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Recensione Pioneer DJ CDJ-3000 (video)

Giacomo Miranda




Recensione Pioneer CDJ-3000

Finalmente, dopo due settimane di test approfonditi, sono pronto a raccontarvi i nuovi Pioneer DJ CDJ-3000, i nuovi lettori multimediali top di gamma del brand giapponese. Recensire un prodotto del genere ha una valenza particolare e diversa dal consigliarne o meno l’acquisto, perché se siete DJ e lavorate in una qualsiasi discoteca di livello medio/alto potete stare certi che prima o poi vi troverete sicuramente a mettere le mani su uno di questi lettori: il CDJ-3000 da questo punto di vista non è nient’altro che l’ultimo erede di una dinastia di prodotti talmente di successo da essersi gradualmente imposti come vero e proprio “standard” installato nelle discoteche di tutto il mondo, portando i dj prima dall’epoca del vinile al cd (soppiantando lo storico Technics sl-1200) e poi dal cd ai supporti digitali come chiavette USB ed SD-card.

I dj della mia generazione hanno vissuto e toccato in prima persona i prodotti simbolo di questa cavalcata verso il successo di Pioneer DJ e possono testimoniare quanto per anni semplicemente non ci sia stata una vera e propria concorrenza: le poche proposte dei brand che hanno provato a competere, seppur dotate di funzioni talmente innovative da risultare quasi “esotiche”, hanno sempre poi fallito sul piano dell’utilizzo pratico e quindi anche dei numeri di vendita portando le case produttrici a focalizzarsi su altro (software, home recording, controller midi).

Lo scenario è però cambiato 3 anni fa quando, mentre il CDJ-2000 Nexus 2 riscuoteva il “solito” successo, la rivale storica Denon Dj si è affacciata nuovamente sul mercato lanciando gli SC5000 Prime e tutta una gamma di prodotti rivoluzionari in quanto specificamente progettati per fare proprio quello che gli utenti Pioneer DJ non potevano fare sui propri prodotti, pubblicizzati poi in maniera aggressiva con il claim “change your rider” e con molti big mondiali come brand ambassador come DJ Tiesto, Laidback Luke, Oliver Heldens e Paul Oakenfold.

Nonostante le migliori premesse e recensioni positive dei più grandi esperti del settore, questi prodotti non sono però riusciti a conquistare grosse fette di mercato. I CDJ-3000 non avranno quindi certo problemi a prendere il posto dei loro predecessori nelle consolle mondiali e a riscuotere un gran successo di vendite, ma ecco arrivare il senso di questa recensione: per la prima volta dopo molti anni Pioneer DJ si trova nella scomoda posizione di dover rispondere ad un competitor in termini di prodotto. Sarà abbastanza la “new dimension” tecnologica promessa da brand con i CDJ-3000 per rimettere tutti a tacere ? Scopriamolo insieme.

Unboxing, layout, qualità costruttiva

Fin dalla pubblicazione online delle prime foto rubate prima della presentazione ufficiale, il CDJ-3000 è stato preso di mira da una parte della community dei DJ per il suo design, ritenuto troppo simile a quello del CDJ-2000 Nexus 2 e quindi potenzialmente indice di un prodotto poco rinnovato rispetto al suo precedessore. Senza paura di prendere una posizione così netta vi dico subito che trovo queste critiche totalmente fuori luogo: dobbiamo ricordarci infatti che questi prodotti, per quanto possano risultare “sexy” agli occhi di noi appassionati, non sono dei gadget da sfoggiare agli amici al bar.

Un CDJ è un prodotto destinato all’installazione fissa in un club o sul mainstage di un grande evento e quindi, a differenza dei controller che sono dispositivi più “personali”, deve risultare universalmente accessibile ed intuitivo per la più vasta platea possibile di DJ, facendo sentire a proprio agio sia per il DJ che ricerca l’ultima diavoleria tecnologica da sfruttare nella performance che quello che invece ritiene più importante la selezione musicale e quindi si accontenta di poche funzionalità di base a cui è abituato da tempo. È proprio per questo motivo che anche sul CDJ-3000 ritroviamo il family-feeling di base di Pioneer DJ introdotto per la prima volta nel 2001 con il CDJ-1000 e poi evoluto con la serie 2000, con la grande Jogwheel resistiva al centro, i tasti cue e play in basso a sinistra, lo slider del tempo (o pitch) in basso a destra e la sezione loop in alto a sinistra.

Se di base tutto è dove ci aspetteremmo di trovarlo, questo non vuol dire che non ci siano state innovazioni, che appaiono non appena si va comincia ad osservare più in dettaglio:

  • il display è molto più grande del precedente, e sale fino a 9 pollici
  • i tasti a sinistra del display per la selezione della fonte da cui riprodurre i brandi (CD, USB, SD, ecc) sono spariti e sono stati sostituiti da un unico tasto “SOURCE” posto sopra il display
  • anche i tasti per la navigazione nella UI sono stati riorganizzati: è sparito il tasto INFO (sostituito da un tasto virtuale nell’interfaccia) e sono apparsi invece dei ben più utili tasti dedicati per andare direttamente nella schermata delle PLAYLYST o per attivare la funzione SEARCH
  • la sezione loop è ora dotata di pulsanti aggiuntivi per fare loop da 4 battute e da 8 battute
  • sotto alla sezione loop adesso ci sono dei tasti a freccia per fare BEATJUMP, funzionalità un tempo possibile solo tramite un sottomenu dell’interfaccia software
  • al centro della joghweel c’è un display da 3,5 pollici, lo stesso già visto sulla DDJ-1000
  • attorno alla sezione sync abbiamo il nuovo tasto dedicato KEY SYNC per sincronizzare le tonalità dei brani riprodotti
  • la sezione hotcue è stata totalmente riorganizzata e adesso al posto dei 4 pulsanti posti verticalmente sulla sinistra e switchabili per banco abbiamo 8 pulsanti disposti orizzontalmente sotto al display
  • il CDJ-3000 è il primo CDJ della storia di Pioneer ad essere privo di un lettore CD.Personalmente non la ritengo una mancanza, dato che i masterizzatori sono ormai spariti da tutti i computer del globo e gran parte dell’industria da almeno 8 anni si è spostata sulle chiavette USB, sulle SD card o sui software per pc o mac.

Parlando di qualità costruttiva, il lettore rispetta gli alti standard qualitativi a cui Pioneer Dj ci ha abituato, con dei piacevoli miglioramenti in primis per quanto riguarda la jogwheel, che è stata riprogettata per essere più stabile e sensibile al tocco, e per i tasti play e cue che ora sono testati fino ad 1.000.000 di utilizzi contro i 700.000 del modello precedente. 
Solo il tempo potrà dirci quanto queste componenti si riveleranno realmente meno soggetti a rotture, ma al tatto la sensazione di miglioramento costruttivo è istantanea.

Una chicca che ho apprezzato è il passaggio ai cavi di alimentazione IEC con il blocco di sicurezza, che permettono di andare a mettere le mani dietro la consolle in caso di imprevisti senza il rischio di spegnere inavvertitamente il lettore che stavamo utilizzando in quel momento. Non avete idea di quante volte mi sia ritrovato con dei tecnici distratti che per collegare un microfono o sistemare un cavo di rete finivano per tirare via il cavo di alimentazione dei cdj o del mixer lasciando il locale nel silenzio e me a fare la figura del fesso!

Nuova architettura hardware e nuova UI: la “new dimension” dell’esperienza d’uso

Il CDJ-3000 è il primo lettore di Pioneer ad integrare una nuova piattaforma hardware basata su un processore ARM Cortex a 6 core che Pioneer DJ chiama “MPU” che viene definito il più potente del mercato ( il concorrente diretto Denon DJ sc6000 si ferma a “soli” 4-core).

Questo passaggio ad una architettura paragonabile (anche se solo lontanamente) a quella di uno smartphone top di gamma moderno, ha permesso di integrare un sistema operativo molto più completo ma soprattutto flessibile: durante la presentazione gli ingegneri ci hanno assicurato che il CDJ-3000 riceverà molti più update e funzionalità innovative durante il suo ciclo di vita di quanto non abbiano ricevuto i suoi predecessori.

Questo è il tipo di cambiamento che più speravo di trovare in questo nuovo modello. Utilizzare il CDJ-2000 Nexus 2 era diventato come utilizzare un vecchio Blackberry nell’epoca degli smartphone moderni. Sul precedente modello infatti l’uso del touch era relegato a pochissime funzioni come la scelta della lunghezza del loop, il beatjump o l’uso della tastiera qwerty per la ricerca delle tracce, che comunque risultava macchinosa al pari di tutta l’interfaccia, che era diventata veramente troppo macchinosa per gli standard moderni e richiedeva continuamente l’utilizzo di “stratagemmi” per velocizzare il flusso di lavoro.

Qui invece siamo veramente sulla “nuova dimensione” promessa da Pioneer DJ : appena inserito il drive USB il grande display da 9 pollici con risoluzione HD diventa la porta di accesso per muoversi in una interfaccia grafica più ricca e soprattutto scrollabile interamente con le dita, in grado di mostrare una quantità di informazioni semplicemente impressionante rispetto al precedente modello.

Ricerca, selezione e caricamento dei brani

Nella sezione Browse è possibile muoversi velocemente sia tramite il touchscreen che con la jog cliccabile tra le sezioni brani, artisti, album, remixer, muoversi tra le cartelle e personalizzare come la sezione deve apparire quando inseriamo il nostro hard disc o la nostra chiavetta in un qualsiasi CDJ-3000.
 È addirittura possibile scegliere un colore per ogni supporto che abbiamo collegato ai lettori, per meglio riconoscere durante la performance da dove stiamo pescando la musica: durante l’utilizzo un apposito led posto sulla scocca del CDJ si muoverà in maniera corrispondente.
 Una cosa che mi è piaciuta molto da power-user è la possibilità di tappare con le dita direttamente dentro “l’anteprima” di destra per andare velocemente su una playlist o su una traccia di nostro interesse, tutti accorgimenti che migliorano il “mestiere” di DJ, che alla fine si basa sull’avere a disposizione il disco giusto al momento giusto senza perdere l’attimo.

La sezione Playlist poi è quella che più mi ha fatto dire “FINALMENTE!”.
 Finalmente infatti abbiamo una visualizzazione delle nostre liste di brani veramente completa, quasi al pari di quella che avremmo su Rekordbox DJ per mac o pc, con la possibilità di visualizzare contemporaneamente a colpo d’occhio

  • l’anteprima dell’onda wave del brano
  • il numero del brano nella playlist
  • i bpm delle tracce
  • le tonalità delle tracce (sia in modalità classica che alfanumerica) che si illuminano di verde quando sono compatibili con la traccia che stiamo suonando
  • una seconda colonna accanto al titolo della traccia ri-organizzabile per visualizzare l’artista, la data di aggiunta, il numero di volte che abbiamo riprodotto quella traccia, il genere musicale, il remixer, ecc..

È possibile cambiare l’ordinamento delle playlist semplicemente toccando con le dita sull’etichetta di nostro interesse e quindi riorganizzare le playlist per bpm, in ordine alfabetico ecc… ed è anche possibile visualizzare il pannello info, nascondere l’anteprima dell’onda wave della traccia e selezionare al volo tra tre livelli di grandezza dei caratteri.

Una cosa che ho veramente apprezzato è la possibilità di continuare ad usare la jog fisica come abbiamo sempre fatto, anche nei suoi “trucchetti” come quello di tenerla premuta per scorrere più velocemente le playlist più lunghe o per scorrere velocemente per lettera dell’alfabeto.

Anche per il caricamento della traccia sul lettore per la riproduzione, possiamo fare tap con il dito su “load” dopo aver toccato la traccia oppure selezionarla con la jogwheel.

 Da questi piccoli accorgimenti si nota il lavoro di studio della UI durato oltre 4 anni fatto da Pioneer DJ direttamente con gli artisti : il CDJ-3000 è un lettore molto più efficace da usare per trovare i brani sia per l’utilizzatore più smaliziato che per il veterano, che potrà comunque utilizzare le vecchie metodologie a cui era abituato per muoversi nella UI senza rimanere “penalizzato”.

Sempre grazie ai feedback ricevuti dagli artisti abbiamo ora degli appositi pulsanti per tornare da qualsiasi punto dell’interfaccia direttamente nelle sezioni SEARCH e PLAYLIST.
Sul CDJ-2000 ogni volta che si aveva la necessità di cercare un brano poi si era “condannati”ad una infinita serie di click sulla jog di destra per ritornare nella playlist desiderata; adesso invece possiamo muoverci agilmente tra queste “schede” della UI saltando con facilità dall’una altra ed è possibile addirittura usare contemporaneamente due playlist su ogni lettore, utilizzando lo stratagemma di aprirne una dalla scheda “browse” e una dalla sezione “playlist”, un trucchetto che vi tornerà molto utile.

Grazie alle rinnovate potenzialità hardware la ricerca è molto più veloce ed efficace, ed è possibile correggere eventuali errori di battitura sulla tastiera qwerty touch con la stessa facilità con cui lo faremmo sul nostro smartphone personale.

La sezione TAGLIST funziona invece come sempre, permettendo di creare al volo una playlist delle tracce che abbiamo precedentemente “taggato” tramite la pressione dell’apposito tasto accanto alla jog cliccabile.

Purtroppo questo rimane l’unico modo per creare playlist direttamente dal lettore: come tutti i player di Pioneer DJ anche il CDJ-3000 dipende molto dal software Rekordbox per computer per l’analisi dei brani e l’organizzazione della libreria. 
Non è quindi possibile creare da zero nuove playlist, editare le playlist esistenti o analizzare le tracce: nonostante la rinnovata potenza hardware, questo lavoro deve essere svolto precedentemente sul computer con Rekordbox. 
Per quanto sia impensabile organizzare una intera libreria dal lettore, mi piacerebbe che queste funzioni fossero introdotte nei prossimi aggiornamenti firmware perchè ci sono alcuni casi in cui sono veramente utili.Rimaniamo con le dita incrociate!

Touch preview e touch cue

IN ACCOPPIATA AL DJM-900Nexus2 O DJM V-10

Grazie al nuovo hardware e alla potenziata capacità di trasferimento dati della rete ethernet “PRO-DJ link” utilizzata da Pioneer DJ per connettere più cdj tra loro (adesso fino a 6)e con i mixer della casa, quando i lettori sono connessi tramite hub lan ad DJM-900nexus 2 o DJM-V10 è possibile sfruttare due funzionalità veramente rivoluzionarie delle quali poi diventa possibile fare a meno.

In pratica premendo il tasto “LINK CUE” è possibile utilizzare la rete ethernet come una uscita audio per preascoltare le tracce ancora prima di averle caricate sul lettore solamente scorrendo con il dito nell’anteprima dell’onda wave visualizzata sulla playlist (TOUCH CUE) preascoltare cosa succede più avanti nella traccia che stiamo riproducendo in pubblico (TOUCH PREVIEW) senza che il pubblico si accorga di nulla.

Queste funzionalità sono comodissime, specialmente il TOUCH CUE che è veramente utilissimo quando si scorrono lunghe playlist piene di brani che magari non si conoscono a memoria e si vuole “capire al volo” se il brano che visualizziamo in playlist potrebbe essere adatto al contesto in cui stiamo suonando risparmiando secondi preziosi, ed è meglio realizzata rispetto a quanto ha fatto Denon sui lettori concorrenti che fanno utilizzo dei canali del mixer interrompendo di colpo la riproduzione se vengono toccati per sbaglio. Qui invece si ha sempre la sicurezza che il pubblico non si accorgerà di niente, ed è possibile sbloccare la funzionalità semplicemente con un aggiornamento del firmware dei mixer compatibili (ovviamente gratuito) che dura al massimo 2 minuti.

Durante la performance

Le nuove waveform e le “stacked waveforms”

Una volta selezionata la traccia da riprodurre, anche qui il nuovo schermo ha un ruolo importante nel dare maggior risalto alle waveform come elemento centrale dell’utilizzo del lettore. Oltre a poter scegliere il loro aspetto, potendo per a prima volta selezionare anche le nuove 3BAND waveforms introdotte con Rekordbox DJ 6 (che mostrano ogni parte dello spettro di frequenza con un colore diverso), quando ci spostiamo sulla traccia che vogliamo suonare successivamente il lettore corrispondente visualizzerà oltre alla tracce selezionata anche la waveform della traccia che sta suonando sul master, in formato più piccolo come lunghezza ma comunque in sovrapposizione perfetta per vedere anche “ a occhio” sia la correttezza della messa a tempo che “cosa sta per succedere” nelle tracce che stiamo mixando.

Una piccola chicca che ho apprezzato è la possibilità di spostare sulla sinistra il “baricentro” della visualizzazione della traccia che riproduciamo, per dare maggior spazio a ciò che sta per arrivare nella traccia (ovvero ciò che ci interessa vedere) e meno a ciò che invece è già stato riprodotto.

Loops e beatjump

Il funzionamento dei loop rimane pressoché invariato rispetto ai precedenti modelli, se non per l’aggiunta di due comodi tasti con cui effettuare con un singolo tocco un loop da 4 o da 8 battute, i formati più usati. 
Tramite questi tasti una volta attivato il loop è possibile dimezzarne o raddoppiarne la lunghezza,mentre tramite il menu che appare sul touchscreen è ora possibile scegliere anche lunghezze non convenzionali adatte agli utilizzi più funambolici.

Molto comoda anche la presenza dei tasti fisici per il beatjump, funzione che un tempo era disponibile solo tramite sotto-menù del display e che permette di muoversi avanti e indietro nella traccia o spostare un loop di un numero determinato di battute selezionabile sia tramite la pressione di uno dei due tasti freccia + tasto CALL che tramite il menu SHORTCUT.

Gli hot cue riposizionati orizzontalmente

Sebbene il funzionamento degli HOT CUE sia invariato rispetto ai prodotti precedenti, il loro riposizionamento è stato oggetto di molti studi fatti da Pioneer DJ per venire incontro agli artisti di oggi che ne fanno sempre più uso durante le loro performance.
 Per rispondere alle critiche di coloro che li avrebbero voluti al di sotto della jogwheel come nei controller midi di quasi tutti i brand, Pioneer DJ ha spiegato di aver preferito questa soluzione dopo vari test, perché la parte al di sotto della jogwheel spesso è la parte del lettore dove durante la performance si tende ad appoggiare la base della mano per essere più precisi con le correzioni in fase di beatmatching con le dita sul bordo della jogwheel.
 Personalmente rientro in questa categoria di DJ quindi sono contento di questa scelta. Inoltre avere gli hot cue appena sotto il display colorati dello stesso colore visualizzato sulla waveform permette di vedere più chiaramente il punto in cui si salta nella traccia minimizzando il rischio di errori.

Ad aiutare nella precisione del tocco interviene poi come sempre il QUANTIZE, che è settabile come di consueto fino ad 1/8 di beat oppure disattivabile, per permettere ai funamboli della tecnica di esprimersi senza limitazioni. L’unica cosa che mi piacerebbe avere in un aggiornamento software è la possibilità di poter usare gli hotcue come semplici punti di cue quando la traccia non è in riproduzione, come avviene su Rekordbox DJ o su Serato Dj.

Questo permetterebbe la inutile duplicazione di dover salvare si gli hot cue che i punti di cue su rekordbox tramite il tasto “memory cue”.

Key sync e key shift

Il CDJ-3000 è il primo lettore usb di Pioneer Dj ad abbracciare in pieno la filosofia del key-mixing, permettendo quindi di mixare non solo a tempo (come tutti i prodotti da Dj) ma anche in tonalità.
 Anche se una recensione non è il luogo adatto per approfondire la teoria musicale, sappiate comunque che adesso grazie alle rinnovate capacità del processore è possibile modificare in tempo reale la tonalità dei brani grazie al comodo menù KEY SHIFT posto sul touch screen per mixarli armonicamente tra loro. È poi possibile premere il nuovo tasto KEY SYNC per “avvicinare” armonicamente i brani: grazie ad un algoritmo customizzato dagli ingegneri della casa giapponese il software cerca sempre di variare il minor numero possibile di semitoni per non storpiare i brani e rendere godibile l’utilizzo di questa funzionalità.

Sulla nuova UI è poi adesso più facile individuare i brani che sono già compatibili, che sono come da tradizione illuminati di verde attorno al valore dei BPM. Due ulteriori piccole novità che ho apprezzato sono la possibilità di utilizzare finalmente in maniera nativa il sistema alfanumerico (quello della “Camelot wheel”,per intendersi) direttamente sul lettore, oltre al poter vedere la variazione della tonalità in tempo reale via via che ci muoviamo sullo slider del tempo quando abbiamo il master tempo disattivato. Il Master Tempo però vi consiglio di lasciarlo attivo, perché grazie alla nuova potenza di calcolo è migliorato ulteriormente rispetto al passato.

Cosa manca

Nessun prodotto è perfetto e anche questi CDJ-3000 hanno le loro mancanze, che devo comunque sottolineare:

  • se si interrompe la connessione lan o si toglie la chiavetta usb per errore mentre riproduciamo un brano, il lettore va in Emergency loop di 4 battute invece di tenere tutta la traccia in memoria, come invece succede sui lettori top di gamma della concorrenza. Nel 2020 questa è una brutta caduta di stile per un lettore così potente e spero venga fixata al più presto con un funzionamento più degno dei tempi moderni.
  • non è ancora possibile analizzare i brani direttamente dal lettore e creare/editare le playlist e le cartelle di playlist direttamente da esso : ok che sarebbe scomodo gestire la propria libreria lontani dal proprio computer con installato Rekordbox, ma da professionista in certi casi sarebbe utile poter avere questi strumenti quando mi trovo ad esibirmi per molte ore in contesti diversi da quelli in cui sono solito “settare” le mie playlist. L’unico modo che ho per creare una playlist è ancora andare a taggare delle tracce nella taglist per poi agire sul comando “create playlist”. Anche qui,tutto risolvibile via update software, che speriamo arrivi presto.
  • non sono ancora disponibili le app per i servizi streaming per DJs e non c’è una rete Wi-Fi integrata nel lettore: detto sinceramente,specialmente per il target professionale a cui questi lettori si rivolgono, non sento ancora la necessità di avere delle piattaforme streaming sui lettori nelle consolle di un club,perché queste piattaforme stesse sono ancora poco più che in beta. Sicuramente i tempi cominciano ad essere maturi per l’arrivo dello streaming musicale anche nel mondo del djing, e durante la presentazione Pioneer DJ ci ha più volte lasciato intendere che molto bolle in pentola a riguardo (come era facile evincere anche già solo dall’arrivo di Rekordbox 6), ma direi che possiamo concedere ancora agli ingegneri tutto il tempo necessario per portare sul mercato dei firmware ben funzionanti, stabili e realmente utili per il nostro lavoro.
  • non c’è il Dual-Layer, ovvero la possibilità di riprodurre di gestire due tracce invece di una contemporaneamente su un singolo lettore. Credo proprio che non vedremo mai questa funzione sui lettori di Pioneer DJ per una precisa scelta filosofica: trattandosi di prodotti rivolti a professionisti che si esibiscono in ambienti dove viene montata componentistica di primo livello, per Pioneer DJ la strada da seguire per mixare più di due brani contemporaneamente è semplicemente quella di aggiungere ulteriori lettori fisici. Una scelta che capisco ma che sicuramente il nostro portafoglio avrebbe preferito diversa. Ce ne faremo una ragione.

Giudizio Finale

Pioneer CDJ-3000

8.9

Pioneer CDJ-3000

Nonostante qualche piccolo peccato veniale, nel Pioneer DJ CDJ-3000 c’è tutto quello che serve per fare un salto generazionale durante le proprie esibizioni. Pioneer DJ si è focalizzata molto su ciò che è veramente importante per noi DJ, ovvero la possibilità di trovare più facilmente “il disco giusto al momento giusto” grazie alla nuova UI ed una filosofia costruttiva migliorata dove serve (display, joghwhell, tasti, layout degli hotcue) che però non va a stravolgere dove non serve per non minare quella familiarità percettiva del CDJ come “strumento” per la performance, utile a farci esibire al meglio senza paura di premere tasti e attivare funzioni per errore. I benefici apportati dalla nuova piattaforma hardware sono subito visibili e già da adesso valgono l'upgrade anche per i possessori del CDJ-2000 Nexus 2. Sarà sempre più difficile riuscire a tornare ai modelli precedenti, specialmente quando i primi upgrade software amplieranno le funzionalità di un lettore che comunque già adesso, anche grazie all’ecosistema hardware e software che Pioneer DJ è stata brava a costruirgli attorno, rimane meritatamente “IL” player professionale di riferimento nel mercato dei prodotti per DJ.

di Giacomo Miranda
Pro
  • Nuova UI
  • Touch Cue e Touch Preview innovativi
  • Jogwheel molto migliorata
  • 8 hot cue
Contro
  • Molto hardware ancora da sfruttare
  • C'è ancora l'emergency loop