8.8

Recensione MacBook Pro 16: per molti, ma non per tutti (foto e video)

Nicola Ligas -




Recensione MacBook Pro 16

Questa recensione del MacBook Pro 16 è diversa. Non da quelle della concorrenza, ma dalle altre nostre in generale. Il video qui sopra si è concentrato infatti non solo sul laptop in sé, ma anche sui suoi utenti. Sì perché spesso chi sceglie una macchina del genere lo fa con maggiore cognizione di causa di quanto non si possa pensare, perché nel suo ambiente non ha quasi alternativa. Non a caso nel video di presentazione del MacBook Pro 16 ci sono solo fotografi e musicisti, ed è proprio a loro che mi sono rivolto; ma per capire di preciso a cosa mi riferisco dovete vedere il video qui sopra, il resto della recensione scritta sarà molto canonico, anche solo per dovere di completezza.

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9.0

Costruzione

Il nuovo MacBook Pro 16 è il primo di una nuova specie. Si potrebbe definirlo un MacBook Pro 15 ingrandito, e per molti versi è così. A crescere è soprattutto la profondità, mentre larghezza e spessore cono ancora nell’orbita di 15” tradizionali. Anche il peso cresce, ma era quasi inevitabile. In ogni caso siamo sotto i 2 Kg e di fronte ad un 16”, quindi ampiamente in media, se non sotto.

Più che altro aver comunque allargato tutto lo chassis è stata una buona scusante per Apple per ripensare diversi aspetti. A cominciare dalla nuova dissipazione termica, che dà i suoi frutti, passando per i 6 altoparlanti ed i microfoni “ad alte prestazioni”, fino alla tastiera che torna al meccanismo a forbice (seppure riprogettato), per arrivare alla gigantesca batteria da 100 Wh, la più grande che Apple potesse metterci.

C’è tanto di nuovo insomma, nel nuovo MacBook Pro 16, questo a dispetto di un design che è lo stesso del passato, e di una robustezza generale che rimane pressoché ineguagliata. E Considerando proprio le novità sotto al cofano, non posso che rammaricarmi che non sia tornato anche un slot SD, considerando proprio il target cui si rivolge questo notebook. Nel 2020 avere solo porte Thunderbolt 3 può anche andare bene (a patto di avere i cavi giusti), ma proprio in qualità di fotografo e videomaker in erba l’assenza di un lettore di schede SD rimane a mio modo di vedere la più penalizzante.

Video Unboxing

9.0

Tastiera e touchpad

La nuova Magic Keyboard è in realtà la vecchia, ridisegnata. Apple fa sparire anni di iterazioni della Butterfly, che purtroppo non ha mai raggiunto la maturità che avrei auspicato, tornando ad un meccanismo a forbice riprogettato. La corsa dei tasti rimane piuttosto corta, con appena 1 mm di escursione, e la stabilità granitica della scocca del MacBook aiuta a rendere piacevole scrivere su questa macchina. Se avete la scrittura molto pesante però, tanta rigidità potrebbe essere un po’ fastidiosa.

L’esperienza di digitazione è quindi più familiare della Butterfly: un pregio per molti versi, ma viene così meno anche la sua unicità, che alcuni, come il sottoscritto, apprezzavano. Torna anche il tasto fisico ESC, in passato erroneamente inglobato nella touchbar, e tornano le frecce direzionali a T rovesciata, altro particolare che a quanto pare il pubblico voleva, ma sul quale personalmente non avevo aspettative. Nulla da ridire poi sulla retroilluminazione, che rimane sempre tra le migliori e soprattutto la più modulare, con ben 16 step di luminosità (anche troppi).

Subito sotto c’è lui, il touchpad più gargantuesco che ci sia. Il force touch la fa sempre da padrone, le gesture sono le stesse di sempre, ed il piacere di utilizzo rimane quindi immutato. Non perde mai un colpo, né al tocco né al clic, è scorrevole, ed il palm rejection è buono (non impeccabile al 100%, ma mai fastidioso). Le sue dimensioni spropositate potrebbero appunto essere giudicate eccessive dai più, ed in buona parte è vero, ma sono anche parte della ragione per cui preferirete usare lui rispetto ad un mouse nella maggior parte dei casi. Peccato che, lato software, Apple non aggiunga nuove gesture da anni.

9.5

Hardware e benchmark

Apple offre sempre numerose possibilità di personalizzazione, e sul sito dell’azienda potrete divertirvi a configurare il MacBook dei vostri sogni. Il modello da noi provato è uno dei più potenti (4.600€), riassunto come sempre qui sotto.

  • Schermo principale: 16” Retina Display (3.072 x 1.920 pixel, 226 ppi)
  • CPU: Intel Core i9-9980HK
  • GPU: Radeon Pro 5500M con 8 GB GDDR6
  • RAM: 32 GB DDR4 (2.666 MHz)
  • Memoria interna: 2 TB SSD PCI-e NVMe
  • Webcam: 720p@30fps
  • Connettività wireless: Wi-Fi ac, Bluetooth 5.0
  • Porte: 4x Thunderbolt 3, jack audio
  • Batteria: 99,8 Wh
  • Peso: 1.966 grammi
  • OS: macOS 10.15.3 Catalina

Siamo di fronte ad uno dei portatili più potenti che possiate trovare in commercio, non tanto sul fronte GPU, come vedremo a breve, quanto per tutto il resto. L’unico elemento forse un po’ stonato in questa scheda tecnica è quella webcam ferma ormai da anni, che evidentemente non ha goduto del rinnovo generale. È un dettaglio che forse non interesserà a tutti, ma chi la utilizzi per lavoro o meno non sarà soddisfatto.

  MacBook Pro 13  ZenBok Pro Duo MSI Trident X
GeekBench single-core  5.300 5.170 5.830
GeekBench multi-core  30.300 22.555 29.500
GeekBench GPU  102.000 (Radeon 5500) 200.000 (RTX 2060) 289.000 (RTX 2080)
Crystal Disk lettura  3.420 MB/s 3.425 MB/s 3.400 MB/s
Crystal Disk scrittura  3.300 MB/s 2.386 MB/s 1.970 MB/s

Il core i9-9980HK mostra i suoi muscoli soprattutto nel multi-core, forte dei suoi 8 core appunto, che distanziano le soluzioni six-core (es. i7-9750H sullo ZenBook) che troviamo su molti concorrenti e tengono testa tranquillamente a processori di classe desktop come il  core i7-9700K montato sul Trident X. Come da tradizione poi, Apple non trascura la velocità di I/O, con un SSD che si colloca al vertice della categoria non solo in lettura, ma soprattutto in scrittura.

La Radeon Pro 5500M nel modello in prova è la GPU più potente disponibile per i MacBook, con 8 GB di RAM, ma nonostante questo la distanza rispetto alle soluzioni NVIDIA RTX è evidente. Tenete comunque conto del fatto che il gaming su macOS non è quello su Windows, e che nella maggior parte dei contesti la Radeon è ben più che sufficiente. Se però ci spostiamo in ambito di grafica 3D, allora più che su soluzioni RTX dobbiamo pensare alle NVIDIA Quadro, e lì il quadro cambia (gioco di parole voluto – NdR).

9.5

Esperienza d'uso

Apple ha finalmente ascoltato gli utenti“. Alzi la mano chi ha già sentito frasi simili in riferimento al MacBook Pro 16! Io onestamente non penso che Apple fosse sorda gli anni passati, e che sia improvvisamente diventate ricettiva. Penso che l’azienda abbia, come sempre, cercato di imporre un suo modello, che poi non sempre ha incontrato il favore del pubblico, ed ora, volendo stupire con un 16”, che abbia avuto l’occasione giusta per ripensare alcune cose che in passato non avevano convinto tutti.

Parlo intanto della tastiera, che dice addio alla Butterfly (ma di questo abbiamo già discusso) e non secondariamente del sistema di raffreddamento, che in passato era stato tanto contestato sull’ultimo MacBook Pro 15 in particolare. E quale migliore occasione di un cambio di chassis, per aggiungere un pollice in più, per rivedere anche ventole ed heat pipe. E la differenza si sente. Apple afferma che grazie al nuovo design delle ventole il flusso d’aria è aumentato del 28%. Unite questo al dissipatore del 35% più grande, ed il nuovo MacBook Pro 16 è così in grado di sostenere fino a 12 watt in più rispetto al precedente modello.

Onestamente non posso confermare tutti i numeri di Apple, ma posso dirvi che questa macchina è in grado di reggere piuttosto bene un i9 come quello in prova, il che non è da tutti. Questo non vuol dire che il processore giri sempre alla massima frequenza possibile (5 GHz di picco in turbo), ma che comunque non ci sono mai crolli vertiginosi, nemmeno sotto stress prolungato (2 GHz su tutti gli 8 core, in media), e con temperature che sono stabilmente sotto i 90° e difficilmente si spingono sui 100° del precedente design. Anche le temperature superficiali sono buone, con picchi più intensi sul retro e nella parte centrale della tastiera. In quest’ultima siamo intorno ai 45° sotto stress test, che un po’ si fanno sentire ma non così tanto da arrecare disturbo.

Produttori musicali, fotografi, video editor, sviluppatori, ricercatori: sono questi i target di Apple e ciascuno di questi potrà godere di un sensibile aumento di performance nei suoi programmi di riferimento, soprattutto se ottimizzati per macOS. Ed anche in software multi piattaforma come Adobe Premiere, MacBook Pro 16 ha fatto registrare nei nostri test tempi di esportazione record, in grado di superare anche macchine desktop come quella di MSI nella tabella sopra. Parliamo di 9 minuti e 20 secondi per esportare un filmato 4K@60fps di 10 minuti e mezzo. Chiunque utilizzi Premiere, anche su Windows appunto, sa che si tratta di un tempo davvero eccellente. E questo è solo un esempio appunto “nel caso peggiore”. Utilizzando Final Cut ed altri software Apple avrete prestazioni ancora migliori nei rispettivi campi.

Apple ha insomma risolto in un colpo solo il principale problema del passato, ovvero le prestazioni, che in una macchina del genere non devono essere un problema per sua stessa natura. In più adesso abbiamo uno schermo ancora più grande, per quanto di un solo pollice (che comunque si nota), una tastiera che promette maggiore affidabilità della Butterfly, ed un impianto audio da effetto wow. Ascoltare musica o anche un semplice podcast dagli speaker di questo MacBook è un’esperienza di sicuro impatto. Apple è riuscita a donare spazialità al suono, senza farlo sembrare finto con un surround eccessivo, e la potenza dei bassi c’è molto più della media, e soprattutto sono puliti.

Pulizia del suono: questa è la più grande dote di questo sistema a 6 speaker, con i woofer a “cancellazione forzata”, che in pratica utilizzano due altoparlanti contrapposti per auto-annullare a vicenda le vibrazioni che possono produrre distorsione nel suono. Non parlerei tanto di alta fedeltà, che è un termine fuorviante, quanto appunto di pulizia ed effetto wow proprio, perché da un portatile non vi aspettereste qualcosa del genere. Forse è anche un overkill, perché comunque più di tanto non ci farete, ma è un segno comunque dell’attenzione al dettagli di Apple, che non ha lesinato nemmeno sui microfoni, dei quali ho apprezzato in modo particolare la riduzione dei rumori di fondo; anche qui, senza scomodare scomodi paragoni con i microfoni da studio (gioco di parole voluto – NdR).

Prestazioni, piacere visivo, piacere sonoro e piacere di digitazione. MacBook Pro centra praticamente tutte le caselle importanti per un’ottima esperienza d’uso, il che non è da tutti. Si può sempre migliorare, ma la completezza raggiunta rimane elitaria. E non c’è altro da aggiungere.

9.0

Schermo

I pannelli di Apple fanno sempre scuola ed in generale c’è poco di cui lamentarsi anche su questo MacBook Pro 16, che semplicemente si allarga di un pollice rispetto al passato. Le cornici sono state un po’ ridotte, per cercare di non incidere troppo sulle dimensioni complessive, anche se abbiamo visto ancora di meglio in alcuni concorrenti. La luminosità massima arriva a sfiorare i 500 nit, la calibrazione di fabbrica è buona (delta E comunque inferiore a 3) ed il supporto allo spettro di colore P3, tanto caro ad Apple, è quasi completo.

La resa dei font è sempre encomiabile, ed uno dei motivi per cui è tanto piacevole utilizzare un MacBook per leggere e scrivere. E poi c’è il True Tone, che in pratica è un filtro luce blu fatto bene, molto naturale, che esalta ulteriormente il comfort visivo. La taratura dei colori invece potrebbe non accontentare tutti. Al contrario di alcuni rivali, che puntano su maggiore saturazione e contrasto, Apple rimane più neutra, fornendo sì tanti dettagli, un buon intervallo dinamico e neri profondi, ma colori meno “pop”. Affiancando un XPS 15 (anche non OLED) al MacBook Pro 16 la differenza è evidente. Onestamente apprezzo la fedeltà e la coerenza di Apple, che propone tutti dispositivi (inclusi gli iPhone) con colori consistenti, e chi lavora davvero con il monitor farà altrettanto. Se parliamo però di puro piacere visivo personale, la cosa si fa più soggettiva.

7.5

Autonomia

Apple ha fatto tutto ciò che poteva per massimizzare l’autonomia di questo MacBook Pro 16, il problema semmai è rappresentato dal resto dell’hardware. Il modello che abbiamo in prova, uno dei più potenti, arriva ad assorbire quasi il massimo consentito (100W) sotto carico, ed infatti nonostante la gigantesca batteria da 100 Wh gli stress test fanno spegnere il MacBook in meno di 2 ore. Il consumo con invece il mio normale lavoro, fatto di tanta navigazione, chat, e un po’ di fotoritocco, si aggira sul -13% l’ora.

Si tratta insomma di un valore un po’ “bastardo”, se mi passate il termine, perché non mi fa arrivare serenamente al termine della giornata lavorativa. Alcuni giorni ce l’ho fatta, altri meno, ma dipende anche in buona parte dai software che userete. Già un Safari fa molta differenza (in positivo per lui). In generale questo discorso vale un po’ per tutti i software nativi per macOS, che non solo rendono meglio, ma consumano meno, e spesso in modo significativo su entrambi i fronti. Meglio il discorso sullo streaming video: un’ora di Netflix porta via circa l’8% su Chrome. Probabilmente le configurazioni più base possono offrire qualcosina in più in termini di autonomia, ma niente che davvero faccia svoltare dal giorno alla notte.

7.0

Prezzo

Il modello che abbiamo in prova costa 4.599€. Sono tanti, è innegabile. Gli upgrade di RAM ed SSD sono i più incisivi, perché il prezzo di partenza è comunque sensibilmente inferiore (2.799€), e più “giusto” in generale (e diventano ancora di meno su Amazon).

Chi compra un MacBook però (spesso) sa cosa compra ed è disposto a spendere qualcosa di più proprio alla luce di quella affidabilità che non è detto ritrovi altrove. Il discorso si farebbe lungo, ma ho già dedicato buona parte del video proprio a parlare di questi concetti, e non mi dilungherò nuovamente adesso.

Foto

Giudizio Finale

MacBook Pro 16

8.8

MacBook Pro 16

MacBook Pro 16 è il notebook professionale più perfetto che Apple abbia mai realizzato. Ci sono passi in avanti su praticamente tutti i fronti, ed il piacere d'uso è davvero completo, a 360°. La perfezione però non è di questo mondo, ed anche lui qualche margine di miglioramento ce l'ha, ma Apple ha davvero fatto tutto ciò che poteva. Gli utenti Pro che vogliano usare un MacBook hanno oggi un nuovo punto di riferimento, che spazza via il passato, per di più ad un prezzo che non rincara, il che non è poco (in tutti i sensi).

di Nicola Ligas
Pro
  • Dissipazione efficace
  • Audio da effetto "wow"
  • Che schermone!
  • Addio alla Butterfly
Contro
  • Prezzo elevato (soprattutto gli upgrade)
  • No slot SD
  • Autonomia non per forza da tutto il giorno
  • Ridatemi la Butterfly!

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  • Gieffe22

    Beh, il video voleva smentire dei punti caldi in tema di critiche mosse al mbr (tra cui anche io stesso molte volte, non so se ricordi il mio altro commento dell’altra volta), ma in realtà il ragazzo con la camicia rossa (apple user!) non fa altro che evidenziare quel che dicevo io: si è tirato in causa il fatto che apple non sia propriamente ormai destinata ad un target pro (li si è portato l’esempio del trashcan, ma in realtà ce ne sarebbero ben di più calzanti), nonchè il problema di throttling (presente eccome, e non solo termico ma anche energetico, ben più grave per certi versi), ma il ragazzo mi ha letteralmente stupito quando ha fatto notare la mancanza di una soluzione nvidia, ad oggi, fuor dalla mia bocca, è la prima volta che FINALMENTE qualcuno fa notare quanto sia inadeguata amd sotto il versante produttivo foto-video, vuoi per l’assenza di cuda, vuoi per l’assenza di nvenc, vuoi per l’assenza di una gpu che valga davvero i soldi chiedi dentro la scocca di macbook (ci rendiamo conto che la 2070 max-P montata sul mio laptop va di più di metà lineup delle gpu montate sul più grande e costoso mac PRO da oltre il triplo del prezzo del mio laptop, e parliamo di numeri, non di dati soggettivi!). Si può difendere quanto si vuole apple sull’ottimizzazione software, ma torno a ripetere, che non puoi cavare sangue da una rapa, se hai una fiat 500, e la ottimizzi, diventa una 500 abarth, ma una 500 abarth non può comunque competere contro una nissan skyline, magari più rozza, ma di ben altra caratura prestazionale.

    E l’esempio più calzante, per far capire quanto siano inadeguate a oggi quelle rx5500-5300 tornano ad essere i macbook di precedente generazione. Fino all’anno scorso apple vendeva ad oltre 2000 euro prodotti con radeon 550 e 560x, del gpu infami per quanto scarse, e guardate oggi in che situazione si ritrova un possessore di mb pro con 560x, che appena esce fuor dal finalcut di turno viene letteralmente umiliata da prodotti che costavano la metà ai tempi (parlo di laptop con 1060 e 1070, prodotti che tutt’oggi clamorosamente tengono testa a quelle 5500). Ora, la differenza che c’era tra una 560x e una 1060, è praticamente la medesima che oggi corre tra una 5500 e una 2070-2080max q (se non maggiore in realtà ad oggi). E in mondo audio video con software che ormai puntano più alla gpu che alla cpu (vedasi combo di 8750h+2070 che asfaltano malissimo in rendering e in 3d l’altra combo con i9 e 2060/1660 ti) avere una gpu colossalmente più “capable” fa tanto.

    Questo macbook per esser realmente pro, fuor dall’ottimo display, valore aggiunto rispetto a tanti rivali con schermi passabili ma non comparabili in mondo foto-video, dovrebbe avere due cose obbligatorie, e una quasi obbligatoria:
    1= un alimentatore vero e proprio piuttosto che un carica batterie da cellulare dopato (cosi da evitare il power throttling nei task in cui gpu e cpu lavorano insieme)
    2=almeno una rx5700 per restare in ambito amd (ma anche qui, si perdono feature set importanti che solo nvidia offre in ambito professionale)
    3=un sistema di heatpipes quantomeno al livello dei migliori rivali che usano 3-4-6 heatpipes, e alcuni addirittura camere vapor chamber (razer blade pro), cosi da evitare il thermal throttling sotto forti wattaggi costanti.

    Fin quando apple non sarà in grado di assicurare tutto questo, personalmente, da fotoamatore e gamer nel tempo libero, ahimè, non posso considerarla nemmeno un opzione valida, al netto di miti, usi e costumi sul SO, che ci trasciniamo dietro ormai da anni e anni, vuoi a ragione alle volte, vuoi nettamente a torto sulle altre.

    Ci rendiamo conto che una macchina come la mia, potente 2.5/3 volte una 5500m, in ambito macbook non solo non esiste, e nel caso migliore ci troviamo di fronte a prezzi triplicati?
    Io personalmente (che ahimè ritengo imprescindibile il rapporto componenti hw-costo piuttosto che un logo) ho speso 1850 euro 1 anno fa per un 8750h+32gb 2666+2070 max-p+512gb nvme+1tb ssd sata (sostituito da me e incluso nel costo scritto su del pc)+ classico schermo 1080p 100% srgb (unica cosa che invidio ad un mac, lato densità e parzialmente colorimetrico, visto che il pc lo uso attaccato ad uno schermo 90% dci p3 e fuor di qualche frequenza non si nota grossa differenza avendo comunque delta E buoni per singolo colore). Questa configurazione, se la mimo sul configuratore apple viene fuori a “soli” 4239 euro, nonostante l’enorme deficit di gpu che separa la 5500 dalla mia 2070. 1850 euro contro 4200 euro, cioè 2.5 volte il costo di quanto ho pagato io per una macchina che non va in throttling manco sotto tortura, che ha un alimentatore con wattaggio adeguato alle componenti, e con una scheda video (con tanto di 2 uscite video dedicate) che mi permette di avere un desktop setup nella mia postazione. Io stesso uso gigapixel, e la 2070 lo blasta come una pazza in fase di elaborazione.

    Per carità, ripeto, parlatemi di ottimizzazione software, di miti, di poesie, ma una macchina con un deficit doppio lato grafico, pagata quasi 3 volte tanto, con upgradabilità inesistente (volendo quà con altre 200 euro posso facilmente montare uno dei migliori ssd nvme in commercio tra cui i nuovi pci 4.0 retrocompatibili al 3.0, beneficiando comunque dei nuovi controller di memoria). Vogliamo parlare dell’assenza di wifi6 AX su una macchina pagata 4000 euro? Anche là, io con 30 euro posso aggiornare domani ad un wifi 6 AX quando cambierò router, e dopodomani ad un wifi 7 DCFGPX o come si chiamerà.

    Nel video viene citato anche il chip t2, come un plus, ma perchè non dire anche che il t2 ad oggi è soggetto a insulti di possessori arrabiati perchè lo stesso causa crash, os che non si avviano, perdite di dati, e chi più ne ha più ne metta (e non lo dico io, ci sono anche class action a riguardo). Se il plus deve diventare una rovina, meglio non averlo proprio.

    E’ più forte di me, non è questione di partire prevenuti, ma io tolto l’ottimo schermo, ripeto, di questi macbook poco pro, non solo non invidio nulla, ma oltre a stigmatizzarne i limiti in ambito longevità, li ritengo anche un insulto a chi un minimo si fa qualche domanda sulle componenti montate.

    Piuttosto, ritengo ben più interessanti gli msi gs66 presentati qualche giorno fa che ormai si è capito monteranno le nuove gpu super di nvidia, e se già con una 2070 maxp il gap da una 5500 va dal doppio al triplo, con una 2070 super maxp saliamo a oltre il triplo facilmente.
    MAI DISANCORARE LE SPECIFICHE, MAI RAGAZZI. Se domani avrete sotto la scocca una 2070, nel caso in cui il photoshop di turno verrà meglio ottimizzato lato uso gpu (e adobe ha affermato di star lavorando molto in tal senso, visto che è l’unica rimasta indietro anche in ambto premiere rispetto a da vinci resolve), una 2070 vi farà andare il pc 4-5 volte più di quanto vada già oggi; ma se in questo ipotetico futuro voi avrete una 5500m sotto la scocca, se vi andrà bene andrete il doppio, non 4-5-6 volte tanto come accaduto proprio in questi mesi con resolve, o con i codec nvenc usati anche in altri ambiti.

    Granum salis. Sempre.