8.3

Recensione Honor MagicBook Pro: noiosamente buono (foto e video)

Nicola Ligas -




Recensione Honor MagicBook Pro

Dopo i fasti ottenuto con i MagicBook più piccoli, Honor pensa in grande, e realizza un 16 pollici basato su processori Ryzen 4000 serie H, che a prima vista sembra avere molto in comune con i suoi fratellini. Riuscirà la sussidiaria di Huawei a bissare il successo?

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7.5

Costruzione

Honor MagicBook Pro è realizzato interamente in alluminio, ed a primo acchito sembra una versione ingrandita del modello da 14 pollici che abbiamo recensito qualche mese fa. Andandolo ad osservare meglio però, ci si accorge che per contenere il peso (solo 1,7 Kg) Honor è andata molto leggera con lo spessore della scocca, che soprattutto attorno alla tastiera, dove è traforata per fare posto ai tasti, flette visibilmente.

In generale il notebook è comunque abbastanza solido e non presenta scricchiolii. A livello di design è però meno curato del 14 pollici, che ad esempio presentava delle finiture azzurre lungo il profilo. C’è invece un nuovo elemento, rappresentato dalle griglie degli speaker, che sul MagicBook Pro sono posizionate a fianco della tastiera, visto che di spazio a disposizione ce n’è.

Al contrario del 14” però, non potrete ribaltare completamente il monitor, che si inclina al massimo come in foto qui sopra. Non cambierà nulla per la maggior parte degli utenti, ma volevamo comunque segnalarvi questa differenza.

Lateralmente non troviamo tantissime porte. 3 USB-A, una USB-C per la ricarica, ed una full HDMI, oltre al jack audio. Dove sono le mie almeno 2 Type-C ed il mio lettore di schede SD? Segnaliamo infine che il pulsante di accensione, posto in cima alla griglia dello speaker di destra, fa anche da lettore di impronte digitali. La webcam è, ormai come da tradizione, racchiusa dentro un tasto compreso tra F6 ed F7, con tutti i pro e contro del caso.

7.5

Tastiera e touchpad

La tastiera di questo MagicBook Pro prova a “fare la Apple”, ma non ci riesce del tutto. Il design è quello, la corsa breve anche, ma la rigidità della scocca al di sotto non è nemmeno paragonabile a quella granitica dei portatili della mela. Stessa cosa per la retroilluminazione, qui solo su due livelli e non sempre perfettamente uniforme. In generale il feedback dei tasti è piuttosto scarso, sia sonoro che aptico, ed in particolare nel gaming è difficile apprezzare questa tastiera.

Nell’uso quotidiano le cose vanno meglio, si prende velocità abbastanza rapidamente, ma qualche errore in più della media l’ho commesso per i motivi di cui sopra. Inoltre avrei preferito le griglie degli speaker più separate rispetto ai tasti: essendo anche dello stesso colore di questi ultimi, all’inizio tendevo molto confonderle con la fine della tastiera, ed i miei mignoli premevano sopra di loro piuttosto che sui tasti. Niente che un po’ di abitudine non possa rimediare, ma ci vuole attenzione all’inizio.

Meglio con il touchpad, che è piacevole al tocco e bello scorrevole, anche se a volte anche lui risente un po’ della leggerezza della scocca, soprattutto nel clic che produce un suono a volte afono a volte più metallico, a seconda del caso.

8.0

Hardware e benchmark

Qui occorre fare una precisazione: il modello che abbiamo avuto in prova non è esattamente quello disponibile in Italia (lo si vedeva anche dal layout della tastiera). Da noi abbiamo metà RAM e metà storage rispetto a quanto indicato qui sotto. Al momento non sono previste per il nostro mercato altre varianti se non quella 8/256 GB purtroppo. Questo non dovrebbe aver compromesso troppo la resa complessiva in termini di performance, ma è comunque un peccato non avere più libertà di scelta

  • Schermo: 16,1” full HD
  • CPU: AMD Ryzen 5 4600H (GPU Radeon RX Vega 6)
  • RAM: 8 GB DDR4
  • Memoria interna: SSD 256 GB NVMe PCIe
  • Webcam: 720p@30fps
  • Connettività wireless: Wi-Fi 5, Bluetooth 5.0
  • Porte: USB-C, HDMI, 3x USB-A 3.2 Gen1, jack audio
  • Batteria: 56 Wh
  • Peso: 1,7 Kg
  • OS: Windows 10 Home

Honor sceglie i nuovi Ryzen serie 4000 H, questo in particolare è uscito ad inizio dell’estate, ed è una scelta saggia perché il processore di AMD si è rivelato potente ed anche abbastanza parsimonioso, a dispetto dei suoi 45 Watt di TDP. Peccato davvero essere limitati sul fronte RAM e storage; più sul secondo che sul primo forse, perché comunque 8 GB di RAM bastano anche per il tipo di target che ha questo MagicBook Pro, ma 256 GB di storage vanno via alla svelta.

Abbiamo poi la solita webcam nascosta nella tastiera, sempre 720p, di qualità tra l’altro piuttosto scarsa (vedi video recensione per il bell’effetto acquerello). Come accennavamo prima poi, la dotazione di porte sarebbe un po’ da rivedere, e non rispecchia bene un modello della seconda metà del 2020; idem dicasi per il Wi-Fi 5, che comunque non ci ha mai dato problemi particolari nell’agganciare il segnale. Ma ora veniamo ai benchmark di Honor MagicBook Pro, che si sono rivelati più interessanti del previsto.

  MagicBook Pro MagicBook 14 LG Gram 17
3DMark 1.070 (time spy) 835 (time spy) 560 (time spy)
PCMark 10 4.084 3.195 2.648
GeekBench 4 single-core 4.860 3.940 5.010
GeekBench 4 multi-core 24.350 11.950 12.500
GeekBench 4 GPU 39.000 31.000 21.500
Cinebench R20 455 (single)/3.216 (multi) 343/1.472 377/1.080
CrystalDisk lettura 3.414 MB/s 3.585 MB/s 3.450MB/s
CrystalDisk scrittura 2.712 MB/s 1.540 MB/s 1.915 MB/s

Come vedete, rispetto al MagicBook 14 con Ryzen 3 3500U ed 8GB di RAM, c’è un buon balzo in avanti, anche se in fondo prevedibile: siamo passati da un quad-core con TDP di 15W ad un esa-core con TDP di 45W, sarebbe stato strano il contrario. E le performance single-core di AMD continuano ad essere inferiori alla media Intel di pari fascia. Il Gram 17, con un i5-1035G7 (che tra l’altro viaggiava col freno a mano tirato in multi-core) è comunque un po’ più avanti, e parliamo sempre di un processore con TDP da 15W pensato per la mobilità; il paragone diventa poi ancora più impari se andiamo a scomodare i nuovi Tiger Lake.

Buone indicazioni sul fronte grafico in compenso, con la GPU Radeon RX Vega 6 che un po’ di light gaming ve lo farà fare senza pensieri. E buona anche la velocità della memoria di archiviazione, che dona ulteriore reattività al sistema.

8.0

Schermo

Honor ha scelto un pannello full HD, probabilmente per diverse ragioni: autonomia e costo su tutte. La scelta è in fondo condivisibile, ed il risultato è buono. Abbiamo infatti uno schermo molto leggibile, con i suoi circa 300 nit di luminosità e finitura opaca. Incredibilmente buona la calibrazione di fabbrica: DeltaE 1,9 sui grigi ed 1,8 sui colori, 96,5% dello spettro sRGB, 72% circa dell’Adobe RGB.

Non sarà un display per grafici, ma per l’utente medio va più che bene, anche se forse quest’ultimo avrebbe gradito dei colori più accesi e contrastati, piuttosto che un buon DeltaE. Piacevoli le cornici contenute, grazie anche al posizionamento della webcam, e buoni gli angoli di visione, essendo un IPS.

A seguire la consueta analisi CalMAN, che dimostra solo parte di quanto appena detto. Chiariamo solo che il voto del paragrafo è in parte una provocazione ed in parte un plauso ad MSI per essere arrivata prima: non stiamo affermando che questo sia un display perfetto, come un “10” tondo potrebbe far pensare.

8.0

Autonomia

L’autonomia di MagicBook Pro è stata una piacevole scoperta, con una sola nota da fare. I valori di PCMark10 qui sotto sembrano infatti stellari per un notebook del genere, però c’è da dire che se lo impegnerete un po’ l’autonomia scenderà considerevolmente rispetto a quanto riportato. Notate infatti come non ci sia drain in standby, e con carichi leggeri si passono raggiungere diverse ore di utilizzo, ma uno stress test lo piega in meno di 2 ore, segno che comunque il consumo può diventare importante. Inoltre la luminosità a 25, che uso nel test “ufficio”, è buona ma non certo elevata. Per lavorare in modo confortevole vorrete stare almeno intorno a 50, e di conseguenza i tempi caleranno.

La giornata lavorativa di 8 bene o male dovreste riuscire a coprirla con poche accortezze, ma per arrivare alle 14 ore di cui sotto ci sono diverse condizioni da rispettare. In compenso la ricarica è rapida ed in un’ora e mezzo farete il pieno (ma già dopo un’ora avrete buona parte del bicchiere pieno)

  • Idle: 22 ore (luminosità minima, risparmio energetico massimo)
  • Gaming: 1 ora e 50 min (luminosità massima, prestazioni massime)
  • Ufficio (scrittura, navigazione, video conferenza): 14 ore (luminosità a 25, batteria migliorata)
  • Netflix: -10% ogni ora (luminosità e audio a 25, batteria migliorata)

8.5

Esperienza d'uso

Recensire Honor MagicBook Pro è stato noioso. Ed è un complimento, sia chiaro. Al di là di qualcosa da rivedere a livello costruttivo, come dicevamo prima, lo schermo si lascia guardare e le performance ci sono tutte, senza alcuna criticità. Non sono riuscito a mettere in crisi il Ryzen 5 4600H nemmeno con lo stress test completo di AIDA64. Dopo 3 ore di esecuzione la CPU era ancora intorno ai 3,3 GHz con 90° circa di temperatura media. Si tratta quindi di un sistema straordinariamente stabile, che potrete mettere alla prova senza remore.

Le performance che regala sono buone, ma non stellari, come del resto si evinceva già dai benchmark di cui sopra. L’unico elemento davvero “pro” di questo notebook è infatti il processore. Mancano però uno schermo di razza, un maggior quantitativo di RAM ed una GPU discreta per permettervi di fare il passo verso software davvero “professionali”. Per quanto capace sia il processore (e ripeto che lo è, ma non è comunque al vertice), da solo non basta.

Vi faccio un esempio pratico. I tempi di encoding su Premiere sono logicamente migliori rispetto a quelli del MagicBook 14, di circa una ventina di minuti sul consueto file di test 4K@60fps H.264 che usiamo ogni volta. Il problema è che se il 14” ci metteva poco più di un’ora, questo MagicBook Pro impiega comunque 40 minuti circa per esportarlo, che sono comunque tanti in termini assoluti. Ed anche nell’uso ludico, per quanto Overwatch ad esempio giri meglio, per giocarci bene non dovrete andare oltre i 1.600 x 900 pixel a dettagli minimi. Giocare in full HD non è facile in generale, e sono più le volte in cui abbiamo dovuto rinunciarci che il contrario.

E sia chiaro che va bene così, nel senso che era difficile aspettarsi qualcosa di diverso dalla sua scheda tecnica. Honor MagicBook Pro fa esattamente ciò che doveva fare: dare più spazio a schermo a chi voglia un display più grande, senza compromettere portabilità ed autonomia, il che non è certo poco. Basta non illudersi che l’aggiunta del suffisso “pro” significhi qualcosa di più. Per questo prima dicevo che, per il suo target, 8 GB di RAM possono bastare.  Non c’è un vero salto di classe insomma, tanto che magari potreste prendere in considerazione anche il nuovo modello da 14 pollici, che è stato anch’esso rinnovato con i Ryzen 4000H, e dovrebbe garantirvi ora performance analoghe in un corpo ancora più leggero e compatto.

Lato software abbiamo apprezzato la pulizia di Honor, che confeziona un sistema privo di bloatware, con solo il suo ottimo software PC Manager per la gestione di aggiornamenti driver e check del sistema, oltre alla funzione Honor MagicLink per collegare gli smartphone Huawei/Honor più facilmente (ma potete sempre usare “il tuo telefono” di Windows 10 per modelli di altri brand).

Da notare anche la presenza del solito “partizionamento a là Huawei/Honor“, ovvero con l’SSD diviso in due parti: 128 GB per il sistema, il resto per i dati. Il mio consiglio è sempre quello: unitele fin da subito, non appena vi arriva il PC (si fa tranquillamente con l’utility “gestione disco” di Windows), perché poi rischiate di dimenticarvene (come il sottoscritto in questo caso) e di veder comparire l’avviso di memoria in esaurimento quando meno ve lo aspettate.

Nota finale per gli speaker. Non suonano male, soprattutto per la media dei portatili in questa fascia di prezzo. Mancano sempre un po’ di bassi (ma è un difetto comune), complice forse anche il loro posizionamento verso l’alto, che però ci sentiamo di appoggiare perché comunque migliora la sonorità nel suo complesso.

8.0

Prezzo

Il prezzo di Honor MagicBook Pro è di 749€, nella sola versione 8/256 GB. Si tratta di una buona cifra, e non solo in rapporto all’hardware, ma anche alle dimensioni. Non è facile trovare dei 16” in questa fascia di prezzo, non con queste caratteristiche, e le dimensioni contano, anzi sono parte integrante del perché un utente dovrebbe scegliere questo notebook, anche a scapito di qualche compromesso, come abbiamo visto.

Peccato che al momento Honor MagicBook Pro si trovi solo sullo store dell’azienda; magari, qualora arrivasse su Amazon o sulla grande distribuzione, il prezzo potrebbe ancora migliorare.

Foto

Giudizio Finale

Honor MagicBook Pro

8.3

Honor MagicBook Pro

Honor fa ancora una volta bene il suo compito, realizzando un 16'' con delle performance a tutto tondo, e senza trascurare l'autonomia e la portabilità. Nell'allargamento della scocca si perde però qualcosa in termini di rigidità e la sola configurazione proposta è un po' avara di memoria. Si tratta comunque di un autentico tuttofare, adatto a chi voglia più spazio possibile a schermo, senza per questo portarsi dietro un mattone e soprattutto senza spendere un capitale. Basta non farsi ingannare dal suffisso "pro", del tutto velleitario.

di Nicola Ligas
Pro
  • Temperature sotto controllo
  • Ampio schermo, ben leggibile
  • Dimensioni e peso relativamente contenuti
  • Autonomia
Contro
  • Solo 8 GB di RAM e 256 di storage
  • Schermo solo full HD e poco "vivo"
  • Qualche flessione di troppo, soprattutto sulla tastiera
  • Non fa molto di più dei MagicBook "non Pro"
  • Roberto

    Ciao, una domanda… con questo notebook e la sua scheda video, si possono far girare programmi come Autocad, Solidworks, Sketchup e giochi come Asphalt o giu di li? Grazie