Recensione Resident Evil 4 VR: capolavoro era, capolavoro rimane?

È una delle pietre miliari del videogioco e da domani potete godervelo anche in realtà virtuale con una trasposizione di grande qualità, malgrado dei grattacapi.
Recensione Resident Evil 4 VR: capolavoro era, capolavoro rimane?
Giorgio Palmieri
Giorgio Palmieri

Quando si nomina Resident Evil 4, sento nell'aria odore di focaccia e pane fatto in casa. Il novembre del 2005, quando uscì, avevo 14 anni e dormivo spesso a casa di mia nonna: lei stendeva la pasta con il mattarello, io e mio cugino staccavamo qualche testa ai Los Ganados. Mi è rimasto impresso un momento, quando stavo affrontando Salazar, sentivo i miei zii brindare per non-so-cosa nella stanza affianco, ricordo l'esatto istante in cui posai il controller e andai a mangiare con loro: c'era armonia, e non so, mi sentivo bene guardando quella semplicità, ero in pace. Pensare che quelle sere non ci saranno più mi rattrista, ma di sicuro non mi rattrista il fatto che Facebook e Capcom abbiano deciso di ricostruire Resident Evil 4 in realtà virtuale, in esclusiva per Oculus Quest 2. Il risultato ha superato le aspettative, eccetto un paio di zone d'ombra: ecco la recensione.

PRO

  • Un classico reimmaginato alla grande
  • Grafica pulita ed immersiva
  • Vari miglioramenti alla formula
  • Longevo e appagante

CONTRO

  • I filmati non sono stati ripensati in VR
  • Assenza delle modalità extra
  • Piccole ed inspiegabili censure
  • Mancano i sottotitoli in italiano

Scheda videogioco

  • Publisher Facebook, Capcom
  • Sviluppatore Armature Studio, Capcom
  • Genere Avventura, Azione
  • Numero giocatori 1
  • Lingua Inglese

Cos'è Resident Evil 4

Resident Evil 4 fu un capitolo spartiacque per la serie d'orrore di Capcom. L'orrore c'è ma la paura è stata ridimensionata, complice la forza, l'arsenale e la personalità del protagonista, Leon, e anche per una componente survival decisamente meno accentuata, con un'influenza più action che ha poi condizionato il genere stesso negli anni a venire. Si configura quindi come un'avventura con molte sparatorie ed una spruzzata di enigmi di facile comprensione, caratterizzata da un ampio bestiario che mette al centro i Los Granados, delle persone infettate da un parassita che li trasforma in esseri incapaci di intendere e di volere, ma dotati di grande forza fisica. La storia la si può affrontare senza aver toccato i predecessori e vede l'agente speciale Leon indagare sul rapimento della figlia del presidente, Ashley. A differenza dei capitoli più recenti, ha uno sviluppo narrativo più lineare e godibile, che non intralcia il gameplay.

Giocabilità

Sebbene siano di fatto lo stesso, identico gioco, Resident Evil 4 VR e Resident Evil 4 si consumano in modi molto differenti. Il linguaggio della realtà virtuale ha infatti stravolto le meccaniche di base, sulle quali è stato svolto un lavoro per promuovere l'immersione.

Per dire, quando si prendeva la mira in RE 4, Leon aveva l'obbligo di restare immobile sul posto, mentre in VR ci si può muovere liberamente (o tramite teletrasporto), senza alcuna restrizione. Di conseguenza, i comportamenti dei nemici e i loro attacchi sono stati bilanciati attorno alla nuova prospettiva in prima persona. Se lo desiderate, comunque, è possibile attivare una modalità che blocca il movimento quando si prende la mira, così da eguagliare l'esperienza originale.

I controller di Oculus Quest 2 consentono poi di interagire con il mondo, seppur in maniera limitata. Le scatole possono essere rotte fisicamente con il coltello, e gli oggetti sono ora oggetti fisici, quindi è necessario raccoglierli sporgendo il braccio: basta poi rilasciarli per fare in modo che entrino nell'inventario velocemente ed in automatico.

Elementi dello scenario che erano statici prima lo sono ancora (a parte qualche eccezione), eppure, quando si interagisce con quelli di narrativa ambientale, le descrizioni appaiono sovraimpressione, non bloccando l'azione. Discorso diverso per i documenti, che vanno visualizzati nell'apposito menù di pausa.

L'attivazione delle leve, l'apertura delle porte, l'utilizzo delle chiavi, tutte queste operazioni sono state riscritte in chiave realtà virtuale. Anche gli enigmi prevedono una componente fisica, al posto della semplice pressione di tasti.

Prevedibilmente, l'utilizzo delle armi è completamente cambiato: si può mirare, sparare e ricaricare simulando l'atto nella realtà. È possibile passare da un'arma all'altra agguantando la pistola dalla cintura, il coltello e le granate dalla pettorina o i fucili dalle spalle, e se ne possono persino impugnare due contemporaneamente (anche pistola e coltello), a discapito della precisione.

Se preferite, potete pure affidare la scelta dell'arma ad una ghiera richiamabile col grilletto, senza passare dal menù, come invece accadeva nell'originale. Per far sì che la pistola, il coltello o qualunque oggetto torni al proprio posto, basta lasciare la presa e quello tornerà al suo posto. La gestione dell'inventario è stata inoltre migliorata, grazie alla navigazione libera concessa dei controller di movimento: distribuire armi ed oggetti è senz'altro comodissimo, e li si può anche ammirare da vicino.

Ci sono opzioni per giocare seduti, in piedi, per vivere l'esperienza in room scale o massimizzare il comfort attivando le impostazioni contro il motion sickness. L'orologio al polso di Leon riporta inoltre informazioni come lo stato di salute e le munizioni, anche se francamente l'avrei preferito un po' più grande.

Sono state effettuate persino delle rifiniture su Ashley, che sarà spesso al fianco del protagonista. Fu un cruccio dell'originale per colpa della facilità con cui la ragazza cadeva al tappeto, dunque Armature Studio ha giustamente preferito limare il tutto per offrire un'esperienza ancora migliore. I danni ricevuti dalla figlia del presidente sono inferiori rispetto al passato e i nemici preferiscono concentrare l'attenzione su Leon piuttosto che su Ashley, cosa che rende il gioco decisamente meno frustrante, visto che rappresentava la maggior causa di ingiusti game over.

Il risultato finale è un Resident Evil 4 praticamente nuovo, più moderno e fruibile, pur essendo più facile proprio in virtù della possibilità di movimento libero, ma non per questo snaturato. L'ho personalmente apprezzato tanto quanto l'originale e anzi, lo si vive sotto un'altra godibilissima luce.

Contenuti

L'intera avventura di Resident Evil 4 è stata portata e ri-adattata per la realtà virtuale, minigiochi inclusi (sì, c'è il tiro a segno!), per un totale di 12 ore necessarie a portarla a termine. Ciò lo fa uno dei titoli più longevi in VR, e sarebbe potuto essere ancora migliore, se solo non avessi scoperto, al completamento, l'amara mancanza della modalità Mercenari e delle parentesi dedicate ad Ada, che andavano ad approfondire la trama, facendola vivere anche da un altro punto di vista ed espandendo l'offerta contenutistica. Confermo invece la presenza della difficoltà Professional e della Nuova Partita+ con annessi costumi speciali e armi aggiuntive.

C'è poi da fare un'altra precisazione, che farà storcere il naso ad alcuni appassionati del gioco. Il titolo in VR ha subito delle censure su una piccola (piccolissima) parte delle battute più colorate, come ad esempio quella sul seno di Ashley pronunciata da Luis (The president has equipped his daughter with "ballistics" too). Sia chiaro, sono davvero poche, ma è una scelta palesemente atta a tutelare Facebook per eventuali (sterili) critiche, a discapito della totale integrità del classico.

Grafica e Immersione

Per ridare lustro alla grafica di Resident Evil 4, gli artisti di Armature Studio hanno dipinto in alta risoluzione buona parte dei materiali, applicandole su uno studio delle forme rivisitato. Il senso di spazialità è ben reso e ci si sente avvolti dalle ambientazioni, anche per merito della pulizia inattaccabile dell'immagine, visibile anche nelle cinematiche. La giocabilità ricompilata e l'ottimo lavoro svolto sulla geometria del mondo, completamente ristrutturata per funzionare in 3D stereoscopico, costituiscono uno dei migliori impatti estetici su Oculus Quest 2 e riescono a far chiudere un occhio su uno dei pochi limiti di questa rivisitazione in VR di RE 4, ovvero i filmati.

Le sequenze di intermezzo le si visualizza sullo schermo virtuale, e si passa dalla visuale in soggettiva al filmato con una dissolvenza breve, meno invadente di quella di Resident Evil 7 VR, ma che pur sempre spezza in parte l'immersione. Peccato, perché alcune azioni si svolgono effettivamente in soggettiva: scendere da una scala, superare un ostacolo, queste piccole apparizioni le si gusta in prima persona, invece altre, come il calcio dato ai nemici storiditi o la spinta di un oggetto, avvengono in terza persona. Altre ancora sono banalmente proiettate sullo schermo digitale, anche piccole cinematiche (come quelle brevi ritraenti l'apertura di una stanza adiacente alla nostra), per un miscuglio digeribile, ma che sarebbe stato bello vivere con una quadra, o meglio, in una singola maniera per una questione di armonia. Ci sono però opzioni capaci di modificare l'ampiezza dello schermo ad esempio, o se preferite che le azioni avvengano solo in terza persona.

Piccola menzione per i Quick Time Events, che ritornano, eppure questa volta bisogna muovere i controller di Oculus Quest 2 per effettuare l'azione richiesta. Alle volte avrei preferito ad esempio abbassarmi per schivare un ostacolo, come succede in tanti altri titoli VR, ma si è preferito mantenerli, semplicemente ri-adattandoli ai motion control e a qualche pressione di grilletti.

Sonoro

L'audio non ha ricevuto enormi miglioramenti. È pur sempre quello originale, con tutti i limiti del caso. Quando regna il silenzio si sente la mancanza di qualche effetto ambientale in più, che avrebbe colorato l'atmosfera. L'effettistica sonora però è iconica, così come il doppiaggio in inglese, nonostante non sia proprio allo stato dell'arte.

È da sottolineare, però, che Armature Studio ha implementato l'audio spaziale 3D, il quale in effetti dona molta più profondità all'orrore. Non lo si può certo considerare un capitolo spaventoso, altroché, ma il suono direzionale aiuta la giocabilità, per capire appunto da dove viene un certo nemico: non funziona bene come un Resident Evil 7 VR, ma la sua aggiunta va apprezzata.

Delude invece l'assenza della localizzazione in italiano: i sottotitoli nella nostra lingua, presenti nell'originale, mancano nella versione in realtà virtuale.

Prezzo

Resident Evil 4 VR arriva in esclusiva su Oculus Quest 2 al prezzo di 39,99€. Una cifra in linea sia con le produzioni VR più corpose, sia con le classiche cifre per i titoli restaurati. L'assenza di alcune modalità extra fa pensare ad un eventuale futuro DLC a pagamento.

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Giudizio Finale

Resident Evil 4 VR

Resident Evil 4 VR è una killer app per Oculus Quest 2. Non solo è un'eccellente interpretazione in realtà virtuale di un grande classico, ma è anche il miglior rifacimento che potesse mai ottenere. Peccato che non si sia trovata una soluzione diversa per i filmati, e che non siano stati riportati e riadattati tutti i contenuti dell'originale, ma se non vi dicessi che è (di nuovo) il gioco che più mi ha esaltato quest'anno, semplicemente mentirei.

Sommario

Giocabilità 9.5

Contenuti 8

Grafica e Immersione 8.5

Sonoro 7.5

Prezzo 8

Voto finale

Resident Evil 4 VR

Pro

  • Un classico reimmaginato alla grande
  • Grafica pulita ed immersiva
  • Vari miglioramenti alla formula
  • Longevo e appagante

Contro

  • I filmati non sono stati ripensati in VR
  • Assenza delle modalità extra
  • Piccole ed inspiegabili censure
  • Mancano i sottotitoli in italiano

Giorgio Palmieri
Giorgio Palmieri Ama scrivere di videogiochi ed è anche particolarmente bello. Almeno, così dice sua madre.

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