8.5

Recensione Honor MagicBook 14: un best buy annunciato (foto e video)

Nicola Ligas -




Recensione Honor MagicBook 14

Honor ha da poco portato in Italia i suoi notebook, in particolare il MagicBook 14, che sulla carta mostra una stretta parentela con il già apprezzato MateBook D di Huawei. E sia chiaro che è un bene, perché Huawei in poco tempo si è dimostrata uno dei migliori produttori di portatili Windows ed i suoi vari modelli hanno riscosso per lo più notevoli consensi. Ecco quindi che questo Honor MagicBook 14 sembra avere tutte le carte in regola per essere un autentico best buy nella sua fascia di prezzo. Lo sarà davvero?

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8.5

Costruzione

Non sarà il più sottile ed il più leggero dei 14 pollici, ma MagicBook 14 è comunque realizzato con una cura fuori dal comune in questa fascia. È infatti quasi interamente in metallo, con solo qualche inserto in plastica, soprattutto attorno al display. Da notare il tocco di classe del profilo zigrinato azzurro (meglio visibile sul fianco destro, nella foto qui sopra), che riprende il colore del logo del brand, posto sul retro dello schermo. Quest’ultimo può inoltre inclinarsi fino a 180°, una particolarità che non tutti i laptop possono vantare.

Il pulsante di accensione è anche un buon lettore di impronte digitali, compatibile con Windows Hello. Sui fianchi troviamo 2 USB-A, una USB-C per l’alimentazione ed un’uscita HDMI, oltre al jack audio. Peccato per l’assenza di slot SD, che a noi continua a sembrare un peccato non includere laddove possibile; anche mutuare una USB-A per una USB-C in più non sarebbe stato male, tanto più che una delle due è una 2.0, ma considerate che questo modello non è nato ora, è soltanto arrivato adesso sul nostro mercato.

Nel complesso comunque, sia a livello di cura delle finiture che di qualità costruttiva, non sembra di aver a che fare con un notebook da 600 euro. Tanto più che oltre all’apparenza c’è anche tanta sostanza, come vedremo a breve.

8.5

Tastiera e touchpad

MagicBook 14 adotta dei keycap grandi (incluse le frecce laterali a dimensione piena) e poco distanziati, con una corsa breve che in parte limita il feedback tattile. Personalmente non mi dispiace, ma capisco sia una questione di forti gusti personali. La tastiera è anche abbastanza silenziosa ed i vari tasti un po’ rigidi: se avessero avuto una corsa più ampia l’avrei descritta come “faticosa”, ma così non è un problema. Da notare la webcam nascosta nel tasto compreso tra F6 ed F7, un dettaglio di privacy cui già Huawei ci ha abituato.

I toggle sono tutti ordinati sopra i tasti funzione, e potete decidere voi se averli in prima battuta o meno. La retroilluminazione non è molto intensa, ma almeno è piuttosto precisa ed uniforme sotto ogni tasto. Potete regolarla su due soli livelli di intensità. Nel complesso la scrittura risulta comoda e poco faticosa, anche dopo ore di utilizzo. C’è una lievissima flessione nella zona centrale in alto, vicino alla webcam, ma solo se avete la mano pesante, e comunque non risulta fastidiosa. Peccato solo non aver potuto provare il modello con layout italiano.

Punti bonus per aver separato il pulsante di accensione dal resto della tastiera, tanto più che fa anche da lettore di impronte digitali. A questo riguardo, la sua precisione ci è sempre parsa molto buona, con un tasso di errore basso (ma non tendente a zero).

Ampio il touchpad, compatibile ovviamente con le gesture di precisione di Windows. La sensazione al tatto non è scorrevole e liscia come su altre soluzioni, mentre il clic è piuttosto morbido e silenzioso, affatto faticoso anche usandolo molto. In rarissime occasioni c’è stata qualche incertezza con il palm rejection, ma la precisione nel rilevare il movimento del dito non ha mai presentato problemi.

7.5

Hardware e benchmark

Honor MagicBook 14 è disponibile in Italia nella sola seguente configurazione.

  • Schermo: 14” IPS full HD non touch
  • CPU: AMD Ryzen 5 3500U
  • RAM: 8 GB DDR4 a 2.400 MHz
  • Memoria interna: 256 GB SSD NVMe PCIe
  • Webcam pop-up: 720p
  • Connettività wireless: Wi-Fi ac dual band, Bluetooth 4.2
  • Porte: USB-C, USB-A 3.0, USB-A 2.0, HDMI, jack 3,5 mm
  • Batteria: 56 Wh
  • Peso: 1.360 grammi
  • OS: Windows 10 Home

Honor ha scelto un processore AMD di penultima generazione, basato su architettura Zen+. Questo ha senz’altro permesso di contenere ulteriormente i costi e di affidarsi ad una piattaforma già matura, tuttavia è innegabile che i benefici introdotti dalla successiva architettura Zen2 si sarebbero fatti sentire su tutti i fronti, sia di performance che di autonomia. Se arriverà mai (e non ci sono ragioni particolari di dubitarne) un upgrade basato sul design Renoir, sappiate fin da ora che dovrebbe rappresentare un buon passo avanti.

Il resto della dotazione è piuttosto standard, anche se, come già accennato, avremmo preferito 2 USB-C al posto di 2 USB-A, tanto più che una di queste è ancora una 2.0. La nose-cam, ovvero una webcam che tende ad inquadrare il naso a causa della sua posizione, è una 720p@30fps, come del resto (purtroppo) sulla maggior parte dei portatili oggigiorno. Il fatto poi di essere collocata sulla tastiera rende la sua posizione fissa, al contrario delle soluzioni con fotocamera sullo schermo, che potete inclinare a piacimento. Un punto in più per la privacy, ammesso e non concesso che ce ne fosse bisogno, uno in meno per l’usabilità.

Ciò che non è evidente dalla scheda tecnica, ma lo dimostrano i benchmark qui sotto, è che Honor impiega un SSD di una certa qualità: Samsung NVMe PCIe 3.0, capace di velocità sia in lettura che in scrittura che non sempre si trovano nemmeno su prodotti di fascia più alta. Da una parte ciò aiuta senz’altro ad avere un sistema più reattivo, ma anche con velocità un po’ inferiori probabilmente non avreste notato differenze. È insomma un piccolo overkill, soprattutto in un portatile del genere, ma sia chiaro che non ce ne stiamo lamentando.

  MagicBook 14 Huawei MateBook 13 Surface Laptop 2
3DMark 9.065 (Night Raid) 5.750 (Night Raid) 5.050 (Night Raid)
PCMark 10 3.195 2.928 2.541
GeekBench 4 single-core 3.940 5.000 4.075
GeekBench 4 multi-core 11.950 16.700 13.040
GeekBench 4 GPU 31.000 (Radeon Vega 8) 36.500 34.900
Crystal Disk lettura 3.585 MB/s 3.450 MB/s 1.408 MB/s
Crystal Disk scrittura 1.540 MB/s 2.010 MB/s 798 MB/s

Il MateBook 13 qui sopra monta un i7-8565U con 8GB di RAM, mentre il Laptop 2 è equipaggiato con un i5-8250U e sempre 8GB di RAM. Prendendo in esame il portatile di Huawei, è evidente la netta superiorità della GPU integrata nel Ryzen 5 del MagicBook grazie ai test di 3DMark (non è così secondo GeekBench 4, ma la realtà dei fatti suggerisce l’opposto), ed è infatti questa la ragione per la quale in PCMark 10 il portatile di Honor supera quello di Huawei. Quest’ultimo infatti, come suggerisce GeekBench, ha una CPU superiore, che nei test più basilari e di produttività lo premia, ma perde poi nella creazione di contenuti e nel gaming.

Le distanze si assottigliano invece rispetto alla CPU del Laptop 2, che riesce ad essere solo lievemente superiore al Ryzen 5 3500U e nettamente inferiore, ancora una volta, sul fronte grafico, checché ne dica GeekBench 4. Il succo è che il Ryzen 5 3500U sarà anche vecchiotto come architettura, e non potente e parsimonioso come i successivi modelli basati su architettura Zen2, però è comunque in grado di rapportarsi bene con i processori Intel della stessa fascia di appena 2 generazioni fa.

9.0

Esperienza d'uso

Una cosa colpisce nell’uso di MagicBook 14: non ha particolari punti deboli. Nella sua fascia, spesso c’è un qualche compromesso importante da accettare. Solitamente materiali e qualità costruttiva sono le prime cose che vengono sacrificate sull’altare del prezzo, ma non è il suo caso. Abbiamo già detto che si tratta di un portatile robusto, costruito con una attenzione superiore. Poi viene lo schermo, che nel suo caso è invece luminoso quanto basta e non ha particolari difetti che ne compromettano l’uso quotidiano. E poi c’è chi fa l’opposto, e ti confezione un portatile bello a vedersi, ma povero nella sostanza; ma non è nemmeno questo il suo caso.

MagicBook 14 riesce insomma bene nel suo compito, ovvero quello di essere un portatile per tutti, dallo studente, al lavoratore, al casual gamer. Ha lo spunto necessario per navigare senza problemi, riprodurre contenuti multimediali (nessuna incertezza anche con video in 4K ad elevato bitrate, HDR, Dolby Vision, VP9), ed anche per giocare a titoli superiori a quelli che potreste far girare con processori Intel di pari livello. Intel ci ha infatti abituati per anni a soluzioni con una grafica integrata buona giusto per qualche giochino stile mobile e poco più; con MagicBook 14 potrete invece concedervi qualche sfizio ludico.

Vi siete recentemente accaparrati GTA V e Civilization IV? Il primo gira in 1.280 x 720 pixel intorno ai 50 fps con dettagli bassi ma comunque non al minimo; il secondo va anche in full HD e abbondantemente sopra i 60 fps. Vi piace di più Fortnite? Gira abbastanza bene anche lui: c’è ogni tanto qualche problema di compenetrazione dei poligoni, ma il gioco è fluido in full HD a dettagli medi. Certo non ci farete competitive, ma non crediamo che ve lo aspettaste, no? E se Fortnite non vi piacesse, potete sempre passare ad Overwatch, che con dettagli bassi e risoluzione full HD riesce ad essere quasi sempre oltre i 60 fps.

Trovate un po’ di gameplay di questi titoli nella video recensione, il succo è che, per quanto non certo al meglio delle loro possibilità, tutti questi giochi girano decentemente, per lo meno per soddisfare le esigenze di chi non sia un giocatore incallito. E durante il gaming le temperature restano sempre su valori bassi, intorno ai 60-70 gradi, anche se questo non è esattamente un merito in senso assoluto. La CPU infatti va in throttling: la singola ventola con singola heat-pipe non bastano a contenerne il calore generato, ed il clock scende sotto quello di base, intorno ad 1,5 GHz sotto sforzo. Questo spiega il perché di temperature così basse, che in fondo sono anche “salutari” per il sistema, tanto più che, in tutte le nostre prove, la GPU Ryzen Vega 8 è sempre riuscita a gestire bene il tutto, senza che il calo di frequenza della CPU diventasse mai un problema per la fluidità del gioco.

Diverso il discorso se andrete su task più CPU intensivi. I tempi di encoding su Premiere Pro sono infatti molto lunghi: ci vuole poco più di un’ora per esportare il nostro consueto video di prova in 4K@60fps da 10 minuti e 34 secondi. E Premiere non è nemmeno il peggiore degli esempi. Alcuni test su Cinebench R20 collocano infatti piuttosto in basso la macchina di Honor. Sia chiaro però che questa non è un’eccezione, ma piuttosto la regola in notebook di pari fascia, ed anche in completa assenza di throttling non ci aspettiamo certo che i tempi di rendering possano scendere vertiginosamente. Tanto per continuare il paragone con MateBook 13 ed Laptop 2, questi hanno tempi di encoding peggiori; semplicemente non si tratta di notebook pensati per la maratona, quanto piuttosto per dei brevi sprint. Lo spunto non manca infatti a questo Ryzen 5 3500U, gli manca la capacità di mantenerlo a lungo, ma questo è del tutto normale in prodotti del genere.

Del resto il target di un MagicBook 14 non è certo un videomaker, un fotografo o un esperto programmatore, quanto piuttosto il classico “utente medio”. Come tuttofare, questa macchina di Honor non delude affatto, e riesce anzi a concedere ai suoi utilizzatori qualcosa in più sul piano ludico, che non è affatto scontato. Immedesimandoci nel suo potenziale acquirente, non abbiamo insomma nulla di cui lamentarci.

Buono infine anche il comparto audio: ben bilanciato ed abbastanza ricco di dettagli, ennesima ciliegina sulla torta di un’esperienza d’uso con ben poche sbavature.

Due note finali sul software, che chi già conosce i MateBook di Huawei già saprà. La prima per lodare il PC Manager. Questo semplice programma, con tanto di toggle dedicato sulla tastiera, serve ad analizzare l’hardware alla ricerca di problemi e soprattutto ad aggiornare i driver di tutti i componenti del sistema. È la classica app che un po’ tutti i produttori implementano, ma non a tutti riesce farla così semplice e funzionale al contempo. In più include delle funzioni di sincronizzazione e condivisione dati con lo smartphone, che però sono purtroppo un’esclusiva degli Huawei/Honor, e che ormai ci avrebbe fatto piacere vedere allargati ad una più ampia platea di telefoni.

Seconda cosa: l’inutile partizionamento in due dello spazio di archiviazione, con 80 GB per Windows ed il resto in una partizione “Data”. Fatevi un favore: al primo avvio del PC andate su “Crea e formatta le partizioni del disco rigido” ed unite il tutto; nella video recensione abbiamo rapidamente mostrato come fare.

8.0

Schermo

Il display di  MagicBook 14 è un full HD con cornici piuttosto sottili, nell’ordine dei 5 mm. La calibrazione del pannello è sorprendentemente buona: delta E di 1,1 con uno scostamento massimo di 3,2 sui grigi, anche se i colori non risultano particolarmente brillanti, probabilmente anche a causa della finitura opaca dello schermo. La luminosità massima non arriva a 300 nit; un po’ pochi all’esterno o comunque in presenza di forte luce.

I tempi di risposta non sono certo esaltanti, ma ce ne siamo accorti giusto perché ci abbiamo giocato più del previsto; è una cosa che difficilmente può avere un impatto importante su un notebook di questo tipo. Buoni invece gli angoli di visione, prossimi ai fatidici 180°. Nel complesso insomma anche lui si colloca un gradino sopra le attese, in particolare in materia di calibrazione e fedeltà cromatica.

8.0

Autonomia

Dulcis in fundo, MagicBook 14 ha anche una buona autonomia. I valori di PCMark 10, per la verità, sono anche ottimi per una 56 Wh, anche se non ci sentiamo di sposarli in pieno (altrimenti il voto sarebbe stato più alto). Nell’attività quotidiana, fatta di navigazione con Edge con almeno 15 schede sempre aperte, Telegram, un po’ di Photoshop e di YouTube/multimedia, abbiamo quasi sempre coperto la giornata lavorativa di 8 ore, ma senza mai arrivare ad undici ore e mezzo, come da benchmark qui sotto. In ogni caso, se non scomoderete il lato ludico, dovreste riuscire a cavarvela senza l’ansia della presa di corrente per buona parte della giornata, il che non è certo poco.

  • Idle: 16 ore e 15 minuti (luminosità al minimo, massimo risparmio energetico)
  • Gaming: 1 ora 52 minuti (luminosità massima, prestazioni massime, )
  • Ufficio (scrittura, navigazione, video conferenza): 11 ore e 33 minuti (luminosità a 25, batteria migliorata)
  • Video: 10 ore e 23 minuti (luminosità e audio al 25%, risparmio energetico massimo)

8.0

Prezzo

599€ è il prezzo di listino di questo MagicBook 14, appena arrivato in Italia. È senz’altro una buona cifra, che lo colloca di diritto tra i best buy di questa fascia di prezzo. Per di più c’è anche una promozione di lancio che regala un Honor Magic Watch 2 con l’acquisto del notebook. Prodotti molto diversi, ma offerta interessante, che però non sappiamo quanto a lungo durerà, quindi nel caso vi conviene approfittarne.

Attenzione però alla concorrenza casalinga: il fratello MateBook D, con 512 GB di archiviazione, si trova a soli 60€ in più ormai, mentre con 100€ in più avrete MateBook D da 15,6” con CPU Ryzen 7 e sempre 512 GB di SSD; e tutto ciò senza scomodare gli altri brand. Del resto, col passare del tempo, anche MagicBook 14 non potrà che diventare più conveniente, tanto più che il mercato intorno ai 600 euro è appunto particolarmente vivace.

Foto

Giudizio Finale

Honor MagicBook 14

8.5

Honor MagicBook 14

MagicBook 14 è esattamente il notebook che vorresti da un'azienda come Honor: aggressivo in tutto, nel design, nelle prestazioni, nel prezzo. Non ci sono particolari criticità: siamo davanti ad un prodotto già maturo, che non sacrifica nulla. Dai materiali alla tastiera, dalle finiture alle qualità audio, dal display all'autonomia. Un vero tuttofare insomma, con i soli limiti imposti da un processore AMD non di ultima generazione, ma comunque capace di tenere testa ai pari fascia di Intel, soprattutto sul fronte ludico. In una fascia quantomai combattuta, Honor MagicBook 14 rappresenta una delle migliori alternative del momento, ma la concorrenza (casalinga) è sempre in agguato.

di Nicola Ligas
Pro
  • Qualità costruttiva
  • Prestazioni convincenti (per la fascia di prezzo)
  • Tastiera confortevole
  • Prezzo
Contro
  • Utilizza i "vecchi" Ryzen 3000
  • Schermo non troppo luminoso
  • No GPU discreta e no slot SD
  • Alcune funzioni esclusive per smartphone Honor/Huawei
  • Jackney10

    Preso con la promozione. Speriamo bene! Per uno studente a cui non serve troppo penso sia perfetto. Poi vedremo i fatti.

    • ilmondobrucia

      Forse era meglio il Huawei 14 con SSD da 500gb.
      L’orologio alla fine fa gola solo perché in “regalo”

      • Se non gli serve più spazio di archiviazione in questo modo ha anche uno smartwatch in più. Alla fin fine lo spazio di storage è una cosa molto soggettiva

        • ilmondobrucia

          Sarà .ma il mio da 250 gb è sempre pieno