8.2

Recensione Razer Anzu: gli occhiali che si credono auricolari True Wireless (foto e video)

Nicola Ligas




Recensione Razer Anzu

I Razer Anzu sono degli occhiali smart da gaming. Detta così il pensiero potrebbe volare ai Google Glass, ma in realtà non c’è niente di più distante. Si perché in pratica gli Anzu sono come degli auricolari true wireless in quanto a funzionalità: poco di più, poco di meno.

8.5

Costruzione

I Razer Anzu sono a prima vista dei normali occhiali. Giusto le stanghette, decisamente più spesse del normale, tradiscono la loro vera natura. Le stanghette si assottigliano poi poco prima di appoggiarsi all’orecchio, ma risultano comunque più spesse del normale anche in quel punto. Questo è l’unico fattore che potrebbe risultare un po’ scomodo, o al quale dovrete comunque fare un minimo l’abitudine.

Gli Anzu risultano comunque comodi in generale, e leggeri (45 grammi), tanto che li potrete portare tutto il giorno senza alcun problema: provate a fare altrettanto con degli auricolari o delle cuffie! Se aveste i capelli un po’ lunghi, per il vostro interlocutore sarà praticamente impossibile distinguerli da dei normali occhiali.

Il modello che abbiamo provato è di forma rettangolare, ma c’è anche una montatura tonda. La taglia in prova è la large, ma c’è anche una small/medium. La molla che regola le stanghette è piuttosto morbida, e gli occhiali stringono poco sulla testa. Da una parte può essere una buona cosa, ma essendo più pesanti del normale potrebbero sfuggirvi se doveste fare bruschi movimenti o durante la corsa. In questo caso sarebbe meglio optare per la taglia più piccola, probabilmente.

Nella parte inferiore di entrambe le stanghette ci sono gli speaker, che buttano l’audio verso il basso, direttamente sulle orecchie. È quindi un audio di tipo aperto, che non vi isola minimamente dai suoni ambientali. Vicino alle lenti si trovano due connettori magnetici, uno per lato, per la ricarica. Il cavo biforcuto apposito è fornito in confezione, assieme ad una custodia nella quale potrete riporlo assieme agli occhiali stessi. Attenzione perché l’attacco magnetico funziona in una sola direzione, un po’ come le USB-A, il che significa che lo sbaglierete sempre almeno due volte.

Le lenti montate servono inoltre a filtrare la luce blu, in modo da permettervi di guardare a lungo lo schermo del PC, con la minima fatica. In confezione ci sono anche delle lenti polarizzate, che potete sostituire a quelle montate. La procedura non richiede di recarvi in un negozio (qui c’è una breve guida ufficiale), è abbastanza semplice, ma comunque un po’ di attenzione ci vuole, e ripeterla ogni volta che uscirete/rincaserete può essere fastidioso, anche perché il rischio è che, alla lunga, togliendo e rimettendo continuamente le lenti possiate danneggiare queste ultime o la montatura stessa. (Piccolo consiglio: per rimuoverle spingete dall’interno verso l’esterno, e viceversa per reinserirle. Delle clip-on sarebbero state esteticamente meno impeccabili, ma senz’altro più pratiche.)

Lungo le due stanghette c’è anche un’area touch, in ciascuna delle due. La risposta ai tocchi è buona, ma forse ci sono fin troppe gesture. Non c’è alcun feedback di vibrazione, ma solo uno sonoro alla fine della gesture, e va detto che se la riproduzione è già avviata alcune gesture non funzionano, il che a volte può lasciarvi nel dubbio se le aveste eseguite o meno.

Gli occhiali si spengono ed accendono semplicemente chiudendoli e aprendoli, a meno che non ne forziate lo spegnimento.

8.0

Esperienza d'uso

All’inizio abbiamo citato i Google Glass, ma in realtà il target di Razer è chiaramente un altro: i Bose Frames. Se andiamo a visitare le rispettive pagine ufficiali di Bose e Razer, vediamo infatti come i due dispositivi non solo siano quasi identici nella forma, ma anche sovrapponibili in quanto a funzionalità, al punto che la descrizione che i rispettivi produttori ne fanno è praticamente la stessa: “occhiali da sole con audio bluetooth“; una descrizione sulla quale concordiamo solo in parte.

Per come sono fatti, degli occhiali a questo modo danno il meglio solo in ambienti chiusi. L’audio “open” che li caratterizza fa infatti passare tutti i suoni ambientali e non vi isola dall’ambiente circostante. Questo può anche essere utile, ad esempio per farvi sentire i rumori del traffico, ma significa però che quegli stessi rumori disturberanno gli speaker degli Anzu, ed il volume massimo di questi ultimi non è così elevato da riuscire a coprirli. E anche se lo fosse, dovreste continuamente aggiustarlo, perché poi non risulti fastidioso qualora doveste, ad esempio, entrare in un negozio.

Per questo motivo difficilmente li definirei “occhiali da sole” in prima battuta: possono esserlo, ma nell’uso all’aperto il loro lato “smart” non è impeccabile.

Di fatto i due speaker incorporati si comportano infatti come auricolari true wireless: ciascuno ha la sua batteria (le vedrete anche scaricarsi in modo un po’ difforme), e le funzionalità sono esattamente le stesse che avreste su qualsiasi cuffietta. Potete quindi usare gli Anzu per ascoltare musica, fare telefonate (i microfoni sono molto buoni e l’interlocutore in generale vi sentirà bene, anche in presenza di rumori di sottofondo), o anche per interagire con l’assistente vocale del vostro smartphone (Android o iOS, premendo per due secondi l’area touch). Non ci sono funzioni smart particolari che non avreste in dei comuni auricolari.

L’unico elemento che li distingue è il gaming mode, una modalità audio a bassa latenza che riduce al minimo il ritardo in riproduzione, in modo che non sentiate lo sparo di un fucile da cecchino dopo che siete già morti. Ad onor del vero, anche senza il gaming mode, la latenza è già buona di suo e spesso non si percepiscono ritardi sensibili, ma in ogni caso è bene attivarla in caso di necessità.

C’è però da dire che, ancora una volta, non concordo del tutto con l’interpretazione di Razer, nel senso che a parer mio degli occhiali simili non sono particolarmente adatti per giocare. L’audio di tipo open infatti vi tiene troppo ancorati al mondo reale, non vi fa immergere nel gioco come invece possono fare un paio di buone cuffie che vi isolino dall’ambiente circostante e vi regalino anche un audio più corposo.

I Razer Anzu infatti suonano anche bene: ci sono più bassi di quelli che non mi sarei aspettato, ed in generale la qualità audio è stata superiore alle aspettative. Ci ascolterete bene anche un po’ di musica, ed essendo gli speaker così vicini agli orecchi non occorre alzare troppo il volume, in modo anche da non disturbare/farvi sentire da chi vi stesse vicino (col volume a 70/100, già a circa 40 cm di distanza dagli orecchi non sentirete nulla); anche perché il volume massimo non è comunque elevatissimo.

In generale non sono comunque paragonabili, in quanto a qualità audio, ad un paio di buone true wireless o cuffie a padiglione, anche perché il tipo di ascolto è completamente diverso. Se poi doveste selezionare una delle modalità “chiarezza migliorata” o “aumenta acuti”, allora potete proprio dire addio ai toni bassi: può valere la pena durante una (video)chiamata, ma non per altro. Chiariamo inoltre che l’equalizzazione può essere cambiata solo tramite l’app per dispositivi mobili (è praticamente l’unica cosa per cui è obbligatoria l’app, che per il resto non è indispensabile, al netto di possibili update), e non via gesture o altro.

E sia chiaro che questa percezione dei suoni ambientali può essere molto utile. Personalmente li ho usati più spesso tenendoli collegati al telefono, in modo da poter rispondere al volo alle chiamate anche senza avere lo smartphone accanto a me. In questo modo potrete anche  sentire i suoni di notifica delle varie app, e se stavate aspettando una mail importante la controllerete subito, altrimenti potrete ignorare l’ennesimo bip di Telegram.

Al contempo, se voleste sentire un audio dal vostro notebook, non importa nemmeno che scolleghiate gli Anzu dal telefono per poi collegarli al PC (gli occhiali memorizzano più dispositivi diversi, ma l’audio proviene soltanto da uno alla volta, ed il passaggio da uno all’altro dovrete farlo a mano): vi basterà farlo partire direttamente dagli speaker del computer (sempre che non diate fastidio a nessuno), cosa che non vale per dei normali auricolari, che dovrete quantomeno togliervi dagli orecchi per sentire bene. Qualora invece voleste concentrarvi ed astrarvi, come durante certi videogiochi (ma non solo), questo non è semplicemente il tipo di dispositivo adatto, proprio per come è fatto.

Vi ho fatto solo alcuni esempi banali, ma ovviamente tutto dipende da come pensate/potete utilizzarli. Il punto è solo sottolineare che l’audio aperto ha i suoi vantaggi, ed i suoi svantaggi. Quanto peso dare ad entrambi è soggettivo, e non posso essere io a dirvelo.

Per quanto riguarda i controlli touch, questi funzionano generalmente bene, ma ci sono anche troppe gesture, alcune un po’ complesse. Il gaming mode ad esempio si attiva con due tocchi brevi seguiti da uno prolungato, e non c’è alcun tipo di feedback tra una pressione e l’altra, quantomeno per farvi capire che la precedente è stata rilevata correttamente. L’unico avviso sonoro è solo alla fine delle gesture, il che può andare per quelle brevi, ma è scomodo per le più lunghe. Più di una volta insomma mi è capitato di doverle ripetere, anche se apparentemente le avevo eseguite correttamente.

Riguardo il filtro luce blu operato dalle lenti, visivamente parlando queste non alterano troppo i colori, e non danno fastidio. Se siano anche efficaci o meno è però più difficile a dirsi. La sensazione è che aiutino a non affaticare gli occhi, ma l’effetto placebo è sempre in agguato. In ogni caso, se fosse questa l’unica funzione che vi interessa, ci sono molte alternative.

Nota finale per l’autonomia. Razer dice almeno 5 ore di uso continuo, ed è vero: le farete tutte, ed anche qualcosa di più. Ho raggiunto quasi le 7 ore su Zoom, anche se con qualche pausa nel mezzo. In generale la giornata lavorativa la coprirete tutta, a meno davvero di non stare continuamente con Spotify in background. La ricarica però prevede di collegare entrambi i connettori magnetici e poi di procurarsi un alimentatore adeguato da attaccare alla presa: è insomma un po’ meno immediato rispetto ai classici true wireless che riponete nella loro custodia e si ricaricano al volo.

7.5

Prezzo

Razer fa meglio di Bose: gli Anzu costano 209 euro, indipendentemente da taglia/montatura; 70 in meno dei rivali, che non è poco. Siamo comunque dalle parti dei true wireless di fascia alta, ma il paragone finisce qui: sono dispositivi simili nel funzionamento, ma profondamente diversi come esperienza d’uso. E non è tanto un punto di quale sia migliore, ma di quale si adatti di più alle vostre esigenze.

Immagini

Giudizio Finale

Razer Anzu

8.2

Razer Anzu

I Razer Anzu sono di fatto degli auricolari true wireless, sotto forma di occhiali con filtro luce blu, ma anche con lenti polarizzate (intercambiabili). Il paragone tra i due però finisce qui, perché si tratta di prodotti estremamente diversi, sia in ascolto, che non. I Razer Anzu sono anche un accessorio gaming, perché grazie ad una omonima modalità riducono al minimo la latenza audio, in modo da non farvi percepire ritardi rispetto alle immagini che scorrono sul vostro PC. Inaspettatamente però è nell'uso lavorativo indoor che li ho apprezzati di più, grazie anche alla comodità di poterli indossare tutto il giorno, cosa che né cuffie né auricolari vi permettono di fare con altrettanta nonchalance.

di Nicola Ligas
Pro
  • Si possono portare tutto il giorno
  • Bassi presenti
  • Autonomia ok
  • Filtro luce blu
Contro
  • Volume massimo non troppo elevato
  • Comandi touch non sempre impeccabili
  • Audio poco corposo
  • Il cambio lenti non è immediato