Tutta la verità su Pentiment: ecco perché è uno dei giochi più importanti dell'anno

Questa recensione è piena di spoiler e riferimenti espliciti alla trama, siete avvisati
Tutta la verità su Pentiment: ecco perché è uno dei giochi più importanti dell'anno
Vezio Ceniccola
Vezio Ceniccola

Per parlarvi di Pentiment dovrò usare la stessa strategia che ho già adottato un anno fa per la recensione di Inscryption: svelare i suoi segreti, discuterli alla luce del sole, riflettere sul significato dei capovolgimenti della trama. Per tale ragione, anche questa sarà una recensione piena di spoiler e colpi di scena rivelati, nella quale approfondirò molti degli aspetti cruciali della storia. Lo dico sin da subito: se non avete giocato a Pentiment e non volete rovinarvi l'esperienza di gioco, non leggete questa recensione adesso. Il miglior consiglio che posso darvi è quello di arrivare fino in fondo al nuovo titolo di Obsidian e poi tornare qui, per riflettere insieme su quello che Pentiment ci ha lasciato. Vi assicuro che non ve ne pentirete!

PRO

  • Stile meraviglioso
  • Storicamente super accurato
  • Temi molto interessanti
  • Rigiocabile diverse volte
  • Incluso in Game Pass

CONTRO

  • Non adatto a tutti i giocatori
  • Richiede attenzione e riflessione
  • Qualche dialogo eccessivamente prolisso
  • Causa rimorso e pentimento

Scheda videogioco

  • Publisher Xbox Game Studios
  • Sviluppatore Obsidian Entertainment
  • Genere Avventura grafica
  • Numero giocatori Giocatore singolo
  • Lingua Italiano
  • Disponibile su

Cos’è Pentiment

Pentiment è un'avventura grafica con piccoli elementi da gioco di ruolo. L'idea originale per la sua realizzazione è di Josh Sawyer, game director di Obsidian Entertainment nonché autore di titoli come Neverwinter Nights 2, Fallout: New Vegas e Pillars of Eternity. Il team di sviluppo di Pentiment guidato da Sawyer era unico nel suo genere: solo 13 elementi, tra i quali c'erano anche disegnatori ed esperti di storia. Si potrebbe dunque dire che Pentiment è un indie sotto mentite spoglie, almeno per la sua natura autoriale. Se volete saperne di più sulla produzione, vi consiglio di leggere il nostro speciale che trovate a questo indirizzo.

La trama principale ha una struttura lineare e immutabile, ma i modi per raggiungere il finale (unico) sono molto diversi a seconda delle scelte che facciamo durante la nostra avventura. L'enorme ramificazione e complessità del sistema di scelte rende Pentiment un piccolo capolavoro di sceneggiatura. Inoltre, permette di immergersi meglio nella storia, affezionandosi ai personaggi e prendendo decisioni difficili, spesso guidate dall'emotività del momento.

Il gioco è interamente tradotto in italiano, sia per l'interfaccia che per i testi. Non ci sono voci per i dialoghi e anche la musica è molto discreta, mentre i suoni ambientali sono preponderanti: ogni ambiente ha i suoi rumori specifici, diversi a seconda delle stanze in cui siamo o degli oggetti che tocchiamo. Il mood generale dell'opera è abbastanza rilassato, sebbene ci siano anche parti in cui l'azione si fa più concitata.

Stile

Partiamo da un assunto, che può sembrare marginale ma è invece importantissimo: Pentiment è completamente ambientato in un libro, come se stessimo guardando lo svolgimento della storia nelle illustrazioni (animate) presenti sulle sue pagine. La grafica prende ispirazione dalle miniature dei tomi tardo medievali. Per questo, tutto il mondo di gioco è realizzato in 2D, anche i personaggi, con animazioni molto fumettose.

I piccoli trucchi utilizzati dagli sviluppatori per rendere meglio l'effetto libro sono davvero simpatici. Ad esempio, ogni volta che si cambia ambientazione, si sfoglia una pagina del libro.

Allargando la visuale con TAB è possibile osservare i margini della pagina, che in alcuni casi possono includere note sui termini usati nei dialoghi o piccole illustrazioni con le facce dei personaggi di cui si sta parlando.

Lo stile grafico per la visualizzazione dei personaggi è diverso a seconda della loro età. Gli anziani vengono rappresentati come affreschi scrostati, gli adulti come disegni ben definiti, i bambini come bozzetti più colorati.

Altra notazione importante è quella dei caratteri – nel senso di font – usati da ciascun personaggio, diversi a seconda del suo lavoro e della sua attività specifica. Come vedete nell'immagine a seguire, ci sono font molto caratterizzati, con una grafia più rustica o più raffinata. Volendo si può però scegliere di visualizzare font più leggibili, per non avere problemi di interpretazione del testo – cosa che può accadere in particolare coi caratteri gotici.

Lo stile dei disegni e dei caratteri non è un elemento di contorno, ma è parte stessa dell'esperienza di gioco.

In molti casi, potrete scoprire alcuni dettagli dei personaggi semplicemente osservando come sono rappresentati e come viene visualizzato il font nel box di dialogo.

Trama

Stabilito il contesto, parliamo finalmente della storia. Una storia lunga e complicata, che si svolge in tre atti, lungo un arco temporale di ben 26 anni (1518-1544). Riportare tutti i fatti e tutti gli avvenimenti sarebbe letteralmente impossibile, visto che ogni partita segue percorsi diversi in accordo con le scelte effettuate dal giocatore.

I punti cardine della trama sono però gli stessi: l'omicidio del barone Lorenz di Rothvogel, la rivolta dei contadini guidati da Otto Zimmermann e Peter Gertner, l'incendio all'abbazia di Kiersau e la realizzazione dell'affresco nella sala del Consiglio cittadino. In qualche modo questi eventi vi si presenteranno davanti; starà a voi decidere come comportarvi in queste situazioni e in tutte quelle che incontrerete durante la vostra avventura.

I protagonisti sono due: nel primo e nel secondo atto controlleremo Andreas Maler, un miniatore di Norimberga che si ritrova nel piccolo borgo bavarese di Tassing perché deve lavorare nello scriptorium della vicina abbazia di Kiersau; nel terzo atto impersoneremo Magdalene Druckeryn, figlia dello stampatore di Tassing e artista in erba, che dovrà scoprire la verità sul passato del borgo.

Potremmo dire, infatti, che la vera protagonista assoluta di Pentiment è la storia di Tassing, un piccolo mondo antico che non è impermeabile ai grandi rivolgimenti della Storia, quella con la "S" maiuscola. Stratificati nel tempo e nello spazio, i misteri sulla nascita e sullo sviluppo del borgo diventeranno il motore della narrazione e anche una delle preoccupazioni più fastidiose per il giocatore.

Thriller

Sin dai primi minuti di gioco, vi accorgerete che la vita a Tassing è molto meno tranquilla di quanto ci si può attendere da un paesino sperduto tra le Alpi bavaresi. Le tensioni tra i diversi personaggi che popolano il borgo e l'abbazia sono evidenti già durante il primo atto, ed esplodono in tutta la loro forza non appena si verifica il primo omicidio del gioco, quello del barone Lorenz di Rothvogel.

In questo punto il gioco cambia forma e rivela una delle sue nature: quella di thriller investigativo. Nei panni del protagonista Andreas Maler dovremo indagare su diverse piste, per capire chi potesse avere un movente per l'assassinio.

Un compito molto arduo, visto che questo delitto sembra sin da subito solo un piccolo pezzo di un puzzle molto più grande e complesso.

Durante le indagini troveremo, infatti, alcuni biglietti scritti con una grafia molto raffinata e con inchiostro viola: sono i messaggi di quello che viene chiamato "il Burattinaio", un personaggio misterioso che ci accompagnerà lungo tutto l'arco narrativo.

La stessa situazione si ripeterà sia nel secondo atto, con l'omicidio di Otto Zimmermann, che nel terzo atto, con l'attentato contro lo stampatore Claus Drucker. Anche in questi casi dovremo trovare i colpevoli e scopriremo l'esistenza di altri messaggi inviati dal Burattinaio.

Sono due i problemi maggiori che dobbiamo affrontare per arrivare alla verità. Da una parte i dialoghi con gli abitanti del borgo e dell'abbazia, che saranno spesso reticenti e ci potranno anche mandare fuori strada. Per assicurarci il loro favore, a volte, ci toccherà fare commissioni o ricattarli, ma sarà sempre difficile capire quanta verità ci sia nelle loro parole.

Dall'altra parte c'è il fattore tempo. Le giornate a Tassing sono rigidamente scandite dalle ore canoniche medievali, dunque abbiamo un numero limitato di slot temporali per svolgere le nostre indagini. Il tempo non scorre in modo lineare, ma ci sono alcune azioni particolari che fanno avanzare le ore. Proprio per questo, bisogna decidere bene quali azioni compiere e quali evitare, perché non abbiamo il tempo per fare tutto.

La gestione del tempo è dunque molto importante. Dovremo scegliere alcune delle piste da seguire e cercare di trovare tutti gli indizi possibili, sacrificando le indagini su altre piste e altri sospettati. Ciò significa che non avremo mai la certezza di aver capito tutto quello che c'era da capire, sia per l'omicidio del barone Lorenz di Rothvogel che per quello di Otto Zimmermann.

Dialoghi

Gli elementi da gioco di ruolo permettono di compiere azioni speciali e sbloccano linee di dialogo aggiuntive con alcuni personaggi. Per scegliere i tratti dei nostri protagonisti (Andreas e Magdalene) bisognerà indicare il loro background e le loro attitudini comportamentali.

Ad esempio, nel caso di Andreas si potrà scegliere un passato in cui ha vissuto in Italia e ha studiato legge imperiale all'università, mentre per Magdalene potremo impostare un carattere provocatorio e una capacità da poliglotta. Le possibilità sono tantissime e potrebbero servire molto durante l'avventura.

Gli enigmi proposti da Pentiment sono quasi sempre abbastanza semplici ed è possibile risolverli in diversi modi, ma avere particolari abilità per il nostro personaggio potrà rivelarsi decisivo in alcuni momenti. Molto spesso, il vantaggio sarà quello di abbreviare i tempi e permetterci di ottenere una risposta o risolvere un enigma con molta meno fatica rispetto al normale iter che avremmo dovuto seguire.

Detto questo, con i dialoghi bisogna fare molta attenzione. Le conversazioni sono il cuore del gioco e sono realizzate con grande cura, sia per il contenuto che per la forma. Per ogni personaggio cambia il registro linguistico, cambia l'attitudine, cambia anche l'umore a seconda della situazione.

Durante le nostre chiacchierate, dovremo tenere conto di tutti questi fattori per poter ottenere le risposte che cerchiamo, facendo le domande giuste al momento giusto, ma soprattutto nella maniera giusta.

In particolari casi, ci sarà un sistema di punteggio a stabilire se il dialogo potrà avere l'esito desiderato, ad esempio per convincere un personaggio a rivelarci una particolare informazione o a compiere un'azione. I bonus o i malus non saranno determinati solo dalle interazioni avute con quel personaggio, ma dipenderanno anche dai tratti scelti per il nostro protagonista: ad esempio, avere il tratto oratore per Andreas si rivelerà particolarmente utile e garantirà spesso un bonus iniziale molto alto. Se avremo abbastanza frecce blu per riempire la barra, il dialogo avrà successo e il personaggio sarà convinto.

Generalmente, la meccanica dei dialoghi funziona abbastanza bene, anche se risulta un po' farraginosa in alcuni momenti. La cosa che ho imparato con l'avanzare delle ore di gioco è che bisogna essere molto decisi sin dall'inizio della conversazione, seguendo un percorso chiaro e cercando di essere sempre coerenti con i nostri ragionamenti.

I nostri interlocutori potrebbero notare eventuali incongruenze, e questo ci penalizzerà maggiormente quando il dialogo si risolve con il sistema di punteggio descritto poco sopra: bisognerà sempre scegliere da che parte stare sin dall'inizio, perché stare nel mezzo non paga mai.

Un punto critico di questo meccanismo, però, è che molto spesso la linea da seguire non è chiara sin dall'inizio, dunque ci troveremo a parlare di argomenti inutili o comunque superflui, senza giungere al punto desiderato. Districarsi tra i vari argomenti di conversazione non è semplice e il rischio di dire la cosa sbagliata è sempre dietro l'angolo.

Per tale motivo, a volte è molto meglio stare in silenzio o non andare a parlare con una certa persona, che magari potrebbe metterci in difficoltà. Anche perché i dialoghi non si possono fermare: una volta iniziata una conversazione dovremo andare fino in fondo, senza possibilità di sviare l'argomento.

Contesto

Il borgo di Tassing e l'abbazia di Kiersau rappresentano una parte fondamentale dell'esperienza di gioco. Sono organismi vivi e attivi, popolati da contadini, artigiani, viandanti, monaci, suore e tanti altri personaggi, ciascuno con la propria storia da raccontare.

Sono proprio le storie di questi personaggi e di questi luoghi il vero punto di forza di Pentiment. Se la trama principale è piacevole e gli elementi thriller tengono alta la tensione narrativa, è il contesto storico a dare una marcia in più a tutta l'esperienza, a rendere questo gioco qualcosa di molto diverso da tante altre avventure dello stesso genere.

Osservando l'attività dei diversi personaggi si può capire in maniera molto esplicita come era organizzata la società mitteleuropea a cavallo tra Medioevo e Rinascimento. Il periodo d'ambientazione di Pentiment (1525-1544) è infatti uno dei più turbolenti della Storia, tra il fiorire di nuove idee sociali e religiose, l'inizio della grande diffusione dei libri stampanti, le rivolte dei contadini e le trasformazioni culturali a tutti i livelli.

Approfondendo i dialoghi con gli abitanti del posto potete scoprire molte informazioni sulla vita quotidiana di quel tempo: alcuni contadini vi raccontano che le tasse sono troppo alte e il cibo troppo poco, altri si lamentano per i figli fannulloni; i cittadini mostrano atteggiamenti di superiorità verso i contadini, soprattutto il mugnaio e il medico; anche i monaci e le suore hanno una vita più interessante di quello che si potrebbe immaginare, e non si sfugge alle vicende amorose nemmeno in convento.

Insomma, Pentiment è un gioco nel quale il contesto conta più della storia stessa. Ci sono una miriade di piccole storie che possono essere scoperte in ogni momento, anche molte che non vi serviranno minimamente alla risoluzione del gioco. E se vi perdete con tutte queste informazioni superflue, non vi dovete preoccupare: nel gioco ci sono vari momenti "spiegone", nel quale si riassumono le informazioni principali. Inoltre, i protagonisti hanno un taccuino nel quale sono raccolti i dati scoperti durante le avventure: c'è la scheda del personaggio, il diario delle missioni, la mappa, la rubrica con tutta la gente che abbiamo incontrato e un pratico glossario che raccoglie e spiega i termini più complessi.

Il consiglio più prezioso che posso darvi è dunque quello di parlare con tutti e cercare di esplorare sempre tutte le aree di gioco. Prendetevi il vostro tempo e lasciate che Pentiment vi faccia immergere nella sua particolare atmosfera, che non è "senza tempo" ma è anzi ben definita in una determinata epoca.

Riferimenti e temi

Per certi versi, Pentiment sembra un gioco fatto da nerd della storia per altri nerd della storia. I riferimenti medievali e rinascimentali sono tantissimi, ma sarebbe limitante rinchiuderlo solo tra questi paletti: il respiro autoriale di quest'opera attraversa quasi tutta la storia umana, dall'età classica fino ai giorni nostri.

Gli autori hanno preso spunto a piene mani da libri come "Il nome della rosa" di Umberto Eco o testi dell'epoca come il "Roman de la rose", citando a più riprese le tematiche e le atmosfere in essi contenuti.

I primi minuti di gioco danno già un fortissimo impatto: immerso in un sogno, il protagonista Andreas Maler si trova in una sorta di città ideale, in compagnia di Prete Gianni, San Grobiano, Socrate e Beatrice.

Questi personaggi, molto conosciuti all'epoca, fungono da tribunale per le riflessioni di Andreas, che ogni tanto si ritrova in questo mondo dei sogni a fare i conti con le sue scelte di vita.

In molte conversazioni potremo discutere di luoghi come Norimberga, Roma, Firenze, Parigi, Venezia, Bologna e tante città appartenenti al Sacro Romano Impero. Avremo informazioni sulle rivolte dei contadini in Svevia e sulle loro conseguenze. I diritti dei Signori e degli abati saranno messi in discussione dai contadini, che ci racconteranno come nei tempi antichi non ci fossero obblighi verso questi padroni e si potesse vivere meglio.

Gran parte del gioco sarà dedicata alla riflessione sulla religione e sui suoi diversi aspetti. Alcuni personaggi nomineranno le 95 tesi di Lutero e potremo noi stessi discuterne, approfondendo i diversi punti di vista. La questione più accesa è però legata all'eredità dei culti pagani, quelli degli Dei locali come Pertcha o quelli portati dai romani come Marte e Diana.

Su questo si regge la trama principale del gioco, che nelle battute finali si rivela in modo esplicito.

La verità rivelata da Andreas e Magdalene può sconvolgere totalmente i fragili equilibri della comunità di Tassing, che si fa forte del culto di San Maurizio e Santa Sazia. Scoprire che questi santi sono in realtà un lascito del mitraismo e dei culti precedenti è una notizia troppo grande da dare in pasto all'opinione pubblica, ed è per questo che padre Thomas vi si oppone con tutte le forze, fino a morire per questo.

Guardando alla vicenda a secoli di distanza, ci può far sorridere che queste persone siano così accalorate su temi che per la maggior parte di noi sono forse poco rilevanti. Su questo Pentiment, invece, mette l'accento e si sforza di convincerci che sì, in realtà per quell'epoca questi discorsi erano assolutamente sensati e le persone si interessavano molto a tali aspetti, religiosi e spirituali.

Pentiment mette al centro della sua narrazione gli elementi che storicamente erano importanti per le persone del XVI secolo: la religione, la famiglia, la comunità, l'onore, l'eredità culturale. Valori che ritroviamo in ogni dialogo, con qualunque personaggio ci troviamo a parlare.

Ovviamente non tutti i personaggi la pensano allo stesso modo, e anche questo è un altro punto di forza del gioco. Le idee dei contadini più conservatori sono molto diverse rispetto a quelle dei giovani cittadini, così come quelle dei monaci sono completamente opposte a quelle del barone o del medico del borgo.

C'è spazio anche per temi più vicini alla nostra epoca, come quello del femminismo e del ruolo delle donne nella società. Alcuni personaggi femminili mettono in campo idee molto innovative per la loro epoca, parlando di emancipazione dal ruolo di madre e casalinga, dicendo che le donne possono fare molto di più.

Longevità

Se pensate che Pentiment si possa ridurre a qualche oretta di gioco in tranquillità, vi state sbagliando di grosso.

In realtà, la longevità è molto alta per un'esperienza di questo genere: per arrivare fino in fondo alla storia principale sono necessarie dalle 15 alle 20 ore di gioco, ma per completarlo e scoprire tutti i segreti si va ben oltre le 30 ore.

Il fatto è che non basta una sola run per riuscire a fare e vedere tutto. Il gioco impone delle scelte, quindi ci saranno varie attività e linee di dialogo che non potrete scoprire in una singola partita, perché dipenderanno da scelte diverse da quelle che avete fatto.

Pentiment è un titolo che vuole essere rigiocato, fa di tutto per imporvi una scelta e farvi provare un senso di rimorso. Sebbene alla fine possiamo scoprire chi sia il Burattinaio e quali siano le sue colpe, non avremo mai la certezza che le nostre azioni siano state quelle corrette. Il gioco stesso non ci dice se i personaggi che abbiamo fatto condannare siano realmente colpevoli, non c'è modo di saperlo.

Non a caso, la scelta del titolo rappresenta proprio questo processo interiore: in caso di pentimento, possiamo cancellare la pagina come un monaco amanuense e provare a scrivere una storia totalmente diversa.

Prezzo e Uscita

Pentiment è disponibile dal 15 novembre 2022 solo su PC Windows e su console Xbox. Il prezzo di listino è pari a 19,99€, ma è possibile trovarlo anche sul Game Pass: se siete abbonati al servizio di Microsoft, potete scaricarlo senza costi aggiuntivi direttamente dall'app Xbox su PC o su console.

Un gioco come questo sembra fatto apposta per il Game Pass. Non è un titolo di richiamo per il grande pubblico, difficilmente in molti lo avrebbero acquistato pagandolo a prezzo pieno, ma la possibilità di averlo già incluso nel Game Pass gli ha dato la possibilità di farsi conoscere e tante persone sono riuscite ad apprezzarlo.

Pentiment - Screenshot

Giudizio Finale

Pentiment

Pentiment tenta un'impresa storica, in tutti i sensi: creare un'esperienza narrativa divertente da giocare e storicamente molto accurata, infarcita di riferimenti alti e informazioni interessanti. A conti fatti, il risultato finale è un successo, una piccola perla che pone nuove basi per tutto il genere delle avventure grafiche. Ovviamente non è un titolo fatto per il grande pubblico e non è facile da consigliare, ma è questo il suo bello: Pentiment vi obbliga a immergervi in un'epoca completamente diversa dalla vostra, vi permette di scoprire la quotidianità dei nostri antenati lontani, scavando nel loro sistema di valori e nelle loro passioni più nascoste. Un'opera artistica che si può apprezzare su diversi piani, compreso quello del gioco stesso, visto che richiede un certo impegno per essere completato. Il mondo dei videogiochi aveva bisogno di un gioco come questo per tornare a credere in sé stesso, ed è per tale ragione che Pentiment è uno dei giochi più importanti del 2022.

Voto finale

Pentiment

Pro

  • Stile meraviglioso
  • Storicamente super accurato
  • Temi molto interessanti
  • Rigiocabile diverse volte
  • Incluso in Game Pass

Contro

  • Non adatto a tutti i giocatori
  • Richiede attenzione e riflessione
  • Qualche dialogo eccessivamente prolisso
  • Causa rimorso e pentimento

Vezio Ceniccola
Vezio Ceniccola Nato in un posto che sicuramente non conoscerete, romano d'adozione, affascinato da qualsiasi cosa abbia tasti, schermi o lucine colorate.
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