8.5

Recensione Monster Hunter Rise: la miglior caccia su Nintendo Switch (foto e video)

Giorgio Palmieri




Recensione Monster Hunter Rise

Editore Capcom
Sviluppatore Capcom
Piattaforme Nintendo Switch | PC (2022)
Versione provata Nintendo Switch
Genere Azione
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore
Lingua Testi in italiano

Premessa

Monster Hunter Rise è il capitolo della longeva serie cucito per Nintendo Switch, edificato sulla base di Monster Hunter World, cioè l’episodio uscito per PS4, Xbox One e PC che ha rivoluzionato non tanto la formula in sé, quanto la sua fruizione.

Per chi non avesse mai giocato ad un capitolo della saga, vi basti sapere che si vestono i panni di un cacciatore con l’obiettivo di eliminare enormi mostri, dai quali estrarre materiali con cui forgiare nuovo equipaggiamento, per poi sconfiggere bestie ancora più potenti. Si crea un avatar, si sceglie un’arma tra le 14 disponibili e ci si avventura in aree che fungono da arene per gli scontri. I mostri sono spinti da un’intelligenza artificiale adattiva in grado di modificare i combattimenti, rendendoli sempre nuovi. Il gioco lo si può affrontare in solitaria, ma è consigliato giocare in cooperativa (tramite wireless locale o online).

Il capitolo World ha effettuato uno svecchiamento a livello di responsività e di pulizia del sistema, due elementi che hanno sensibilmente migliorato la qualità dell’esperienza. Rise, appunto, è costruito proprio su World e aggiunge persino delle novità, fungendo da buon punto di partenza per tutti gli utenti che desiderano avvicinarvisi.

8.5

Giocabilità

Monster Hunter Rise mantiene la giocabilità meccanica della serie, un marchio di fabbrica dell’intero filone, con un’interfaccia ancora macchinosa ma sicuramente esplicativa una volta digerita. Proprio in virtù della pesantezza trasmessa dalle armi, le lotte si basano sull’anticipare quello che succederà da lì a qualche secondo, in bilico su un dubbio amletico tra lo sferrare un altro attacco o togliersi dai piedi per recuperare le forze, all’interno di un flusso di azione basato sull’osservare il comportamento del mostro.

Non a caso, pur mantenendo intatta la formula, Rise introduce delle meccaniche che rinfrescano la mobilità dell’eroe. Prendono il nome di insetti filo, ovvero un’evoluzione del rampino artiglio dell’espansione Iceborne di Monster Hunter World. Differentemente da quest’ultimo, gli insetti filo possono essere utilizzati ogni volta che lo si desidera anche in un punto in aria, previa attesa di un piccolo tempo di ricarica. Servono a velocizzare gli spostamenti, ad effettuare schivate e attacchi speciali, e persino a scalare le pareti.

Inoltre, se in World i danni effettuati in aria contribuivano a scoprire il mostro per infliggere dei colpi aggrappandosi sul suo dorso, in Rise questa dinamica è stata sostituita dalla possibilità di cavalcare le creature. Basta infliggere sufficienti danni con gli “insetti filo”, o aspettare che un mostro bisticci con un altro della zona, per fare in modo che si stordisca, cosicché possiate saltargli in groppa e comandarlo. Ovviamente i controlli sono pesantissimi e macchinosi, ma il poterlo fare è fantastico: ci si può muovere, scattare, schivare e si possono eseguire attacchi leggeri, pesanti e addirittura una super mossa una volta caricata l’apposita barra.

9.0

Tecnologia

A differenza dei predecessori, dove erano separate da caricamenti, le zone di Monster Hunter Rise sono unite senza soluzione di continuità, esattamente come in World. Ciò detto, in questo capitolo per Switch le aree sono state ripensate e ridimensionate in termini di grandezza, risultano più contenute, meno dense, ma non per questo poco sorprendenti: gli ecosistemi non godono degli stessi dettagli per una questione tecnica ma sono stati adattati al meglio delle capacità della console ibrida e puntano sulla verticalità per donare quella tipica sensazione di ampio respiro data appunto da World.

Il lavoro svolto sul lato tecnico è dunque encomiabile: se si proviene da World, è lecito fare il paragone, ma siamo comunque rimasti impressionati dall’impegno di Capcom nell’ottimizzazione del codice. Il gioco è fluido e mantiene i 30 fotogrammi al secondo praticamente sempre, anche nelle situazioni più concitate, e i caricamenti sono davvero ridotti.

Segnaliamo inoltre che non solo vi è la possibilità di giocare in modalità wireless locale (quindi nella stessa stanza con più Nintendo Switch collegate) e online (con l’abbonamento Nintendo Switch Online), ma finalmente il livello di difficoltà si adatta in tempo reale al numero di giocatori che stanno partecipando. Questo significa che, se per caso doveste iniziare una partita in quattro, e poi un membro dovesse andare via, il gioco plasmerà il livello di sfida, riducendolo di conseguenza.

8.0

Contenuti e Progressione

Un ritorno alle origini della saga solleverà dei dubbi in alcuni giocatori e farà sorridere altri. In Monster Hunter Rise infatti è stata quasi del tutto eliminata l’impronta narrativa che aveva caratterizzato World, nel quale avevamo goduto di filmati, dialoghi e sequenze di intermezzo che qui sono state ridotte al minimo sindacale.

È stata pure effettuata una netta distinzione tra missioni in solitaria e quelle giocabili anche in multigiocatore, con progressioni separate, proprio come accadeva nei predecessori. In World avevamo apprezzato il poter affrontare le missioni della storia insieme agli amici, ma non l’esecuzione (era necessario prima visualizzare il filmato e raggiungere un certo punto della missione prima di aprire le porte agli altri giocatori).

Le missioni in solitaria hanno un livello di difficoltà ben bilanciato, dove non mancano degli aiuti e delle spiegazioni che migliorano la comprensione e l’assimilazione delle regole del gioco. Il merito va anche ad una grande novità, cioè i Canyne, i nuovi compagni di Monster Hunter Rise. Sono sostanzialmente dei cani sui quali sarà possibile salire in groppa per spostarsi velocemente senza consumare resistenza, così da ridurre i tempi morti tra una zona e l’altra. Il loro aiuto in battaglia è prezioso, visto che infliggono danni costanti.

Anche i Felyne fanno il loro ritorno, i gatti iconici della serie, in grado di supportarvi in tante maniere diverse, aumentando le statistiche del vostro cacciatore o curando le ferite. Ci sono sembrati ancora più presenti di World, anche perché è possibile insegnare ad entrambi gli animali delle abilità passive quando salgono di livello: nulla di così determinante, eppure abbiamo apprezzato questo approfondimento.

I compagni possono essere personalizzati nell’estetica, dal pelo alle orecchie, fino alla coda, e potrete reclutarne di nuovi. In più, se ne possono portare ben 2 in battaglia quando si gioca in solitaria (anziché uno rispetto al precedente capitolo), e solo uno quando si affronta il tutto in multigiocatore.

La struttura però non ha subito cambiamenti. Le missioni prevedono spesso l’uccisione di una bestia gigante, oppure la raccolta di oggetti o l’uccisione di prede più piccole. L’unica novità in tal senso è l’introduzione della modalità Furia, un nuovo tipo di missione in stile tower defense dove i giocatori devono proteggere il villaggio da orde di mostri. Il tutto avviene in un’area limitata denominata “La Fortezza”, dove è indispensabile sfruttare gli strumenti di difesa per avere la meglio: questi vanno piazzati manualmente in punti specifici e sono divisi in diverse categorie, tra quelli automatici, le milizie e persino dispositivi interattivi come le baliste o i mitra.

In realtà avevamo già visto delle missioni simili in precedenti capitoli, quelle Assedio, ma Furia è decisamente più complessa e articolata. I mostri puntano ai cancelli o alle armi d’assedio, e sta al giocatore proteggere le aree e coordinarsi con gli altri per non lasciare lati scoperti. È un tipo di esperienza che aumenta la varietà della formula e che siamo sicuri sarà apprezzata.

Delude tuttavia la durata della storia e più in generale i contenuti post-gioco: i mostri temprati e i draghi anziani più amati presumibilmente arriveranno solo in un secondo momento. La fine della modalità storia, invece, arriva troppo in fretta (circa 10 ore) e con un finale poco soddisfacente, ma almeno apre le porte a missioni successive di grado più elevato. I contenuti insomma non mancano, ma è la loro gestione a non convincere a pieno: la stessa modalità Furia è poco sfruttata e poteva essere più centrale. Altro dubbio è legato all’equipaggiamento: l’arma la si potenza davvero troppe poche volte (durante la campagna l’abbiamo migliorata appena 2 volte) e i valori distribuiti per le armature non ci hanno convinto fino in fondo.

7.5

Originalità

La sensazione di già visto è forte se avete già affrontato il predecessore. Alcuni mostri sono stati ripescati senza particolari rimaneggiamenti, ma ce ne sono molti altri di nuovi: ad esempio, il Magnamalo ci ha ricordato la ferocia del Nergigante, ma in una versione ancora più temibile, mentre il Bishaten è un’amante della frutta e si diverte con la sua coda a scagliarvi contro frutti di ogni genere, che poi possono pure essere raccolti e rispediti al mittente.

Parlando ancora di novità, oltre agli insetti filo, ai nuovi compagni Canyne, alla possibilità di cavalcare i mostri e alla modalità Furia, fa capolino la “fauna endemica”, che va ad approfondire le possibilità di interazione con l’ambiente. Si tratta di piccole creature che vivono in ciascuna zona e, se scovate e raccolte, offrono una varietà di benefici temporanei o permanenti (o meglio, per tutta la durata della missione). Nulla di particolare, ci è sembrato un modo come un altro per stimolare un minimo di esplorazione e ricompensarla.

8.0

Grafica

L’impatto grafico su Nintendo Switch sa regalare belle soddisfazioni e sono senz’altro notevoli gli sforzi compiuti per far apparire Monster Hunter Rise vicino alla bellezza di World, ma il prezzo da pagare è palese: la mole poligonale di certe aree mostra evidenti spigoli e i materiali non vantano una grande definizione, mentre il lavoro sulle animazioni è pressoché impeccabile. Il risultato finale, in ogni caso, supera le aspettative e appaga come francamente non ci aspettavamo.

8.5

Sonoro

Buono anche tutto ciò che concerne l’audio, dall’effettistica alla musica. Sono molto gradevoli quelle dedicate ai mostri inediti, incalzanti e frizzanti nel pieno stile della saga. Bellissimo anche il tema del villaggio (che questa volta è cantato ed è davvero piacevole), così come il resto delle melodie. Peccato che sia assente il doppiaggio in italiano, che invece c’era in World.

8.0

Prezzo

Monster Hunter Rise è disponibile su Nintendo Switch al prezzo consigliato di 59,99€, quindi 10€ in meno rispetto ad un classico Tripla A multi-piattaforma. I prossimi aggiornamenti saranno gratuiti e rilasciati a cadenza regolare: aggiungeranno nuovi contenuti, tra cui mostri inediti. È disponibile anche una versione dimostrativa.

Immagini

Giudizio Finale

Monster Hunter Rise

8.5

Monster Hunter Rise

Monster Hunter Rise è l’ennesimo, ottimo capitolo di una saga che ha saputo rinnovarsi mantenendo integra la sua identità. Tutte le aggiunte introdotte convincono e la versatilità di Switch è un goloso valore aggiunto. Chi ha già affrontato Monster Hunter World sentirà il sapore di già visto e potrebbe soffrire di alcune mancanze, un grattacapo lecito su un prodotto comunque di eccellente fattura, che solleva dei dubbi solo su contenuti di fine gioco e su una progressione che necessita di un ripensamento in certi lati. Detto ciò, questa nuova caccia è un altro successo per la serie e per tutta Capcom.

di Giorgio Palmieri
Pro
  • Ottimizzato perfettamente su Switch
  • Nuove meccaniche che riducono i tempi morti
  • La modalità Furia è un'ottima aggiunta
Contro
  • Qualche dubbio nei contenuti e nella progressione
  • Il paragone con World è inevitabile

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