Recensione Sony A6700: l'Autofocus fa la differenza

A6700 è una mirrorless con sensore APS-C con ottime prestazioni video
Vezio Ceniccola
Vezio Ceniccola Tech Master
Recensione Sony A6700: l'Autofocus fa la differenza

Si sentiva il bisogno di Sony A6700, la mirrorless compatta che porta la filosofia dell'azienda giapponese nel mondo APS-C. Non perché tale segmento di mercato sia povero di scelte – tutt'altro, basta guardare i cataloghi di Canon e Fujifilm – bensì per le caratteristiche peculiari della gamma Alpha 6000, tanto apprezzate da una vasta gamma di utenti. Questa nuova generazione A6700 arriva a distanza di 4 anni dal modello precedente (A6600) e punta ad un miglioramento generale sia dell'hardware che delle funzionalità. Nessuno stravolgimento, ma un bel passo in avanti verso un'esperienza d'uso più completa in ogni reparto. Nella nostra recensione completa andremo ad esplorare ogni ambito e parleremo anche dei confronti con la concorrenza.

PRO

  • Autofocus eccezionale
  • Nuovo sensore retroilluminato
  • Video 4K a 120 fps
  • Ergonomia migliorata
  • Tante funzioni software utili

CONTRO

  • Mirino decentrato poco comodo
  • Manca stick analogico
  • Feedback tasti non al top
  • IBIS compensa "solo" 5 stop

Unboxing

Non abbiamo ricevuto la confezione ufficiale di vendita di Sony A6700, ma sappiamo che all'interno potete trovare corpo macchina, batteria modello NP-FZ100, tracolla, copertura corpo, copertura supporto accessori, copertura oculare e manualistica.

Insieme alla macchina abbiamo provato le due ottiche che potete trovare in dotazione acquistando i kit ufficiali: il piccolo power zoom SELP1650 e il più pesante SEL18135. Trovate a seguire alcune immagini dei prodotti citati.

Design e Ergonomia

La cosa che colpisce sin da subito della Sony A6700 sono le dimensioni. Il prodotto è compatto, con un design molto lineare, più simile a quello della linea Sony ZV che a quello delle Full Frame della gamma Alpha.

Rispetto alla A6600 c'è qualche millimetro in più in altezza e larghezza, ma soprattutto c'è un'impugnatura più pronunciata, che facilità l'ergonomia con la mano destra. Una buonissima notizia soprattutto per chi ha mani grandi e può avere problemi con corpi macchina troppo ridotti.

Nonostante il leggero ingrossamento, il peso è calato: sulla A6700 siamo su circa 493 grammi complessivi (con scheda SD e batteria inserite), che corrispondono a 10 grammi in meno rispetto alla A6600. Un peso paragonabile a quello di Fujifilm X-S20 e Canon EOS R8.

La disposizione delle ghiere e dei pulsanti è rimasta quasi immutata tra i due modelli, con tre importanti eccezioni. Su A6700 c'è una nuova ghiera frontale sull'impugnatura (sotto il tasto di scatto), il pulsante rosso per la registrazione video è stato spostato sulla parte superiore (scambiandosi col tasto C1), c'è un piccolo selettore sotto alla ghiera delle modalità per scegliere tra foto, video e S&Q.

Confermatissimo anche il mirino decentrato sulla parte sinistra, che non è mai una scelta ottimale per i fotografi. Per fortuna su questa nuova generazione è stato inserito un display completamente orientabile invece che uno inclinabile come sulla A6600.

L'esperienza complessiva è buona per quanto riguarda la maneggevolezza, con tutti i pulsanti e le ghiere a portata di dita.

Ci sono però alcune criticità importanti, come un feedback generale che non è da macchina premium, soprattutto per alcune scelte di materiali.

Per un fotografo abituato a macchine di fascia leggermente superiore, si sente molto la mancanza di un vero stick per regolare il punto di messa a fuoco: si può fare con la ghiera posteriore, ma non è molto comodo.

Certamente il mirino decentrato e le dimensioni ristrette non sono ottimali per chi vuole la massima precisione di scatto, ma se ne guadagna moltissimo in portabilità. Sony A6700 si può infilare senza problemi in borse, zaini, marsupi e anche tasche un po' più ampie, fatto importantissimo se la volete portare in viaggio.

Hardware

  • Sensore: CMOS Exmor APS-C (23,3 x 15,5 mm) da 26 MP (retroilluminato)
  • Processore di immagine: BIONZ XR
  • Autofocus: AF ibrido rapido (759 fase / 425 contrasto)
  • Stabilizzazione: IBIS a 5 assi (5 stop)
  • Sensibilità: 100-32.000 ISO (espandibile a 50-102.400 ISO)
  • Tempi di scatto: da 30" a 1/8.000 di secondo
  • Raffiche: fino a 11 fps (modalità Hi+)
  • Flash: non presente
  • Display: LCD TFT da 3" da 1,03 MP (comp. orien.)
  • Mirino: elettronico OLED XGA da 2,36 MP (120 fps, 1.07x)
  • Video: fino a 4K @ 120 fps, Full HD @ 240 fps
  • Connettività:
    • memorie: SD UHS-II
    • porte fisiche: USB-C 3.2, micro HDMI, jack cuffie, jack microfono, foro a vite da 1/4"
    • wireless: Wi-Fi 802.11 ac (2,4 / 5 GHz), Bluetooth 4.2
  • Batteria: NP-FZ100 da 2.280 mAh
  • Autonomia: fino a 570 scatti / 100 minuti video
  • Dimensioni: 122 x 69 x 75,1 mm
  • Peso: 409 g (corpo) / 493 g (con batteria e SD)
  • Colori: nero

Sensore e Processore

Sony A6700 ha un sensore di ultima generazione: un APS-C retroilluminato da 26 MP.

La risoluzione non è molto più alta rispetto a quella di A6600, che però non aveva un sensore retroilluminato e soprattutto non montava un processore d'immagine BIONZ XR, che abbiamo già provato con grande soddisfazione su altri modelli Sony.

Molto importante anche la presenza del nuovo AI Processing Unit, che permette di ottimizzare diverse funzionalità, in particolare per il riconoscimento e il tracciamento dei soggetti con l'autofocus.

Display e Mirino

Una delle caratteristiche simbolo della serie Sony A6000 è il mirino decentrato, chiaramente visibile sul retro spostato a sinistra. Come qualità non è male, perché è un pannello OLED da 2,36 MP con refresh rate a 120 fps. Resta il fatto che è meno comodo da utilizzare per i fotografi: non essendo allineato all'ottica, si può avere un effetto di straniamento quando si sposta l'inquadratura mentre si guarda nel mirino.

Il display posteriore è un pannello LCD TFT da 3" con risoluzione da 1,03 MP.

Anche in questo caso, non è una qualità eccezionale ma va bene per un prodotto di questa fascia. Piuttosto, bisogna segnalare che è uno schermo a sportellino, dunque completamente orientabile.

Una delle critiche più diffuse per la A6600 era proprio quella per il suo display inclinabile, quindi siamo contenti che Sony abbia deciso di cambiare su questa A6700, ascoltando i suoi clienti e migliorando l'usabilità, soprattutto per la registrazione video.

Connettività

Sony A6700 ha tutto quello che serve per la connettività. Le porte fisiche sono tutte sul lato destro (guardandola di fronte): oltre allo slot singolo per schede SD e la porta micro HDMI, segnaliamo la presenza di un connettore USB-C 3.2 e due jack audio separati per microfono e cuffie.

Discreto il supporto per le connettività wireless, con Wi-Fi 802.11 ac Dual Band e Bluetooth 4.2. Certamente si poteva fare un po' meglio, inserendo una versione di Bluetooth un po' più aggiornata (almeno 5.0) e un chip NFC per l'associazione rapida allo smartphone.

Infine, segnaliamo la possibilità di usare la porta USB-C per la ricarica (anche con powerbank) e per l'utilizzo come webcam su PC fino a risoluzione 4K.

Autonomia

Sony A6700 utilizza una batteria NP-FZ100 da 2.280 mAh, la stessa usata ad esempio su Sony A7 IV, Sony ZV-E1 e tanti altri modelli.

L'azienda dichiara che una sola carica si possono fare fino a 570 scatti oppure 100 minuti di registrazione video in 4K. I risultati che abbiamo raggiunto nelle nostre prove sono leggermente inferiori, ma molto dipende anche dall'utilizzo di mirino, display posteriore e altre funzionalità.

In ogni caso, siamo sempre arrivati ad oltre 500 scatti e 80 minuti di video registrati, quindi sono valori soddisfacenti per un prodotto di questa fascia. Inoltre, quando serve è possibile ricaricarla on-the-go con un powerbank, accessorio che vi consigliamo di portare sempre con voi quando andate in viaggio con una fotocamera.

Software e Prestazioni

L'interfaccia software di Sony A6700 è un misto tra quella che abbiamo visto sulle Alpha di serie Full Frame e quella delle ultime Sony ZV.

In un certo senso, questo modello prende il meglio dei due mondi, ma a volte è un po' complesso trovare la funzionalità giusta in maniera rapida.

La schermata di scatto o di registrazione video includono tutti i parametri più importanti. Inoltre, facendo uno swipe sui bordi si può richiamare l'interfaccia da vlogging in stile ZV, con due colonne di pulsanti sui lati. Con lo schermo touchscreen si possono cambiare al volo i parametri di scatto e attivare le funzionalità più importanti.

I menu sono quelli classici di Sony, con una colonna delle categorie sulla sinistra e schermate nidificate che si aprono verso destra. Anche su questo modello è disponibile la nuova categoria "Principale", nella quale sono inserite tutte le funzionalità principali, accessibile in modo rapido.

Il livello di personalizzazione dei menu di Sony è sempre molto elevato. Tutto il comparto software dell'azienda ci sembra ormai molto maturo e facile da utilizzare.

Non è ancora il migliore in assoluto, per via di una complessità a volte ingiustificata, ma è certamente tra e soluzioni meglio realizzate al momento.

Autofocus

Grandi miglioramenti per la gestione dell'autofocus su Sony A6700. Rispetto alla precedente generazione, il salto è davvero ampio: su questo modello ci sono 759 punti a rilevamento di fase (che funziona fino a -3 EV), con una maggior superficie di sensore coperta (93%) e una miglior reattività generale.

Grazie all'introduzione dell'AI Processing Unit, c'è un netto miglioramento sia per il riconoscimento che il tracciamento dei soggetti. Come già visto su A7R V e ZV-E1, anche su A6700 è ora possibile riconoscere nuovi tipi di soggetti: si può scegliere di tracciare solo occhi, testa o corpo di umani, animali e insetti, ma c'è anche il tracciamento di auto, moto, aerei e altro.

In buona sostanza, l'autofocus è una delle funzionalità più convincenti della A6700, sia per completezza delle impostazioni che per velocità delle prestazioni.

Stabilizzazione

Sony A6700 integra una stabilizzazione elettronica a 5 assi sul sensore (IBIS) che salva fino a 5 stop. A livello hardware, siamo dunque sugli stessi valori della precedente A6600 e leggermente indietro ai concorrenti diretti – ad esempio, le APS-C di Fujifilm arrivano a 7 stop.

Per una macchina così portatile e compatta, avere qualche stop in più di compensazione della stabilizzazione sarebbe stato certamente molto importante. Nella pratica, però, il sistema di stabilizzazione funziona bene e viene anche aiutato dalla parte software.

In particolare, per la registrazione video si può attivare la modalità "Attivo", che combina IBIS e stabilizzazione software per aumentare la compensazione. Anche in questo caso, si tratta di una funzione già vista su altri modelli (ZV-1) ed è abbastanza efficace.

Foto

Sony A6700 scatta foto di buona qualità, con un livello di dettaglio profondo e una gestione del colore affidabile, molto di più rispetto ai modelli precedenti.

Il sensore APS-C retroilluminato ha una gamma dinamica di 14 stop e permette di scattare con soddisfazione anche in situazioni complicate, aiutato anche dalla stabilizzazione IBIS e dall'ottimo autofocus di cui abbiamo parlato nelle sezioni più in alto.

Gli scatti a pieno sensore hanno risoluzione massima di 6192 x 4128 pixel, con possibilità di usare diversi formati: JPEG, HEIF e RAW a 14 bit. La sensibilità ISO è molto ampia, arriva a ben 32.000 ISO nativi e si può espandere fino a 102.400 ISO.

Dalle nostre prove, abbiamo visto che si possono ottenere foto molto pulite fino a 5.000 ISO, ma attenzione alla tecnologia di riduzione del rumore digitale quando scattate in JPEG, perché in alcuni casi è un po' troppo aggressiva e rischia di creare artefatti.

Notevole anche il bilanciamento del bianco, che tende a essere sempre il più neutro possibile. La color science di Sony nel corso degli anni si è fatta sempre più raffinata, per restituire un risultato molto naturale in tutte le condizioni.

Un fattore che forse non piace a tutti gli utenti, ha meno personalità di altre tecnologie – un esempio su tutti, la color science di Fujifilm – ma permette anche una grande malleabilità degli scatti.

Proprio su questo punto, i RAW a 14 bit della A6700 sono ottimi per chi vuole fare post-produzione. Abbiamo provato a sviluppare scatti con diverse condizioni di luce e i risultati sono stati sempre ottimi, soprattutto per la possibilità di recupero delle ombre.

A seguire vi lasciamo le gallerie con i file in versione JPEG e i RAW elaborati tramite Adobe Lightroom Classic e Photoshop. Se volete dare un'occhiata ai file a dimensioni intera e controllare tutti i dati EXIF, potete scaricarli andando a questo indirizzo.

JPEG originali

RAW elaborati

Prova ISO

Raffiche

Sony A6700 scatta a raffica fino a 11 fps in modalità Hi+, sia con otturatore elettronico che con quello meccanico. Inoltre, ha anche il supporto del tracciamento AF/AE sempre attivo per le raffiche, e le prestazioni sono ottime come per gli scatti singoli.

Il buffer di salvataggio delle immagini è più ampio rispetto ai modelli precedenti: arriva a oltre 1.000 JPEG e fino a 23 RAW non compressi. Ovviamente dovete avere una memoria abbastanza veloce per sfruttare questo buffer.

Non abbiamo notato particolari differenze per le raffiche con otturatore elettronico rispetto a quelle fatte con l'otturatore meccanico. In entrambi i casi, le foto sono molto buone, dunque dipende solo da quanto rumore potete fare: l'otturatore elettronico è molto più silenzioso.

Video

La parte video è uno dei punti chiave della Sony A6700, nonché uno degli aspetti più migliorati rispetto alla generazione precedente.

Si possono registrare clip in diversi formati: in 4K a 60p (crop di 1,04x) si fa oversampling dalla risoluzione 6K e si ottengono video di altissima qualità, ma si può scegliere anche il 4K a 120p (crop di 1,58x), al costo di un crop molto più evidente.

Per chi ha bisogno di ancora più framerate, c'è anche un buon 1080 a 240p. Inoltre, potete usare la codifica 4:2:2 a 10 bit, con un bitrate che arriva fino a 600 Mbps (All-Intra), e sono supportati i profili S-Log3 e S-Cinetone. Insomma, strumenti professionali per i videomaker più ambiziosi.

Tra le funzionalità software da non perdere ci sono Focus Map, AF Assist e soprattutto Auto-Framing, che permette di spostare automaticamente l'inquadratura seguendo il volto del soggetto, grazie all'ottimo tracciamento autofocus.

Quanto detto di buono per l'autofocus continua a valere anche per la parte video e, anzi, vale ancora di più. La tecnologia di real-time tracking di Sony è al momento ai vertici della categoria, grazie ai passi avanti fatti negli ultimi mesi, e riesce a esprimersi benissimo anche su un prodotti di fascia media come la A6700.

Sony ha fatto un ottimo lavoro anche per ridurre al minimo i problemi di rolling shutter.

Il nuovo sensore e il processore d'immagine aggiornato sono più veloci nella lettura e offrono una limitazione eccezionale del rolling shutter, anche per immagini con movimenti molto veloci.

In termini di registrazione video, A6700 è una delle migliori mirrorless in assoluto nel segmento APS-C e, per certi versi, tiene testa anche a modelli Full Frame di fascia più alta.

Video Sample

Prezzo e Acquisto

Sony A6700 è disponibile in Italia da luglio 2023, con un prezzo di listino che parte da 1.700€. Come da tradizione, sono disponibili anche due kit con ottiche incluse in confezione. A seguire trovate lo schema completo dei prezzi.

  • Sony A6700 (solo corpo): 1.700€
  • Sony A6700 + SELP1650: 1.800€
  • Sony A6700 + SEL18135: 2.100€

Il costo è in linea con altri modelli concorrenti nella gamma delle APS-C. In particolare, gli sfidanti diretti di questo modello sono due: Canon EOS R8 e Fujifilm X-S20. Entrambe sono mirrorless più adatte per scattare foto statiche, mentre la Sony vince nettamente in campo video.

Più che per la pura qualità d'immagine, la A6700 è una fotocamera che riesce a dare soddisfazione per le tante funzionalità integrate, una su tutte l'ottimo autofocus. Avere una macchina così affidabile in dimensioni ridotte rispetto ad una Full Frame può fare una grande differenza.

Per tutti questi motivi, Sony A6700 può essere una scelta eccellente per chi vuole fare foto e video in viaggio, per la street photography, per i content creator che vogliono aumentare la qualità dei video, e per tutti gli altri fotografi e videomaker non professionisti che hanno bisogno di un prodotto da mettere nello zaino e tirare fuori ogni volta che serve.

Su alcuni dei link inseriti in questa pagina SmartWorld ha un'affiliazione ed ottiene una percentuale dei ricavi, tale affiliazione non fa variare il prezzo del prodotto acquistato. Tutti i prodotti descritti potrebbero subire variazioni di prezzo e disponibilità nel corso del tempo, dunque vi consigliamo sempre di verificare questi parametri prima dell’acquisto.

Giudizio Finale

Sony A6700

Sony A6700 è una macchina concreta e pronta a tutto. Oltre all'ottimo autofocus, non ha un aspetto in cui eccelle, ma il suo segreto è la versatilità. Sa fare bene sia le foto che i video, con una quantità di strumenti software molto utili per ottenere le massime prestazioni in ogni contesto. Le dimensioni sono compatte e la portabilità ottima. Peccato per un feeling generale che non è sempre al top, e per il mirino decentrato che manda in confusione i fotografi abitudinari. Un prodotto così può fare la gioia di videomaker e utenti ibridi, mentre per chi fa solo foto può essere un po' limitante. In ogni caso, nella categoria APS-C tutti dovranno fare i conti con questa A6700, che ha dalla sua anche un prezzo niente male.

Sommario

Unboxing 6

Design e Ergonomia 7.5

Hardware 8

Autonomia 8

Software e Prestazioni 9

Foto 8

Video 9

Prezzo e Acquisto 8.5

Voto finale

Sony A6700

Pro

  • Autofocus eccezionale
  • Nuovo sensore retroilluminato
  • Video 4K a 120 fps
  • Ergonomia migliorata
  • Tante funzioni software utili

Contro

  • Mirino decentrato poco comodo
  • Manca stick analogico
  • Feedback tasti non al top
  • IBIS compensa "solo" 5 stop

Vezio Ceniccola
Vezio Ceniccola Scrivo, fotografo, smanetto coi PC, sfreccio con bici e monopattini elettrici. Ogni tanto m'innamoro di giochini indie e gadget assurdi, che poi diventano protagonisti delle mie recensioni. Tra le cose che mi tengono lontano dal PC ci sono la Storia (con la S maiuscola), la musica e lo sport.
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