8.5

Recensione Sony PS5: un primo assaggio di next-gen (foto e video)

Lorenzo Delli -




Recensione PS5

PS5, o PlayStation 5 che dir si voglia. La console che l’ha preceduta, PlayStation 4, è stata acquistata da oltre 110 milioni di utenti, complice anche l’ottimo lavoro di Sony nel campo delle esclusive. Tutti i riflettori sono quindi puntati su questa quinta generazione, caratterizzata da linee così particolari e da un hardware che, in termini di potenza bruta, non sembra all’altezza della concorrenza. Come se l’è cavata nei nostri test? Scopriamolo insieme.

7.5

Confezione

Una confezione gigante per la console più grande di sempre. Diciamo che un po’ di protezione aggiuntiva all’interno per salvaguardarla non sarebbe guastata. All’interno troviamo il controller DualSense, un cavo USB Tipo-A/Tipo-C per la ricarica del controller, un cavo HDMI “High Speed” (che comunque è 2.1), il cavo dell’alimentazione, la console, la base in plastica e la manualistica del caso. Assente un coupon per provare con mano PlayStation Plus, che su PS5 include contenuti extra. Se non altro c’è da considerare che la console “out of the box” include un gioco pre-installato, Astro’s Playroom, con cui sollazzarsi mentre si aspettano eventuali download.

8.0

Costruzione ed estetica

PlayStation 5 piace o non piace. Un design del genere non prevede mezze misure. Le linee sono stranissime, per certi versi estremamente futuristiche. La console è composta da una sezione centrale nera in plastica lucida che lascia intravedere le prese d’aria da cui viene espulsa l’aria calda. Così come su Xbox Series X, anche qui ritroviamo una ventola piuttosto grande che si occupa appunto di espellere il calore prodotto dalle componenti interne. La sezione centrale è protetta da due vistose piastre bianche. Sulla faccia interna vantano una fittissima trama composta dai tipici simboli della casa PlayStation. All’accensione della console i LED nascosti nella sezione nera vanno ad illuminare di bianco, blu o arancione le piastre.

Sulla piastra sinistra si nota anche il logo PlayStation inciso nella plastica. La piastra di destra, nel nostro caso, è rigonfiata per ospitare il lettore Blu-Ray 4K. La versione digital da questo punto di vista risulta quindi più elegante e simmetrica. Sempre sulla parte frontale troviamo anche i pulsanti per l’accensione della console e per l’espulsione del disco (stavolta un po’ più distinguibili), oltre a ben due porte USB, una tipo A, l’altra tipo C. Sony cerca quindi di stare al passo con i tempi inserendo una porta tipo C a differenza di Microsoft. Sul retro la console vanta tante altre prese d’aria ed una sezione rettangolare che ospita altre due porte USB 3.1 tipo A, Ethernet, HDMI e porta per l’alimentazione.

La base in plastica presente all’interno della confezione serve a far stare la console in posizione eretta o in orizzontale. Una sezione della base ruota, mostrando la vite che serve a fissarla alla console nel caso optiate per l’orientamento verticale. In orizzontale invece non servono viti. A nostro avviso PS5 risulta molto più elegante ed aggraziata in verticale, anche se in tal caso è quasi meglio di lato che frontalmente. Anche la base, avvitata direttamente al fondo della console, risulta così molto più stabile. In orizzontale la console tende ad occupare molto più spazio, risultando praticamente impraticabile inserirla all’interno di molti mobili TV. Probabilmente in verticale riuscite anche in parte a nasconderla dietro al televisore, se proprio le sue linee non fossero di vostro gradimento.

In ogni caso dimenticate la compattezza e le geometrie di Xbox Series X. Anche la solidità che caratterizza la console Microsoft è difficile da ritrovare nelle forme così particolari di PS5. Le paratie laterali sono flessibili, forse anche troppo, nella parte superiore. La base poi è di una plastica fin troppo leggera. È anche vero che si tratta di una console pensata per essere collocata in un posto e non essere spostata così di frequente. Il peso è praticamente lo stesso della dirette concorrente, 4,5 kg, ma le dimensioni sono molto più accentuate: 39 cm di altezza, 10,4 cm di lunghezza e 26 cm di larghezza.

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8.5

Hardware

PS5 non è la console next-gen più potente. Il cuore pulsante è prodotto in collaborazione con AMD: architettura Zen 2, processo costruttivo a 7 nm, otto core, ma la frequenza massima (3,5 GHz) è inferiore al modello in dotazione a Series X. La GPU in architettura RDNA 2 capace di sprigionare 10,2 TFLOPS di potenza grafica presenta meno unità computazionali della concorrenza, anche se lavorano a frequenze superiori. Ritroviamo anche qui il Ray Tracing gestito a livello hardware, 16 GB di RAM GDDR6 e un SSD su cui spenderemo a breve due parole. L’hardware in dotazione permette di spingersi in 4K fino a 120 fps e anche, come riportato sulla confezione, fino ad 8K. Per il momento 4K a 30 o 60 fps è lo scenario più realistico, vedremo cosa succederà in futuro a livello di ottimizzazione dei giochi. In ogni caso vale la stessa considerazione riportata nella recensione di Xbox Series X: assemblare un PC in grado di giocare fluidamente in 4K costerebbe molto di più. Sony poi non ha puntato molto su nomi altisonanti o su funzionalità particolari legate all’hardware. In generale la strategia dell’azienda è stata sempre quella di non soffermarsi più di tanto su questi aspetti, puntando su altre carte quali le esclusive software, interfacce più semplici ed accattivanti ed altre caratteristiche probabilmente più immediate.

Tornando all’SSD, sulla carta la capacità nominale sarebbe di 825 GB. In realtà diversi GB sono dedicati al sistema (probabilmente non solo al sistema operativo), lasciando all’utente 667 GB per installare giochi o accumulare contenuti multimediali. Sicuramente pochi, visto i tempi che corrono. Con il peso degli attuali videogiochi riempirla è questione di un attimo. Considerato che il nuovo Call of Duty occuperà su PS5 133 GB, si prospettano tempi duri. Se non altro la velocità delle operazioni di input/output è più veloce di quella offerta dalla concorrenza. Si parla di 5,5 GB/s per dati Raw, addirittura 8/9 GB/s per dati compressi, praticamente il doppio di Xbox Series X. Ci sono però tecnologie diverse a bordo delle due console, e un mero paragone numerico ha senso solo fino a un certo punto. L’SSD di cui è dotata, a prescindere dai numeri o dalla dimensione, gli garantisce performance davvero niente male. L’accensione della console è rapida, ma sono più che altro i giochi esclusivi a ricavarne il maggior vantaggio. Aprendo il Centro di Controllo di un singolo videogioco si può saltare velocemente da una missione o da un livello all’altro con la semplice pressione di un pulsante. E in generale tutti i tempi di caricamento sono abbattuti, caratteristica che si nota in entrambi i titoli next-gen che abbiamo avuto modo di provare con mano. Ne riparleremo più nel dettaglio nella sezione dedicata ai giochi e alle performance. C’è poi da dire che nel caso i 670 GB liberi vi stessero stretti, si può sempre optare per un SSD aggiuntivo da collocare direttamente dentro la console. Lo slot interno è compatibile con SSD interfaccia M.2 e standard PCIe 4.0 NVMe. Al momento del lancio però non si potrà sostituire l’SSD; sarà reso possibile in un secondo momento tramite un apposito aggiornamento software.

Vediamo la scheda tecnica completa prima di proseguire oltre:

  • CPU: Custom AMD Ryzen Zen 2  octa-core, 16 thread, fino a 3.5 GHz, 7 nm
  • GPU: Custom RDNA 2, Ray Tracing hardware, frequenza variabile fino a 2,23 GHz, 10,3 TFLOPS, 36 CU
  • RAM: 16 GB GDDR6
  • Larghezza della banda di memoria: 448 GB/s
  • Memoria interna: SSD Custom 825 GB NVME
  • Espansione di memoria: supporto esterno, SSD interno M.2 PCIe 4.0 NVMe
  • Flusso I/O: 5,5 GB/s (Raw), 8/9 GB/s (file compressi)
  • Drive ottico: Ultra HD Blu-Ray (66G/100G) ~10xCAV
  • Dischi PS5: Ultra HD Blu-Ray, fino a 100GB/disco
  • Performance: 4K @ 60/120 fps, fino a 8K HDR
  • Uscita video: HDMI 2.1, supporto a 4K@120 Hz, 8K, VRR
  • Audio: Tempest 3D AudioTech
  • Dimensioni:
    • classica – 390 x 104 x 260 mm circa
    • digital – 390 x 92 x 260 mm circa
  • Peso
    • classica – 4,5 kg
    • digital – 3,9 kg
  • Alimentazione:
    • classica: 350 W
    • digital: 340 W
  • Porte:
    • USB Type-A (Hi-Speed USB)
    • USB Type-A (Super-Speed USB 10Gbps) x2
    • USB Type-C (Super-Speed USB 10Gbps)
  • Connettività:
    • Ethernet (10BASE-T, 100BASE-TX, 1000BASE-T)
    • IEEE 802.11 a/b/g/n/ac/ax (Wi-Fi 6)
    • Bluetooth 5.1

La potenza è inferiore, ma su PS5 troviamo alcune caratteristiche in più, come il Bluetooth 5.1, il Wi-Fi 6 e la già citata porta USB Type-C. Spegniamo subito l’entusiasmo sul Bluetooth: non potete collegare auricolari wireless alla console, risulta incompatibile. Anche in questo caso poi dobbiamo affrontare il tema HDMI 2.1. Per usufruirne a dovere dovreste avere a disposizione un televisore o un monitor con porta HDMI 2.1. Questo se volete spingervi a 120 Hz, cosa abbastanza inutile al momento visto che non ci sono giochi che vengono riprodotti a 120 fps. Tenete in considerazione che, come confermato anche dalla stessa Sony, PlayStation 5 non riproduce contenuti in QHD. Se avete quindi un monitor con questa risoluzione, giocherete in full HD.

Inoltre, nonostante il monitor a cui era collegata quando abbiamo scattato lo screenshot sovrastante sia un ASUS ROG Strix XG27UQ con display HDR, per qualche motivo proprio l’HDR risulta non supportato. Nessun problema invece sul TV Sony KD65XF9005 che riproduce il tutto in 4K@60Hz con HDR attivo. Dipende poi dall’esperienza in riproduzione. Days Gone viene riprodotto in 4K a 60 fps, idem dicasi per Astro’s Playroom. Altri ancora, come Marvel’s Spider-Man: Miles Morales in 4K@30fps con effetti grafici aggiuntivi (ma si può giocare anche in 4K@60fps).

Veniamo adesso a temperature e rumorosità. Con l’ausilio di Flir One Pro abbiamo misurato le temperature a regime della console. Dopo averla tenuta accesa per svariate ore, con download attivi e sessioni di gioco prolungate, abbiamo raggiunto nel punto più caldo una temperatura simile a quella riscontrata sulla nuova Xbox, pari a circa 57°. Valgono le medesime considerazioni: assolutamente niente di preoccupante. Ovvio che se riuscite a posizionare la console in una posizione dove la ventola possa sfiatare senza creare ricircolo è meglio. Per tutti quelli preoccupati dalla rumorosità della ventola abbiamo buone notizie. Ci abbiamo giocato sia in una postazione PC che in una salotto, con la console quindi posizionata a distanze diverse, e il rumore della ventola non si percepisce. Avvicinandosi si sente un leggerissimo ronzio che testimonia appunto il lavoro della grossa ventola posta nella sezione superiore.

Cambia leggermente la situazione nel caso sfruttiate il lettore Blu-Ray 4K, sia per la visione di film che di giochi. Per forza cose il disco gira producendo un più rumore del solito. E a proposito della presenza del lettore, finalmente Sony si è uniformata dotando la sua console di punta della variante 4K. Considerato che un lettore Blu-Ray 4K stand-alone a marchio Sony arriva a costare 150€ non è affatto male trovarlo a bordo di PS5. Da non sottovalutare poi la sua utilità per la lettura dei dischi PS4.

9.0

Software e Prestazioni

L’interfaccia di PlayStation 5 è stata in buona parte ridisegnata. Ci si sente comunque a casa per tante cose, ma ci si rende subito conto che Sony ha preso quella di PS4 è ha cercato non solo di migliorarla, ma di renderla ancora più accattivante. La home quindi ci accoglie con il solito carosello di giochi installati. Qui troviamo anche altre classiche sezioni quali quella dedicata alle acquisizioni, più due novità di un certo rilievo. PlayStation Plus su PlayStation 5 guadagna una sezione a sé stante molto più curata di prima, accessibile istantaneamente dal suo riquadro dedicato. Da qui gli utenti della nuova console abbonati al servizio Sony avranno accesso anche alla nuova PlayStation Plus Collection, un tentativo probabilmente di combattere ad armi pari l’Xbox Game Pass. Ci torneremo anche in questo caso nella sezione dedicata ai giochi. Ad aver subito la vera rivoluzione è senza dubbio il PlayStation Store, che stavolta è integrato nella home e non richiede tempi di caricamento. Ci si accede subito, come se fosse appunto parte integrante di tutto il sistema.

Scordatevi anche gli sfondi dinamici classici di PS4. Su PlayStation 5 lo sfondo cambia a seconda del gioco selezionato. Quando scorrete tra un titolo e l’altro cambiano anche le eventuali scelte del Centro di Controllo, la musica riprodotta dal sistema e appunto lo sfondo. Come già accennato, proprio dal Centro di Controllo, in giochi compatibili, ci si può lanciare direttamente nel vivo dell’azione. Si possono selezionare livelli, come nel caso di Astro’s Playroom, o missioni specifiche, come nel caso di Marvel’s Spider-Man Miles Morales. Ottimo per chi ha a disposizione poco tempo per una rapida sessione di gioco, e ottimo in ogni caso per chi non sopporta i tempi di caricamento. Anche i Contenuti Multimediali guadagnano una sezione a sé stante, stavolta completamente separata da quella dedicata ai giochi. Si passa da una all’altra con la pressione di L1 e R1. In questa sezione troviamo raggruppati i principali servizi di streaming e l’accesso al lettore Blu-Ray per la visione di film. Tutto di guadagnato a nostro avviso. E anzi, considerata la velocità con cui funzionano i vari servizi, può esserci anche la tentazione di usare PS5 al posto del sistema operativo della Smart TV.

Le impostazioni di sistema rimangono invece praticamente identiche. Se sapete dove trovare quelle che vi tornano più utili, le troverete senza difficoltà anche su PS5. In conclusione, l’interfaccia di PS5 rimane semplice e funzionale, e soprattutto molto, molto intuitiva. Anche la console next-gen di casa Sony può essere impostata per il primo avvio tramite l’applicazione dedicata ad Android e iOS. Quest’ultima però risulta meno “potente” di quella dedicata a Xbox per il semplice motivo che è stata divisa in due parti diverse. Se volete accedere in remoto alla vostra console, cosa che si poteva già fare su PS4, dovete scaricare l’apposita app PS Remote Play ed attivare la Riproduzione remota su PS5. Un vantaggio di PS Remote Play è che vanta i comandi touch. Abbiamo giocato a Marvel’s Spider-Man: Miles Morales su ASUS ROG Phone 3 utilizzando solo i controlli touch a schermo, e il bello è che la riproduzione è fluida e prevalentemente senza intoppi!

Torniamo un attimo sulle prestazioni. La prima accensione della console è sufficientemente rapida. Se la lasciate in Modalità riposo, l’avvio è rapido come un fulmine. Dalla pressione del tasto PlayStation sul DualSense ad iniziare a giocare passano sì e no 12/15 secondi. Anche i giochi sono velocissimi ad avviarsi, nel caso si tratti di esclusive PlayStation realizzate ad-hoc per PS5. Days Gone in retrocompatibilità è un po’ più lento nel caricamento, ma se non altro è stato ottimizzato a livello di performance in gioco. L’assenza del Quick Resume visto su Xbox Series X viene ripagato dal Centro di Controllo potenziato dei singoli giochi, quello che, come già accennato, permette l’accesso rapido a sezioni determinate dei giochi. Starà agli sviluppatori sfruttarlo a dovere. Sulle performance lato multimediale ci siamo già espressi: aprire Netflix, scegliere un contenuto e riprodurlo è questione di attimi.

La velocità dell’SSD si traduce ovviamente anche in diversi vantaggi in gioco. Prendiamo nuovamente ad esempio Marvel’s Spider-Man: Miles Morales. Praticamente non ci sono tempi di caricamento. Se dovete spostarvi per Manhattan utilizzando la metropolitana, anche se la vostra destinazione è a km di distanza, PS5 caricherà istantaneamente la nuova location. Anche il passaggio dagli edifici all’open world è istantaneo, e vi assicuriamo che si rimane stupiti tutte le volte. L’open world di Spider-Man non sarà così enorme, ma si sviluppa sia in orizzontale che in verticale, e le strade sono letteralmente piene di vetture e passanti. Caricare tutto senza esitazioni non è così banale. Come ultimo punto un cenno alla nuova interfaccia di acquisizione che mette in pausa il gioco per catturare il momento perfetto, sia che si tratti di screenshot che di video. Questi ultimi possono addirittura essere registrati in 4K a 60 fps. L’unico problema, se così si può dire, è il formato, webm, ottimo per la condivisione rapida online, un po’ meno nel caso voleste editarlo.

9.0

Controller

DualSense è uno dei fiori all’occhiello di PlayStation 5. Le forme sono completamente ridisegnate. È un po’ meno largo del DualShock 4, ma le altre dimensioni sono aumentate (162 × 52 × 98 mm il DualShock 4, 160 × 66 × 106 mm il DualSense), così come il peso che passa dai 210 grammi di quello PS4 a ben 280 grammi. 70 grammi in più si fanno sentire, ma il DualSense in ogni caso non risulta né sbilanciato né scomodo, anzi. Prenderci la mano, specialmente se siete abituati al DualShock, è veramente questione di un attimo.

La croce direzionale i pulsanti Croce, Tondo, Quadrato e Triangolo sono adesso trasparenti e lucidi, contribuendo a donare un aspetto futuristico a tutto il controller. Il loro feedback rimane molto simile a quello del DualShock 4. Lo speaker principale è localizzato praticamente nella stessa posizione. Subito sotto il pulsante PlayStation ridisegnato a forma di logo PS, subito sotto un comodo pulsante per mutare istantaneamente il microfono. Il touchpad centrale è leggermente più ampio e, a nostro avviso, anche più preciso del predecessore. Il feedback alla pressione rimane lo stesso. Molto caratteristici i LED laterali che si illuminano in determinati contesti. C’è anche un più piccolo LED inferiore che si accende quando le due sezioni laterali sono spente. Le levette analogiche sono identiche, sia nel movimento che nel feedback alla pressione. I tasti Share e Option si premono un po’ meglio e non riportano la scritta come sul DualShock, ma il simbolo che li caratterizza. Le due impugnature, davvero particolari con gli inserti neri derivanti dalla sezione centrale del controller, presentano una zigrinatura che, vista da molto vicino, nasconde la stessa trama vista sulla console composta dai simboli degli iconici tasti PlayStation.

Non manca insomma un’attenzione al dettaglio in certi aspetti quasi maniacale. Veniamo quindi ai tasti dorsali. L1 e R1 risultano più grandi di quelli in dotazione al modello precedente. Il feedback rimane simile, ma si sente la differenza di dimensione in positivo, nel senso che è più facile premerli. In R2 e L2 si nasconde parte della magia del DualSense. i due pulsanti sono adattivi, e nei giochi che lo sfruttano la differenza si sente eccome. Astro’s Playroom, il gioco preinstallato su PS5, non è solo un passatempo con cui intrattenersi nell’attesa di download di altri giochi. È anche un ottimo strumento per capire a fondo quelle che sono le potenzialità di DualSense. Avviando il gioco ci si trova come prima cosa di fronte ad una demo proprio del controller. Come prima cosa il software vi fa percepire i nuovi motori dedicati al feedback aptico, con una vibrazione graduale che corre lungo tutto il controller. Si passa poi proprio ai pulsanti adattivi, che offrono una resistenza davvero incredibile alla pressione a seconda dell’operazione da svolgere. A livello di input siamo davvero di fronte ad una svolta. Non si tratta più di calcolare la zona morta dei pulsanti dorsali o la loro sensibilità.

Per compiere determinate operazioni, come tendere la corda di un arco o regolare la forza di un salto o di un attacco, si deve premere con diverse intensità sentendo effettivamente il controller reagire a tali spinte. E Astro’s Playroom lungo i suoi livelli vi fa provare proprio R2 e L2 sotto sforzo in tanti contesti diversi. Quando Astro si cala in una tuta a molla, per saltare si deve fare forza sui due pulsanti proprio come se stessimo comprimendo una molla, sentendo poi la vibrazione derivante dal salto lungo tutto il controller. In Marvel’s Spider-Man: Miles Morales forse sono sfruttati in modo meno drastico, ma comunque quando dobbiamo lanciare ragnatele per spostarsi tra i palazzi bisogna applicare una certa forza ad R2 per far sì che la ragnatela venga effettivamente lanciata. Basta mettere in pausa il gioco per far disattivare il feedback adattivo del pulsante e capire quanta forza effettivamente ci si stava mettendo per spostarsi. Ad aggiungere ulteriore interattività ci sono lo speaker integrato nel controller, che in Astro ad esempio gioca un ruolo fondamentale per godere di tutto il comparto audio, il microfono e il touchpad stesso. Sempre in Astro’s Playroom, giocando, si capisce sempre di più quanto il feedback aptico riesca a fare la differenza tanto quanto i grilletti adattivi. Quando Astro pattina sul ghiaccio o corre sulla sabbia il DualSense trasmette sensazioni diverse, idem quando si nuota o quando si scivola.

Completano la dotazione accelerometro e giroscopio, la porta USB Type-C con cui ricaricare il controller e l’immancabile jack audio per collegare le cuffie. DualSense è a tutti gli effetti un controller Bluetooth. Lo abbiamo provato senza problemi su dispositivi Android. Su PC funziona anche in modalità cablata. A livello di autonomia siamo più o meno in linea con i risultati ottenuti dal DualShock. Nulla vieta di dotarsi di un lungo cavo USB per continuare a giocare anche quando siete a secco, ma se non volete l’impiccio dei fili forse può convenire prendere in considerazione l’acquisto di un DualSense aggiuntivo, sia in ottica multiplayer che appunto di cambio controller in caso di batteria scarica. In definitiva ci sentiamo di promuovere a pieni voti il nuovo controller ideato da Sony. Rimane solo da capire la resistenza complessiva di tutto l’hardware nascosto al suo interno.

Giochi

Al momento del lancio, PS5 sarà l’unica tra le due console next-gen ad avere a disposizione esclusive realizzate ad-hoc. Al momento della stesura di questo articolo abbiamo avuto modo di giocare Marvel’s Spider-Man: Miles Morales nella sua interezza e Astro’s Playroom, il platform/benchmark pre-installato sulla console. E le impressioni a riguardo sono più che positive.

Abbiamo già speso qualche parola a riguardo di Astro’s Playroom. Di facciata è un vero e proprio benchmark che permette di intuire sia le potenzialità del DualSense che quelle dell’SSD. I tempi di caricamento sono infatti praticamente inesistenti, e come se non bastasse con il Centro di Controllo si può saltare da un livello all’altro nell’arco di un istante. Dietro questa facciata si nasconde però un titolo platform divertente e pieno di segreti da scoprire. Ogni livello è strutturato secondo una delle caratteristiche fondamentali della console, come il processore, la ventola o l’SSD. A lasciare davvero a bocca aperta sono le già citate potenzialità del DualSense, davvero sfruttate appieno lungo tutti i livello che compongono il simpatico platform.

Di Marvel’s Spider-Man: Miles Morales è davvero difficile parlarne male. Sulla carta l’esperienza non si discosta molto da quella del primo Spider-Man. Ci sono comunque una trama e un protagonista, Miles appunto, diversi e con sufficiente carattere da inserirsi perfettamente nello Spider-Verse creato da Sony. È senza dubbio a livello grafico che sono stati fatti enormi passi in avanti. All’inizio il gioco ci proporrà due modalità di utilizzo: in vero 4K a 30 fps con l’aggiunta di Ray Tracing, illuminazione “evoluta” ed effetti aggiuntivi o, altrimenti in 4K (raggiunto partendo da immagini a risoluzione inferiore) a 60 frame al secondo. Entrambe hanno il loro perché. Il gioco lo abbiamo portato a termine utilizzando la prima modalità, anche per vedere finalmente un po’ di Ray Tracing in azione sulle console next-gen.

Gli ultimi due screenshot relativi a Spider-Man li abbiamo realizzati grazie all’ausilio della modalità foto sfruttando proprio la versione del gioco in 4K con Ray Tracing. La storia e buona parte degli scontri fondamentali sono anche stati studiati a tavolino proprio per evidenziare le potenzialità grafiche del titolo, il che non è affatto un male, intendiamoci. Camminare nei panni di Miles Morales (quindi non solo di Spider-Man) in una New York alle soglie del Natale, piena di luci, di vita e sotto la neve, fa un certo effetto. Vero anche che giocare alla modalità a 60 fps cambia drasticamente l’esperienza. Non tanto da un punto di vista grafico: notare che non è un vero 4K è estremamente difficile, e anche gli effetti grafici risultano quasi sempre estremamente spettacolari. È la fluidità a fare davvero la differenza. Giocare a 60 fps proprio un titolo come Spider-Man, che fa della velocità del suo protagonista il cardine di esplorazione e combattimenti, è incredibile.

A sorprendere sono anche i caricamenti. La New York open world del gioco Insomniac Games si carica istantaneamente. Se sfruttate il viaggio rapido (la metropolitana) per spostarvi anche a chilometri di distanza non ci sono schermate di caricamento. Se passate dall’aperto al chiuso idem. Anche il primo avvio del gioco è “schifosamente” veloce. Sony è stata molto furba a basare il lancio della sua console su un gioco del genere.

Da qui all’uscita della console arriveranno anche Demon’s Souls, che anche se non avrà effetti Ray Tracing sembra spettacolare al punto giusto, e Sackboy: A Big Adventure, un platform completo. PS5 è anche il primo, timido, esperimento di Sony sulla retro-compatibilità. Raggiungere i livelli di Microsoft a questo punto è veramente arduo, considerato che Xbox Series X permette di giocare a tutto ciò che concerne l’ecosistema gaming Microsoft. Se non altro comunque la nuova console di Sony è retro-compatibile con i giochi dedicati a PS4, sia digitali che fisici. E in alcuni casi il colosso nipponico sta già lavorando per offrire miglioramenti di vario genere. Days Gone ad esempio viene riprodotto in 4K a 60 fps, ed anche in questo caso è proprio il frame rate a fare la differenza. Abbiamo testato con successo anche Ghost of Tsushima, importando i salvataggi di PS4 Pro. Anche qui si può scegliere tra una modalità performance e fps più alti o una che favorisce la grafica e la risoluzione.

Oltre all’esperimento, se si può definire tale, sulla retro-compatibilità, c’è anche un tentativo di contrastare il Game Pass. Gli abbonati a PlayStation Plus, su PS5 senza costi aggiuntivi hanno infatti accesso alla così detta PlayStation Plus Collection, una selezione di titoli di qualità che può contare su diverse esclusive PlayStation, tra le quali il già citato Days Gone, God of War, Uncharted 4 e altri. Non ha né la vastità né la scelta messa a disposizione dal Game Pass, ma in ogni caso gli abbonati avranno diverse esperienze con cui intrattenersi sulla loro console next-gen. Alcuni di questi titoli possono usufruire del così detto Game Boost, una modalità che permette di sfruttare la potenza extra di PS5 per migliorare performance e risoluzione.

8.5

Prezzo

Quando si tiene conto del prezzo di PlayStation 5 non si può considerare solo quello della versione da noi testata, ovvero quella con lettore ottico a 499€. La PS5 Digital offre tutte le caratteristiche, tranne appunto il lettore, a 100€ meno. Ciò significa che con un investimento di 399€ vi portate a casa una console next-gen pura, non paragonabile a nostro avviso a Xbox Series S. Proprio 399€ era poi il prezzo di lancio di PS4, difficile quindi lamentarsene.

Foto

Giudizio Finale

PS5

8.5

PS5

PS5 non sarà tra le due console next-gen la più potente, ma sa comunque il fatto suo. Sony punta forse più sull'apparenza, scegliendo linee così estreme da renderla bella e brutta allo stesso tempo. L'interfaccia cerca in tutti i modi di essere semplice ed accattivante. Le linee del DualSense sono futuristiche e appariscenti, e soprattutto nascondono alcune novità a livello hardware in grado davvero di fare la differenza rispetto al passato. I giochi vengono riprodotti in 4K, talvolta con compromessi in modo da favorire il Ray Tracing a livello hardware, in altri casi spingendosi a 60 fps. Sulla carta si arriverà anche a 120 fps e, in futuro, anche alla risoluzione 8K. Le performance dell'SSD, nei giochi che abbiamo testato, sono davvero all'altezza delle aspettative. Ci sono già i primi titoli next-gen da provare con mano, e la retrocompatibilità con PS4 e la PS Plus Collection cercano di arginare in qualche modo lo strapotere della concorrenza in questi campi. Anche lato multimediale non si fa mancare nulla, soprattutto se scegliete la versione con lettore ottico. Peccato per la memoria interna, insufficiente visti i tempi che corrono, e per la minor potenza a livello hardware rispetto alla diretta concorrente. Visto comunque le tante esclusive di qualità arrivate su PS4, ci aspettiamo per gli anni avvenire tante novità corpose che sicuramente sfrutteranno al meglio sia le potenzialità hardware che quelle del controller rinnovato.

di Lorenzo Delli
Pro
  • Giochi next-gen
  • Prestazioni SSD
  • Retro-compatibilità e PS Plus Collection
  • Prezzo versione Digital
  • DualSense
Contro
  • Design estremo
  • Memoria interna insufficiente
  • Meno potente dell'avversaria
  • green87

    Continuo a ritenere ridicoli i vostri criteri di valutazione, per esempio i voti quando recensite una console non hanno senso perché non si basa su quello il giudizio di una console, e nei contro vorrei sapere che cavolo vorrebbe dire “Design estremo”, il design è una cosa che può piacere o meno, ma il problema sono le dimensioni.

    • No, il design non è una cosa soggettiva. L’aspetto lo è, il design è un insieme di cose che tiene conto anche dell’estetica. Le dimensioni, l’ergonomia e la praticità rientrano proprio nell’estetica. Quindi sì, è estrema. Poi se di tutta la recensione tieni conto di sole due parole nella tabella dei contro non è colpa mia.

      Per i voti abbiamo già detto varie volte che il voto finale non è una media.

      • Gianluca XYZ

        Aiutatemi nella scelta del monitor per ps5… Ora ho un TN FHD da 120hz ma vorrei almeno passare ad un qhd… Grazie.

        • green87

          Prenditi una SONY XH90 se preferisci giocare da console, prendere un monitor QHD per una macchina come la PS5 è uno spreco, credimi. Per sfruttare al meglio la PS5 ci vuole l’HDMI 2.1

          • Gianluca XYZ

            Purtroppo non ho molto spazio e non posso andare oltre 27 pollici circa…
            Ci sono dei monitor che anche se a 60hz è hdmi 2.0 svolgono bene il lavoro?
            Anche se 60hz li eviterei come la peste…

          • green87

            Teoricamente non ne ho visti. Al massimo un 32 pollici in 4k dovrebbe andar bene, perché il 1440p la ps5 non li supporta nativamente. eventualmente se il monitor in 1440p da 27″ supporta lo scaling da 4k a 1440p (l’immagine sarà più nitida con un 4k downscalato a 1440p che un 1440p nativo)

      • green87

        Certamente terrà sicuramente conto anche della funzionalità, il design. Ma definirlo “estremo” perché “eh i due bottoni son difficili da distinguere” quando invece ormai tutti accendono e espellono il disco direttamente dal controller, oppure perché “eh lo stand è difficile da montare” quando in orizzontale devi soltanto agganciarlo e in verticale devi solo metter una vite, o “è troppo enorme” quando un computer da gaming con le stesse prestazioni è di certo 2 o anche più volte grande, mi sembra tutto una cavolata. Lamentele da uno che nel suo setup tv vuole semplicemente una scatoletta sottile che non dà fastidio. Ma quelli non sono altro che capricci.

        • Scusami però, senza ulteriore polemica:
          – i bottoni anche nel video ho detto che sono più facili da distinguere
          – sullo stand non ho indicato difficoltà, ho solo detto che è plastica abbastanza cheap
          – è molto più grande della nuova Xbox. È ovvio che se escono entrambe insieme ed entrambe puntano al pubblico console, lo devi dire che rispetto all’altra è enorme. Guarda anche le foto a confronto con la PS4 Pro.

          Poi oh, io ho ordinato le polemiche sulle dimensioni. In Italia tutti ingegneri, sanno una sega del perché ingegneri giapponesi con decenni di esperienza hanno ideato questo sistema di aerazione. Ciò non toglie che le linee sono molto particolari, tali da attirare la maggior parte delle critiche dei futuri acquirenti.

        • Ah, e a proposito delle scatolette sottili: Xbox Series S è una cafonata pazzesca, uno dei prodotti più inutili degli ultimi anni.

  • Voltaire

    Ma cosa dici nel video!! La SSD è saldata sulla scheda madre, si potrà aggiungere un’espansione nell’apposito scomparto!
    Il Plus Collection sono tutti i migliori giochi usciti su PS4/Pro. Il gamepass è tutta roba vecchia, é nato per salvare la divisione gaming di Microsoft dal fallimento. Ergo, su PS5 ci saranno giochi nuovi all’uscita, su series X ci saranno forse tra qualche anno, ma il nulla cosmico all’uscita.
    E cosa scrivete! 😂 Tutto il mondo sa che sia Sony che Nintendo hanno letteralmente sotterrato Xbox sia per giochi che per console vendute, nonostante la potenza superiore di One X e ora di series X! Dove lo vedete lo strapotere della concorrenza?? Anche perché lo vedete solo voi! Mi spiace, ma se fate così anche le recensioni dei cellulari, cambio sito!

    • Nel video mi sono sbagliato sì, ho già aggiunto una nota. Nel testo è specificato lo slot compatibile. Il resto non so cosa risponderti, quando si parla di cose del genere bisogna essere oggettivi, non di parte. Come su PS Plus Collection ci sono quasi tutti (manca un po’ di roba) i migliori titoli PS4, su Game Pass ci sono TUTTE le esclusive Microsoft. Poi non so cosa tu abbia letto sullo strapotere della concorrenza , mi stavo probabilmente riferendo solo al Game Pass. Nel primo paragrafo ho palesemente scritto che ha venduto oltre 110 milioni di copie.

  • Gianluca XYZ

    Bella recensione ma non ho capito una cosa alla fine della fiera…
    Conviene acquistare un monitor con hdmi 2.1 oppure no, ho letto che non gestisce bene il vrr la console?
    Collegandolo ad un monitor qhd come si comporta, scala dal 4k o fa un deludente fhd?
    Se fa girare i giochi a 60hz in 4k problemi di ghosting non ci sono o basta prendere un va da 1ms anche se a 60hz? Io da anni uso pannelli almeno da 120hz e max 1ms di refresh…
    Potete illuminarmi? Grazie mille.

    • green87

      Per sfruttare al meglio la PS5 prenditi un televisore Bravia XH90 di Sony, o almeno almeno un monitor 4k da 120hz. Si tratta di sfruttare al meglio la console. Il VRR non lo gestisce male la console, non lo gestiscono bene i pannelli OLED nonostante ci sia l’HDMI 2.1 e non lo gestiscono la maggior parte dei monitor.

  • green87

    E poi nel video non é Astro’s PLAYGROUND, ma Astro’s Playroom. Ma come si fa a sbagliare certe cose? Non le sapete recensire le console, andate a recensire telefoni và