Tutto quello che non andrebbe fatto con un videogioco è in South Park: Snow Day!

Sì, qualcosa è andato storto. Anzi, più di qualcosa.
Giorgio Palmieri
Giorgio Palmieri
Tutto quello che non andrebbe fatto con un videogioco è in South Park: Snow Day!

Chi l'avrebbe mai detto che dopo due grandi giochi di South Park (Il Bastone della Verità e Scontri Di-Retti), il terzo sarebbe stato così deludente? Sì, perché South Park: Snow Day! è un titolo di una mediocrità spiazzante, una che di quelle che, ad avventura finita, non ti lascia nulla di nulla, proprio come il recente (e per certi versi molto simile) Gangs of Sherwood.

PRO

  • L'umorismo di South Park
  • Il sistema di carte ha delle potenzialità
  • Si può giocare in cooperativa...

CONTRO

  • ... ma solo online
  • Sistema di combattimento scivoloso
  • Poche armi, poche abilità
  • Molto breve

Scheda videogioco

  • Publisher THQ Nordic
  • Sviluppatore Question
  • Genere Gioco d'azione cooperativo
  • Numero giocatori 1 (Locale) 4 (Online)
  • Lingua Inglese
  • Disponibile su

Non era del tutto imprevedibile che qualcosa andasse storto: del resto, Snow Day! è realizzato da uno studio diverso dai predecessori ed è anche un progetto ben più piccolo, sebbene si incastri comunque nel filone narrativo gettato appunto dai primi due capitoli.

Quel che balza subito all'occhio, non appena avviato il gioco, è che la produzione non gode nemmeno dei sottotitoli in italiano, laddove Scontri Di-Retti vantava una splendida localizzazione italiana, doppiaggio compreso. Poco male, anche perché l'avventura si pone come un videogioco d'azione in terza persona di stampo cooperativo, dove la storia ricopre un ruolo marginale. Un minimo di inglese dovrete però conoscerlo per cogliere l'humor della serie, che qui di tanto in tanto si respira, anche perché sono gli autori originali ad aver scritto la trama.

Nei panni di un personaggio creato con un editor abbastanza semplice, vi ritroverete nel bel mezzo di una tempesta di neve, a causa della quale le scuole sono state chiuse.

Di conseguenza, tutti i ragazzi della città, spinti da Cartman, decidono di riprendere a giocare alla loro versione di Dungeons & Dragons, proprio come ne Il Bastone della Verità. La tempesta di neve, però, non sembra di origine naturale: pare che qualcuno l'abbia scatenata appositamente, ragione per cui, dopo dei bisticci tra Kyle, Stan e compagni, vi ritroverete a fronteggiare una minaccia ben più grande.

La premessa non è male, anche perché l'introduzione è impacchettata bene, come se fosse una puntata del cartone animato: i primi minuti d'animazione, poi, lasciano spazio al videogioco vero e proprio, realizzato in uno stile tridimensionale che non funziona come dovrebbe. 

Se da un lato si può anche apprezzare il cambio di direzione, con gli scenari che vorrebbero ricordare un po' la plastilina, o comunque materiali fisici come possono essere i pezzi di carta che compongono i personaggi della serie, dall'altro però la mole poligonale è povera, così come la varietà visiva.

Di livelli se ne contano appena cinque, ognuno dei quali ambientato quasi del tutto in luoghi innevati tutti estremamente simili, dove gli artisti non si sono nemmeno potuti divertire nel dipingere qualcosa di diverso dal classico scenario sommerso di neve. Qualche posto riconoscibile dalla serie c'è, ma si contano davvero sulle dita di una mano.

Tuttavia, la botta nei denti la si riceve quando si entra nel vivo dell'azione. Prima di tutto i combattimenti lasciano molto, ma molto a desiderare: gli impatti sono scivolosi, le abilità pochine (appena otto) e la quantità di armi scarsa (solo tre corpo a corpo e solo tre da lancio), dove quantomeno quelle a distanza offrono un minimo di varietà.

La struttura invece accenna delle potenzialità, sebbene non siano affatto sfruttate. Prima di entrare in partita, ad esempio, sarà possibile scegliere delle carte potenziamento, tra cui un super potere che potrà essere utilizzato un numero limitato di volte durante la missione: purtroppo anche qui i poteri sono pochi, poco efficaci e soprattutto poco creativi rispetto a ciò che ha offerto South Park nei predecessori.

Anche i nemici faranno lo stesso, attingendo da un bacino di carte differenti che potenzialmente potrebbe rendere unica la partita, così da aumentare la rigiocabilità: invero, a conti fatti, a livello di composizione e consumo della missione, la minestra non cambia.

I livelli non sono altro che un insieme di stanze dove sconfiggere nemici su nemici, per poi proseguire a quella successiva. Di tanto in tanto vi sarà chiesto di recuperare un oggetto, di sparare dai cannoni per abbattere un ostacolo, di bruciare qualche torcia, azioni condite spesso e volentieri da un considerevole quantitativo di nemici da abbattere.

Non è tutto da buttare, qualche buona idea sparsa qua e là c'è. Il plus più grande è la presenza della modalità multigiocatore cooperativa fino a quattro utenti, che purtroppo è limitata solo all'online. In coop tutto ha un sapore più bello, mentre in solitaria, lo diciamo subito, l'avventura non ha senso di esistere: statene alla larga nel caso non abbiate desiderio o voglia di giocarci con qualche amico o almeno con il matchmaking, anche perché i bot guidati dall'intelligenza artificiale sono piuttosto scarni.

Il sistema di status, inoltre, risulta semplice ma dritto al punto, visto che è possibile incendiare, avvelenare o ghiacciare i nemici con appositi indicatori circolari molto chiari che sottolineano quando un determinato avversario sta appunto per accusare lo stato: è bello poi che il gioco "gioca" su questi stati con qualche trovata simpatica, come i cumuli di neve nei quali ci si può rotolare per spegnere le fiamme, oppure lo scettro di fuoco che, con un potenziamento, diventa così forte da bruciare anche colui che scaglia la magia, spingendo quindi ad attuare una strategia di posizionamento accanto ai già citati cumuli di neve.

La profondità, se così vogliamo chiamarla, è dovuta proprio ai potenziamenti, o meglio, al sistema di carte, che si palesa ogni volta che si cambia stanza nella missione. Vi sarà offerto infatti un set di tre carte e dovrete sceglierne una, che andrà a migliorare un aspetto del vostro personaggio per quella specifica missione, proprio come se fosse un roguelike.

Potrete poi spendere carta igienica (sì, avete letto bene) per potenziare le carte, sempre per quella missione, o la materia oscura (che poi in realtà sono feci) per migliorare in modo permanente il vostro alter ego virtuale, con una manciata di incrementi di poco conto.

Il grave problema, infine, risiede nella longevità: in tre ore avrete già completato la campagna, al fronte di una spesa budget di 29,99€. L'idea è quella di farvi rigiocare le missioni, ma gli stimoli sono praticamente nulli: una manciata di vestiti da sbloccare non è sufficiente a tenere alto l'interesse di una produzione la cui base è costituita da una giocabilità scricchiolante.

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Giudizio Finale

South Park: Snow Day

Non basta qualche battuta riuscita, una modalità cooperativa e delle idee con del potenziale a salvare South Park: Snow Day! dal fallimento. È davvero una grossa delusione, un videogioco cooperativo mediocre alla base sbagliato: non puoi proporre un videogioco d'azione pieno di combattimenti, dove i combattimenti stessi sono scivolosi e inconsistenti.

Voto finale

South Park: Snow Day

Pro

  • L'umorismo di South Park
  • Il sistema di carte ha delle potenzialità
  • Si può giocare in cooperativa...

Contro

  • ... ma solo online
  • Sistema di combattimento scivoloso
  • Poche armi, poche abilità
  • Molto breve

Giorgio Palmieri
Giorgio Palmieri Da oltre 10 anni scrive sulle pagine del network di SmartWorld. Adora la tecnologia come Winnie The Pooh con il miele. Ama scrivere di videogiochi e si occupa di info-commerce, ed è anche particolarmente bello. Almeno, così dice sua madre.