8.0

Recensione Hyrule Warriors: L’era della calamità: più di un Musou (foto e video)

Giorgio Palmieri




Recensione Hyrule Warriors: L'era della calamità

Hyrule Warriors: L’era della calamità conclude il 2020 di Nintendo: una mossa vincente, se si considera la popolarità dei Musou (cioè il genere di Dynasty Warriors) sul suolo nipponico e il grande successo di critica e pubblico di The Legend of Zelda: Breath of the Wild. Vediamo come se l’è cavata nella recensione, nell’attesa di conoscere maggiori dettagli su Breath of the Wild 2.

Editore Nintendo, Tecmo Koei
Sviluppatore Tecmo Koei, Omega Force
Piattaforme Nintendo Switch
Genere Azione
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore
Lingua Completamente in Italiano

8.0

Premessa

Pur essendo sulla carta il seguito di Hyrule Warriors, L’era della calamità è un capitolo a sé stante e narra una storia inedita che si svolge cent’anni prima degli eventi di The Legend of Zelda: Breath of the Wild. Lo si può dunque gustare a prescindere che abbiate dimestichezza con i Musou o meno, o con lo stesso Breath of the Wild, sebbene la trama sia stata costruita attorno a chi ha già masticato l’universo del titolo di lancio per Nintendo Switch.

Le sequenze d’intermezzo sono frequenti ma brevi, dritte al punto e piacevoli, con alcuni dettagli però dati per scontato, e che dunque faranno la gioia soprattutto di coloro che hanno apprezzato l’originale. Si parla ancora una volta della calamità Ganon e dei colossi, i cui piloti andranno reclutati per impedire che il regno cada vittima della calamità. Viene imbastita anche una parentesi sui viaggi nel tempo, che suonerà un po’ forzata a chi sperava di vivere una storia totalmente in grado di mantenersi in piedi da sola: è però fantastico vedere interagire sullo schermo personaggi che avevamo solo intravisto in Breath of the Wild.

Per il resto, si tratta di un classico Musou, cioè un videogioco di azione a missioni, che si compie su mappe ampie dense di nemici coadiuvati da un’intelligenza artificiale elementare. Il vostro personaggio è di base molto più forte ed è in grado di decimare gli eserciti con un paio di colpi di spada. Le meccaniche à-la-Dynasty Warriors sono però fortemente influenzate, ovviamente, da Breath of the Wild.

8.0

Giocabilità

Senza ombra di dubbio, Hyrule Warriors: L’era della calamità gode del miglior sistema di combattimento tra i Musou tratti da una proprietà intellettuale già esistente. Coniuga intelligentemente la dinamicità della serie Dynasty alle peculiarità delle lotte di Breath of the Wild.

I migliori scontri si consumano contro i miniboss o gli stessi boss, dove vi è l’aggancio e la schivata laterale: quest’ultima, se effettuata al momento giusto, consente di colpire il punto debole del nemico, così da stordirlo ed infliggere danni ingenti. Tra i personaggi selezionabili non c’è solo Link, anche se è uno dei pochi che può equipaggiare armi diverse e cambiare il suo stile di combattimento. Nel corso dell’avventura accoglierete tra le fila i piloti dei colossi e alcune inaspettate sorprese, e ognuno gode di peculiarità tali da rendere i combattimenti diversi tra loro.

Si aggiungono poi abilità specifiche provenienti dall’originale, dal Glacyor al Calamitron, che cambiano effetto a seconda dell’eroe selezionato. Sono utilissimi per contrastare i nemici e per concatenare lunghe combinazioni di colpi. Continuiamo ad apprezzare la possibilità di dare ordini ai personaggi della squadra dei quali non si sta vestendo i panni, così da ottimizzare i tempi quando gli obiettivi sono molto distanti tra loro. Purtroppo la telecamera alle volte si dimostra incapace di seguire l’azione correttamente, soffocata dagli elementi dello scenario.

7.5

Attrazione

La ripetitività è la croce e delizia delle esperienze in stile Dynasty Warriors, e Hyrule Warriors: L’era della calamità non ne è esente. Tuttavia, la grande quantità di mappe presenti aiuta ad aumentare l’assortimento di situazioni, una parte delle quali vedono al centro proprio i colossi sacri.

I compiti da portare a termine sono spesso legati alla conquista di accampamenti e alla sconfitta di specifici obiettivi, con combattimenti all’arma bianca intensi ma contraddistinti da schemi d’attacco dei nemici piuttosto semplici da assimilare. Il tasso di sfida ci è sembrato ben calcolato, con dei picchi nelle missioni più avanzate, che potreste addolcire partecipando alle missioni secondarie.

L’offerte ribolla di contenuti: il giocatore può scegliere sempre se affrontare la missione principale o allietarsi con mansioni collaterali. Tra queste, oltre a battaglie brevi su piccola scala, ci sono delle richieste da completare con le risorse raccolte nelle missioni: ce ne sono tante, troppe, con ricompense che spaziano da punti vita aggiuntivi a nuove mosse per gli eroi, ma anche mercanti, fabbri, servizi e altro.

Abbiamo apprezzato sì, la quantità di contenuti, ma la parte legata alla crescita dei personaggi avrebbe beneficiato di una maggiore chiarezza e semplicità, visto che sono presenti decine e decine di reagenti il cui enorme numero e l’acquisizione risulta inutilmente ingombrante.

7.0

Tecnologia e Grafica

Il discorso tecnologico nei riguardi di Hyrule Warriors: L’era della calamità non lo si può separare dalla grafica, perché strettamente collegati. Anzitutto, se da una parte il genere Musou è uno di quelli che fatica a trovare innovazione, dall’altra è notevole vederlo muoversi su una console come Nintendo Switch.

In particolar modo, impressiona il fatto che in L’era della calamità, così come nel suo predecessore, sia possibile cambiare personaggio al volo tra quelli selezionati senza attendere schermate di caricamento, nonostante il tutto prenda via su ampi campi di battaglia ripieni di nemici. Il costo è delle incertezze nella fluidità, verso le quali bisogna sottolineare dovute precisazioni.

L’esperienza sembra pensata per la modalità portatile, dove il gioco si comporta tutto sommato bene, proprio perché lo schermo piccolo aiuta a nascondere le problematiche presenta un’immagine pulita e un ammontare di fotogrammi al secondo nella media, con inevitabili rallentamenti nelle situazioni più concitate. Con Switch sulla dock, invece, la risoluzione ne risente e vengono a galla diversi artefatti che tendono a sporcare la visuale, specie nelle seghettature. I cali sembrano anche più evidenti, malgrado un aggiornamento giunto dopo il lancio abbia migliorato l’esperienza. La situazione peggiora se si decide di giocare in 2 giocatori con la modalità a schermo condiviso, con una linea orizzontale che divide le estremità: sebbene sia possibile giocare decentemente, i crolli sono più frequenti.

Tutto ciò che concerne l’apparato estetico, o meglio, la mera direzione artistica, è lodevole. I luoghi, i personaggi, le ambientazioni, godono di una cura che non ha nulla da invidiare a Breath of the Wild, tanto che sembra provenire dalle medesime mani.

9.0

Sonoro

Che siano i temi di transizione, di battaglia o di accompagnamento, Hyrule Warriors: L’era della calamità regala sempre delle emozioni forti nelle musiche, perfette in ogni occasione, con brani inediti e tracce prese da Breath of the Wild. Vanta anche un ottimo doppiaggio in italiano.

7.5

Prezzo

Hyrule Warriors: L’era della calamità è disponibile nei negozi e su Nintendo eShop a 59,99€. Un costo senz’altro giusto, considerando la mole dell’offerta (una ventina d’ore per completare solo la missione principale e qualche compito secondario, che si triplica nel caso vogliate affrontare tutto), la cura del pacchetto e l’assenza di frivoli contenuti a pagamento.

Immagini

Giudizio Finale

Hyrule Warriors: L'era della calamità

8.0

Hyrule Warriors: L'era della calamità

Hyrule Warriors: L'era della calamità è un ottimo Musou, nonché un importante spin-off di The Legend of Zelda: Breath of The Wild. Ancora una volta, Tecmo Koei e Omega Force si dimostrano capaci di gestire proprietà intellettuali altrui con grande maestria, affinando la tecnica e lo studio del materiale originale. L’esperienza però soffre nel comparto tecnico, specie in modalità casalinga, con cali di fluidità evidenti. Per il resto, tolta la parte ruolistica a tratti ingombrante, è senz’altro uno dei migliori Musou degli ultimi tempi.

di Giorgio Palmieri
Pro
  • Personaggi eccezionali
  • Musiche meravigliose
  • Musou e Zelda ben amalgamati
  • Longevo, pieno di contenuti...
Contro
  • … ma la ripetitività è sempre in agguato
  • Parte ruolistica ingombrante
  • Telecamera pigra
  • Singhiozzi nella fluidità

Su alcuni dei link inseriti in questa pagina SmartWorld ha un’affiliazione ed ottiene una percentuale dei ricavi, tale affiliazione non fa variare il prezzo del prodotto acquistato.