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Recensione Onyx Boox Note: il quaderno digitale che stavate aspettando?

Giuseppe Tripodi -




Recensione Onyx Boox Note

Sin da quando ho acquistato il mio primo Kindle, nel lontano 2012, sono sempre stato affascinato dagli e-ink: questi schermi che sembrano carta e non stancano la vista sono ovviamente i migliori possibili su cui leggere, ma purtroppo quasi mai gli ebook reader hanno un sistema di input che consenta di fare molto più che inserie la password del WiFi. Per questa ragione, per anni ho sognato un tablet e-ink su cui leggere e prendere appunti, proprio come fosse un quaderno digitale che, proprio come la carta, mi sarebbe stato utile per scrivere, leggere, disegnare, schematizzare, eccetera. Finalmente, ho avuto per le mani per qualche settimana un dispositivo simile: Onyx Boox Note è proprio il tipo di prodotto che immaginavo di possere da più di dieci anni, e in questa recensione vi racconto com’è andata.

Costruzione

L’Onyx Boox Note si presenta come un grande tablet con display e-ink da 10,3″; lo schermo è leggermente incassato rispetto alla scocca e in basso, al centro, troviamo l’unico tasto fisico della parte frontale. In cima, sulla destra, abbiamo il tasto di accensione/blocco/sblocco schermo, mentre in basso troviamo l’ingresso USB-C e il foro del microfono. Il retro, che trattiene molto le impronte, ospita due piccole casse.

Insieme al Boox Note è inclusa una stylus Wacom in plastica, che purtroppo non può essere riposta insieme al tablet. L’Onyx Boox Note, infatti, non ha nessun alloggio in cui riporre la penna, che quindi va sempre conservata a parte: una “pecca” non indifferente, che rende l’acquisto della cover (in vendita separatamente a 38€ e dotata di alloggiamento per la stylus) quasi obbligatorio per chi vuole usare questo tablet per studio o lavoro.

Il tablet è molto leggero (appena 325 grammi) e si riesce a sorreggere anche con una mano sola, anche se alla lunga avvertirete il bisogno di maneggiarlo con entrambe. Le dimensioni sono comunque importanti (249,5 × 177,8 × 6,8 mm) e per portarlo in giro avrete sempre bisogno di uno zaino, una borsa o quant’altro.

Hardware e software

La più grande particolarità di questo dispositivo è ovviamente lo schermo, quindi partiamo da qui per parlare di hardware: il display è un 10,3″ E Ink Mobius Carta, con un layer capacitivo (in modo da essere utilizzato normalmente con le dita) e un layer induttivo, che ci permette di utilizzare la penna Wacom. Vale la pena precisare che nell’applicazione delle Note, che può essere utilizzata per prendere appunti, il layer capacitivo può essere disattivato, in modo che il pannello ignori completamente qualsiasi tocco accidentale della mano.

Lo schermo è davvero notevole e, a primo acchito, fa una certa figura: ovviamente, la quantità di testo che entra in una pagina è molto maggiore rispetto a quella di qualsiasi altro ebook reader, e questo permette anche di leggere i PDF senza troppe complicazioni. Il problema principale che si presenta con la maggior parte degli ereader nella gestione dei PDF, infatti, è legato in buona parte alle dimensioni degli schermi: con dispositivi da 6″ o 7″, è necessario zoomare per riuscire a leggere il testo di un PDF, il che rende la lettura molto macchinosa; con l’Onyx Boox Note questo non succede, poiché lo schermo è abbastanza grande da non dover ingrandire la pagina per leggere. Inoltre, per lo stesso motivo, questo dispositivo è indicato anche per chi legge molti fumetti in bianco e nero: anche in questo caso, infatti,  per quanto possa essere affollata la scena, non ci sarà bisogno di zoomare, perdendo il filo.

A sinistra Onyx Boox Note (10,3″), a destra Kindle Oasis 2 (7″)

Purtroppo il display non è illuminato in alcun modo, il che vuol dire che non potrete utilizzarlo al buio. Nonostante questo sia stato un “problema” comune in passato con gli ebook reader, non eravamo più abituati a provare dispositivi che non possono essere utilizzati senza una fonte di illuminazione esterna. Sebbene l’Onyx Boox Note sia stato pensato proprio per essere usato esclusivamente in ambienti illuminati da fonti esterne, proprio come un libro/quaderno cartaceo, l’assenza di sovrailluminazione è una pecca importante di questo dispositivo, che sarebbe stato più versatile se fosse stato dotato di sovrailluminazione.

Guardando nel complesso le specifiche tecniche di questo tablet, non sono niente male se confrontante con altri ebook reader. Sotto la scocca troviamo:

  • Display E Ink Mobius Carta (induttivo + capacitivo) da 10,3″ (risoluzione 1872×1404 pixel, 227ppi)
  • Processore quad core da 1,6 GHz (dovrebbe essere un Rockchip RK3288)
  • 2GB di RAM
  • 32GB di memoria interna (non espandibile)
  • Wi-Fi 802.11 b/g/n
  • Bluetooth 4.1
  • Batteria da 4.100 mAh
  • Android 6.0 come OS
  • Stylus Wacom (riconosce 2048 livelli di pressione ed ha due tasti)

Nonostante il Rockchip RK3288 non sia esattamente nell’olimpo dei SoC, il processore quad core e i 2GB di RAM rendono l’esperienza d’uso abbastanza fluida (specialmente se comparata ai canonici ebook reader), considerando che esistono poi dei limiti tecnici dovuti all’e-ink. Questo tipo di schermi, infatti, ha necessariamente un refresh rate sensibilmente inferiore rispetto a display LCD, OLED e quant’altro: bisogna quindi mettere subito in chiaro che, nonostnate il sistema operativo sia Android, sono relativamente poche le app che potrete utilizzare senza impazzire.

Ovviamente Android è molto customizzato e, ad un occhio inesperto, è quasi irriconoscibile. La home è composta dal titolo attualmente in lettura e dai libri aggiunti di recente; in basso, invece, troviamo la cosiddetta Function Area, che è sostanzialmente una dock con shortcut utili. Abbiamo Library che mostra tutti i libri presenti, Storage osssia un file manager per navigare tra le cartelle (la struttura delle directory è quella di Android), Application dove troviamo tutte le app e poi Impostazioni, Note e Browser.

In cima, invece, abbiamo la Status bar, che contiene anche un tasto Home: questo perché un clic sul pulsante fisico in basso non ci riporta alla Home, ma funge da Indietro e per tornare alla schermata principale è necessario tenerlo premuto. Sempre nella Status bar abbiamo poi (in ordine): tasto indietro, indicatore di batteria, toggle per il WiFi, orario, switch tra volume e cambio pagina (!), switch tra modalità di refresh A2 e modalità normale, multitasking e menu.

Ora, soffermiamoci un attimo sui due switch che ho evidenziato con il grassetto, perché mi piace immaginarli un po’ come la sintesi di questo prodotto: incredibilmente attento e ben pensato per alcuni aspetti, incredibilmente approssimativo per altri.

Il primo dei due switch è letteralmente inutile: si trova lì perché nei vecchi modelli di Onyx Boox erano presenti due tasti sul retro, che potevano essere usati per controllare il volume o per cambiare pagina: il toggle in questione serviva proprio per alternare le due funzioni. Questi pulsanti fisici non sono presenti su questo Note, ma lo switch è inspiegabilmente rimasto lì. Volendo rimanere in tema di approssimazioni, sembra che il dispositivo sia stato lanciato nel mercato occidentale senza troppa cura: non sono disponibili dizionari per le lingue occidentali (certo, se sapete dove cercarli online potete scaricarli comunque e posizionarli nella cartella /dicts, però…) e anche l’interfaccia è tradotta solo parzialmente in italiano. Inoltre, anche gli speaker lasciano un po’ a desiderare: il volume non è particolarmente alto (anzi!) e la posizione sul retro fa sì che il suono risulti sempre ovattato, a meno che non capovologiate il tablet. Ho provato ad utilizzare gli speaker per ascoltare un podcast mentre facevo le pulizie ma sono stati insufficienti allo scopo: non c’è neanche il jack audio, ma per fortuna, l’Onyx Boox Note è dotato di Bluetooth con cui collegare cuffie wireless, utili magari per audiolibri o, appunto, podcast.

Tornando all’altro switch menzionato, serve ad attivare o disattivare la modalità A2 per il refresh delle pagine. Questa modalità utilizza una scala di grigi composta da solo 2 livelli (invece dei 16 livelli disponibili con il refresh normale): questo permette di avanzare di pagina molto rapidamente, riducendo l’effetto ghosting e, soprattutto, evitando che lo schermo venga ricaricato completamente ad ogni cambio pagina.

Si tratta di una funzione molto utile, che rende il dispositivo più scattante, ma che può portare qualche problema con fumetti o con documenti con grafici e foto: utilizzando solo 2 scale di grigi, infatti, le immagini risultano sempre meno dettagliate.

Differenze delle modalità di refresh: a sinistra modalità A2, a destra modalità normale.

Prima di passare al paragrafo successivo (in cui parliamo delle due app che costituiscono il cuore di questo tablet), completiamo la nostra panoramica sul comparto software. Il browser è quello stock di Android AOSP, così come il client email: utilizzabili, ma un po’ frustranti con uno schermo e-ink. Molto ricca la calcolatrice (che ha anche funzioni per seno e coseno, fattoriali, etc) ed estremamente spartano il registratore vocale. D’altra parte, la particolarità di questo e-reader è di essere dotato di Play Store, quindi potrete scaricare tutte le app di cui potete aver bisogno. Come ho già detto, tendenzialmente non è una grande idea usare app progettate per display a colori con un refresh rate molto più alto su un tablet con e-ink, ma ci alcune notevoli eccezioni, sempre dedicate alla lettura. In particolare, ho installato ed apprezzato Pocket, per avere a portata di mano tutti gli articoli che non ho ho avuto il tempo di leggere al PC, e Kindle per poter leggere gli ebook acquistati su Amazon; purtroppo, a proposito di Kindle, a volte  l’interfaccia pesante dell’app ha pregiudicato l’esperienza di lettura.

L’autonomia è abbastanza buona: la batteria da 4.100 mAh, il display e-ink e le opzioni di risparmio energetico permettono di usare il tablet per diversi giorni con una singola ricarica.

Esperienza di lettura e scrittura

Lettura

Arriviamo dunque al punto fondamentale di questo tablet, ossia l’esperienza di lettura e scrittura con lo schermo e-ink e la stylus. Partiamo quindi dal software per leggere gli ebook: l’app si chiama Neo Reader e supporta tutti i formati più comuni, inclusi ePub, Mobi, PDF, Doc, CBR, CBZ, TXT e tanti altri.

Ci sono tutte le opzioni che ci si aspetta da un ebook reader, come la possibilità di evidenziare porzioni di testo, modificare il font (è anche possibile aggiungerne di nuovi) e aumentare il contrasto. Inoltre, c’è anche la lettura via TTS (purtroppo la qualità della voce è davvero discutibile) e una funzione, chiamata Slideshow, che permette di far avanzare la pagina automaticamente dopo un certo numero di secondi.

Ci sono poi alcune funzioni che permettono di prendere appunti col pennino sul libro che si sta leggendo, e qui le cose si complicano: come in altri casi, c’è un mix di idee geniali e implementazioni approssimative.

In primo luogo, nei PDF (solo nei PDF, non negli epub o mobi, ma questo è comprensibile) c’è la voce Note, che permette di aggiungere annotazioni a mano libera. E questa è una gran cosa: sottolineare con un pennino su un PDF è una piccola gioia, e la funzione è utile anche per prendere brevi appunti accanto al testo. Sempre dal tab Note, è possibile esportare il PDF con le annotazioni inserite: davvero molto comodo. Infine, con un clic è possibile mostrare o nascondere tutte le annotazioni (tenetelo a mente).

Ma oltre alle Note, c’è anche un’altra funzione, disponibile sia sui PDF che sugli ebook in altri formati (ePub, mobi…), potenzialmente molto interessane, ma anche parecchio problematica: Sidenotes. Si tratta di una modalità split-screen, in cui sulla sinistra si trova il libro in lettura e sulla destra una pagina bianca, su cui è possibile prendere appunti. È un’opzione sostanzialmente ben pensata, che associa ad ogni pagina del libro una pagina di “blocco note”: può essere molto comoda per prendere appunti più complessi e strutturati mentre si studia un libro, anche perché questi possono poi essere esportati come PDF.

Il problema è che se l’utente ha nascosto le annotazioni quel che si scrive in modalità Sidenotes sparisce ad ogni minima interazione. Ad esempio, aprendo il menu, viene nascosto il tratto digitato. Tutto questo risulta estremamente confusionario, perché non viene spiegato da nessuna parte che la persistenza (o meno) degli appunti presi in Sidenotes dipenda da quell’opzione, che è sotto un altro tab, Note.

Dulcis in fundo, come già detto, il tab Note non è neanche visibile su alcuni libri (c’è solo sui PDF!): ci si trova quindi ad avere annotazioni che spariscono senza un chiaro motivo, per un’opzione che in molti casi non è neanche modificabile dal libro che si sta leggendo/studiando. Ancora una volta: ottime ideee, pessime implementazioni.

Complessivamente, l’esperienza di lettura è abbastanza buona, ma non consiglieremmo questo Boox Note come alternativa ai canonici ebook reader da 6″ o 7″: provando a leggere a letto, ad esempio, le dimensioni generose si fanno sentire. Allo stesso modo, ovviamente questo dispositivo non ha la portabilità di un Kindle quindi, ad esempio, non sarà il massimo usarlo per leggere sui mezzi pubblici. D’altra parte, se lo volete utilizzare come supporto per lo studio (quindi comodamente poggiato ad un tavolo) o per leggere fumetti, diventa probabilmente il miglior ebook

Scrittura

Passiamo dunque alla parte di scrittura, che si focalizza sull’app chiamata Note. Si tratta si un software davvero ben pensato, con un gran numero di opzioni, che merita l’attenzione sia di chi è interessato a sostiruire la carta per prendere appunti, sia di chi cerca uno strumento per fare schizzi o disegnare direttamente in digitale.

I documenti realizzati con l’app sono divisi in Note, ognuna delle quali può contenere più pagine; inoltre, tutte le note possono poi essere organizzate in cartelle.

Parlando un po’ delle opzioni disponibili, in primo luogo è possibile disabilitare il layer capacitivo, ossia bloccare l’input del touch e lasciare abilitato solo quello del pennino, in modo da poter comodamente poggiare la mano per prendere appunti e disegnare. C’è poi la possibilità di impostare un template di sfondo, scegliendo tra righe di ogni tipo, quadretti, pentagramma e tanto altro, con la possibilità addirittura di realizzare il proprio template da usare come base per il foglio: davvero fantastico.

C’è poi la possibilità di stabilire la grandezza base del tratto, che ovviamente varia anche in base alla pressione esercitata con la penna. In alternativa, c’è anche modo di prendere appunti senza che il tratto cambi a seconda della pressione della nostra mano: basta cliccare l’icona con la matita..

Si può scegliere di impostare la gomma per cancellare il singolo punto in cui si cancella oppure l’intera linea: per cancellare rapidamente si può usare il tasto posto in cima alla penna (quello che fa da “gomma”, per intenderci), oppure tener premuto il pulsante che si trova vicino l’impugnatura. Personalmente non ho apprezzato molto questa scelta: sia perché due tasti dedicati alla stessa funzione sono inutilmente ridondanti, sia perché a volte può capitare di cliccare per sbaglio il tasto in basso mentre si disegna, cancellando per errore (capiterà specialmente a chi, come me, impugna male la penna). Troviamo poi uno strumento per disegnare facilmente forme geometriche (linee dritte, cerchi, triangoli o quadrati), che può rivelarsi utile per disegni geometrici o per appunti particolarmente strutturati.

Infine, c’è una funzione che trasforma in tratto vettoriale tutto quel che scriviamo, allineandolo in alto a sinistra: in questa modalità, possiamo richiamare la tastiera, inserire spazi e cancellare ogni tratto come se fosse un carattere. Immagino questa modalità possa rivelarsi comoda per chi vuole combinare un testo digitato con delle formule, che possono essere scritte a mano libera.

Purtroppo manca un sistema di riconoscimento OCR, quindi non è possibile (provar a) convertire in testo quanto digitato a mano libera.

Le note vengono salvate in PDF e possono essere facilmente trovate nella cartella Note grazie al file manager, ma è anche possibile esportarle come PNG.

In linea generale, l’esperienza di scrittura è davvero molto buona: il ritardo tra il movimento della penna e la comparsa del tratto è abbastanza basso, quindi si riesce ad interagire col tablet quasi (quasi!) come si farebbe con un foglio vero. Ovviamente non aspettatevi di prendere apputni tanto rapidamente come fareste con la carta, perché non è possibile: la latenza esiste e va tenuta in considerazione, ma con un po’ d’abitudine si può pensare di utilizzare questo Boox Note come quaderno per appunti e schizzi.

Prezzo

Onyx Boox Note è disponibile su Amazon al costo di 549,99€: si tratta di una cifra davvero importante, che solo chi è davvero interessato a questo tipo di prodotto sarà disposto a spendere. D’altra parte, non c’è ancora molta concorrenza nel settore e non stupisce che dispositivi così particolari e di nicchia abbiano un costo elevato.

Foto

Giudizio Finale

Onyx Boox Note

7.7

Onyx Boox Note

Onyx Boox Note è un ebook reader (o un tablet?) decisamente particolare: il grande display e-ink e la presenza di stylus Wacom lo rendono (quasi) perfetto per studiare su libri digali, prendere appunti e disegnare. Il prezzo elevato e le imperfezioni software potrebbero allontanare eventuali acquirenti, ma la concorrenza è molto scarna e chi cerca un dispsitivo del genere difficlmente troverà qualcosa di meglio.

di Giuseppe Tripodi
Pro
  • Enorme display e-ink: un piacere per studiare e leggere fumetti
  • App Note davvero ben fatta
  • Interfaccia fluida (nei limiti dell'e-ink)
  • Basato su Android
Contro
  • Prezzo elevato
  • Sidenotes (e altre funzioni utili) implementate male o grossolanamente
  • Nessuna sovrailluminazione
  • Traduzione incompleta e dizionari europei non disponibili
  • Nessun posto per conservare la stylus
  • Okazuma

    550 euro = scaffale a vita

    • Marco Russo

      Dipende, personalmente reputo che in alcuni settori potrebbe essere molto utile.

  • Karellen

    Forse sarebbe stato più sensato fare un tablet su stile yotaphone, con uno schermo standard dall’altra parte, dato che in fin dei conti è un tablet più che un e-reader…

  • Nozomi

    Ciao potresti riportare le dimensioni del solo schermo, senza includere la cornice? Grazie.

  • Tiwi

    bene non benissimo, il prezzo mi sembra esagerato