Recensione Returnal: la prima grande esclusiva PS5? (foto e video)

Giorgio Palmieri
Giorgio Palmieri

Returnal non fa sconti e non è un’avventura per tutti. Se la prassi vuole che le esclusive PlayStation siano fruibili su più livelli, quella di Housemarque è invece punitiva e pensata per chi cerca una sfida.  Trattasi di uno sparatutto in terza persona con una grande componente di verticalità, caratterizzato da una narrazione leggera e innestato in una struttura roguelike, dove non solo la morte va pagata a caro prezzo, ma anche solo subire un singolo attacco da un nemico comporta dei malus pesanti.

PRO

  • Giocabilità veloce e reattiva
  • DualSense ben sfruttato
  • 4K, 60 FPS e ray-tracing...

CONTRO

  • ... ma poco carisma nell'estetica
  • Si percepisce della ripetitività
  • Punitivo e frustrante

Editore Sony Interactive Entertainment
Sviluppatore Housemarque
Piattaforme PS5
Genere Sparatutto, Roguelike
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Completamente in Italiano

Premessa

La storia vede l’astronauta Selene bloccata su un pianeta alieno chiamato Atropos e in un loop temporale dal quale non riesce ad uscire: ad ogni morte, la protagonista viene resuscitata e l’universo cambierà e si adatterà di conseguenza.

La narrazione viene spalmata tra una piccola manciata di filmati, molti registratori vocali e altre sequenze interattive dove viene sviscerata una storia che non è certo il punto focale dell’offerta: stimola la curiosità nelle primissime battute, ma lo stile narrativo e l'ambientazione sanno di già visto, mettendosi da parte rispetto alla giocabilità. Non è quindi un titolo basato sulla storia: gli amanti della trama farebbero bene a vedere altrove, perché il punto forte in Returnal è l'azione.

Giocabilità

L’impostazione è quella di un gioco d'azione molto frenetico, in cui gli attacchi nemici sono perlopiù composti da proiettili a sfera d’energia che devono essere schivati con l’aiuto dello scatto, cioè un piccolo movimento che vi rende invulnerabili per un piccolo lasso di tempo.

In realtà non bisogna mai stare fermi: è il gioco stesso che esige vi muoviate in continuazione, perché la quantità di proiettili e laser è spesso ingente e pervade buona parte dell’area, proprio come negli sparatutto cosiddetti bullet hell. Il posizionamento è dunque vitale e lo stazionamento non è affatto una soluzione. Alcune dinamiche sono ispirate ad altri titoli, come Control o Gears of War: dal primo eredita le munizioni infinite, che si ricaricano nel tempo, dall'altro la ricarica attiva, chiamandola "sovraccarico", poiché si attiva solo a caricatore svuotato.

Le regole dell'algoritmo di Returnal, tuttavia, sono molto semplici e funzionano altrettanto bene. Vi viene fornito sempre un obiettivo visibile sulla mappa, composta da stanze che, ad ogni partita, vengono rimescolate. Le ricompense risultano casuali, così come la densità dei nemici, ma la conformazione dei territori è ripetuta ed è comune trovarsi in stanze già visitate nella sessione precedente.

Purtroppo la freneticità del gameplay non sempre viene accompagnata dal disegno dei livelli: non è raro scontrarsi contro elementi dello scenario o cadere in punti messi in posizioni molto scomode, tali da frustrare il giocatore. Ci si fa la mano a lungo andare, ma dovrete prima digerire diverse ore prima di abituarvi.

Anche il sistema di ricompense solleva dei dubbi. Poche volte ci siamo sentiti appagati, in quanto si basa su un sistema duplice: i parassiti donano sia malus che bonus una volta raccolti, mentre la resina maligna può casualmente aumentare la vita massima oppure infliggere danni. Lo avevamo già visto in altri roguelike, ma in Returnal ci è sembrato ancora più aggressivo e francamente meno soddisfacente.

Contenuti

L’avventura è composta da decine e decine di ore (ne abbiamo collezionate una trentina), un quantitativo che va ad aumentare o diminuire a seconda della vostra abilità e in base anche alla fortuna: beccare l’arma giusta è ciò che fa la differenza e può davvero ridurre drasticamente il livello di sfida dei sei biomi che vi si porranno davanti. Ci si può ritenere soddisfatti dalla longevità, tuttavia abbiamo percepito della ripetitività e soprattutto degli escamotage per allungare la minestra che, in effetti, potrebbero affaticare il ritmo. Non solo la morte vi costringe a ripercorrere strade già battute, ma in certi momenti il gioco ripropone soluzioni già viste in precedenza.

Inoltre, il luogo dello schianto, con i resti della navicella Helios, ospita un terminale da cui avviare delle sfide a punteggio, così da ottenere dei premi soprattutto con la sfida del giorno. Le abbiamo apprezzate, anche perché modificano pesantemente le regole del mondo, donando infatti armi specifiche e potenziamenti vari, iniettando nell'esperienza una piacevole vena arcade.

Progressione

Il giocatore dispone di due valori (competenza, adrenalina) e due equipaggiamenti principali (arma, consumabili). La competenza è il livello di esperienza: sale sconfiggendo nemici e raccogliendo oggetti; determina il livello delle armi raccolte, e quindi la relativa potenza, ma viene azzerato ogni volta che si perde la partita.

Ancor peggio è l’adrenalina, divisa in cinque livelli: sale di grado ogni tre mostri sconfitti, potenzia enormemente la vostra arma (aggiunge persino effetti extra), ma si azzera non appena ricevete del danno, indipendentemente dalla sua entità. Questo significa che farsi sfiorare comporta una perdita significativa: la meccanica ci è piaciuta ma, come anticipato, è molto punitiva considerando che alle volte si sbaglia per una motivazione non legata all’abilità del giocatore.

I reperti (che forniscono rari e piccoli bonus), i parassiti (che donano bonus e malus) e i consumabili (con cui attivare un potere una singola volta) non riescono però ad eclissare, insieme, l'importanza vitale dell’arma equipaggiata. Se ne può portare una e determina praticamente la vostra potenza di fuoco. Ce ne sono diverse (pistole, fucili a pompa ma anche carabine laser), ma in linea generale è necessario prestare attenzione ai loro tratti, poiché alcuni di essi sono praticamente indispensabili. Per dire, un fucile a pompa che spara anche un potente raggio laser a distanza è decisamente più versatile rispetto ad una pistola dai danni elevati.

Morire significa perdere (quasi) tutto ciò che avete guadagnato nella partita. Non è disponibile un sistema di potenziamento persistente, che permane di sessione in sessione, eccetto alcuni specifici gadget utili più che altro per approfittare di scorciatoie, anche se alle volte aiutano anche nel combattimento. Il rampino lo si può utilizzare, ad esempio, per fuggire da uno scontro, mentre la spada la si usa per gli attacchi in mischia o per distruggere le barriere.

Sia chiaro, il gioco agisce per edulcorare la pillola di volta in volta, sbloccando dei tratti passivi per le armi o regalandovi nell’area iniziale dei potenziamenti per incrementare la salute massima, ma nulla che possa fare davvero la differenza, oltre appunto alla vostra abilità. In più, la frustrazione viene alimentata da una distribuzione dei punti di controllo non proprio generosa: nel caso doveste uscire dal gioco per avviarne un altro, la partita non sarà salvata, e dovrete ricominciare dal luogo dello schianto e senza i potenziamenti accumulati.

Non mancano poi dei crediti da collezionare come gli oboliti (persi dopo la morte, utili per comprare oggetti e potenziamenti esclusivi per la partita) e l'etere, una valuta persistente che serve ad attivare servizi speciali, come la resurrezione presso specifici altari. L'etere però lo si scova in quantità limitate, ma è possibile guadagnarne delle manciate “vendicando” i giocatori morti: alle volte infatti troverete dei cadaveri la cui interazione avvierà uno scontro con un nemico spesso molto potente, la cui sconfitta vi donerà, appunto, dell’etere. Imparare ad usarlo nei momenti giusti e con parsimonia eviterà morti premature.

Tecnologia

Il supporto al feedback aptico del DualSense è lodevole. Come il controller reagisce alla pioggia, ai tipi di sparo, alle azioni compiute, è senz’altro encomiabile e regala un'esperienza intensa, come solo Astro's Playroom è riuscito ad offrire. Anche i grilletti adattivi non sono stati sottovalutati, che godono di una soluzione che ci è piaciuta: se si preme L2 leggermente, è possibile mirare con più precisione, mentre la pressione più decisa attiva il fuoco secondario. La differenza rispetto al passato è proprio l’intensità dei grilletti che rende il tutto non solo più comodo, ma anche più immersivo. Non lo si percepisce però come un gioco di nuova generazione se si analizza il gioco in sé: probabilmente, con i giusti accorgimenti, avrebbe potuto vivere anche sulle console precedenti.

Grafica

Returnal è pulito e velocissimo: gira ad una risoluzione 4K e 60 fotogrammi al secondo, con tanto di supporto al ray-tracing. Il risultato è un comparto grafico piacevole che, però, non sorprende a livello di spettacolarità di scorci e di complessità dei biomi. Questi risultano un po’ generici e poco caratterizzati: si appellano ai classici ecosistemi (paludosi, innevati, desertici) senza troppi guizzi creativi. Meglio invece i nemici, sia gli esseri tentacolari che i boss, i quali vantano di design più concreti e unici, con particellari ben confezionati.

Sonoro

Molto buono il lavoro svolto nel suono, soprattutto per quanto riguarda l’effettistica: gli spari, i tempi di ricarica, i versi dei mostri, ogni elemento è calibrato per facilitare la lettura della giocabilità. Anche la musica fa il suo dovere, in special modo nei combattimenti contro i boss. Non manca nemmeno un valido doppiaggio in italiano, incentrato quasi del tutto sulla voce di Selene.

Prezzo

Il rincaro dei giochi di nuova generazione, quelli per PS5, ha colpito anche Returnal, che arriva nei negozi fisici e digitali a 79,99€. Il prezzo è elevato in relazione agli sforzi produttivi, tanto è vero che lo si trova già a 59,99€ presso alcuni negozi in giro per la rete, una cifra ben più appetibile.

Immagini

Giudizio Finale

Returnal

Returnal è uno sparatutto di stampo roguelike che punta a chi si ciba di sfida. È punitivo e frustrante, ma regala molti momenti di grande soddisfazione una volta presa la mano. Non brilla per caratterizzazione dell'estetica e abbiamo percepito della ripetitività, eppure riesce ad emergere come un'esperienza a suo modo unica, spinta dal buon supporto dedicato al DualSense. Consigliato agli amanti del genere.

Sommario

Giocabilità 7.5

Contenuti 7.5

Progressione 7

Tecnologia 7.5

Grafica 7.5

Sonoro 8

Prezzo 6

Voto finale

Returnal

Pro

  • Giocabilità veloce e reattiva
  • DualSense ben sfruttato
  • 4K, 60 FPS e ray-tracing...

Contro

  • ... ma poco carisma nell'estetica
  • Si percepisce della ripetitività
  • Punitivo e frustrante

Giorgio Palmieri
Giorgio Palmieri Ama scrivere di videogiochi ed è anche particolarmente bello. Almeno, così dice sua madre.

Commenta