Recensione Riders Republic: il buffet degli sport estremi

Ubisoft sperimenta ancora con gli sport estremi e li declina questa volta in tante salse diverse, sempre e rigorosamente in un grande open world.
Recensione Riders Republic: il buffet degli sport estremi
Giorgio Palmieri
Giorgio Palmieri

Quanto ho amato Steep e The Crew 2, pur nelle loro imperfezioni? Tanto, tantissimo, e con me milioni di videogiocatori. E se Steep prendesse ispirazione da The Crew 2 per confezionare il seguito definitivo? Ecco la recensione di Riders Republic.

PRO

  • Atmosfera costante di festa
  • Giocabilità flessibile, versatile
  • Discipline ben realizzate
  • Tanti contenuti, molta varietà

CONTRO

  • Visivamente non sempre pulito
  • Gestione delle ricompense rivedibile
  • Diversi costumi a pagamento

Scheda videogioco

  • Publisher Ubisoft
  • Sviluppatore Ubisoft Annecy
  • Genere Sport
  • Numero giocatori Giocatore Singolo, Multigiocatore
  • Lingua Testi in Italiano
  • Disponibile su

Giocabilità

Tipologia di gioco

Bici, sci, snowboard, tuta alare e rocket wing sono le cinque discipline che caratterizzano Riders Republic, un videogioco open world che recupera il gameplay di Steep, suo predecessore, e lo infila in una struttura à la The Crew 2, altro titolo open world di Ubisoft, a sua volta ispirato a Forza Horizon.

Se The Crew 2 vi fa faceva vivere le corse in tante salse differenti, dalle macchinine alle moto, dagli aerei fino ai motoscafi, Riders Republic vuole essere il punto di riferimento degli sport estremi, laddove Steep si fermava alle sole discipline invernali.

Meccaniche

Per accontentare tutti, Ubisoft ha implementato varie opzioni per l'esecuzione delle acrobazie, se desiderate un minimo di automazione o se volete avere il controllo totale dell'inclinazione e dell'atterraggio: aumenta così il rischio di cadere ma anche il numero di punti bonus. Il settaggio manuale è quello indicato fin da subito, non solo per una questione di remuneratività, ma soprattutto di divertimento.

Si possono dunque eseguire tanti trick diversi, ma anche uno scatto, regolato da una barra che si ricarica nel tempo, ed è possibile attivare il rewind quando si esce fuori dalla pista, ma attenzione: influisce solo su di voi e non sugli altri atleti, quindi di fatto non blocca il tempo. Una chicca invece molto utile è la possibilità di poter attivare o disattivare la strumentazione ogni volta che lo si desidera: per dire, mettere a posto la propria tavola, camminare a piedi su una montagnetta e riposizionarsi a dovere aiuta nel provare un'acrobazia estrema.

Il sistema di controllo funziona benone, è davvero molto reattivo, soprattutto per quanto riguarda bici, sci e snowboard. La tuta alare ha una curva di apprendimento lievemente più ripida ma anche lei sa dare belle soddisfazioni, mentre il rocket wing è il meno riuscito in termini di profondità: lo si utilizza più per andare da un punto all'altro del vasto mondo di gioco, piuttosto che nelle attività.

Buona anche l'intelligenza artificiale: temevo potesse riprendere l'odioso effetto elastico di The Crew 2, ed invece preferisce strizzare l'occhio alla tecnologia drivatar di Forza Horizon, plasmando i comportamenti del computer su quelli di prestazioni reali di giocatori. Ci sono ovviamente vari livelli di difficoltà, per consentire a chiunque di trarre del divertimento.

Progressione

Mondo di gioco

Il mondo sul quale poserete i piedi è composto da alcuni dei parchi più famosi d'America e combina canyon, vette innevate e foreste per fornire una grande varietà. Un hub centrale racchiude i principali servizi, comunque disponibili nel menù, dopodiché ci si può muovere ovunque senza limiti: basta piazzarsi davanti ai segnali sparsi per la mappa per dare inizio alla sfida che più vi interessa, scegliendo il livello di sfida o se lo volete affrontare con gli amici del gruppo (quindi senza matchmaking).

La differenza sostanziale con i titoli ai quali si ispira è l'assenza pressoché totale dei caricamenti, almeno su console di attuale generazione. Poche dissolvenze e siete subito in pista, per un ritmo che inanella un evento dopo l'altro fermandosi il minimo necessario.

Progressione

Ad accompagnarvi tra un evento e l'altro c'è una narrazione poco ingombrante, con personaggi di cui francamente ho dimenticato i nomi e dei quali non mi è interessato nulla, anche perché sono brevissimi. Meglio così, altrimenti avrebbero inutilmente allungato il brodo di un'esperienza che vuole fare dell'immediatezza la sua principale forza.

L'intera progressione è determinata dall'accumulo di stelle, ottenute partecipando a qualsiasi attività, completando sfide giornaliere o obiettivi secondari, insomma qualsiasi cosa vi premia con questa valuta, che ad ogni soglia sblocca nuovi contenuti. Non c'è quindi un ordine da seguire, siete liberi di affrontare tutto ciò che avete sbloccato, l'importante è divertirsi.

Ogni disciplina ha la sua barra di esperienza, che una volta riempita dona della nuova attrezzatura: a tal proposito non mi è particolarmente piaciuta la progressione incrementale perché i vari sci, snowboard e così via, pur avendo valori diversi, non godono di grosse differenziazioni pad alla mano. Alle volte verrete pure ricompensati con strumentazione numericamente meno performante rispetto a quella che già si indossa: insomma, l'acquisizione andrebbe un pelino rivista.

Personalizzazione

Oltre alle stelle, qualsiasi attività ricompensa con i verdoni, spendibili per acquistare principalmente vestiario. Ci sono diversi capi che si aggiornano a cadenza regolare nel negozio, ma ciò che lascia un po' d'amaro in bocca è che alcuni cosmetici richiedono i Republic Coins per essere acquistati, cioè la valuta ottenibile solo pagando.

Contenuti

Quantità

L'enorme mole di contenuti che muove Riders Republic si dirama lungo una marea di attività, i cui obiettivi ruotano attorno alle gare di velocità o gare a punti incentrate sulle acrobazie, che comunque il gioco riesce a declinare in decine e decine di varianti diverse tramite condizioni metereologiche avverse e morfologia del terreno differente, combinando lunghe discese a ripide salite, per un assortimento che il predecessore poteva solo sfiorare.

Per aggiungere un po' di pepe alla minestra fanno capolino gli eventi Shackdaddy, i quali vi vedono protagonisti di sfide assurde, come la consegna di pizze a bordo di una bicicletta, una gara a discesa libera mentre tutti indossano un costume da giraffa, ma anche altri in cui si indossa attrezzatura unica come i velocissimi rocket ski, aumentando notevolmente la varietà di eventi.

Non mancano collezionabili e missioni giornaliere/settimanali, che spesso e volentieri donano dell'attrezzatura e del vestiario stagionale. Chiude il cerchio la modalità Zen, per chi desidera perdersi nell'ambiente di gioco senza preoccuparsi di alcunché.

Online

Una delle caratteristiche che più colpisce di Riders Republic è la sua capacità di fondere la componente solitaria ad un mondo multigiocatore, alla stregua di un videogioco online massivo a tutti gli effetti. L'ambiente infatti è popolato da tanti altri giocatori che potrete vedere sulla mappa in tempo reale, cosa in grado di dare l'impressione che il tutto non si fermi mai. Si possono organizzare dei party ed è possibile partecipare ad eventi stagionali, da playlist pre-compilate dagli sviluppatori ad eventi competitivi, come la Trick Battle, una modalità super divertente 6 contro 6 in cui bisogna effettuare più punti possibili e conquistare delle aree per moltiplicare i punti. Bellissime (e un po' confusionarie) anche le gare di massa a 32 giocatori, divise in 3 round, che combinano più sport a mo' di triathlon.

Grafica

L'impatto visivo di Riders Republic su PS5 risulta complessivamente di buona fattura. Non esiste alcuna modalità opzionale, ce n'è solo una ed è quella che lo fa girare a 60 fps sacrificando il dettaglio. Il tutto però chiede a gran voce di essere rifinito, visto che ho assistito ad alcuni singhiozzi nelle collisioni con conseguenti compenetazioni, effetti pop-up e animazioni deficitarie. Si tratta tuttavia di eventi non molto frequenti, ma che indubbiamente sporcano la grafica. 

Ciò detto, l'ambientazione è sontuosa e, come scritto nei precedenti paragrafi, vanta una grande varietà estetica ed un'atmosfera festiva irresistibile. Vivere questo mondo senza subire caricamenti è una delle cose più "next-gen" di cui possiamo godere.

Sonoro

Dispiace che non ci siano le stazioni radio a scelta del giocatore, eppure la selezione musicale è molto gradevole e conta tanti brani diversi che rispecchiano l'atmosfera colorata della produzione. Ci sono pezzi rockeggianti da gruppi quali Green Day e The Offspring, ma anche belle tracce électro-pop come Diamond Veins di French 79. Il resto dell'effettistica è ottima, mentre il doppiaggio è nella sola lingua inglese.

Prezzo

Riders Republic arriva nei negozi al prezzo di 69,99€, come un qualsiasi Tripla A. È risaputo che i titoli Ubisoft calino in fretta, quindi è probabile che nei box qui sotto lo troverete già in offerta. Purtroppo la presenza di micro-transazioni che prevedono l'acquisto di costumi esclusivi mi ha fatto storcere un po' il naso, malgrado sia innegabile la grande quantità di contenuti presenti: il fatto che dà fastidio è la loro presenza in bella vista nel negozio. Spero solo sia uno strumento per un degno supporto post-lancio.

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Giudizio Finale

Riders Republic

Un'avvolgente e costante atmosfera di festa pervade Riders Republic, che si erge sull'esperienza maturata da Steep e The Crew 2 per dare agli amanti degli sport estremi ciò che meritano, un titolo spassoso, versatile, funzionale e pieno di contenuti. Lecito confidare in un supporto post-lancio degno di Ubisoft, che possa smussare le criticità e renderlo duraturo e sempre fresco.

Sommario

Giocabilità 8.5

Progressione 8

Contenuti 8.5

Grafica 7.5

Sonoro 8

Prezzo 6.5

Voto finale

Riders Republic

Pro

  • Atmosfera costante di festa
  • Giocabilità flessibile, versatile
  • Discipline ben realizzate
  • Tanti contenuti, molta varietà

Contro

  • Visivamente non sempre pulito
  • Gestione delle ricompense rivedibile
  • Diversi costumi a pagamento

Giorgio Palmieri
Giorgio Palmieri Ama scrivere di videogiochi ed è anche particolarmente bello. Almeno, così dice sua madre.

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