Recensione PlayStation VR2: la realtà virtuale di PS5 è qui, e sa il fatto suo

Lorenzo Delli
Lorenzo Delli Tech Master
Recensione PlayStation VR2: la realtà virtuale di PS5 è qui, e sa il fatto suo

La realtà virtuale per PS5

PlayStation VR2, il visore per la realtà virtuale dedicato esclusivamente a PS5, è finalmente qui. Arriva dopo poco più di due anni dal lancio della console, e sulla carta costituisce una enorme evoluzione del suo predecessore. In questi giorni l'ho provato con mano con alcuni dei titoli di lancio, e sono finalmente pronto a dirvi cosa ne penso. Mettetevi comodi, di cose da dire ce n'è in quantità!

PRO

  • Indossabilità al top
  • Qualità visiva eccezionale
  • Setup minimale e immediato
  • Line-up di lancio buona

CONTRO

  • 0 software, solo giochi
  • Serve per forza un TV
  • Controller non sempre al top
  • Il prezzo spaventa

INDICE

Video Recensione PlayStation VR2

Unboxing PlayStation VR2

La confezione di PlayStation VR2 ha tutto il necessario per giocare sin da subito con la realtà virtuale di PS5. La stessa cosa non si poteva dire del primo PS VR, il che è già un discreto passo in avanti. Nella prima versione del visore mancavano i controller dedicati e, soprattutto, la PlayStation Camera per tracciare i movimenti. Nella confezione del PlayStation VR2, oltre al visore con il suo cavo già collegato, troviamo i due controller PS VR2 Sense (con laccetti già montati), un cavo per la ricarica dei controller, un paio di cuffie auricolari già collegate ad un archetto che si può attaccare sul retro del visore, una serie di tappi per adattare gli auricolari a più orecchie e il classico manuale.

Va segnalata una mancanza: una base per ricaricare entrambi i controller contemporaneamente avrebbe davvero fatto molto comodo.

Setup

Anche il setup del visore segna un enorme passo in avanti rispetto al passato. La prima generazione necessitava di una Unità Processore da collegare al visore, con un doppio cavo di 4,40 metri, al televisore via HDMI, alla PlayStation tramite USB e alla corrente tramite alimentatore dedicato; per non parlare della PlayStation Camera da collegare al televisore e da porre in posizione privilegiata. Con PlayStation VR2 è tutto un lontano ricordo. C'è un singolo cavo USB-C che esce dal visore e che può essere collegato nella porta frontale della PS5. Fine, non dovrete fare nient'altro. Accendete la PlayStation, accendete il visore con il pulsante che si trova nella parte inferiore della sezione che mettete sugli occhi, impugnate i controller e cominciate a giocare.

Facendo partire il primo gioco vi sarà richiesto di definire il vostro spazio di manovra, con una procedura che ricorda quella vista su Meta Quest.

Se decidete di giocare da seduti sarà necessario avere uno spazio di 1 metro per un metro. In piedi invece vi servirà un'area di 2 x 2 metri. Se avete più spazio anche meglio, ma considerate comunque che siete collegati via cavo ad una console. E l'audio? Come accennato, in confezione ci sono un paio di cuffie in-ear collegate ad un archetto di plastica. Questo archetto può essere collegato alla sezione posteriore dell'imbragatura del visore. In questo modo avrete sempre gli auricolari a portata di mano, ben cablati e quindi mai di impiccio. Una soluzione quella scelta da PlayStation diversa da altri visori concorrenti che integrano speaker più o meno vistosi, ma che ha il suo perché nell'ambito dell'immersività. È anche vero che, con visore e auricolari in-ear addosso, sarete completamente immersi nella realtà virtuale, tanto da non percepire nulla di quello che accade intorno a voi.

Scheda tecnica e differenze PS VR vs. PS VR2

Prima di procedere oltre, diamo un'occhiata alla scheda tecnica del PlayStation VR2, anche a confronto con le specifiche del suo predecessore.

  PlayStation VR PlayStation VR2
Tecnologia display OLED OLED
Risoluzione schermo 960 x 1080 per occhio 2000 x 2040 per occhio
Frequenza di aggiornamento dello schermo 90 Hz, 120 Hz 90 Hz, 120 Hz
Separazione delle ottiche N/D Regolabile
Campo visivo Circa 100 gradi Circa 110 gradi
Sensori Sensore di movimento: sistema di rilevamento di movimento a sei assi (giroscopio a tre assi, accelerometro a tre assi)
Sensore di utilizzo: sensore di prossimità IR
Sensore di movimento: sistema di rilevamento di movimento a sei assi (giroscopio a tre assi, accelerometro a tre assi)
Sensore di utilizzo: sensore di prossimità IR
Telecamere PlayStation Camera (esterna, per PS4 o compatibile con PS5 tramite adattatore per telecamera PS5) 4 telecamere integrate per il rilevamento di visore e controller
Telecamera IR per il tracciamento oculare, una per occhio
Feedback N/D Vibrazione sul visore
Comunicazione con la console Unità processore: HDMI TV, HDMI PS4, USB, HDMI, AUX USB-C
Ingresso audio Microfono integrato Microfono integrato
Uscita audio Ingresso auricolari stereo Ingresso auricolari stereo
Peso Circa 600 g (cavi esclusi) Circa 560 g (cavi esclusi)
Dimensioni esterne Circa 187 × 185 × 277 mm (larghezza × altezza × lunghezza), esclusa la parte più sporgente, con archetto regolato al minimo. Circa 212 × 158 × 278 mm (larghezza × altezza × lunghezza), esclusa la parte più sporgente, con archetto regolato al minimo.

Le differenze da evidenziare sono diverse. Il più grande passo in avanti è da ricercarsi nel display, che offre una risoluzione di 2.000 x 2.040 pixel per occhio, 4 milioni di pixel contro poco più di 1 milione del primo modello. Il pannello è un OLED HDR con frequenza di aggiornamento variabile (90 o 120 Hz). Aumenta anche il campo visivo, che passa da 100 a 110°. Diminuisce il peso, cambiano le dimensioni, e, soprattutto, cambia tutto il sistema di tracking. PlayStation VR2 sfrutta 4 telecamere integrate direttamente sopra il visore, oltre a due sensori IR per tracciare il movimento degli occhi. Non ci sono più quindi tutti quei LED così "fancy" sul visore, anche perché non c'è più una PlayStation Camera all'esterno che deve tracciare la luce. Dulcis in fundo, il visore permette di regolare la distanza interpupillare con un'apposita rotella posta nella parte superiore della sezione frontale, e integra anche un motore di vibrazione che aggiunge un ulteriore livello di feedback.

Praticamente una evoluzione in tutti i campi. Non si può nemmeno dire che PlayStation ha imparato dai suoi errori, perché nel 2016, quando uscita PS VR, la realtà virtuale stava ancora muovendo i primi, timidi passi sul mercato. Si può invece dire che ha imparato dalla concorrenza, implementando caratteristiche che troviamo altrove anche con lo scopo di semplificare il setup e rendere la VR meno complicata da usufruire.

Se c'è una cosa che non è cambiata però è la comodità del visore. Anzi, per certi versi è migliorata, e grazie alla possibilità di regolare la distanza interpupillare il visore è stato reso anche più universale. Ma procediamo per gradi. Per indossare e adattare al volto il nuovo PS VR2 si deve interagire per prima cosa con un archetto dotato di pulsante e ghiera di regolazione. Il pulsante, grande e centrale, serve a sbloccare l'archetto e renderlo estendibile.

Una volta che avete indossato il tutto, la ghiera permette di stringere saldamente il visore alla testa. Per sbloccarlo dovrete rimuovere il pulsantone. Sotto il visore c'è poi un altro pulsante, utile ad allontanare o avvicinare la sezione frontale. Questa cosa, presente anche sul precedente modello, torna utile per due cose: facilitare l'indossaggio del visore e permettere agli utenti con occhiali di usarlo senza problemi di sorta. Anzi, a dirla tutta buona parte dei test sono stati effettuati proprio con gli occhiali addosso.

A poggiare sulla testa ci sono quindi il retro del visore e una sezione concava morbida che si poggia sulla fronte. Sul volto cade invece una membrana ad-hoc in gomma, simile per certi versi ad una maschera da sub, che fa sì che le narici del naso rimangano fuori, e che gli occhi siano completamente (o quasi) isolati dalle fonti di luce esterna. E questo anche indossando gli occhiali! Un dettaglio che migliora drasticamente l'immersività.

La sezione che poggia sul naso è a due strati, in modo da adattarsi ai nasi più piccoli con la prima o a quelli più grandi e prominenti con la seconda. I test del visore li ho fatti sempre in stanze completamente illuminate, e anche con luci particolarmente forti non noterete infiltrazioni o disturbi durante il gioco. Inoltre la membrana non grava affatto sul volto, e di conseguenza è possibile indossare il visore anche per diverse ore consecutivamente senza stancarsi più di tanto. Ridotta anche la possibilità di appannamento delle lenti, proprio grazie alla membrana rivisitata rispetto al passato. È anche vero che i test sull'appannamento andrebbero fatti in piena estate, quando il caldo aumenta la possibilità di sudore, il caldo emesso dal corpo e di conseguenza la creazione di tasche di umidità all'interno del visore.

Buono il bilanciamento del visore che, come già accennato, non grava troppo sulla testa dell'utilizzatore.

Considerate anche che parte del peso del visore, 560 grammi, è distribuita anche sulla notevole imbragatura. Di conseguenza non è tutto sulla parte frontale, come ad esempio succede in un Meta Quest 2. E per quanto riguarda la presenza del cavo? L'unico cavo da 4,5 metri parte dalla parte superiore del visore e si muove verso il lato sinistro. Non è di impiccio durante il gioco, se è quello che vi state chiedendo. È sufficientemente lungo, e se avete un'area di gioco sufficientemente ampia (anche banalmente i 2 x 2 metri richiesti) vi dimenticherete facilmente della sua esistenza. Certo, non offre la stessa libertà di movimento del già citato visore di Meta, ma in questo caso la potenza computazionale è tutta nella PlayStation 5, e realizzarlo senza fili sarebbe stato quasi del tutto impossibile.

In generale PlayStation VR2 sembra anche sufficientemente solido. Tralasciando i sofisticati componenti interni, la maggior parte del visore è realizzato in plastica.

Proprio in questi giorni Sony ha anche rilasciato un video teardown del visore, che ci mostra sia come è assemblato sia cosa c'è all'interno. Da notare la presenza anche di una ventola sulla parte frontale, pensata ovviamente per raffreddare l'hardware e anche per far passare un po' d'aria nella sezione che poggia sul volto dell'utilizzatore. Date un'occhiata al video, vi farete un'idea completamente diversa su PS VR2!

Software e modalità d'uso

PlayStation VR2 può essere usato in due modi:

  • Modalità VR: quella dedicata ai giochi compatibili. Permette di utilizzare una vista a 360° sull'ambiente virtuale riprodotto. I contenuti verranno visualizzati in formato video HDR 4000 x 2040 (2000 x 2040 per occhio) con una frequenza fotogrammi di 90 Hz/120 Hz. In questo caso il tutto verrà mostrato in riproduzione anche sul televisore collegato alla PS5.
  • Modalità cinema: permette di usare l'interfaccia utente, i contenuti multimediali e tutti i giochi non in realtà virtuale. Sul visore viene riprodotto un grande schermo virtuale, la cui dimensione può essere regolata dalle impostazioni di sistema. In modalità cinema i contenuti vengono riprodotti in HDR 1920×1080 con una frequenza fotogrammi di 24/60 Hz e 120 Hz. L'audio e le immagini vengono riprodotti solo sul visore VR e non viene emesso alcun segnale sulla TV.

Non c'è un vero e proprio software di riferimento.

Quando si indossa il visore ci si trova di fronte il classico carosello della PlayStation 5 riprodotto appunto su questo mega schermo in stile Cinema. Non ci sono ambienti virtuali, software di benvenuto, demo o simili, almeno per il momento. All'avvio di un gioco compatibile PlayStation VR2 saremo invece accolti dall'interfaccia di calibrazione, che va a sfruttare le quattro videocamere frontali per scansionare l'ambiente di gioco e capire quali sono i confini accettabili per giocare in sicurezza. Il sistema funziona in modo molto simile a quello di altri visori, e fa sì che in gioco in caso di superamento di questi confini si passi alla visuale "pass-through" che ci mostra l'ambiente reale con l'ausilio delle videocamere. Nell'interfaccia di calibrazione è prevista anche la regolazione del tracking degli occhi, reso possibile da telecamere a infrarossi poste in prossimità delle lenti. Non c'è molto altro da dire sul software. Nelle impostazioni di sistema di PS5 ci sono ovviamente tutte le impostazioni pensate per il visore, ma di fatto non c'è altro.

PlayStation VR2 è pensato insomma solo e soltanto per il gaming. Non c'è il supporto a YouTube VR, app dedicate, browser da cui accedere a siti con contenuti VR o simili. Se quindi siete interessati anche ad applicazioni, tour guidati, strumenti di produttività e simili, è bene cercare altri generi di dispositivi.

In tutto ciò, quello che poi non riesco a capire è il perché ci debba essere l'obbligo di usare un televisore. La modalità cinema sopperisce da sola allo schermo televisivo, e in realtà virtuale ce n'è meno che bisogno. Quindi perché per il primo setup devo obbligatoriamente essere collegato ad un TV? Perché non fare sì che il visore diventi il nostro schermo di riferimento?

Controller

PS VR2 Sense sono i nuovi controller dedicati alla realtà virtuale di PS5. Considerateli come se fossero la versione DualSense dedicati appunto alla VR.

Davvero particolare l'impugnatura, ma comunque confortevole e, soprattutto, intuitiva. La mano si trova subito a suo agio con il pad, e tutte le dita vanno naturalmente al loro posto, pronte per premere tutti i tasti di cui dispone. Certo, c'è un po' da farci l'abitudine per quanto riguarda i tasti Azione: Triangolo e Quadrato sono sul controller di sinistra, Cerchio e Croce su quello di destra. R2 e L2 nascondono al loro interno lo stesso (o quasi) meccanismo con effetto grilletto adattivo che troviamo sul DualSense, e al loro interno integrano anche un motore dedicato al feedback aptico. C'è anche un sistema di rilevamento tattile delle dita, che adatta in gioco la forma delle mani virtuali alla posizione che teniamo sul controller. Non mancano ovviamente accelerometro a tre assi, giroscopio a tre assi e un LED a infrarossi utile al tracking del controller. Si parla di 168 grammi per controller, per un ingombro pari a 137 x 135 x 107 mm.

Non manca il comodo laccetto, utile soprattutto per indossare il visore e avere già i controller al polso pronti per essere infilati.

Ci sono però delle problematiche da evidenziare. Iniziamo dal feedback in gioco. Ci sono, come accennato, feedback aptico e grilletti adattivi esattamente come sul DualSense. Entrambi però sono un po' meno incisivi della controparte classica, e in un contesto come quello della VR dove feedback fisici di questo tipo sono ancora più rilevanti, si poteva forse azzardare un pelo in più. Sì, scalando le pareti in Horizon Call of the Mountain si sente la resistenza del grilletto; sì, si sentono vibrazioni più o meno forti a seconda delle azioni svolte o dei colpi subiti, ma il tutto poteva essere più incisivo. Buono il tracking, anche grazie alle nuove soluzioni implementate sul visore, anche se di tanto in tanto, ad esempio nei momenti più concitati dove è possibile che il giocatore ci metta un po' più di foga del solito, si potrebbe perdere qualche movimento portando di conseguenza a input mancati o confusione nel tracking.

Tendono anche ad essere un pelo ingombranti vicino al polso, per via dell'anello bianco che ospita anche il sensore a infrarossi, e di conseguenza in certe azioni nella realtà virtuale potreste trovarvi a farli scontrare tra di loro.

L'autonomia non è tra le migliori, ma con un minimo di accortezza è difficile che vi lasci a piedi nel bel mezzo di una sessione di gioco. Il sistema in ogni caso vi avvisa quando l'autonomia sta per finire. Se avete cavi abbastanza lunghi potete teoricamente giocarci anche in fase di ricarica, ma a quel punto avrete l'ingombro di ben due cavi in più, il che ci porta ad un altro dei problemi di questi controller. In confezione c'è un solo cavo per la ricarica, ma i controller sono due. Vanno ricaricati insieme, e la base di ricarica ad-hoc diventa quasi obbligatoria. Forse era meglio averla in dotazione sin da subito.

Dulcis in fundo, c'è un particolare che proprio non riesco a giustificare: i nuovi PS VR2 Sense non possono essere usati al di fuori del contesto VR. O meglio, potete usarli anche senza visore per navigare tra i menu di PS5, ma non potrete giocarci con giochi non in realtà virtuale. Direte voi: e a cosa dovrebbe servirmi? Tendenzialmente offrono più libertà di movimento di un classico DualSense, lasciando le mani libere di muoversi, permettendo quindi anche posizioni di gioco diverse dal solito. Certo, le levette analogiche sono più piccole di quelle in dotazione al controller standard, e di conseguenza questo potrebbe tradursi in uno svantaggio in giochi quali FPS o action frenetici. Ma alla fine dovrebbe essere a discrezione del giocatore, discrezione che non viene lasciata visto che appunto non funzionano al di fuori del loro contesto d'uso.

Giochi al lancio

Tutto molto bello, ma i giochi? Togliamoci subito il dente: non tutti i giochi dedicati al primo PlayStation VR sono compatibili con il nuovo visore, così come tutte le vecchie periferiche (come banalmente il VR Aim Controller).

Installando i giochi del primo visore si vede chiaramente dall'interfaccia della PS5 che le icone del visore sono diverse, proprio in modo da distinguere i giochi dedicati a PS VR e a PS VR2. Un vero peccato, ma la colpa è solo in parte di Sony. Dipende infatti dagli sviluppatori: alcuni hanno aggiornato i loro titoli rendendoli compatibili con PlayStation VR2 (anche se c'è talvolta da pagare l'upgrade), altri invece hanno "abbandonato" i loro vecchi progetti lasciando i vecchi acquirenti a bocca asciutta. C'è anche da dire che fra questi titoli ci sono alcune esclusive PlayStation VR, dipendenti quindi strettamente da Sony, che non sono state aggiornate, come Until Dawn: Rush of Blood, VR Worlds, Astro Bot: Rescue Mission e altri. Non era certo un segreto, visto che lo aveva detto Sony in un Q&A pubblico di qualche tempo fa:

I giochi per PS VR riceveranno aggiornamenti/upgrade a PS VR2 e, in tal caso, questi saranno a pagamento? 

Per alcuni giochi potrebbe essere disponibile il cross-buy o gli upgrade a seconda del titolo. L'offerta e gli eventuali costi associati si basano sulle preferenze dello sviluppatore.

Saranno disponibili giochi cross-gen per PS VR compatibili sia con PS VR sia con PS VR2? 

Alcuni giochi VR saranno disponibili come prodotti cross-gen. La versione per PS4 del gioco sarà disponibile per PS VR e la versione per PS5 del gioco sarà disponibile per PS VR2.

Altri titoli già dal 22 febbraio riceveranno un aggiornamento che li renderà pienamente compatibili, come ad esempio Thumper, Rez Infinite o Tetris Effect. Ma lasciamoci alle spalle il passato: cosa riserva il futuro? Stando a quanto detto da Sony, sono in fase di sviluppo qualcosa come 100 titoli per PS VR2. E sinceramente non stento a credergli. Anche per il primo PlayStation VR c'è stato un supporto di lunga data, condito dal lancio di un bel po' di titoli, e questo nonostante lo scetticismo generale del pubblico.

D'altronde erano stati acquistati oltre 5 milioni di esemplari, ed è possibile che Sony si aspetti un risultato simile anche per questa seconda versione.

Al lancio vero e proprio del visore, previsto per il 22 febbraio, quali giochi ci saranno? Ecco l'elenco completo diramato da Sony, a cui potrebbero aggiungersi anche altri titoli in questi ultimi giorni:

  • After the Fall (Vertigo Games)
  • Altair Breaker (Thirdverse)
  • Before Your Eyes (Skybound Interactive)
  • Cities VR (Fast Travel Games) 
  • Cosmonious High (Owlchemy)
  • Creed Rise to Glory – Championship Edition (Survios, finestra di lancio)
  • The Dark Pictures: Switchback (Supermassive, finestra di lancio)
  • Demeo (Resolution Games)
  • Dyschronia: Chronos Alternate (MyDearest Inc., Perp Games)
  • Fantavision 202X (Cosmo Machia, Inc.)
  • Gran Turismo 7 (aggiornamento gratuito per la versione PS5 di GT7)
  • Horizon Call of the Mountain (Firesprite, Guerrilla)
  • Job Simulator (Owlchemy)
  • Jurassic World Aftermath (Coatsink)
  • Kayak VR: Mirage
  • Kizuna AI – Touch the Beat! (Gemdrops, Inc.)
  • The Last Clockwinder (Pontoco/Cyan Worlds)
  • The Light Brigade (Funktronic Labs, l'acquisto include entrambe le versioni PS VR e PS VR2) 
  • Moss 1 e 2 Remaster (Polyarc)
  • NFL Pro Era (StatusPro, Inc., aggiornamento gratuito su PS VR2)
  • No Man's Sky (Hello Games, finestra di lancio)
  • Pavlov VR (Vankrupt)
  • Pistol Whip (Cloudhead) 
  • Puzzling Places (Realities.io, aggiornamento gratuito)
  • Resident Evil Village (Capcom, aggiornamento gratuito per la versione PS5 di RE Village) 
  • Rez Infinite (Enhance)
  • Song in the Smoke (17 Bit)
  • STAR WARS: Tales from the Galaxy's Edge (ILMxLab)
  • Synth Riders (Kluge Interactive, aggiornamento gratuito)
  • The Tale of Onogoro (Amata K.K)
  • Tentacular (Devolver)
  • Tetris Effect: Connected (Enhance)
  • The Walking Dead: Saints & Sinners: Ch. 2: Retribution (Skydance, finestra di lancio)
  • Thumper (Drool)
  • Townsmen (HandyGames)
  • Vacation Simulator (Owlchemy)
  • What the Bat? (Triband)
  • Zenith: The Last City (Ramen VR, aggiornamento gratuito) 

Anzi, a dirla tutta un paio di titoli li abbiamo aggiunti noi alla lista di Sony, visto che gli stessi sviluppatori ci hanno contattato in questi giorni per farci testare le versioni dedicate a PS VR2.

Si tratta tutto sommato di una buona line-up, che conta alcuni pezzi da novanta di non poco conto. Sto parlando nello specifico di Gran Turismo 7, No Man's Sky e Resident Evil Village. I primi due sono giochi a dir poco giganteschi, mentre il terzo offre una solida esperienza in singolo giocatore che vi intratterrà comunque per diverse ore. La cosa "comica" però è che per la recensione di PlayStation VR2 non ho avuto modo di provarne nessuno dei tre. I giochi si aggiorneranno il 22 febbraio in occasione del lancio, e proprio per questo motivo non era possibile provare con mano una versione anticipata. Tornerò quindi a parlarvene più avanti. Ho comunque avuto modo di testare diverse altre esperienze, ve ne parlo qui di seguito.

Horizon Call of the Mountain

È il titolo di punta di PlayStation VR2, ed è un acquisto praticamente obbligato se avete intenzione di fare vostro il visore.

L'intro è una delle cose più belle che abbia mai visto in un contesto di realtà virtuale. La grafica è sbalorditiva, e sembra davvero di essere proiettati dentro il mondo di Horizon Zero Dawn / Forbidden West ma appunto in VR. Ci sono degli scorci davvero fuori di testa, tali da indurvi a stare imbambolati ad osservare ogni minimo dettaglio. Il gioco sfrutta momenti di scalata in stile The Climb 2 con sessioni di esplorazione e di combattimento basati sull'uso dell'arco. Non vi aspettate un open world: si tratta di un'esperienza su binari, che comunque offre strade alternative e altre meccaniche riprese dai giochi a cui si ispira. I combattimenti non vi lasciano libertà completa di movimento, anche per evitare di stressare troppo il giocatore e causare motion sickness. Anche perché per combattere le macchine dovete incoccare frecce e mirare in prima persona, non banale mentre vi arrivano addosso sentinelle o mentre avete aquile d'acciaio che vi sparano fuoco.

Ve lo mostro in azione in alcune clip della video-recensione.

DEMEO

Demeo su PS VR2 ha un sapore diverso rispetto all'edizione Quest 2: il merito è del rifacimento grafico, che è intervenuto direttamente sui modelli delle creature e sull'aspetto dell'ambiente, cosa che dona al look del gioco un'estetica molto più immersiva. Per il resto, è l'esperienza che abbiamo altrove, quella realizzata da Resolution Games che vi fa gustare un gioco da tavolo da una nuova prospettiva.

Il titolo consente ad un massimo di quattro giocatori di unirsi e assumere il ruolo di diverse classi di stampo fantasy (Guardiano, Stregone, Mago, Assassino, Bardo, Cacciatore) per avventurarsi in sotterranei al fine di salvare il regno. Nel caso vogliate giocare da soli, prenderete il controllo di un massimo di 4 personaggi. Il sistema di gioco si fonda sui combattimenti a turni che verranno affrontati dai giocatori tirando il dado e combinando attacchi regolari con carte abilità speciali raccolte dalle casse del tesoro nei vari livelli.

Molto bello che per vedere la mano delle vostre carte dovrete di fatto alzare la mano per far comprarire il deck, diverso per ogni personaggio giocato. Anche il resto dei comandi è estremamente intuitivo: le statuette dei personaggi si sollevano con la mano, e basta trascinarle su porte, forzieri, caselle libere o nemici per svolgere l'azione che si intende fare.

Se avete mai giocato a Dungeons & Dragons, vi basti sapere che un titolo come DEMEO è letteralmente il sogno proibito di chi gioca di ruolo. Certo, manca un po' di narrazione, visto che di fatto lo scopo del gioco è quello di esplorare dungeon e affrontare sfide sempre più difficili, ma giocando online in gruppo si può sopperire a questa mancanza aggiungendo dialogo e quindi narrativa al tutto.

A proposito di Resolution Games, la software house responsabile del titolo, vi lasciamo con un paio di pezzi di approfondimento che potreste trovare interessanti:

Moss e Moss 2

Moss è uno di quei giochi che andrebbe obbligatoriamente provato in VR, per capire come anche generi come quello dei giochi d'azione e dei platform possa giovare della realtà virtuale.

Vi parlammo del primo capitolo nel lontano 2018, e su PlayStation VR2 arriva il port del primo e il suo seguito. In ogni caso è fantastico interagire con l'ambiente di gioco per aiutare la coraggiosa protagonista, il tutto magari sporgendosi e muovendosi con il corpo per osservare l'azione più da vicino. Leggete la recensione per capirlo a pieno, e anche di questo vi mostro delle clip nel video.

Star Wars: Tales from the Galaxy's Edge - Enhanced Edition

L'esperienza Star Wars che finora si trovava sui visori di Meta sbarca anche su PlayStation VR2. Imperdibile per i fan di Star Wars, ci mette nei panni di un tecnico di droidi che si trova suo malgrado a dover combattere a colpi di blaster contro mercenari e altri pericoli. Molto, molto interattivo, simula anche il corpo del personaggio, comprensivo di cintura porta armi, tasche per gli oggetti, strumenti multiuso (rimuovere le viti con un trapano spaziale ha il suo perché), è un'ottima esperienza per avvicinarsi alla VR.

Kayak VR: Mirage

Potremmo quasi definirlo una tech demo, ma in verità potrebbe essere usato per evadere dalla realtà e pagaiare in posti in cui probabilmente non avrete mai modo di andare. Ci si trova a bordo appunto di un kayak. Si dovranno esplorare location remando e interagendo con l'ambiente, semplicemente beandosi di ciò che si vede. Ogni location riprodotta ha una varietà di fauna marina e selvatica da ammirare. Potete letteralmente mettere la testa sotto l'acqua per guardare i pesci da vicino! Volendo c'è anche la modalità a tempo per scontrarsi contro gli altri giocatori nella classifica globale!

Jurassic Park Aftermath

L'avventura dalle tinte horror ambientato nell'universo di Jurassic Park sarà disponibile al lancio (ve ne parliamo qui), e graficamente è leggermente migliorato rispetto alla versione per Meta Quest 2. Certo è che il cel-shading usato per la grafica non mira al realismo, ma l'atmosfera c'è comunque.

Il gioco tra l'altro fa buon uso del feedback aptico integrato nel visore.

Townsmen VR

A sorpresa ci hanno inviato anche Townsmen VR. Forse conoscete Townsmen come gioco per dispositivi mobili, un gestionale di stampo classico sufficientemente diffuso. La versione VR non c'entra molto con le dinamiche da titolo per smartphone, fortunatamente. Anzi, per certi versi sembra quasi una sorta di Black & White in versione realtà virtuale. Le nostre mani, sempre visibili, possono manipolare un'isola dove dovremo creare un insediamento, aiutando gli abitanti con le risorse, decidendo quali edifici piazzare e dove e così via.

Tornerò a parlarvi di altri titoli nelle prossime settimane. Rimando le conclusioni a quando avrò provato almeno la tripletta Gran Turismo 7, No Man's Sky e Resident Evil Village.

Motion sickness

Il fatto che il display sia a più alta risoluzione fa sì che si riduca notevolmente l'effetto zanzariera, ovvero la sensazione di vedere il reticolo di pixel di fronte a noi.

Solo osservando con molta attenzione una scena ferma si nota la griglia in questione, ma l'effetto è decisamente ridotto rispetto ad altri visori. Per non parlare dell'abissale differenza con il primo visore di PlayStation! Questo, in congiunzione con il campo visivo aumentato, fa sì che anche la motion sickness (o cinetosi, o chinetosi) sia ridotta. Personalmente ne soffro, e con alcuni giochi devo necessariamente prendere un po' di pausa tra una sessione e l'altra. Con PlayStation VR2 mi sono sorpreso del contrario. Ho provato molta meno chinetosi del passato, sia rispetto al primo PS VR (lì la situazione era tragica con alcuni titoli), sia rispetto anche a Oculus Quest 2. Ci sono come al solito giochi che offrono vari espedienti per ridurla, come la riduzione del campo visivo durante movimenti o istanti particolarmente concitati o sistemi di movimento basati su teletrasporto. Con Horizon Call of the Mountain sono andato letteralmente all-in, disattivando tutti gli aiuti e lasciando piena libertà al sistema di movimento.

C'è poco da fare, il cervello percepisce sempre qualcosa di strano: d'altronde gli occhi vedono il corpo muoversi anche se non si sta davvero muovendo, e di conseguenza è normale provare un disturbo traducibile appunto con la chinetosi. Ma con Horizon questo disturbo era molto attutito, e dopo un bel po' che giocavo non ho avuto gli stessi problemi di nausea provati in altri contesti o con altri visori. E questo è valso anche per titoli meno realistici come Jurassic World: Aftermath!

Prezzo

599€: è questo il prezzo di listino del visore. Tanto? Poco? Giusto? Questo lo lascio decidere a voi. Voglio però riportarvi una riflessione. Il primo PlayStation VR usciva nel 2016 a 399€, a cui ci dovevate aggiungere 70€ di PlayStation Camera (obbligatoria) e, possibilmente, anche 85€ di PlayStation Move. Va a finire che sommando il tutto, e tenendo di conto di inflazione e aumenti generali del settore tech, il prezzo è rimasto lo stesso.

Di fatto PlayStation VR2 out-of-the-box è già pronto all'uso, e non richiede ulteriori accessori per il corretto funzionamento. Certo, ci dovrete aggiungere la spesa per portarvi a casa i singoli giochi, ma qui stiamo parlando del prezzo dell'hardware nudo e crudo. PS VR2 si scontra poi con il panorama dei visori per PC, che vantano prezzi spesso ben più alti di questo, e con un Meta Quest 2 che nel frattempo è anche aumentato di prezzo. Ah, c'è anche il bundle con Horizon Call of the Mountain, forse l'acquisto più sensato.

Recensione PlayStation VR2 - Foto dal vivo

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Giudizio Finale

PlayStation VR2

PlayStation VR2 prende quanto di buono aveva fatto il primo visore in un'epoca in cui la VR era tutt'altro che matura e lo migliora drasticamente. Certo è che, allo stato attuale, si scontra con diversi visori concorrenti, ma rimane il fatto che è l'unico che può essere usato su PS5. I visori PC, per quanto possano essere simili a livello di scheda tecnica, richiederanno comunque un hardware ben più costoso di quello offerto dalla console di casa PlayStation. Non so se riuscirà a convincere gli scettici della realtà virtuale, non tanto per le eventuali problematiche sottolineate nella recensione, quanto più perché all'atto pratico offre la stessa realtà virtuale già vista altrove. Certo è che la offre in modo eccelso, con una qualità dell'immagine ottima, con un'indossabilità al top e con una motion sickness ridotta rispetto al passato. Adesso tutto dipenderà dai giochi. La line-up di partenza può contare su alcuni pezzi da novanta davvero niente male, ma chi darà fiducia al visore si aspetta un supporto duraturo nel tempo, e la speranza è che sia Sony che gli sviluppatori continuino su questa strada. Forse non siamo di fronte al futuro della realtà virtuale, ma in ogni caso ci troviamo davanti ad un visore che offre praticamente tutti i comfort (e anche qualcosa in più) che potremmo volere da un prodotto del genere, alcuni neanche così scontati.

Sommario

Unboxing PlayStation VR2 8

Setup 9

Scheda tecnica e differenze PS VR vs. PS VR2 9

Software e modalità d'uso 7

Controller 7.5

Giochi al lancio 8

Motion sickness 8.5

Prezzo 7

Voto finale

PlayStation VR2

Pro

  • Indossabilità al top
  • Qualità visiva eccezionale
  • Setup minimale e immediato
  • Line-up di lancio buona

Contro

  • 0 software, solo giochi
  • Serve per forza un TV
  • Controller non sempre al top
  • Il prezzo spaventa

Lorenzo Delli
Lorenzo Delli Cresciuto a "computer & biberon", mi sono avvicinato al mondo dell'informatica e della tecnologia alla tenera età di 5 anni. Mi occupo di news e recensioni legate ai PC (desktop e laptop) e al gaming, ma non disdegno elettrodomestici smart quali scope elettriche e friggitrici ad aria, preferibilmente con Bluetooth e Wi-Fi. Se trovate un meme sui canali social di SmartWorld è probabilmente colpa mia.

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