8.3

Recensione Microsoft Surface Book 3 15: facile da amare, meno da consigliare (foto e video)

Nicola Ligas -




Recensione Microsoft Surface Book 3

Giunge alla sua terza iterazione il “Re dei convertibili”, sempre che così lo si possa chiamare. Surface Book 3 si rinnova infatti nell’hardware, pur non cambiando quasi nulla nella sostanza, forte di essere ancora oggi unico nel suo genere, e senza dei reali concorrenti all’orizzonte. Ma tutto ciò sarà un bene o un male?

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9.0

Costruzione

Da una parte Microsoft è da biasimare, per non aver fatto nulla per rinnovare un po’ Surface Book con il passare degli anni. Soprattutto nel modello da 15 pollici c’è la sensazione di tanto spazio sprecato, con un touchpad ormai relativamente piccolo, con l’assenza di speaker addizionali a quelli del tablet, con la mancanza di un qualsivoglia rinnovamento estetico e soprattutto della cerniera che tiene il tablet ancorato alla tastiera, che è sempre rimasta la stessa. Eppure, quella stessa cerniera è solida e non dà minimamente l’impressione di cedere, nonostante il peso che deve sostenere. Riesce anche a tenere abbastanza fermo il tablet, sebbene un certo gioco ci sia sempre, e ad inclinarsi fino a circa 130°, con un bilanciamento dei pesi ottimale al punto da poter aprire il notebook con una mano sola.

E poi il meccanismo di sblocco del tablet ora è ancora più veloce, quasi istantaneo (in proporzione ci vuole molto di più affinché la tastiera funzioni di nuovo quando lo ricollegate), ed il feeling premium stringendolo in mano si sente eccome. L’assoluta mancanza di reali concorrenti rende poi impossibile fare paragoni: non possiamo puntare il dito e dire: “Guarda, Microsoft, è così che si fa!“, perché nessuno ha mai fatto qualcosa di davvero simile, per non dire migliore. Ed è stato un male, sia chiaro, perché ha permesso a Microsoft di adagiarsi. E se è vero che nel 2015, quando è stato annunciato il primo modello, Surface Book sembrava tanto “il futuro”, adesso la risposta non è così scontata. Eppure, al contempo, pur volendone cambiare alcuni aspetti, l’attuale Surface Book 3 è ancora così unico e ben fatto che è difficile non ammirarlo.

Ultima nota: Surface Book 3 15 è pesante. Non più di certa concorrenza, però vuoi per il form factor, vuoi per il bilanciamento, vuoi perché ci stiamo abituando a notebook sempre più leggeri, i suoi 1.920 grammi si sentono molto in mano. Il solo tablet sono 815 grammi, e non c’è stand come nei Surface Pro, quindi dopo un po’ vi stancherete di tenerlo in mano.

9.0

Tastiera e touchpad

Pur non capendo come mai il touchpad di Surface Book 3 da 15” non sia grande almeno quanto quello del Laptop 3 da 13,5”, rimane il fatto che siamo di fronte ad uno dei migliori touchpad su dispositivi Windows. Dimensioni a parte, la sola cosa che cambierei è il suono del clic, troppo secco e troppo forte. Per il resto non c’è veramente nulla da obiettare, né sulla rapidità né sulla precisione del rilevamento di tocco, gesture e azioni sulla superficie in vetro del touchpad, che è scorrevole, liscia e piacevole al tocco. Tra l’altro l’area cliccabile ricopre più dei 3/4 della sua superficie, che se solo fosse stata più ampia l’avrebbe reso davvero un rivale perfetto per il trackpad di Apple.

Ed un po’ lo stesso discorso vale per la tastiera. Mi sta bene che non ci sia il tastierino numerico, che non ho mai reputato fondamentale (smentitemi pure), mi stanno bene le frecce destra e sinistra grandi (anche se so che non piacciono a tutti), mi lamento invece della retroilluminazione bianca su tasti argento, che diventa piacevole solo con poca luce ma non certo di giorno,e che soffre di un po’ troppa fuoriuscita di luce dai lati dei tasti. Per il resto però non c’è veramente nulla da obiettare.

La scrittura è piacevole da subito, la corsa dei tasti restituisce un buon feeling pur essendo relativamente silenziosa, i key cap sono tutti al posto giusto, incluso quello per la retroilluminazione dei tasti subito a fianco di esc, ovvero facilmente individuabile anche al buio. Anche il rumore della tastiera è piacevole, pur nel suo essere abbastanza ovattato. Si tratta di una di quelle rare tastiere che vi fanno venire voglia di scrivere proprio per sentire il suono dei tasti con l’orecchio e con il polpastrello.

Rispetto alla tastiera di un ThinkPad X1 Carbon, qui ci si abitua più rapidamente, anche se quella del notebook di Lenovo vince sulla lunga distanza, ed in generale se usate davvero molto la tastiera del vostro PC. Siamo comunque di fronte ad una esperienza di digitazione difficile da criticare.

8.0

Hardware e benchmark

Il sito ufficiale riassume bene le tante varianti di Surface Book 3 disponibili, sia da 13,5 che da 15 pollici. Quella che abbiamo provato è “la base” del modello più grande, riassunta qui sotto.

  • Schermo primario: 15” 3.240 x 2.160 pixel, touch
  • CPU: Intel Core i7-1065G7
  • GPU: GTX 1660Ti Max-Q con 6GB GDDR6
  • RAM: 16 GB LPDDR4X
  • Memoria interna: 256 GB SSD
  • Connettività: Wi-Fi 6 dual band, Bluetooth 5.0
  • Porte: 2x USB-A 3.1 Gen 2, 1x USB-C 3.1 Gen 2, lettore SDXC, jack audio, Surface Connect
  • Webcam: 1080p@30fps + 8 megapixel con autofocus (posteriore)
  • Batteria: 23 Wh (tablet) + 63 Wh (tastiera)
  • Peso: 1.920 grammi
  • OS: Windows 10

Surface Book 3 è il più potente Surface in circolazione. Non è al pari di alcune workstation della concorrenza, principalmente perché sfrutta ancora una volta una CPU a 15 Watt e non la più potente serie H di Intel (o AMD). Il motivo è palese, e sta tutto nella parte tablet di questo dispositivo, che male potrebbe raffreddare un processore più potente di così. E forse andrò anche contro corrente, ma vi dico che secondo me questo non è un problema. Abbinando alla CPU Ice Lake una scheda discreta di NVIDIA si riesce comunque a lavorare anche con programmi graficamente impegnativi, ed anche a giocare senza eccessivi compromessi. Diverso il discorso per attività più CPU-intensive, dove ovviamente è facile trovare qualcosa di più veloce (a metà prezzo), ma non c’è scritto da nessuna parte che Book 3 debba essere una powerhouse, e per il tipo di dispositivo che è, le sue prestazioni sono più che adeguate.

Sapete cosa potrebbe cambiare le cose, in un ipotetico futuro? Un processore ARM. I vincoli di spazio / temperature sarebbero più facilmente rispettabili, e resterebbe solo da preoccuparsi delle performance. Purtroppo, al momento, sono proprio quelle che mancano alle poche alternative presenti in ambito Windows, Surface Pro X incluso, il che rende questa ipotesi alquanto remota. Non so se il passaggio ad Apple Silicon della rivale di sempre cambierà le carte in tavola anche in ambito Windows, ma per adesso annoveratemi tra gli scettici, fino a prova contraria.

Una nota riguardo l’autenticazione biometrica: rimane l’ottimo sblocco IR col volto, che funziona egregiamente in ogni condizione di luce. Non c’è invece alcun lettore di impronte digitali. Personalmente considero il primo il migliore e più pratico metodo di sblocco, ma c’è comunque chi li offre entrambi, e da che mondo e mondo la scelta non è mai un male, no?

Non cambiano invece le porte di comunicazione, ed anche a questo giro non c’è traccia di Thunderbolt 3, ma del resto non ce la aspettavamo, conoscendo cosa ne pensa Microsoft. Nota positiva invece per la webcam, finalmente una 1080p in un mondo ancora popolato per lo più da 720p, anche se abbiamo notato qualche problema di bilanciamento automatico del bianco, che può essere risolto passando in manuale.

  Surface Book 3 Lenovo Yoga C940 Surface Laptop 3
3DMark 4.200 (Time Spy) 930 (Time Spy) 875 (Time Spy)
PCMark 10 5.091 3.923 3.556
GeekBench 4 single-core 5.660 5.710 5.450
GeekBench 4 multi-core 18.700 18.820 17.560
GeekBench 4 GPU 180.000 GTX1660Ti 40.300 (Intel) 36.200 (Intel)
CrystalDisk lettura 1.990 MB/s 3.555 MB/s 2.035 MB/s
CrystalDisk scrittura 815 MB/s 2.970 MB/s 840 MB/s

Book 3 e Yoga C940 montano stesso processore e stesso quantitativo di RAM, e GeekBench conferma che bene o male le prestazioni sono le medesime, il che è un primo punto importante, perché vuol dire che il tablet di Microsoft non teme la concorrenza di portatili più tradizionali. La differenza grafica è data ovviamente tutta dalla GTX 1660Ti e serve anche a darvi una stima delle performance del Surface Book 3 solo tablet, che bene o male coincidono appunto con quelle del C940.

Interessante è anche il paragone col Laptop 3, che monta un i5-1035G7, lo stesso processore che poi troviamo nella versione base da 13,5” del Book 3. E come vedete, tra i5 ed i7 la differenza è davvero poca cosa, ed ancora una volta a segnare il passo è la GTX di NVIDIA. Interessante però è anche l’analisi di CrystalDisk, che sostanzialmente boccia un po’ entrambi i Surface, rispetto in particolare al notebook di Lenovo, ma non solo. I tempi di scrittura in particolare sono decisamente sotto la media, ed in una macchina così costosa come questo Book 3 non ce li aspettavamo. Probabilmente non rappresentano nemmeno un problema nella maggior parte degli utilizzi che potreste farci, ma restano comunque una macchia sul suo curriculum.

9.0

Schermo

Luminoso, con picchi intorno ai 400 nit, ben calibrato già di fabbrica (vedi analisi CalMAN sotto), tanto che nessuno si potrà lamentare della fedeltà dei colori; e se proprio voleste ricalibrarlo almeno partirete già da un’ottima base. Buono anche il contrasto (vedi sotto), buoni gli angoli di visione, ma peccato per una copertura sRGB sotto la media, intorno al 90%. Di nuovo: probabilmente nessuno se ne lamenterà, ma in questo caso non c’è molto che possiate fare per ovviare, e questo resta un peccato.

Se vi piacciono i toni forti e contrastati, questo in effetti non è il pannello che fa per voi, a meno di non alterarlo un po’. Personalmente ho apprezzato la resa naturale, l’ottima risposta al tocco, e la buona visibilità di questo pannello, che ha anche un trattamento anti-riflesso non malvagio, sebbene non sempre in grado di annullare i fastidi di una forte luce vicina. E sempre in ambito di critiche, devo farne una alla gestione automatica della retroilluminazione, che come su Surface Laptop 3 è troppo incerta, troppo “scattosa” nell’adattarsi al cambiare delle condizioni di luce. E sapete qual è la cosa buffa? Che sul Surface Go 2 funziona alla perfezione: cambia in modo rapido e preciso, senza sfarfallii e senza fastidi. Ci vuole tanto a ricreare la stessa esperienza anche sui fratelli maggiori?

8.0

Autonomia

Surface Book 3 ha una buona autonomia, se lo consideriamo nel suo insieme. Sulla parte tablet c’è infatti solo una 23 Wh, mentre sotto la tastiera troviamo una ben più generosa 63 Wh. Da una parte il bilanciamento del peso ha senz’altro giocato un suo ruolo in questa scelta, fatto sta che l’autonomia del solo tablet è piuttosto bassa (dividete circa per 4 i valori qui sotto). Può anche starci perché, rispetto ad un Surface Pro, qui non abbiamo nemmeno un stand per tenere sollevato il tablet, che verrà quindi usato come tale solo per brevi periodi. Ricordiamo infatti che Surface Book 3 è un notebook che gioca a fare il tablet, piuttosto che il contrario. In ogni caso tenete voi in considerazione il tipo di utilizzo che vorreste farne, e traetene le conseguenze.

A seguire trovate i consueti punteggi di PCMark 10, che come spesso accade trovo un po’ ottimistici per la parte “ufficio“. Non ho mai avuto grosse difficoltà nel completare le 8 ore lavorative, ma ad 11 ore non sono mai arrivato (navigazione con almeno 15 schede sempre aperte, chat, un po’ di foto ritocco e multimedia). Buona l’autonomia in riproduzione video, che anche con il solo tablet ben carico vi consentirà di vedere un lungo film dall’inizio alla fine.

  • Idle: 19 ore e 48 min (luminosità minima, risparmio energetico massimo)
  • Gaming: 1 ora (luminosità massima, prestazioni massime)
  • Ufficio (scrittura, navigazione, video conferenza): 11 ore (luminosità a 25, batteria migliorata)
  • Netflix: -8% ogni ora (luminosità e audio a 25, batteria migliorata)

Una cosa importante da sapere, è che quando siete in configurazione notebook la batteria di tabelt e tastiera si scarica all’unisono, più o meno. Intuitivamente infatti si potrebbe pensare che si scarichi prima quella nella tastiera per lasciare il più possibile al massimo quella del tablet, nel caso voleste scollegarlo poi, ma così non è. Dopo qualche ora di utilizzo in modalità notebook quindi, l’autonomia del tablet risulta notevolmente ridotta, ed è una cosa da tenere in considerazione nel momento in cui voleste utilizzarlo come tale.

Ultima nota sull’alimentatore, che è stato finalmente portato a 127W. Il modello precedente infatti aveva un caricabatterie sotto-dimensionato, al punto che sotto carico intenso il sistema si scaricava anche quando collegato all’alimentazione. Questo adesso non succede più, ed è una buona notizia. Il rovescio della medaglia sta nel fatto che l’alimentatore ora è un po’ più grande  più pesante. Su di esso è sempre presente una porta USB-A, casomai non vi bastassero quelle sul Surface Book

8.5

Esperienza d'uso

Adoro la libertà del Surface Book 3. In realtà che in fondo ci sia un numero o un altro cambia poco: la libertà è sempre rimasta la stessa. Sì, è vero, adesso sganciare il tablet è più veloce che mai, e nel giro di un secondo potrete già scollegarlo dalla base e portarlo via con voi. In questo periodo di smart working non ho avuto modo di provarlo nella vita da ufficio, ma nello stesso modo in cui l’ho staccato per mostrare dei contenuti più agilmente e rapidamente a moglie e figlio, mi immagino che avrei fatto altrettanto con i colleghi.

Surface Book 3 è infatti un bellissimo tablet, come se ne vedono pochi con Windows. Del resto pensate a quanti tablet da 15” e così potenti ci siano in circolazione, e probabilmente non ve ne verrà in mente nessuno. È talmente veloce e scattante, rispetto alla media dei tablet, che mi è mancato molto che non avesse uno stand integrato, perché non avrei voluto doverlo collegare ogni volta alla sua base solo per tenerlo in posizione. Poi però, quando finisce lo svago ed inizia il lavoro, Book 3 è anche un signor laptop, con una signora tastiera e con una signora esperienza d’uso; con qualche limitazione.

Il nodo gordiano del Book 3 probabilmente sta tutto qui: è anche “troppo” per essere un tablet e “poco” per essere un laptop; quantomeno per uno venduto a queste cifre. Nel quotidiano non ci sono infatti problemi di sorta: il dispositivo è reattivo, pronto e non mostra particolari debolezze. Gli Ice Lake sono buoni processori anche se non accoppiati a GPU discrete, e la stessa Microsoft lo sa perché li ha scelti per il Laptop 3.

E se poi decideste di giocarci, per quanto non sia certo un laptop gaming in alcun modo, non rimarrete certo a piedi. La GTX 1660Ti fa girare Overwatch in 3.240 x 2.160 pixel con dettagli Super a 40 fps costanti. Se voleste maggiore frame rate avete ampio margine per migliorarlo scendendo un po’ di risoluzione o riducendo qualche effetto. Doom Eternal può essere giocato a dettagli massimi in full HD, mentre Red Dead Redemption 2 stenta di più, ma rimane comunque godibile. Mi fermo qui perché non si tratta di una macchina da gioco, ma almeno vi sarete fatti un’idea delle sue potenzialità.

A rendere il gioco (e lo svago in generale) più piacevole ci pensano gli speaker del tablet, che hanno una qualità migliore di quanto non potreste pensare. C’è un po’ tutto, dai bassi agli alti. Forse manca proprio qualcosa nel mezzo, e senz’altro manca un po’ di potenza, però la qualità è generalmente buona e l’audio più cristallino della media. Rimane per questo un peccato non aver potenziato questo aspetto, magari con ulteriori speaker nella tastiera.

Anche con Premiere abbiamo avuto un’ottima esperienza, sempre per merito della GTX 1660, che fa la maggior parte del lavoro e porta a casa ottimi tempi di encoding (8 minuti e mezzo per esportare un 4K@60fps da 10 minuti e 34 secondi).

Tenete poi conto che in tutti gli esempi fatti le temperature riescono ad essere anche abbastanza contenute, senza grossi problemi per la CPU a rimanere sotto i 90°, mentre a livello superficiale abbiamo circa 45° fra le scanalature dei key cap (mentre sugli stessi la temperatura è inferiore e mai fastidiosa), temperature simili al centro del tablet, mentre superiori ai 50° sul retro, in corrispondenza del logo Microsoft, al punto che diventa fastidioso toccarlo.

In questi scenari Surface Book 3 è comunque sostanzialmente al pari con i vari XPS, ThinkPad Extreme, ed altre “workstation” mobili, proprio perché il carico viene ripartito per lo più tra CPU e GPU. Da segnalare però che mi è capitato in più di un’occasione che la GTX non entrasse in funzione quando avrebbe dovuto, sia con alcuni giochi che in alcuni applicativi. La soluzione più semplice è stata riavviare, anche se il laptop era stato correttamente collegato alla base e detti software avviati solo in seguito.

I veri problemi emergono comunque qualora doveste contare solo sul processore, o peggio quando è l’intero sistema ad essere sotto stress. Con lo stress test di AIDA64 abbiamo infatti mandato letteralmente in crisi il Book 3, con un power limit throttling che ha portato il clock della CPU intorno ai 700MHz. È un caso limite ovviamente, ma esemplare di come si comporti la macchina in condizioni “estreme”; condizioni per le quali semplicemente non è stata pensata.

Microsoft ha forse calcato un po’ troppo la mano quando parla di “prestazioni eccezionali“, però gli esempi che poi fa sono un po’ gli stessi che ho appena elencato: “svolgere attività intensive, modificare file video di grandi dimensioni e goderti un’esperienza di gioco eccezionale su un dispositivo Surface“. Microsoft stessa lo vede come un dispositivo per creativi e designer, sviluppatori ed utenti generici, e da questo punto di vista ci siamo. Paragonarlo da un MacBook Pro 16 è una forzatura dettata solo dal prezzo, ma sono comunque macchine profondamente diverse.

La versatilità di un Book 3 se la sogna qualsiasi altro device, e proprio quella versatilità è sia il suo punto di forza che la sua debolezza. Sì perché se lo userete per lo più come un normale laptop non farete altro che snaturarlo. Allora sì che ci sono mille altre alternative da prendere in considerazione. Al contempo però non è nemmeno facile sfruttarlo a pieno come convertibile: vuoi per le dimensioni, vuoi per la grave assenza di Surface Pen.

Come tutti i prodotti Surface, Book 3 dà assuefazione al di là di ciò che la sua scheda tecnica possa suggerire, il problema è che, per quanto piacevole sia da utilizzare, diventa un prodotto consigliabile solo se sfruttato davvero per quel che è. Se volete solo un tablet per guardare ogni tanto qualche film a letto, non ha senso spendere cifre del genere. Dovete usarlo per leggere, per prendere appunti, per sottolineare le slide di una lezione all’università, e poi trasformarlo in PC per scrivere una tesina, per giocare con gli amici, per compilare quel progetto in C++ al quale state lavorando da tempo; ed ancora staccarlo per mostrare una presentazione in ufficio o per condividere un filmato coi colleghi, e poi rimontarlo per sistemare le foto ed i video delle vacanze. Sfruttare le convertibilità del Book 3 diventa insomma un obbligo dal momento che la pagherete a caro prezzo. E questo mi dà il là per passare appunto al paragrafo successivo.

5.5

Prezzo

Surface Book 3 parte, al netto di possibili offerte (vedi ad es. Amazon qui sotto), da 1.849€ per il modello da 13,5” (i5, 8/256 GB no GPU discreta), e da 2.649€ per quello da 15” che abbiamo in prova. Sono cifre importanti, che lo rendono il Surface più caro di tutta la line-up in rapporto all’hardware (ed anche in senso assoluto). Vero è che qui compriamo una macchina unica, dove specifiche e prestazioni hanno la loro importanza solo fino ad un certo punto.

Ed è un “crimine” che Microsoft non abbia incluso la Surface Pen in confezione. Questo voglio ribadirlo con forza. La Surface Pen è parte integrante del perché dovreste voler sganciare così spesso il tablet dalla tastiera, e quindi parte integrante del senso di questa macchina. Non tutti l’avrebbero sfruttata a dovere? Può essere, ma per queste cifre l’utente ha il diritto di avere un accessorio inutilizzato, piuttosto che uno da aggiungere al conto.

Onestamente, guardando quanto sia iterativo Book 3 rispetto alla generazione precedente, speravo proprio in un calo di prezzo che lo potesse rendere un’alternativa ad un notebook tradizionale, anziché continuare a farlo correre in un campionato tutto suo. Altri brandi piano piano ci sono arrivati (es. XPS 13 2-in-1 e XPS 13 “flat” ormai hanno hardware quasi identico per la stessa cifra), lasciando così all’utente il compito di decidere non tanto in base al proprio portafoglio, ma piuttosto alle proprie esigenze.

Foto

Giudizio Finale

Microsoft Surface Book 3

8.3

Microsoft Surface Book 3

Surface Book 3 è ancora oggi un dispositivo unico sul mercato, e questo lo rende ancora tanto affascinante quanto elitario. Nessuno è riuscito a coniugare bene tablet e notebook quanto Microsoft, ed è davvero un piacere passare da uno all'altro con cotanta semplicità ed efficacia. Surface Book 3 è infatti l'unico dispositivo esistente a fare bene il tablet tanto quanto fa bene il laptop, pur non essendo il migliore in nessuno dei due ambiti. Ed è proprio la mancanza di reale innovazione tra la vecchia e l'attuale generazione a farci storcere un po' il naso, accompagnata poi da un prezzo sempre proibitivo, che in un certo senso vi spingerà a sfruttare la duplice natura del Surface Book 3, per dare un senso al vostro acquisto.

di Nicola Ligas
Pro
  • Unico
  • Tastiera e touchpad
  • Grande e luminoso display (/tablet)
  • Buone performance in molti scenari (ma non tutti)
Contro
  • Prezzo
  • Surface Pen non inclusa
  • Iterativo
  • Performance non affidabili in ogni contesto

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