7.7

Recensione Lenovo YogaBook C930: se non puoi piegarlo, dividi lo schermo in 2 (foto e video)

Nicola Ligas -




Recensione Lenovo Yoga Book C930

A qualche anno di distanza dal precedente modello, Lenovo rinnova in modo piuttosto sostanziale il suo Yoga Book (qui la nostra precedente recensione), ma senza stravolgerne l’essenza. Si tratta ancora oggi di uno dei convertibili più originali sul mercato, unico a suo modo. Un giorno forse diventerà uno dei “pieghevoli” che proprio quest’anno si sono affacciati sul mercato. Fino ad allora però dovremo accontentarci dei suoi due schermi, dei quali uno ad e-ink, che lo rendono appunto così versatile.

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9.0

Costruzione

L’apparenza non cambia, e lo Yoga Book C930 di primo acchito sembra lo stesso del passato. Si apre sempre con un doppio clic sulla scocca (potenza dei magneti), ruota sempre a 360° grazie ad una cerniera di comprovata efficacia, ed ha sempre una tastiera touch. Solo che in questo caso non è una semplice tastiera, ma un intero pannello e-ink che potrete usare anche per leggere ebook, disegnare/prendere appunti, o anche come semplice cornice. È un passo in avanti importante rispetto al passato, che aggiunge diverse funzionalità in più, senza stravolgere appunto l’essenza dello Yoga Book.

Si sono nel frattempo modernizzate le porte di comunicazione, sposando le USB-C (ma non Thunderbolt, che però non vediamo così necessarie su un dispositivo del genere) e perdendo al contempo il jack audio; mancanza che ormai fa sempre meno notizia. Peccato solo che lo slot microSD sia nascosto in quello della nano SIM, rendendone l’accesso più complicato del dovuto.

Il peso di circa 800 grammi, 100 grammi in più del modello precedente, rappresenta il più grande rammarico. Alla lunga si sentono in mano, e l’uso come solo tablet un po’ ne è penalizzato. Un giorno, come accennato, questo Yoga Book potrebbe essere un “foldable“, con un unico schermo che si pieghi in due. Fino ad allora l’adozione di due pannelli così distinti è probabilmente la migliore idea che Lenovo potesse avere.

7.0

Tastiera e touchpad

Scrivere su una tastiera touch non è semplice, per varie ragioni. L’assenza di una seppur minima corsa dei tasti e soprattutto di un qualche feedback alla loro pressione sono in grado di mettere alla prova anche una dattilografo. Lenovo ha ovviamente aggiunto la vibrazione alla pressione, ma è solo un palliativo, con effetti più sonori che tattili. Yoga Book è infatti completamente piatto e, se appoggiato su un tavolo, la vibrazione viene distribuita e smorzata dal piano stesso. Del suo vibrare sentirete insomma più facilmente il rumore che altro. E questo non aiuta granché, anzi può anche essere fastidioso. Per fortuna è tutto personalizzabile e disattivabile, così come il feedback sonoro stesso.

Non c’è inoltre una qualche forma di predizione del testo, stile smartphone. C’è però l’intelligenza artificiale, che col passare del tempo impara il nostro stile di scrittura, e capisce se volevamo premere lo shift o la lettera Z, per esempio. Il problema è avere un proprio “stile di scrittura”, dato che alla fin fine vi ritroverete a guardare spesso la tastiera, per essere sicuri di aver premuto il tasto giusto.

E se la tastiera è sacrificata, immaginate il touchpad. Questo può essere fisso o a comparsa, premendo un tastino virtuale sotto la barra spaziatrice. Ho preferito questa seconda opzione, per non sacrificare la tastiera. In entrambi i casi comunque lo spazio per il touchpad è poco, e la totale assenza di “confini fisici” vi farà andare facilmente con il dito fuori dallo spazio a lui dedicato. Inoltre il feedback aptico si ripete ogni volta che alzerete le dita durante lo scrolling, risultando più fastidioso che d’aiuto.

Sia chiaro: meglio così che con la tastiera virtuale a schermo. Potrete rispondere ad una email dilungandovi un po’ di più, correggere qualche bozza, o anche scrivere una recensione (è stato uno sforzo, soprattutto pensando al tempo che avrei risparmiato con una tastiera tradizionale!).

Il vero bonus dell’aver introdotto un display e-ink non va quindi in direzione della tastiera, quanto degli ebook o della possibilità di usarlo come “tavoletta grafica”, sia a mano libera che tramite lo stylus incluso. Si tratta di una bella comodità, che amplia l’autonomia e le possibilità di utilizzo generali dello Yoga Book.

La reattività del touch screen del pannello e-ink è piuttosto buona, anche se non al pari degli schermi tradizionali. Come strumento per prendere appunti risulta quindi molto valido, e preferibile allo schermo LCD, anche solo per il risparmio energetico. Potrete inoltre effettuare uno screenshot del pannello principale e ritrovarvelo in e-ink pronto da modificare. Ci sono varie opzioni anche per la grandezza della penna, per disegnare automaticamente delle forme, per copiare e incollare. Insomma è una buona esperienza per studenti e non solo.

E poi c’è la possibilità di aprire documenti (PDF, ePub, txt) per leggerli sul pannello e-ink, rendendo di fatto questo Yoga Book un ebook reader, come del resto già il suo nome vorrebbe. Attenzione solo al fatto che manca la retroilluminazione in questo pannello, quindi avrete comunque bisogno di un minimo di luce ambientale per utilizzarlo al meglio. Inoltre l’interfaccia per navigare nel filesystem può risultare un po’ scattosa e lenta, soprattutto qualora fossero presenti numerosi file nella cartella in cui vi trovate.

7.0

Hardware e benchmark

Le specifiche di Yoga Book C930 sono come sempre riassunte qui sotto.

  • Schermo principale: 10,8” 2.560 x 1.600 pixel touch
  • Schermo e-ink: 10,8” full HD touch
  • CPU: Intel Core i5-7Y54
  • RAM: 4 GB LPDDR3
  • Memoria interna: 256 GB SSD NVMe PCIe
  • Webcam: 2 megapixel
  • Connettività wireless: Wi-Fi ac dual band, Bluetooth 4.2
  • Porte: 2x USB-C 3.1 Gen1, microSD, nano SIM
  • Batteria: 35 Wh
  • Peso: 797 grammi
  • OS: Windows 10 Home

“Core i5” è un bell’adesivo da mettere sulla scocca, ma se lo chiamaste Core-m in questo caso non sareste lontani dal vero. Il succo è che si tratta di un processore ultra low voltage, con un TPD di appena 4,5 W, dalla prestazioni piuttosto basilari, accompagnato per di più da soli 4 GB di RAM. Per fortuna c’è la decodifica hardware per i principali formati video, che vi consente di avere una riproduzione fluida anche di filmati 4K@60fps. Qualche problemino con gli HDR, ma niente di critico.

Segnaliamo anche la presenza di un lettore di impronte digitali, compatibile Windows Hello, subito sopra la tastiera. Non è infallibile, e vi consigliamo di memorizzare più volte l’impronta per migliorarne l’efficacia. Attenzione poi ai tasti per accensione e volume, posti sul lato destro, e abbastanza sensibili.

Nell’ottica di mantenere il tablet sottile ed uniforme, l’inclusione di sole porte Type-C ha un senso, peccato davvero per quello slot microSD nascosto e di non immediato accesso. E peccato anche per l’abbandono del jack audio, presente nel precedente modello. Bisogna però considerare anche lo spazio a disposizione, che è piuttosto esiguo.

  Yoga Book C930 Surface Go Lenovo Yoga Book
3DMark 2.850 (night raid) 303 (Time Spy)
PC Mark 10 1.896 1.463
GeekBench single-core 3.728 2.125 1.030
GeekBench multi-core 6.910 4.150 3.050
GeekBench GPU 29.380 (Intel) 16.500 (Intel) 6.550 (Intel)
Crystal Disk lettura 1.560 MB/s 1.050 MB/s 136 MB/s
Crystal Disk scrittura 800 MB/s 128 MB/s 42 MB/s

Trovare qualcosa da affiancare allo Yoga Book non è facile. Il paragone più immediato è col precedente modello, rispetto al quale potete apprezzare il netto passo in avanti compiuto dalla CPU. Questa si rivela superiore anche a quella di Surface Go, ma i numeri non raccontano tutto in questo caso. Siamo comunque di fronte ad una macchina di fascia bassa, adatta per i compiti più comuni, ma nulla più. Il vantaggio numerico c’è, ma non è detto che lo noterete sempre ed in ogni contesto. In ogni caso, rispetto soprattutto al precedente Yoga Book, le differenze sono apprezzabili.

7.5

Esperienza d'uso

Lenovo Yoga Book C930 è un dispositivo unico, e come tale va preso. Non è solo un tablet con tastiera (fissa), nel qual caso il Surface rimane preferibile, ma anche un ebook reader, una tavoletta da disegno/appunti, e soprattutto il supporto allo stylus, che per fortuna (al contrario di Microsoft) Lenovo include in confezione, è molto ben studiato.

Catturare uno screenshot sullo schermo LCD, modificarlo, e/o passarlo al display e-ink è questione di un attimo. Disegnare semplici forme, anche se non foste degli esperti, è facile grazie ad alcune automazioni. E con i canonici 4.096 livelli di pressione della penna, poterete anche dare un po’ di sfogo all’artista che è in voi, se ne foste in grado.

C’è solo da pazientare ogni tanto con il refresh dello schermo ad inchiostro elettronico, che non sempre interagisce perfettamente con lo standby del dispositivo. In compenso la risposta al tocco, sia a mano che con penna, è sempre precisa, ed anche lo scrolling delle pagine di un ebook non presenta incertezze. C’è giusto un po’ di fatica a volte nel navigare attraverso il file manager dello schermo e-ink, quando vorrete aprire un documento, o cambiare immagine per la cornice digitale. Sì perché potrete, volendo, mostrare un’immagine statica sul pannello a inchiostro elettronico, mentre il dispositivo è spento o in standby. Si tratta di un vezzo, più che di una funzione davvero utile, ma non possiamo dire che Lenovo non abbia provato a sfruttarlo in ogni modo possibile.

Le prestazioni sono purtroppo un po’ altalenanti. Yoga Book C930 se la cava bene in generale con la navigazione su internet e l’editing di documenti da ufficio, ma senza pretese. A volte però sono possibili degli impuntamenti ed una certa lentezza nei caricamenti, tanto più probabili quanti più software aperti avrete. Il consiglio che vi diamo è infatti quello di cercare di limitarvi ad un compito alla volta, senza tante sovrapposizioni. In questo modo avrete prestazioni più che soddisfacenti e senz’altro all’altezza di un dispositivo del genere, che non deve certo essere una powerhouse.

Forse un po’ più di RAM avrebbe aiutato a dargli maggiore respiro, ma in generale, come per Surface Go, si tratta anche di un processore che sotto sforzo non dà molto di più dell’ordinario. Anche perché, soprattutto nella parte sotto alla tastiera, vicino alla cerniera, tende a scaldare un po’, al punto da essere quasi fastidioso tenerlo in mano.

Lenovo Yoga Book si fa insomma apprezzare ancora una volta per la versatilità, per il suo riuscire a fare più cose della media. Peccato che, con il passare del tempo, non abbia guadagnato più di tanta potenza (del resto il form factor presenterà sempre i suoi limiti di raffreddamento) e che non si sia affatto svalutato, rendendolo sempre un device molto di nicchia.

Rimane molto valido lato multimediale, come già accennato, anche se avremmo sperato qualcosina in più dagli speaker, posizionati (giustamente) lateralmente alla tastiera. Abbastanza potenti ma poco corposi, come in fondo era lecito aspettarsi (ma sperare non è peccato).

8.0

Schermo

Lo schermo LCD di Yoga Book C930 è un 2.560 x 1.600 pixel, per 10,8” di diagonale, che lo rendono senz’altro ben definito e piuttosto riposante. Non è il pannello con la migliore calibrazione al mondo, soprattutto sui grigi, dove il deltaE di circa 7. Meglio sui colori, con un deltaE di 4,38, che pecca soprattutto nel ciano e nel rosso tra i colori principali.

La luminosità massima è di circa 300 nit. Discreta, anche se, dato che il pannello è lucido, dovrete stare attenti ai riflessi, in particolare con sfondo nero. La copertura sRGB è prossima al 100%, mentre l’Adobe RGB si ferma all’84,2%. Sono valori abbastanza buoni per un dispositivo del genere. Il contrasto che abbiamo rilevato è di circa 160:1, e non è invece molto elevato. Trovate comunque questi ed altri valori nella galleria di screenshot qui sopra, ottenuti con CalMAN for Business.

Nel complesso siamo però rimasti soddisfatti dalla qualità dei colori, anche ad elevati angoli di visione. Una calibrazione potrebbe essere utile per chi cerchi maggiore fedeltà, mentre per tutti gli altri non rappresenterà un problema. Peccato davvero per qualche riflesso di troppo, che potrebbe rovinarne un po’ la fruizione. In un dispositivo così portatile è un peccato non riuscire a contrastarli più di tanto.

7.5

Autonomia

Non è facile valutare l’autonomia di un dispositivo così eterogeneo. Se utilizzerete molto lo schermo e-ink, avrete senz’altro benefici notevoli in tal senso. Se doveste solo prendere appunti durante una lezione o leggere un libro, l’autonomia non sarà mai un problema. I valori registrati comunque dall’uso del solo LCD non sono malvagi, anche in rapporto alla capacità della batteria. Come sempre i test sono stati condotti con luminosità al 25% e risparmio energetico su “batteria migliorata”

  • PCMark 8 Home (browser, casual gaming, video chat, scrittura, foto editing): 5 ore e 03 minuti
  • PCMark 8 Creative (browser, video editing, multimedia, gaming, foto editing, video chat): 4 ore e 30 minuti
  • PCMark 8 Work (browser, videochat, scrittura, fogli di calcolo): 5 ore e 37 minuti

Con un uso abbastanza blando, che poi è il suo pane ideale, arrivare a circa 6 ore è fattibile. Se poi intervallerete a questo il solo schermo e-ink, coprire l’intera giornata non diventerà affatto un problema. Non sfruttare la componente ebook reader / tavoletta grafica sarebbe un peccato insomma. Del resto lo sarebbe a prescindere acquistare un prodotto del genere per usarlo solo come tablet/convertibile.

6.0

Prezzo

Lenovo Yoga Book è ancora troppo caro. Anche tenendo conto delle sue molte sfaccettature, vi costerà assai meno prendere un ebook reader come il nuovo Kindle 2019 ed un tablet a parte. Accorpare più mondi è un vantaggio in termini di funzionalità, ma lo scotto da pagare è elevato.

È un peccato, perché un dispositivo così poliedrico meriterebbe di essere utilizzato da un più ampio ventaglio di utenti, che ne apprezzerebbero senz’altro le molteplici sfaccettature e saprebbero valorizzarle al meglio. A mille e passa euro era e rimane ancor di più un device di nicchia. Il più grande rammarico che abbiamo è infatti che, nonostante il progresso della tecnica, device così siano ancora al di là della curva. Consigliata senz’altro la versione da 128 GB (ma con core m3) a 999 euro, che al momento non è disponibile su Amazon (ma potete trovarla sul sito ufficiale), per risparmiare qualcosa.

Foto

Giudizio Finale

Lenovo Yoga Book C930

7.7

Lenovo Yoga Book C930

Lenovo Yoga Book C930 è un dispositivo che amerete facilmente. Riesce ad accontentare chi voglia un tablet per le attività quotidiane, chi cerchi la praticità di uno stylus ben integrato nel sistema, chi voglia un ebook reader, ed anche chi debba semplicemente prendere un sacco di appunti, scritti o disegnati che siano. Non eccelle davvero in nessuno di questi compiti, ma li porta tutti a casa. Peccato che il prezzo per farlo sia davvero salato, letteralmente (figurativamente). Se un dispositivo così costasse meno, forse potrebbe anche dare il via ad un nuovo genere, invece resta (gradito) appannaggio di pochi, ed erroneamente snobbato dagli altri.

di Nicola Ligas
Pro
  • Originale come pochi, anzi unico
  • Tastiera, e-book reader, bloc-notes: tutto in uno
  • Vivace schermo
  • Stylus incluso e ben integrato
Contro
  • Prezzo
  • Tastiera non certo da "tutto il giorno"
  • Soffre sul multitasking (e non solo)
  • Saltuaria dissincronia tastiera-schermo

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