Recensione Horizon Forbidden West: il sequel che volevamo (foto e video)

Un seguito che migliora tutte le criticità del primo capitolo.
Lorenzo Delli
Lorenzo Delli

Horizon Forbidden West arriva sul mercato in un momento delicato. Le aspettative sono alte, visto che a più di un anno dall'uscita di PlayStation 5 sul mercato, i giochi davvero next-gen si possono contare sulle dita di una mano. E non si può neanche parlare di vero titolo next-gen visto che (fortunatamente) Horizon 2 arriva anche su PS4 e PS4 Pro. I PlayStation Studios poi, dopo gli ultimi risvolti del mercato videoludico, devono dimostrare più che mai di che pasta sono fatti. Scopriamo quindi insieme l'ultima fatica di Guerrilla Games, che con gli oltre 20 milioni di copie vendute del primo Horizon all'attivo, si sono imbarcati in un sequel ancora più ambizioso e spettacolare. Lo abbiamo incluso nella nostra classifica dei Migliori Giochi PS4.

PRO

  • Si respira aria di next-gen
  • Sistema di combattimento stratificato
  • Esplorazione più gratificante...
  • Mappa enorme e piena di contenuti

CONTRO

  • Qualche sbavatura nelle animazioni
  • Ambienti poco interattivi
  • ... ma talvolta frustrante
  • Storia forse un po' intricata

Scheda videogioco

  • Publisher PlayStation Studios
  • Sviluppatore Guerrilla Games
  • Genere Azione, Avventura
  • Numero giocatori Singolo giocatore
  • Lingua Italiano
  • Disponibile su

Premessa

Horizon Forbidden West, come il predecessore, è un gioco di azione in terza persona immerso in un open world a dir poco gigantesco. Le meccaniche di base sono quindi quelle di altri titoli appartenenti allo stesso filone, come possono essere un Ghost of Tsushima, giusto per citare un'altra esclusiva PlayStation, o gli ultimi capitoli di Assassin's Creed. Il tutto è ambientato in un futuro remoto in cui l'umanità è stata spazzata via da macchine senzienti. Il progetto Zero Dawn, sviluppato poco prima dell'estinzione e avviato successivamente dall'intelligenza artificiale GAIA, ha dato via ad un processo di terraformazione che ha permesso all'umanità di tornare a calpestare il suolo terrestre.

Le macchine però sono ancora presenti, e hanno assunto sembianze ispirate a mammiferi, rettili e dinosauri. Il loro compito è quello di proteggere la Terra (anche dagli umani), rendendo la vita delle tribù umane alquanto complicate. La protagonista, Aloy, cresciuta da emarginata, trova da bambina un Focus, uno strumento tecnologico del passato che le permette di vedere cose che agli altri sono precluse.

Grazie al Focus, alla sua intraprendenza e ad alcuni fortuiti incontri, riuscirà a scoprire di più sulle sue origini e su quello che ha portato l'umanità all'estinzione. Cosa succederà nel seguito è ovviamente tutto da scoprire.

Storia

Alla stregua della seconda stagione di una serie TV, Horizon Forbidden West inizia con un video riassunto di quanto successo in Horizon Zero Dawn. Un filmato rapido e indolore, utile probabilmente solo a chi ha giocato il primo capitolo. Se non avete ancora avuto modo di recuperare il primo, e guardate con interesse a questo (per ovvi motivi), vi consigliamo caldamente di recuperarlo, magari su PS5 o su PC dove potrete giocarlo a 60 frame al secondo.

Detto questo, e senza scadere in troppi spoiler della trama, sei mesi dopo gli eventi di Horizon Zero Dawn Aloy si trova a fronteggiare una nuova minaccia, La Piaga, un'ondata rossa purpurea che contamina la vegetazione, uccidendo la fauna e danneggiando i polmoni dei pochi umani rimasti.

L'unica speranza per preservare quanto rimasto è che Aloy trovi una copia di GAIA, l'intelligenza artificiale al centro del progetto Zero Dawn. La protagonista, vista la sua discendenza genetica e la sua esperienza con il Focus, è l'unica a poter capire e gestire gli strumenti necessari a salvare la Terra. Si metterà quindi in viaggio verso l'Ovest Proibito, al di là dei territori dei Nora (la sua tribù), dei Carja e degli Oseram che abbiamo conosciuto nel primo capitolo. Nei territori inediti dell'ovest si imbatterà in nuove tribù, come i bellicosi Tenakth e gli Utaru, e ovviamente incontrerà anche nuove macchine, ancora più letali.

La trama vede progressivamente l'ingresso di nuovi alleati ed antagonisti, che vanno a comporre un cast ricco e variegato composto da decine e decine di attori, tra cui spiccano anche Carrie-Anne Moss e Lance Reddick, quest'ultimo nuovamente nei panni di Sylens.

Tralasciando le missioni secondarie su cui torneremo a breve, la storia principale mette davvero tanta carne al fuoco. Anche troppa potrebbe sembrare, ma in realtà il finale riesce a risultare coerente e a non lasciare praticamente niente in sospeso. Anche perché, come anticipato dalla stessa Guerrilla, di finale ce n'è uno solo. Aloy si troverà di fronte ad alcune scelte che avranno conseguenze più o meno rilevanti, ma il finale è lo stesso per tutti i giocatori. E vista l'intenzione di rendere Horizon una serie a tutti gli effetti, quanto più longeva possibile, non frammentare la storia ha il suo perché. E nel frattempo l'universo di Horizon si arricchisce sempre di più, arricchendosi di particolari sul passato dell'umanità, sull'evento che ha portato l'estinzione e la rigenerazione dell'umanità, e sulle tante tribù che popolano il mondo attuale, con un assaggio di ciò che riguarda anche i popoli d'oltre oceano.

Migliora, in questo secondo capitolo, la regia di scene e dialoghi. Si ha ancora a che fare con gli ologrammi come in Horizon Zero Dawn, un espediente che relegava la narrazione di eventi chiave a dialoghi privi di pathos, ma in questo seguito la presenza di umani e di comprimari è ben più rilevante, tanto da soppiantare quasi del tutto quanto visto in precedenza. Si è cercato di lavorare molto anche sull'espressività dei personaggi, in modo che a gestire la linfa vitale dei dialoghi non sia solo lo scambio di battute ma anche la gestualità e, appunto, le espressioni facciali. Per queste ultime c'è ancora da lavorare (ci viene in mente The Last of Us 2, un gradino sopra a questo), ma ci sono già stati diversi passi in avanti in tal senso. La trama forse ci mette qualche ora a decollare, ma quando lo fa mette in campo, come già accennato, così tanti elementi che saprà quasi sicuramente intrattenervi, anche più del primo capitolo.

Non male la scesa in campo dei vari villain, anche se parte della narrazione consiste nel far sentire Aloy costantemente confusa sul ruolo che alcuni personaggi hanno all'interno della storia e sul rapporto che hanno con la protagonista.

Giocabilità

Horizon Forbidden West migliora praticamente ogni aspetto del suo predecessore. Guerrilla Games non si è data da fare solo a far risplendere il Decima Engine come non mai, ma ha anche messo meno al sistema di combattimento, di esplorazione e di crescita del personaggio. Affrontiamoli quindi tutti separatamente per vedere quali passi in avanti sono stati fatti in tal senso.

Esplorazione

L'avere a disposizione un open world che non offre un adeguato sistema di esplorazione lascia una discreta sensazione di amaro in bocca. Fortunatamente Forbidden West presenta svariate migliorie in tal senso, soprattutto per quanto riguarda la verticalità delle ambientazioni. Per cominciare, sono stati introdotti due strumenti essenziali: il Rampino e l'Alascudo.

Il primo permette di raggiungere agilmente vari appigli, nonché di tirare a sé alcuni elementi come grate o travi. Lo userete talvolta anche in combattimento, ma diciamo che il suo principale scopo è proprio quello di facilitare l'esplorazione e di aiutare nella risoluzione di puzzle ambientali. L'Alascudo invece è una sorta di aliante che permetterà ad Aloy di planare dall'alto, e di raggiungere, in certi casi, location altrimenti troppo lontane per i comuni salti (o per il rampino).

L'arrampicata poi è stata resa molto più libera. Il giocatore di fatto può scalare quasi tutte le alture, vista la presenza di appigli ben mimetizzati che è possibile evidenziare tramite il Focus. Questa caratteristica, unita ai due strumenti prima citati, fa sì che il mondo di gioco si sviluppi spesso anche in verticale. Gli scenari al chiuso a tal proposito sono diventati molto più complessi, con puzzle ambientali di varia natura che richiedono l'uso del rampino, dell'Alascudo e dell'arrampicata.

Quest'ultima al chiuso è facilitata dai classici appigli evidenziati in perfetto stile Uncharted / Tomb Raider.

E poi si va anche sott'acqua! Tranquilli, non si tratta di sezioni frustranti capaci di innescare PTSD al ricordo di livelli sottomarini. Ci saranno sezioni della storia principale che vi richiederanno di immergervi, ma a un certo punto l'azione di immersione sarà resa più facile e gestibile. In ogni caso, Aloy può nuotare liberamente in fiumi, laghi e in mare, immergendosi ed esplorando le profondità. Non vi aspettate di trovare chissà cosa o di avere attività da svolgere come foste nella terra ferma: diciamo che è un qualcosa in più che magari, nei capitoli futuri, potrebbe essere ulteriormente espanso. Ci sono ovviamente anche macchine (letali) che solcano i mari, e sott'acqua arco e frecce non vi serviranno a molto.

Dulcis in fundo, in Horizon Forbidden West si vola anche.

Non vi diremo quando e dove Aloy avrà la possibilità di imparare l'overdrive per cavalcare macchine aeree, ma la possibilità offerta è ovviamente molto ghiotta. Se avevate ancora qualche dubbio sulla verticalità del titolo, questa feature li spazza via del tutto. Vedere il mondo dall'alto fa davvero effetto: già camminando si percepisce la sua vastità, ma in volo per certi versi lo si nota ancora di più.

Combattimento

Il combattimento di Horizon Zero Dawn aveva i suoi punti di forza. Gestire il tiro con l'arco tramite il rallentamento del tempo aveva il suo perché, specie considerato la velocità delle macchine. Quello corpo a corpo però soffriva di poco spessore. In ogni caso, Horizon Forbidden West vede diversi passi in avanti in tutto ciò che riguarda appunto l'approccio alle battaglie. La dinamicità delle stesse è rimasta praticamente identica: Aloy è agilissima, e riesce a fare scivolate ad effetto tendendo l'arco, saltare su appigli per poi concentrarsi, rallentare il tempo (dalla prospettiva del giocatore) e colpire bersagli e rotolare via all'occorrenza.

Con un po' di esperienza si mettono su delle vere e proprie coreografie, rese ancora più soddisfacenti da tutte le novità introdotte. E anzi, l'introduzione del rampino può portare in certi casi ad aggiungere ulteriore movimento e verticalità al tutto.

Tra le novità introdotte ci sono Cariche valorose, delle abilità speciali da innescare solo dopo aver accumulato vigore che vanno ad incrementare le statistiche, donare maggior danno a tipologie di armi specifiche, o altri effetti di vario tipo. E non sono le uniche abilità da richiamare. Ad armi specifiche si possono abbinare abilità specifiche. Nel caso degli archi ad esempio si può optare per abilità che permettono di scoccare tre frecce alla volta o di far piovere una lunga serie di frecce dall'alto in punti specifici. Se ne può usare una alla volta, ma la classica ruota di gestione delle armi, richiamabile con L1, permette grazie al tempo rallentato di passare da un'abilità all'altra con discreta facilità.

Di fattori da gestire quindi ce ne sono molti di più, e a livelli alti vi troverete anche spesso a cambiare arma, rifornire le munizioni e magari cambiare abilità più volte durante un singolo combattimento.

Anche il corpo a corpo è stato completamente rivisitato, donandogli addirittura un intero campo di specializzazione nel ramo talenti. Aloy, vista l'esperienza accumulata, riesce a mettere su delle vere e proprie combo che alternano attacchi leggeri, attacchi pesanti e colpi con l'arco. La lancia, l'unica che avrete durante il gioco, permette anche di accumulare carica elettrica da riversare sui nemici con colpi caricati. Certo, non sempre è consigliato approcciarsi alle macchine con il corpo a corpo, tant'è che è lo stesso ramo talenti a spiegare, nelle varie schermate, che è bene costruire combo specifiche che sfruttino anche armi da tiro. Ma Aloy si troverà ad affrontare anche nemici umani, ed alcuni vi obbligheranno a sfoderare le vostre abilità con la lancia.

Ci sono comunque margini di miglioramento. La protagonista rimane a tutti gli effetti una cacciatrice abilissima con l'arco, e considerato che ci sono anche armi da lancio inedite, è più probabile che sceglierete di sviluppare questa strada. Lo stealth è un'opzione valida per l'approccio a buona parte dei combattimenti. Quelli al chiuso, o quelli che potremmo definire "Boss Fight" però, richiedono approcci di tipo diverso e ben più aggressivo. C'è un intero ramo di talenti dedicati appunto agli attacchi furtivi e alla riduzione del rumore, ma è per forza necessario avere sempre a disposizione un piano B.

A donare ulteriore pepe ai combattimenti ci sono gli elementi dell'ambiente dinamici. Le macchine più grosse, come i nuovi Aspidenti, sono in grado di distruggere, letteralmente, intere porzioni di edifici. Alcune scene di questo tipo sono un minimo scriptate, per rendere i combattimenti utili alla trama ancora più spettacolari.

Altri incontri, che avrete vagando per l'Ovest proibito, vi dimostreranno che il terreno di gioco può essere distrutto dalle mosse dei vostri avversari. Gli alberi vengono sradicati malamente, e anche intere rocce esplodono per via dell'impatto con le armi distruttive di alcune macchine o con il loro stesso corpo. Salire su un palo grazie all'ausilio del rampino non vi metterà al sicuro da niente: una macchina potrebbe caricare, distruggerlo e farvi cadere, lasciandovi esposti agli attacchi.

Crescita del personaggio

Forse ancora Horizon Forbidden West non si può fregiare del titolo di Action RPG, ma ci sono comunque delle componenti che permettono di personalizzare lo stile di gioco e di rendere Aloy specializzata in determinati campi. Stavolta sono ben sei i rami di specializzazione: guerriera, intrappolatrice, cacciatrice, superstite, infiltratrice ed esperta di macchine. La verità è che verso l'endgame avrete guadagnato abbastanza punti esperienza da popolare molti dei rami appena elencati.

Ciò non toglie che per la crescita del personaggio vi convenga concentrarvi su di uno, sbloccando anche le relative Cariche valorose. Non c'è però una distribuzione di statistiche, valanghe di abilità e altre cose più tipicamente ruolistiche. Per quanto riguarda l'equipaggiamento, oltre alle armi classiche e a quelle nuove, come il lancia-dischi e il lancia-punte, ci saranno anche i classici abiti. Questi avranno molte statistiche derivanti dalla specializzazione a cui sono associati. Ci saranno quindi armature dedicate al ramo guerriera, a quella cacciatrice, esperta di macchine e così via. C'è ancora la meccanica delle bobine, che permette di donare potenziamenti extra. Di nuovo c'è il banco da lavoro, che permette di potenziare armi e armature donandogli nuove abilità e sbloccando slot per bobine e tessuti. Serviranno ovviamente materiali derivanti dalle macchine uccise. In verità anche per acquistare determinati oggetti serviranno, oltre ai classici frammenti di metallo, materiali specifici. Aloy rimane a tutti gli effetti una cacciatrice, e spesso vi metterete in viaggio proprio a caccia di componenti specifiche.

La gestione dell'inventario prevede stavolta una cassa di scorte ricorrente, che troverete in vari insediamenti sparsi per il mondo di gioco. Tutto ciò che eccede la capacità dell'inventario viene inviata direttamente alla cassa, permettendovi di fare scorta anche per il futuro. Tutte le meccaniche legate alla raccolta dei componenti rimane comunque essenziale, e a modo suo molto particolare. Avventurarsi in una sezione del gioco senza legno e piante medicinali potrebbe portarvi a trovarvi in situazioni molto spiacevoli. A tutto ciò si aggiungono le pozioni, le pietanze da far preparare ai cuochi degli accampamenti e altri oggetti consumabili di vario genere. In generale quindi anche tutto ciò che riguarda la crescita di Aloy è stato ulteriormente ampliato, anche se non così drasticamente da trasformare il secondo Horizon in un gioco di ruolo.

In definitiva

Ci sarebbe ancora tanto da dire. Anche solo il combattimento meriterebbe ulteriori approfondimenti, visto che le varie macchine esigono strategie di approccio diverse.

E c'è da sottolineare anche come il tutto sia reso più complicato dall'intelligenza artificiale delle stesse. In determinate situazioni le abbiamo viste agire come uno sciame intelligente, mandando avanti le macchine a piena salute mentre quelle ferite fuggivano nelle retrovie. E ancora macchine più piccole adibite alla difesa di quelle più grandi, tattiche mordi e fuggi, nemici in grado di mimetizzarsi e altro ancora. E ci sono anche nuovi elementi di attacco oltre al fuoco, il ghiaccio e l'elettricità, come l'acido, in grado di indebolire le componenti esterne delle macchine. Il problema è che questi elementi verranno utilizzati anche contro di voi. Un cenno d'obbligo anche al livello di difficoltà. La modalità Storia è pensata per rendere Aloy una sorta di angelo vendicatore. Già passando a Facile noterete che i combattimenti, anche a livello alto, sono tutt'altro che facili. Quelli contro macchine più grandi possono durare svariati minuti, e alzando ulteriormente il livello vi troverete di fronte ad un'esperienza di gioco brutale, punitiva e affatto banale.

Cercando di evidenziare alcuni difetti, dobbiamo far notare che l'esplorazione di alcune ambientazioni al chiuso può rivelarsi frustrante, visto che alcune sezioni potrebbero richiedere diversi tentativi a vuoto per capire come superare ostacoli di vario genere; inoltre il combattimento, ulteriormente stratificato e ricco di varianti, potrebbe comunque far storcere il naso ai puristi dei giochi di azione per via dei tanti rallentamenti. Alcune macchine sono davvero troppo veloci per essere affrontate senza la Concentrazione di Aloy.

Contenuti

Per quanto riguarda il numero di contenuti, con Horizon Forbidden West potete dormire sonni tranquilli. Affrontando il tutto a difficoltà Storia la longevità ne risente sicuramente, visto che i combattimenti sono praticamente banali da affrontare. Già a difficoltà Facile vi troverete a fare i conti con un'esperienza radicalmente diversa. La campagna potrebbe richiedere ben più di 20/30 ore per essere portata a termine, e anche affrontandola per intero non avrete modo di visitare tutte le location dell'Ovest Proibito.

Questo ci porta a parlare di tutte le attività secondarie previste. Anche per quanto riguarda le missioni secondarie c'è stato, a nostro avviso, un discreto miglioramento. Alcune story line slegate dalla campagna vi porteranno verso nuovi insediamenti, con personaggi ricorrenti e trame che vi metteranno talvolta di fronte a decisioni di vario tipo, anche relative alla vita o alla morte dei personaggi stessi. Altre si innescheranno solo al termine della campagna, anche per via della reputazione che si farà Aloy tra i membri delle tribù dell'Ovest.

Avrete quindi svariati modi non solo per allungare l'esperienza di gioco, ma anche per imparare nuovi elementi sulla lore di Horizon, sulle tradizioni delle nuove tribù e sulle nuove macchine che incontrerete in punti specifici del mondo. Ci sono poi varie altre attività secondarie che non riguardano necessariamente missioni con trame specifiche. Ad esempio potrete avere a che fare con le Arene, location dove affrontare ondate a difficoltà crescente di macchine da eliminare in tempi ridotti.

Quando il gioco sarà accessibile a tutti si potrà anche sfidare gli amici in classifiche a tempo. O ancora i Contratti di Recupero, che richiederanno ad Aloy di recuperare componenti specifiche in cambio di premi assai prelibati. E c'è anche Batosta Meccanica, quello che potremmo definire il Gwent (anche se non così stratificato) di Horizon. Non sottovalutate comunque la possibilità di aumentare il grado di sfida. Oltre a rendere il tutto ancora più sfidante, aumenta drasticamente anche i tempi di gioco. I combattimenti si fanno non solo mortali, ma anche molto più strategici da affrontare. Non conta solo il posizionamento di Aloy e lo studio del campo di battaglia, ma anche mirare con attenzione a parti specifiche delle macchine.

Grafica e sonoro

Si respira aria di next-gen sin dai primi minuti. A primo acchito si potrebbe avere l'impressione che Horizon Forbidden West somigli molto al primo capitolo, ma la realtà dei fatti è che a livello di dettaglio sono stati effettuati dei passi in avanti davvero notevoli.

E lo si nota non solo dal risultato globale, ma anche dalle piccole cose. Già dopo i primi minuti ci siamo immersi nella modalità fotografica, anche solo per soffermarci sui dettagli e sulla qualità delle texture e dei modelli. Quasi tutte le immagini che trovate nell'articolo sono realizzate da noi proprio con l'ausilio della modalità foto su PS5. Anche solo il volto di Aloy è a dir poco impressionante: la grana della pelle, i rossori che corrono dalle guance al naso (anche per effetto del freddo), le occhiaie, la pelle stessa traslucida che lascia intravedere le vene, una serie di dettagli sbalorditivi.

Le ambientazioni sono ancora più rigogliose e cariche di effetti particellari. Nella giungla c'è sempre una sorta di foschia, dettata dall'umidità. Nel deserto si incorre spesso in piccoli tornado e in tempeste di sabbia. Altrove si viene sorpresi da scrosci di pioggia e altri eventi atmosferici, il tutto ovviamente con un ciclo giorno notte che cambia drasticamente la percezione del mondo.

A sorprendere è anche il numero di biomi in cui incappiamo durante le scorribande per l'Ovest, tutti curati nei minimi dettagli, tanto da affascinare e da sorprendere anche dopo svariate decine di ore di gioco. Estremamente curati anche gli insediamenti, anche quelli meno importanti. Si capisce subito la tribù di riferimento, grazie agli usi e ai costumi degli abitanti e dell'architettura. Purtroppo mancano di interattività. Potrete interagire "seriamente" solo con determinati abitanti, quelli che avranno per voi commissioni o missioni secondarie, oltre che con i negozianti.

Come accennato, parte dell'ambiente presenta un certo grado di distruttibilità, come pietre, alberi e altri componenti. Aloy affonda i piedi nella neve (anche se non in modo così convincente come in Red Dead Redemption 2), nel fango e nella sabbia, e persino i fondali marini sono incredibilmente caratterizzati e realistici. C'è però quella classica sensazione di immobilità che caratterizza alcune componenti degli ambienti, fattore comune di praticamente tutte le produzioni videoludiche, ma qui entra in gioco l'altrettanto classica sospensione dell'incredulità che fa sì che ci si trovi ad ignorare tali difetti.

Sono ovviamente molto valide anche le animazioni di Aloy, anche se, ben prima dell'uscita del gioco, hanno fatto discutere per via del fatto che sono praticamente le stesse viste in Horizon Zero Dawn. Ad essere sinceri non ci troviamo nulla di male, anche perché si tratta dello stesso personaggio appena sei mesi dopo gli eventi del primo. Di movenze nuove ce ne sono, anche per via dell'uso di strumenti come l'Alascudo e il Rampino che possono essere usati in combattimento. Di base però le movenze sono quelle, e almeno nel nostro caso le abbiamo interpretate come una scelta coerente con il personaggio. Anche i modelli delle macchine sono ovviamente incredibili, e a sorprendere ancor di più non è solo il numero di dettagli, i riflessi e altri particolari, ma sono anche le animazioni convincenti, chiaramente ispirate agli animali o ai rettili a cui fanno riferimento. 

Di problemi di lieve entità ogni tanto ce ne sono.

Il team di sviluppo è costantemente al lavoro per migliorare l'esperienza di gioco, tant'è che, anche se la prima versione da noi provata era già ottima sotto quasi tutti gli aspetti, ci è già arrivato un corposo aggiornamento con i primi fix e migliorie di vario genere. Si tratta pur sempre di un open world gigantesco: fenomeni di compenetrazione poligonale, personaggi bloccati o altri eventi potrebbero comunque avvenire, ma raramente nelle decine di ore di gioco che abbiamo affrontato hanno costituito dei problemi invalicabili.

Un cenno d'obbligo anche a tutto ciò che riguarda il comparto audio. Horizon Forbidden West è completamente tradotto in italiano, e i personaggi ricorrenti sono stati doppiati dagli stessi professionisti italiani del primo capitolo. Le voci sono sempre convincenti, anche se in pochissimi casi la gestualità potrebbe non corrispondere del tutto al tono di voce. In generale però possiamo annoverarlo tra le opere più vaste e curate in tal senso.

Idem dicasi per il comparto musiche, caratterizzate da temi che strumentali che cambiano a seconda del contesto (esplorazione/combattimento) e da brani dal tono epico che potrebbero rimanere impressi. Menzione d'onore per l'effettistica: camminare nei boschi di notte o durante la pioggia vi permetterà di udire tutto un range di rumori specifici che contribuiranno a rendere l'esperienza ulteriormente immersiva.

PS4 vs. PS5

Che Horizon Forbidden West giri anche su PlayStation 4 non è certo un segreto. La stessa Sony lo ha mostrato in azione su PS4 Pro e PS4 in alcuni video dedicati che trovate anche qui di seguito. Anche su PlayStation 4 liscia sa essere davvero sbalorditivo. Ma la versione PS5 su quali feature in più può contare?

Per cominciare, quella di cui ci si rende maggiormente conto riguarda i tempi di caricamento, ridotti praticamente all'osso su PlayStation 5. Anche in caso di viaggio rapido tra falò (i classici checkpoint presenti anche nel primo capitolo) particolarmente distanti tra di loro, il gioco ci mette una manciata di secondi a caricare.

Si passa poi al DualSense, che in Horizon Forbidden West ricopre un ruolo piuttosto importante. I grilletti adattivi rispondono in modo diverso alla tensione della corda dell'arco o all'utilizzo di altre armi, ma è soprattutto il feedback aptico ad essere sempre presente, facendoci percepire ogni minimo avvenimento che vediamo su schermo. Si è fatto un largo uso anche dello speaker posto sul controller, che riproduce una gran quantità di effetti sonori, e nel caso abbiate a disposizione cuffie apposite c'è anche l'audio 3D. Quest'ultimo è un fattore da non sottovalutare: andare a caccia, specialmente a livelli di difficoltà elevata, richiede anche un discreto ascolto di ciò che succede intorno a noi. Ci sono anche macchine invisibili, e in ogni caso capire da dove potrebbe attaccare una macchina di un branco anche solo sentendola può davvero fare comodo.

Ci sono poi le modalità grafiche che fanno uso dell'hardware potenziato di PlayStation 5.

Nel nostro caso abbiamo preferito quella a 60 frame al secondo, la classica modalità Prestazioni, con risoluzione dinamica. La qualità dell'immagine non ne risente affatto e giocare Horizon a 60 fps è a nostro avviso la miglior esperienza possibile. Nel caso voleste la massima qualità dell'immagine potete passare alla modalità Qualità con risoluzione 4K e 30 frame al secondo.

Prezzo

Al momento della stesura di questo articolo, la versione PS4 del gioco, comprensiva di Digital Upgrade per PS5, viene a costare 69,99€. La versione standard per PS5 invece costa 79,99€. Può sembrare un errore, ma sono ormai diversi giorni che la cosa è nota e Sony PlayStation non l'ha corretta. Di conseguenza con i classici 70€ potete portarvi a casa il gioco. Non male, considerata la qualità del titolo e la sua longevità.

Recensione Horizon Forbidden West - Screenshot PS5

Giudizio Finale

Horizon Forbidden West

Horizon Forbidden West non è solo il degno seguito di Horizon Zero Dawn, ma è anche una lettera d'amore ad una nuova ambientazione che cresce sempre più rigogliosa e ricca di contenuti. Tutti, o quasi, gli aspetti del primo capitolo sono stati migliorati, a partire dall'esplorazione, che ci permette anche di scalare le alture, solcare i cieli e nuotare nelle profondità, per proseguire con il combattimento, ulteriormente stratificato rispetto al passato. E soprattutto, l'impatto grafico è da spacca mascella. Si respira realmente aria di next-gen, anche grazie ai tempi di caricamento quasi del tutto abbattuti. C'è una buona possibilità che questo capitolo possa piacere anche a chi non ha apprezzato al massimo il predecessore, proprio per via dei tanti miglioramenti che sono stati applicati anche alla narrazione. La storia stessa è ancor più carica di avvenimenti e di personaggi, tanto forse da disorientare il giocatore vista la tanta carne messa al fuoco. Ottimo anche il numero di contenuti, sia relativi alla trama principale che a tutto ciò che vi riserverà il gargantuesco mondo di gioco. In definitiva un altro centro per Guerrilla Games e PlayStation.

Sommario

Storia 8.5

Giocabilità 9

Contenuti 9.5

Grafica e sonoro 9.5

Voto finale

Horizon Forbidden West

Pro

  • Si respira aria di next-gen
  • Sistema di combattimento stratificato
  • Esplorazione più gratificante...
  • Mappa enorme e piena di contenuti

Contro

  • Qualche sbavatura nelle animazioni
  • Ambienti poco interattivi
  • ... ma talvolta frustrante
  • Storia forse un po' intricata

Lorenzo Delli
Lorenzo Delli Cresciuto a "computer & biberon", si è avvicinato al mondo dell'informatica alla tenera età di 5 anni. Si occupa principalmente di news e recensioni legate al mondo del gaming (mobile e non) e dei canali Social per il network SmartWorld.
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