8.0

Marvel’s Avengers è un gioco onesto (recensione)

Lorenzo Delli -




Recensione Marvel's Avengers

Marvel’s Avengers è un videogioco che ha un unico scopo: essere il titolo di azione di riferimento per i fan dei supereroi Marvel. E ci arriva, tra virgolette, con estrema semplicità, proponendo una struttura di gioco derivativa (seppur stratificata) e contenuti pensati per continuare ad intrattenere anche al termine della campagna di gioco. Non vuole innovare, non nasconde la sua natura di GaaS e non cerca neanche di proporsi come gioco dell’anno. No, cerca appunto di proporsi come un prodotto onesto, che mette tutto sul piatto senza offrire grosse sorprese o problemi insormontabili. Scopriamo quindi cosa ha in serbo per i fan Marvel e perché dovreste prenderne in considerazione l’acquisto. Vi ricordiamo che è disponibile per Google Stadia, PS4, Xbox One, PC Windows e in futuro anche per PS5 e Xbox Series X.

Editore Square Enix
Sviluppatore Crystal Dynamics, Eidos Montréal, Nixxes
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows, Stadia, PS5, Xbox Series X
Genere Azione, Action RPG
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore
Lingua Testi in italiano

Come già vi dicemmo nella nostra anteprima, Marvel’s Avengers offre in sostanza due diverse esperienze di gioco: una modalità storia, giocabile in solitaria, e tutta quella parte riguardante le missioni Zona di guerra da giocare anche online. Due realtà che coesistono alla stregua di action RPG online quali Anthem, anche se il tutto risulta più amalgamato anche all’interno della storia.

Di cosa parla la trama? Scordatevi il Marvel Cinematic Universe, non solo da un punto di vista di storia ma anche di aspetto e carattere dei personaggi. Si inizia nei panni di una giovanissima Kamala Khan, una bambina comune caratterizzata da una passione smodata per i Vendicatori, gli eroi prescelti della Terra. La situazione precipita da lì a poco: la scena dell’Helicarrier e della distruzione del Golden Gate Bridge l’abbiamo oramai vista nella beta (giocata da 6 milioni di giocatori), nell’alpha e in decine di diversi trailer. Un’introduzione che serve a farci prendere dimestichezza con gli eroi e anche ad introdurre appunto Kamala nella storia. Senza entrare troppo in dettaglio, l’incidente a San Francisco ha qualcosa a che vedere con le nebbie terrigene, un nome, quest’ultimo, che se seguite l’universo Marvel, o se avete avuto modo di vedere la serie TV Agents of S.H.I.E.L.D., dovrebbe farvi suonare una campanella d’allarme. Gli inumani vi dicono niente?

Il resto è storia, come si suol dire. Gli Avengers, dopo l’incidente, si sciolgono, e toccherà proprio a Kamala, diversi anni dopo quegli avvenimenti, rimettere insieme i pezzi del gruppo per fermare l’A.I.M., la società che ha soppiantato le Stark Industries e che sta lentamente prendendo il controllo degli Stati Uniti. La nostra paura era che Ms. Marvel aka Kamala Khan potesse essere un personaggio di troppo, un’aggiunta che spostasse fin troppo l’attenzione dai supereroi ben più celebri che militano nelle fila degli Avengers. Il rischio era anche quello di calarsi nei panni di un personaggio fin troppo stereotipato, possibilmente noioso. Per fortuna, almeno da quelle che sono state le nostre impressioni nel corso della campagna, siamo stati in buona parte smentiti. Per quanto certi momenti della crescita del suo personaggio possano risultare scontati e banali, in fin dei conti ci si affeziona a Kamala e al suo modo di vedere il mondo. E non sottovalutate i suoi poteri: non sarà Mister Fantastic, ma vi assicuriamo che Ms. Marvel mena come un fabbro!

Non era poi banale realizzare una campagna o un modello di gioco che riuscisse in qualche modo a valorizzare tutti questi protagonisti. Praticamente tutti i personaggi coinvolti, Hulk, Iron Man, Thor, Captain America, Vedova Nera e Ms. Marvel, meriterebbero un gioco a sé stante vista la loro importanza nell’universo Marvel. In ogni caso, la modalità storia ritaglia uno spazio a tutti loro, non facendoci sentire la mancanza di nessuno e anzi, permettendoci in varie fasi di scegliere nei panni di chi giocare. Per quanto riguarda la durata di questa modalità improntata prevalentemente al singolo giocatore, siamo in un range di ore compreso tra le 10 e le 15 ore, aumentabili senza troppe difficoltà affrontando varie missioni extra di cui vi parleremo a breve. Non una follia quindi, ma ci è parsa comunque una durata azzeccata, non troppo prolissa e sufficientemente densa di avvenimenti e di colpi di scena (alcuni anche abbastanza chiamati).

Ogni supereroe ha poi una sua serie di missioni secondarie che sarà possibile affrontare prima del termine della campagna o alla fine della stessa. Niente di emozionante, ma sono comunque sequenze di quest in grado di raccontarci qualche extra a riguardo del background dei protagonisti. Anche perché non ci troviamo nel Marvel Cinematic Universe, siamo in un universo a sé stante creato ad-hoc per il gioco. Sono proprio questo genere di missioni, insieme a tutte le altre sparse per il mondo di gioco selezionabili dal così detto Tavolo di Guerra, che costituiscono la base su cui si poggia l’esperienza multigiocatore. Lo scopo ultimo di questa modalità è quella di potenziare gli eroi a disposizione, come se fossimo in una sorta di gioco di ruolo online, aiutando e facendoci aiutare dagli altri giocatori affrontando magari il tutto a livelli di difficoltà più elevati. Teoricamente potreste benissimo giocare la campagna e fregarvene di queste attività extra, ma parte del divertimento è anche staccare la spina dalla tensione della storia e spaccare tutto in giro per il mondo, magari nei panni di Hulk che è particolarmente azzeccato in questo ruolo. Alternativamente potete proiettarvi nella sala H.A.R.M., un sistema di allenamento che vi lancerà contro ondate crescenti di nemici. A proposito del netcode è difficile fornire un giudizio complessivo, un po’ perché dipende dalla piattaforma, un po’ perché il gioco è giovane e come tale ha ancora bisogno di qualche assestamento e limatura. Diciamo che non abbiamo avuto troppe difficoltà a trovare compagni per giocare, e nel caso non ci sia nessuno (improbabile) potete decidere di giocare a fianco dell’intelligenza artificiale. Quest’ultima si dimostra sufficientemente proattiva, anche se a livelli di difficoltà più alta potrebbe aiutarvi meno di quanto effettivamente necessario.

Ma in tutto ciò, quali sono le dinamiche di gameplay di Marvel’s Avengers? Alla base dell’esperienza ci sono meccaniche in stile gioco di azione con una leggera componente ruolistica. La visuale è in terza persona e si controlla il personaggio in scenari talvolta aperti, talvolta più su binari, con vari obiettivi che dipendono dalla missione e dal momento specifico in cui ci troviamo. Non è quindi il classico gioco di azione open world a cui ci siamo abituati ultimamente. Anche gli scenari più aperti offrono una libertà limitata, con punti di interesse sparsi qua e là e anche tante sezioni prime di nemici o di attività. Il sistema di movimento dipende dal personaggio attualmente utilizzato: Iron Man e Thor possono letteralmente volare, un game changer in certe situazioni. Gli altri si appoggiano a salti o a valide alternative: nel caso di Ms. Marvel gli arti allungabili, mentre Vedova Nera sfrutta un comodo rampino. Il sistema di combattimento si basa prevalentemente sull’uso di tre abilità finali, di una aggiuntiva che sfrutta una carica in stile mana, di attacchi base (leggeri e pesanti) e di comandi di movimento quali il salto e la schivata. L’impalcatura ruolistica fa sì che salendo di livello si assegnino punti abilità a 16 diversi alberi di specializzazione. Via via si sbloccano delle combo piuttosto interessanti, che fanno sì che il giocatore più esperto possa piazzare colpi speciali anche sfruttando gli attacchi base, e non solo le più potenti abilità caratterizzate da lungo tempo di cooldown.

Il problema è che l’azione spesso si traduce in un vero caos a schermo, con decine di unità nemiche che attaccano da tutti i fronti. La schivata, per quanto in certi contesti risulti ottima anche per innescare determinati tipi di attacco, risulta, in questi contesti, praticamente inutile. Si cerca quindi di menare le mani quanto più possibile, giocandoci proprio in questi momenti concitati, le abilità speciali a disposizione dei singoli eroi. Evocare la Hulkbuster di Iron Man o usare lo schiaffo sonico di Hulk vi arrecherà una certa soddisfazione in questi frangenti, ve lo assicuriamo. La varietà degli avversari non fa gridare al miracolo, ma ce ne sono comunque a sufficienza per metterci in crisi. Il sistema di combattimento diventa più incisivo di fronte ai boss fight, caratterizzati da una struttura piuttosto classica (fasi, modularità, schemi di movimento e così via) ma comunque in grado di far emergere le singole abilità dei supereroi. A rendere poi il tutto ancora più ruolistico ci sono i numerini a schermo che ci danno un’indicazione del danno che riusciamo ad infliggere. Ci sono poi vari pezzi di armatura da equipaggiare con lo scopo, ovviamente, di potenziare e specializzare i vari personaggi. Non hanno nessuna conseguenza estetica, visto che tutta quella parte è gestita dalle skin e dall’eventuale uso di microtransazioni. Parte dell’esperienza multigiocatore quindi consiste anche nello sbloccare equipaggiamenti più potenti, nell’affrontare le missioni a livelli di difficoltà più elevati e nell’accumulare crediti per sbloccare elementi cosmetici. Il livello di difficoltà, oltre ad applicare dei modificatori, non influisce solo sulla potenza dei nemici, ma ne aumenta, talvolta drasticamente, anche il numero complessivo.

C’è da dire comunque che, a prescindere dal caos di certi combattimenti, lo stile di gioco dei diversi personaggi è ben caratterizzato. Affrontare i combattimenti con Hulk o con Captain America è ben diverso, sia per quanto riguarda le abilità speciali, sia per quanto riguarda tutta la gestione dell’energia vitale residua, il sistema di movimento sul campo di battaglia e tanti altri fattori. Risulta quindi piuttosto divertente formare party di 4 eroi con altri giocatori, amici o perfetti sconosciuti, e sfruttare le eventuali sinergie. Essere l’eroe che in quel particolare momento destabilizza talmente tanto il campo di battaglia da far uscire tutti dai guai vale il prezzo del biglietto. Il tutto può comunque risultare estremamente ripetitivo. Le missioni non offrono tutta questa varietà e in generale i combattimenti, a meno di non aumentare via via la difficoltà, offrono sfide non troppo diverse tra loro. Torniamo un attimo sul discorso microtransazioni visto che tanto ha fatto discutere la community. Si tratta di una caratteristica completamente ininfluente da un punto di vista di gameplay. Tutti gli acquisti, più o meno cari, che è possibile fare con valuta vera vanno ad incidere solo sull’estetica dei personaggi (costumi quindi) e su alcune animazioni in gioco, oltre alla targa che presenta il giocatore nelle lobby multiplayer. Inoltre alcuni dei costumi si sbloccano semplicemente raggiungendo determinati livelli o utilizzando valute che si raccolgono sul campo di battaglia.

Sul comparto tecnico ci torneremo anche in un approfondimento a parte. In ogni caso tutti gli screenshot che avete visto finora riflettono perfettamente ciò che vedrete in gioco. Quando non siete online potete stoppare in qualsiasi momento l’azione per entrare nella modalità fotografica e osservare con calma tutte le sfaccettature del motore grafico e dei suoi effetti a schermo. In certi frangenti il tutto è davvero, davvero sorprendente. I modelli dei personaggi non puntano necessariamente al realismo, complice anche il tema fumettistico che si presta all’uso di colori sgargianti, di effetti esplosivi e di modelli appunto umani, ma non troppo. Alcuni livelli di gioco presentano una discreta varietà di elementi, altri invece risultano piuttosto monotoni e ripetitivi. In generale però l’ambiente presenta elementi interattivi che si distruggono durante le azioni più concitate. Si poteva fare di più anche in questo senso, visto che è facile distruggere una camionetta blindata ma gli alberi risultano elementi inamovibili e inalterabili.

Se da un punto di vista di resa grafica e di effetti ci troviamo di fronte ad un lavoro più che discreto, lo stesso non si può sempre dire lato performance. Su PS4 Pro, come suggerivamo nella nostra anteprima, conviene giocare in modalità prestazioni per evitare cali di frame rate. Su PS4 di conseguenza la situazione potrebbe rivelarsi ulteriormente più problematica. Anche su PC il gioco tende a faticare. Su un latop gaming con GTX 1070 si riesce a giocare in full HD a 60 fps (non costanti) impostando dettagli medi, e si riscontrano comunque sensibili cali di frame rate in scenari più aperti come quelli cittadini. Su un PC gaming come l’ASUS GS30 con GeForce RTX 2080 si riesce invece a giocare in full HD o QHD a dettagli alti o ultra mantenendosi a frame rate superiori ai 60 punti, ma considerato che anche secondo le ultime statistiche Steam solo l’11% dell’utenza PC ha una scheda RTX, solo pochi utenti possono godere di prestazioni accettabili. Lato audio troviamo un’ottima interpretazione dei doppiatori (per l’italiano su PC dovete scaricare il pacchetto da Steam e non dal gioco), e musiche discrete, lontane da quelle dell’universo cinematografico ma comunque in grado di accompagnarci fino alla fine senza farci storcere il naso. Su PC abbiamo avuto anche qualche problemino con la sincronizzazione dei sottotitoli.

Screenshot

Giudizio Finale

Marvel's Avengers

8.0

Marvel's Avengers

Marvel's Avengers sarà anche un titolo derivativo, che poi è un modo elegante per dire che vanta dinamiche già sperimentate in altri titoli, ma ha comunque il suo perché. Alla fine, nel suo genere, è l'unico tripla A completamente dedicato agli Avengers, e nonostante non sia ispirato all'universo cinematografico riesce a caratterizzare i tanti personaggi presenti e a mettere su una storia che ha i suoi momenti di epicità. E mette tutto sul piatto, dal principio. I vari War Table, la beta giocabile e tutto ciò che è stato diffuso da Square Enix in questi mesi rispecchiava perfettamente l'offerta complessiva del gioco. Ovvio, i problemi non mancano, fra cui prestazioni non certo all'altezza delle aspettative e una gestione dell'azione, in certi frangenti, fin troppo caotica. In molti però riusciranno a passare sopra a questi difetti e a godersi l'esperienza dei vendicatori messa su da Crystal Dynamics e soci, non lasciandosi sfuggire l'opportunità di continuare a giocare anche al termine della campagna per godersi rocamboleschi combattimenti a base di superpoteri. Adesso rimane da capire quale sia il supporto post-lancio che ha intenzione di fornire Square Enix. Sono già in programma diversi eroi, anche se l'esperienza risulterà frammentata per via dell'arrivo di Spider-Man solo su PlayStation, ma ci saranno anche contenuti degni di questo nome da spingere i giocatori a riprendere in mano il gioco?

di Lorenzo Delli
Pro
  • Tutto il fascino dei vendicatori Marvel
  • Personaggi ben caratterizzati
  • Campagna non troppo prolissa
Contro
  • Performance da migliorare
  • Può risultare ripetitivo

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