloggiamento dedicato dove inserire lo smartphone.

Bene poi specificarlo nuovamente: Stadia funziona solo sotto Wi-Fi. Al momento con le reti cellulare classiche non funziona, anche perché i consumi in gigabyte sono piuttosto elevati. In 4K consuma 20 GB circa l'ora; in full HD siamo sull'ordine dei 10 GB; in 720p circa 4,5 GB l'ora. Risultano piuttosto inutili i test in tethering: il 4G, per quanto ottimo, non è così stabile come una rete casalinga. Come influisce giocare con Stadia sull'autonomia dello smartphone? Come accennato i nostri test sono stati effettuati su Google Pixel 3a XL, uno smartphone dotato di 3.700 mAh di batteria. Con un'ora di gioco al massimo della luminosità indossando un paio di auricolari (senza sfruttare quindi gli speaker) Stadia ha consumato circa il 20% della carica residua. Tutto sommato niente male!

TV

La piattaforma su cui Stadia dà il meglio di sé. Qui si sfrutta il vero punto di forza del controller ufficiale di Stadia, la connessione Wi-Fi ai server di Google per diminuire al massimo l'input lag. Anche se come abbiamo visto non è propriamente così, almeno per il momento. Ed è solo su TV, grazie all'ausilio di Chromecast Ultra, che i giochi possono essere riprodotti in 4K HDR. O meglio, potrebbero, visto che esempi illustri quali Destiny 2 e Red Dead Redemption 2 non vengono effettivamente riprodotti al massimo della risoluzione consentita. Le performance sono probabilmente le migliori, ma c'è qualche altro problemino da sottolineare. Per esempio Chromecast Ultra tende a surriscaldarsi (molto), in certi casi si spegne, nel nostro caso si è bloccata e al riavvio mostrava colori completamente sballati.

Passare da una piattaforma all'altra

Un altro dei vantaggi di Stadia è la possibilità di passare a piacimento da una piattaforma all'altra. Come avevamo specificato nella nostra anteprima, non è possibile condividere l'account di Stadia con altre persone sulla falsa riga di Netflix. Due accessi in contemporanea sono quindi proibiti. Se però state giocando ad esempio su PC o su TV e volete spostarvi a letto o in bagno, potete avviare Stadia sullo smartphone e automaticamente riprenderete dallo stesso punto interrompendo lo streaming sulle altre piattaforme. Sono poi concessi cinque minuti di inattività: poi Stadia terminerà in automatico la trasmissione del contenuto. Ciò significa che anche in caso di disconnessione (per cause di forza maggiore) avete comunque la stessa finestra temporale per tornare sul gioco ed evitare di conseguenza eventuali tempi di caricamento.

L'applicazione

Come già specificato, l'app dedicata ad Android e iOS è al momento il centro nevralgico di Stadia. Dall'app si sincronizzano tutte le principali impostazioni che regolano l'esperienza utente con il servizio di Google, ed è sempre dall'app che si acquistano e si lanciano i giochi. Un po' alla stregua di un cast su Netflix, si può decidere di far partire i giochi disponibili nella propria libreria sugli schermi disponibili. Fino a qualche giorno fa era l'unico portale di accesso allo store di Stadia, da adesso è attiva anche la versione browser, segno che Google vuole puntare forte sulla versione Chrome di Stadia. Tendenzialmente l'app funziona molto bene, ma ci sono delle discrete criticità.

Cominciamo dalle acquisizioni. Su tutte le piattaforme si possono catturare screenshot o mini-clip di 30 secondi. Peccato che tutti questi elementi multimediali catturati con l'apposito pulsante sul controller o con la pressione di F12 da PC finiscono in una sezione dell'app che permette di fare poco e nulla. Gli screenshot e le clip così salvate possono essere solo "consultate". Non c'è modo di condividerle, di modificarle, di salvarle in locale e di conseguenza di esportarle in alcun modo. Sono, insomma, in un limbo, e non se ne capisce il perché. Com'è possibile che un servizio di Google non sia integrato con Google Foto, con Drive o che appunto non permetta una semplicissima condivisione?

Ottima la possibilità di collezionare acquisizioni ma... che me ne faccio di preciso?

Ottima la possibilità di collezionare acquisizioni ma... che me ne faccio di preciso?

Gli altri problemi riguardano il giocare con Stadia da smartphone. L'interfaccia dell'app non ruota. Una stupidaggine, direte voi, ma se collocate il vostro smartphone su un apposito grip e aprite l'app di Stadia dovete ruotare il tutto e usarlo in modo innaturale. Inoltre non c'è una sorta di "Modalità Gioco" che, ad esempio, non mostra notifiche o altri avvisi di sistema che disturbano la sessione di gioco. Basterebbero insomma pochi accorgimenti a migliorare un'app che, di per sé, è ben disegnata e di semplice utilizzo.

Lo store e i giochi

Lo store di Google Stadia differisce da quelli degli altri servizi di streaming attualmente più conosciuti ed utilizzati (GeForce Now e Project xCloud) per un semplice motivo. I giochi acquistati sono esclusivamente per Stadia. Se quindi Google un domani decidesse di aggiungere un'altra lapide al suo cimitero, gli acquisti fatti andrebbero a farsi benedire. Ma è uno scenario possibile? A nostro avviso no. Stadia è un servizio che piano piano sarà sempre più integrato nell'ecosistema Google, un ecosistema che, se ve lo foste dimenticato, conta miliardi di utilizzatori ogni giorno. Come se non bastasse Microsoft, Sony, NVIDIA, Vodafone e chissà chi altri sta puntando sempre di più sullo streaming. Un motivo ci sarà, non trovate? Inoltre la considerazione a riguardo degli acquisti sullo store si potrebbero fare anche per tanti altri store, Steam incluso.

La piattaforma di Valve non fallirà mai, ma il discorso è il medesimo che si può fare per Stadia. Possedete una mera copia digitale del gioco (anche se potete farne effettivamente un backup da masterizzare su disco, ma c'è qualcuno che lo fa?), esattamente come su Stadia. xCloud e GeForce Now come vi dicevamo sono invece diversi perché di fatto acquistate copie, sempre digitali, che sono poi utilizzabili anche non in streaming. Il servizio di NVIDIA per esempio si collega a Steam o Battle.net, mentre quello di Microsoft è ancora da capire come si evolverà, ovvero se i giochi in streaming rimarranno legati al Game Pass o se i piani per il suo futuro sono diversi. Ma stiamo divagando.

I prezzi dei giochi presenti sullo store di Stadia, che come già accennato è accessibile sia da smartphone che da browser, oscillano tra quelli proposti su PC e quelli che invece troviamo su Console. Si passa quindi dai 19,99€ dei giochi più semplici ai 69,99€ di titoli quali GRID. Gli abbonati a Stadia Pro in tal senso hanno diversi vantaggi: non solo ogni mese (almeno per ora) vengono regalati nuovi giochi, ma vengono proposti anche sconti piuttosto interessanti su quelli disponibili in catalogo. Ad esempio mentre scriviamo questo articolo, Shadow of the Tomb Raider risulta scontato a 24€. Diciamo che per lanciare un servizio del genere, su cui c'è uno scetticismo generale più alto del solito, prezzi più vantaggiosi avrebbero aiutato a calmare le acque.

Sulla varietà dei giochi c'è poco da criticare, nel senso che il servizio, oltre ad essere neonato, non è di dominio pubblico e quindi non così ricco come ci piacerebbe che fosse. I partner a bordo del progetto sono decine e nel corso delle settimane lo store di popolerà sempre di più. Proprio in questi giorni ad esempio dovrebbero arrivare Ghost Recon: Breakpoint e Borderlands 3. La stessa Google ha fondato uno studio di sviluppo che nel corso dei prossimi anni lancerà titoli dedicati in grado di sfruttare appieno le potenzialità della piattaforma. Quelli presenti comunque sono più che sufficienti per analizzare le potenzialità del servizio: si spazia dagli sparatutto online come Destiny 2 ai giochi di guida come GRID; ci sono picchiaduro (Mortal Kombat 11, Samurai Shodown), giochi di azione (Tomb Raider, RDR2), FPS (Metro Exodus, Wolfenstein: Youngblood), gestionali o simili (Football Manager 2020, Farming Simulator 2019).

Controller

Il controller ufficiale dedicato a Stadia non è affatto male. Il range di prezzo è il solito ad esempio dei DualShock V2 di casa Sony, e per certi versi è proprio a quest'ultimo che somiglia maggiormente.

  • Wi-Fi:  Dual-band (2.4GHz / 5GHz) IEEE 802.11 a/b/g/n/ac
  • Bluetooth: Bluetooth Low Energy 4.2 (BLE)
  • Jack audio: 3,5 mm con supporto al microfono
  • USB: Type-C per ricarica, gioco e cuffie compatibili
  • Batteria: 2.000 mAh
  • Peso: 268 g
  • Dimensioni: 163 x 105 x 65 mm
  • Pulsanti extra: Google Assistant, cattura video/schermata
  • Colori: Bianco, Nero, Wasabi
  • Prezzo: 69€

Le levette analogiche, disposte simmetricamente, hanno una buona mobilità e nel complesso si sono dimostrate sempre all'altezza della situazione. Discreti anche i feedback degli altri pulsanti, compresa la croce direzionale che risulta molto "cliccosa". Forse un po' troppo morbidi i pulsanti dorsali inferiori. Hanno una corsa lunga molto lunga, ed è anche per questo che probabilmente Google ha preferito mantenerli più morbidi appunto. Buoni invece i pulsanti dorsali superiori, dotati anche in questo caso di un buon feedback rumoroso. I rumble interni forniscono un'ottima vibrazione, utile anche nelle fasi di accoppiamento del controller e in altre operazioni di base. L'amperaggio della batteria non è stato comunicato ufficialmente da Google. È comunque di dominio pubblico grazie ad uno dei soliti teardown: 2.000 mAh. Di più quindi di alcuni celebri competitor (DualShock 4 ne ha 1.000 mAh, il Pro Controller di Switch 1.300 mAh), anche perché, giocando su TV, deve mantenere costantemente attiva la connessione via Wi-Fi che consuma di più di un classico Bluetooth LE. L'autonomia in ogni caso è più che soddisfacente ed è in grado di non lasciarvi a piedi nemmeno con sessioni di gioco particolarmente prolungate. Come già accennato i pulsanti extra presenti sul controller funzionano a metà. Quello dedicato a Google Assistant funziona solo sul menu generale e non in gioco, e vi permette ad esempio di lanciare un gioco chiedendolo tramite comandi vocali. Quello per le acquisizioni permette già di scattare screenshot e mini-clip. Un domani dovrebbe servire anche per avviare eventuali streaming su YouTube.

Prezzo e acquisto

Un rapido ripasso sui prezzi e le modalità di acquisto. L'unico modo per accedere a Stadia al momento è tramite la Premiere Edition attualmente in vendita sul Google Store a 129€. In futuro si potrà accedere da smartphone o da browser su PC anche senza acquistare l'hardware proprietario di Google. Per chi vorrà usufruire del servizio base non ci sarà da pagare abbonamenti, ma lo streaming dei giochi sarà limitato al full HD (1.920 x 1.080 pixel) con audio stereo. Altrimenti ci si potrà abbonare a Stadia Pro a 9,99€ al mese.

Stadia Pro permette lo streaming in 4K HDR con audio surround e, ogni mese, vi permette di associare al vostro account uno o più videogiochi, proponendo anche sconti più o meno corposi su quelli in vendita nello store ufficiale. Nel caso di cessazione dell'abbonamento, i giochi sbloccati con Stadia Pro (ovvero quelli offerti "gratuitamente") non saranno accessibili fino a quando non vi riabbonerete. Tutti gli altri, compresi quelli acquistati con gli sconti, saranno comunque accessibili. Sulla falsa riga di quanto succede con PlayStation Plus per intenderci.

Foto

Giudizio Finale

Google Stadia

Su Stadia dovremo necessariamente tornarci tra qualche mese. Google è stata sicuramente coraggiosa a lanciarsi sul mercato con le due edizioni fisiche (Founder e Premiere), ma il servizio è tutt'altro che pronto. L'integrazione con l'ecosistema Google è ben lontana dalla realtà. Il servizio risulta scostante, con sessioni di gioco ottime che si alternano a pessime esperienze con rallentamenti di ogni tipo. L'input lag è accettabile, anche se superiore a quello registrabile su console. Lo store è ancora povero di contenuti e i prezzi sono più salati di quanto gli utenti si aspettassero. È tutto un disastro quindi? No. I presupposti ci sono e quando Stadia non fa le bizze si gioca che è un piacere, senza quasi accorgersi di interagire con uno streaming e non con un gioco fisicamente installato su una macchina a qualche metro da noi. Se ne riparla nel 2020 quindi, quando Google lancerà Stadia base e quando la stabilità del servizio sarà migliore di quella attuale, si spera.

Voto finale

Google Stadia

Pro

  • Niente installazioni, niente aggiornamenti, caricamenti ridotti
  • Multi-piattaforma
  • Tutto sufficientemente intuitivo
  • È destinato a migliorare

Contro

  • Qualità del servizio incostante
  • Non è ancora ben integrato nell'ecosistema Google
  • Acquisizioni nel limbo
  • Prezzi dei giochi

Lorenzo Delli
Lorenzo Delli Cresciuto a "computer & biberon", si è avvicinato al mondo dell'informatica alla tenera età di 5 anni. Si occupa principalmente di news e recensioni legate al mondo del gaming (mobile e non) e dei canali Social per il network SmartWorld.
Google Pixel 3a XL

Google Pixel 3a XL

  • Display 6" FHD+ / 1080 x 2160 PX
  • Fotocamera 12,2 MPX ƒ/1.8
  • Frontale 8 MPX ƒ/2.0
  • CPU octa 2 GHz
  • RAM 4 GB
  • Memoria Interna 64 GB Espandibile
  • Batteria 3700 mAh
  • Android 9.0 Pie

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