Recensione Supernote A5X: per chi scrive

Giuseppe Tripodi
Giuseppe Tripodi Tech Master
Recensione Supernote A5X: per chi scrive

Lo slogan che accompagna i dispositivi Ratta Supernote, e che dà anche il titolo a questa recensione, è For those who write, ossia Per quelli che scrivono.

È uno slogan diretto ed estremamente realistico: Supernote A5X serve a scrivere, nient'altro. Se pensavate che Kindle Scribe fosse un dispositivo limitato perché non è un vero tablet, aspettate di vedere Supernote. 

Ed è anche un prodotto molto costoso: se pensavate che BOOX Tab Ultra C fosse caro, aspettate di vedere Supernote.

Perché volerlo, quindi? Perché Supernote A5X è un dispositivo che fa quasi una sola cosa, ma la fa maledettamente bene.

PRO

  • Ottimo display e-ink da 10,3" con densità di 226 PPI
  • Esperienza di scrittura eccellente (e diversa da tutto)
  • Ottimo design e ottimi materiali
  • Esperienza utente ricchissima di funzioni utili
  • Ottimo riconoscimento della grafia
  • Esportazione rapida delle note
  • App Kindle facilmente installabile
  • Sincronizzazione automatica con app Supernote

CONTRO

  • Prezzo molto elevato
  • Display senza illuminazione
  • L'interfaccia può spiazzare

Unboxing

Il contenuto della confezione varia a seconda di come configurerete il set: se avete già una penna compatibile, potreste acquistare anche solo il Supernote A5X, altrimenti è d'obbligo abbinarci almeno uno stylus. Il modello di pennino che potete vedere nelle foto di questa recensione è la H.O.M. Pen 2. È un modello premium, il più costoso in vendita sul sito: la sigla nel nome sta per Heart Of Metal, perché il corpo della penna è realizzato in ottone.

Senza mezzi termini, è una penna davvero eccezionale per design, qualità dei materiali e sensazione in mano: è solida ma allo stesso tempo leggera e maneggevole, e a prima vista mi ha ricordato una Meisterstück (una delle storiche penna di lusso di Montblanc). Come tutti gli altri modelli, anche la penna HOM 2 ha una sottile punta in ceramica (0,7mm di spessore) che non si consuma e non va mai sostituita (non per niente si chiama NeverReplace Nib).

La penna non ha batteria e non va ricaricata.

Un altro accessorio che potreste voler aggiungere all'acquisto è una cover: nel mio caso, quella che vedete nelle foto è il modello in pelle nera, dotata di un piccolo anello in cui agganciare la penna. La cover è di alta qualità, con un rivestimento in tessuto morbido all'interno e pelle all'esterno, ma il prezzo è veramente molto alto (104€, IVA esclusa).

Costruzione ed ergonomia

  • Dimensioni: 245 x 178 x 7,2 mm
  • Peso: 375 grammi

Supernote A5X è eccezionale da un punto di vista costruttivo: è un dispositivo solido, con un design essenziale ma ricercato. È piuttosto leggero per le dimensioni che ha, e si riesce a reggere bene anche con una sola mano in caso di appunti al volo.

Essendo completamente liscio sul retro, poggiandolo su un piano non ci sono traballamenti e si riesce a scrivere senza problemi di sorta, proprio come se fosse un quaderno. 

Supernote A5X di per sé non ha nessun sistema per trasportare il pennino (niente aggancio magnetico o simili), quindi avere una cover è praticamente obbligatorio.

Al netto di questo, francamente ho molto apprezzato che lo stylus si conservi agganciato alla cover tramite una "banale" fascetta in cuoio: si può lasciare lì il cappuccio della penna quando si scrive e, nella sua semplicità, è un sistema che non mi ha mai dato problemi durante il trasporto. Forse apprezzo questo approccio analogico perché ricorda molto quello di un vero taccuino, e per dispositivi simili credo sia importante replicare quanto più possibile un'esperienza d'uso simile a quella della carta.

La cover si collega al Supernote tramite un aggancio funzionale ma un po' spartano: il retro del dispositivo ha una scanalatura, lungo la quale si incastra un'apposita sporgenza della cover. È una soluzione che funziona, e all'atto pratico regge anche bene, ma quando si infila (o si sfila) la cover la sensazione non è delle migliori.

A proposito dello stilo, considerando che il dispositivo utilizza la tecnologia Wacom EMR (risonanza elettromagnetica), potenzialmente è possibile utilizzare qualsiasi pennino compatibile con questa tecnologia.

Tuttavia, tenete presente che le penne Supernote sono piuttosto diverse dal solito: a differenza di quanto visto su Kindle Scribe o sui dispositivi BOOX, le penne di Supernote hanno una punta che non si consuma, realizzata in ceramica e spessa solo 0,7 mm (molto sottile).

È un approccio particolare, che merita di essere spiegato: praticamente tutti i tablet e-ink su cui si scrive hanno penne con punte sostituibili. Questo perché strofinando continuamente due materiali tra loro (come avviene durante la scrittura), il più morbido dei due materiali tende a consumarsi, e questo è il motivo per cui normalmente le punte vanno rimpiazzate.

Supernote però ha scelto un approccio inverso: in questo caso, è la superficie del tablet a essere "più morbida" (mentre la punta della penna è sottile e rigidissima), ma ovviamente non è necessario sostituire nulla. Il merito è della pellicola FeelWrite: si tratta di un particolare rivestimento che ricopre interamente il display, sviluppato internamente da Ratta Supernote in collaborazione con una società giapponese specializzata in chimica dei materiali, che è progettato per essere "auto-riparante".

Come potete notare dal video qui sotto, anche se sottoposto a importanti sollecitazioni meccaniche, la pellicola FeelWrite torna praticamente come nuova. A tal proposito, l'azienda tende a specificare che il costo di produzione di questo materiale è piuttosto elevato, e che questo influisce sul prezzo finale dei dispositivi Supernote.

Il display occupa la maggior parte della sezione frontale, dove l'unico sistema di input (oltre il touch) è la particolare barra touch sul lato destro (evidenziata da una linea), che apre il menu scorrendo verso l'alto e refresha il display scorrendo verso il basso. Anche in questo caso, Supernote ha scelto un approccio piuttosto peculiare (ma funzionale). Infine, sul fondo troviamo il connettore USB-C per la ricarica e in cima il tasto di accensione/spegnimento.

Hardware e software

Parlando di hardware, il protagonista indiscusso è il display: uno grande schermo e-ink da 10,3" con densità di pixel di 226 PPI. Questa densità di pixel è leggermente inferiore rispetto ai massimi standard del settore (300 PPI, come Kindle Scribe), ma è in linea con la maggior parte dei prodotti analoghi, come Kobo Elipsa, Huawei MatePad Paper, Remarkable 2 o Onyx Boox Note Air 2.

Quello che può essere un problema maggiore, invece, è l'assenza di un sistema di illuminazione: sarò sincero, personalmente nelle settimane di utilizzo non ne ho mai sentito la mancanza, avendo usato il Supernote A5X principalmente per lavoro, e quindi sempre in ambienti e contesti sufficientemente illuminati.

Tuttavia, l'assenza di retroilluminazione è un limite oggettivo, sia in generale, per chi potrebbe voler usare il Supernote anche in contesti diversi da come l'ho usato io, sia per vorrebbe usarlo anche per leggerci una rivista a letto.

Sotto la scocca c'è un processore Rockchip PX30 (quad-core Cortex A35), 2GB di RAM e 32GB di memoria interna, non espandibile. Per quel che riguarda la connettività, c'è WiFi a doppia banda (2,4+5Ghz), Bluetooth 5.0 e connettore USB-C 2.0, con supporto allo standard OTG (e quindi con la possibilità di collegarci accessori).

Il software è basato su Android 8, ma talmente personalizzato che è praticamente impossibile da riconoscere. Al momento non è prevista la possibilità di installare APK di terze parti (anche se ovviamente si trovano facilmente i metodi per farlo), ma c'è un'unica applicazione di cui viene proposta l'installazione, ossia quella di Kindle.

Al netto dell app, è davvero difficile riconoscere Android dietro le personalizzazioni dell'azienda, che sono molto profonde e portano a pensare che si tratti di un sistema proprietario.

Una cosa che può spiazzare molto è l'assenza di una pagina Home: non c'è infatti una schermata "centrale" da cui aprire i vari software e tutto viene gestito tramite il pannello laterale che si apre con uno swipe verso il basso della barra touch sulla destra. Al contrario, uno swipe verso l'alto sulla barra esegue un refresh completo dello schermo.

La barra laterale si attiva con uno swipe verso il basso sul sensore sul bordo destro e include tutte le scorciatoie utili per navigare nell'interfaccia

Dal menu laterale in questione è possibile passare da un'app all'altra, aprire i documenti e le note più recenti e accedere ai Quick Access, ossia un elenco di note e/o documenti che vogliamo tenere sempre a portata di mano.

In generale, l'intera esperienza d'uso è quanto meno peculiare, coglie alla sprovvista, ma non lo considero un difetto: come per tutto il resto dell'esperienza utente, bisogna farci l'abitudine, ma alla lunga funziona.

Oltre l'app per le note e quella per la lettura dei libri, che approfondirò nei paragrafi di seguito, gli altri software disponibili sono una sorta di file manager semplificato, l'app Mail e l'app Calendario. A proposito di quest'ultima, è un peccato che al momento supporti un solo account, perché il calendario è ben integrato con il taccuino: è possibile aggiungere delle note collegate a una specifica data, o anche rendere un appunto dal taccuino un evento in calendario. Tuttavia, il team di sviluppo è al lavoro (da un bel po' ormai) per introdurre calendari multipli, come testimonia la roardmap di sviluppo pubblicamente accessibile. Apprezzo molto questa trasparenza verso la community degli utenti: nella board è possibile dare suggerimenti sullo sviluppo o "votare" le funzioni proposte, e il team è molto presente anche nel subreddit dedicato a Supernote

È possibile proiettare mentre si scrive tramite il mirroring dello schermo: basta essere connessi alla stessa rete e aprire l'indirizzo indicato su un qualsiasi browser web

Tra le varie funzioni interessanti vale la pena segnalare il mirroring dello schermo e il file sharing via WiFi (in entrambi i casi, basta attivare la funzione e inserire l'indirizzo IP del Supernote su un PC collegato alla stessa rete), ma anche la sincronizzazione via cloud tramite Dropbox, Google Drive o Supernote Cloud.

Curiosamente, è possibile selezionare un solo servizio per il cloud: personalmente ho scelto il cloud proprietario di Supernote, che mi ha dato modo di testare anche l'app mobile (per Android e iOS), che funziona molto bene.

Il software è interamente in lingua inglese (ma il riconoscimento della grafia funziona anche in italiano). 

Penna, appunti e taccuino

La prima cosa da dire in merito agli appunti su Supernote A5X è che l'esperienza di scrittura è molto diversa da tutti i prodotti simili che mi sia capitato di provare. L'accoppiata tra punta dura e la pellicola FeelWrite funziona, ma il primo approccio col display è spiazzante.

Per intenderci, se quando si usa un Kindle Scribe l'impressione è quella di scrivere con una matita su un foglio poggiato sulla scrivania (rigido), quando si scrive sul Supernote sembra invece di scrivere con una penna a gel su un quaderno appena iniziato, con tutti i fogli sotto che rendono la pressione più morbida.

È una sensazione inusuale, che può non piacere: se solitamente avete la mano pesante (come me), vi sembrerà quasi di essere sul punto di bucare lo schermo. Ovviamente non succede, ma soprattutto ho notato che questo approccio mi ha portato a scrivere calcando meno la mano, col risultato di una grafia anche più pulita e leggibile. Un piccolo miracolo per me.

Non ci sono lag di alcun tipo, il tratto appare istantaneamente e Supernote supporta il riconoscimento della pressione, l'esperienza di scrittura è davvero molto naturale.

Taccuini

Quando creiamo un nuovo taccuino, è possibile scegliere se aprire una nota Standard o una nota Real-Time Recognition. Ci sono due differenze principali tra le due: le note standard supportano i livelli, mentre le Real-Time Recognition eseguono il riconoscimento del testo in tempo reale, il che ci permette di vedere subito un'anteprima, ma anche di cercare parole che appaiono nella nota. D'altra parte, è bene notare che il riconoscimento della grafia può essere eseguito anche sulle note standard ma solo al momento dell'esportazione, e che i taccuini con Real-Time Recognition consumano più batteria.

In entrambi i casi, il riconoscimento della grafia funziona molto bene: consiglio il blocco note col riconoscimento in tempo reale per documenti che vi interessa particolarmente convertire in testo digitale, per controllare di tanto in tanto il riconoscimento ed eventualmente riscrivere le parole che il sistema non riesce a interpretare correttamente.

Al netto di questo, l'app di scrittura è veramente ben fatta, con diverse funzioni utili che mi sono piaciute molto. 

Ci sono tanti template tra cui scegliere (e la possibilità di aggiungerne di nuovi), c'è la possibilità di impostare una copertina, si può esportare in diversi formati (PNG, PDF, TXT e Docx), ma soprattutto ci sono tutte le funzioni legate allo strumento Lazo.

Lazo e segnalibri

Quando selezioniamo del testo con il Lazo, oltre a poterlo spostare (o copiare/tagliare), possiamo anche aggiungerlo come evento in calendario, renderlo un link (verso un'altra nota, un'altra pagina, un documento o una pagina web) e soprattutto trasformarlo in un titolo o in una keyword.

Quello dei titoli è un'idea particolarmente interessante: quando trasformiamo del testo in un titolo, questo viene evidenziato (è possibile scegliere tra 4 stili di evidenziazione, per diversificare i titoli) e diventa un collegamento disponibile nel tab Headings. In questo modo, per taccuini molto lunghi e complessi, è possibile creare un vero e proprio indice che ci permette di saltare rapidamente da una pagina all'altra in base al contenuto.

Un esempio di Titoli in un documento: basta cliccare sul titolo nell'apposito menu per saltare alla relativa pagina

Le keyword funzionano in modo simile: dovete immaginarle come dei tag, con cui contrassegnate il contenuto della pagina, o un'indicazione utile. "Purtroppo" non c'è modo di riconoscere una keyword automaticamente dal testo una volta che viene creata: nell'esempio qui sotto, dove ho usato la parola "iPhone" come keyword, ho comunque dovuto aggiungerla manualmente in ogni pagina (per trovare tutte le volte che appare la parola "iPhone", invece, si può usare la ricerca).

C'è perfino un altro strumento ancora per ritrovare le pagine importanti, la stellina.

È molto immediato: basta disegnare una classica stella in un qualsiasi punto della pagina, Supernote la riconosce automaticamente, la "digitalizza" e la trasforma in un segnalibro che contrassegna una pagina preferita.

Strumenti di scrittura e gomma

Nonostante il software di per sé sia generalmente molto ricco, ci sono solo tre strumenti per la scrittura:

  • Needle-point pen (Penna con punta ad ago), con spessore della punta regolabile su 10 livelli e non sensibile alla pressione
  • Ink pen, con 3 spessori della punta e sensibile alla pressione
  • Marker, con un'unica punta e non sensibile alla pressione

Su tutti e tre gli strumenti è possibile scegliere tra 4 tonalità (bianco, grigio chiaro, grigio scuro, nero). Tre strumenti sono pochi se confrontati alla pletora di scelte offerte dalla concorrenza, ma usando Supernote per scrivere (e non per disegnare) probabilmente non ne sentirete troppo la mancanza

Per quel che riguarda la gomma, oltre alla possibilità di regolare lo spessore o cancellare un'area o l'intera pagina, c'è una scorciatoia veramente brillante che tutti dovrebbero implementare: poggiando due dita sullo schermo, il pennino funziona come gomma.

Veramente comodissimo, ancor più che avere un tasto sul retro della penna.

Documento Word

Oltre ai taccuini per gli appunti, da Supernote è possibile creare (e/o modificare) documenti Word, su cui è possibile digitare con la tastiera su schermo, ma anche scrivere a mano libera, usando la conversione automatica del testo.

È una funzione che non ho usato granché e che trovo molto grezza, perché non solo non ci sono gli strumenti tipici di Word per modificare il testo (grassetto, gestione dei paragrafi, elenchi puntati, etc), ma non c'è neanche la toolbar con gli strumenti per gestire il tratto della penna (non c'è la gomma!). Mi pare un po' assurdo.

Una menzione d'onore però va alle shortcut con penna, spiegate bene nel video qui sotto, davvero ben fatte.

Lettura e appunti sui libri

Supernot supporta i seguenti formati: PDFEPUB, Word, TXT, PNG, JPG, CBZ, FB2 e XPS.

Partiamo dalla lettura degli ebook in Epub: il software permette di modificare font e margini, aggiungere segnalibri e scrivere sul libro. Per evitare che le annotazioni possano sovrapporti al testo, dopo aver scritto una prima volta, non è più possibile modificare font o altro.

Una funzione particolare e unica di Supernote sono i Digest (selezione): per creare un nuovo digest, è sufficiente disegnare delle parentesi quadre che racchiudano parte del testo del libro. Il testo racchiuso tra le parentesi viene sottolineato e cliccandoci su si apre una sezione in cui è possibile prendere appunti relativi alla sezione. È uno strumento che può essere molto comodo per lo studio o per la revisione di testi. Inoltre, i digest possono essere esportati, cosa che non è possibile fare con gli appunti scritti direttamente sul libro.

Purtoppo all'app che gestisce gli Epub manca un dizionario e, sorprendentemente, non c'è neanche uno strumento per evidenziare (che invece è presente per i PDF).

Sui PDF ci sono tutte le funzioni già viste per gli Epub, ma in più è possibile evidenziare testo e attivare la Half-page view per visualizzare la pagina divisa in due (in orizzontale), facilitando la lettura senza dover zoomare.

A parte questo, nella gestione dei PDF non ci sono altre funzioni di rilievo: lo zoom è sempre un po' macchinoso come su ogni dispositivo con e-ink ma, grazie alle grandi dimensioni del display, non dovreste aver problemi neanche con riviste piene di testo. Esportando un PDF vengono mantenuti gli appunti sul foglio, ma non le evidenziazioni (anche se la funzione dovrebbe essere in arrivo).

Le stesse opzioni dei PDF funzionano anche per i fumetti: curiosamente, Supernote A5X supporta il formato CBZ ma non i CBR.

Purtroppo manca una modalità split view, presente invece su altri prodotti simili: affiancare un libro e un taccuino è comodissimo per studiare, è un peccato non poterlo fare anche su Supernote.

Autonomia

All'interno di Supernote A5X c'è una batteria da 3800mAh. Come sempre, l'autonomia varia moltissimo a seconda di quanto e come lo utilizzate: i taccuini con il riconoscimento della grafia in tempo reale consumano di più, e usandolo con WiFi e Bluetooth ovviamente l'autonomia si riduce.

Per quel che vale, dopo circa un mese di utilizzo, ho notato che a la batteria dura in media 4 o 5 giorni, usandolo quotidianamente per gli appunti in modo non continuativo, considerando complessivamente un'ora o due di scrittura/consultazione degli appunti al giorno.

Prezzo

Inutile girarci attorno: il prezzo è il vero punto debole di Supernote A5X.

È un dispositivo veramente premium, nell'esperienza d'uso e anche nel design. È eccellente per scrivere, permette di prendere appunti senza distrazioni e può essere anche utile per la lettura di riviste o libri, ma il costo lo rende un prodotto davvero di nicchia, indicato soprattutto a chi scrive molto per studio o lavoro.

Fortunatamente, da qualche anno è attivo un distributore europeo, con sede in Francia: per acquistare un dispositivo dell'azienda, basta collegarsi al sito Supernote.eu ed effettuare l'ordine, che verrà consegnato entro 48 ore, con 2 anni di garanzia e 14 giorni per restituire il prodotto in caso non soddisfi le esigenze.

Tuttavia, tenete presente che i prezzi che vedete sul sito sono tasse escluse (e spese di spedizioni escluse). I costi definitivi si vedono aprendo il carrello. Con IVA inclusa, i prezzi dei tre prodotti di questa recensione sono:

  • Supernote A5X: 508€
  • Penna HOM 2: 112,2€
  • Cover Folio in pelle: 127,8€

Acquistando il bundle intero si risparmia qualcosa, ma aggiungendoci anche le spese di spedizione (25€) il costo totale per portarsi a casa Supernote A5X, penna HOM 2 e cover Folio in pelle è di 768€.

È un prezzo indiscutibilmente alto, che allontanerà la maggior parte degli utenti interessati a questa tipologia di prodotto, specialmente considerando che Amazon sta adottando una politica di prezzi molto aggressiva per il suo Kindle Scribe (che tuttavia è solo in parte paragonabile).

Tralasciando il prezzo, Supernote A5X è un dispositivo che è impossibile non consigliare: se quindi volete concedervi un piccolo lusso, o fare un gran bel regalo di classe a chi lavora con scrittura e appunti, sapete cosa fare.

Giudizio Finale

Supernote A5X

Supernote A5X è un quaderno digitale pensato per scrivere e prendere appunti: a differenza di Kindle Scribe o Kobo Elipsa, è un dispositivo meno orientato alla lettura, anche se ovviamente è possibile leggere gli ebook (grazie anche all'app Kindle) e la funzione Digest è una chicca. 

L'esperienza di scrittura è ottima, anche se completamente diversa da quella di altri quaderni digitali: la punta della penna è rigida e non si consuma, e il display è quasi "morbido", grazie al rivestimento FeelWrite. Il risultato è una sensazione di scrittura simile a quella di una penna a gel su un quaderno nuovo: può spiazzare, specialmente chi ha provato altri dispositivi simili, ma una volta presa la mano è eccezionale.

Il display è grande (10,3") e molto piacevole da utilizzare: peccato per l'assenza di illuminazione che farà storcere il naso. 

È un prodotto diverso da altri dispositivo (non è un tablet, non è un ebook reader): non ha una "schermata Home" e può volerci un po' per abituarsi alle sue regole. Ma una volta entrati nella giusta ottica, l'esperienza utente è funzionale, con ottimizzazioni comodissime e scorciatoie che ricordano molto l'uso di un vero taccuino.

La qualità costruttiva è ottima, c'è grande cura nei dettagli e, una volta imparato a usarlo come si deve, certamente non resterete delusi. Il vero, unico limite è il prezzo, davvero molto elevato.

Voto finale

Supernote A5X

Pro

  • Ottimo display e-ink da 10,3" con densità di 226 PPI
  • Esperienza di scrittura eccellente (e diversa da tutto)
  • Ottimo design e ottimi materiali
  • Esperienza utente ricchissima di funzioni utili
  • Ottimo riconoscimento della grafia
  • Esportazione rapida delle note
  • App Kindle facilmente installabile
  • Sincronizzazione automatica con app Supernote

Contro

  • Prezzo molto elevato
  • Display senza illuminazione
  • L'interfaccia può spiazzare

Giuseppe Tripodi
Giuseppe Tripodi Sono soprattutto una persona curiosa: mi piace imparare cose nuove e spiegare quel che so. Quindi scusatemi per gli articoli così lunghi. Spesso mi isolo dal mondo con grosse cuffie in testa, a leggere su un ebook reader o ascoltare un podcast, ma ho un cane di nome Dubbio che mi mantiene vigile e mi trascina al parco un paio di volte al giorno.
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