Mountain Makalu Max recensione: il mouse gaming modulare che non costa una follia

Lorenzo Delli
Lorenzo Delli Tech Master
Mountain Makalu Max recensione: il mouse gaming modulare che non costa una follia

Mouse gaming modulare

Gli appassionati di periferiche PC dovrebbero ricordarsi Mountain, la società tedesca responsabile della serie di tastiere modulari Everest di cui vi parlai non molti mesi fa. Proprio Mountain presenta oggi Makalu Max, un mouse gaming modulare davvero speciale. Ho avuto l'opportunità di provarlo in anteprima, e qui di seguito trovate le caratteristiche, le impressioni di utilizzo e il perché dovreste farlo vostro (o ignorarlo del tutto).

PRO

  • Mouse modulare (pesi e paratie laterali)
  • Più pesante della media attuale dei mouse gaming
  • Ampiamente personalizzabile anche via software
  • Prezzo non esoso

CONTRO

  • Hardware non al top
  • Manca il Bluetooth
  • Software quasi obbligatorio

Unboxing Mountain Makalu Max

Molto elegante anche la confezione del Mountain Makalu Max: apertura a scrigno e stile identico a quello della tastiera Everest. Al suo interno troviamo il mouse con tutta una serie di nicchie che ospitano le componenti modulari del mouse, ovvero due paratie laterali e 3 dischi in metallo. C'è anche un'altra scatolina che include un cavo lungo 1,8 metri in tessuto, utile sia per la ricarica che per l'utilizzo del mouse in modalità cablata, il ricevitore USB per l'uso in Wi-Fi e un adattatore USB-C femmina / USB-A maschio. Quest'ultimo è utile ad avvicinare al mouse il ricevitore senza fili: in sostanza si tiene il cavo di ricarica sulla scrivania vicino al mouse, con il ricevitore collegato all'adattatore a sua volta collegato al cavo. Una soluzione in voga fra molti produttori di mouse. Non mancano poi un piccolo manuale e un set di adesivi del marchio. Insomma, un bel po' di roba! Ah, giusto per vostra curiosità.

Il nome Makalu deriva ovviamente da una montagna, il Makalu, che si trova a 22 chilometri a est dell'Everest. È la quinta montagna più alta della Terra con i suoi 8.463 metri

Caratteristiche tecniche

Vediamo come prima cosa le caratteristiche tecniche salienti di questo Mountain Makalu Max. Si tratta di un mouse gaming che può essere utilizzato senza fili grazie all'apposito ricevitore Wi-Fi da 2.4 GHz o cablato. Non è specificato, ma dovrebbe trattarsi di un cavo in PARACORD. Ecco le specifiche:

  • Sensore: PixArt PAW3370, 19.000 DPI, 400 ips, max accelerazione 50g, lift-off 1-2 mm
  • Connettività: Wi-Fi 2.4 GHz, cavo USB-C
  • Pulsanti programmabili: 8
  • Switch pulsanti principali: Kailh GM 8.0 Black, forza di attuazione 65±10 gf, distanza di attuazione 0,3±0,2 mm, 80 milioni di pressioni
  • Polling rate: 1.000 Hz
  • Memoria interna: 5
  • Cavo: 1,8 m
  • Peso: 100 g senza side grip e pesi, 105 g con side grip di base, 115 g con side grip estesi, 126 g con peso inferiore più grande
  • Dimensioni: 126 x 43 x 15 mm di base, 126 x 99 x 43 mm con side grip estesi
  • Autonomia: fino a 80 ore
  • Piedini: PTFE

Il sensore PAW3370 lo avevamo già provato su altri mouse top di gamma, come il ROCCAT Kone XP Air.

I DPI massimi non sono così alti come per altri sensori (questo arriva a 19.000), ma non è necessariamente un problema. Il valore di riferimento si può modificare con scatti di 50 in 50. La velocità di tracking è un po' più bassa rispetto a sensori più recenti, si parla di 400 IPS (inch per second, ovvero 10,16 metri al secondo), mentre l'accelerazione è di 50G. Diciamo quindi che si tratta di un sensore non al top, ma comunque affidabile e presente su tanti altri prodotti di questo genere.

Il peso merita un cenno speciale. Come forse saprete se seguite il mondo degli accessori dedicati al PC Gaming, la direzione intrapresa dai produttori è quella di alleggerire quanto più possibile scocca e dotazione dei mouse per renderli leggerissimi. Basti vedere ad esempio il recente ROG Harpe Ace da soli 54 grammi, o il KATAR ELITE WIRELESS da 69 grammi. Che poi erala stessa strada intrapresa da Mountain con il precedente Makalu 67, che pesava appunto 67 grammi.

Per il Makalu Max si parte invece da 100 grammi, e la cosa non deve essere vista come un'involuzione. Siamo più vicini ai valori dell'altrettanto recente G502X, e in ogni caso non è che il Makalu 67 scompare dal listino di Mountain. Se quindi cercate qualcosa di più piazzato e dal peso personalizzabile, siete nel posto giusto. Ora, in realtà il peso di 100 grammi è registrabile senza paratie laterali. Da buon mouse modulare, il Makalu Max vanta paratie removibili e sostituibili gestite da un sistema basato su magneti. Ma le paratie di per sé non sono poi così pesanti: con quelle di base il peso sale a 105 grammi. A far incrementare il valore è un altro sistema modulare, quello che Mountain definisce Gravity Control System. Invece di smontare ulteriormente il mouse, o di inserire bilanciamenti nella cupola superiore o in altri sportellini, il Makalu Max presenta uno scomparto inferiore "a cielo aperto" in grado di ospitare dischi di metallo.

Ce ne sono tre in confezione: uno da 10,6 grammi uniforme, uno da 8,4 grammi con due aperture e uno da 6,6 grammi con 4 aperture. Queste aperture vi permettono, ruotando il disco, di cambiare il bilanciamento del mouse. Con i moduli laterali più ampi e l'anello più pesante si arriva a un massimo di 126 grammi circa. La parola d'ordine insomma è personalizzazione: le combinazioni possibili sono molte, visto che ci sono due paratie di destra, due di sinistra e tre pesi. Difficile quindi non trovare la configurazione che può fare al caso nostro.

Da brava produttrice di tastiere meccaniche, Mountain ha optato per dotare il suo mouse di switch professionali. Si tratta di microswitch meccanici (senza ausilio ottico quindi) prodotti da Kailh, i GM 8.0 Black, dotati di una distanza di attuazione davvero irrisoria, pari a circa 0,3 mm. Sono garantiti per qualcosa come 80 milioni di click, più di tanti altri mouse in circolazione.

Il feedback sonoro è deciso ma non sgraziato, e quello tattile è più che soddisfacente. I tasti, grazie anche agli switch in questione, risultano premibili lungo tutta la loro superficie. Non sono molto lunghi, ma permettono comunque la presa ad artiglio, anche se altri modelli, dotati di tasti più lunghi, la favoriscono maggiormente.

Venendo al polling rate, ci si ferma a 1.000 Hz, sia in modalità cablata che con ricevitore Wi-Fi. Solito discorso che vi ho fatto nelle recensioni passate: c'è chi va a 2.000 o addirittura 8.000 Hz, ma c'è chi preferisce muoversi su questi valori per garantire al mouse un minor consumo di batterie e un minor carico di lavoro sulla CPU. Quest'ultimo fattore potrebbe causare instabilità in alcuni giochi, e da prodotti del genere, pensati per chi gioca anche a livello competitivo, non è proprio il caso. È anche vero che, come altri mouse gaming, anche Makalu Max ha il suo software di riferimento da cui modificare il valore di polling rate, e alla fine si potrebbe lasciare all'acquirente la scelta su quale valore selezionare.

A livello di memoria interna, è possibile salvare fino a 5 profili d'utilizzo. Ovviamente vi servirà il software dedicato per farlo. Non ci sono pulsanti dedicati al passaggio tra i profili, ma nulla vieta di riprogrammare quelli a disposizione per renderlo possibile.

Mettiamo un attimo da parte la scheda tecnica. Le forme del Makalu Max sono piuttosto classiche, almeno finché non decidete di cambiare le scocche laterali. Quelle di base lo rendono quasi simmetrico, se non fosse che sul lato sinistro troviamo tre pulsanti programmabili. Rimuovendo quelle, grazie a un sistema a magneti che funziona piuttosto bene, si possono installare quelle alternative dalle forme davvero particolari. Quella di sinistra vanta una classica forma con ala, che permette di poggiare il pollice durante l'utilizzo. Vanta tra le altre cose anche una copertura gommata che migliora il grip, e permette di faticare meno e di avere accesso più rapido ai tasti programmati, e un piedino in PTFE dedicato.

Quella di destra è ancora più particolare: va a creare un sostegno rialzato per il mignolo, facendo sì che tutta la mano si posizioni in modo leggermente diverso sul mouse. Una scelta peculiare, che però non fa altro che donare ulteriore personalizzazione al mouse, permettendo all'utente di variare le forme e di combinare le 4 paratie in modi diversi. Anche questa paratia di destra presenta un piedino in PTFE dedicato, portando il totale a ben 5.

Venendo ai tasti programmabili, come già accennato sul fianco sinistro ce ne sono tre. Uno, quello più in basso, è il classico "Sniper button", ovvero quello che solo se tenuto premuto cala i DPI a 400 punti favorendo la precisione. Gli altri due di default sono programmati come "avanti" e "indietro", e ovviamente vi servirà il software per sbloccarne le potenzialità. Sotto la rotellina invece ci sono altri due pulsanti: sono quelli adibiti a ciclare tra i profili DPI.

Ci sono 4 profili e altrettanti LED bianchi, che vi permettono a colpo d'occhio di sapere quale avete selezionato. Vista la loro posizione arretrata è davvero difficile premerli per errore mentre si gioca, un valore aggiunto di cui tenere di conto.

Buona la rotellina del mouse. Ha una copertura in gomma piacevole al tocco e un feedback in rotazione delicato ma ben percepibile. La sezione che ospita rotella, pulsanti DPI e LED DPI è circondata da una corona LED RGB estremamente brillante, che dona un tocco di "gaming" al prodotto che altrimenti vanterebbe un aspetto tutto sommato elegante e sufficientemente sobrio.

Costruzione ed ergonomia

Come accennavo nella sezione precedente, una volta rimosso dalla sua confezione, Mountain Makalu Max sembra un mouse come tanti altri. Le forme sono sufficientemente simmetriche, anche se purtroppo non è propriamente pensato per un'utenza mancina. I tasti programmabili sono solo sul fianco sinistro, e le paratie laterali sostitutive sono palesemente pensate per chi usa il mouse con la mano destra.

Tralasciando questo fatto, il mouse risulta comodo da usare e un po' più pesante della media, anche se in linea con il già citato G502X di Logitech. Ovviamente mettendo mano al Gravity Control System, ovvero al sistema di pesi ad anello posto sul retro, e alle scocche sostitutive laterali, cambiano sia l'ergonomia che il bilanciamento del dispositivo. Tutto, in pratcia! Le paratie più grandi potrebbero ad esempio essere perfette per usare il mouse in ambito lavorativo, per poi cambiare quella di destra al volo prima di una partita a Overwatch. Idem dicasi per i pesi: magari per lavoro risultano scomodi, ma per il gaming possono far comodo per controbilanciare i DPI del mouse e ottenere una combinazione che fa al caso nostro.

E nonostante nel tempo mi sia sempre più abituato a mouse leggeri (uso abitualmente un G PRO X SUPERLIGHT), non ci ho messo molto ad abituarmi al peso "maggiorato" del Makalu Max.

Anzi, ho voluto sperimentare sin da subito l'anello del Gravity System dotato del peso maggiore e le due scocche laterali più ampie, in modo da mettere alla prova la build più "spinta" che è possibile assemblare con gli accessori a disposizione. E nonostante le forme così particolari, vista la paratia rialzata di destra, e il peso notevole (praticamente due volte un G PRO X SUPERLIGHT), il Makalu Max si lascia usare che è un piacere. Mi ha accompagnato per diversi giorni, sia in ambito lavorativo che videoludico, e anche solo il fatto di poter variare facilmente la sua struttura per adattarlo alle situazioni lo rende un gran bel prodotto. Certo, non è il primo a permettere modifiche del genere, ma ultimamente il mercato non ha favorito questo genere di mouse modulari, anzi.

A riguardo della qualità costruttiva, il peso maggiore gli dona quella sensazione di solidità strutturale che manca ad altri mouse gaming di ultima generazione.

Peso però non significa necessariamente qualità, ma fortunatamente non è questo il caso del Makalu Max. La qualità delle plastiche è ottima, e il mouse risulta anche un minimo resistente agli urti (mi è cascato piuttosto rovinosamente senza riportare neanche un graffio). Il sistema a magneti che tiene uniti mouse e paratie laterali è sufficientemente potente da non causare distacchi accidentali, ma comunque rimuovere le scocche e sostituirle è questione di un attimo. Potenzialmente potete farlo anche durante il gaming se per qualche motivo vi trovate male con una delle paratie in uso. Anche il Gravity System basato su anelli inferiori ha il suo perché. Lo slot per gli anelli non richiede la rimozione di paratie o sezioni del mouse, diminuendo quindi le parti mobili complessive. E gli anelli, una volta in posizione, non vengono via a meno che non siate voi a rimuoverli facendo leva nell'apposita fessura.

Modulare quindi, ma anche solido e privo di apparenti debolezze o criticità.

Funzionalità e Software

Mountain Makalu Max, come già accennato, necessita del software ufficiale per sprigionare le sue vere potenzialità. Si tratta di Base Camp, il software che avevo già provato in occasione della recensione della Mountain Everest Max. Giustamente c'è un'unica app per tutti i prodotti del marchio! La home dell'applicativo vi accoglie con l'elenco di dispositivi Mountain associati al vostro PC. Selezionando il Makalu Max si apre la schermata dei Profili. Si possono creare fino a 5 profili d'utilizzo. Come vi dicevo poco fa, di default il mouse non ha tasti adibiti al passaggio tra i profili d'uso, ma già in questa schermata c'è una funzionalità molto interessante: potete far sì che un profilo d'uso subentri in caso di lancio di un gioco o di un applicativo specifico. In questo modo, se trovate le impostazioni perfette per un titolo di vostro gusto potete automatizzarne l'applicazione.

Spostiamoci subito in Settings, uno dei tab con più impostazioni tra quelli disponibili. Come avrete notato, l'interfaccia è tutta in inglese. Si intuisce più o meno tutto anche senza masticare la lingua d'oltre Manica, ma in caso di difficoltà basta farsi aiutare da Translate. Tornando alle impostazioni, qui si possono creare fino a 5 profili DPI (con scatti di 50 in 50). Nulla vieta di crearne di meno o di averne uno solo, sta a voi cestinare quelli che non vi servono o aggiungerli tramite interfaccia. Potrete poi richiamarli con i due tasti presenti sotto la rotellina del mouse, sempre non decidiate di riprogrammarli. Sempre da qui si possono attivare l'angle snapping, la distanza di lift-off, le politiche di stand-by per il risparmio della batteria, polling rate, sensibilità e velocità del click. Se per caso smanettando vi ritrovate per le mani un'impostazione che proprio non fa per voi potete sempre tornare allo stato di fabbrica con l'apposito pulsante.

Spostandoci in Bindings si può riprogrammare i pulsanti del mouse. È sufficiente premere sui pallini blu associati agli 8 tasti per aprire il menu di programmazione. Si possono associare tantissime funzione ai tasti: dalle macro all'apertura di programmi, dall'apertura di cartelle specifiche alla scrittura di stringhe di testo. Occhio a riprogrammare il pulsante Sniper (che porta i DPI a 400): non c'è una funzione specifica da riassociargli. Per le Macro dovrete ovviamente prima crearle spostandovi nell'apposito menu. L'editor per la creazione di Macro si lascia usare: non è tra i più intuitivi, ma non gli manca praticamente nulla. Per inserire eventi in macro già create si deve sostanzialmente riprendere la registrazione e ribloccarla, per poi decidere gli eventuali delay tra un'operazione e l'altra.

E infine c'è Lightning, il tab che vi permette di personalizzare la resa della corona LED che circonda l'isola della rotella. Si tratta di una corona composta da 8 zone, e oltre a vari preset tra cui scegliere si può creare anche dei pattern personalizzati scegliendo ogni singolo colore delle varie zone.

Occhio ovviamente alla batteria: può convenire regolare la luminosità e scegliere effetti statici per risparmiare qualcosina.

E se si vuole giocare in trasferta e non si ha Base Camp sotto mano? I profili d'utilizzo, quelli impostabili tramite la schermata di partenza, memorizzano le impostazioni a livello hardware. Ciò significa che, programmando i tasti giusti, potrete richiamare i 5 profili anche senza l'ausilio del software. E si può mettere mano anche agli effetti del LED RGB senza software: tenendo premuto il tasto "Avanti" dei due programmabili e la rotellina del mouse si scelgono gli effetti; sempre con il solito tasto "Avanti" e ruotando la rotellina si varia la luminosità.

Insomma, le funzionalità non mancano, e installare il software è praticamente un passaggio obbligato se si vuole personalizzare la resa del mouse.

Autonomia

Sulla carta Makalu Max promette fino a 80 ore di autonomia. Fino a, perché dipende ad esempio dalla luminosità dei LED e dagli effetti impostati, oltre che dalle politiche di standby che decidete di impostare da Base Camp.

Sono comunque valori che trovano riscontro in un uso classico del mouse, il che non è male. La scelta di limitare il polling rate a 1.000 Hz permette anche di avere valori di autonomia del genere. C'è chi fa di meglio, ma si tratta di un'autonomia di cui è difficile lamentarsi. E ovviamente nulla vieta di giocare durante la ricarica, sfruttando il cavo in simil PARCORD che permette di giocare senza accorgersi più di tanto della presenza di una connessione cablata. Il cavo poi può tornare comodo averlo sempre sulla scrivania. In confezione c'è infatti un adattatore USB-C femmina / USB-A femmina che, se collegato al cavo, vi permette di agganciare il ricevitore USB Wi-Fi direttamente al cavo. L'utilità? Si tratta di un espediente usato da sempre più produttori (anche per le cuffie): avvicinando il ricevitore al mouse si migliora la ricezione e si evitano interferenze.

Prezzo

Il prezzo di questo Makalu Max è decisamente uno dei suoi punti di forza: 89,99€! Il mondo dei mouse gaming accoglie modelli da 10 a 200€, ma il nuovo modello di Mountain si propone non solo come una valida alternativa a tanti marchi blasonati, ma anche come uno dei pochi che possono fregiarsi del titolo di mouse modulare.

E poi in un mercato che predilige sempre di più dispositivi leggerissimi, l'arrivo di un qualcosa di diverso che punta invece a pesi maggiori e a bilanciamenti personalizzabili è da premiare. Mountain Makalu Max è disponibile direttamente sullo store di Mountain.

Mountain Nunatak Mousepad

Insieme al Makalu Max arrivano anche i nuovi tappetini firmati Mountain. Si chiamano Nunatak (qui il significato). Due le dimensioni disponibili: Medium, dalle dimensioni classiche, e XL, di quei tappetini che sono lunghi un metro (circa) e che quindi vanno a occupare buona parte delle superfici delle scrivanie. Sono estremamente classici, sia nelle dimensioni sia nei materiali: il retro è in gomma anti-scivolo, mentre la parte frontale è idro-repellente e pensata per favorire lo scorrimento del mouse. Non ci sono grossi fronzoli gaming. C'è comunque il logo Mountain in bianco e il bordo cucito in bianco che circonda il tutto. Quello mostrato in foto costa 14,99€; la versione XL arriva a 29,99€.

Li trovate qui.

Recensione Mountain Makalu Max - Foto dal vivo

Su alcuni dei link inseriti in questa pagina SmartWorld ha un'affiliazione ed ottiene una percentuale dei ricavi, tale affiliazione non fa variare il prezzo del prodotto acquistato. Tutti i prodotti descritti potrebbero subire variazioni di prezzo e disponibilità nel corso del tempo, dunque vi consigliamo sempre di verificare questi parametri prima dell’acquisto.

Giudizio Finale

Mountain Makalu Max

Non avrà a disposizione hardware di ultima generazione, ma Mountain Makalu Max riesce comunque a distinguersi dalla massa proponendo caratteristiche a livello fisico e software che ne garantiscono ampia possibilità di personalizzazione. Sul retro troviamo il Gravity System con pesi aggiuntivi ad anello, e ai fianchi due paratie sostitutive che permettono di ampliare la superficie su cui poggia la mano. Tramite software ci sono un sacco di parametri da personalizzare, e tra i pro ci sono anche da annoverare i pulsanti programmabili e quello "Sniper" dedicato. Dulcis in fundo, il prezzo, per ciò che offre, non è così esoso.

Sommario

Unboxing Mountain Makalu Max 9

Caratteristiche tecniche 8.5

Costruzione ed ergonomia 9

Funzionalità e Software 8.5

Autonomia 7.5

Prezzo 8

Voto finale

Mountain Makalu Max

Pro

  • Mouse modulare (pesi e paratie laterali)
  • Più pesante della media attuale dei mouse gaming
  • Ampiamente personalizzabile anche via software
  • Prezzo non esoso

Contro

  • Hardware non al top
  • Manca il Bluetooth
  • Software quasi obbligatorio

Lorenzo Delli
Lorenzo Delli Cresciuto a "computer & biberon", mi sono avvicinato al mondo dell'informatica e della tecnologia alla tenera età di 5 anni. Mi occupo di news e recensioni legate ai PC (desktop e laptop) e al gaming, ma non disdegno elettrodomestici smart quali scope elettriche e friggitrici ad aria, preferibilmente con Bluetooth e Wi-Fi. Se trovate un meme sui canali social di SmartWorld è probabilmente colpa mia.

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