Recensione Sonos Beam (Gen 2): nelle botti piccole sta il vino buono

La nuova generazione di Sonos Beam eredita tutto il buono di Arc, in un formato più compatto
Nicola Ligas
Nicola Ligas

La seconda generazione di Sonos Beam migliora l'esperienza della piccola soundbar sotto tutti i punti di vista, ed eredita il Dolby Atmos dalla top di gamma Arc. È tutto oro quel che luccica, o ci sono dei compromessi?

PRO

  • Dolby Atmos in formato compatto
  • Integrazione con Alexa e Assistant
  • Spinge bene anche ad alto volume
  • Compatibile con surround e sub

CONTRO

  • Dolby Atmos limitato
  • Android penalizzato rispetto ad iPhone
  • Bassi un po' sovrastanti
  • È comunque rincarata rispetto al passato

Confezione

La confezione della nuova Sons Beam è meno ricercata rispetto a quella della precedente Arc, anche perché il dispositivo al suo interno è più piccolo e leggero. Sonos abbraccia comunque l'ambiente, scegliendo una soluzione realizzata al 97% in carta sostenibile, e priva di plastica monouso.

Al suo interno troviamo la soundbar, l'alimentatore, un cavo HDMI ed un adattatore HDMI-ottico (sconsigliato, perché se volete il Dolby Atmos dovete per forza usare una porta ARC/eARC).

Non c'è alcun telecomando, perché Beam si controlla con lo stesso della TV, tramite HDMI CEC, e qualora voleste solo riprodurre musica potete avvalervi dell'app Sonos o degli assistenti vocali (Alexa o Assistant, a scelta mutuamente esclusiva).

Costruzione

Anche qui l'influenza di Arc si fa sentire. Sonos Beam Gen 2 ha infatti le stesse identiche dimensioni del precedente modello, ma con alcuni elementi ispirati dalla sorella maggiore. La sua nuova griglia in policarbonato traforata con estrema precisione su tutta la superficie, anche lateralmente, ricorda quella di Arc, e proprio come quest'ultima i colori disponibili sono bianco e nero.

Il design di Beam ed Arc è in un certo senso complementare: angoli stondati per il primo, piatti ed incavati per il secondo; superficie piatta per il primo ed incavata nella parte superiore, completamente stondato il secondo.

Dicevamo comunque delle dimensioni. Beam Gen 2 misura 65 x 10 x 6,9 cm: è quasi la metà di Arc (114 cm circa), e se quest'ultima è infatti indicata con televisori a partire dai 55 pollici in su, Beam si trova a suo agio con modelli anche molto più piccoli, e questo la rende in un certo senso più universale.

La "stasi" è comunque solo apparente: all'interno c'è un nuovo processore, più potente del precedente, che ha reso possibile la codifica Dolby Atmos, grazie anche alla nuova disposizione degli speaker. A proposito di questi ultimi, in Beam Gen 2 troviamo:

  • un tweeter centrale per le alte frequenze
  • 4 midwoofer ellittici per i medio-bassi
  • 3 radiatori passivi per le basse frequenze
  • 5 amplificatori digitali classe D

In più è presente un microfono far-field "con beamforming avanzato e cancellazione dell'eco multicanale" (come Arc), che tendenzialmente rileva correttamente la voce dell'utente anche in presenza di qualche disturbo, ma non arriva così lontano come quelli di Arc (che in alcuni casi sono anche troppo "far" perché captano la voce a due stanze di distanza, quando magari cerchi di interagire con un altro smart speaker).

Al centro troviamo i classici controlli touch per volume e riproduzione, con tanto di LED di stato. È tutto disattivabile: sia la parte touch, che il LED, ed anche il microfono. Da notare infine che, a sinistra dei pulsanti soft-touch, c'è anche l'NFC che semplifica ancora di più la configurazione iniziale (anche se ci abbiamo messo un po' a posizionare il telefono nel modo giusto, perché non ci sono particolari indicazioni visive al riguardo).

Sul retro abbiamo la porta di alimentazione, la ethernet, e l'ingresso HDMI, oltre ad un tasto che serve al più durante l'accoppiamento iniziale. Massima semplicità. Non c'è nient'altro, come in passato. E come in passato è un peccato non avere jack audio, multiple porte HDMI, coassiale, ottica, USB, Bluetooth e macchinetta del caffè integrati. Possiamo rinunciare a quest'ultima, e ci siamo anche ormai rassegnati sul resto perché non è l'esperienza utente che Sonos vuole dare.

Esperienza d'uso

Con la nuova Beam, Sonos porta il Dolby Atmos su un'altra fascia di prezzo, e lo fa senza eccessive rinunce. Chiariamo subito l'ovvio: Arc rimane nettamente superiore a Beam, sotto praticamente ogni aspetto. Sarebbe fisicamente impossibile il contrario, quindi non c'è nulla di male in questo. Il punto semmai è capire se Arc sia così superiore da potersi permettere di costare il doppio.

Iniziamo appunto dal Dolby Atmos. Con Beam Gen 2 ci siamo: avrete quella sensazione di spazialità, di "bolla sonora", in cui certe sorgenti audio sembreranno spostarsi sopra la vostra testa ed altre rimbombare sotto i piedi. Ma, la stessa scena con Arc è come se avesse un livello (o 2) in più. Gli elicotteri volano più in alto, il pavimento trema letteralmente mentre passa un treno. E come già ribadito questo ci sta, perché Arc ha degli speaker che "sparano" anche verso l'alto, mentre Beam no (la sua parte superiore è completamente liscia se vedete), ed una potenza di fuoco diversa. Beam dà insomma il meglio con lo spostamento del suono in orizzontale (un'auto in pista, un treno in corsa ecc.) più che in verticale, tanto per semplificare molto.

Passando poi all'audio più in generale, dobbiamo dire che Beam Gen 2 ha sicuramente potenza da vendere ed una buona fedeltà anche a volumi elevati (di nuovo: maggiore di quanto avremmo pensato). Rispetto ad Arc però il suo suono è più "piacione". Più bassi, più pompati, rimbombanti; e dei toni alti che sono sì abbastanza puliti durante la visione di un film (soprattutto attivando la funzione apposita per esaltare i dialoghi), ma che nell'ascolto musicale perdono qualche dettaglio e si mescolano di più con le altre frequenze.

Chiariamo comunque che, esattamente come su Arc, se voleste dei "veri bassi", allora nessuna delle due soundbar da sola è sufficiente, ma richiede per forza l'aggiunta del Sub, che cambia drasticamente le carte in tavola. Del resto il bello dei sistemi Sonos è anche questo: sono componibili. Non dovete per forza comprare tutto subito, potete farlo con calma, e "agganciare" poi i vari elementi, anche in stanze diverse, per avere il vostro surround/multiroom in tutta la casa.

È una differenza che per noi è stato facile ricreare avendole entrambe a disposizione fianco a fianco, ma al contempo possiamo anche dirvi che quello che ha da offrire Beam è già stupefacente di suo (soprattutto per le dimensioni: non ci aspettavamo così tanto in così poco), e più che sufficiente per le esigenze della maggior parte degli utenti. Tranne quelli più esigenti, per l'appunto.

Di Arc avevamo apprezzato molto l'estrema pulizia e la grande fedeltà, quasi "neutralità" del suono; qui c'è decisamente una impronta più personale, volta a compiacere magari l'orecchio meno allenato, che si aspetta appunto un suono più corposo. È una scelta comprensibile, e sulla quale si può fare ben poco.

Per tutto il resto valgono infatti le stesse considerazioni fatte per Arc in generale (rileggete la sua recensione!).

  • L'ottimizzazione Trueplay è disponibile solo su iPhone (ed in generale l'app di Sonos funziona meglio su iOS, con Android qualche impuntamento l'abbiamo avuto). Idem dicasi per AirPlay 2, pienamente supportato.
  • Sempre tramite l'app potete attivare un'opzione per rendere più nitidi i dialoghi dei film o per ridurre i rumori più forti e alle basse frequenze, utile per la visione in notturna: peccato però si debba passare per forza tramite l'applicazione. Se la sera vi buttate sul divano a guardare un film non è detto che abbiate per forza il telefono a portata di mano, ed una soluzione alternativa per attivare/disattivare queste due opzioni sarebbe stata gradita.
  • Avrete bisogno di una TV compatibile Dolby Atmos (verificate, perché non è affatto scontato), meglio con porta eARC,se volete una qualità superiore o se voleste sfruttare a pieno un lettore Blu-ray collegato alla TV.
  • Potete collegare una coppia di speaker Sonos per avere un effetto surround o un Sonos Sub per pompare i bassi, anche se in questo caso la spesa aumenta a tal punto che è un po' un overkill; il risultato però è garantito, e soprattutto va in parte a migliorare le carenze del Dolby Atmos.
  • Il controllo sull'equalizzazione è minimo, potete giusto aumentare/diminuire un po' alti e bassi, ma nulla più
  • Potete aggiungere Alexa o Assistant per trasformare Sonos Beam in uno smart speaker. Il primo ha sempre funzionanto bene, il secondo ci ha dato a volte qualche problema in più, ma è difficile dire di chi fosse la colpa esattamente, e chiunque abbia provato altri smart speaker saprà che a volte questi assistenti vocali "fanno i capricci" a prescindere dal dispositivo.

Va inoltre aggiunto che, entro fine anno, Sonos supporterà l'audio lossless e Dolby Atmos Music per i clienti Amazon Music Unlimited. Inoltre, sempre entro l'anno, arriverà il supporto alla decodifica del formato DTS Digital Surround. Tutto ciò su Beam ed Arc, giusto per ribadire ulteriormente che le due soundbar sono perfettamente allineate dal punto di vista dei servizi offerti.

In conclusione, Sonos Beam Gen 2 ha davvero tutto ciò che occorre per compiacere il grande pubblico, e considerando che ora come ora costa la metà di Arc, è difficile consigliare quest'ultima a prescindere. Togliendo il prezzo dall'equazione, la scelta opposta diventa altrettanto ovvia.

Prezzo

Sonos Beam Gen 2 costa 499€ di listino. È la metà del prezzo di Arc, che proprio recentemente è passata da 899 a 999 euro, a causa (molto probabilmente) della crisi globale dei chip, che rende sempre più difficile l'approvvigionamento di questi componenti.

Ciò non rende la nuova Beam propriamente economica: si trovano soundbar Dolby Atmos ad un prezzo inferiore; il problema è trovarne una con queste dimensioni e con questa qualità ad un prezzo inferiore. Perché non tutti hanno spazio o vogliono installare un ingombrante subwoofer ed una soundbar più lunga del mobile stesso della TV.

E del resto è davvero la soundbar più economica di Sonos, con tutti i benefici per chi magari avesse già altri prodotti dell'azienda, come i Sonos One, e volesse integrarli tra loro.

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Giudizio Finale

Sonos Beam (Gen 2)

Sono Beam di seconda generazione è l'esempio concreto di come sia possibile ottenere tanto, con poco. Ha dell'incredibile infatti che una soundbar così compatta riesca a restituirvi un suono così spaziale, che fino a pochi anni fa associavamo a sistemi con molte più unità sparse per la stanza. Ed anche lasciando da parte il Dolby Atmos, abbiamo più potenza di quanto potreste pensare ed un suono abbastanza corposo, con una buona separazione delle frequenze, e la comodità di poter ascoltare la propria musica preferita con un semplice comando vocale.

Rimangono tutti i vincoli già presenti negli altri prodotti Sonos, ma con un prezzo che ora è la metà della sorella maggiore Arc, Beam (Gen 2) diventa assai più facilmente consigliabile a tutti.

Sommario

Confezione 8

Costruzione 8.5

Esperienza d'uso 8.5

Prezzo 7

Voto finale

Sonos Beam (Gen 2)

Pro

  • Dolby Atmos in formato compatto
  • Integrazione con Alexa e Assistant
  • Spinge bene anche ad alto volume
  • Compatibile con surround e sub

Contro

  • Dolby Atmos limitato
  • Android penalizzato rispetto ad iPhone
  • Bassi un po' sovrastanti
  • È comunque rincarata rispetto al passato

Nicola Ligas
Nicola Ligas Nicola scrive, e parla. Molto. Solitamente non nello stesso momento. Spesso parla di ciò che scrive, e scrive di ciò di cui parlerà. No, Nicola non è un bambino di 6 anni, anche se non gli dispiacerebbe tornare a quell'età.

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