8.5

Recensione Huawei MateBook X Pro 2020: il MacBook con Windows (foto e video)

Nicola Ligas -




Recensione Huawei MateBook X Pro 2020

Huawei continua a calcare le scene dei portatili Windows con modelli un po’ per tutte le esigenze e le tasche. MateBook X Pro è da sempre il top di gamma, che anche quest’anno si conferma un notebook particolarmente ben studiato, in grado di offrire un’esperienza appagante e “premium”. Così premium che vi verrà solo voglia che possa fare qualcosa di più.

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9.0

Costruzione

MateBook X Pro non adotta soluzioni costruttive particolari. Non è ruotante, anzi lo schermo non si piega oltre i 45° circa, e non ha elementi di design particolarmente distinguibili. È solo un bel blocco di metallo, che dona al notebook grande solidità, zero scricchiolii, e minime flessioni torcendo lo schermo. Le cornici attorno al display sono molto ridotte, tanto da offrirvi il 91% di rapporto schermo/superficie. Questo è possibile grazie anche all’assenza di una webcam, posta invece in un tasto nascosto nella tastiera, in mezzo ad F6 ed F7. Si tratta di una soluzione che Huawei adotta su molti suoi modelli (Honor inclusa), che privilegia la privacy più della praticità

Lo spessore non raggiunge i 15 mm ed il peso si è fermato a 1.331 grammi sul piatto della nostra bilancia. Presenti due USB-C ed anche una USB-A. Non ci saremmo lamentati troppo per l’assenza di quest’ultima, visto che ormai siamo a metà 2020, ma ci dispiace invece che non ci sia un lettore SD, della cui assenza continueremo a lamentarci sempre su portatili “pro” come questo.

Il tasto di accensione è anche un lettore di impronte digitali, ed è collocato esternamente alla tastiera, in modo da non alterare il layout di quest’ultima. Nascosti ma presenti, 4 speaker e 4 microfoni. Del resto l’esperienza vuole essere di livello MacBook, e l’audio è uno degli aspetti che Apple non trascura mai. Del resto, quelle griglie puntinate ai lati della tastiera parlano da sole, e testimoniano anche quanto spessa sia la scocca del MateBook X Pro (se fosse stata troppo sottile, non sarebbe stato possibile bucherellarla a quel modo).

9.0

Tastiera e touchpad

Se c’è una cosa che ti spinge ad usare volentieri un portatile, sono dei buoni sistemi di input, e qui ci siamo alla grande. Tasti ampi, corsa breve, attuazione non troppo morbida ma nemmeno troppo dura. Si prende confidenza molto velocemente con la tastiera di questo MateBook X Pro, ed altrettanto velocemente raggiungerete il vostro massimo livello di rapidità di scrittura. L’unico difetto è forse l’eccessiva vicinanza tra i vari tasti, che qualche volta, soprattutto all’inizio, ci ha portato a commettere degli errori di battitura. La curva di apprendimento rimane comunque breve.

C’è poi da sottolineare che le frecce direzionali non sono a T rovesciata, dato che destra e sinistra hanno la grandezza degli altri key cap. Ad alcuni questa soluzione non piace; personalmente non mi dà alcun fastidio, anzi la preferisco. Questione di gusti, evidentemente. A proposito delle frecce direzionali, queste servono anche per inizio/fine e pagina su/giù, in congiunzione con la pressione del tasto fn, sebbene non sia scritta da nessuna parte questa seconda funzione.

I toggle sono i prima battuta, al posto dei tasti funzione, ma potrete invertire questa modalità premendo una volta Fn (un piccolo LED in alto a destra allo stesso tasto vi indicherà l’attivazione di questa funzione). Particolare interessante: anche con Fn “bloccato”, le frecce direzionali continuano a funzionare come tali, e non diventano inizio/fine e pagina su/giù.

Non manca una buona retroilluminazione, regolabile su due livelli ed abbastanza visibile anche in condizioni di buio non totale, sebbene la sua intensità massima non sia troppo elevata. In ogni caso è uniforme, non fastidiosa, e rigorosamente bianca su ogni singolo tasto.

Così come la tastiera, anche il touchpad è piacevolmente bilanciato. Il clic non è afono ma nemmeno troppo secco. La forza di attuazione non è eccessivamente morbida, ma nemmeno troppo pesante, ed i 3/4 abbondanti della superficie del touchpad sono cliccabili. Ovviamente non mancano i driver di precisione di Windows, e soprattutto la superficie a disposizione è davvero ampia: non proprio a livello MacBook, ma superiore alla maggior parte dei portatili concorrenti.

8.0

Hardware e benchmark

Huawei MateBook X Pro 2020 è disponibile in Italia in due sole configurazioni. Noi abbiamo provato la più potente, riassunta brevemente qui sotto. L’altra variante ha processore i5 e metà spazio di archiviazione.

  • Schermo: 13,9” LTPS 3.000 x 2.000 pixel touch
  • CPU: Intel Core i7-10510U
  • GPU: Nvidia GeForce MX250
  • RAM: 16 GB LPDDR3
  • Memoria interna: 1 TB SSD NVMe PCIe
  • Webcam pop-up: 720p@30fps.
  • Connettività wireless: Wi-Fi ac dual band, Bluetooth 5.0
  • Porte: 2x USB-C (con DisplayPort e Power Delivery), USB-A 3.0, jack 3,5 mm
  • Batteria: 56 Wh
  • Peso: 1,33 Kg
  • OS: Windows 10 Home

Nella scelta tra Comet ed Ice Lake, Huawei ha preferito i primi, una scelta che poi ha costretto l’azienda all’impiego di una GPU discreta, per quanto di fascia bassa, come la MX250. Adottando un Ice Lake non ce ne sarebbe stato troppo bisogno, dato che le GPU incluse in questo tipo di processori sono decisamente più performante rispetto a quelle dei Comet Lake, e più o meno al pari con le schede MX di Nvidia. È una decisione opinabile insomma, che complica un po’ anche la gestione termica, che come vedremo non è impeccabile.

Altri appunti che potremmo fare riguardano la RAM LPDDR3 e l’assenza di Wi-Fi 6 e di un lettore di schede SD. In confezione è incluso anche un dongle USB-C con VGA, HDMI ed USB-A, rendendo ancora più ridondante la USB-A inclusa nel portatile, che poteva appunto essere rimpiazzata da un lettore di schede di memoria, considerando che un notebook del genere mira anche a fotografi e videomaker in mobilità.

Infine, vista l’importanza che Huawei dà alla webcam, nascosta nel suo tasto dedicato, è un peccato che questa sia solo una classica fotocamera da 1 megapixel, tanto più da parte di un brand che nel mondo smartphone è famoso proprio per le sue fotocamere.

Ultima nota riguardo l’assenza di Thunderbolt 3. Nelle specifiche ufficiali non ce n’è in effetti menzione, e sul notebook non c’è il relativo simbolo, ma come confermato anche da notebookcheck, la USB-C più in avanti è di fatto una Thunderbolt 3, solo che Huawei non ha acquistato la licenza per potersi fregiare di tale marchio. Scelta curiosa in un notebook da 2.000 euro, ma di questo riparleremo poi.

  MateBook X Pro Surface Laptop 3 Dell XPS 13 (7390)
3DMark 930 (Time Spy) 875 (Time Spy) 490 (Time Spy)
PCMark 10 3.561 3.556 3.065
GeekBench 4 single-core 5.500 5.450 5.190
GeekBench 4 multi-core 17.413 17.560 17.500
GeekBench 4 GPU 43.585 (MX250) 36.200 (Iris Plus) 25.000 (Intel UHD)
Crystal Disk lettura 3.420 MB/s 2.035 MB/s 3.100 MB/s
Crystal Disk scrittura 3.003 MB/s 840 MB/s 2.843 MB/s

Surface Laptop 3 è un rivale quasi naturale per questo MateBook X Pro 2020. Entrambi sono tra i pochi notebook con schermo in 3:2, ed entrambi puntano ad un pubblico simile. La differenza principale sta nel processore, che nel caso del Laptop 3 in tabella è un i5-1035G7, ovvero un Ice Lake, accompagnato da 8 GB di RAM. E come vedete, le differenze da un punto di vista ludico sono poche, con il test di Time Spy che presenta solo un lieve distacco a vantaggio della MX250. Le prestazioni dei due processori invece si equivalgono, come evidenzia Geekbench, che però premia nettamente di più la GPU di Nvidia, che sulla carta è migliore di quanto poi non sia nella pratica. Questo a conferma di quanto dicevamo prima sulla scelta Comet Lake / Ice Lake.

XPS 13 monta invece lo stesso i7-10510U del MateBook X Pro, sempre accompagnato da 16 GB di RAM. In questo caso si vede bene cosa vuol dire rinunciare ad una grafica discreta per affidarsi solo a quella del processore. Il punteggio di Time Spy ed anche di Geekbench GPU crolla infatti, ed il calo su PCMark 10 è dato tutto dalle differenze grafiche. Volendo impiegare insomma un Comet Lake, Huawei ha fatto bene ad affiancargli una grafica dedicata, ma non è nulla che un buon Ice Lake non possa eguagliare. Diverso il discorso se ci fosse stata una Nvidia GTX, ma non è questo il tipo di portatile adatto ad una scheda del genere.

Punti di merito per la velocità della memoria di archiviazione. Come già evidenziato altre volte, valori simili, soprattutto in un portatile del genere, sono assolutamente overkill, nel senso che nella pratica non noterete alcuna differenza tra il laptop di Huawei e quello di Microsoft (tanto per continuare il parallelo). Di certo però non ci possiamo lamentare se la soluzione di Huawei risulta superiore.

8.5

Esperienza d'uso

MateBook X Pro 2020 è ancora una volta uno dei portatili più piacevoli da usare che ci siano. Il piacere d’uso è fatto da tante piccole cose, che la scheda tecnica non ti dice. Il corretto bilanciamento tra schermo ed il resto del corpo. Il piacere di un input confortevole e senza sbavature, del tipo che non senti il bisogno né di una tastiera esterna, né tanto meno di un mouse. L’instant-on, che rende il portatile subito pronto appena aperto. Uno sblocco biometrico sicuro, rapido e che non ti costringa a molteplici tentativi. Un sistema sempre reattivo, che non ti lasci il tempo di pensare se hai cliccato o meno correttamente su un’icona, perché il programma associatole si avvia subito.

E quando hai bisogno di spostarti, chiudi il coperchio, sollevi al volo il tuo laptop perché è abbastanza leggero da poter essere preso agilmente con una mano, e non appena ti fermi basta che lo riapri con un dito e sei subito al lavoro. E poi sì, è relativamente compatto e leggero, ma quel monitor in 3:2 ti restituisce tutto lo spazio in più di cui hai bisogno per lavorare, per vedere più contenuti in un’unica schermata, tanto che, se lo metti a fianco del tuo 15”, non noterai differenze pratiche, salvo meno spazio vuoto a fianco dei tuoi documenti. Certo, c’è il rovescio della medaglia qualora volessi vedere un film, ma tra lavoro e svago è il primo dei due che MateBook X Pro 2020 punta a soddisfare di più.

A proposito di svago, la MX250 vi permette di togliervi anche qualche sfizio ludico, a patto di non avere troppe pretese. GTA V riesce ad esempio a girare dignitosamente in 1.920 x .1280 pixel, sebbene con dettagli bassi. Dignitosamente significa oltre i 30 fps, ma raramente intorno ai 60, quantomeno non nei momenti di azione. Ovviamente riducendo la risoluzione in HD le cose cambiano. Overwatch fa invece più fatica, e con la medesima risoluzione non sarete al riparo da possibili scatti, che in un gioco del genere possono fare la differenza. Nel suo caso scendere a risoluzioni intorno all’HD è più un obbligo che una scelta. Insomma, si gioca sì, ma non certo a tutto e non certo senza compromessi.

Le temperature superficiali diventano poi abbastanza elevate sotto stress, superando i 50 gradi nella parte centrale della tastiera, e facendosi un po’ sentire anche sui tipici tasti direzionali, con la “D” in particolare che potrebbe dare fastidio. Questo è un po’ un peccato perché all’interno le temperature non sono troppo più elevate, ed è lo scotto da pagare di una scocca metallica che conduce meglio il calore. Sui core infatti starete in media sui 70-80°, con possibili picchi di breve durata oltre i 90. Il thermal throttling si fa infatti sentire, con una CPU che oscilla continuamente tra frequenze basse ed elevate, andando in pratica da 800 MHz nei momenti di massima congestione fino a 4,3 GHz in quelli più tranquilli. Solo nelle fasi iniziali potete raggiungere i 4,9 GHz di frequenza massima, ma poi non li vedrete più.

Non è in realtà troppo penalizzante, perché comunque la CPU riesce mediamente a girare su frequenze superiori al base clock, però il suo comportamento non è costante nel tempo, e sotto carichi intensi e prolungati sulla sola CPU il calo si fa più vistoso. La presenza di una GPU dedicata aiuta infatti, laddove possibile, perché permette di dare più respiro ad un processore che sotto stress va un po’ in affanno, e la buona notizia è che comunque, nonostante questo continuo sali-scendi delle frequenze, le temperature sono tali da permettervi di stressare anche a lungo il sistema senza troppe preoccupazioni, sicuri che comunque avrete una macchina stabile, per quanto molto “impegnata”, e che non sta portando al limite termico i suoi componenti, il che è senz’altro buona cosa in un’ottica di durata nel tempo.

Vale insomma, anche per MateBook X Pro 2020, la stessa considerazione fatta per tanti altri ultrabook, ovvero notebook compatti, sottili e leggeri: c’è fin troppa potenza, e fin troppo poco “controllo”. Sfrutterete davvero il vostro i7 solo per brevi periodi: per l’avvio delle applicazioni, per qualche calcolo non così impegnativo da occuparlo a lungo, tanto che se sotto al cofano ci fosse stata la variante i5 probabilmente non vi sareste accorti di nulla. E poi non dimentichiamoci della rapidità dell’SSD che abbiamo già sottolineato qui sopra, e che rende una volta di più un po’ sprecata la presenza di un i7 a bordo di questa macchina.

Volete un altro esempio? Il punteggio Cinebench R20 multi-core, visibile nello screenshot qui sopra, è particolarmente basso, e come vedete colloca il suo i7-10510U in compagnia di processori di rango ben inferiore, segno di quanto questa macchina non dia il meglio di sé durante il rendering o in generale quando le chiederete uno sforzo più duraturo nel tempo.

Chiariamo però che nessuno si aspettava che questo MateBook X Pro 2020 fosse una workstation portatile, ed in generale l’esperienza d’uso rimane ottima proprio se si ha in mente quali sono i suoi limiti. Rimane però un peccato che per avere un piacere d’uso complessivo così appagante, si debba pagare anche un hardware non del tutto necessario; ma di questo riparleremo meglio nel paragrafo relativo al prezzo. Alla resa dei conti, questo è davvero un MacBook Pro (13) con Windows, e lo diciamo nel senso migliore possibile; nel bene e nel male (ed in quest’ultimo caso non è esattamente un complimento).

Come su praticamente tutti i portatili Huawei, c’è poi il fastidioso partizionamento dello spazio di archiviazione, che vede 80 GB destinati a Windows ed il resto in una partizione dati. Fatevi un favore ed unitele subito, al primo avvio della macchina. Tra le cose positive rimane però l’app gestionale di Huawei, una delle migliori di sempre per un check dell’integrità di sistema e la verifica dei driver. E se aveste uno smartphone Huawei/Honor potrete anche godere dei benefici di Huawei Share, per sincronizzare telefono e PC con semplicità.

Nota sugli speaker: di buona qualità, con una chiarezza del suono superiore alla media, anche se i bassi sono ancora troppo pochi per essere davvero soddisfacenti. In ogni caso è uno sforzo apprezzato, che colloca questo MateBook X Pro 2020 un gradino sopra a buona parte della concorrenza Windows. Riguardo la “nose cam” invece, non c’è molto da aggiungere che già non abbiamo detto in passato: scomoda per la posizione di ripresa e per il fatto di non poterla minimamente orientare, molto valida sul fronte privacy; sempre che questa sia un’esigenza per l’utente comune, cosa sulla quale nutriamo qualche dubbio.

8.5

Schermo

3.000 x 2.000 pixel, LTPS, touch. Lo schermo di MateBook X Pro 2020 è uno dei suoi punti forti, sebbene non sia privo di qualche debolezza. Risoluzione elevata, rapporto di forma ideale per lavorare, sensibile al tocco (non è fondamentale ma non guasta mai), ed è anche abbastanza luminoso. Intorno ai 450 nit di picco, un valore non astronomico ma comunque (purtroppo) non molto comune. Qualche riflesso con il rivestimento lucido è inevitabile, ma riuscirete anche a contrastarli abbastanza bene con una luminosità del genere.

Tra l’altro c’è un sensore che se volete regolerà lui la retroilluminazione al posto vostro. È molto conservativo, non tanto in presenza di buona luce, nel qual caso vi farà sfruttare davvero tutta la luminosità possibile, ma piuttosto quando sarete presenza di luce meno forte. Il bello è che, al contrario di altri portatili con sensore di luminosità, andando ad alzare manualmente la retroilluminazione non bypasserete del tutto il sensore. Ovvero, anche alzando al massimo la retroilluminazione, con la regolazione automatica attiva, non è detto che possiate ottenere il 100% di luminosità. Se foste in un luogo con poca luce, il sensore non vi permetterà infatti di sfruttare tutti i  450 nit, a meno che non lo disattivate per l’appunto. Nella video recensione ho illustrato bene questo atteggiamento, segno appunto di quanto conservativo sia questo sistema, che pur di farvi risparmiare batteria alle volte vi lascerà con un display un po’ più buio del desiderato.

Retroilluminazione a parte, il display risulta piacevole nella maggior parte dei contesti, anche se i colori non sono troppo vivaci né saturi; anzi, il profilo di default è tutto sommato abbastanza piatto. Da una parte abbiamo apprezzato questa “neutralità”, anche se purtroppo non è accompagnata da una calibrazione troppo precisa. L’analisi con CalMAN evidenzia un Delta E sui grigi di 5,5 e sui colori di 3,43, accompagnati da un contrasto nella media (412:1).

Sulla calibrazione è inutile arrovellarsi, anche perché difficilmente è uniforme su tutti i modelli che escono di fabbrica (a meno che il produttore non voglia altrimenti): chi ne avesse bisogno dovrà armarsi di colorimetro e tararla opportunamente. Peccato però che la copertura sRGB, secondo le nostre misurazioni, non arrivi del tutto al 100%; idem dicasi per l’AdobeRGB, che supera di poco il 70%. Essendo insomma un portatile per fotografi e videomaker in mobilità, avremmo sperato in una maggiore attenzione su questo fronte; o forse siamo noi che sbagliamo nel continuare ad insistere su fotografi e videomaker?

8.0

Autonomia

MateBook X Pro 2020 ha una batteria da 56 Wh, che è abbastanza elevata per un portatile di queste dimensioni e peso (tanto per continuare ancora col paragone, il Laptop 3 di Microsoft ha una 45 Wh). L’autonomia che ne deriva non è però del tutto stellare. Qui sotto trovate i consueti valori rilevati con PCMark 10, nelle condizioni specificate. E se sui valori in idle o in gioco c’è poco da discutere, le 12 ore e mezzo di uso ufficio sono più opinabili. Nella mia pratica, fatta di navigazione con 15-20 schede sempre aperte, chat, un po’ di fotoritocco e multimedia, non ho sempre superato la giornata lavorativa, di circa 8 ore (con luminosità automatica attiva). Tendenzialmente sì, ma non è una garanzia assoluta.

Come sempre poi i fattori possono essere molteplici, e sebbene la retroilluminazione automatica sia molto conservativa, probabilmente in queste giornate assolate otterrete comunque migliori risultati disattivandola ed essendo voi parsimoniosi. MateBook X Pro 2020 è insomma un portatile in grado di tenervi compagnia durante una trasferta, ma necessita comunque di un minimo di attenzione da parte vostra, e non è esattamente il battery champion che avremmo sperato.

  • Idle: 19 ore e 52 minuti (luminosità al minimo, massimo risparmio energetico)
  • Gaming: 2 ore 11 minuti (luminosità massima, prestazioni massime)
  • Ufficio (scrittura, navigazione, video conferenza): 12 ore (luminosità a 25, batteria migliorata)
  • Video: 10 ore e 28 minuti (luminosità e audio a 25, batteria migliorata)

7.0

Prezzo

Il prezzo di MateBook X Pro 2020 è stato inutilmente complicato da Huawei. In Italia ci sono infatti due sole versioni: i5, 512 GB per 1.599€ ed i7, 1 TB (quella in prova) per 1.899€. Il prezzo ufficiale tra l’altro dovrebbe essere di cento euro superiore per entrambe, ed al momento avrete in regalo anche uno Huawei Watch GT (229€ di valore) ed un mouse Bluetooth (40€).

Huawei prova insomma a renderli più appetibili con qualche regalo, ma la realtà dei fatti è che ciò che manca è proprio qualche variante in più. Hanno tutti bisogno di 16 GB di RAM? E lo spazio di archiviazione perché deve essere da almeno 512 GB? Tra i due modelli disponibili, senza dubbio, vi consigliamo la versione i5, per tutti i motivi discussi qui sopra.

E per chiudere sempre con il parallelo con il portatile di Microsoft, Surface Laptop 3 risulta anche più caro di MateBook X Pro, dato che la sua variante di punta con i7, 16 GB e 512 GB costa ben 2.249€, però c’è anche un modello entry-level intorno ai mille euro, che spesso è sceso anche al di sotto della fatidica soglia delle tre cifre, ed un ulteriore modello intermedio anch’esso spesso in offerta sotto i 1.500 euro.

È insomma lo stesso errore di tanti ultrabook premium, come ad esempio il nuovo XPS 13, che puntano troppo su un hardware che poi deve scendere a compromessi con il tipo di notebook sul quale viene montato, e che diventano quindi troppo facilmente attaccabili sul profilo prezzo/prestazioni (ricordate che il ROG G14 viene 1.799€, vero?). Ed è un peccato, perché pochi portatili sono piacevoli da usare come MateBook X Pro 2020, e delle specifiche (un po’) inferiori non avrebbero alterato minimamente tale piacere.

Foto

Giudizio Finale

Huawei MateBook X Pro 2020

8.5

Huawei MateBook X Pro 2020

Huawei MateBook X Pro è uno di quei (rari) notebook che è davvero un piacere usare. Solido, relativamente leggero, con una tastiera ed un touchpad tra i migliori del mercato, ed un luminoso schermo in 3:2, che è ideale per lavorare. L'instant-on ed il preciso lettore di impronte digitali sono due piacevoli aggiunte che ve lo faranno aprire e chiudere senza pensieri, sicuri che sarà subito pronto ai vostri comandi non appena riaprirete lo schermo. L'unico rammarico è che provi ad essere più potente di quanto non possa essere, con un hardware top che non solo non viene sfruttato a pieno, ma fa ovviamente lievitare anche il prezzo.

di Nicola Ligas
Pro
  • Qualità costruttiva
  • Tastiera e touchpad
  • Schermo in 3:2 ed abbastanza luminoso
  • Instant-on e lettore di impronte sono un'ottima accoppiata
Contro
  • Prezzo
  • Thermal throttling sotto stress
  • Due sole varianti disponibili
  • Calibrazione e copertura migliorabili

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  • Pask Di Gennaro

    Gli 8 GB di ram, a 2000 euro, non lo degnano di attenzione, IMHO.

    • La RAM veramente è da 16GB su tutti i modelli