7.5

Recensione Samsung Galaxy Book S con Intel Lakefield: meglio x86 o ARM? (foto e video)

Nicola Ligas -




Recensione Samsung Galaxy Book S (Intel)

A poche settimane dalla recensione di Galaxy Book S con processore Qualcomm Snapdragon 8cx, abbiamo avuto modo di provare anche la sua controparte con Intel Lakefield, una nuova CPU “ibrida”, che per la prima volta mescola la microarchitettura Sunny Cove, che troviamo anche negli Intel Core di 10ma generazione, con la microarchitettura Tremont, adottata nei chip a basso consumo come gli Atom. Lo scopo? Performance e autonomia, un po’ le stesse promesse dell’architettura ARM su cui è basata la soluzione di Qualcomm. Quale delle due si è dunque rivelata vincente?

LEGGI ANCHE: I migliori notebook in commercio

8.5

Costruzione

Non ci sono novità rispetto alla versione Snapdragon.

7.5

Tastiera e touchpad

Non ci sono novità rispetto alla versione Snapdragon.

7.5

Hardware

Ci sono un paio di differenze tecniche tra il modello con SoC Qualcomm e quello Intel, che vanno al di là del solo processore. Ecco infatti un breve sunto di quello che contiene la variante Intel.

  • Schermo: 13,3” TFT Full HD touch
  • CPU: Intel i5-L16G7
  • RAM: 8 GB LPDDR4X
  • Memoria interna: 512 GB eUFS espandibile (con microSD fino ad 1 TB)
  • Connettività: Wi-Fi 6 dual band, Bluetooth 5.0,
  • Porte: 2 USB-C 3.1, jack audio
  • Webcam: 720p
  • Batteria: 42 Wh
  • Peso: 920 grammi
  • OS: Windows 10

Rispetto al modello col processore di Qualcomm, ci sono altre differenze degne di nota, sia in positivo che in negativo. Non abbiamo supporto alla rete mobile, perdendo di fatto quella connettività always-on che è uno dei vanti della soluzione Snapdragon. In compenso abbiamo il più recente Wi-Fi 6, e memorie di tipo eUFS, che come vedremo a breve si sono rivelate all’altezza della situazione, anche se non al pari con i migliori SSD (però lo spazio di archiviazione è comunque raddoppiato). Il notebook ha inoltre perso circa 40 grammi rispetto alla controparte ARM, diventando ancora più leggero.

  Galaxy Book S (ARM) Galaxy Book S (Intel) Surface Go 2
GeekBench 4 single-core 3.330 4.097 2.200
GeekBench 4 multi-core 11.111 6.855 4.300
Crystal Disk lettura 1.910 MB/s 1.100 MB/s 1.774 MB/s
Crystal Disk scrittura 430 MB/s 427 MB/s 841 MB/s

Lakefield dimostra di avere una base solida con il suo singolo core Sunny Cove, che infatti gli regala la mano vincente nelle operazioni single core. Peccato poi che i 4 core Tremont non aggiungano troppe performance quando passerete in multi-core, e lì lo Snapdragon 8cx sorpassa in scioltezza. Il problema, per così dire, è che la vittoria single-core, in una macchina del genere, conta di più di quella multi-core. È quella che dona al sistema più prontezza, più immediatezza, che non vi inchioda sull’apertura dell’ennesima scheda sul browser; ed inoltre nessuna delle due macchine è pensata per particolari elaborazioni: sono entrambe di fascia troppo bassa. Senza considerare poi che, nella versione Qualcomm, la maggior parte dei software girano tramite emulazione, perdendo quindi un po’ di prestazioni anche solo per quello.

La variante ARM trae però vantaggio dalla maggiore velocità di accesso allo spazio di archiviazione: non in scrittura, dove le due soluzioni sono appaiate, ma in lettura, dove lo stacco è netto. Insomma, sul fronte “performance secondo i benchmark” la sensazione è che la variante ARM possa anche essere migliore (tra l’altro non abbiamo preso in considerazione il fronte grafico, dove la soluzione ARM è numericamente superiore, peccato che quasi manchino i giochi in grado di dimostrarlo), ma vuoi per l’emulazione, vuoi perché siamo comunque di fronte a PC pensati per un impiego piuttosto basilare, nella vita reale è difficile scorgere grandi differenze tra le sue soluzioni.

Abbiamo poi aggiunto alla comparativa il Surface Go 2 per dare un ulteriore termine di paragone, dove sulla carta abbiamo a che fare con un processore inferiore ad entrambi (Pentium 4425Y) ma nella pratica non aspettatevi di fare sui Galaxy Book S chissà cosa in più.

8.5

Schermo

Non ci sono particolari novità rispetto alla versione Snapdragon, tranne una: la modalità all’aperto. Abilitando questa opzione via software (è un po’ noioso che non parta in automatico), la luminosità del pannello arriva a ben 600 nit, contro i circa 330-350 abituali, rendendolo assai visibile anche con luce diretta del sole. È un boost che ricorda quello di certi smartphone Samsung di qualche anno fa, che un po’ falsa i colori ed i contrasti pur di dare maggiore visibilità. Essendo una opzione attivabile tramite app, ci aspettiamo che arrivi anche nel modello con processore Qualcomm; purtroppo non era disponibile quando l’abbiamo provato.

Cogliamo l’occasione poi per pubblicare l’analisi CalMAN del display, che non abbiamo potuto effettuare con lo stesso software nella versione ARM, causa incompatibilità. Se ne evince un display che in particolare in scala di grigio poteva essere calibrato meglio, che un po’ vira al blu e che ha un buon contrasto. I colori vividi sono un po’ il marchio di fabbrica di Samsung, e del resto questo non è un notebook per fotografi, quindi non ci aspettavamo nemmeno chissà quale attenzione alla calibrazione di fabbrica. Abbastanza buona la copertura sRGB, che arriva al 96%. Da notare come la modalità all’aperto falsi ulteriormente la calibrazione, ma la differenza di luminosità è davvero notevole.

8.5

Autonomia

Qui ARM ha invece la mano vincente, senza se e senza ma. Per di più considerando che i test che facemmo su quella macchina erano in LTE, mentre qui ci siamo per forza di cose accontentati del solo Wi-Fi.

  • Idle: 20 ore e 3 minuti (luminosità minima, risparmio energetico massimo)
  • Microsoft Office: 11 e 5 minuti (luminosità a 25, batteria migliorata)
  • Gaming: 3 ore e 50 minuti (luminosità massima, prestazioni massime)
  • Ufficio (scrittura, navigazione, video conferenza): 11 ore e 41 minuti (luminosità a 25, batteria migliorata)
  • Netflix: -8% l’ora circa (audio e luminosità a 24, batteria migliorata)

Galaxy Book S Qualcomm riusciva a fare oltre 7 ore in più di idle (in LTE) e 3 ore in più con la suite Office, sempre in LTE. C’è però un elemento degno di nota in questa variante Intel: anche nella peggiore delle ipotesi, quasi 4 ore di utilizzo le porterete sempre a casa. Questo perché dei 5 core di questa CPU, solo uno è quello che “consuma davvero”, gli altri sono più parsimoniosi e più costanti, meno soggetti alle fluttuazioni dovute all’utilizzo. Se infatti, con altri PC, i tempi che realizzavo con il mio uso da ufficio si discostavano abbastanza da quelli calcolati da PCMark 10, qui invece ci sono andato più vicino. Le 8 ore lavorative classiche le ho sempre superate, arrivando anche a 9-10 ore con un uso più intenso.

La giornata lavorativa, anche “stress”, la potete insomma portare a casa, e poi ci vorrà una bella ricarica notturna (tanto più che ci vogliono circa 3 ore per fare il pieno). La variante ARM è vero che offre un’autonomia superiore, ma non così tanto da farci 2 giorni, quindi alla fin fine anche lei dovrete ricaricarla la notte, andando in un certo ad appianare un po’ le distanze tra le due.

7.5

Esperienza d'uso

Diciamocela tutta, Intel vince anche solo per il motivo più banale: perché le app girano; tutte. La limitazione di fatto ai soli software a 32-bit (e tramite emulazione) pesa come un macigno sulla controparte Qualcomm. E sia chiaro che, per l’uso tipico di un portatile del genere, i software necessari ci sono bene o male tutti anche nella controparte ARM, ma non avere la certezza di poter installare quello che si vuole nel proprio PC Windows è un handicap sul quale difficilmente possiamo sorvolare.

Si perché poi, software a parte, è difficile scorgere reali differenze nell’esperienza d’uso delle due macchine. Peccato per l’assenza di rete LTE però, che donava un grado di libertà in più alla variante ARM. Alla prova pratica infatti, mentre Galaxy Book S ARM rimane una macchina particolare, con i suoi limiti ma anche con alcuni vanti poco comuni (connettività e autonomia), questa variante Lakefield non riesce a svettare, né in confronto all’omonima versione Snapdragon, ma nemmeno rispetto all’ordinaria concorrenza con le altre soluzioni Intel.

Galaxy Book S Intel vede infatti il suo principale vanto per lo più nel lavoro di Samsung, ovvero design, materiali, dimensioni e peso contenuti. Portabilità e qualità costruttiva insomma, unite come su poche altre macchine (ma questo vale anche per la versione ARM). C’è però, ad esempio, un LG Gram 14 che pesa sì circa 60 grammi di più, ma offre performance superiori ed un’autonomia uguale se non maggiore di questo Lakefield.

Ed è un peccato, perché l’idea di Intel rimane più che sensata: meglio puntare su un singolo core ad alte performance (magari anche qualcosa più di così), perché su macchine di un certo tipo ha più senso e ti permette di contenere meglio i consumi. Però non a questo prezzo.

5.5

Prezzo

Se il listino di Galaxy Book S (Qualcomm) si fermava a 1.099€, che già erano tanti, la variante Intel si spinge fino a 1.229€, che sono troppi. Troppi perché almeno la versione ARM aveva qualcosa di “unico“: connettività always-on alla rete mobile e grandissima autonomia al contempo. Qui invece abbiamo perso l’accesso alla rete LTE e l’autonomia è buona ma non insuperabile. Rimane la killer feature del peso e della portabilità, ma i concorrenti in quest’ambito non mancano, dai già citati LG Gram ad alcuni Acer, ma non solo, che in quanto a prestazioni ed autonomia riescono a superare questo Galaxy Book S Intel, che quindi deve scendere di prezzo, prima di potersi ritagliare una sua nicchia di mercato.

Foto

Giudizio Finale

Samsung Galaxy Book S (Intel)

7.5

Samsung Galaxy Book S (Intel)

Galaxy Book S nella sua anima Intel vede il debutto della nuova architettura Lakefield, che prende in prestito alcune cose dal libro di ARM e cerca di offrire autonomia e prestazioni decenti. Riesce in entrambe le cose, ma senza stupire in nessuna delle due. Se infatti la controparte ARM vantava connettività perenne ed autonomia da primato, qui perdiamo la rete LTE e l'autonomia diventa buona, ma non insuperabile. Peccato, perché Galaxy Book S è ottimamente realizzato da Samsung: è solido ma leggero (ancor più che nella versione Qualcomm), ha un display che all'aperto può arrivare fino a 600 nit, ed ha l'immediatezza d'uso di un tablet pur essendo un PC. Se avesse anche avuto il prezzo di un tablet sarebbe stato un best buy, ed invece riesce anche a debuttare ad una cifra maggiore della versione ARM. Il risultato è quindi che la variante Qualcomm non è consigliabile solo a causa dell'incompatibilità di molte app, ma a parte quello risulta praticamente superiore in tutto.

di Nicola Ligas
Pro
  • Lakefield è una buona idea...
  • Ancora più leggero
  • Super luminosità da 600 nit
  • Autonomia buona...
Contro
  • ...ma non stupisce
  • Prezzo
  • Niente LTE
  • ... ma non insuperabile

Su alcuni dei link inseriti in questa pagina SmartWorld ha un’affiliazione ed ottiene una percentuale dei ricavi, tale affiliazione non fa variare il prezzo del prodotto acquistato.

  • Ciaoiphone4

    Ci starebbe un bel confronto con il MacBook Air i5 del 2020