Recensione Soulstice: se Devil May Cry e Bayonetta fossero italiani

Reply Game Studios dimostra che in Italia si possono fare grandi videogiochi AA
Recensione Soulstice: se Devil May Cry e Bayonetta fossero italiani
Giorgio Palmieri
Giorgio Palmieri

Recensione Soulstice

Il Joe Dever's Lone Wolf degli italiani Reply Game Studios ha "riscaldato", causa sforzo della GPU, il mio compianto Nexus 7 2013 per molto tempo. Mi stupì il fatto che fosse realizzato da italiani, e che girasse e funzionasse così bene sui dispositivi mobili. Soulstice è il loro nuovo progetto per PS5, Xbox Series X e PC: ne abbiamo parlato diverse volte, ma adesso è giunto il momento di valutarlo. Ecco la recensione!

PRO

  • Ottimo sistema di combattimento
  • Buon numero di contenuti
  • Molti scorci evocativi

CONTRO

  • Soluzioni ripetitive di level design
  • La telecamera è un nemico
  • Qualche incertezza nella fluidità

Scheda videogioco

  • Publisher Modus Games, Maximum Games
  • Sviluppatore Reply Game Studios
  • Genere Azione
  • Numero giocatori 1
  • Lingua Italiano (testi)
  • Disponibile su

Premessa

In Soulstice coesistono molte ispirazioni: Berserk e Claymore per i toni e l'atmosfera, Bayonetta e Devil May Cry per la giocabilità. Il titolo di Reply Game Studios è infatti un gioco di azione "stilosa", uno di quelli in cui comporre combo lunghe e diversificate pompa il punteggio. È un genere non così frequente per l'ambiente e a cui lo studio prova a dire la sua con alcune meccaniche inedite.

La storia vede due sorelle, Briar e Lute, in una missione disperata per salvare la razza umana. Sopra la città di Ilden si è infatti aperta una Breccia nel Velo, dalla quale l'oscurità sta sgorgando, uccidendo gli umani e riversando le forze del Caos nel mondo terreno.

Le protagoniste sono delle Chimera, creature dalle anime legate da una maledizione, create dall'Ordine della Lama Cinerea per proteggere l'umanità dal male: la grande, Briar, è una guerriera con forza sovrumana ed è l'unica in forma fisica, mentre Lute è uno spirito con poteri ultraterreni. Le due sono mal viste dai piani alti a causa della loro apparente inesperienza, ma avrete modo di scoprire molto su di loro nel corso dell'avventura.

Fatta eccezione per un'introduzione perlopiù testuale inutilmente troppo lunga per un titolo così incentrato sulla velocità, la storia scorre liscia come l'olio e, sebbene sia derivativa, fa da prezioso collante al titolo.

Giocabilità

La giocabilità di Soulstice si fonde sulla dualità delle sorelle. Vestirete i panni della più grande, Briar, armata di varie armi che può cambiare al volo per concatenare combo. La più piccola, di nome Lute, vi seguirà e i suoi poteri consentono di respingere colpi o scoprire i punti deboli degli avversari.

È apprezzabile il ruolo che ha ciascuna arma: i pugni ad esempio sono tremendamente funzionali contro le armature, mentre lo spadone compone delle combo devastanti con un raggio maggiore. A proposito di combo: sono semplici da attuare e non prevedono di imparare lunghe combinazioni per poter essere eseguite. Bella anche l'intuizione di far brillare l'arma per aiutare nella corretta esecuzione di una specifica combo, specie quelle che esigono l'attesa di una minima pausa tra un colpo e l'altro.

D'altro canto, i dorsali consetono di attivare campi di forza di colore rosso o blu generati da Lute, per visualizzare elementi dello scenario altrimenti invisibili o per rendere fisici nemici eterei della relativa tonalità. Questi campi andrebbero usati con parsimonia, perché altrimenti la secondogenita si stordirà e non potrà più aiutarvi per un lasso di tempo.

I colpi dei nemici, poi, possono essere intercettati non appena appare il relativo indicatore a schermo, alla stregua del freeflow di Batman Arkham, sebbene il sistema di combattimento sia in tutto e per tutto quello di Devil May Cry e simili. Lo scopo dei combattimenti è quello di far accrescere il contatore della Sinergia tramite la corretta esecuzione di combo, schivate e deviazioni possibilmente alternate, in quanto consente di accedere agli attacchi sinergici, molto più potenti di quelli standard.

Le lotte funzionano molto bene, se solo non fossero sporcate da una telecamera anarchica, che spesso e volentieri prende delle scelte autonome sbagliate e rende più confusionari e complicati degli scontri che invece avrebbero un grado di sfida inferiore (il quale, per altro, è personalizzabile a vostro piacimento). Peccato, perché l'avventura accoglie a cadenza regolare nuove ed interessanti tipologie di mostri per variare la minestra.

Inoltre, parte del divertimento risiede nel raccogliere le schegge rosse e blu per potenziare Briar e Lute: quest'ultima in particolare dispone di un grande albero di talenti per mezzo del quale è possibile migliorare sensibilmente la sua efficacia. Oltre ai combattimenti, fanno capolino brevi fasi esplorative lineari, condite con piccoli enigmi ambientali semplici da risolvere e alquanto ripetitivi. Le fasi di salto risultano un po' ingessate e anch'esse monotone, eppure servono per spezzare l'eventuale ciclicità della formula.

Contenuti

La modalità storia assicura almeno 15 ore di contenuti tra missioni, sfide secondarie e segreti, davvero molte se si considera il genere d'appartenenza. Purtroppo il level design abusa di soluzioni ripetute che alla lunga potrebbero stancare: da intere porzioni di livello molto simili a quelle incontrate, fino ad interazioni ambientali già viste, si percepisce dell'annacquamento che avrei preferito fosse stato evitato per un titolo più denso.

Grafica

Come detto a più riprese, Soulstice è un piacere per gli occhi. L'impatto ha poco da invidiare rispetto ad altre produzioni dagli alti budget e amalgama un leggero, squisito cel-shading dei personaggi con strutture architettoniche di ottima fattura, dall'aspetto tridimensionale ben dettagliato. Anche la regia è ben valorizzata e si diverte ad allontarsi quando ce n'è bisogno, per enfatizzare la scena o per aiutare la leggibilità di alcune fasi platform che rinvigoriscono la varietà, sebbene non siano la fetta migliore della produzione.

Delude però il fatto che buona parte del gioco sia ambientato ad Ilden e che questa non presenti sufficienti luoghi vari. Molte vie si somigliano l'una con l'altra e i pochi colori utilizzati per dipingere gli splendidi scorci non aiutano all'assortimento della scena. Un vero peccato, considerando che la mitologia ideata e raccontata dai personaggi ha molto fascino. 

Ho avuto modo di provare il gioco in versione PS5, su cui è possibile scegliere tre modalità grafiche: Prestazioni, Risoluzione e Bilanciamento. Ritengo che la migliore sia la prima, considerando il genere: i 60 fps sono garantiti nella maggior parte delle sequenze, ma ci sono dei cali nelle fasi più concitate che speriamo vengano risolti in fretta.

Sonoro

La storia conta sulla voce di Stefanie Joosten, la Quiet di Metal Gear Solid V, che doppia splendidamente entrambe le sorelle. A parte però un buon lavoro svolto nell'effettistica, la colonna sonora non può contare su brani di spessore e vestono solo il ruolo di accompagnamento.

Prezzo

Soulstice è disponibile nei negozi digitali a 39,99€ su PS5, Xbox Series X e PC. Un prezzo di lancio giustissimo, considerando i valori produttivi e la quantità di contenuti. È stata lanciata anche un'edizione fisica a 49,99€ con alcuni extra digitali, come l'artbook digitale, la colonna sonora e un oggetto aggiuntivo.

Giudizio Finale

Soulstice

Senza eccedere nel campanilismo, Soulstice è la dimostrazione lampante che sviluppare videogiochi in Italia con certi valori produttivi si può. Reply Game Studios palesa anche di conoscere bene il genere dell'azione "stilosa", proponendo meccaniche e guizzi che saghe ben più note invidierebbero. Non è una produzione esente da difetti e paga lo scotto dell'ambizione: la telecamera è talvolta soffocante negli scontri e il disegno dei livelli lo si percepisce stanco alle volte, ma questo non deve impedirvi di godere di un titolo robusto e divertente, specie se siete amanti del genere.

Sommario

Premessa 8

Giocabilità 7

Contenuti 7.5

Grafica 7.5

Sonoro 7

Prezzo 8

Voto finale

Soulstice

Pro

  • Ottimo sistema di combattimento
  • Buon numero di contenuti
  • Molti scorci evocativi

Contro

  • Soluzioni ripetitive di level design
  • La telecamera è un nemico
  • Qualche incertezza nella fluidità

Giorgio Palmieri
Giorgio Palmieri Ama scrivere di videogiochi e si occupa di info-commerce, ed è anche particolarmente bello. Almeno, così dice sua madre.
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