Recensione iMac 24'' M1 (2021): un piacevole déjà vu (foto e video)

Nicola Ligas
Nicola Ligas

iMac 24 2021 è il primo prodotto Apple completamente rivoluzionato grazie all'avvento del SoC M1. Mentre infatti MacBook Air, Pro e Mac Mini hanno continuato ad utilizzare lo stesso design dei precedenti modelli, Apple ha reinventato l'iMac grazie proprio alle caratteristiche uniche del suo primo "silicon". Di fatto, infatti (scusate il gioco di parole), questo iMac è un MacBook Pro fatto desktop; ma siamo sicuri che sia una buona idea?

PRO

  • Design bello e impossibile
  • Display di alta qualità
  • Ingombro e cavi ridotti al minimo
  • Finalmente una webcam full HD!

CONTRO

  • Prezzo elevato
  • M1 non svetta su desktop tanto quanto su mobile
  • Poche porte per un all-in-one
  • Inaggiornabile

Costruzione

iMac 24 (2021) stupisce, indubbiamente, ed è subito iconico; che piaccia o non piaccia. Il retro è quello che ci ha convinto di più, con le sue vivaci tinte metallizzate col logo della mela lì nel mezzo, così grande che non c'è nemmeno bisogno di illuminarlo per renderlo visibile. La pulizia del design e quell'unico cavo ad attacco magnetico completano un lato B senz'altro ben riuscito.

La parte frontale divide di più, cone le ampie cornici bianche attorno al display, e la barra inferiore in tinta con il colore della scocca (per quanto più attenuata). Perché le cornici bianche? In molti hanno provato a giustificarle, facendo leva sul fatto che si mimetizzino meglio con il bianco delle pareti; ammesso e non concesso che l'iMac abbia un muro alle spalle.

Il punto è che, a parer nostro, non è una questione di giusto o sbagliato, ma è solo una scelta: o bianche, o nere. (Avrebbero in effetti potuto essere anche in tinta come la barra in basso, ma sarebbe stato eccessivo.) Apple ha scelto il bianco. Ad alcuni non piace. Se Apple avesse scelto il nero, a qualcuno non sarebbe piaciuto comunque. Allo stesso modo in cui non proveremo a giustificare la scelta del bianco, non la condanneremo a priori. Se fosse un autentico deal-breaker per voi, sappiate che dbrand è sempre sul pezzo, e per "soli" 50$ potrete colorare di nero l'odiato bianco.

Per quanto bello sia il nuovo iMac, per quanto non passi inosservato, per quanto il suo profilo sottilissimo e la sua leggerezza (meno di 4,5Kg) siano da primato, non è comunque tutto esente da difetti.

Anzitutto la base non è regolabile in altezza, e questo è oggettivamente un male. Le scrivanie sono diverse, le sedie sono diverse, le persone sono diverse: ciascuno ha bisogno della giusta altezza per guardare un monitor a lungo, giorno dopo giorno, senza discomfort, e qui non potrete farci nulla. Un dispositivo così minimalista è quasi sciupato se accoppiato ad un rialzo che dovrete inevitabilmente mettere sulla scrivania se voleste sollevarlo.

Inoltre la base offre un grip davvero scarso sulla scrivania. Ci sono due strisce di gomma sotto la base, ma sono troppo lisce, e se doveste tirare il cavo di alimentazione è più facile che l'iMac caschi dalla scrivania piuttosto che il cavo si scolleghi, da quanto scarsa è la resistenza che offre alla trazione. E sempre la stessa base, essendo così centrale, non sostiene bene l'iMac se doveste urtarlo/tirarlo lateralmente (vedi video recensione, minuto 00:45).

Quella base in tinta, così elegante esteticamente, è insomma il principale difetto costruttivo di iMac 24 (2021), sia sul fronte dell'ergonomia, che su quello della stabilità.

Nota finale sulle porte: 4 USB-C nel modello che abbiamo in prova, 2 in quello base. In più abbiamo un jack audio sul fianco sinistro, e sul retro al suo fianco il tasto di accensione (che probabilmente premerete una volta all'anno). Non sono un po' poche per un all-in-one? È vero che l'utilizzo di un dongle per un computer fisso è meno scomodo che non su un portatile, ma è anche vero che proprio su un fisso ci sarà più facilmente bisogno di USB-non-C, SD e chi più ne ha più ne metta.

Tastiera e touchpad

L'esperienza di scrittura con iMac è assolutamente affine a quella di un MacBook, ora grazie anche al touch ID, che rende semplice ed immediato ogni login/transazione/autorizzazione. Lettere rigide e sonore al punto giusto, corsa breve, ed un'attuazione accompagnata da un buon feedback tattile, che non vi farà perdere un singolo keystroke.

Eppure, quella che su un notebook è un'esperienza tendenzialmente buona, diremmo anche tra le migliori, su desktop non si distingue così tanto dalla massa. Sì perché la scrivania è il regno delle tastiere meccaniche, o comunque di tastiere che non devono per forza essere sottili, leggere e dalla corsa breve. E ciò a cui rinunciamo senza lamentele su un portatile, è un po' meno giustificabile in ottica desktop.

Vale quasi l'inverso per il magic mouse. Il force touch trackpad dei MacBook è così fantastico che lo scambieremmo solo con una cosa analoga (ovvero il Magic Trackpad, che potrete avere con l'iMac per 50€ in più, al posto del Magic Mouse). E per quanto il magic mouse sia fantastico nella sua implementazione del touch, lo scrolling su un mouse "deve" avere una rotellina, ed il clic destro e sinistro "devono" avere due tasti; e se proprio dobbiamo dirla tutta, la sua forma allungata a saponetta può andare bene per muoversi su macOS, ma non provate a giocarci neanche per... gioco!

Inutile sommersi oltre su un accessorio che è in circolazione da anni: se lo aveste già provato e vi piacesse, benissimo; se non lo aveste già provato, il nostro consiglio è quello di spendere quei 50 euro in più (che proprio pochi non sono in effetti), o di munirvi di un mouse più ordinario.

Hardware e benchmark

Ci sono 3 modelli preconfigurati sul sito Apple, ma ciascuno di questi può poi essere personalizzato ulteriormente, come da tradizione. Quello che abbiamo provato noi è il modello di punta, riassunto come sempre qui sotto.

  • Schermo: 24'' 4,5k (4.480 × 2.520 pixel, 218ppi) 500 nit
  • SoC: Apple Silicon M1 con 8 core grafici
  • RAM: 8 GB
  • Memoria interna: 512 GB
  • Webcam: 1080p@30fps
  • Connettività wireless: Wi-Fi ax, Bluetooth 5.0
  • Porte: 2x Thunderbolt / USB 4, 2x USB-C 3.2 Gen 2, jack audio combo, Gigabit Ethernet (sull'alimentatore)
  • Peso: 4.490 grammi
  • OS: macOS 11.1 Big Sur

Da notare invece che il modello base ha due sole porte USB-C (perde le 3.2), perde il connettore ethernet sull'alimentatore ed il touch ID sulla tastiera, e inoltre ha anche una sola ventola al suo interno (come testimoniato da iFixit), al contrario delle due presenti sugli altri modelli. E quest'ultima differenza potrebbe essere quella davvero importante.

Si perché da un punto di vista delle prestazioni, iMac 24 è identico al MacBook Pro M1. Non simile: uguale. Nei numerosi benchmark che abbiamo fatto, abbiamo avuto degli scarti a volte di 1-2 punti tra le due macchine. Uno o due punti di scarto su valori nell'ordine delle migliaia! Sul serio: andate a rileggere la recensione del MacBook Pro, ci sono un sacco di casi d'uso che adesso non staremo qui a ripetere perché sarebbe un copia/incolla.

In breve, Cinebench R23 su singolo giro multi-core si assesta intorno ai 7.800 punti, mentre nel single-core sui 1.500. Ed anche nel caso di test prolungati (siamo arrivati fino ad 8 ore) i punteggi sono affini a quelli iniziali: forse giusto un pelino inferiori sull'iMac, ma potrebbe anche essere un caso vista la lunghezza del test.

Idem se andiamo a prendere in considerazione anche l'SSD. Circa 3.400 MB/s in lettura, circa 2.700 MB/s in scrittura. Anche qui con scarti nell'ordine di pochi megabyte. Apple ha di fatto preso l'hardware del MacBook Pro, e l'ha schiaffato nel "mento" di un iMac.

Ma addirittura le temperature sono identiche. Sotto stress il SoC arriva sui 70-75°. Forse giusto 1-2 gradi in meno sull'iMac rispetto al MacBook Pro, ma anche qui non è una scienza esatta, perché fluttuazioni così minime possono essere causate da tanti fattori (diversa lettura dei sensori, un minimo di variabilità ambientale, ventole lievemente più lente in quel momento, ecc. ecc.)

Ecco, a proposito delle ventole, loro sì che sono l'unico elemento di diversità tra le due macchine. Sì perché sul MacBook Pro ce n'è una, e sull'iMac ce ne sono due. Eppure abbiamo detto che le temperature sono uguali. Ma non solo: a riposo la ventola del MacBook Pro è ferma. Zero giri al minuto. Quelle dell'iMac sono invece sempre in movimento, e non le abbiamo mai viste scendere sotto i 2.000-2.500 giri a riposo, entrambe sempre attive (seppure a questo regime quasi non si sentano).

Mettendo sotto stress le due macchine, con identico carico e per lo stesso tempo, sul MacBook si superano di poco i 2.000 giri, tanto che ancora le sue ventole quasi non le sentite, mentre sull'iMac entrambe girano abbondantemente oltre i 6.500 giri, e sono ben udibili, per quanto non sia un rumore forte né fastidioso.

Questo in pratica significa che raffreddare l'iMac è più complesso del MacBook, ed a priori sinceramente non lo avremmo pensato. Anzi, credevamo che le due ventole fossero lì in previsione già di quel che verrà dopo, di un M1x (o chi per lui) con più core ad alte prestazioni e quindi più esigente nel raffreddamento. Sarà interessante fare l'analisi termica allora, ma per adesso, al netto della velocità delle ventole, l'iMac sa davvero di "già visto", per tutte le ragioni che abbiamo finora elencato.

Corollario: la versione base di iMac, con una sola ventola, ci aspettiamo che bene o male performi un po' come il MacBook Air, ovvero bene per il 90% degli utenti, ma comunque non al massimo di quanto M1 abbia da offrire, in particolare sui carichi prolungati, quando sull'Air subentra il throttling, che invece è assente dal MacBook Pro ed anche dall'iMac, ovviamente.

Schermo

Una delle migliori ragioni per passare ad iMac è lo schermo. Altissima risoluzione, 4.480 × 2.520 pixel, ottima calibrazione di fabbrica, copertura completa sRGB e DCI-P3, luminosità fino a 500 nit, che garantisce una visibilità sempre impeccabile. E poi ci sono le consuete attenzioni di Apple per non affaticare gli occhi, da night shift a (soprattutto) il true tone, che bilancia i colori a schermo in base alla luminosità ambientale.

L'unica cosa che potreste volere è che sia più grande, visto che 24'' iniziano ad essere al limite dei canoni odierni. Si vociferava infatti di un modello da 27 pollici, ma per quello dovremo aspettare.

Una sola nota per chi non fosse abituato ai display Apple: non aspettatevi colori saturi, contrasti spinti ed effetto "pop". Sono display calibrati più naturalmente, e meno per stupire, tra l'altro con decine di profili pre-caricati tra i quali scegliere che potrebbero facilmente modificare quanto abbiamo appena detto, in base a gusti ed esigenze dei singoli.

Esperienza d'uso

L'esperienza d'uso del nuovo iMac M1 è indubbiamente appagante. Lo schermo ti ipnotizza e ti cattura, e rende piacevole fare qualsiasi cosa: leggere, scrivere, guardare. Ogni scusa è buona per accenderlo ed ogni volta stupisce: sembra anche più grande di quel che non è! (Sarà merito delle cornici bianche?!)

L'audio è eccezionale, superiore alla concorrenza per corpo, potenza, e profondità dei bassi, come del resto da tradizione Apple. La webcam è finalmente una full HD, come ci aspettiamo da una macchina nata nel 2021, e la differenza si nota eccome. E poi le prestazioni sono solide, costanti, affidabili. Per chi, come me, fosse già abituato al MacBook Pro M1, saranno anche straordinariamente familiari: saprete subito cosa aspettarvi dall'iMac, in ogni circostanza. E forse è anche per questo che mi ha impressionato di meno rispetto al MacBook, e credo che Apple ne sia consapevole.

Pensateci bene: questo è il primo dispositivo nato grazie ad M1. Il suo design, che è poi uno dei punti cardine del nuovo iMac, è possibile grazie ad M1. Ancora meglio: il suo design è stato cucito attorno ad M1. Finora invece era stato esattamente il contrario.

I MacBook Air e Pro, oltre al Mac Mini, lanciati lo scorso autunno, conservano infatti lo stesso chassis dei modelli a loro antecedenti. Il loro abito non è cambiato, ma è cambiata la sostanza. Con l'iMac 24'' 2021 è invece l'opposto: cambia radicalmente l'abito, ma la sostanza è qualcosa che già conoscevamo bene, infatti è la stessa del MacBook Pro (e probabilmente del Mac Mini, anche se, non avendolo mai provato in prima persona, non posso confermarlo al 100%).

Nel passaggio da notebook a desktop sono però andate perse una serie di doti di M1 che rendono unici i MacBook con questo SoC, prima fra tutte l'autonomia. Ed anche le temperature contenute, che hanno permesso di rendere fanless MacBook Air e di non far quasi mai sentire la ventola del Pro, qui non sembrano più così miti, visto che ci vogliono due ventole a pieni giri per raffreddare a dovere l'iMac; almeno in certe situazioni.

Probabilmente il design così sottile e compatto dell'iMac ha il suo influsso in tutto questo, confermando nuovamente che qui l'estetica ha avuto la priorità sul resto. E se in un notebook le performance per watt sono fondamentali, per garantire il bilanciamento tra prestazioni ed autonomia, una volta che togliete l'elemento portabilità restano solo performance nude e crude delle quali preoccuparsi.

E se vogliamo dirla tutta, in rapporto alla concorrenza Windows con gli ultimi Tiger Lake o i Ryzen 5000, non è che le prestazioni di M1 siano sempre inarrivabili. Tutto questo per dire che a bordo del nuovo iMac ci sarebbe stato bene un M1x, qualcosa che lo distinguesse di più dai suoi fratelli e non solo. Perché comunque, cambiando i termini di paragone, ciò che rendeva i MacBook M1 superiori alla concorrenza non per forza rende iMac superiore in ambiente desktop, dove deve vedersela con ben altre macchine e dove non tutti i punti di forza di M1 sono altrettanto validi.

Ed un ragionamento simile vale anche per il software. Una delle prime cose che noterete, ad esempio, è l'assenza di un buon gestore di finestre multiple in macOS. Nell'era in cui Windows 11 ha rinnovato il suo, è un peccato che macOS ancora non abbia un metodo nativo efficace per affiancare rapidamente ed efficacemente più finestre. E non parlatemi delle due opzioni che ci sono al mouse hover sul tasto di ingrandimento, perché non sono nemmeno lontanamente paragonabili, né in quanto a funzionalità, né per immediatezza. Su notebook poco importa, tanto con uno schermo da 13'' quante finestre vorrete mai affiancare? Ma su un 24'' le cose cambiano.

E a dirla tutta, l'assenza di alcuni software nativi, che ancora girano tramite Rosetta (o non girano affatto), potrebbe farsi sentire di più in un prodotto destinato alla casa, e quindi all'uso da parte di molteplici utenti, o del piccolo ufficio, magari con i suoi gestionali irrinunciabili.

Chiudiamo così come abbiamo iniziato: l'esperienza d'uso del nuovo iMac M1 è indubbiamente appagante. Ma poteva anche esserlo molto di più, per tutte le ragioni che abbiamo fin qui sviscerato.

Prezzo

Il nuovo iMac 24'' M1 parte da 1.499€ per il modello base, con sole due porte USB-C e con un sistema di raffreddamento che come abbiamo già detto è inferiore alle altre varianti.

Per andare quindi su qualcosa di più "completo" dovete optare almeno per il modello intermedio, con 4 porte USB e connettore Ethernet sull'alimentatore, oltre che con la Magic Keyboard con touch ID (assente nella versione iniziale). Prezzo: 1.719€. Non sono pochi, se considerate poi che ci sono solo 256 GB di storage, ma per passare a 512 GB siamo già saliti a 1.949€.

Se facciamo un raffronto con i prezzi del MacBook Pro 13, ci sono 240 euro di differenza a parità di configurazione, abbastanza per prendersi il portatile ed un monitor esterno, così avrete sia postazione fissa che mobile. E se prendessimo in considerazione anche il Mac Mini la differenza, sempre a parità di configurazione, salirebbe a ben 900 euro; e con 900 euro ve lo fate di certo un bel monitor!

Ovviamente l'iMac non è né un notebook, né un mini PC, è qualcosa di diverso. Però se non paragonassimo un M1 ad altri M1, con cos'altro dovremmo confrontarlo?

Questo per sottolineare il fatto che non è solo il prezzo di per sé ad essere un problema, ma sono la collocazione di mercato ed il tipo di dispositivo che è l'iMac a complicare ulteriormente le cose. Perché se lo vediamo come un all-in-one domestico di certo non è una soluzione vantaggiosa, e se lo inquadriamo a livello aziendale, visto che comunque ci sono ancora delle limitazioni intrinseche nell'architettura ARM, potrebbe non andare bene per tutti gli utilizzi, ed il prezzo è sempre un buon lenitivo (quando è più basso di così).

Indubbiamente anche il design di iMac ha una sua influenza nel prezzo, ed è innegabilmente un design unico ed "iconico", e come tale lo pagherete.

Foto

Giudizio Finale

iMac 24'' M1 (2021)

L'iMac da 24 pollici del 2021 è il primo di quella che probabilmente sarà una lunga serie di futuri iMac con Apple Silicon, ed è un esordio col botto. Nuovo design, impensabile con processori x86. Bellissimo schermo, come da tradizione, nuovi accessori "in tinta" e tutta la potenza di M1, che sembra sempre a suo agio in ogni situazione. Eppure manca qualcosa. Mentre i MacBook con M1 riuscivano a svettare sotto ogni punto di vista rispetto ai notebook Windows di pari fascia, qui il paragone diventa più arduo, perché vengono chiamati in causa anche i desktop, ed M1 non riesce più ad esprimere parte del suo potenziale. Siamo ancora agli albori della transizione ad Apple Silicon insomma, e chi compri ora un nuovo iMac ne percepirà subito lo stacco netto rispetto al passato in termini di design, ed avrà un all-in-one capace di aiutarlo un po' ovunque. Ma qualcosa ci dice che il salto della prossima generazione sarà quello che gli farà compiere davvero il balzo. (Speriamo non anche nel prezzo!).

Sommario

Costruzione 8.5

Tastiera e touchpad 8.5

Hardware e benchmark 8.5

Schermo 9

Esperienza d'uso 8.5

Prezzo 6.5

Voto finale

iMac 24'' M1 (2021)

Pro

  • Design bello e impossibile
  • Display di alta qualità
  • Ingombro e cavi ridotti al minimo
  • Finalmente una webcam full HD!

Contro

  • Prezzo elevato
  • M1 non svetta su desktop tanto quanto su mobile
  • Poche porte per un all-in-one
  • Inaggiornabile

Nicola Ligas
Nicola Ligas Nicola scrive, e parla. Molto. Solitamente non nello stesso momento. Spesso parla di ciò che scrive, e scrive di ciò di cui parlerà. No, Nicola non è un bambino di 6 anni, anche se non gli dispiacerebbe tornare a quell'età.

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