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Recensione Oculus Quest 2: la vostra porta d’ingresso alla realtà virtuale (foto e video)

Lorenzo Delli




Recensione Oculus Quest 2

Oculus Quest 2 è arrivato sul mercato il 13 ottobre 2020. Si tratta della seconda iterazione del visore per la realtà virtuale stand-alone di casa Oculus (Facebook), un dispositivo che non richiede fili o hardware di appoggio per essere utilizzato. La versione di quest’anno ha tanti punti di forza e un prezzo inferiore a quello del primo modello. Scopriamolo insieme!

Confezione

Anche quest’anno la confezione è particolarmente elegante, e si intuisce anche dal suo aspetto il cambio di look e di colori del visore. All’interno, oltre ad Oculus Quest 2, troviamo i due controller, ognuno dotato di una pila AA già inserita, un distanziatore per gli occhiali, l’alimentatore con il (cortissimo) cavo USB Type-C e la manualistica del caso. C’è tutto il necessario insomma per godersi sin da subito l’esperienza VR offerta dall’ecosistema Oculus.

Costruzione ed Ergonomia

Ci sono delle sostanziali differenze tra la prima e la seconda generazione di visori di casa Oculus. Quest 2 si nota subito per via del suo colore bianco “sporco”, in controtendenza rispetto a quanto visto sul primo Oculus. Cambiano anche i materiali: dal particolare tessuto interno ed esterno di Quest ad una copertura di sola plastica (di ottima qualità) di Quest 2. Non per questo la qualità costruttiva ci è sembrata inferiore. È un anno che usiamo Oculus Quest e il tessuto che lo protegge si è con il tempo un po’ “ingiallito”, destino che questa seconda iterazione non subirà per forza di cose.

Cala il peso, da 571 grammi a soli 503 grammi, e calano le dimensioni (191,5 x 102 mm contro 193 x 105 mm), un dettaglio non da poco per quanto riguarda l’ergonomia. C’è infatti chi trovava il primo visore un po’ sbilanciato in avanti, con conseguente disturbo al collo o alla testa. La riduzione di peso e di dimensione gioca quindi a favore di Oculus Quest 2, se non fosse per un dettaglio: l’imbragatura. In questa iterazione più recente è composta da bande elastiche che, in confronto al sistema previsto nel primo Oculus Quest, sono un notevole passo indietro. È uno dei tanti motivi che giustificano un calo di prezzo così sensibile. Nel nostro caso lo abbiamo quindi trovato un po’ più scomodo del primo, anche se alla fine siamo riusciti a trovare la configurazione a noi più consona. In vostro soccorso arrivano vari accessori ufficiali, come il Cinturino Elite a 49€ disponibile sullo store ufficiale la cui struttura è palesemente ispirata a quella di visori di fascia alta. C’è anche una variante dotata di una batteria aggiuntiva, ma in quel caso il prezzo sale (e non di poco). È indispensabile? No. C’è chi in ufficio ha provato Oculus Quest 2 con questa nuova imbragatura senza nemmeno accorgersi della differenza. È, come nel caso del primo Quest, estremamente soggettivo.

Non sono queste le uniche differenze tra i due visori. C’è un solo jack audio, più che sufficiente comunque (due erano veramente di troppo), mentre sul lato inferiore stavolta troviamo solo il bilanciere del volume. Assente quindi il cursore per regolare la distanza interpupillare, ovvero la distanza che intercorre tra le due lenti. Per cambiarla stavolta si agisce direttamente sulla struttura di plastica che circonda le lenti, facendole scattare manualmente in una delle tre posizione previste. Anche in questo caso si tratta di un piccolo passo indietro. La prima versione permetteva di regolare manualmente la distanza in un range compreso tra i 56 e i 74 mm. In Oculus Quest 2 ci sono “solo” tre posizioni: 58, 63 e 68 mm. Subito sopra le lenti c’è un piccolo indicatore analogico che vi dice in quale delle tre posizioni vi trovate. Ultimo difetto è da ricercarsi nel cavo di ricarica incluso nella confezione: cortissimo e inutilizzabile per giocare con il visore durante le sessioni di ricarica. Nulla che non si possa risolvere con un cavo USB 3.0 tipo C lungo 3 o 5 metri reperibile su Amazon a cifre che partono da circa 20€. Come accennato poi, nella confezione è presente una guarnizione di plastica aggiuntiva da applicare al visore nel caso lo usiate con gli occhiali. È questo il nostro caso, e possiamo assicurarvi che non avrete alcuna difficoltà di utilizzo. Una soluzione semplice quanto efficace.

Detto tutto questo, Oculus Quest 2 rimane, così come la prima iterazione, un piccolo gioiellino. Considerato che si tratta di un visore stand-alone, che non richiede cavi, hardware aggiuntivo e sensori esterni, il fatto che gli ingegneri di Oculus siano riusciti a farci stare tutto in un corpo addirittura più contenuto e leggero è un piccolo miracolo. Il bianco “sporco” inoltre gli dona più del previsto, rendendolo riconoscibile al volo. Un cenno anche ai due (ottimi) controller. Le loro forme sono simili a quelle dell’anno scorso, anche se le dimensioni sono leggermente aumentate. Una differenza, quest’ultima, che non si percepisce assolutamente durante l’utilizzo. Ci viene il sospetto che il colore bianco del visore, applicato anche ai controller, sia in parte motivato dal rendere questi ultimi più facilmente individuabili dalle fotocamere poste sulla placca frontale.

Lenti e schermo

Le lenti di tipo Fresnel sono praticamente le stesse del primo modello. A cambiare, come già accennato, è la distanza interpupillare regolabile in tre posizioni, 58, 63 e 68 mm. Anche il FOV è lo stesso, 90°, grado più grado meno a seconda della distanza interpupillare che decidete di impostare. La vera novità è da ricercarsi nello schermo. Si passa da un OLED a 72 Hz dotato di una risoluzione di 1.440 x 1.600 pixel per occhio del primo modello ad un nuovo schermo Fast-switch LCD a 72 Hz dotato di una risoluzione di 1.832 x .1920 pixel per occhio. Un passo indietro, uno in avanti, potreste pensare. È vero che l’OLED vanta colori più brillanti e neri sicuramente più reali, ma dai nostri test non si nota poi così tanto la differenza. La resa dei colori è ottima anche nel Quest 2, tanto appunto da non farci sentire la mancanza del primo. Ma a cambiare veramente le carte in tavola è il numero di pixel.

Immagine tratta dal video THROUGH THE LENSES – Quest 2 vs Quest 1 – Tyriel Wood – VR Tech.

Quest 2 vanta infatti il 50% di pixel in più rispetto al primo modello, un passo in avanti gigantesco che permette all’utilizzatore di vedere il tutto in modo più nitido. L’effetto zanzariera è notevolmente ridotto e le scritte, sia nei menu che nei giochi, sono più nitide e più leggibili. Anche una cosa semplice come la riproduzione tridimensionale dei controller nella home di Oculus appare ben più definita rispetto al passato.

Immagine tratta dal video THROUGH THE LENSES – Quest 2 vs Quest 1 – Tyriel Wood – VR Tech.

Se foste preoccupati per la frequenza di aggiornamento dello schermo, ancora “ferma” a 72 Hz, sappiate che è in programma un aggiornamento che la porterà a 90 Hz. Ci sono visori dedicati a PC con un refresh rate maggiore, ma considerato che si tratta di un visore stand alone caratterizzato da un prezzo accessibile non c’è da lamentarsi più di tanto. Non sappiamo dirvi con certezza se lo schermo ad una risoluzione più elevata aiuta a combattere il motion sickness. Siamo abbastanza abituati alla realtà virtuale, anche se ogni tanto, con certe esperienze, un po’ di nausea la proviamo comunque. In generale con Oculus Quest 2 non ne abbiamo sofferto più di tanto, ma anche questo è un fattore completamente soggettivo.

Hardware

Tante altre novità le troviamo lato hardware. Sotto il cofano troviamo un processore nuovo di zecca, il Qualcomm Snapdragon XR2, realizzato ad-hoc dalla società statunitense proprio per la realtà virtuale e aumentata. Le prestazioni sono assimilabili a quelle di uno Snapdragon 865, il SoC presente sui più moderni top di gamma Android. Un bel salto in avanti quindi rispetto allo Snapdragon 835 dell’anno scorso. Ad accompagnarlo troviamo 6 GB di RAM, 2 in più del primo Quest, 64 GB di memoria interna nel modello base e 256 GB in quello top.

A riguardo della memoria, 64 GB sono sufficienti o iniziano a stare stretti? Dipende da quali sono le vostre esigenze. La maggior parte delle esperienze occupa uno spazio tutto sommato modesto, dagli 800 MB fino ai 3/4 GB. Le esperienze più recenti d’altro canto, come ad esempio The Walking Dead: Saints & Sinners arrivano ad occupare quasi 10 GB. Il modello da noi testato è quello base e con diverse esperienze installate non siamo riusciti a riempirlo del tutto. Rivediamo anche la scheda tecnica di Oculus Quest 2 prima di procedere oltre.

  • Schermo: 1.832 x .1920 pixel per occhio, Fast-switch LCD, 72 Hz (in arrivo 90 Hz)
  • Processore: Qualcomm Snapdragon XR2
  • Memoria interna: 64/256 GB
  • RAM: 6 GB
  • Audio: 3D positional speaker, jack 3,5 mm
  • Tracking: Oculus Insight, 6 gradi di libertà di tracciamento della testa e della mano
  • Peso: 503 g
  • Peso Controller: 162 g l’uno
  • Dimensioni: 191.5 mm x 102 mm x 142.5 mm (cinghia ripiegata), 191.5 mm x 102 mm x 295.5 mm (cinghia completamente estesa)
  • Dimensioni: 90 x 120 mm
  • Tempo di ricarica: 2,5 ore
  • Distanza interpupillare: 58, 63 e 68 mm

Lato audio i due speaker integrati nelle stanghette laterali sono ancora una volta ottimi. Li abbiamo testati ampiamente con esperienze musicali quali Tetris Effect o Beat Saber rimanendo molto soddisfatti della loro resa. Buono anche l’isolamento acustico al massimo volume consentito. Per i più esigenti c’è comunque il jack audio a cui collegare le cuffie. Il sistema di tracking è il medesimo del primo Quest, l’Oculus Insight, con 6 gradi di libertà. Oculus Quest 2 sfrutta le fotocamere presenti sulla placca frontale, i due controller e tutti i sensori presenti sia sul visore che sui controller per tracciare ogni singolo movimento dell’utilizzatore. Una volta che imparerete ad usare i controller li considererete delle estensioni delle vostre mani, precisi e impeccabili praticamente in ogni occasione. Il tracking, per chi non avesse provato il primo visore, prevede la creazione di un ambiente virtuale tracciando manualmente i confini sicuri. Alternativamente potete utilizzare la modalità comoda, ovvero da seduti, compatibile con tante esperienze disponibili su Oculus Store.

Oculus Link e Hand Tracking

Si tratta ancora di funzioni sperimentali, ma meritano comunque di essere citati. Tra le due la più interessante è sicuramente Oculus Link. Con un cavo USB 3.0 ad alte prestazioni, potete collegare Oculus Quest al vostro PC di riferimento ed usarlo come un classico visore per la realtà virtuale. E funziona! Lo abbiamo provato con successo con Star Wars: Squadrons (lo abbiamo mostrato nella video recensione) e Oculus Quest 2 collegato al nostro ASUS GS30, anche se non sempre funziona tutto alla prima. Con altri giochi, come Project Cars 3, abbiamo avuto difficoltà a far riconoscere il visore al sistema.

Star Wars: Squadrons visto da Oculus Quest 2 con Oculus Link.

A riguardo del cavo che serve per usufruire della funzionalità, Oculus mette in vendita un cavo speciale di ben 5 metri che costa però 99€, una cifra piuttosto alta. È Oculus stessa comunque a suggerirvi che è sufficiente trovare cavi USB 3.0 di buona qualità che passino i test che è possibile avviare dall’applicativo desktop Oculus. I nostri test sono stati eseguiti con il seguente cavo da 3 metri che ha passato i test di Oculus.

Considerate comunque che si tratta ancora di una beta che deve essere perfezionata. Inoltre, per dovere di cronaca, è comunque un’esperienza diversa da quella offerta ad esempio da un Oculus Rift S. Quest’ultimo ha un cavo display port direttamente collegato a PC. Oculus Link invece è una sorta di streaming che ha di conseguenza un po’ più di latenza di un visore classico da PC. Anche il tracciamento delle mani è una funzionalità in beta che potete provare sin da subito in Oculus Quest 2. Sulla carta è una vera figata: vedete una riproduzione delle vostre mani nell’ambiente virtuale creata grazie alle fotocamere, e siete in grado di interagire con la maggior parte delle interfacce. Il problema vero è che queste ultime non sono pensate per essere utilizzate con le vostre dita. Per usare le mani a dovere tutta l’interfaccia dovrebbe mutare, essere composta di pulsanti, leve, tastiere fisiche e altri strumenti più consoni all’utilizzo con le dita. Nella pratica rimane quindi uno spiraglio sul futuro dell’interattività virtuale. Oculus comunque ha dimostrato che si può fare, ed è già un discreto passo in avanti.

Giochi ed esperienze

Un discorso molto lungo che meriterebbe un approfondimento a sé stante. C’è subito da specificare una cosa: è obbligatorio utilizzare un account Facebook. Le due società, Oculus e Facebook, sono sempre più una cosa sola, ed un primo riflesso di questa vicinanza si traduce appunto nell’obbligatorietà dell’utilizzo del proprio profilo Facebook. Una cosa però è necessaria dirla: Oculus e Facebook stanno anche puntando tantissimo sulla realtà virtuale e sul loro ecosistema. È praticamente impossibile aprire Oculus Store e non trovare qualche gioco o esperienza che fa per voi. Di sviluppatori attivi ce ne sono un bel po’ e come se non bastasse i prezzi dei vari titolo sono adatti a tutte le tasche. Ci sono multiplayer online, esperienze da godersi da seduto, giochi di azione, avventure, arcade, documentari, software professionali: non manca davvero nulla. Se l’anno scorso non avete acquistato Oculus Quest per paura di una eventuale mancanza di contenuti, potete a questo punto dormire sonni tranquilli.

La libreria inoltre è in continua espansione. Abbiamo già citato The Walking Dead Saints & Sinners, sbarcato sullo store proprio in questi giorni. A breve arriveranno anche Warhammer 40.000 Battle Sister, una versione VR della vecchissima e tanto apprezzata avventura punta e clicca Myst, una sorta di survival horror ambientato nell’universo di Jurassic World, un nuovo videogioco dell’univero Star Wars probabilmente anche più bello di quello dedicato a Darth Vader. Tanti sviluppatori stanno poi aggiornando le loro esperienze per sfruttare al meglio l’hardware e lo schermo presente su Oculus Quest. Alcune si sono già aggiornate, come Arizona SunshineTrover Saves the Universe, Red Matter, Ironlights e Waltz of the Wizard.

Ci sono poi anche alcuni software davvero imprescindibili, come ad esempio Virtual Desktop. Dove non arriva Oculus Link potete sfruttare quest’ultimo. Installate un software sul vostro PC, seguite i passaggi e dopo pochi minuti siete in grado di usare il vostro PC direttamente da Oculus Quest 2 senza l’utilizzo di cavi. C’è poi Netflix, tanti documentari, Tilt Brush di Google che vi permette di creare opere d’arte tridimensionali. Il bello di Oculus Quest 2 è anche aprire lo store e scoprire nuove cose da fare.

Autonomia

Non c’è molto da dire sull’autonomia di Quest 2, nel senso che i risultati sono perfettamente in linea con quelli di Oculus Quest. Il nuovo processore quindi non è più energivoro. La batteria riesce quindi a garantirvi circa due ore di utilizzo filato. La ricarica completa con l’alimentatore in dotazione richiede 2 ore e mezzo di tempo. Peccato, come già detto, che il cavo in dotazione sia così corto da non permettere di giocare durante la fase di ricarica. C’è un accessorio che non abbiamo provato che aumenta l’autonomia: l’Elite strap dotato di batteria aggiuntiva. L’unico problema è che non è affatto economico. I controller sono alimentati da due batterie AA. La loro autonomia ci è sembrata migliorata rispetto al passato.

Prezzo

Il prezzo è il fiore all’occhiello di Oculus Quest 2: 349€, ovvero 100 euro meno del primo Oculus Quest. È raro trovare un dispositivo di una generazione successiva che cerca di migliore tanti aspetti abbassando così tanto il prezzo di commercializzazione. Si è risparmiato sul cavo e sull’imbragatura? Sicuramente, ma l’esperienza complessiva è migliorata. Non solo, il modello con 256 GB di memoria interna costa 449€, ovvero lo stesso identico prezzo del primo Quest. La realtà virtuale stand alone diventa sempre più accessibile, e da appassionati non possiamo che esserne felici.

Foto

Giudizio Finale

Oculus Quest 2

9.0

Oculus Quest 2

Mezzo voto in più rispetto ad Oculus Quest. Nonostante alcuni difetti, come l'imbragatura meno efficiente e il cavo di ricarica cortissimo, Oculus Quest 2 ha talmente tanti punti di forza da giustificare in pieno questo aumento. Lo schermo non è più un OLED, ma la resa cromatica è comunque ottima. Ciò che conta però è la risoluzione elevatissima, che riduce l'effetto zanzariera rendendo tutto più nitido. Gli sviluppatori possono sfruttare maggiore potenza a memoria, offrendo in futuro esperienze sempre più complete e soddisfacenti. Calano il peso e, leggermente, le dimensioni. E l'ecosistema Oculus, dopo un anno dal primo Quest, è più maturo che mai. Tutto funziona a meraviglia, e le esperienze a disposizione sono in continuo aumento. Dulcis in fundo il prezzo: 349€. Un calo sensibile rispetto alla prima generazione, la vera ciliegina sulla torta. Se non vi siete mai approcciati alla realtà virtuale questa è la vostra porta d'ingresso, sempre che siate disposti ad utilizzare il vostro account Facebook o a crearne uno ex-novo.

di Lorenzo Delli
Pro
  • Schermo a più alta risoluzione
  • Più potente
  • Ecosistema maturo
  • Costa meno del primo
Contro
  • Imbragatura
  • Cavo di ricarica
  • Facebook obbligatorio

Su alcuni dei link inseriti in questa pagina SmartWorld ha un’affiliazione ed ottiene una percentuale dei ricavi, tale affiliazione non fa variare il prezzo del prodotto acquistato.

  • Mourad Haka Hua

    Si può giocare a half life alyx con questo oculus 2 ?

  • Piera

    Ciao vorrei usare questo visore per visite virtuali di musei e città, i giochi non sono di mio interesse, potrebbe essere il prodotto giusto?