Recensione Halo Infinite: l'Halo più grande di sempre è anche il migliore di sempre?

Recensione Halo Infinite: l'Halo più grande di sempre è anche il migliore di sempre?
Lorenzo Delli
Lorenzo Delli

Sono passati 6 anni dal lancio di Halo 5: Guardians, un capitolo che è riuscito, nonostante le critiche a vendere oltre 5 milioni di copie (solo retail). Halo Infinite porta quindi sulle spalle un peso enorme: quello di sequel di una storia complicata, stratificata e che trascende il media videoludico; e quello di gioco next-gen dedicato alla nuova generazione di console di casa Microsoft. Basterà il ritorno di John-117 come unico protagonista indiscusso e la prospettiva di un mondo aperto a renderlo il capolavoro che tutti i fan si aspettano? Scopriamolo insieme in questa recensione della campagna di Halo Infinite.

PRO

  • Più grande degli altri Halo
  • Non scade in dinamiche RPG trite e ritrite
  • Scontri a fuoco più dinamici
  • È incluso nel Game Pass

CONTRO

  • Non è un gioco next-gen
  • Ritmo di gioco "particolare"
  • Open world non sempre incisivo
  • Qualche sbavatura qua e là

Scheda videogioco

  • Publisher Xbox Game Studios
  • Sviluppatore 343 Industries
  • Genere Sparatutto in prima persona
  • Numero giocatori Singolo e multi giocatore
  • Lingua Italiano
  • Disponibile su

Premessa

Ad essere precisi, la trama di Halo Infinite è collegata anche agli eventi di Halo Wars 2. E a voler essere ancora più zelanti, si dovrebbero spendere svariate righe per ricomporre tutta la saga di Halo e per capire dove veramente eravamo rimasti negli ultimi "episodi". Halo infatti si dipana lungo tantissimi romanzi, spin-off (come il già citato Halo Wars 2), fumetti, film e a breve persino serie TV, e pensare che quanto raccontato in Halo Infinite faccia riferimento solo agli eventi visti in Halo 5 sarebbe un grave errore.

Per farla "breve", ci ritroviamo nei panni di Master Chief a fluttuare nello spazio intorno allo Zeta Halo, l'installazione 7, uno degli anelli originali che al suo interno nasconde segreti a dir poco incredibili (e pericolosi). C'è ovviamente un problema: dopo la defezione di Cortana e l'arrivo degli Esiliati, comandati da Atriox, la situazione si è fatta ancora più complessa. Halo Infinite è ambientato nel 2560, 6 mesi dopo che Master Chief era stato sconfitto proprio da Atriox in un combattimento corpo a corpo a bordo della UNSC Infinity. Sconfitto, ma non spezzato, il nostro John viene risvegliato dal pilota di un Pellican, dando il via a quelli che sono gli eventi del nuovo videogioco di casa 343 Industries. Dopo un rapido tafferuglio, Master Chief e il pilota si trovano sulla superficie di Zeta Halo, l'open world in parte protagonista di questo nuovo capitolo. C'è ovviamente un problema, anzi, più di uno: l'anello è sotto il giogo degli Esiliati, e a comandare le infinite legioni di alieni c'è Escharum, un altro bruto, pericoloso quanto Atriox, se non di più, e disposto a tutto per cancellare ogni traccia rimasta dell'UNSC, Master Chief compreso. Non vi diremo altro sulla trama, anche perché chi giocherà Halo Infinite lo farà anche per viverla in prima persona. C'è però un dettaglio che non può essere ignorato: insieme a John c'è Arma, una nuova intelligenza artificiale che lo affiancherà come un tempo faceva Cortana.

La premessa insomma è quella di mettere piede per la prima volta in un mondo aperto dinamico, esplorabile liberamente in lungo e in largo, senza per questo sacrificare una trama degna della storica serie di casa Xbox. E di farlo unicamente nei panni di Master Chief. Le dinamiche essenziali di gioco sono tutte lì, al loro posto. Halo Infinite rimane uno sparatutto in prima persona che, nonostante la presenza dell'open world, non aspira a diventare altro. E ci si può giocarci ovunque: su Xbox One, Xbox Series X|S, su PC e su Xbox Cloud Gaming tramite il Game Pass, che di fatto lo rende giocabile anche su Android e iOS (con controller, ovviamente). Dobbiamo però necessariamente entrare nel dettaglio per quanto riguarda quelle che sono le meccaniche gameplay che lo caratterizzano.

Open World

Iniziamo proprio a parlare dell'open world, di come Zeta Halo sia un mondo appunto esplorabile e dinamico. Il concetto è che potrete decidere di seguire la trama, indirizzandovi verso le missioni principali che la caratterizzano, o decidere, magari anche solo tra una missione e l'altra, di liberare l'Anello dal giogo degli Esiliati e di riunire le forze dell'UNSC rimaste per comporre una sorta di resistenza. Per fare ciò si dovranno conquistare varie basi UNSC controllate da orde di grunt, jackal, elite, cacciatori e altri membri degli Esiliati. Una volta liberate, le basi diverranno punti di spostamento rapido nonché postazioni per generare veicoli, armi e per portare con sé una scorta di marine che ci aiutino a fare il lavoro sporco. I marine stessi saranno anche protagonisti di mini-missioni sparse sulla mappa di gioco: potremo decidere infatti di liberare squadre tenute prigioniere dagli Esiliati in modo da infoltire i ranghi dei sopravvissuti dell'UNSC.

Di attività secondarie ce ne sono anche altre. Proprio conquistando le ex-basi UNSC, si sbloccheranno nuovi punti di interesse dello Zeta Halo, tra cui i bersagli, che altro non sono che luogotenenti di Escharum, e anche strutture secondarie degli Esiliati piuttosto importanti ai fini bellici e di controllo delle regioni. Diciamo quindi che il giocatore può optare per portare avanti sia la trama principale che la liberazione dell'Anello, vedendo piano piano il mondo aperto popolarsi anche di pattuglie UNSC possibilmente impegnate contro le forze nemiche. Man mano che si liberano marine, si conquistano basi, si uccidono bersagli o si distruggono specifiche strutture degli Esiliati, come le torri radio di propaganda, si guadagna valore. Più è alto è il grado di valore, più veicoli e armi si sbloccano alle basi, permettendo di fornire equipaggiamenti di partenza sempre più pericolosi sia per Master Chief che per i marine. Tra l'altro sconfiggendo i luogotenenti si sbloccano varianti delle armi degli Esiliati ancora più forti e dagli effetti spesso imprevedibili. Queste armi poi possono essere ricreate alle basi conquistate.

Tralasciando le attività che possono essere svolte, come si presenta il mondo aperto di Halo Infinite? Lo Zeta Halo alterna zone di verde, con alberi, ruscelli, paludi, formazioni floreali e un accenno di fauna, a strutture dell'UNSC e degli Esiliati. Ovviamente sono quest'ultime a fare da padrone nella maggior parte delle sezioni visitabili. Si vede poi che il particolare Anello su cui ci si trova non è del tutto terminato. Mancano intere sezioni, che spesso costituiscono degli ostacoli per il proseguo dell'esplorazione. I piloni che compongono l'anello sono talvolta collocati ad altezze sbagliate, facendo percepire appunto l'idea di non trovarsi su una superficie di un mondo qualsiasi, ma bensì su quella di una sofisticata nave spaziale ancora in costruzione dotata di un suo bioma. Non vi aspettate insomma il massimo della varietà. Ci sono zone leggermente diverse da altre, ma più per l'influsso degli Esiliati che altro. L'ampiezza è sufficiente a dovervi obbligare talvolta a preferire i mezzi piuttosto che un'esplorazione a piedi, ma la superficie complessiva non è paragonabile a quella di altri titoli open world. Ci sono purtroppo delle limitazioni anche a livello di modifica dell'ambiente: andarsi a schiantare su un albero con un warthog corazzato equivale a schiantarsi su un muro o su un edificio, giusto per fare un esempio. Manca poi il meteo dinamico, che potrebbe essere inserito in seguito dagli sviluppatori. C'è invece un ciclo giorno/notte, che in teoria dovrebbe influenzare anche la comparsa di eventuali nemici, ma non ci è sembrata una caratteristica in grado di cambiare così drasticamente l'esperienza complessiva.

In defintiva, si riesce ad apprezzare lo sforzo di creare un mondo aperto che sia affrontabile anche in un modo non lineare. E la presenza di tale caratteristica non risulta forzata o fuori posto, anzi. Per come è Halo, un primo passo in tale direzione è davvero apprezzabile. Le campagne dei precedenti capitoli di Halo non sono certo ricordate per la longevità della trama. In questo caso almeno si ha un mondo con tante attività secondarie che possono essere affrontate anche al termine della trama principale, aumentando di fatto la longevità complessiva. Ci torneremo comunque nel paragrafo dedicato. Il problema è che l'open world di Halo Infinite si scontra con tanti illustri esponenti del mondo videoludico che in molti casi hanno tanto di più da offrire.

Giocabilità

A prescindere dalla presenza di un open world, Halo Infinite rimane uno sparatutto in prima persona che ci vede affrontare orde di alieni sempre più numerose ed agguerrite. Il ritmo di gioco però è diverso da quello di altri sparatutto in prima persona. Non vi aspettate insomma un DOOM Eternal ambientato in un mondo aperto. Se decidete di giocare ad un livello di difficoltà che non sia quello di base (il Facile, per intendersi), Halo Infinite sa davvero essere brutale. Lanciarsi in stile Rambo nel mezzo delle installazioni nemiche non è affatto una buona idea. Ci sono nemici anche semplici, come i Jackal con fucili di precisione, che possono eliminarvi in un solo colpo. E questo anche a livello di difficoltà Normale! Bisogna insomma ponderare le proprie mosse, o avere una tale dimestichezza con gli strumenti a disposizione di John-117 da non lasciarsi sorprendere da nulla.

La velocità di gioco in ogni caso è più lenta del già citato DOOM Eternal o di altri sparatutto in prima persona come banalmente un Call of Duty o simili. Ha in sostanza un ritmo tutto suo, quello che forse avete già assimilato anche grazie al multiplayer rilasciato in anticipo rispetto alla campagna vera e propria. Se non altro a rendere il tutto più dinamico ci sono delle novità che vanno ad influenzare lo stile di gioco e di approccio all'azione del giocatore. Master Chief può contare sulla sua armatura MJOLNIR, un prodigio della tecnologia che stavolta può ospitare anche dei potenziamenti di rilievo. Protagonista indiscusso è il Rampino, uno strumento multiuso che cambierà drasticamente il modo in cui vi approccerete alle sparatorie. Molto banalmente all'inizio viene da usarlo come strumento di movimento, per raggiungere quindi alture, per scavalcare muri o molto banalmente anche per scappare dai nemici in modo più rapido. In realtà ci sono molti più utilizzi. Può ad esempio essere utilizzato per afferrare rapidamente armi da terra; o ancora per agganciarsi a veicoli in movimento e dirottarli; può essere usato per agganciare gli avversari, sferrando mortali attacchi corpo a corpo (soprattutto se armati di lame energetiche o martelli gravitazionali); e persino per portare a sé oggetti potenzialmente esplosivi da rilanciare contro gruppi di avversari. Diventerà insomma un fido compagno di battaglia. E in teoria non sarebbe nemmeno l'unico potenziamento da utilizzare: ci sono le barriere portatili, i propulsori e il sensore per individuare nemici occultati. Ne potrete però utilizzare solo una alla volta, e probabilmente il rampino sarà sempre il vostro preferito.

In tutto ciò, non pensiate che Master Chief sia improvvisamente diventato un novello Spider-Man. Ci sono comunque delle limitazioni, e il lancio del rampino è sottoposto ad un tempo di cooldown che può comunque essere diminuito grazie a miglioramenti. Tornando infatti sull'armatura MJOLNIR, nel corso dell'avventura si troveranno dei nuclei Spartan in grado di migliorare i gadget dell'armatura. Il rampino stesso può ad esempio diventare un rampino elettrificato, in grado di stordire i bersagli che agganciate, e lo scudo ad energia caratteristico di MJOLNIR può essere potenziato per subire più colpi prima di cedere. Si apre quindi una vera e propria caccia ai nuclei Spartan, non sempre facili da scovare. Le modifiche all'armatura sono sicuramente un game changer, ma non tale da trasformare Halo Infinite in una sorta di Action RPG alla Far Cry. Anche potenziando tutto al massimo, se non ci mettete abilità, riflessi e un minimo di studio del campo di battaglia, i nemici avranno comunque la meglio su di voi. E questo a nostro avviso può essere ritenuto un vanto per il gioco di 343 Industries: riuscire a non scadere in meccaniche RPG trite e ritrite, mantenendo intatto lo spirito del gioco introducendo comunque novità di rilievo, non era certo cosa banale.

A distinguerlo dagli altri FPS, non solo per il ritmo di gioco più lento, c'è anche la gestione delle armi. Master Chief ne porta con sé solo due alla volta, obbligando il giocatore a creare delle strategie di ingaggio che tengano conto anche dell'eventuale scarsità di munizioni. In realtà dopo aver affrontato qualche campo di battaglia, ci si rende conto che tutte le ambientazioni, tranne quelle più isolate dove però difficilmente vi scontrerete con qualcuno, sono letteralmente piene di armi. Ci sono quelle abbandonate dai nemici sconfitti, ci sono armadi di scorte degli Esiliati, quelli delle truppe UNSC e persino dispenser di munizioni. Anche grazie alla già citata funzionalità del rampino, si cambia spesso arma, anche solo per usarne di specifiche contro le debolezze dei tanti alieni ex-Covenant che vi troverete ad affrontare. Halo Infinite cerca insomma di non far sì che il giocatore si affezioni ad armi specifiche, ma cerca invece di mantenere sempre attivo il cervello del giocatore facendogli sudare un minimo il raggiungimento del risultato. 

I veicoli in campo aperto rappresentano allo stesso tempo un pericolo drastico che un mezzo con cui semplificarvi la vita. Soprattutto portando con sé marine reclutati nelle basi UNSC, potrete sferrare attacchi rapidi e particolarmente dolorosi alle installazioni degli Esiliati, mettendo in campo delle vere e proprie guerre campali. È forse in questi frangenti che Halo Infinite ci ha divertito maggiormente, mostrando anche una certa dinamicità nelle tattiche nemiche e situazioni di guerra davvero intense. Approfittiamo quindi per parlare dell'intelligenza artificiale dei nemici. Il comportamento varia drasticamente a seconda del nemico ingaggiato. I Grunt ad esempio, anche se solo sfiorati da un colpo, tenderanno a fuggire per riorganizzarsi, urlando (letteralmente) dalla disperazione. I Jackal si rifugiano dietro a scudi ad energia che imparerete ad odiare, e nel peggiore dei casi vi bersaglieranno da lontano con varianti delle vecchie carabine covenant. Anche loro fuggiranno se riuscirete ad abbattere gli scudi, in modo da farlo ricaricare e tornare alla carica come se nulla fosse. I Bruti vi caricheranno brutalmente (scusate il gioco di parole) o utilizzeranno armi pesanti solitamente altamente esplosive. E poi ci sono gli Elite e le loro variazioni, dotati di scudi ad energia, armi corpo a corpo, dispositivi di occultamento e altri giocattoli che li renderanno particolarmente antipatici. Ognuno di essi reagirà in modo diverso alle vostre azioni e anche alla presenza dei marine. Come già detto, lo studio del campo di scontro diventa essenziale, e dovrete imparare a sfruttare armi diverse, alture e strategie di vario genere per sopravvivere.

Ad aiutarvi a localizzare scorte di armi, nemici ed eventuali terminali utili ad esempio ad aprire cancelli e muri ad energia, c'è Arma, la nuova intelligenza artificiale. Potrete di fatto scansionare l'ambiente evidenziando sul visore dell'armatura tutti gli elementi con cui è possibile interagire. Uno strumento affatto banale, visto quanto abbiamo detto finora. Peccato che alla lunga le ambientazioni di gioco risultano tutte molto simili tra di loro. Halo Infinite non è ambientato solo sulla superficie di Zeta Halo. Ci si muove, come accennato, anche in strutture degli Esiliati, e in altre installazioni uniche nel loro genere che sono parte integrante della trama narrata nelle ore che compongono la campagna. Di fatto però la struttura dei livelli, per quanto si sia cercato di variare un minimo, non è così complessa o diversa di volta in volta, tranne specifici casi (specialmente verso la fine della trama). C'è un minimo di verticalità ovunque, anche solo per permettere lo sfruttamento del rampino, per dargli senso insomma, probabilmente più che in ogni altro capitolo della saga. Un'altra nota che vogliamo evidenziare è che Halo Infinite, oltre che non scadere per forza nello stile RPG, non va nemmeno ad introdurre puzzle ambientali o altre sezioni in stile platform in grado eventualmente di rendere frustrante l'esperienza di gioco. Se non riuscite ad avanzare è solo e soltanto perché fallite un combattimento, non perché non riusciate a trovare un oggetto specifico o perché proprio non riuscite ad incoccare la giusta sequenza di salti e acrobazie. E meno male! E per quanto riguarda i boss fight? Ce ne saranno ovviamente di tosti, soprattutto verso la fine, con più fasi di combattimento e un consueto studio del campo di battaglia e delle risorse in esso localizzate. Si tratta comunque di avversari che, se colpiti in punti specifici, mostreranno facilmente il fianco, senza risultare troppo punitivi. Rimane il fatto che alcuni lo sanno essere, riuscendo ad avere la meglio su di voi con un solo balzo e un solo colpo. Diciamo che si amalgamano bene con tutta la struttura di gioco, senza risultare però così esaltanti o estremamente complicati. Dipende tutto anche dal livello di difficoltà che deciderete di impiegare.

Chiudiamo parlando del sistema di salvataggio dei progressi. Si procede a checkpoint, e sarà il gioco stesso a salvare in automatico i progressi della vostra avventura. Imparerete con il tempo a fare caso alla scritta "Salvataggio progressi" nell'angolo in basso a sinistra dello schermo. Giocando a livelli di difficoltà elevati, vedere quella scritta sarà una vera manna dal cielo, perché saprete di aver abbattuto un numero sufficiente di nemici da permettervi di non ripetere quella sequenza in caso di sconfitta. In definitiva il sistema di salvataggio gestito così, in perfetta autonomia, funziona sufficientemente bene, non rendendovi sempre facile la vita, ma va anche bene così.

Contenuti e longevità

Halo Infinite è davvero il più grande Halo di sempre. A renderlo tale è il già citato open world, che può essere esplorato liberamente anche al termine della trama principale. Oltre ai nuclei Spartan, talvolta ben nascosti, ci sono anche altri collezionabili da scovare. Gli amanti della lore avranno il loro da fare nello scovare tutte le registrazioni audio, che spiegano un bel po' di retroscena anche su altri personaggi della saga e su quello che sta succedendo sullo Zeta Halo. D'altronde Master Chief ha dormito per sei mesi, e di cose da recuperare ce ne sono diverse. Tornano anche i Teschi e i loro modificatori, da applicare liberamente anche ai vecchi salvataggi. Uccidendo i Bersagli si sbloccano varianti di armi conosciute, e guadagnando il massimo del Valore si sbloccano tutte le potenzialità delle basi, compresa la possibilità di schierare gli Scorpion. E ci sono anche collezionabili estetici, che una volta trovati possono essere utilizzati nel comparto multigiocatore PVP!

A livello di longevità della trama nuda e cruda, siamo di fronte ad un valore che si aggira intorno alle 8 ore, per stessa ammissione degli sviluppatori. Il quantitativo è perfettamente in linea con quello degli altri capitoli della serie, ma sarebbe da pazzi non dedicare del tempo all'open world a disposizione. Affrontandolo anche solo parzialmente, e dedicandosi maggiormente alla trama, la durata complessiva può tranquillamente raddoppiare. Sbloccare tutto lo sbloccabile ed esplorare ogni anfratto dell'anello richiederà probabilmente qualche decina di ora di gioco. Tutto questo senza considerare tutti i combattimenti che dovrete ripetere in caso di sconfitta. Giocando il tutto a Normale o agli altri due livelli di difficoltà, la longevità aumenta drasticamente. Per quanto riguarda i contenuti, non si può citare solo quanto detto finora. C'è ad esempio da considerare il multiplayer online relativo alla campagna (e quello in locale, in arrivo in un secondo momento). Il gioco può essere affrontato anche in compagnia, un feature che per necessità di recensione non abbiamo potuto provare con mano, ma che rende Halo Infinite ancora più gustoso per determinati utenti. E a tutto ciò ci dovete aggiungere anche l'online multiplayer PVP, che sta già spopolando anche su Steam attirando centinaia di migliaia di giocatori. 343 Industries e gli Xbox Game Studios insomma non hanno badato a spese, se ci passate la citazione cinematografica.

E visto che abbiamo nominato il cinema, approfittiamo di questo paragrafo per sottolineare quanto abbiamo apprezzato la regia di certe scene. Il passaggio dalla telecamera in terza persona, per favorire la narrazione, a quella in prima persona, è sempre gestito in modo eccellente. Ed è bellissimo, un po' come in The Mandalorian, come un personaggio come appunto Master Chief riesca in qualche modo ad essere espressivo anche indossando sempre l'armatura. Il conflitto interiore vissuto da John-117, anche per via di quanto successo con Cortana, che si riflette nel rapporto con gli altri personaggi, è parte essenziale del gioco, ed è a nostro avviso un altro dei punti a favore del gioco.

Grafica

Halo Infinite purtroppo non è il gioco next-gen che ci aspettavamo, o su cui comunque avremmo voluto mettere le mani. Per quanto questo anno in più di sviluppo abbia giovato al risultato finale, si partiva comunque da una base che di next-gen aveva solo il nome. Probabilmente è stata proprio la sua natura cross-gen ad aver limitato gli sviluppatori, ma la serie Halo è talmente importante e apprezzata che non era certo giusto escludere i giocatori Xbox One dall'esperienza offerta. Per la nostra recensione lo abbiamo giocato interamente su Xbox Series X, la piattaforma principe, quella per cui era stato tanto pubblicizzato. Il gioco, in modalità Qualità (l'unica a nostra disposizione) viene riprodotto in 4K a 60 fps granitici: mai un'esitazione, neanche nei momenti più "esplosivi". Il risultato finale però non è così bello da far gridare al miracolo. Il modello di Master Chief è meraviglioso, ma è comunque un personaggio chiuso dentro un'armatura, caratteristica che senza ombra di dubbio ne aiuta la resa. Il pilota protagonista anche dei vecchi trailer è forse l'unico umano veramente caratterizzato con cui avremo a che fare. Anche il suo modello del volto è bello e ben caratterizzato e animato, ma non comunque all'altezza di altri titoli tripla A.

Lo stesso non si può dire dei poveri marine che ci accompagneranno in battaglia. L'animazione della loro camminata non è propriamente realistica, e i loro volti sono spesso inespressivi e neanche troppo belli da guardare. È ovvio che non si tratti di un qualcosa che va a compromettere l'esperienza di gioco complessiva, ma comunque da un gioco next-gen ci si aspetterebbe qualcosa di più. Idem dicasi per l'open world, che talvolta, anche inspiegabilmente, mostra il fianco. Ad esempio ci siamo trovati di fronte ad un alba che, invece di modificare gradualmente la luce, passa drasticamente da un modello di illuminazione ad un altro. O ancora a cespugli di fiori con farfalle 2D alquanto "bruttine" che ci svolazzavano sopra, restituendo un risultato finale quasi raffazzonato. Si poteva a nostro avviso fare di più in tanti aspetti. Ci sono sicuramente dei passi in avanti rispetto a Halo 5: Guardians, ma ad essere sinceri, per quanto in certi frangenti il motore grafico riesca a flettere i muscoli, non sembrano proprio essere passati 6 anni.

Sonoro

Iniziamo dicendo che Halo Infinite è completamente tradotto in italiano, doppiaggio compreso. I fan italiani potranno insomma bearsi di una completa localizzazione, che di questi tempi non è poi così scontata. Il doppiaggio è stato realizzato da professionisti del settore, e la maggior parte delle volte si sente eccome. Peccato per il timing delle voci, che non sempre torna o che tende talvolta a sovrapporsi, mostrando delle sbavature che in un titolo tripla A di questa caratura forse era meglio non udire. Simpatiche le battute dei marine che vi accompagnano in battaglia, talvolta super sarcastiche, talvolta indirizzate allo stesso Master Chief, una presenza che incute timore sul campo e che rasserena l'animo delle truppe alleate. Anche i membri degli Esiliati avranno battute a tema indirizzate contro "Il Demone", il nomignolo con cui viene etichettato Master Chief, visto il nutrito numero di avversari abbattuto nel corso degli anni. Forse alla lunga diventa tutto un po' troppo ripetitivo, ma dipende anche dalla frequenza con cui ci giocate e da quanto fate caso a questo dettaglio. Molto evocative invece le musiche originali che compongono la colonna sonora. L'utilizzo di cori e di musica strumentale donano al tutto un'epicità che ben si sposa con le avventure di Master Chief.

Prezzo

Halo Infinite è incluso nell'Xbox Game Pass. Dovrebbe bastare questa affermazione a giustificare il nostro voto. Anche con una spesa irrisoria, potete godervelo nella sua interezza senza mai dover acquistare una copia del gioco. Copia del gioco che comunque viene a costare 69,99€, un prezzo "giusto" che include anche la funzionalità Xbox Play Anywhere (per giocarci quindi sia su PC che console) e il passaggio da Xbox One a Xbox Series X.

A rendere il tutto ancora più invitante, bisogna necessariamente specificare che il download della modalità multigiocatore PVP è gratuito. Se per qualche motivo (male!) la campagna non è di vostro interesse, potete gettarvi a capofitto nella modalità online e decidere se investire qualcosa nel battle pass, che tra l'altro in questi giorni sta mutando proprio per via dei feedback e delle critiche dei giocatori.

Accessibilità

Un rapidissimo cenno all'accessibilità, una caratteristica su cui Microsoft si sta impegnando da lungo tempo. Halo Infinite presenta tutta una serie di impostazioni atte a renderlo giocabile a chiunque. I sottotitoli possono essere aumentati di dimensione, e si può anche modificare il loro background o modificarne il colore a seconda del personaggio che sta parlando. Ci sono tutta una serie di opzioni dedicate a chi ha problemi di vista, comprese alcune per il daltonismo, così come una serie di impostazioni relative all'audio, al text-to-speach e allo speach-to-text. I controlli possono completamente essere rimappati, e ovviamente il tutto può essere adattato per giocare con l'Xbox Adaptive Controller. Infine si può mettere mano anche a quello che succede su schermo, modificando la sfocatura, gli scossoni della telecamera, l'esposizione dell'immagine e altre modifiche alla resa su schermo. Tanto di cappello, insomma. Halo è davvero un gioco di tutti e per tutti, sia a livello di piattaforme su cui giocarlo che a livello di accessibilità.

Recensione Halo Infinite - Screenshot

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Giudizio Finale

Halo Infinite

Halo Infinite è l'Halo più grande di sempre. Forse per giudicarlo anche come il migliore di sempre dovremmo discutere di alcuni dei risvolti messi in campo dalla trama, scadendo però in spoiler che preferiamo al momento evitare. Sta di fatto che è un Halo a tutti gli effetti, con una trama incisiva che getta le basi per un futuro altrettanto radioso (in termini di contenuti). L'essere diventato uno sparatutto ambientato in un mondo aperto non lo ha fatto uscire dai binari, influenzando magari in modo negativo, o comunque drastico, quella che è l'esperienza offerta anche in passato dalla saga. Anzi, in questo modo aumentano i contenuti di gioco, migliorando sensibilmente quella che è la longevità complessiva del titolo. Se a tutto ciò ci aggiungete anche la completa localizzazione nella lingua italiana, la sua presenza nel Game Pass e il ricco comparto multigiocatore tra l'altro scaricabile gratuitamente, il giudizio finale non può che essere positivo. Peccato solo che non ci sia stato quel passaggio alla next-gen che in tanti si aspettavano. È giusto che Halo sia di tutti e che arrivi a quanti più utenti possibile, ma dal gioco di punta dell'ammiraglia di casa Xbox ci si poteva aspettare qualcosa in più.

Sommario

Premessa 10

Open World 8

Giocabilità 8.5

Contenuti e longevità 10

Grafica 8

Sonoro 8.5

Prezzo 10

Voto finale

Halo Infinite

Pro

  • Più grande degli altri Halo
  • Non scade in dinamiche RPG trite e ritrite
  • Scontri a fuoco più dinamici
  • È incluso nel Game Pass

Contro

  • Non è un gioco next-gen
  • Ritmo di gioco "particolare"
  • Open world non sempre incisivo
  • Qualche sbavatura qua e là

Lorenzo Delli
Lorenzo Delli Cresciuto a "computer & biberon", si è avvicinato al mondo dell'informatica alla tenera età di 5 anni. Si occupa principalmente di news e recensioni legate al mondo del gaming (mobile e non) e dei canali Social per il network SmartWorld.

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