Logitech G PRO X 60 LIGHTSPEED: la tastiera "tascabile" per i pro gamer è una bomba, la nostra prova

Lorenzo Delli
Lorenzo Delli Tech Master
Logitech G PRO X 60 LIGHTSPEED: la tastiera "tascabile" per i pro gamer è una bomba, la nostra prova

Dopo aver provato con mano la versione TKL, constatando fra l'altro i pochi passi in avanti rispetto ai modelli precedenti, è il turno di una tastiera meccanica svelata ad aprile 2024: Logitech G PRO X 60 LIGHTSPEED. Già dal nome si intuiscono un po' di cose: è una tastiera super compatta (60%), appartiene alla linea PRO X (per giocatori competitivi quindi) e si appoggia al protocollo di trasmissione LIGHTSPEED di casa Logitech G. Tutto qui? No. Anche se compatta, G PRO X 60 ha davvero tanto da dire, e già dall'introduzione ammetto che mi ha sorpreso più del previsto. Bando alle ciance dunque: scopriamo insieme di che pasta è fatta!

PRO

  • Valigetta per portarla sempre con sé
  • Compatta e solidissima
  • KEYCONTROL e tasti già programmati con stampe frontali
  • Tutto sommato ha una buona autonomia

CONTRO

  • Formato 60% di nicchia
  • Solo 1.000 Hz
  • Prezzo alto

Unboxing

Così come il modello TKL che avevamo visto qualche settimana fa, anche G PRO X 60 include in confezione la meravigliosa valigetta in tessuto rigido per riporre la tastiera al sicuro. In questo caso risulta pure più comoda, vista l'estrema compattezza del dispositivo. All'interno della valigetta troviamo anche il ricevitore USB LIGHTSPEED, un cavo USB da usare sia per la ricarica che come prolunga per avvicinare il ricevitore alla tastiera, e l'apposito adattatore USB-C / USB-A. Ci sono anche un tasto Esc di ricambio, nel caso quello con logo Logitech G non fosse di vostro gradimento, e tutta la manualistica del caso.

Caratteristiche tecniche

Togliamoci subito il dente: la nuova PRO X 60 non è disponibile con layout italiano. Il tasto Invio però è quello del formato ISO, e l'unica vera mancanza sono le lettere accentate o i simboli alternativi sui numeri che, rispetto all'ISO ITA, risultano fuori posto. La verità è che essendo questa tastiera uno strumento quasi prettamente da gioco, l'assenza delle lettere accentate (sulle stampe dei tasti) è una roba davvero di poco conto.

È pur vero che, in ottica di recensione, tutto pensavo tranne che l'avrei usata per scrivere attivamente durante le mie giornate di lavoro. Invece è andata a finire che ci ho scritto di tutto, inclusa questa recensione, innamorandomi del suo feeling e di alcune chicche che vi racconterò nei prossimi paragrafi.

Il formato 60% non è certo per tutti. Manca la fila dei tasti funzione, manca il tastierino numerico, tutti i tasti che si troverebbero sopra le frecce direzionali, e mancano pure le frecce stesse! Non è certo la prima tastiera 60% ad arrivare in commercio, ma se non altro Logitech G è stata abbastanza furba da programmarla in modo da sopperire facilmente a qualsiasi tasto mancante. Quasi tutti i tasti della tastiera hanno una seconda funzione già programmata, attivabile con la pressione del tasto FN in combinazione con il tasto stesso. Per i tasti funzione basta premere FN + uno dei numeri da 1 a 0 (e i tasti accanto a backspace).

Del è sostituito da FN + Backspace, mentre le frecce direzionali sono i tasti M, ",", "." e K, e così via. Ci sono persino i tasti per la gestione dei contenuti multimediali e quelli per regolare i parametri di retro-illuminazione! I tasti sono in plastica PBT "bicomponente", un materiale decisamente più resistente di quello usato per le classiche tastiere gaming. Al tocco risulta ruvido e professionale, e non trattiene le impronte, almeno nella variante bianca da noi testata. La cosa "sorprendente" è che, nonostante si tratti di tasti in PBT, sono anche shine-through. La luce dei LED sottostanti illumina quindi lettere, numeri e simboli. Di solito i keycap di questo materiale non sono così.

Ci sono altri due comandi fisici degni di nota. Sul fianco sinistro troviamo un potenziometro per regolare il volume. Non è programmabile, ma è pensato per il volume e ha il suo perché. È fluidissimo in rotazione ma comunque molto preciso.

Sul fianco destro invece c'è un interruttore che permette di attivare la modalità Gioco. Quest'ultima esclude tasti e combinazioni potenzialmente "pericolose" durante le sessioni di gioco. Dal software di Logitech G potete decidere quali tasti si disattivano attivando la modalità gioco. Sul fianco frontale troviamo anche switch di accensione e spegnimento, porta USB-C per l'utilizzo in modalità cablata e due tasti per connettività Bluetooth e Wi-Fi.

Logitech G PRO X 60 è una tastiera meccanica. Anzi, a dirla tutta si tratta di una tastiera ottico meccanica, visto che monta switch Logitech GX tattili o lineari ottici. In entrambi i casi siamo di fronte a switch dotati di una distanza di attuazione di 1,8 mm, di una corsa totale di 4 mm e di una forza di attuazione di 60 gf (tattili) o 50 gf (lineari). Stando a quanto dichiarato da Logitech sono già lubrificati, e in effetti, dalle sonorità e dal feeling, è molto probabile.

La tastiera non è hot-swappable, di conseguenza non potrete cambiare switch. Ciò che conta comunque è che l'interruzione del fascio di luce fa sì che l'input risulti molto più veloce deg   li switch meccanici classici. Peccato però che il polling rate si fermi a soli 1.000 Hz. Ed è un peccato anche in relazione a Logitech G PRO X SUPERLIGHT 2, il recente mouse super leggero di Logitech che, con un aggiornamento del firmware di marzo scorso, arriva a offrire un polling rate di ben 4.000 Hz. Ogni tasto è retro-illuminato da un LED orientato verso nord.

A livello costruttivo, Logitech G sta muovendo i primi, timidi passi verso un'ottimizzazione delle sonorità delle sue tastiere. Era una cosa che avevo chiesto a gran voce nella recensione del modello TKL, senza sapere che il marchio ci stava già lavorando. Non sono stati diffusi schemi costruttivi della tastiera in questione, ma dalla pesantezza e dalla rigidità della struttura scommetto che all'interno c'è qualche strato fonoassorbente.

Rimuovendo la barra spaziatrice si nota come Logitech abbia non solo riempito le fessure della piastra con gommapiuma, ma si vedono anche imbottiture nel tasto stesso per ridurre l'eco! Gli stabilizzatori sono in generale tutti migliori di quelli provati nei modelli del passato. Siamo ancora lontani dalla perfezione di certi modelli "custom", ma i passi in avanti ci sono e gliene va reso atto. La piastra è in metallo, mentre il resto della scocca è in plastica di buona fattura.

La connettività è triplice: Bluetooth (non è specificato quale versione), via cavo (con quello in dotazione da 1,8 metri o con altri) o via Wi-Fi 2.4 GHz tramite adattatore USB LIGHTSPEED. Le dimensioni ammontano a 290 x 103 x 39 mm, mentre il peso ammonta a 610 grammi.

Le dimensioni della nuova tastiera Logitech G a confronto con un Google Pixel 7 Pro.

Autonomia

Logitech G non ha comunicato l'amperaggio della batteria che troviamo a bordo. L'autonomia arriva fino a 65 ore. Anzi, stando al software si arriva anche a 67. Il valore dipende ovviamente dall'intensità della retro-illuminazione e dagli effetti che decidete di usare.

Ovviamente un pattern a luce fissa con luminosità media vi permetterà di giocare più a lungo. Se volete tenere d'occhio i consumi energetici e regolare i parametri di standby per inattività, potete farlo dalle impostazioni di G Hub, il software ufficiale di Logitech G. Da qui potete appunto controllare anche quanti mW consumano il sistema, l'illuminazione e anche consultare carica residua in percentuale e un calcolo delle ore di gioco rimanenti. 67 ore potrebbero sembrarvi poche, ma non lo sono: considerate che stiamo comunque parlando di una tastiera meccanica ottica 60%. Le dimensioni sono contenute, e di conseguenza anche la batteria non può certo essere enorme.

Funzionalità

Parola d'ordine KEYCONTROL. Logitech G ha puntato molto su questa nuova funzione accessibile tramite G Hub, il software ufficiale per la gestione degli accessori del brand. In sostanza è quella che vi permette di assegnare fino a 15 (sì, 15) funzioni per tasto.

Il fatto insomma che manchino tasti non dovrebbe spaventarvi, sempre che abbiate una buona memoria. Sostanzialmente è come se la tastiera fosse divisa in tre livelli: Base, ovvero quello che usate normalmente; FN, ovvero quello che si attiva alla pressione di FN; e G-Cambio, che è un livello extra dei prodotti Logitech G che si attiva assegnando a un tasto specifico l'attivazione della funzione G-Cambio. Fate insomma finta che quest'ultimo sia un secondo FN e avrete capito di cosa parliamo. In ogni livello potete assegnare 5 diverse assegnazioni ai tasti: 5 assegnazioni per 3 livelli e arriviamo al totale di 15. C'è da dire che tra le cose da assegnare c'è di tutto: dalle opzioni di equalizzazioni dell'audio al cambio dei DPI del mouse, dai comandi di editing (zoom, copia, incolla, avanti, indietro) ai comandi Windows (come l'apertura della Game Bar).

Come accennato, almeno il livello FN è già programmato con tante funzioni che mancherebbero per via dell'assenza di vari tasti.

Nulla vieta comunque di riprogrammare tutto, aggiungendo macro, funzioni software e tutto ciò che consente di assegnare ai tasti l'interfaccia di G Hub. In tutto questo c'è anche da tenere di conto dei profili e della memoria integrata. Si possono memorizzare internamente fino a 3 profili d'uso, da richiamare poi con la pressione di FN + S, D e F. Finendo nella memoria integrata, questi profili d'uso sono utilizzabili anche senza l'ausilio di G Hub. Torna comodo in caso di partite in trasferta, o anche semplicemente se non volete tenere G Hub aperto (o installato). Alternativamente, da G Hub potete creare e selezionare altri profili d'uso da scegliere manualmente tramite l'apposito menu a tendina che si trova in alto a destra. Come accennato poi, dal tab Modalità Gioco, attivabile con lo switch fisico posto sul fianco destro, potete decidere quali tasti disattivare in caso di attivazione della suddetta modalità.

Banalmente potreste disattivare anche tutto a eccezione di WASD e gli eventuali tasti che usate per le abilità, per saltare o per altri comandi di movimento o azione. Da LIGHTSYNC invece regolate i parametri di luminosità dei LED e i pattern di retro-illuminazione. Infine c'è il tab Impostazioni, da cui potete gestire la memoria integrata, il comportamento della tastiera in caso di inattività e controllare anche firmware, carica residua e consumo energetico.

Non manca nulla insomma. G Hub offre un'esperienza utente oramai costante da diversi anni, e se avete già qualche accessorio firmato Logitech G non avrete grossa difficoltà a usare le funzioni della PRO X 60. Certo è che KEYCONTROL, racchiuso nella schermata di mappatura della tastiera, richiede comunque un po' di sperimentazione per poter esprimere tutto il suo potenziale.

Esperienza d'uso

Devo essere sincero: non mi aspettavo tantissimo da Logitech G PRO X 60 LIGHTSPEED. La causa principale delle mie scarse aspettative erano dovute alla TKL di cui vi ho già fatto cenno.

Non è che i precedenti modelli di tastiere meccaniche Logitech G fossero in qualche modo scarsi, tutt'altro. Quello di cui mi ero lamentato nella scorsa recensione era la mancanza di veri e propri passi in avanti che giustificassero il passaggio ai nuovi modelli, o comunque un qualche tentativo di allinearsi sia ai concorrenti diretti che a quelli indiretti (come i tantissimi produttori americani e cinesi che ci sono). Per fortuna mi sono dovuto ricredere, tanto da innamorarmi di questa tastiera quasi tascabile che immaginavo avrei usato solo ed esclusivamente per giocare.

Non è un modello studiato per essere ergonomico da un punto di vista di digitazione, e fra l'altro le tastiere 60% sono, da un certo punto di vista, piuttosto "estreme" per l'utilizzo giornaliero, vista l'assenza di tanti tasti. Ciò nonostante, G PRO X 60 si fa usare anche per la digitazione nuda e cruda e per lavoro basico di ufficio senza grossi drammi.

Il feeling in scrittura è più che ottimo, complici probabilmente anche gli switch tattili dotati appunto di un feedback più accentuato. La cosa bella è che Logitech G ha dotato la sua tastiera di switch tattili o lineari che di fatto hanno quasi le stesse caratteristiche (tranne la forza di attuazione), e di conseguenza anche gli switch tattili vanno alla grande in ambito gaming. Le sonorità, come accennato nella sezione dedicata alle caratteristiche tecniche, sono più che discrete, soprattutto a confronto con quelle dei modelli precedenti. A migliorare un minimo l'ergonomia ci sono anche due piedini posteriori che inclinano il tutto a 8°. Il profilo dei tasti, vista l'assenza di una parte superiore della scocca, è un OEM di stampo classico (uno CHERRY rialzato in sostanza) a cui è facilissimo abituarsi. Comunque, risulta comoda per la scrittura, e l'assenza dei tasti si fa sentire in modo minore grazie al livello FN che include praticamente tutto quello che vi manca.

Non c'è neanche bisogno di memorizzare le scorciatoie, sono tutte riportate sul fianco dei tasti.

Quali sono i vantaggi in gioco? Molteplici. Per cominciare, il formato 60% vi permette di risparmiare tantissimo spazio sulla scrivania, permettendovi di avere più spazio per manovrare il mouse (utile se usate DPI molto bassi) e anche di avere mouse e di conseguenza braccio e spalla destra più vicini alla parte sinistra. Inoltre, essendo un dispositivo così compatto, vi permette anche di assumere pose di gioco diverse dal solito. Con la modalità gioco inserita, per evitare pressioni accidentali di tasti specifici, potete inclinare la tastiera un po' come volete, sistemandovi nel modo più comodo possibile. Con una tastiera completa è difficile farlo, e anche le 75% o le TKL sono decisamente meno "agili" di questa. G PRO X 60, a detta di Logitech G (e non fatichiamo a crederlo) è stata progettata in collaborazione con un bel po' di atleti eSport, e di fatto, per tantissimi fattori, è un prodotto pensato per chi fa del gioco competitivo la sua attività principale, che sia lavorativa o di svago.

Tutti gli altri vantaggi a livello gaming li abbiamo elencati in precedenza: rimappatura completa a più livelli, con l'aggiunta di macro, funzionalità di sistema e simili e KEYCONTROL; selettore di modalità di gioco; potenziometro per il volume facilmente raggiungibile; switch ottico meccanici velocissimi; comodità generale e compattezza. L'unica critica che gli si può muovere riguarda il già citato polling rate che si ferma a 1.000 Hz. Abbiamo già affrontato l'argomento in passato: polling rate con valori superiori a 1.000 Hz richiedono anche hardware di un certo livello, ma è anche vero che chi è disposto a comprare un dispositivo del genere (visto anche il suo costo) è probabilmente dotato di una postazione di gioco degna di questo nome. La speranza è che l'hardware della tastiera supporti valori maggiori e che ci sia un aggiornamento software simile a quello che c'è stato per il SUPERLIGHT 2.

Prezzo e acquisto

Se non è la prima volta che adocchiate i prodotti Logitech G saprete già che il prezzo di questa G PRO X 60 non sarà tra i più economici.

Tutti gli altri rimarranno forse un po' basiti, ma ci sono delle considerazioni da fare. Si parla di 215€, una cifra alta appunto, ma comunque in linea con quelli di altri prodotti dedicati agli esport. Certo, nulla vieta di comprarla per giocare competitivo la sera dopo lavoro o studio, ma si tratta in ogni caso di un investimento importante. C'è anche da dire che di modelli 60% così curati e pieni di funzioni non ce ne sono tantissime fra cui scegliere. C'è ad esempio la ROG Falchion di ASUS, ma gli switch sono meccanici classici, e il formato è 65%. Se già siete addentro all'ecosistema Logitech G non ha molto senso uscire dalla vostra comfort zone.

Su Amazon si trova solo la variante ISO USA con switch tattili. Se volete il modello lineare dovrete ordinarlo direttamente dal sito Logitech G. Proprio su quest'ultimo trovate anche la colorazione Rosa shock.

Recensione Logitech G PRO X 60 LIGHTSPEED - Altre foto dal vivo

Il sample per questa recensione è stato fornito da Logitech G, che non ha avuto un'anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso economico.

Su alcuni dei link inseriti in questa pagina SmartWorld ha un'affiliazione ed ottiene una percentuale dei ricavi, tale affiliazione non fa variare il prezzo del prodotto acquistato. Tutti i prodotti descritti potrebbero subire variazioni di prezzo e disponibilità nel corso del tempo, dunque vi consigliamo sempre di verificare questi parametri prima dell’acquisto.

Giudizio Finale

Logitech G PRO X 60 LIGHTSPEED

Logitech G PRO X 60 LIGHTSPEED è un gioiellino che non tutti saranno disposti a riconoscere come tale. La divisione gaming di Logitech muove finalmente i primi passi verso l'ottimizzazione delle sonorità, offrendo al contempo anche qualche innovazione a livello di funzionalità software e nuovi switch ottico meccanici che, sia nella versione lineare che tattile, offrono performance molto simili. Il formato 60% quasi tascabile permette inoltre di assumere posizioni di gioco diverse e, volendo, più comode o più utili al mantenimento della concentrazione. Rimane comunque un prodotto di nicchia, che, sorprendentemente, si adatta anche alla digitazione e al lavoro di ufficio, ma che a quel prezzo sarà preso (giustamente) in considerazione solo da chi pratica gaming competitivo, per diletto o professionalmente.

Voto finale

Logitech G PRO X 60 LIGHTSPEED

Pro

  • Valigetta per portarla sempre con sé
  • Compatta e solidissima
  • KEYCONTROL e tasti già programmati con stampe frontali
  • Tutto sommato ha una buona autonomia

Contro

  • Formato 60% di nicchia
  • Solo 1.000 Hz
  • Prezzo alto

Lorenzo Delli
Lorenzo Delli Cresciuto a "computer & biberon", mi sono avvicinato al mondo dell'informatica e della tecnologia alla tenera età di 5 anni. Mi occupo di news e recensioni legate ai PC (desktop e laptop) e al gaming, ma non disdegno elettrodomestici smart quali scope elettriche e friggitrici ad aria, preferibilmente con Bluetooth e Wi-Fi. Se trovate un meme sui canali social di SmartWorld è probabilmente colpa mia.

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