Recensione MEATER PLUS: il termometro smart dei vostri sogni

Lorenzo Delli
Lorenzo Delli

Il nostro primo incontro con Meater risale al Mobile World Congress di Barcellona nel 2019. Allora Apption Labs, la società responsabile di Meater, era una start-up che cercava di farsi conoscere ad un pubblico ancora più ampio con un prodotto sulla carta davvero fantastico. A distanza di quasi tre anni, il termometro senza fili di Apption Labs è oramai un prodotto conosciuto ed apprezzato dai fan dei barbecue e della cottura "smart". Ecco la nostra prova su strada (anzi, su carne) di MEATER PLUS.

PRO

  • Due sensori in uno
  • Senza fili
  • App semplice e funzionale
  • Di facile manutenzione

CONTRO

  • Tutorial e video solo in inglese
  • Costa più di altre soluzioni
  • Non potrete più farne a meno

Confezione

La confezione di MEATER PLUS è compatta, e si limita a proteggere la base di ricarica in legno di bamboo in cui riporre il termometro. Non vi servono cavi o altre "diavolerie": la base di ricarica è alimentata da una pila stilo AAA già inclusa nella confezione. Dovete solo tirare la linguetta per far sì che inizi a ricaricare il termometro.

Costruzione e Hardware

Come già accennato, MEATER è alloggiato in una base di ricarica in bamboo che lo rende un prodotto ancora più pregiato. Sul retro della base c'è uno sportellino magnetico che, se rimosso, mostra la pila che alimenta termometro e ricevitore Bluetooth. Subito sopra troviamo un incavo intagliato direttamente nel legno che permette di appendere la base al muro con estrema facilità. Altrimenti, sempre sul retro, ci sono anche due piccoli magneti che permettono di fissarlo sulla porta del frigo o su altre superfici metalliche (magari in prossimità del barbecue). Sulla parte frontale della base troviamo anche un pulsante e un LED. Il primo serve ad attivare il LED per capire se il termometro wireless è collegato o se è carico o scarico. Di base comunque basta rimuovere il termometro per vedere il LED accendersi ad intermittenza. Se la luce è verde, il termometro è correttamente collegato allo smartphone.

Il pezzo forte ovviamente è il termometro, uno "spillone" dalle dimensioni compatte composto da due sezioni: una in acciaio inossidabile con livrea metallica, che è quella che andrà inserita all'interno della pietanza, ed una nera in ceramica resistente al calore leggermente più larga. La caratteristica che contraddistingue MEATER dai tanti altri termometri da barbecue (e non) è insita proprio in questa divisione: nella sua struttura include due sensori di temperatura, uno nella parte metallica ed uno nella sezione nera. Con un solo prodotto misurate quindi sia la temperatura esterna, che può essere quella di un forno come quella di un barbecue o di una griglia, sia la temperatura interna. Tutto questo senza dover usare fili o altre connessioni di tipo fisico. Ciò vi facilita la vita anche nel caso vogliate cuocere la carne sul girarrosto.

Cosa distingue MEATER da MEATER PLUS? Le differenze si basano tutto sul raggio di azione del termometro. Il modello Plus ha una portata massima di ben 50 metri, permettendovi quindi di allontanarvi anche sensibilmente senza perdere segnale, monitorando con tutta calma la cottura dallo schermo del vostro smartphone. Attenzione però: la base di ricarica andrà tenuta vicino al termometro durante la cottura, dove con vicino intendiamo in un intorno di 3/4 metri. È la stessa app a ricordarvelo tutte le volte. La base farà poi da ripetitore Bluetooth permettendovi di estendere la portata ai 50 metri dichiarati sulla carta (e anche effettivi, secondo i nostri test). Niente paura comunque: anche allontanando la base e perdendo il segnale, sarà sufficiente avvicinarla nuovamente per permettere ai dispositivi di tornare a comunicare correttamente.

Ci sono altri due particolari su cui vogliamo soffermarci. Il primo riguarda le temperature massime gestibili dal termometro. La parte interna, quella da inserire nella pietanza appunto, resiste ad un massimo di 100 gradi centigradi. Quella esterna, rappresentata dalla sezione nera, resiste invece ad un massimo di 275 gradi centigradi. Potete quindi usarlo con un'ampia selezione di dispositivi di cottura, tra cui barbecue tipo smoker, kettle, a gas, kamado e anche forni classici o griglie. Nulla vieta di usarlo anche con griglie e padelle da fornello a gas classico o a induzione. Non è specificato nelle istruzioni, ma la cosa migliore sarebbe evitare il contatto con la fiamma diretta. Anche in alcuni video tutorial pubblicati sui canali di MEATER, si usa il termometro inserendolo in bistecche e altri tagli solo dopo eventuali prime cotture a fiamma. Date un'occhiata qui.

Il secondo riguarda la manutenzione del termometro. Essendo realizzato in acciaio inossidabile non avrete problemi a lavarlo anche in lavastoviglie. È comunque suggerito lavarlo a mano per il semplice motivo che è più facile rimuovere lo sporco. Detto questo, MEATER è un gioiellino non solo per via delle sue funzionalità ma anche a livello costruttivo e tecnologico. Se proprio vogliamo trovargli un difetto, la sua struttura a diametro "largo", fa sì che nel taglio di carne cucinato ci sia effettivamente un foro ben visibile a occhio, sicuramente più grande di quello che si otterrebbe con altre tipologie di sensori a cavo.

Facilità di utilizzo e app

MEATER, che si tratti del modello base o di quello PLUS, basa il suo funzionamento sull'omonima app per Android e iOS. La prima cosa da fare è collegare il termometro all'applicazione seguendo i passaggi indicati dalla stessa app. Come suggerito anche dal manuale (non in italiano, purtroppo) incluso nella confezione, è bene far ricaricare il termometro per 3/4 ore prima di procedere con il collegamento. In ogni caso, la fase di abbinamento è semplice e indolore. Nel giro di un minuto sarete già pronti ad utilizzare il termometro per i vostri primi esperimenti culinari. Iniziare è semplicissimo: dalla home dell'applicazione selezionate il vostro sensore (c'è spazio per altri perché se ne può abbinare più di uno), premere sul grande tasto "Imposta cottura" e selezionare quale pietanza volete cucinare. L'app di per sé include un ampio database di tipologie di carne e pesce, di tagli e di cotture. Scegliendo uno tra quelli disponibili, come ad esempio una classica bistecca alla fiorentina, sarà l'app stessa a suggerirvi la temperatura che dovrà raggiungere l'interno della pietanza per ottenere una cottura al sangue, media o ben cotta. Nulla vieta di impostare manualmente la propria temperatura, o addirittura variarla anche durante la cottura.

Nella selezione delle pietanze da scegliere c'è anche l'icona del dinosauro. No, non serve a cuocere una bistecca di dinosauro in stile Flintstone: questa categoria comprende carni un po' meno convenzionali, quali bufalo, struzzo, canguro e altri. E chi ha detto che MEATER può essere usato solo per carne e pesce? Potete selezionare Cottura Personalizzata e inserire MEATER ad esempio all'interno di una torta da cuocere in forno, o anche, con un po' di ingegno, anche in altri piatti che in fase di cottura non superino i 100° interni. Per comodità, l'app di MEATER tiene anche traccia di tutte le nostre cotture precedenti, in modo da richiamarle velocemente sempre tramite l'interfaccia di selezione della cottura e non reimpostare manualmente tutti i parametri. Una volta deciso il tutto infilate il termometro in ciò che vorrete cuocere facendo attenzione che la sezione grigia sia tutta all'interno e quella nera sia all'esterno. Anche in questo caso i suggerimenti per un corretto inserimento arrivano direttamente dall'applicazione. A seconda della carne e del taglio infatti può convenirvi inserirlo in modo differente.

Non vi rimane che seguire i passi finali sull'app e avviare la cottura. L'app vi reinderizzerà all'interfaccia di base dove potrete tenere traccia del tempo trascorso e della stima del tempo di cottura, che si basa sulle temperature raggiunte e sul database incluso nell'app, e delle temperature attualmente registrate dalla sonda. In altro si possono leggere i valori raggiunti all'interno della pietanza e all'esterno, tenendo sempre traccia della temperatura che avete impostato come obiettivo. Le funzionalità non terminano qui. Il tasto centrale tra quelli in basso vi permette di visualizzare un grafico delle temperature, utile per avere una visione di insieme della cottura. Interessante il fatto che tenendo premuto su un punto del grafico, anche quello più a destra (ovvero quello più recente), si può visualizzare il valore delle temperature preciso al centesimo di grado. Peccato appunto che si debba tenere premuto per visualizzarle, una delle poche scomodità che abbiamo registrato nell'utilizzo dell'app.

Si possono poi impostare tutta una serie di timer, che permettono di pensare ad altro mentre è la sonda a fare per noi il lavoro sporco di monitoraggio. Ci sono sei avvisi di default da impostare, relativi al raggiungimento di soglie di temperatura esterna o interna o di tempo di cottura trascorso. Dalle impostazioni dell'app MEATER è anche possibile regolare altre tipologie di avvisi, come uno che ci avverte 5 minuti prima della fine della cottura, e anche impostare quale suoneria abbinare ai vari avvisi.

Dulcis in fundo, potete anche creare dei post social comprensivi di foto, grafici e altre informazioni, perfetti per fare invidia agli amici. Le funzionalità dell'app in realtà non terminano qui. C'è anche una sezione con alcuni video tutorial, rigorosamente in inglese (o comunque con sottotitoli in inglese) che però, anche solo visivamente, vi mostrano come cuocere alcuni piatti di carne e pesce utilizzando MEATER. Possono tornare piuttosto utili, specialmente se non avete mai usato niente di simile. Si tratta semplicemente di link rapidi che rimandano a YouTube, ma l'interfaccia è ben realizzata e ha il suo perché. Abbiamo accennato al fatto che i video sono solo in inglese. C'è anche un'altra sezione dell'app che purtroppo non è tradotta in italiano: quella relativa agli articoli di aiuto e supporto. Nulla vieta di utilizzare la guida all'utilizzo in inglese, ma nel caso non mastichiate a dovere la lingua d'oltre Manica, dovrete arrangiarvi con le indicazioni di base fornite dal software.

Tralasciando le sezioni in inglese, l'app ufficiale MEATER è facile da utilizzare e sufficientemente intuitiva. È un piacere seguire il tutto dall'interfaccia, con anche la possibilità di consultare il grafico in tempo reale. Inoltre riesce ad accompagnare per mano anche l'utente più esperto, con consigli affatto banali e con pre-impostazioni utili a chi appunto se ne intende meno di cotture. E non è da sottovalutare la possibilità di utilizzare più termometri alla volta e monitorare tutte le cotture contemporaneamente. Ci sono infatti i pack doppi o il MEATER Block: quest'ultimo comprende addirittura 4 termometri, numerati da 1 a 4. Chiudiamo segnalando altre due interessanti funzioni: la prima è MEATER Link, che permette di usare un secondo dispositivo mobile (smartphone o tablet) come fosse una sorta di ripetitore di segnale appoggiandosi alla Wi-Fi di casa; e MEATER Cloud, che, effettuando il login con un account social (o creando account Meater) permette di gestire la cottura da distanze ancora maggiori. Date un'occhiata qui a riguardo. Ah: MEATER è compatibile anche con Alexa!

Autonomia

La pila AAA nella base di ricarica permette di ricaricare completamente il termometro un centinaio di volte. Ne avrete di cotture da fare prima di doverla sostituire. La sonda in sé resiste svariate ore prima di terminare la propria autonomia. La trasmissione dei dati è effettuata tramite Bluetooth, una tecnologia che già di per sé consuma poco. Inoltre MEATER è pensato proprio per cotture lente, che richiedono anche ore e ore. Già nel nostro caso abbiamo portato avanti cotture di oltre tre ore senza avere problemi di sorta (e tre ore sono poche).

Prezzo

MEATER non è tra i termometri smart da cucina più economici, ma il perché del prezzo è giustificato da quanto detto finora. Difficilmente troverete un'app così ben realizzata e ricca di informazioni e di preset per cominciare a cucinare sin da subito. Anche solo il fatto di integrare due sensori in un unico dispositivo senza fili dovrebbe convincervi della bonta del prodotto. Ma veniamo al dunque. Il modello base, quello caratterizzato da un range di 10 metri, viene a costarvi 89€ (scontato su Amazon). Per MEATER PLUS, il modello da noi testato, dovrete salire a 109€. Altrimenti ci sono il pack con 2 MEATER, che si trova a circa 160€, e MEATER Block. Quest'ultimo è quasi un prodotto a sé stante. Oltre ad includere 4 termometri, ha anche una base particolarmente sofisticata comprensiva di schermo e speaker. Può essere usata senza appoggiarsi all'app per dispositivi mobili. Il prezzo però sale a 300€.

Recensione MEATER PLUS - Foto

Su alcuni dei link inseriti in questa pagina SmartWorld ha un'affiliazione ed ottiene una percentuale dei ricavi, tale affiliazione non fa variare il prezzo del prodotto acquistato. Tutti i prodotti descritti potrebbero subire variazioni di prezzo e disponibilità nel corso del tempo, dunque vi consigliamo sempre di verificare questi parametri prima dell’acquisto.

Giudizio Finale

MEATER PLUS

È veramente difficile trovare un difetto a MEATER. Il suo essere senza fili e l'aver incluso due sensori in un solo termometro lo rende un accessorio smart perfetto per il compito che deve svolgere. Ed è veramente difficile trovare un'alternativa altrettanto blasonata che vanti le stesse caratteristiche. Peccato solo per la sezione di supporto dell'app disponibile solo in inglese, ma c'è da dire che non ne abbiamo assolutamente avuto bisogno durante le nostre sessioni di cucina. E badate bene: la comodità di MEATER non è solo quella di poter controllare la cottura dalla distanza. Il database di carni e cotture incluso è perfetto anche per chi se ne intende poco, permettendo all'utente di selezionare le temperature più consone suggerite dalla stessa app.

Pro

  • Due sensori in uno
  • Senza fili
  • App semplice e funzionale
  • Di facile manutenzione

Contro

  • Tutorial e video solo in inglese
  • Costa più di altre soluzioni
  • Non potrete più farne a meno

Lorenzo Delli
Lorenzo Delli Cresciuto a "computer & biberon", si è avvicinato al mondo dell'informatica alla tenera età di 5 anni. Si occupa principalmente di news e recensioni legate al mondo del gaming (mobile e non) e dei canali Social per il network SmartWorld.

Commenta