8.5

Recensione GUILTY GEAR STRIVE, ovvero un gran bel picchiaduro!

Lorenzo Delli




Recensione GUILTY GEAR STRIVE

Editore Bandai Namco, Arc System Works
Sviluppatore Arc System Works
Piattaforme PS5, PS4, PC Windows
Versione provata PS5
Genere Picchiaduro
Modalità di gioco Singolo e Multi giocatore (locale e online)
Lingua Testi in italiano

Arc System Works non è solo la software house storica della serie Guilty Gear. Potreste conoscerla anche per quel piccolo capolavoro che è Dragon Ball FighterZ, il picchiaduro edito da Bandai Namco che, con un sapiente uso del cel-shading, ci proiettava dentro l’anime in un modo che i classici picchiaduro tridimensionali non erano riusciti ad ottenere. GUILTY GEAR STRIVE, così come gli altri capitoli della serie, cerca in tutti i modi di far sentire il giocatore all’interno di un anime, e ci riesce alla grande. Ma è alla portata di tutti? O è dedicato unicamente ai fan storici della saga? Scopriamolo insieme.

La trama di GUILTY GEAR STRIVE non è certo la più amichevole del mondo. Se volete capirci qualcosa dovrete “sudare” un bel po’, a meno di non essere profondi conoscitori della serie. È dal 1998 che Arc System Works pubblica picchiaduro appartenenti all’universo di Guilty Gear, e le cose nel tempo si sono fatte particolarmente complicate, anche perché tecnicamente STRIVE sarebbe il 24°. Per chi sa di cosa parliamo, STRIVE continua gli eventi di Guilty Gear Xrd (arrivato nel 2015 in Europa) portando a conclusione la trama di Sol Badguy, uno dei personaggi giocabili nonché tra i protagonisti della modalità storia. Per tutti gli altri sarà ardua cercare di capirci qualcosa.

La modalità storia è di fatto un anime realizzato interamente con il motore di gioco che è possibile godersi in sezioni di tempo variabile, esattamente come fosse una serie TV. Senza troppi complimenti o riassunti, getta il giocatore, anzi, lo spettatore in un intreccio di personaggi ed eventi. Mettendo in pausa e aprendo il codex si può iniziare a capire qualcosa. C’è persino un albero progressivo che tiene conto di tutte le relazioni di conoscenza e parentela tra i tantissimi personaggi. Sta di fatto che tale modalità non è interattiva in alcun modo. L’unica cosa che si può fare, oltre a consultare le voci del codex, è salvare i progressi nel caso vi siate stufati o abbiate altro da fare. Va da sé che è anche possibile ignorare completamente questa sezione e passare altrove. Si tratta di un contenuto aggiuntivo dedicato ai fan della saga che, dopo tanti anni, vogliono sapere come si concludono certe story-line. È anche vero che guardandola, a digiuno o no della storia, si dà un contesto ai personaggi che poi si userà nelle arene di combattimento, il che non guasta affatto. Ad aiutare la comprensione ci sono fortunatamente sottotitoli e menu completamente tradotti in italiano.

Mettendo quindi da parte questa sezione, cosa rimane? Un picchiaduro di qualità! Entriamo quindi nel vivo e vediamo cosa ha da offrire. Il tutorial è una modalità che potrebbe tornare utile anche i veterani. Lo stile di gioco e alcune nuove meccaniche vengono infatti spiegate con una serie di missioni che vi permettono tra l’altro di fare la conoscenza di alcuni personaggi. Mettendo da parte anche questo, si potrà affrontare la CPU in una modalità arcade che si adatterà al vostro livello di abilità, organizzare incontri classici singoli o lanciarsi in combattimenti 1 vs. 1 sia in locale che online.

Di base Guilty Gear Strive è un picchiaduro classico gestito in due dimensioni. Niente 3D quindi, se non nelle animazioni e nei meravigliosi fondali dinamici. Da buon “picchia picchia” classico, è la mappatura dei controlli a suggerirvi di usare la croce direzionale al posto delle levette analogiche. Già dopo qualche combattimento si avrà però a che fare con dinamiche particolari. Ad esempio, colpire un avversario ripetutamente ai bordi dello schermo innescherà un cambio di contesto denominato, non a caso, Wall-Break. Non si tratta solo di un espediente per far mostrare i muscoli al motore grafico o per dare più varietà alle arene. Tale meccanica di fatto ripareggia la situazione, portando entrambi i lottatori di nuovo al centro dello schermo.

A cambiare rapidamente le sorti di uno scontro già deciso, oltre al Wall-Break, c’è anche la meccanica del Burst, gestita da un classico contatore a barra che si riempie con il tempo o nel caso riceviate troppi colpi da parte dell’avversario. Scatenandolo potete di fatto allontanare l’avversario da voi, dandovi il tempo di respirare (per 1 secondo o poco più) o comunque per riorganizzarvi. Tra le novità, oltre al Wall-Break, c’è anche il Dash, attivabile semplicemente premendo due volte avanti, ed utile come facile intuire a ridurre velocemente le distanze (con tutti i rischi annessi e connessi). Si scende poi sempre di più nel dettaglio, introducendo ad esempio le RC (Roman Cancel), una meccanica apparsa per la prima volta in Guilty Gear X che permette sostanzialmente di cancellare l’animazione di una determinata mossa per iniziarne una nuova, permettendo delle combo particolarmente devastanti. La possibilità di usarle è gestita anche in questo caso da una barra scorrevole, quella della Tensione. L’utilizzo di una RC brucia di fatto il 50% della barra di tensione.

La situazione insomma è particolarmente complessa. Non vi aspettate un picchiaduro senza arte né parte che fa delle ambientazioni anime e delle combo di stampo classico la sua natura. Guilty Gear Strive è davvero complicato da padroneggiare e richiederà non solo una discreta dose di allenamento, ma anche ottimi riflessi. Tutto ciò senza tirare in ballo il roster, composto al momento da 15 personaggi base ognuno caratterizzato dalle sue meccaniche e peculiarità. E a fare da contorno a tutto c’è un gran bel comparto tecnico. Esattamente come visto in Dragon Ball FighterZ, Guilty Gear Strive riprende quello stile in cel-shading, un po’ 2D, un po’ 3D, che su schermo è una vera meraviglia da ammirare.

I personaggi sono meravigliosi, e durante determinate mosse, o nel caso di Wall-Break, la telecamera si muove mostrando i modelli tridimensionali completi. Anche le ambientazioni sono altrettanto meravigliose, e soprattutto mai statiche e piene di dettagli che però, se siete concentrati sul combattimento, sarebbe bene non ammirare. Gli effetti su schermo delle mosse scatenano un concerto di luci alquanto pirotecnico. Da buon titolo giapponese, proprio alcune combo ed effetti di vario genere hanno come effetto quello di mostrare su schermo scritte particolarmente grandi, perfette per rendere l’atmosfera ancora più “fumettosa”.

Il tutto è condito da una colonna sonora particolarmente azzeccata, dallo stile prevalentemente rock e adrenalinico. Se proprio dobbiamo muovergli una critica, la versione PS5 del gioco non presenta particolari migliorie, né da un punto di vista grafico né di fluidità. Il DualSense poi non è particolarmente sfruttato, ma c’è anche da dire che gli appassionati di picchiaduro si appoggiano spesso a pad alternativi pensati appunto per un contesto diverso da quello classico. Per quanto riguarda il netcode, che deve comunque ancora essere stressato a dovere visto che il lancio del gioco è previsto oggi 11 giugno, vi rimandiamo alla recensione di un collega particolarmente esperto in materia.

Oltre alla versione PS4 e PS5, è disponibile anche la versione PC di Guilty Gear Strive, disponibile su Steam a 59,99€.

Screenshot

Giudizio Finale

GUILTY GEAR STRIVE

8.5

GUILTY GEAR STRIVE

Guilty Gear Strive sembrerebbe, a primo acchito, un gioco non certo adatto a tutti. La trama è particolarmente complessa, e la modalità storia non interattiva interesserà di fatto soltanto a chi vuole capirci qualcosa o ai fan storici della saga. Sotto a tutto questo però si nasconde un picchiaduro dalle meccaniche complesse, indirizzato ad un pubblico che ama la scena competitiva. Il tutto è immerso in un contesto grafico davvero meraviglioso, che saprà soddisfare gli appassionati delle atmosfere anime esattamente come aveva fatto Dragon Ball FighterZ.

di Lorenzo Delli
Pro
  • Meccaniche stratificate con alcune novità di rilievo
  • Comparto grafico spettacolare
  • Sottotitoli e menu in italiano
Contro
  • Non compratelo per il single player
  • "Solo" 15 lottatori

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