8.1

Recensione Mac Mini 2018: nella botte piccola sta il vino buono (foto e video)

Nicola Ligas -




Recensione Apple Mac Mini 2018

Il nuovo Mac Mini di fine 2018 è un prodotto squisitamente Apple. Ve ne accorgerete fin dalle prime battute e ne avrete poi la riprova nell’utilizzo di tutti i giorni. Cosa significa? Che è costruito con cura, che non c’è quasi nulla di lasciato al caso e che l’hardware viene spremuto al meglio; come pochi sanno fare. Per certi versi è quasi perfetto, ma questo non lo rende per forza di cose adatto a chiunque.

8.5

Costruzione

Mac Mini 2018 è lo stesso di sempre, almeno ad un primo sguardo. Cambia il colore, ma non cambiano le dimensioni, e questo non è casuale. Non è una questione di pigrizia, anzi, semmai è il contrario. Apple aveva un vincolo non scritto, un vincolo che ha rispettato diligentemente: quello di creare un nuovo prodotto che potesse andare a sostituire “fisicamente” il precedente. Questo perché Mac Mini è molto utilizzato da professionisti ed aziende, con modalità ben diverse dalla classica scrivania. Musicisti e tecnici del suono che hanno adattato la propria strumentazione per ospitare un Mac Mini. Aziende che hanno interi rack di Mac Mini, magari per gestire una server farm. Tutti loro potranno semplicemente togliere il vecchio ed inserire il nuovo, senza dover fare praticamente alcun adattamento.

Per darvi un’idea concreta di cosa intendiamo, potete leggere questo articolo pubblicato sul sito ufficiale Apple. Il succo è che il nuovo Mac Mini doveva essere grande esattamente come il vecchio, e con le porte posizionate tutte dal medesimo lato. Due vincoli non da poco, che forse hanno anche pregiudicato l’inclusione di una scheda grafica discreta, la cui assenza, anche come opzione aggiuntiva, è impossibile non notare.

Per il resto abbiamo un mini PC realizzato sempre in modo egregio, adesso con il 100% in lega di alluminio riciclato. Numerose poi le porte presenti sul retro, tra le quali spiccano ben 4 Thunderbolt 3. Messo sulla bilancia non è nemmeno leggero come potreste pensare. Supera di poco i 1.300 grammi, ma in fondo non parliamo di un portatile, e va benissimo così.

Il rovescio della medaglia è il corollario di quanto appena detto: non ci sono innovazioni visibili. Le porte sono appunto tutte e solo sul retro, non c’è un supporto VESA o altro accessorio incluso; non c’è insomma niente nel Mac Mini 2018 che vi porterà ad usarlo in modo diverso dai precedenti modelli. Almeno in apparenza.

8.0

Scheda Tecnica e Benchmark

Abbiamo provato la versione base del nuovo Mac Mini 2018, che trovate sommariamente descritta qui sotto. Le varianti che potete realizzare sul sito Apple sono però tantissime. Ci sono infatti processori i5 ed i7 a sei core, sempre di 8a generazione, fino a 64 GB di RAM e fino a 2 TB di archiviazione, e c’è anche l’opzione per la 10 Gigabit Ethernet. Questi ultimi possono sembrare inutili, ma ricordate gli esempi che abbiamo fatto sopra, e capirete perché in un dispositivo così versatile non siano solo un vezzo.

  • CPU: Intel Core i3-8100B + chip T2
  • GPU: Intel 630
  • RAM: 8 GB DDR4 a 2.666 MHz 
  • Memoria interna: 128 GB SSD
  • Porte: 2x USB Type-A 3.0, 4x Thunderbolt 3 USB Type-C, HDMI 2.0, Gigabit ethernet, jack audio,
  • Connettività: Wi-Fi ac, Bluetooth 5.0
  • OS: macOS Mojave

Se vi sembrano caratteristiche di fascia relativamente bassa è perché lo sono, ma questo è appunto il base gamma dei nuovi Mac Mini. Le opzioni di personalizzazione sono infatti numerose, e permettono di arrivare fino ad i7 esa-core con 64 GB di RAM e 2 TB di SSD. Non commettete poi l’errore di paragonare la scheda tecnica di un Mac Mini ad un’analoga macchina Windows, o andrete fuori strada, ed a breve vedremo meglio perché.

C’è però un appunto da fare: la mancanza di un lettore di schede SD, presente invece nel vecchio modello. In un sistema desktop come questo è una rinuncia che non ci è piaciuta, perché costringe proprio quei professionisti dell’audio/video, cui abbiamo più volte accennato, all’uso di un dongle che non era necessario.

Prima di andare avanti, c’è un altro aspetto molto importante della scheda tecnica del nuovo Mac Mini che vale la pena sottolineare: il chip T2 di Apple. Esso include il controller dell’SSD, con supporto alla crittografia on-the-fly, rendendo di fatto tutti i dati sicuri e sgravando così le altre componenti da questo compito; ma non solo. Al suo interno troviamo inoltre il coprocessore Secure Enclave, che impedisce la manomissione del software caricato in fase di avvio, e sempre il T2 si occupa anche della transcodifica video in H.265. Si tratta insomma di un’arma in più, che spiega in parte come mai questo Mac Mini si comporti così bene pur avendo solo un i3, per quanto di 8a generazione. Vediamo infatti cosa ci dicono i benchmark di lui.

  Mac Mini 2018  ASUS ROG Strix SCAR II  Acer Orion 9000
GeekBench single-core 4.700 4.650  4.810
GeekBench multi-core 13.300 18.800  33.300
GeekBench GPU 20.500 (Intel) 18.750 (Intel)
SSD lettura 2.550 MB/s (SSD) 1.500 MB/s 1.570 MB/s
SSD scrittura 650 MB/s (SSD) 480 MB/s 600 MB/s

Abbiamo scelto degli accostamenti un po’ azzardati per far passare un concetto. Il portatile di ASUS vanta sempre una CPU di 8a generazione, nello specifico i7-8750H esa-core, e come vedete i suoi numeri sono più che paragonabili all’i3 del Mac Mini. Il fisso di Acer ha invece un deca-core, e la differenza si vede eccome nei test multi-core, ma se guardate i punteggi single-core restano tutti ampiamente paragonabili.

I benchmark evidenziano quindi un paio di questioni. La prima: che Mac Mini è scattante nelle operazioni comuni, al pari di hardware più potente sulla carta. Non noterete cioè differenze così sensibili nell’avvio delle applicazioni o nella vita di tutti i giorni, anche perché supportato da un SSD con un’elevata velocità di lettura, che contribuisce alla sensazione di reattività data dal sistema. La seconda: questo Mac Mini può mostrare il fianco quando il carico si fa impegnativo. Il punteggio multi-core più basso significa semplicemente che ci metterà di più ad elaborare i vostri video, compilare il vostro codice, ed applicare le modifiche alle vostre immagini. Ricordate però che parliamo della versione base, e che i5 ed i7 sono disponibili come opzioni in fase di acquisto.

8.5

Esperienza d'uso

Usare Mac Mini nel lavoro di tutti i giorni è stato un piacere. È un connubio di fattori a rendere l’esperienza d’uso così gradevole, e ciò senza voler minimamente sminuire il singolo contributo di nessuno di questi.

macOS Mojave è un sistema maturo, veloce e completo. Appena finita la configurazione iniziale sarete subito produttivi, senza bisogno di aggiungere altri software (al netto delle preferenze personali). Safari è un browser completo ed affidabile, Pages, Numbers e Keynote sono pre-installati (per chi non li conoscesse, si tratta della suite da ufficio di Apple, l’equivalente di Word, Excel e PowerPoint), e poi ci sono Facetime, la borsa, il meteo, le note, il calendario e soprattutto Anteprima, che è ancora l’editor/viewer più immediato e veloce che ci sia.

Poi è ovvio che possiate andare a personalizzare l’esperienza d’uso come meglio preferite, ma il succo è che macOS di suo ha già tutto ciò che occorre alla maggior parte degli utenti per gli usi più comuni, subito pronto al primo avvio. Ed è bene fidarsi delle scelte di Apple, per avere l’esperienza migliore.

Nell’uso quotidiano infatti, Mac Mini difficilmente cede il passo, anche rispetto a sistemi che sulla carta sono di più alto rango. Nella mia giornata editoriale tipica, fatta di tanta navigazione, chat, rapidi fotoritocchi ed un po’ di multimedia, Mac Mini non mi ha fatto mancare niente, anzi. Il sistema è sempre reattivo, sempre pronto, ed anche con almeno 10 tab costantemente aperti, Safari non dà problemi, nemmeno se inizierete a riprodurre vari video sulla metà di questi. Sarà la “magia di macOS“, sarà il fatto che la scheda tecnica di Mac Mini è più complessa delle apparenze (come già abbiamo sottolineato), sarà che hardware e software sono stati ottimizzati all’unisono. Fatto sta che tutto sembra un po’ più leggero, e ve ne accorgerete soprattutto se provenite da sistemi Windows, anche più potenti.

C’è poi un altro elemento, apparentemente marginale, che accompagna l’esperienza d’uso: il silenzio. Sembra quasi di avere a che fare con una macchina fanless, anche se così non è. E nemmeno stressando il sistema sentirete davvero il ronzio delle ventole (quantomeno su questa versione con i3). E sia chiaro che Mac Mini può essere stressato quanto volete e darà sempre il 100%; anche se non è detto che questo sia sufficiente.

Ed ora, una (apparente) banalità: Mac Mini è un sistema Apple, per utenti Apple; come del resto (quasi) tutti quelli della mela. Questo vuol dire che lo sfrutterete al meglio solo con il software Apple; con quello di terze parti invece quella “magia” cui accennavamo prima potrebbe un po’ svanire.

Un buon esempio di questo è il consueto test di esportazione su Premiere che eseguiamo su ogni PC. Un filmato di poco più di 10 minuti in 4K@60fps viene esportato in oltre un’ora. È un tempo molto lungo. Tanto per riprendere il paragone della tabella più sopra, il portatile di ASUS impiega circa 22 minuti per lo stesso video, ed il fisso di Acer appena 12 minuti. E ciò nonostante l’i3 presente su questo Mac Mini riesca a girare costantemente al massimo della frequenza (3,6 GHz) senza surriscaldamenti eccessivi (temperatura sui core mai oltre i 90°) e quindi senza accenno di throttling. In superficie supererete di poco i 40°, ma è una soglia tollerabile, e del resto non si tratta di un portatile, dove ci sarebbe magari da stare più attenti. Per esportare lo stesso video su Final Cut Pro X ci vuole invece poco meno di mezz’ora: meno della metà.

Non è ovviamente detto che un escamotage del genere sia sempre possibile, ovvero che ci sia un software alternativo e più performante su macOS (né che lo possiate usare). Ed in generale, per quanto bene venga sfruttato l’hardware, siamo comunque di fronte ad un processore non certo al top. Non dimentichiamo però che esistono anche versioni con i5 ed i7, che dovrebbero fare meglio di così. Peccato non ci sia la possibilità di aggiungere una grafica discreta, una carenza che abbiamo già sottolineato più volte.

Per continuare con l’esempio precedente, è ben diversa la situazione con video in full HD, anche a 60 fps. In questo caso il medesimo filmato in 1080p@60fps viene esportato in meno di 10 minuti su Premiere e nella metà circa su Final Cut, rendendo di fatto questo Mac Mini consigliabile per l’editing video, solo a patto che non vogliate spingervi fino al 4K.

La morale della favola è che l’utente comune si troverà a suo agio anche con il modello base, magari stando attento a prendere il giusto spazio di storage per le sue esigenze. L’utente professionale invece deve conoscerà quali sono i software di cui necessita e qual è l’hardware in grado di farli girare al meglio. Mac Mini fa il massimo per sfruttare quello a sua disposizione, ma nemmeno lui fa autentici miracoli.

6.5

Prezzo

Mac Mini 2018 costa 919€ nella versione da noi provata, ma attraverso le moltissime opzioni di personalizzazione potete arrivare a sfiorare i 5.000€. Una forbice amplissima, all’interno della quale è quindi facile trovare la configurazione adatta alle proprie esigenze, ma non è detto anche alle proprie tasche.

Il vecchio Mac Mini partiva da 569€, seppure con metà della RAM e con HDD anziché SSD. Non sono differenze da poco, e senz’altro la base del nuovo Mac Mini 2018 è nettamente superiore alla precedente sotto ogni punto di vista, tanto che il loro prezzo non può essere paragonato in maniera diretta. Rimane però un peccato che per entrare nel mondo Mac adesso servano 350 euro in più. Probabilmente la versione base del precedente modello era comunque la meno acquistata (o quella che col tempo tutti finivano per aggiornare), ma la sua sola esistenza ci permetteva di dire che con “poco più di 500 euro” potevate avere un Mac; adesso invece ne servono “poco meno di mille”. E non sono differenze di poco conto.

Foto

Recensione realizzata a due mani con Emanuele Cisotti

Giudizio Finale

Apple Mac Mini 2018

8.1

Apple Mac Mini 2018

Apple è ormai una garanzia. La garanzia che nessuno spreme l'hardware bene come l'azienda di Cupertino. La garanzia che macOS è sempre reattivo ed intuitivo. La garanzia che il software Apple sia cucito su misura come nessun altro. Ma tutte queste "garanzie" si pagano, in senso letterale. Ciò è particolarmente vero nel Mac Mini 2018, che per quanto dia il massimo in ogni occasione, ha anche lui i i suoi limiti, sia lato hardware (no GPU dedicata né slot SD) che software (gli applicativi di terze parti non sempre sono ottimizzati al pari di quelli di Apple). Del resto, se così non fosse, sarebbe praticamente perfetto.

di Nicola Ligas
Pro
  • Hardware sfruttato al meglio
  • Ampia connettività
  • Sistema completo e versatile
Contro
  • GPU discreta non opzionale
  • Assenza slot SD
  • Prezzo elevato
  • Giorgio Aresu

    Il vino è talmente buono che sembra di averlo chiesto all’oste. Il doppio del prezzo per un refresh, con un i3 e caratteristiche che quasi obbligano ad aggiungere altri 200-400€ per non avere un computer già obsoleto.
    E basta con questa storia dell’ottimizzazione, il mio MacBook Pro 13 con i5 (aziendale) nuovo di pacca lagga cambiando desktop con un paio di finestre aperte. Sembrano sempre più progettati per il pubblico che lì usa solo per facebook. Detto ciò, finché la gente li compra, fanno bene a mettere questi prezzi, anzi evidentemente potrebbero alzarli ancora un po’

    • Il prezzo è davvero altissimo, il problema è quello.

    • Non so del tuo macbook pro, ma questo mac mini non lagga certo con un niente, e ripeto che la scheda tecnica è ingannevole per tutte le ragioni scritte qui sopra. Sul prezzo nulla da dire: è caro

  • Complimenti per la recensione.
    Il problema di questo Mac è solo uno, il prezzo, forse dipeso dal fatto che, secondo Apple, solo a pochi e professionisti serve ormai un PC.
    Non ha tutti i torti, ma deve assolutamente rendere iOS più aperto e flessibile.

  • Simone

    Nicola complimenti per la recensione! sapresti dirmi se espandendo la memoria mediante ssd esterno (collegato alla porta thunderboltIII tramite interfaccia sataIII-usb c), si riesce a sfruttarne a pieno la velocità in lettura/scrittura?

    vorrei utilizzare questo mac mini per operazioni di editing fotografico avvalendomi di un ssd esterno dove far risiedere la libreria lightroom e comunque le sorgenti raw. secondo te è fattibile?

    • Sì con le Thunderbolt 3 puoi collegare SSD, eGPU e altre amenità