Recensione Mario + Rabbids Sparks of Hope: una meraviglia italiana

Ubisoft e Nintendo di nuovo insieme per uno strategico che è più di uno strategico
Recensione Mario + Rabbids Sparks of Hope: una meraviglia italiana
Giorgio Palmieri
Giorgio Palmieri

Recensione Mario + Rabbids Sparks of Hope

Lavorare con due proprietà intellettuali come Super Mario e i Rabbids di Ubisoft non deve essere facile. Farne poi una propria interpretazione narrativa, con due serie in cui la storia è spesso terzaria, è una sfida ancor più ardua. E se quella interpretazione fosse frutto dell'Italia? La risposta è Mario + Rabbids Sparks of Hope su Nintendo Switch, seguito di Mario + Rabbids Kingdom Battle. Ecco la nostra recensione!

PRO

  • Sistema di combattimento evoluto
  • Gli Sparks offrono una buona personalizzazione
  • Carismatico nell'estetica e non solo
  • Longevo e sempre stimolante

CONTRO

  • Qualche singhiozzo nella fluidità
  • I personaggi Nintendo potevano essere più sfruttati

Scheda videogioco

  • Publisher Ubisoft
  • Sviluppatore Ubisoft Milano, Ubisoft Parigi
  • Genere Strategia
  • Numero giocatori 1
  • Lingua Italiano
  • Disponibile su

Storia

Mario + Rabbids Sparks of Hope è un videogioco strategico nel quale la storia fa da collante alle battaglie a turni. La potenza della sua narrativa la si percepisce nella simpatia delle sequenze di intermezzo, non di certo per la sua premessa alquanto semplicistica: un'entità di nome Cursa sta spargendo materia oscura per i mondi, traendo energia dagli Sparks, un incrocio tra gli Sfavillotti di Mario Galaxy e i Rabbids stessi. 

Mario, Luigi, Peach e i Rabbids, cloni delle loro controparti Nintendo, decidono dunque di mettersi in viaggio nuovamente per la galassia in maniera tale da dissipare l'oscurità. I personaggi non vivono solo per la loro caratterizzazione estetica e per la loro fama che li precede, perché sono i filmati a dare loro il giusto carisma, ma questo vale soprattutto per i Rabbids, in quanto le icone Nintendo svolgono un ruolo più marginale.

La comicità c'è, strappa sempre un sorriso per i teatrini dei coniglietti, con delle storie dei mondi più interessanti rispetto al passato, che creano una mitologia leggera apprezzabile da tutti.

Giocabilità

La giocabilità di Mario + Rabbids Sparks of Hope si differenzia dal predecessore dall'adozione di un sistema di combattimento a turni privato delle caselle, dove è possibile muovere i personaggi in specifiche aree a seconda del loro raggio di spostamento.

Le truppe possono dunque muoversi ed eseguire azioni in tempo reale, come saltare sulle teste dei propri compagni per raggiungere punti più lontani o effettuare una scivolata per attivare una Bob-omba e scagliarla contro i nemici. In più, ogni personaggio può agire due volte per ogni turno, selezionando attacchi e abilità.

Il rinnovo del sistema di combattimento è azzeccato e dà vita ad una serie di situazioni differenti tra loro, le quali crescono man mano che si avanza nel gioco. Si respira aria di novità in ogni dove, grazie ad un'azione più dinamica e flessibile, ma non per questo meno strategica: ci si può sempre riparare dietro le coperture, che sono distruttibili, e la buona riuscita del colpo dipende da una serie di valori precisi che ipotizzano se un attacco potrebbe andare a segno o meno.

I personaggi, inoltre, sono differenziati in maniera eccellente: Mario possiede due blaster ed è molto versatile, mentre Luigi vanta un arco il cui danno è direttamente proporzionale alla distanza del suo bersaglio. Rabbids Peach e Peach stessa sono due ottimi eroi di supporto, ma ci sono anche le novità come la spadaccina Edge, una delle personalità più caratterizzate di questa seconda avventura. 

L'esplorazione poi adotta una navigazione identica, dove Mario e i suoi amici possono spostarsi liberamente nelle mappe, ma in un disegno dei livelli estremamente più articolato, che premia i più curiosi e mette in piedi missioni secondarie ed enigmi ambientali ben contestualizzati. La qualità dell'esperienza fuori dalle battaglie, insomma, è migliorata notevolmente rispetto al predecessore.

Contenuti

L'offerta garantisce almeno 30 ore di contenuti per quanto riguarda campagna ed una parte di missioni secondarie, ma ne sono necessarie molte di più per il completamento dei compiti collaterali.

La progressione non è approfondita come altri illustri colleghi, ma è perfetta per chi si avvicina al genere ancor più del precedente capitolo. Questo perché il gioco aggiunge gradualmente complessità alla formula, spiegando le abilità e i personaggi con un ottimo lavoro sull'interfaccia, e introducendo nuove meccaniche e nemici a cadenza regolare, per un livello di difficoltà sì, personalizzabile su tre livelli, ma già stimolante e bilanciato a quello standard.

Gli eroi, inoltre, accumulano punti abilità salendo di livello, che possono essere distribuiti in vari alberi di talenti specifici per personaggio. Inoltre, la dotazione è personalizzabile con gli Spark, che strizzano l'occhio alle Materia di Final Fantasy VII. Equipaggiandoli, infatti, otterrete un'abilità attiva e una passiva, per una quantità di combinazioni davvero ragguardevole se paragonata a Kingdom Battle: ci sono quelli che migliorano la scivolata, altri che aggiungono effetti elementali, addirittura alcuni che donano l'invisibilità per un paio di turni.

Sperimentare combinazioni differenti è il motore del divertimento e spinge a cambiare Sparks ed eroi costantemente.

Grafica

La grafica di Mario + Rabbids Sparks of Hope è simile a quella del predecessore in termini di dettaglio, ma gli artisti hanno lavorato sulla caratterizzazione dei mondi e sul bestiario, per un'estetica adorabile. Ci sono particellari più complessi ed animazioni più energiche, ma in linea generale l'impatto non si discosta troppo dal già ottimo Kingdom Battle. Pur apprezzando la maggiore grandezza delle mappe, si evincono dei piccoli cali nelle fasi esplorative. Nulla di troppo grave, anche perché la pulizia a schermo è notevole.

Sonoro

I motivetti musicali del gioco ricordano i giochi di ruolo di Square Enix, con temi epici nei combattimenti e di tensione quando ci si scontra contro i boss. Il merito di queste splendide musiche è di un trittico magico, composto da Grant Kirkhope (che ha lavorato a molti giochi di Rare), Gareth Coker (compositore, tra i tanti, della meravigliosa colonna sonora di Ori) e Yoko Shimomura, nota per aver realizzato i brani di Kingdom Hearts, altro apprezzatissimo crossover videoludico.

Come se non bastasse, adesso i Rabbids parlano in italiano. Molte linee di dialogo sono doppiate, ma questo vale solo per un numero limitato di personaggi. Gli eroi Nintendo, ad esempio, si limitano a poche righe e alcune battute recitate in inglese durante le battaglie, null'altro. La localizzazione in italiano, in ogni caso, è ottima.

Prezzo

Mario + Rabbids Sparks of Hope è disponibile su Nintendo Switch a 59,99€, il classico prezzo dei Tripla A di Nintendo. Oltre alla versione standard, vi è quella Gold che include dei contenuti cosmetici e il Season Pass: questo racchiude i 3 futuri DLC, tra cui uno dedicato al mitico Ray Man.

Mario + Rabbids Sparks of Hope - Trailer

Mario + Rabbids Sparks of Hope - Screenshot

Giudizio Finale

Mario + Rabbids Sparks of Hope

Mario + Rabbids Sparks of Hope è il seguito che Kingdom Battle meritava. Il nuovo sistema di combattimento rappresenta una netta evoluzione del predecessore, e l'esplorazione risulta ben più variegata, stimolante e ricca. Si tratta di una delle migliori produzioni Ubisoft degli ultimi anni, che profuma tanto di Nintendo, ma dalla quale sgorga un carisma unico nel panorama. Consigliatissimo!

Sommario

Storia 8

Giocabilità 9

Contenuti 9

Grafica 8.5

Sonoro 9

Prezzo 7.5

Voto finale

Mario + Rabbids Sparks of Hope

Pro

  • Sistema di combattimento evoluto
  • Gli Sparks offrono una buona personalizzazione
  • Carismatico nell'estetica e non solo
  • Longevo e sempre stimolante

Contro

  • Qualche singhiozzo nella fluidità
  • I personaggi Nintendo potevano essere più sfruttati

Giorgio Palmieri
Giorgio Palmieri Ama scrivere di videogiochi e si occupa di info-commerce, ed è anche particolarmente bello. Almeno, così dice sua madre.
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