8.3

Recensione MacBook Air 2020: non poteva (e non voleva) fare più di così (foto e video)

Nicola Ligas -




Recensione MacBook Air (2020)

Un paio di mesi fa, Apple ha rilanciato il MacBook Air: nuova tastiera, nuova CPU, spazio di archiviazione raddoppiato e prezzo ridotto. Che altro potevamo chiedere all’azienda di Cupertino? Che fosse più potente? Che scaldasse meno? Che la ventola servisse davvero a qualcosa? Che avesse più autonomia? Che cambiasse finalmente look? Le lamentele non finiscono mai, ma dopo averlo provato, pur con i suoi difetti, possiamo affermare che Apple ha avuto ragione, almeno dal suo punto di vista.

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8.0

Costruzione

La qualità costruttiva dei MacBook è di quelle da imitare, da tanti anni a questa parte. MacBook Air ne è l’esempio più lampante, essendo tra l’altro fiero di un design che non cambia ormai da… sempre. E sì, l’estetica di questo notebook ormai non stupisce più nel 2020, non certo come fece quando Steve Jobs lo tirò fuori da una busta di carta, ma è proprio questo design che lo rende ancora oggi iconico.

Aspettatevi quindi un portatile robusto, che dona una grandissima sensazione di solidità, e che è stato scolpito e levigato con sapienza. Anche senza stravolgerlo però, Apple avrebbe potuto prestare maggiore considerazione ad alcuni dettagli.

Ad esempio le due USB-C/Thunderbolt, che nel 2020 giudichiamo anche sufficienti su un laptop del genere, sono però troppo vicine. Due pennine un minimo grandi non si inseriranno contemporaneamente. E le cornici attorno allo schermo sono ormai troppo grandi per i canoni odierni. Per non parlare di quella webcam sempre in 720p (ma questo è un altro discorso).

E tutto ciò senza scomodarci a parlare delle “interiora” di questo MacBook Air 2020, forte di un’unica ventola, posizionata sul lato destro, distante dalla CPU, che è anche rumorosa e spesso presente.

Ma MacBook Air, a ben vedere, non è mai stato stravolto nel corso di tutta la sua “dozzinale” storia (capito il gioco di parole?), probabilmente anche per mantenere una certa distanza dal MacBook Pro 13. Non a caso, per diversi anni, Apple si era “dimenticata” di questo modello, e solo in tempi relativamente recenti l’ha riportato in auge. Probabilmente il suo vero salto generazionale avverrà col passaggio ai processori ARM, che d’altro canto potrebbero essere proprio la motivazione sufficiente a non cambiare nient’altro. Non è vero insomma che “una rosa anche con un altro nome conserva sempre il suo profumo“: MacBook Air è fatto così, e così (probabilmente) resterà, nel bene e nel male.

8.5

Tastiera e touchpad

Negli USA hanno salutato l’avvento della nuova Magic Keyboard come uno dei più grandi regali che Apple abbia mai fatto al suo pubblico. Personalmente non sono d’accordo. Il vero regalo sarebbe stato perfezionare la Butterfly in modo che non desse più tutti i problemi riscontrati nel corso degli anni, nonostante le successive revisioni; purtroppo, a quanto pare, era una missione impossibile anche per l’azienda di cupertino, che è tornata sui suoi passi riportando in auge il vecchio meccanismo a forbice (riprogettato) per i tasti.

Detta altrimenti: la Butterfly mi piaceva molto, e passando a questa Magic Keyboard non posso fare a meno di rimpiangerla. Non perché la nuova tastiera abbia qualcosa che non va. I tasti hanno comunque una corsa breve, si prendono confidenza e velocità rapidamente, i tasti non flettono, la retroilluminazione è sempre impeccabile: Apple ha fatto i compiti a casa, sa come si fa una tastiera che piaccia al grande pubblico. Semplicemente la Butterfly era qualcosa di diverso, di unico a suo modo, che questa non è.

Sul trackpad è inutile spendere altre parole: che è il migliore si sa, a tal punto che l’unica cosa che gli rimprovero è proprio di non rinnovarsi da anni. Non tanto lato hardware, sempre impeccabile, quanto lato software, con nuove gesture o comunque con maggiori opzioni di personalizzazione di quelle esistenti, invariate da un’eternità.

8.0

Hardware e benchmark

Come per ogni MacBook che si rispetti, Apple offre numerose opzioni di configurazione. La base parte con processore Intel Core i3-1000NG4 dual-core, mentre il modello che abbiamo in prova è dotato dell’Intel Core i5-1030NG7 quad-core, e c’è anche una variante con Core i7-1060NG7. Sono comunque tutti processori low-power, con un TDP di 7 Watt. Inoltre potete poi variare RAM e storage a piacimento.

Ecco quindi un sunto del modello in prova, che è anche quello che vi consiglieremmo di acquistare, tra le molte varianti disponibili; ma di questo riparleremo meglio tra un po’.

  • Schermo: 13” IPS (2.560 × 1.600 pixel, 227 ppi)
  • CPU: Intel Core i5-1030NG7
  • RAM: 8 GB LPDDR4X (3.733 MHz)
  • Memoria interna: 512 GB SSD NVMe PCIe
  • Webcam: 720p@30fps
  • Connettività wireless: Wi-Fi ac, Bluetooth 5.0
  • Porte: 2x Thunderbolt 3, jack audio
  • Batteria: 50 Wh
  • Peso:
  • OS: macOS 10.15.5 Catalina

Apple ha scelto l’hardware giusto per un notebook del genere. Volendo mantenere un certo grado di separazione tra Air e Pro, adottare processori di decima generazione significa per forza di cose scegliere quelli a più basso consumo, privilegiando l’autonomia sulle performance. Ed è giusto così, altrimenti avremmo avuto due MacBook Pro. Il resto dei componenti sono piuttosto standard, inclusa la solita vecchia webcam. Non c’è comunque nulla di davvero trascurato, con RAM LPDDR4 ed un SSD di fascia media, più che sufficiente in una macchina del genere. Un rapido confronto tra il precedente MacBook Air ed il Pro da 13 della passata generazione chiarirà meglio le cose.

  MacBook Pro 13 (2019) MacBook Air 2020 MacBook Air 2018
GeekBench 4 single-core  4.700  4.600 4.315
GeekBench 4 multi-core  16.000  10.400 7.850
GeekBench GPU  34.000  30.000 20.950
Crystal Disk lettura  1.270 MB/s 1.330 MB/s 1.900 MB/s
Crystal Disk scrittura  520 MB/s 1.250 MB/s 500 MB/s

Come vedete, in termini di velocità del disco siamo su buoni livelli, tanto da permettere una rapida apertura di qualsiasi applicazione. Le performance della CPU invece fanno un passo in avanti rispetto all’i5-8210Y dell’Air 2018, soprattutto perché quest’ultimo era un dual core, laddove l’i5-1030NG7 del nuovo MacBook Air è un quad-core. L’i5-8257U rimane comunque un passo più avanti, e considerando che anche il MacBook Pro 13 2020 monta chip di ottava generazione, almeno nelle configurazioni base, il paragone resta valido anche col modello più recente.

8.0

Esperienza d'uso

Apple aveva due paletti da rispettare nella realizzazione del MacBook Air 2020: doveva essere più potente del precedente modello, e non doveva superare il MacBook Pro da 13. E come abbiamo banalmente visto con i benchmark nel paragrafo precedente, c’è riuscita perfettamente, pur con qualche compromesso.

La gestione termica di questo Air 2020 è infatti a dir poco disastrosa. C’è un’unica ventola, disposta lateralmente sulla destra, lontana dalla CPU che invece è al centro. Questo significa che non solo questa ventola la sentirete spessissimo in azione, visto che le temperature salgono facilmente, ma anche che è così inefficace che la sentirete spessissimo in azione (perché comunque da sola non basta a raffreddare il tutto).

MacBook Air 2020 viaggia sempre intorno ai 100°; verrebbe da dire “sotto stress”, ma in realtà non è così. Basta poco per far schizzare su le temperature, e se userete attivamente il notebook, non è infrequente avere temperature medie intorno ai 70-80° anche in condizioni di relativo riposo. Al di là di tutto, ciò è male. È male perché un processore che stia sempre così su di temperatura, specialmente in queste calde giornate estive, è un processore che si usura di più, e che quindi col tempo invecchierà prima. La buona notizia è che superficialmente non c’è traccia di tutto questo calore interno; o meglio, la scocca si scalda, soprattutto in un ideale quadrato centrato su 6-7, ma non così tanto da arrecare fastidio (circa 45° al più). Ovvero ci sono portatile che con temperature più basse sui core, scaldano di più superficialmente. Del resto, se il calore si fosse dissipato meglio tramite la scocca, probabilmente le temperature interne ne avrebbero giovato.

Verrebbe quindi da pensare che con un sistema di raffreddamento più oculato le cose sarebbero andate diversamente, ma non è così. Lo ha scientificamente dimostrato Linus Sebastian in questo bel video che vi consiglio di guardare. Il succo (ma ripeto, il video merita di essere visto) è nella slide qui sotto.

Il primo valore è quello ottenuto su Cinebench R20 dal MacBook Air 2020 “come mamma Apple l’ha fatto”: 1016. I valori successivi sono gli incrementi possibili adottando soluzioni di raffreddamento più raffinate, fino ad arrivare ad un improbabile sistema a liquido, che commercialmente sarebbe stato irrealizzabile. In questo caso siamo saliti fino a 1155. Un incremento del 13% circa, che tutto sommato è poco. Rimuovendo la base del notebook e piazzandoci una ventola sotto, MacBook Air arriva a 1088: il 7% in più. Se anche Apple avesse messo una grossa ventola al posto giusto, avremmo avuto solo il 7% di performance in più. Tutto questo ci porta a due considerazioni.

  1. Anche con il più raffinato dei sistemi di raffreddamento, MacBook Air 2020 sarebbe comunque rimasto… un MacBook Air. Del resto stiamo parlando di una macchina basata sì su processori Intel di 10ma generazione, che brillano in particolare sul fronte GPU, ma sono comunque processori con un TPD di 7-10 Watt: inutile pretendere la luna.
  2. Apple avrebbe comunque prestare più attenzione al calore generato, perché se da una parte il punto 1 rimane vero, dall’altra non fa bene stressare un processore a quel modo, anche solo dal punto di vista della stabilità di sistema, che non possiamo garantire sia sempre impeccabile, soprattutto nella calura estiva.

Archiviato il discorso temperature, nel quale Apple riesca magicamente ad avere sia ragione che torto allo stesso tempo, quel che vi resta è il MacBook Air che in tanti hanno imparato a conoscere ed amare.

Le linee bene o male sono sempre quelle. (E parte della sua pessima gestione termica probabilmente sta anche lì. Niente mi toglie di testa l’idea che Apple abbia trascurato per anni l’Air, al punto da volerlo abbandonare, ma sia poi tornata sui propri passi solo per lo scarso successo del MacBook 12; ed ora non l’abbia rinnovato più di tanto perché, probabilmente, con l’avvento dei processori ARM non ci sarà bisogno di rivedere troppo l’aspetto termico, quindi tanto valeva non complicarsi la vita realizzando un nuovo chassis.) Il feeling in generale è sempre quello, ovvero puro piacere d’uso Apple.

Sapete, no? Le solite cose: portatile robusto, ben bilanciato, schermo piacevole, tastiera con la quale ti senti a casa in 5 minuti, trackpad al vertice della categoria, instant-on, touch ID; tutte quelle cose che ti spingono ad usare volentieri un MacBook, che è sempre pronto ai tuoi comandi. E di reattività ce n’è a sufficienza. Complice un buon disco SSD, i programmi più comuni si aprono in un lampo e non mostrano facilmente il fianco. Potresti accorgervi di qualche incertezza solo se il sistema diventasse caldo, magari a causa di tante app aperte, alcune delle quali ogni tanto possono presentare dei picchi di utilizzo; in quel caso ci sarà un po’ più di lentezza in certi comandi, ad esempio nel chiudere una scheda del browser, o nel rispondere ad un messaggio su Telegram.

Certo è che se rimarrete fedeli al software Apple (ho provato ad usare Safari come mio browser principale ma non ce l’ho fatta; non a caso Big Sur prevede grandi novità per lui), avrete sempre la sensazione di essere davanti ad un PC di rango superiore. L’ottimizzazione di macOS con le app casalinghe o comunque sviluppate ad-hoc surclassa quella di Windows da tempo, ed il sistema operativo è poi molto più completo di suo. Dalla suite iWork, ad iMovie, Garage Band, Xcode, Playgrounds, Foto, iTunes, Podcast: macOS esce completo o comunque ampliabile gratuitamente con software di qualità, che a molti utenti non faranno sentire la mancanza di altro. Se abbraccerete anche Safari, difficilmente avrete bisogno di qualcosa di più per la vita di tutti i giorni.

Attenzione però a non illudervi. Un conto è iMovie (fino ad un certo punto) un altro è Premiere. MacBook Air 2020 non è in alcun modo adatto all’editing in 4K, checché se ne dica in giro. Al massimo, appunto, con i software Apple, ma anche in quel caso è una forzatura. Va bene per dei progetti semplici, ma non con continuità né per lavoro.

Ancora ancora un po’ di editing di foto lo potete fare, anche se tutto dipende molto dalle dimensioni delle immagini. Non dimentichiamoci che qui lavoriamo con 8 GB di RAM, massimo 16. Un conto è un po’ di ritocco in Photoshop, un conto è sviluppare un RAW in Lightroom.

Del resto l’ho ribadito anche prima: questo non è un MacBook Pro, è l’entry-level nel mondo MacBook. E sia chiaro che è un complimento, nel senso che va bene così, che abbia mantenuto una sua identità, che andrà benissimo alla maggior parte del pubblico. Anzi, quello che ci perde è proprio il Pro da 13. Se voleste infatti un vero salto di performance, dovrete passare non al Pro 13 base, che monta ancora i processori Intel di 8a generazione, ma alla versione con chip di 10ma, che parte da bene 2.229€ che, ironia di Apple, sono proprio mille euro in più del MacBook Air. Ma qui stiamo già sconfinando nel paragrafo prezzo.

Prima di chiudere puntualizziamo che l’audio è come sempre di qualità superiore. Ci sono anche i bassi, una rarità su tanti portatili di oggigiorno. Mi spiace solo che lo schermo non si inclini più di tanto; a volte mi avrebbe fatto comodo.

8.5

Schermo

MacBook Air ha un bel display, per quanto non sia certo il top della famiglia. Si tratta di un 16:10, LED da 13,3″, IPS con risoluzione nativa di 2.560 × 1.600 pixel, scalati in modo che appaia come un 1.400 x 900 (anche un po’ troppo grande, a mio gusto personale, ma potete cambiarlo dalle impostazioni).

Non c’è la piena copertura DCI-P3 dei modelli superiori (siamo comunque prossimi al 100% dello spettro sRGB), e la luminosità non è da primato, ma raggiunge comunque quasi i 400 nit, che sono più della media dei portatili Windows.

Questo display piacerà insomma alla maggior parte degli utenti, solo i più esigenti avranno di che lamentarsi, ma il MacBook Air non è pensato per loro. Peccato per le cornici ancora un po’ ampie, soprattutto quella superiore. C’è tutto lo spazio per farci stare un 14”, che chissà, magari un giorno arriverà.

7.5

Autonomia

La batteria da 50 Wh è un po’ diminuita rispetto al passato, e non riesce a darvi quella confidenza che mi piacerebbe. “Air” è sinonimo di libertà, ed invece l’alimentatore appresso, se starete fuori un’intera giornata, dovrete portarvelo. La buona notizia è che è molto piccolo, è un tipo-C, da 30W, e ci potrete ricaricare anche lo smartphone volendo (ma non l’iPhone: oh, the irony!). La cattiva notizia è che la ricarica è molto lenta. Usando il notebook ci vogliono oltre 4 ore da 0 a 100, la metà se lo spegnerete.

E di autonomia quindi quanto ci si fa? Nel mio uso lavorativo fatto di tanto browser (ho installato Edge: Apple mi odierà!) con 15 schede minimo, Telegram (rigorosamente la versione su App Store, l’altra scalda), un po’ di Photoshop e poco altro, circa 6-7 ore. Non sono mai arrivato ad 8 ore, ma diminuendo un po’ il carico e lasciando la luminosità sempre bassa, la cosa è fattibile. La retroilluminazione automatica però è regolata in modo davvero impeccabile, è un peccato farne a meno.

Ci voleva un po’ più di margine, così com’è ci starete un po’ stretti. Peccato. Non ci resta che sperare nella futura variante ARM per dare all’Air l’autonomia che si merita.

7.5

Prezzo

Nuova tastiera, spazio di archiviazione raddoppiato, nuovi processori, e prezzo lievemente abbassato: 1.229€. È questo ora il biglietto d’ingresso nel mondo MacBook, e considerando la storia passata non è affatto male. E sì, rimane ancora vero il fatto che a parità di prezzo è senz’altro possibile trovare hardware più potente; ma non con macOS. Il valore aggiunto del sistema operativo della mela “non ha prezzo”, ed è quello che spesso convince tanti suoi fedelissimi anche ad una spesa maggiore rispetto alla concorrenza, consolati anche da una qualità generale del prodotto che difficilmente si trova altrove. Su Amazon tra l’altro lo si trova già a 1.099€. Quando calerà di altri 100 euro sarà davvero ghiotto!

I MacBook non vanno giudicati solo dalla scheda tecnica: era vero ieri, come lo è oggi. Questo non giustifica però qualsiasi cifra, soprattutto quella degli upgrade (+250€ per raddoppiare lo storage, altrettanti per raddoppiare la RAM). Unica eccezione: i 50 euro richiesti per passare da i3 dual-core ad i5 quad-core. Potrebbero anche starci, sebbene non sia affatto convinto che noterete enormi benefici, dato che li avreste principalmente nelle operazioni più impegnative, laddove le performance devono scontrarsi col pessimo sistema di raffreddamento.

Foto

Giudizio Finale

MacBook Air (2020)

8.3

MacBook Air (2020)

MacBook Air 2020 è uno dei migliori modelli di questa serie di sempre: un ottimo biglietto di ingresso nel mondo Apple MacBook, che vi darà tanto, e vi farà rinunciare a poco. Tastiera comoda e silenziosa, trackpad insuperabile, schermo bel leggibile e piacevole da guardare, prestazioni sufficienti per tutte le esigenze più comuni. Ho due soli rimpianti: che la ventola entri in funzione troppo spesso (complice una gestione termica da rifare) e che l'autonomia non sia sufficiente a dare a questo Air la "leggerezza d'uso" che merita. L'avvento dei futuri processori ARM potrebbe rimediare ad entrambi questi aspetti, ma nell'attesa il prezzo del MacBook Air 2020 va già facendosi invitante (per un MacBook).

di Nicola Ligas
Pro
  • Solido e ben assemblato, come ogni MacBook
  • Nuova tastiera a forbice
  • Fa tutto ciò che deve fare
  • Rinnovato e scontato rispetto al precedente
Contro
  • Ventola spesso presente
  • Autonomia non da tutto il giorno
  • Temperature troppo alte
  • Webcam solo HD

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  • Giuseppe

    Qualcuno mi spieghi perché una persona sana di mente, con criterio d’acquisto e imparziale dovrebbe mai acquistare un’oggetto del genere?

    • Valerio Alberti

      Poro can

    • Ugo

      OSX

    • Mattmoon

      Perché a 999€ non troverai mai un pc con quel display, touchpad, materiali, costruzione, audio ed esperienza d’uso.

  • Nicola Tondini

    Quindi abbiamo il solito pezzo di alluminio di lattoneria cinese, raffreddato male, lento, in più con macOSX semiabbandonato, e la certezza che il popolo della mela si comprerà perfino questo?

    • Dubito di farti cambiare idea, visto il tono, ma la qualità costruttiva dei MacBook è difficile da criticare, il PC in generale non è lento per fare quello che deve fare, ovvero navigazione e small office, programmazione, scrittura ecc. macOS poi è tutt’altro che abbandonato, e Big Sur sembra un bell’aggiornamento. I problemi di raffreddamento invece sono reali, e la ventola “always on” ne è la conseguenza

      • Nicola Tondini

        Sulla qualità sono d’accordo con te, il mio critico tono è solo per chi.vede una mela ed é per questo acritico. Oggi però se fossi un utente Apple e non avessi urgente necessità di cambio, aspetterei le macchine ARM