8.0

Recensione Resident Evil Village: di tutto un po’ ci piace! (foto e video)

Giorgio Palmieri -




Recensione Resident Evil Village

Editore Capcom
Sviluppatore Capcom
Piattaforme PS5, Xbox Series X|S, PS4, Xbox One, PC Windows, Stadia
Versione provata PS5
Genere Horror
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Completamente in Italiano

Premessa

Resident Evil Village è il capitolo più celebrativo della serie. Nasce sì, come ottavo, ponendosi come seguito diretto di Resident Evil 7, ma riprende molti degli elementi dei migliori episodi della saga, amalgamandoli tra di loro e innestandoli in un contesto gotico inedito, mai così preponderante. Lo si può affrontare senza aver goduto dei predecessori, tanto è vero che un piccolo filmato riassuntivo vi darà un’infarinatura della storia. Funge però più da rinfresco che da vero ponte di collegamento, ma è più che sufficiente per godersi l’ottavo capitolo.

6.5

Storia

Le vicende vi fanno vestire ancora una volta i panni di Ethan Winters, che lo vede disperso in un villaggio alla ricerca di sua figlia, Rosemary. La trama, però, procede a tentoni: pur collegandosi al predecessore, il filone principale si snocciola molto lentamente e lascia spazio alla storia del villaggio, un luogo misterioso popolato dai capi, cioè Madre Miranda e i quattro “Signori”, Lady Dimitrescu, Donna Beneviento, Moreau e Heisenberg, ovvero gli accoliti di Miranda che dovranno essere sconfitti per poter salvare Rose. Tuttavia, i risvolti narrativi si contano sulle dita di una mano, ma non per questo il gioco è privo di eventi: buona parte dei filmati avvengono con la prospettiva in prima persona e donano atmosfera ed immedesimazione ad una trama di contorno che risulta pure mal distribuita, dove ancora una volta si concentra più che altro nelle battute finali, con colpi di scena e dialoghi che sollevano più dubbi che certezze.

8.0

Giocabilità

La prospettiva in prima persona, adottata da Resident Evil 7, torna in Village e lo fa ereditando diverse caratteristiche dai migliori capitoli della saga: accenna degli enigmi a cascata in stile Resident Evil 1, alleggerendone le soluzioni, ci fa respirare la tensione di Resident Evil 2 Remake facendo vestire i panni del Tyrant a Lady Dimitrescu, e riprende le battaglie in zone più ampie e aperte come quelle del quarto capitolo.

Torna quindi la l’azione, molto più marcata rispetto al 7, torna anche la gestione dell’inventario, che però abbandona il baule a favore di una grandezza maggiore dello zaino, ma ciò che va via è la paura, o almeno una parte di essa: semplicemente ci si spaventa molto meno, non per demeriti della produzione, quanto per scelta creativa. Vi è anche una leggera componente di creazione di oggetti, o meglio, di munizioni, legata all’acquisizione di reagenti che non occupano spazio nell’inventario.

Inoltre, Village ripesca la struttura del predecessore, quella che vede ogni sezione cucita su ciascuno dei cattivi, ma l’ottavo capitolo si spinge oltre, edificando meccaniche ad-hoc a seconda del luogo visitato: per dire, Castello Dimitrescu dà molto di Resident Evil 2 e butta nel calderone, insieme agli enigmi, un pizzico di ansia di un nemico inscalfibile, che appare nei momenti meno opportuni. Casa Beneviento invece è una parte sperimentale: vi priva delle armi e vi butta in una casa delle bambole a dir poco spaventosa, che non fatichiamo a definire una delle fasi meglio architettate dell’avventura.

Per quanto riguarda le sparatorie, risultano divertenti per merito di un arsenale numericamente giusto, che prevede una gestione delle risorse molto più morbida rispetto al passato. Non manca un mercante, il Duca, un signore in evidente stato di sovrappeso che sarà pronto a vendere risorse, potenziamenti e nuove armi in cambio di denaro, raccolto dai nemici sconfitti. Ci sono diversi modelli di pistole e fucili, e il gioco vi permette di scegliere liberamente quali tenere e cosa vendere, così da recuperare soldi da reinvestire nei potenziamenti.

La varietà dei mostri non stupisce, ma è ben orchestrata per illudervi del contrario: gli zombi si fanno da parte per accogliere i lycan, cioè sorte di licantropi più reattivi rispetto ai non morti, con al fianco altre creature del tema gotico, come gargoyle o vampiri, tutti ovviamente reinterpretati a tema Resident Evil. D’altra parte, la costruzione dei boss lascia spazio a critiche, in quanto non tutti godono della stessa cura. Ne abbiamo beccati almeno un paio che danno l’impressione di essere stati pensati frettolosamente, in aree troppo piccole o semplicemente in posti in cui è facile aggirarli e sconfiggerli in tutta facilità.

7.0

Tecnologia

L’intelligenza artificiale che anima i mostri se la cava bene solo e soltanto nelle zone delimitate. Purtroppo non sono capaci di inseguirvi ed è possibile abusare dei loro limiti per eliminarli senza che se ne accorgano. L’inghippo non è frequente ma sporca inevitabilmente l’esperienza e riduce l’eventuale tensione che la saga ha sempre incentivato. Apprezzabile invece è il lavoro effettuato sul DualSense, dove i grilletti hanno intensità differenti a seconda dell’arma impugnata, mentre il feedback aptico non è stato sfruttato a dovere. I caricamenti invece sono praticamente assenti, un traguardo notevole considerando la mole poligonale e la qualità dei materiali della produzione.

8.5

Contenuti e Progressione

Abbiamo impiegato circa 14 ore per completare Village, una parte delle quali passate ad esplorare le vie secondarie, alla ricerca dei tesori. Infatti, a differenza dei predecessori, l’ottavo capitolo abbozza una struttura lievemente più aperta: tra una fase e l’altra, quindi tra un boss e l’altro, potrete perdervi tra le vie del villaggio, recuperando ricompense e visitando posti secondari. Nulla di dispersivo, né ampio o approfondito, ma in ogni caso abbiamo apprezzato questo maggiore respiro, che è stato bilanciato alla perfezione.

Più in generale, il ritmo non perde mai un colpo e mantiene sempre alta la curiosità, proprio in virtù della grande varietà di situazioni. Col senno di poi, però, il continuo cambio di registro di sicuro rinfresca costantemente l’interesse, eppure mette in luce una disparità nella qualità dell’esperienza: la prima metà ci è sembrata molto più solida rispetto alla seconda, che non riesce mai a raggiungere i punti alti toccati dalle prime battute. Il divertimento non svanisce mai, sia chiaro, ma il tutto scorre con meno sorprese e molta azione, mettendo un po’ da parte l’atmosfera.

La modalità Mercenari torna poi alla ribalta: si sblocca una volta conclusa l’avventura principale e si differenzia dal passato per un approccio più diretto e strategico. In pratica si sviluppa a livelli, che a loro volta si dividono in aree. Ciascuna di queste pullula di un numero limitato di mostri, e il tutto gira attorno all’esecuzione di combo: più mostri si uccidono consecutivamente, più il punteggio salirà. Nel mentre potrete raccogliere potenziamenti, munizioni e soldi, da spendere tra un’area e l’altra dal Duca. Tutto sommato ci è piaciuta, ma pecca in possibilità e quantità di contenuti.

8.5

Grafica

L’impatto visivo confezionato da Capcom lascia spesso senza fiato. Il livello di dettagli di alcuni elementi supera buona parte delle produzioni odierne: dalle semplici mani di Ethan fino ai mobili e all’estetica del Castello Dimitrescu, alle volte Resident Evil Village è semplicemente inattaccabile, oltre che meraviglioso da vedere. Lo abbiamo giocato su PS5, dove l’immagine è pulita e a 60 fotogrammi al secondo. Il merito è del RE Engine, un motore grafico in grado di restituire un colpo d’occhio a dir poco notevole, persino fotorealistico, ma non senza riserve. Le animazioni sono semplici, talvolta scolastiche e ripetitive, e abbiamo notato che alcune sezioni e specifici personaggi secondari non godono assolutamente dello stesso livello di cura del resto.

8.0

Sonoro

Lo studio del suono di Resident Evil Village brilla come quello del precessore e riprende il buon lavoro della spazialità del rifacimento del secondo episodio, tanto è vero che è possibile distinguere ogni fonte a prescindere dalla sua posizione. Il silenzio e la musica si spalleggiano per accompagnare l’atmosfera, mentre si poteva fare qualcosina più per gli spari e in generale i rumori dei mostri, un po’ ripetitivi.

Prezzo

Resident Evil Village è disponibile nei negozi al prezzo di lancio pari a 69,99€, una cifra destinata a calare nel tempo rapidamente, considerando che già ora lo si trova a costi inferiori. All’interno dell’edizione fisica è possibile trovare un voucher che vi darà accesso a Re:Verse, l’esperienza online competitiva da 4 a 6 giocatori in arrivo per l’estate 2021: di conseguenza, occhio all’acquisto dell’usato.

Immagini

Giudizio Finale

Resident Evil Village

8.0

Resident Evil Village

Resident Evil Village ha molti assi nella manica: stupisce, sorprende ed è pieno di idee, e diverte con il suo continuo cambio di registro. È un capitolo coraggioso che riprende sì, molti elementi della saga, ma li declina in una salsa nuova. Metà avventura è sicuramente più curata dell'altra e di certo il collante narrativo solleva dubbi, ma l'esperienza è oltremodo robusta e spassosa. C'è chi lo apprezzerà di più, chi meno, a seconda di cosa cercate.

di Giorgio Palmieri
Pro
  • Miscuglio dei migliori elementi della saga
  • Varietà di situazioni notevole
  • Ritmo serrato e denso di divertimento
  • Impatto visivo spesso impressionante...
Contro
  • … ma talvolta altalenante
  • La prima metà è molto migliore della seconda
  • Diversi boss superficiali o mal progettati
  • Trama di contorno e anche criptica

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