Recensione MacBook Pro 13 M1: un po' di più (foto e video)

Nicola Ligas
Nicola Ligas

Dopo aver provato il MacBook Air con SoC M1 (lettura consigliata prima di proseguire), è oggi il turno del MacBook Pro da 13 pollici, che mai come questa volta è un suo parente stretto. Abbiamo già avuto modo di parlare delle loro differenze sulla carta, ma ora che ho avuto modo di provarlo a fondo, posso dire senza ombra di dubbio che MacBook Pro 13 è superiore all'Air sotto ogni punto di vista, e si avvicina molto all'idea di notebook compatto "ideale". Eppure, nonostante questo, non è lui che raccomanderei alla maggior parte del pubblico.

PRO

  • La ventola c'è, ma non si sente
  • Battery Champion
  • Un po' di più dell'Air, sotto tutti i punti di vista
  • Prestazioni costanti in ogni situazione

CONTRO

  • Meno conveniente dell'Air
  • Due sole USB-C sono poche
  • Limiti hardware (solo 2 USB-C, max 16 GB RAM)
  • Ancora alcuni problemi di incompatibilità rispetto ai notebook x86

Costruzione

È lo stesso MacBook Pro 13 di prima. Letteralmente. Esternamente non cambia nulla rispetto ai modelli con processore Intel, che anzi in alcune configurazioni (le uniche rimaste ancora in commercio) vantano 4 porte USB-C in luogo delle sole 2 USB 4 (scusate il gioco di numeri) presenti nella versione M1.

Nulla da dire sulla qualità costruttiva Apple, che è sempre di prim'ordine, ma il design potrebbe migliorare sia dal punto di vista estetico che funzionale. Le cornici attorno allo schermo sono piuttosto ampie, e l'eccessiva spigolosità del portatile potrebbe rendere un po' fastidioso il palm rest. La tastiera è completamente piatta, lo schermo non si inclina più di tanto: sono tante piccole piccolezze, se ci consentite il gioco di parole, che ormai Apple potrebbe aver limato, e probabilmente lo farà il prossimo anno.

Potremmo discutere al lungo del perché Air e Pro 13 M1 non siano stati rinnovati, se non nel processore. Da una parte questo non farà sentire "traditi" coloro che avessero acquistato un MacBook Intel solo pochi mesi fa, dall'altra è una mossa che avrà comunque permesso ad Apple di risparmiare non poco sui costi di produzione, a fronte di una riduzione di prezzo complessiva solo marginale. Ma stiamo divagando appunto.

Ultima nota sul peso, di poco inferiore ad 1,4 Kg. In mano la differenza rispetto all'Air si sente poco, forse perché il Pro è lievemente meglio bilanciato, grazie anche alla sua maggiore simmetria rispetto all'Air. Fatto sta che entrambi sono più pesanti di tanta concorrenza di pari taglia.

Tastiera e touchpad

Anche qui non ci sono novità di rilievo rispetto al passato. Abbiamo già affrontato il ritorno alla Magic Keyboard con la precedente generazione di MacBook, ed anche la touch bar è sempre lei: utile, soprattutto perché personalizzabile, ma non certo "game changer". Prenderete confidenza con la tastiera piuttosto velocemente, e sebbene sia un po' "fredda", la sua granitica base d'appoggio la rende facilmente una delle tastiera preferite dal grande pubblico, che ne apprezzerà la precisione, la solidità e l'ottima retroilluminazione.

Nota per il trackpad: è lievemente più grande di quello dell'Air. Non che ce ne fosse bisogno, ma non ce ne lamenteremo di certo. È l'unico trackpad che preferirete all'uso del mouse (salvo per giocare), il che è tutto dire.

Impeccabile, come sempre il touch ID, anche se il face ID sarebbe più comodo (e prima o poi arriverà anche lui).

Hardware e benchmark

Avendo dato un provocatorio 9.5 ad "hardware e benchmark" di MacBook Air, non potevamo che arrivare a cifra tonda con il Pro. Sempre provocatoriamente parlando. Sì perché mai come questa volta l'hardware dei due MacBook è sovrapponibile, al netto di qualche dettaglio, tra cui spicca qui la presenza di una ventola. È una ventolina: piccola, relativamente silenziosa, eppure così efficace. Basta la sua sola presenza (il che la dice lunga su quanto poco scaldino gli M1) per far cambiare radicalmente approccio al MacBook Pro rispetto all'Air. Ma questo lo vedremo a breve, prima c'è il solito specchietto col sunto delle specifiche.

  • Schermo: 13,3'' IPS (2.560 × 1.600 pixel, 227 ppi, 16:10), 500 nit
  • SoC: Apple Silicon M1 con 8 core grafici
  • RAM: 8 GB
  • Memoria interna: 256 GB
  • Webcam: 720p@30fps
  • Connettività wireless: Wi-Fi ax, Bluetooth 5.0
  • Porte: 2x USB-C 4, jack audio
  • Batteria: 58,2 Wh (caricabatterie da 61W)
  • Peso: 1.367 grammi
  • OS: macOS 11.1 Big Sur

Da notare, rispetto all'Air che è l'eterno termine di paragone, come la luminosità massima del display sia aumentata di 100 nit, e come i core grafici qui siano 8 anziché 7, come nella versione base dell'Air. Cresce un po' anche la capacità della batteria, mentre raddoppia la potenza del caricabatterie.

Ma veniamo ai benchmark, che ben illustrano le differenze tra Pro ed Air. Cinebench R23 faceva segnare un punteggio multi-core di circa 7.500 su Air, mentre il Pro arriva a 7.800. C'è poco scarto, ma questo perché parliamo di un solo ciclo, quindi il throttling dell'Air ha inciso solo in minima parte. Continuando con lo stress test per mezz'ora, l'Air è sceso intorno ai 6.000 punti, mentre il Pro è sempre rimasto intorno al valore iniziale. Anche prolungando ulteriormente il tempo del benchmark, l'Air scende poco sotto i 6.000 punti, mentre il Pro non cede minimamente.

Detta altrimenti: MacBook Pro 13 non va in throttling, mai. Anche lasciando Cinebench in esecuzione per 12 ore non c'è stato alcun calo di performance. La riprova l'abbiamo fatta anche con HandBrake, che impegna la CPU come pochi altri programmi. MacBook Pro è rimasto sempre inchiodato sulla frequenza massima (3.204 MHz) dei 4 core ad alte performance (al più l'abbiamo visto scendere di una decina di punti, mentre MacBook Air è sceso anche sotto i 2 GHz). Va da sé che anche i 4 core ad alta efficienza energetica giravano sempre alla massima frequenza (2 GHz), ma questo vale per entrambi i portatili.

Esportando in full HD lo stesso file (un mov da 1,97 GB della durata di 11:13 minuti), il MacBook Pro ha impiegato 5 minuti e 22 secondi, mentre l'Air si è fermato a 6 minuti e 32 secondi. La differenza non è tantissima, ma ovviamente dipende fortemente anche dal tipo di file e dall'encoding scelto: più grandi saranno le dimensioni e la durata, più la forbice si allargherà.

C'è però un rovescio della medaglia. MacBook Pro consuma decisamente di più sotto stress. Con i suoi 8 core tutti al massimo regime, l'assorbimento sul package è di circa 20 Watt. Nelle medesime condizioni, essendo in throttling, MacBook Air consumava la metà, e con un tempo di rendering che non è certo raddoppiato.

Un altro aspetto interessante sono le temperature. Al massimo carico, sul SoC abbiamo registrato una temperatura di poco superiore ai 70°. Nelle medesime condizioni un processore x86 è prossimo ai 100 gradi. Ad onore del vero, l'M1 integra una valanga di sensori per la temperatura, ed alcuni di questi erano sui 90°, ma il SoC nel complesso era appunto a temperatura inferiore. E superficialmente tutto ciò è una goduria: il MacBook è freddo nella

La ventola non parte se non c'è un carico importante sul SoC, e difficilmente va oltre i 5.000 giri anche con Handbrake e screen recording attivi (la velocità massima è di 7.200 giri), ed è molto silenziosa. Inizierete a sentirla oltre i 4.000 giri, ma solo se ci farete caso. Nella quotidianità, la ventola è spenta. Non parte proprio. Di fatto anche il MacBook Pro è un notebook fanless nella maggior parte dei casi, tranne appunto quando sotto stress intenso. Questo a testimonianza di come sia tutto sommato facile contenere le temperature di M1, ed a tutto vantaggio anche di longevità e pulizia (la ventola attira pian piano sporcizia all'interno di ogni notebook: meno gira e meglio è).

Nella videorecensione abbiamo poi fatto altri esempi di vari tipi di stress test: con Premiere Pro, Logic Pro X, Xcode ed altri software che abbiamo provato su entrambi i notebook, ma la morale di fondo non cambia ed è quella che abbiamo illustrato finora. Nell'uso ordinario MacBook Air e Pro 13 M1, a parità di hardware, sono praticamente indistinguibili. Solo l'ingresso in gioco della ventola fa la differenza dal punto di vista delle prestazioni, e quanto più a lungo ne avrete bisogno, tanto più questa differenza sarà evidente; ma non aspettatevi di notare nulla di che con il semplice uso navigazione/office/multimedia.

Due parole anche sulla velocità dell'SSD, un fattore sul quale Apple ha insistito in fase di presentazione: non è uniforme (cosa che per altro succede spesso). Avendo la fortuna di avere tra le mani 2 MacBook Pro 13 diversi (8/256 GB uno, 16/512 GB l'altro) ho potuto verificare come quest'ultimo offra prestazioni di lettura/scrittura superiori. Il modello da 256 GB si ferma intorno ai 2,7 GB/s in lettura ed ai 2 GB/s in scrittura (ma più spesso qualcosa meno). La variante da 512 GB invece arriva a 2,9 GB/s in lettura ed intorno ai 2,7 GB/s in scrittura. Non sono differenze abissali, non nell'ordinario, ma un po' possono incidere qualora dovreste esaurire la RAM ed appoggiarvi al disco.

Per completezza riportiamo anche i numeri di GeekBench 5: 1.740 in single-core, pienamente in linea con MacBook Air M1, e 7.700 in multi-core (contro 7.330 dell'Air), anche questo in linea con le aspettative.

Non staremo invece a ripetere la bontà di Wi-Fi 6, che continua ad essere quello con la ricezione migliore di tutti i notebook che abbiamo provato finora, con picchi fino 600 Mbps in download, anche a 2 muri di distanza dal router. Misure empiriche è vero, condizionabili da vari fattori, ma comunque ripetibili.

Schermo

Non ci sono novità rispetto al passato. È il solito bello schermo Retina, che non cambia risoluzione  (2.560 x 1.600 pixel) per nessun motivo al mondo (con l'autonomia dell'M1 si poteva azzardare anche un 4K) né rapporto di forma (16:10).

È un display IPS, con copertura completa dello spettro P3, ed una luminosità massima dichiarata di 500 nit (un po' meno, secondo le nostre rilevazioni). C'è un buon trattamento antiriflesso, nonostante il pannello lucido, che unito alla luminosità elevata rende lo schermo ben leggibile in ogni situazione.

C'è la regolazione automatica della retroilluminazione su 16 livelli, ma a volte l'abbiamo vista un po' incerta nelle situazioni più difficili: ad esempio con una finestra alle spalle e la nostra ombra proiettata quindi sul sensore, tende ad oscurare troppo il display. Per il resto è impeccabile.

Considerando le cornici che ci sono tutto attorno allo schermo, lo spazio per inserire un 14'' ci sarebbe, ed infatti mesi fa i rumor lo davano praticamente per certo, ma si sono rivelati finora solo un buco nell'acqua.

Solo una nota per chi non avesse mai visto da vicino il display di un MacBook: non aspettatevi colori eccessivamente sgargianti né contrasti molto elevati, perché non è questo il caso. Qui si prediligono di più la fedeltà ed il comfort visivo. La risoluzione del monitor infatti non è impostata sul valore massimo di default, ma scalata più grande, in modo da rendere i contenuti più definiti e leggibili, una scelta che potete benissimo modificare ma che è indice di come ragiona Apple.

Autonomia

Con un carico di lavoro medio/basso (browser sempre aperto con almeno 10 schede aperte fisse più tante altre aggiuntive, Telegram, saltuario uso di Photoshop e suite da ufficio) faccio 15/16 ore con una carica completa. Un'enormità rispetto alla media dei portatili di oggigiorno. Anche perché in questi compiti più basilari il MacBook Pro 13 "scheggia": ventola mai accesa e prestazioni fulminee sia nell'apertura che nell'uso delle app.

Sono valori in linea con il MacBook Air M1, ma qui abbiamo una batteria più grande del 17% circa, e quindi in questo contesto l'autonomia logicamente aumenta. Potreste infatti arrivare anche oltre questi valori, con un carico più leggero e tenendo d'occhio la luminosità del display che non vada troppo in su. C'è però un rovescio della medaglia.

MacBook Pro 13 M1 perde il 20% di carica con mezz'ora di esecuzione di Cinebench R23, ovvero 2 ore e mezzo circa sotto stress. Decisamente più del MacBook Air, che ne perdeva circa il 14/15% ogni mezz'ora, ovvero 3 ore e 30 circa di utilizzo intenso.

Come dicevamo prima, la "colpa" è della ventola, che permette al processore di stare sempre al massimo regime, con conseguenti maggiori consumi, che come abbiamo visto possono anche raddoppiare, a fronte di un tempo di elaborazione che non si dimezza certo rispetto all'Air. Ovvero: sotto stress MacBook Pro si scarica più velocemente.

A questo unite uno schermo che può essere più luminoso, e quindi incidere maggiormente sul consumo energetico, e nel complesso, con un utilizzo misto, alla fin fine i due notebook praticamente si equivalgono in quanto ad autonomia.

MacBook Pro ha un alimentatore da 61 Watt, il doppio dell'Air (30 W), anche se i tempi di ricarica, per quanto più rapidi, non sono certo dimezzati. In compenso il caricabatterie è decisamente più grande (quasi il doppio).

Esperienza d'uso

Mentre provavo il MacBook Pro 13, anche senza volerlo, non facevo altro che paragonarlo al MacBook Air; e non solo sul fronte delle prestazioni, che è il più ovvio e banale terreno di confronto al quale mi sono dedicato.

MacBook Pro ha un display un po' più luminoso di quello dell'Air. E si nota, anche senza metterli fianco a fianco. Mi è bastato lavorarci nello stesso ambiente e ho notato subito che, in caso di bisogno, c'era più luce, più contrasto per i riflessi, più leggibilità in condizioni difficili.

MacBook Pro suona un po' meglio. C'è più corpo negli speaker, più bassi (senza esagerare), ed anche la voce registrata dai microfoni è migliore, più piena.

MacBook Pro ha un trackpad un po' più grande. No, questo onestamente non si nota facilmente se non mettendoli fianco a fianco. Però, ad oggi, i MacBook sono praticamente gli unici notebook con i quali mi trovi ad usare sempre il trackpad, anche quando ho disponibile un mouse al mio fianco (fatta eccezione per i videogiochi, per ovvie ragioni).

MacBook Pro ha un'autonomia un po' superiore a quella di MacBook Air, con il mio stile tipico di utilizzo. Anche se si scarica più velocemente sotto stress. Ma di questo ho parlato già in dettaglio nel paragrafo dedicato.

MacBook Pro ha un'interazione un po' più immediata col sistema, grazie alla touch bar. La potete personalizzare come volete, in base a quelli che sono i toggle che usate di più, ed all'interno di alcune app in particolare può tornare utile. Non mi è piaciuto, ad esempio, che nel MacBook Air non ci fossero più tasti dedicati alla retroilluminazione della tastiera, mentre sul Pro li posso avere senza problemi. È una piccolezza ovviamente: la touch bar non è mai diventata una killer feature, e se da un giorno all'altro Apple decidesse di toglierla non credo che ci sarà certo una sollevazione popolare in merito. La si apprezza di più (forse) solo sul lungo periodo.

MacBook Pro è un po' più rumoroso di MacBook Air. Può sembrare una banalità, visto che sull'Air non c'è alcuna ventola, e quindi è ovvio che lo sia, ma la parola sulla quale dovete soffermarvi (casomai non fosse ormai abbastanza ovvio) è "un po'". La ventola del Pro è infatti o del tutto spenta nell'utilizzo quotidiano, o a malapena percepibile sotto carico medio. La sentirete solo tenendo al 100% l'M1 per qualche minuto, ed anche in quel caso è tutto fuorché rumorosa e fastidiosa. Nel complesso quindi, considerando i benefici in termini di performance apportati dalla ventola, il fatto che sia anche poco prona ad entrare in funzione e così silenziosa nel complesso, è un bonus non da poco.

Lavorare nel quotidiano con un notebook che di fatto è fanless, sempre freddo al tatto, ma ti garantisce prestazioni superiori alla media, è una sensazione meravigliosa. Quante volte sui portatili x86 avete sentito partire la ventola mentre stavate semplicemente guardando un video su YouTube o scambiandovi qualche dozzina di sticker su Telegram? Quante volte vi aveva dato fastidio tenerlo sulle ginocchia, o scriverci, perché troppo caldo? Con gli M1 questi problemi di fatto non esistono.

MacBook Pro è un po' più veloce dell'Air. Su questo punto potremmo soffermarci a lungo. Come abbiamo già trattato nel paragrafo relativo ai benchmark, c'è una differenza netta tra i due MacBook: il Pro è in grado di stare sempre al clock massimo, l'Air no, dopo nemmeno un minuto al 100% già va in throttling. Questo aspetto diventa però determinante solo quando il carico sul sistema si prolunga a lungo, ma non altrimenti.

Nelle nostre prove su Handbrake abbiamo un vantaggio di circa il 18% a favore del MacBook Pro, a fronte di un consumo istantaneo raddoppiato. È un po' di più, ma non così tanto. Sinceramente pensavamo che la perdita di oltre 1 GHz su tutti i 4 core ad alte performance avrebbe inciso ancora di più, ma i dati parlano chiaro. MacBook Pro è solo un po' più veloce di MacBook Air, ma soprattutto questa differenza emerge solo in certi contesti. Se non foste persone che "spremono" l'hardware su base regolare, potreste anche non accorgervene mai.

La velocità di avvio delle applicazioni (a tratti impressionante), l'uso della maggior parte delle funzioni che non richiedano grandi elaborazioni, i tempi di caricamento: tutto è praticamente uguale. Anche nell'applicare una serie di filtri su Photoshop non abbiamo notato tempi troppo diversi. Dovete "spremerlo" questo Pro, e solo allora capirete di che pasta sia fatto.

In alcuni contesi poi, è più la RAM a fare la differenza, che non la ventola sul processore. Avendo potuto provare anche il MacBook Pro con 16 GB, abbiamo visto come su Logic Pro X o in alcune funzioni di Photoshop o nel rendering su Premiere, ci fosse una lieve differenza a vantaggio del modello da 16 GB rispetto a quello da 8.

È difficile dare un giudizio sintetico sulla RAM dei nuovi M1, perché da una parte l'accesso alla memoria (SSD incluso) è così veloce che 8 GB bastano per cose per le quali su x86 vi avremmo consigliato di prenderne 16; dall'altra è pur vero che ci sono casi d'uso e software specifici che più RAM hanno e meglio performano. Se sapete di dover lavorare con file più grandi di 8 GB, ad esempio, è già questo un buon motivo per passare a 16 GB di RAM. Se sapeste di usare software che sfruttano molto la memoria, vale lo stesso discorso. Basta che non facciate paragoni troppo diretti col mondo Intel, perché sarebbero fuorvianti.

Anche per quanto riguarda il gaming, l'aggiunta di un core grafico rispetto alla base dell'Air qualcosa in più apporta, ma è l'ennesimo un po', non certo grande cambiamento. Rise of The Tomb Raider è più stabile sui 30 fps, Fortnite gira altrettanto bene, e Borderlands 3 a dettagli medi va in full HD a oltre 30 fps. C'è insomma di che divertirsi!

Per essere una GPU integrata è ottima infatti; dobbiamo scomodare i Tiger Lake per avere qualcosa di paragonabile nel mondo x86, ma il problema di fondo è che il gaming su macOS non è quello su Windows, in generale. Ed anche se voleste applicare la GPU alla sfera lavorativa, ci sono comunque dei limiti. Per esempio Premiere, anche nella sua prima beta per M1, non sfrutta sempre le API Metal, e quando non lo fa la differenza si nota eccome. Ci vorrà ancora del tempo perché il supporto software sia adeguato per questa GPU, anche più di quello che occorrerà per la CPU probabilmente.

[sentence_sx]MacBook Pro è il migliore, ma non è detto che sia "il migliore"[/sentence_sx]

In estrema sintesi: MacBook Pro è un po' più di MacBook Air, sotto ogni fronte. Eppure i più attenti di voi si saranno accorti che il voto di questo paragrafo è inferiore a quello dell'Air. Perché? Sostanzialmente per due motivi.

Il primo è che questa differenza non è generalmente troppo marcata. MacBook Pro è un po' di più, non tanto di più, sotto nessun aspetto. Non c'è una cosa che lui abbia e che lo faccia svettare rispetto all'Air, a meno che non passiate le giornate su Handbrake e affini, eppure lo pagherete almeno 280 euro in più.

Il secondo motivo è che proprio nella sfera professionale il MacBook Pro 13 mostra più il fianco, a dispetto del suo suffisso.

  • Il supporto multi-monitor è carente, a meno di non ricorrere a workaround.
  • Due sole porte USB-C sono poche, soprattutto per chi lavori con vari accessori, che dovrà inevitabilmente ricorrere a dongle/hub. Inoltre non sono più Thunderbolt, e non è detto che non possiate avere qualche problemino di compatibilità con alcuni accessori.
  • Non potete usare GPU esterne, il che significa che siete bloccati con la scheda integrata, che per certi compiti è per forza di cose sotto dimensionata.
  • Non potete avere più di 16 GB di RAM, un problema evidente proprio nell'ottica di professionisti che lavorino magari con file più grandi di 16 GB o comunque con software che sfruttino alti quantitativi di memoria.
  • Niente virtualizzazione (per ora), niente Windows, qualche possibile problema di compatibilità di alcune app con Rosetta 2.

Ovviamente, se non aveste bisogno di nessuna di queste funzioni, allora per voi il discorso non vale. E sia chiaro che sono tutti vincoli che si applicano pari pari anche al MacBook Air, ma che riguardano principalmente l'utente professionista, cioè colui che teoricamente dovrebbe rivolgersi proprio al modello Pro.

Non a caso Apple continua a vendere ancora la variante più potente del MacBook Pro 13 Intel, che non ha nessuno di questi problemi, anche se non per questo ve lo consiglieremmo ad occhi chiusi. Il suo rapporto prezzo/prestazioni non si avvicina infatti nemmeno lontanamente a quello della variante M1, visto che costa anche sensibilmente di più (si parte da 2.229€, ma se aveste appunto bisogno di 32 GB di RAM ci vogliono almeno 2.689€). Però è pur vero che se aveste bisogno di un MacBook ed al contempo di una o più delle funzioni appena descritte, le scelte non sono molte.

Arriveranno senz'altro altri modelli il prossimo anno, che probabilmente risolveranno tutti (o almeno parte di) questi limiti, ma per adesso i più "scontenti" del MacBook Pro rischiano di essere proprio gli utenti Pro. O almeno parte di essi. Se non doveste sentire l'esigenza di niente di quanto appena elencato, MacBook Pro è lì che vi aspetta. È il MacBook più vicino alla "perfezione" di sempre, anche se, come abbiamo appena visto, la perfezione ha molte facce.

Per questo motivo ritengo l'Air il più riuscito dei nuovi MacBook con M1, pur essendogli il Pro superiore in tutto. L'Air è quello più rivoluzionato rispetto alla generazione precedente, quello che ora fa cose che il precedente modello proprio non poteva fare. Per il Pro non vale esattamente questo stesso discorso, pur essendo comunque molto migliorato ed anche più conveniente di prima, in termini di prezzo/prestazioni.

Solo una nota finale prima di concludere. Non mi sono soffermato su Big Sur, sul supporto alle app per iPhone/iPad, e su altri dettagli identici al MacBook Air per non appesantire ulteriormente la trattazione. Vi consiglio di leggere la sua recensione e magari anche la prova dedicata alle app, che per inciso ora sono migliorate e disponibili tutte a pieno schermo.

Prezzo

MacBook Pro 13 M1 parte da 1.479€ contro i 1.159€ dell'Air. 320 euro di differenza non sono pochi, per tutti quegli "un po'", ma è innegabile che l'esperienza complessiva sia superiore. La differenza è anche dovuta al fatto che l'Air base usa un M1 con un core grafico disattivato; se andiamo a prendere due configurazioni con hardware identico, la differenza tra Air e Pro si riduce a 280€, che ancora pochi non sono, ma diventano comunque più giustificabili.

Personalmente la vedo così: l'Air base è un ottimo notebook, uno dei migliori in assoluto del mercato, anche in relazione al prezzo. Se riusciste a farvi bastare quei 256 GB di spazio di archiviazione, e se non foste utenti che mettono spesso sotto torchio il proprio notebook, prendete l'Air e vivrete felicissimi.

Se però i 256 GB di storage fossero troppo pochi e se foste sicuri che 8 GB di RAM non vi bastassero, allora, anziché stare a "pompare" l'Air, passate direttamente al Pro. Avrete qualcosa in più sotto tutti i fronti, e probabilmente, prima o dopo, quel "un po' di più" vi tornerà utile.

Purtroppo, per adesso, non confidate in sconti su Amazon perché nemmeno si trovano: dovrete rivolgervi direttamente ad Apple, che comunque vi offre maggiori possibilità di personalizzazione.

Foto

Giudizio Finale

MacBook Pro 13 M1

MacBook Pro 13 M1 è il notebook perfetto, o quantomeno quello che più ci si avvicina, ma solo per un certo tipo di "professionista", ovvero colui che possa davvero fare a meno di Intel, con tutto ciò che questo comporta. In caso affermativo, vi troverete davanti ad un laptop che fino a pochi mesi fa potevate solo sognare. Grande autonomia, grandi prestazioni in ogni contesto, silenzioso, e curato in ogni dettaglio come (solo) Apple sa fare. Se potete accettare i suoi vincoli, non potrete non amarlo per tutto il resto.

Sommario

Costruzione 8

Tastiera e touchpad 8.5

Hardware e benchmark 10

Schermo 8.5

Autonomia 9

Esperienza d'uso 9

Prezzo 7.5

Voto finale

MacBook Pro 13 M1

Pro

  • La ventola c'è, ma non si sente
  • Battery Champion
  • Un po' di più dell'Air, sotto tutti i punti di vista
  • Prestazioni costanti in ogni situazione

Contro

  • Meno conveniente dell'Air
  • Due sole USB-C sono poche
  • Limiti hardware (solo 2 USB-C, max 16 GB RAM)
  • Ancora alcuni problemi di incompatibilità rispetto ai notebook x86

Nicola Ligas
Nicola Ligas Nicola scrive, e parla. Molto. Solitamente non nello stesso momento. Spesso parla di ciò che scrive, e scrive di ciò di cui parlerà. No, Nicola non è un bambino di 6 anni, anche se non gli dispiacerebbe tornare a quell'età.

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