Recensione Pimax 5K Plus VR HDM: display 5K e 200° di FOV, il futuro della realtà virtuale? (foto e video)

Lorenzo Delli




Recensione Pimax 5K Plus

Pimax 5K Plus VR HDM: a meno che non bazzichiate attivamente l’universo della realtà virtuale difficilmente avrete sentito parlare di un prodotto del genere. Si tratta di un visore VR anche particolarmente costoso che di fatto promette prestazioni superiori a tutti i visori attualmente disponibili in commercio. Come? Proponendo una risoluzione più elevata e lenti talmente enormi da garantire un angolo di visione pari quasi al doppio di quello di alcuni diretti concorrenti. Ma il gioco vale la candela? Scopriamolo insieme.

Confezione

La confezione non nasconde particolari sorprese. Anzi, a dirla tutta non nasconde proprio alcuna sorpresa. Visto il prezzo di vendita potevamo anche aspettarci di più. Comunque al suo interno trovate il visore e tre scatole contenenti l’imbracatura per la testa da assemblare, cavo e alimentatore. Assenti controller o base station.

Costruzione ed Ergonomia

Indossando Pimax 5K Plus per la prima volta si nota subito la sua leggerezza. In tutto pesa 470 g, meno quindi di alcuni suoi diretti rivali quali Rift S (563 g) o PS VR (610 g). Quando indossate qualcosa sulla testa, 100 grammi in meno fanno la differenza. L’imbracatura che vi permette di fissarlo alla testa non è esattamente il top. Siamo lontani, molto lontani, dai livelli raggiunti ad esempio dalla già citata Oculus. Si tratta alla fine di un sistema di nastri e di stretch, che fra l’altro dovrete “montare” voi stessi sul visore seguendo le istruzioni presenti nella confezione. Diciamo però che una volta sistemate le lunghezze degli stretch per meglio adattarle alla forma della vostra test, Pimax 5K Plus si indossa facilmente e tutto sommato risulta anche comodo. C’è abbastanza spazio per indossarlo anche con gli occhiali, ma dovrete capire come indossarlo al meglio per evitare di schiacciarveli sul volto. Tra voi e il visore c’è un cuscinetto in gommapiuma piuttosto morbido.

Da un punto di vista costruttivo Pimax 5K Plus non sembra certo un visore da 900€. I materiali esclusivamente plastici e la sua leggerezza lo fanno sembrare un prodotto “cheap“. Addirittura la parte frontale suona a vuoto, ma il perché è presto detto. Si vede sin da subito che il visore risulta molto più largo di un classico modello della concorrenza, e il perché è da ricercarsi nell’ampiezza delle lenti. Ci torneremo più tardi. Sulla parte frontale spicca una striscia LED che si illumina di blu all’accensione. Sul visore troviamo anche una serie di pulsanti: accensione/spegnimento e bilanciere del volume, oltre ad una rotella per la regolazione della distanza interpupillare. Non manca il jack audio per collegare un paio di auricolari, anche se la soluzione migliore rimane un paio di cuffie Bluetooth da collegare al vostro PC di riferimento.

La cablatura è ben congegnata e non dovrebbe arrecarvi fastidio durante l’utilizzo. Il cavo si proietta infatti dietro la vostra testa in modo poi da districarsi dietro di voi senza il rischio che vi sia di impaccio per i movimenti delle braccia. La lunghezza totale ammonta a circa 5 metri, sufficienti quindi per garantirvi un minimo di libertà di movimento all’interno della vostra stanza. Non abbiamo poi avuto problemi di appannatura delle lenti, come invece sperimentato su Oculus Rift S o PlayStation VR, complice probabilmente la struttura inferiore del visore che tende a coprirvi meno il naso e di conseguenza a lasciar filtrare più luce.

E tanto vale togliersi subito i sassolini dalla scarpa. Nella confezione, come avrete capito, non ci sono né controller né base station, il che significa che Pimax 5K Plus è sostanzialmente un visore riservato unicamente a chi ha già acquistato in passato altri visori dotati di questi accessori. Se avete Oculus Rift S è praticamente inutile acquistarlo. L’ultimo modello di visore di Oculus è infatti sprovvisto delle base station, visto che per il tracking dei movimenti utilizza le fotocamere integrate. Va acquistato se avete visori quali il “vecchio” Oculus Rift o gli HTC Vive. Non sappiamo se funziona con gli accessori di Valve Index. E il bello è che noi lo abbiamo provato senza controller VR e senza base station, ma ci torneremo a breve.

Hardware

Il perché acquistare un visore del genere è presto detto. Due i principali punti di forza di Pimax 5K Plus: le lenti e i display. Parliamo infatti di una coppia di lenti in grado di garantire un angolo di visione in diagonale di ben 200° e in orizzontale di 170° e di una coppia di display in grado di garantire una risoluzione pari al 5K (da qui il nome del display). Le lenti sono davvero incredibili. Una volta provate sarà difficile tornare agli angoli di visione offerti dai visori “classici“. Chi lo ha acquistato lo consiglia specialmente per i giochi di guida, ed in effetti dopo averlo provato con Project Cars e DiRT Rally ci sentiamo di dare ragione agli acquirenti.

In generale anche con altri giochi è incredibile. L’effetto “oblò”, ovvero il percepire distintamente i confini visivi dettati dalle lenti utilizzate nei visori, è molto ridotto. Ovviamente è ancora lì, ma si percepisce la loro maggior lontananza a confronto con visori quali il già citato Rift S (115° di FOV) o PlayStation VR (100° di FOV). Ed è proprio per favorire questo ampio angolo di visione che Pimax ha dotato il suo visore di due display da 2.560 x 1.440 pixel, per un totale di 5.120 x 2.880 pixel (5K appunto).

  • Schermi: 5K, composto da 2 display CLPL (Customized Low Persistence Liquid) 2.560 x 1.440 pixel
  • Refresh Rate: 90 Hz
  • FOV: 200°
  • Sensori: accelerometro, giroscopio
  • Peso: 470 g
  • Dimensioni: 28 x 10,8 x 13,6 cm
  • Requisiti minimi:
    • SO: Windows 8.1 o Windows 10
    • GPU: NVIDIA GTX 1070 o superiori
    • CPU: Intel i5 4590 o superiori
    • RAM: 8 GB o superiori
    • Video output: USB 2.0/3.0 + DisplayPort 1.4

La tecnologia che si cela dietro ai display (Customized Low Persistence Liquid) è brevettata dalla stessa Pimax e in teoria permette tempi di risposta ridotti e un refresh rate più elevato. Sempre a detta di Pimax tale tecnologia dovrebbe migliorare anche la luminosità generale e rimuovere l’effetto fantasma. Per Pimax dovrebbe essere alla pari degli OLED, ma non certo per quanto riguarda i colori, che risultano un po’ più spenti di quelli ad esempio di Oculus Quest o PlayStation VR. La risoluzione dei display aiuta moltissimo a ridurre lo screen door effect, anche se con un minimo di concentrazione è comunque possibile distinguere la griglia dei pixel. Sta di fatto che l’effetto complessivo, donato appunto dalle lenti e dai display, è piuttosto notevole. Le lenti così grandi obbligherebbero i produttori a cambiare il form factory dei visori, ma i vantaggi sono innegabili.

Ovviamente per sfruttare al massimo i display di cui è dotato Pimax 5K è necessario un hardware di un certo livello. I requisiti minimi li abbiamo già elencati, ma con una GTX 1070 non è certo detto di sfruttare al massimo il visore. Come ricordavamo poi nella recensione del Rift S, alcuni giochi richiedono come requisito minimo addirittura una GTX 1080. Nel nostro caso lo abbiamo testato su ASUS GS30 dotato di scheda video NVIDIA GeForce RTX 2080. Per quanto riguarda i sensori, a bordo troviamo solo accelerometro e giroscopio. Dovrete quindi affidarvi a delle base station di terze parti per tracciare con precisione i vostri movimenti.

Nel nostro caso, per mancanza di alternative, lo abbiamo testato senza base station e senza controller VR. Ovviamente, come ogni visore, può essere usato in combinazione con un classico controller (come quello dedicato a Xbox One) o con altre periferiche. Il discorso base station è un po’ più complesso da gestire. I sensori a bordo del visore permettono di muovere la testa e di girarsi per aggiustare la visuale, ma di fatto sarete fermi e in alcuni casi la vostra posizione di default sarà anche errata. Ciò significa che avrete accesso solo ad alcuni generi di giochi VR, quali ad esempio i titoli di guida o alcuni platform/avventure quali Adventure Time: Magic Man’s Head Games o Trover Saves the Universe. Ci torniamo nel prossimo paragrafo.

Software

Il Pimax 5K è un visore “parassita” non solo dal punto di vista degli accessori, ma anche da un punto di vista software. C’è sì un software proprietario da scaricare sul sito ufficiale, ma di fatto vi serve “unicamente” a gestire i parametri del visore e a lanciare i videogiochi compatibili che il software stesso riesce ad individuare sul vostro PC. Dobbiamo ammettere di non avere avuto grossi problemi di impostazioni con il visore. Prima di provarlo ci siamo dilungati nella lettura di vari post su forum specializzati scritti da acquirenti della prima ora che, in certi casi, sono letteralmente impazziti con le varie opzioni che è possibile regolare tramite il software. Nel nostro caso non c’è stato bisogno di regolare assolutamente alcun parametro (e il visore è stato provato da più persone all’interno della redazione). L’unica spunta che abbiamo dovuto aggiungere è per un’opzione particolare per usare il visore senza base station, ma non vi stiamo nemmeno a dire qual è visto che sconsigliamo assolutamente e senza mezza termini l’acquisto di questo visore nel caso siate sprovvisti degli accessori adatti. La rotella per regolare la distanza interpupillare permette poi di regolare la distanza delle lenti fisicamente senza dover accedere direttamente al software.

Pimax 5K è compatibile con i giochi di casa Oculus e con Steam VR. Dal primo raccoglie automaticamente tutti i giochi installati su PC. Non li potete lanciare direttamente dal software Oculus però: dovrete avviare quello di Pimax e scegliere i giochi dal tab dedicato. Ci sono però svariati problemi. A prescindere dalla disponibilità o meno degli accessori, parte dei giochi presenti sullo store Oculus non sono veramente compatibili con il visore di casa Pimax. Alcuni crashano, altri non si avviano proprio, altri ancora sono tempestati da glitch grafici che li rendono inutilizzabili. Siamo comunque riusciti a testare diversi giochi, quali i già citati DiRT Rally, Project Cars, Trover Saves the Universe e Adventure Time: Magic Man’s Head Games, quanto basta per farci un’idea delle potenzialità del visore. Steam VR non è purtroppo rientrato nelle nostre prove, visto che di fatto necessita delle base station anche solo per la prima configurazione.

Per quanto riguarda i giochi ovviamente avere a disposizione un campo visivo così ampio cambia completamente le carte in tavola. Fa ancora più effetto in titoli semplici quali Adventure Time: Magic Man’s Head Games, visto che il giocatore si trova a fluttuare nell’aria. Ci si sente davvero circondati dalla realtà virtuale, una sensazione che con gli altri visori si prova soltanto quando ci si concentra particolarmente durante i momenti di gioco più concitati. Proprio il campo visivo ampliato migliora molto la sensazione di immersività con i giochi di guida. Specialmente Project Cars risulta incredibile. E, almeno durante le sessioni di gioco che ci sono servite per la stesura di questo pezzo, non abbiamo avuto a che fare con fenomeni di motion sickness. Potrebbe dipendere da molti fattori: il refresh rate degli schermi, la loro risoluzione e, perché no, anche il campo visivo.

Prezzo

Il prezzo non è certo uno dei punti a favore di questo dispositivo. Sullo store ufficiale costerebbe 699$. Il nostro esemplare viene da Gearbest, dove potete acquistarlo a circa 625€. Si trova anche in Italia, ma a prezzi ancora più elevati. Considerato che nella confezione non ci sono né controller né base station si tratta di un costo davvero troppo elevato. In sostanza è acquistabile solo da chi ha già altri visori, quali HTC Vive o il “vecchio” Oculus Rift, e che comunque è disposto a spendere una cifra piuttosto elevata per un visore che non è nemmeno detto che funzioni a dovere con tutti i titoli.

Foto Pimax 5K Plus

Giudizio Finale

Pimax 5K Plus

Pimax 5K Plus

Leggendo quanto detto finora potreste già aver tratto le conclusioni. Pimax 5K Plus ci permette di dare una sbirciata a quello che dovrebbe essere il futuro della realtà virtuale: pannelli sempre più risoluti e angoli di visione sempre più vicini a quelli donati dall'occhio umano. Il prezzo e l'assenza degli accessori utili al tracking e al controllo dei movimenti scoraggiano però dall'acquisto. "Nice try" quindi, ma per certi versi Pimax 5K potrebbe essere anche troppo avanti per i suoi tempi. Se il costo delle lenti e dei pannelli è tale da far lievitare così tanto il prezzo, impedendo all'azienda di includere accessori essenziali all'utilizzo corretto, forse è il caso di aspettare.

di Lorenzo Delli
Pro
  • Doppio display, risoluzione totale 5K
  • Angolo di visione incredibile
  • Leggero, facile da indossare
Contro
  • Non ci sono controller né base station
  • Non tutti i giochi funzionano a dovere
  • Caro