8.4

Recensione MacBook Pro 13” (2019): l’hardware fa sempre la differenza

Nicola Ligas -




Recensione MacBook Pro 13 (2019)

Nel corso della rubrica 7 giorni con ho avuto modo di provare a lungo un MacBook Pro 13 edizione 2019, nella sua configurazione base. Il taglio di quella rubrica non è propriamente lo stesso di una recensione, pertanto mi sembrava sprecato non dedicare comunque uno spazio più consono ed uniforme ad un notebook che comunque, per quanto non appena uscito, rappresenta ancora il punto d’ingresso nel mondo dei MacBook Pro. Il video qui sopra rimane quindi quello “esperienziale” di 7 giorni con, mentre a seguire trovate una recensione più canonica, basta ormai sull’ultimo mese di utilizzo del portatile.

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9.0

Costruzione

La solidità dei MacBook è ormai arcinota, e MacBook 13” non la smentisce minimamente. Non fa una piega, salvo inevitabilmente nel rivestimento dello schermo, che è comunque più rigido della media. I poggia polsi ed il piano tastiera sono un autentico tavolo di granito, che però non rende meno “cliccosa” la tastiera Butterfly (sulla quale torneremo a breve).

Lo scotto da pagare è un design poco filante, ed un peso che, per un 13 pollici, non è certo contenuto (1.356 grammi). Sul fianco sinistro troviamo due Thunderbolt 3, mentre su quello destro c’è il jack audio. È così da anni, eppure non riesco a convincermi che sia stato giusto rinunciare alla (micro)SD, soprattutto in un portatile dedicato a fotografi e creativi. E perché poi solo 2 USB-C e per giunta vicine e dal medesimo lato? Capisco la rinuncia alle USB-A, coraggiosa all’inizio ma condivisibile in un’ottica di lungo periodo, però non vale lo stesso discorso per tutto. Anche nel 2020, #donglelife rimane insomma un hashtag valido, ed è un peccato.

9.5

Tastiera e touchpad

Mi toglierò subito il proverbiale sassolino dalla scarpa: a me la tastiera Butterfly piace. Lo so che ha dei comprovati problemi di durata, ma ciò non ne svilisce il comfort di scrittura. È veloce, cliccosa nonostante la corsa così infinitesima (dovrete andarci con le dita felpate se foste in un luogo di assoluto silenzio), e riposante da utilizzare anche a lungo. Ci si abitua molto rapidamente ed in poco tempo volerete sui suoi tasti.

Non la considero minimamente adatta al gaming (non che questo MacBook lo sia, ma in fondo il cloud gaming è alle porte…), ma se per lavoro scriveste molto o se aveste proprio il piacere della scrittura, questa Butterfly secondo me è una di quelle esperienze che danno assuefazione. Magari ricordatevi di lavarvi sempre bene le mani prima di usarla e di pulirla regolarmente; di fare insomma di tutto per evitare di arrivare al fatidico giorno in cui doveste mandarla in assistenza. O in alternativa compratevi un MacBook Pro 16, che ha definitivamente detto addio a questa “architettura” della tastiera.

Sul touchpad del Mac poi che volete che vi dica che non sia già stato detto? Alla fin fine è sempre lui: il migliore. Dal punto di vista squisitamente hardware non c’è storia. È grande (enorme), scorrevole, non ci sono mai problemi di palm rejection, ed è così piacevole da usare che personalmente, pur avendo quasi sempre un mouse a portata di mano, preferisco comunque continuare ad usare il touchpad del MacBook.

Considero poi il force touch un esercizio di stile particolarmente ben riuscito (al contrario della touch bar, ad esempio). Non solo perché vi inganna alla perfezione, illudendovi di cliccare una superficie che in realtà è rigida, ma perché poi vi consente di cliccare ovunque senza dover pensare al posizionamento del vostro dito. Non c’è, come avviene su Windows, l’esigenza di spostarsi in basso a destra/sinistra o comunque di non poter cliccare nella metà superiore del touchpad. Tutto ciò si traduce in immediatezza e piacere d’uso.

L’hardware del touchpad è insomma perfetto, tanto che l’unica critica che posso fargli è lato software. La gestione del touchpad e le relative gesture sono le stesse da anni. Non è cambiato praticamente nulla in tal senso almeno negli ultimi 8 anni, e probabilmente anche di più, ed è un peccato. Nel video qui sopra mi sono lamentato in particolare dell’assenza del clic centrale perché è una cosa che personalmente uso molto, ma è solo un esempio. Ci sono software di terze parti (BetterTouchTool su tutti) che possono aiutare, ma a livello di sistema operativo Apple poteva fare qualcosa di più.

7.5

Hardware e benchmark

Il modello che abbiamo in prova è la versione base del MacBook Pro 13, che trovate riassunta come sempre qui sotto. Sul sito Apple ci sono altre varianti, e comunque in generale potete configurare con un buon grado di libertà la versione che preferite, cambiando processore, RAM, storage ed anche il layout della tastiera, casomai voleste.

  • Schermo principale: 13,3” Retina Display (2.880 x 1.800 pixel)
  • CPU: Intel Core i5-8257U
  • RAM: 8 GB LPDDR3 (2.133 MHz)
  • Memoria interna: 128 GB SSD PCI-e NVMe
  • Webcam: 720p@30fps
  • Connettività wireless: Wi-Fi ac, Bluetooth 5
  • Porte: 2x Thunderbolt 3, jack audio
  • Batteria: 58 Wh
  • Peso: 1.356 grammi
  • OS: macOS 10.15.2 Catalina

L’hardware di questo modello, ad inizio 2020, non è nulla di esaltante. Ad esclusione del display, che rimane molto attuale, il processore è un Intel di 8a generazione e le RAM delle LPDDR3; anche l’SSD non è certo al vertice della categoria, per quanto sia un PCI-e. Peccato poi che sia saldato e che gli upgrade di cui sopra costino in modo esagerato.

Detto questo, ciò non significa che il MacBook Pro 13 sia lento, anzi. L’apertura della maggior parte dei software è molto rapida, più di una ideale controparte con Windows, ed in generale se l’utilizzo “pro” che ne fate è quello small office non avrete nulla di che lamentarvi.

  MacBook Pro 13  Surface Laptop 3 ASUS ZenBook S13
GeekBench single-core  4.700 5.450 5.260
GeekBench multi-core  16.000 17.560 16.000
GeekBench GPU  34.000 (Iris Plus 645) 36.200 (Iris Plus 940) 41.450 (MX150)
Crystal Disk lettura  1.270 MB/s 2.035 MB/s 1.733 MB/s
Crystal Disk scrittura  520 MB/s 840 MB/s 1.450 MB/s

La CPU riesce a difendersi molto bene in questi test, rispetto ai rivali con i5-1035G7 (Surface Laptop 3) e con i7-8565U. Nella parte grafica comunque la differenza è più netta di quanto appaia qui sopra, e se doveste lavorare di rendering è una differenza sensibile. Sia chiaro poi che nessuna delle tre macchine in esame è consigliabile in tal senso, ma proprio per questo le differenze sono ancora più apprezzabili.

Riguardo la velocità del disco in dotazione, i test con BlackMagic Disk Speed Test sono risultati così bassi da essere anomali, eppure li abbiamo ripetuti più volte e verificati anche con altri benchmark ed i risultati non cambiano. Forse c’è lo zampino di Catalina? Difficile dirlo, in ogni caso nella pratica non aspettatevi

8.5

Esperienza d'uso

Come ho avuto modo di ribadire più volte nel corso del video, macOS è un sistema operativo che fa di tutto per farti sentire a casa. Che tu sia un neofita o un esperto, macOS è “meglio di Windows”. Ovviamente, se non l’aveste mai usato in vita vostra, all’inizio ci sarà un po’ di spaesamento, dovuto anche solo alla diversità della tastiera o all’organizzazione del file system, ma sono tutte cose che si superano in poco tempo e che non possono essere considerate come un demerito, ma semplicemente come un diverso modo di fare le cose, che spesso risulta più intuitivo e soprattutto più trasparente per l’utente.

Un esempio di questo è proprio la gestione del file system, che organizza le applicazioni in modo più semplice (c’è la cartella “applicazioni” dalla quale potete trascinarle – per lo più – direttamente nel cestino, qualora non le usaste), e che al contempo non trascura la crittografia e quindi la sicurezza, ora tra l’altro con una netta separazione tra dati utente e di sistema.

Ma gli esempi in tal senso possono essere moltissimi. Pensate alla gestione del risparmio energetico di Windows: quando siete a batteria avete 4 modalità di risparmio energetico diverse, oltre al fatto che la maggior parte dei portatili Windows non hanno un sensore di luminosità per regolare automaticamente la luminosità dello schermo. Su macOS dovete giusto decidere se oscurare o meno lo schermo a batteria e se abilitare il power nap (in pratica il portatile può connettersi anche quando in sospensione). E per quanto semplificato questo sistema sia, funziona (che poi è la cosa più importante).

Il MacBook Pro 2019 è sempre più un dispositivo inserito all’interno di un ecosistema. Questa è una forza ma anche una debolezza. L’integrazione sempre migliore tra i vari prodotti della mela è una garanzia per l’utente Apple, che con macOS Catalina potrà godere anche di Sidecar ed “affiancare”, letteralmente, il suo MacBook ed il suo iPad. Del resto lo avevamo già detto nella recensione di Catalina stesso, e non starò qui a ripetermi.

Di contro, se foste solo utenti MacBook e non Apple, non percepirete un grande passo in avanti, lato software, tra le ultime versioni e quelle precedenti. Ciò non significa che non ci siano state novità, alcune più macroscopiche, come l’ormai onnipresente tema scuro, altre assai meno evidenti, come crittografia (con tanto di chip T2 dedicato, che in pratica è un ARM a basso consumo, che alleggerisce il carico sulla CPU Intel, permettendole di “dare di più” – altro motivo per il quale l’hardware di un MacBook si giudica male dalla mera scheda tecnica) e separazione dei dati, cui accennato prima. Ma in termini di piccole funzionalità quotidiane, Apple poteva fare di più, ed i MacBook di ora sono sostanzialmente al pari con quelli di qualche anno fa.

Come già detto, è una questione che porta pro e contro. Le cose che funzionano ad esempio funzionano molto bene, ed è un piacere ritrovarle. Mi viene spontaneo pensare al job scheduler, alla gestione dei processi di macOS, che non solo rende molto difficile che l’intero sistema si blocchi se c’è un programma che non risponde, ma che gestisce meglio anche l’allocazione delle risorse, consentendovi comunque di poter utilizzare (in minima parte) il vostro PC anche qualora ci sia un software che sta assorbendo buona parte della potenza di calcolo. È anche per motivi come questo che, nonostante l’hardware non certo di grido, il MacBook Pro 13 2019 sembra generalmente piuttosto scattante.

Questo poi non significa che lo sia in ogni condizione o che sia al riparo dallo throttling. Le temperature schizzano infatti su fino a sfiorare i 100° nel caso di stress test, idem per le frequenze che arrivano ai 3,9GHz nominali di turbo massimi. Dopo nemmeno un minuto però, le frequenze scendono molto, intorno ad 1,6 GHz di media (che poi è un valore “classico”, riscontrato anche in tanti portatili Windows con hardware simile), e di conseguenza le temperature si assestano su valori più bassi.

Questo giusto per sottolineare che non siamo di fronte ad una macchina pensata per lavori molto impegnativi, che in molti casi diventano proibitivi (Premiere, video 4K@60fps da 10:34 minuti: tempo di esportazione di oltre un’ora), ma che comunque, in navigazione e lavoro d’ufficio riesce a regalare delle belle soddisfazioni, anche alla luce di quanto scritto nei paragrafi precedenti.

Sia chiaro però che se lo paragoniamo ad un MacBook Air, la differenza si sente eccome; al contempo sentirete anche tantissimo la differenza tra il Pro 13 ed il 16. Sono tre step separati: Air per chi si accontenta del “minimo” (navigazione/multimedia, meglio se con software Apple o comunque ottimizzato per macOS), Pro 13 per chi voglia più prestazioni, pur restando nell’ambito small office, Pro 16 per chi lavori di grafica/rendering o comunque con applicativi esigenti, sia dal punto di vista grafico che computazionale.

Uscendo poi dal settore OS/prestazioni, ci sono due cose da notare. La prima è la touch bar, che se da una parte aggiunge alcune opzioni che non sarebbero immediatamente a portata di mano, dall’altra difficilmente può essere considerata uno strumento che velocizza il flusso di lavoro. Non a caso, nel nuovo MacBook Pro 16, almeno il pulsante esc è stato portato fuori dalla touch bar stessa, proprio perché alla touch bar manca una cosa: un qualsivoglia feedback aptico. La dovrete guardare, sempre, e questo rimane il suo principale difetto, perché guardare la tastiera è una cosa che rallenta; rallenta soprattutto chi è così “pro” da non avere bisogno di guardarla quasi mai altrimenti.

Riguardo poi le funzionalità in più che la touch bar espone, queste dipendono anche da applicazione ad applicazione. Alcuni software di terze parti la sfruttano bene, e la sua resa visiva tra l’altro è ottima, proprio a livello di definizione e leggibilità, ma al contempo usare il touch su un’area così ristretta di fa solo venire voglia di toccare lo schermo lì sopra; peccato che non lo puoi fare perché macOS non è (e non sarà) un sistema orientato al touch screen.

Nota finale per l’audio: sì, di qualità superiore rispetto alla media, mancano ancora un po’ di bassi per definirlo davvero buono ed al massimo volume può un po’ distorcere, però è appunto una bella esperienza in generale, che da un 13” non sempre ricavi. Il nuovo MacBook Pro 16 però si è davvero superato in tal senso.

9.0

Schermo

Il display è da sempre uno dei cavalli di battaglia dei MacBook, e qui non c’è eccezione. Al di là della risoluzione in sé (2.880 x 1.800 pixel, elevata ma non certo insuperata: si trovano facilmente portatili Windows da 13” con schermo 4K), ciò che davvero convince di questo pannello sono altri fattori.

Lo scaling in primis, seguito dal lettering. Non ci sono mai problemi di ridimensionamento (cosa che ancora affligge in minima parte Windows) e la resa dei font a schermo è praticamente perfetta. Non ci sono scalettature o aree meno marcate, ed il piacere di lettura, anche per periodi prolungati, è massimo. La funzione True Tone, che “adatta automaticamente il monitor per rendere l’aspetto dei colori coerente in diverse condizioni di luce ambientale”, in pratica tara la calibrazione sulla base della luce che batte sul monitor. Questo si traduce spesso in una tendenza al caldo, che può sì alterare un po’ i colori (ma ci farete caso solo disattivandola) ma rende anche più riposante l’utilizzo del display stesso.

E poi c’è una finitura lucida ma con un buon antiriflesso, coadiuvato anche da un’elevata luminosità massima, superiore ai 400 nit, cosa che la maggior parte dei portatili Windows non possono vantare (anche se in passato Apple aveva fatto anche di più).

Magari ecco, volendo essere pignoli, si potrebbe dire che il lavoro di contenimento delle cornici poteva essere fatto meglio, ovvero che l’intero portatile poteva avere “un’impronta” più piccola. Ma del resto, ora che è uscito il modello da 16 pollici, non vogliamo forse tutti un MacBook Pro 14?

7.5

Autonomia

L’autonomia di questo MacBook Pro 13 è buona, ma non stellare. Nonostante la batteria sia un po’ cresciuta, non è ancora sufficiente a farmi passare la giornata in trasferta senza alimentatore, ed è un peccato. Se l’autonomia è una priorità per voi, “vi serve” il MacBook Air, che riesce a fare decisamente meglio di così, e soprattutto è più predicibile.

MacBook Pro 13, soprattutto se utilizzato fuori dall’ecosistema Apple, si ferma intorno alle 7 ore di autonomia, con navigazione su Chrome, chat (Skype e WhatsApp), ed un po’ di Photoshop. Non sono poche in senso assoluto e tra l’altro di solito lascio che sia macOS a gestire luminosità di schermo e tastiera, ma al contempo non bastano appunto per coprire una giornata lavorativa tipo.

Utilizzando solo Safari, stando un po’ più attenti alla luminosità e magari anche al carico di lavoro, le 8 ore non sono un miraggio, ma quando devi comunque “contenerti” per raggiungere uno scopo, significa che comunque quella macchina non è in grado di soddisfarlo a prescindere.

Diverso il discorso con la riproduzione video, che drena circa il 10% con un’ora di Netflix (luminosità al 50%, volume al 50%). Considerando quanto sia piacevole questo schermo e quanto superiore alla media sia l’audio, quella di utilizzare il MacBook per un po’ di streaming (occasionale) non è certo un’opzione improponibile.

7.0

Prezzo

Il capitolo prezzo, quando si tratta dei prodotti Apple, è sempre quello che odio di più. Da una parte è la critica universale che viene mossa ai prodotti della mela (e non sto dicendo che non abbia fondamento). Dall’altra il prezzo di un MacBook va anche un po’ “capito”. La qualità costruttiva superiore, l’attenzione a (quasi) ogni dettaglio, ed alcuni aspetti che sfuggono spesso dalla scheda tecnica (vedi il chip T2 o la gestione del file system cui dicevamo prima).

Detto questo, il prezzo base del MacBook Pro 13 è un conto, quello degli upgrade è un altro. 128 GB (saldati) sono pochi, sia in termini assoluti che in un’ottica di far durare la macchina nel tempo, e per passare anche solo a 256GB ci vogliono 250 euro in più, che diventano 500 per arrivare a 512 GB. E tutto ciò senza scomodare upgrade del processore (che in effetti non consiglierei ai più, visto anche che costa 360 euro) e della RAM, che per giungere a 16 GB richiede 240 euro.

Il modello che prenderei io (16/256), viene insomma a costare 2.039 euro, che sono davvero tanti per una macchina del genere, pur con tutti i distinguo appena fatti, e considerando comunque i limiti imposti dal suo hardware. I prodotti Apple non sono facilmente in offerta, ma per rendere conveniente una configurazione del genere è d’obbligo aspettarne una.

Per fortuna esistono infatti anche gli store di terze parti. Il modello in prova ad esempio l’abbiamo preso su ePRICE, risparmiando oltre 200 euro.

Foto

Giudizio Finale

MacBook Pro 13 (2019)

8.4

MacBook Pro 13 (2019)

Il MacBook Pro 13 è oggettivamente una bella macchina. Solida, piacevole da utilizzare, ed affidabile sotto ogni punto di vista. Ci sono però alcuni limiti, sia in termini di performance che di autonomia, che è bene conoscere prima di procedere all'acquisto. Acquisto che, come sempre, vede nel prezzo (degli upgrade in particolare) il suo più grande scoglio. In ogni caso, l'acquirente consapevole difficilmente può rimanere deluso da un MacBook, che ora più che mai vi spinge a gettarvi nell'ecosistema Apple, passando anche ad iPad/iPhone. E se foste già utenti della mela, a maggior ragione, questo Pro 13 è senz'altro un ottimo punto d'ingresso nel mondo dei MacBook.

di Nicola Ligas
Pro
  • Ottima qualità costruttiva
  • Schermo riposante, ben leggibile, luminoso
  • A me la tastiera Butterfly piace
  • macOS sempre una garanzia
Contro
  • Prestazioni anche superiori alla scheda tecnica, ma non "pro"
  • Autonomia discreta ma non buona
  • Ha ancora la tastiera Butterfly
  • Prezzo esagerato degli upgrade

Su alcuni dei link inseriti in questa pagina SmartWorld ha un’affiliazione ed ottiene una percentuale dei ricavi, tale affiliazione non fa variare il prezzo del prodotto acquistato.

  • La tastiera dei Mac è fantastica, è l’unico motivo che mi spinge all’acquisto. Per il resto presentare nel 2020 un portatile da 1300 euro con 128gb di HD saldati è una vera presa in giro.

  • Ugo

    non sono d’accordo con le tue considerazioni sulla tastiera, che io trovo ignobile.
    tanto che è una delle ragioni che mi hanno trattenuto dal comprare un air negli ultimi anni.
    vero, non l’ho provata a lungo, ma ha un feedback tattile che a questo punto tanto vale tappare sull’ipad.
    i tasti sono talmente sottili che fatico a sentire la separazione tra uno e l’altro e finisce che devo scrivere guardando la tastiera per cercare il tasto e lo schermo per capire se l’ho premuto.
    il fatto che siano ritornati ad una scissor sul 16″ mi dà speranza, ma dovrei provare pure quella…

    d’accordo su tutto il resto.
    riguardo il prezzo, pur sottoscrivendo la tua opinione sul costo assurdo degli upgrade (soprattutto considerando che storicamente i computer apple vanno comprati in configurazione intermedia, che è quella che offre sempre i migliori rapporti qualità/prezzo…), penso sempre che il prezzo di un mac vada considerato anche nella prospettiva temporale d’uso.
    io, per dire, scrivo da un mac di 8 (otto) _anni_ fa, perfettamente aggiornato sul piano software.
    un pc windows è vecchio dopo 8 mesi.
    quindi sì il prezzo arriva ad essere alto, e certo saldare roba sulla scheda madre è una vaccata, ma se mi costano il doppio e durano il doppio famo patta…

    • Lorenzomx

      Questo è estremamente soggettivo. Io ad esempio sono assolutamente d’accordo con Nicola, la tastiera è veramente comodissima e riesco a scriverci molto velocemente senza guardarla. La corsa così bassa e la stabilità mi piacciono molto

    • Io ho amato quella tastiera e sono triste per avere a che fare con quella del MBP16. Ottima, per carità, ma la butterfly aveva quel qualcosa in più.

    • Ti assicuro che il feedback non è affatto inesistente, anzi. Le prime revisioni della Butterfly erano peggiori da questo punto di vista, ma l’ultima versione che c’è su questo MacBook 13 è fantastica. Poi ovviamente la componente soggettività la fa da padrone su queste cose, ma avendone provate tante, la solidità della tastiera dei MacBook la apprezzi tanto nell’utilizzo prolungato

  • Andrea De Filippo

    Io ho risolto con una via di mezzo tra materiali, prestazioni e prezzo con Dell XPS!
    Nella sua ultima declinazione con display da 3:2 mi ha molto incuriosito anche se quel lettore micro sd è veramente no sense.

    • parli del 2 in 1 (che dovrebbe essere un 16:10 però)? perché nonsense la microSD?