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Recensione The Last of Us Parte II: la degna chiusura della generazione PlayStation 4 (foto e video)

Lorenzo Delli -




Recensione The Last of Us 2

The Last of Us 2 è uno dei titoli più attesi della stagione prevalentemente per due motivi. Insieme a Ghost of Tsushima porrà infatti la parola fine al capitolo PlayStation 4 e, soprattutto, è il seguito di uno dei videogiochi più premiati di sempre, considerato sia dalla critica che dagli oltre 20 milioni di acquirenti un vero e proprio capolavoro. A renderlo tale non erano solo le dinamiche di gioco che incrociavano generi quali l’action, il survival, l’horror e l’avventura. C’era anche la maturità della storia raccontata, profonda e commovente, seppur inserita in un contesto, quello di un mondo post-apocalittico con infetti simili a zombie, che potrebbe sembrare a primo acchito trito e ritrito. Eppure il mondo di The Last of Us aveva il suo perché, e i due protagonisti, Ellie e Joel, erano talmente umani e problematici da riuscire a ricavarsi un posto di rilievo nel cuore e nei ricordi di milioni di giocatori in tutto il mondo.

Editore Sony Computer Entertainment
Sviluppatore Naughty Dog
Piattaforme PS4, PS5
Genere Avventura, azione
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Italiano

Il finale ci lasciava però con una questione etica di non poco conto. La scelta finale di Joel difficilmente può essere definita etica. Ma la domanda che dovreste porvi è: cosa avreste fatto al suo posto? Se invece di Ellie ci fosse stato un vostro caro, avreste fatto la stessa scelta di Joel agendo di istinto, egoisticamente anche, ma facendo di tutto per proteggere la persona a cui tenete di più al mondo? Una domanda che non ha una risposta facile. Non sempre tutto è bianco o nero. E The Last of Us Parte II basa buona parte della sua esperienza di gioco proprio su questo, sulle scelte che fanno le persone non in base all’etica, quanto più in base all’istinto, alla propria componente umana e perché no, anche animale, e alle conseguenze di queste scelte. Quale sarà quindi il futuro dei due protagonisti? Perché in questo secondo capitolo ci caliamo nei panni di Ellie? E quali saranno le conseguenza della scelta di Joel? Tutte domande a cui risponderemo solo in parte, per il semplice motivo che anche questo capitolo della saga è incentrato prevalentemente sulla storia.

Amore e odio

Abbiamo lasciato Ellie e Joel alle porte di Jackson, una comunità nello stato del Wyoming dove i due, dopo il lungo viaggio di The Last of Us, potrebbero finalmente aver trovato la pace. Ellie però ha capito. Ha capito con uno sguardo che Joel stava mentendo su quanto successo al St. Mary’s Hospital. Una menzogna che potrebbe mettere a repentaglio il loro rapporto. E un comportamento, quello di Joel, che ha avuto delle conseguenze dirette e indirette sul mondo di The Last of Us. Ellie nel frattempo è cresciuta, è diventata a tutti gli effetti una donna forte ed indipendente. D’altronde in un mondo del genere, dove tra infetti ed esseri umani poco inclini a condividere le risorse rimaste, è anche normale maturare prima del tempo. Proprio Ellie è la protagonista di questo secondo capitolo, un cambio per certi versi drastico rispetto a Joel. C’è chi ovviamente si è appellato proprio al sesso, e anche alla sessualità (per altro già anticipata da The Last of Us: Left Behind) della nuova protagonista, per muovere le prime critiche a questo secondo capitolo. Dal canto nostro possiamo dirvi che si tratta di un personaggio carismatico e incisivo quanto Joel. Gli avvenimenti di The Last of Us 2 la metteranno a dura prova, rivelando il suo vero carattere e le cicatrici, non tanto quelle fisiche quanto più quelle morali, che si porta appresso sin dall’adolescenza.

Non vi diremo perché Ellie si metterà in viaggio verso lo stato di Washington, spingendosi fino a Seattle e quindi fino alla costa nord-occidentale degli Stati Uniti. Non vi diremo quale ruolo rivestirà Joel in questo secondo capitolo. C’è però un punto fondamentale, sottolineato dallo stesso Neil Druckmann, direttore e sceneggiatore del gioco, che ci dice qualcosa sulla trama senza scadere in facili spoiler. Se il primo capitolo era in parte incentrato sul sentimento dell’amore, perché solo l’amore, quello paterno ovviamente, potrebbe portare una persona ad agire come Joel, in questo secondo capitolo l’odio è al centro di tutto. È proprio a Jackson che un evento scatenante porta non solo Ellie, ma anche alcuni dei suoi nuovi compagni, a mettersi sulle tracce del Washington Liberation Front. E in tutto ciò The Last of Us 2 si prenderà i suoi tempi. Spesso quando si parla di videogiochi narrativi si tende a paragonarli a film interattivi. I tempi in questo caso sono quelli di una serie televisiva, più diluiti appunto. Lungo la storia c’è tempo per l’introspezione, per i momenti di tenerezza e di romanticità, alternati a tensione, violenza e colpi di scena talvolta estremamente spiazzanti. In certi frangenti The Last of Us 2 colpirà duro, ricordandoci quanto la natura umana sia votata più alla distruzione che all’autoconservazione. Lascerà il segno, probabilmente anche più del primo capitolo, o almeno nel nostro caso ne ha lasciato uno indelebile.

Questo ci porta dritti ad affrontare un argomento estremamente delicato che abbiamo già anticipato nella nostra anteprima: la violenza. The Last of Us Parte II non è un gioco per tutti. Le persone estremamente sensibili potrebbero avere serie difficoltà ad approcciarsi alla storia, alle sue motivazioni e alle gesta della protagonista e degli altri personaggi coinvolti. Nel mondo dell’opera firmata Naughty Dog non ci sono solo gli infetti. Anzi, il messaggio che il gioco veicola è proprio che sono gli esseri umani i veri mostri, a partire dalla stessa Ellie. La ferocia con cui elimina i suoi nemici è spaventosa, e non stiamo parlando degli infetti ma proprio degli umani. A rendere il tutto ancora più spiazzante è il comportamento di questi avversari, che si chiamano per nome fra di loro, che si disperano quando uno dei loro compagni sparisce; che in certi casi, quando Ellie sta per infliggere il colpo finale, puntando magari alla gola dopo averli sorpresi alle spalle, si lanciano in spasmi e in espressioni di dolore e di frustrazione.

Tale violenza però va contestualizzata. È facile guardare un video gameplay e puntare il dito su Ellie o sugli sviluppatori, denunciando l’immotivato uso di tale brutalità. Senza averlo giocato non sapete quali sono le vere motivazioni della protagonista, non potete appunto calarvi nei suoi panni, capire cosa la spinge a compiere tali azioni, chi sono gli avversari che eliminerà senza pietà. Idem dicasi per gli stessi avversari: perché ce l’hanno con Ellie e perché si sono spinti fino in Wyoming? E inoltre, come già detto, cerchiamo di dare un contesto al tutto. Ci troviamo in un mondo post-apocalittico irto di pericoli, dove per sopravvivere spesso si deve uccidere. Sarà proprio l’odio, non solo quello della protagonista, ma anche il vostro nei confronti di chi incontrerete sulla vostra strada, a spingervi lungo la storia. Un sentimento che evolverà con il tempo, anche per via della tempesta emotiva che si scaglierà su Ellie e dei tanti avvenimenti che caratterizzano la sceneggiatura. Non vi diremo altro, se non che ci saranno diverse sorprese che scoprirete solo giocando. Passiamo adesso al gameplay nudo e crudo.

Aperto e chiuso

The Last of Us 2 non è diventato un gioco open world, la struttura essenziale di gioco è infatti rimasta la stessa. C’è una trama da seguire, una concatenazione di eventi che appunto ci porteranno ad esplorare varie location di Seattle e della sua periferia, che di fatto dividono il gioco in sezioni e in capitoli. Un po’ come Uncharted: L’Eredità Perduta, mostra però in certi frangenti un accenno di mondo aperto. Certe zone della Seattle del gioco offrono ad esempio una minima libertà di approccio: ce n’è una in particolare talmente vasta che sarà esplorabile a cavallo. Altre ancora lasciano sempre un certo grado di libertà, permettendoci ad esempio di esplorare negozi, abitazioni, scoprendo magari delle mini-sottotrame relative alle storie vissute da altri sopravvissuti. Non ci sono quest secondarie, non stiamo parlando di un gioco di ruolo, ma appunto con questo secondo capitolo si respira un minimo di libertà in più. E la stessa libertà si respira anche nei momenti di combattimento. Ma ci torneremo a breve. In ogni caso non sembra mai di avere a che fare con una sorta di tunnel abbellito da percorrere.

Anche l’esplorazione degli ambienti si è evoluta. Molti degli scenari di gioco si estendono non solo in orizzontale, ma anche in verticale. Ellie è notevolmente più agile del suo mentore, e di conseguenza sa arrampicarsi con facilità raggiungendo posizioni sopraelevate. E soprattutto, Ellie sa saltare, una componente che aggiunge qualcosa in più favorendo la già citata verticalità. Ci sono persino le corde, che vanno spostate e lanciate per creare appigli, su cui poi arrampicarsi o dondolarsi per raggiungere posizioni altrimenti off-limits. Per chi si vorrà godere la nuova fatica di Naughty Dog senza correre verso la fine, ci saranno un bel po’ di cose da scoprire. Tendenzialmente poi il gioco non vi suggerisce sempre dove andare. Ci sono in certi casi degli indizi un po’ alla Tomb Raider, come sporgenze colorate in modi diversi o altri espedienti simili. Altre volte invece ci si può sentire un po’ spersi, ma fa parte dell’esperienza. E come avrete capito dai vari filmati pubblicati nel tempo, si nuota e ci sono anche le barche. Sì, Ellie ha imparato a nuotare (e a suonare la chitarra, se ancora non si fosse capito). Tutte sezioni, quelle relative all’acqua, che fortunatamente non risultano odiose o realizzate grossolanamente per il solo gusto di ostacolare il giocatore. La vegetazione poi ricopre un ruolo sempre più essenziale. Sono passati oramai decenni dalla prima diffusione della mutazione del Cordyceps e piano piano la natura sta riprendendo il controllo della Terra. Le città sono letteralmente invase di piante e in certe zone l’erba è talmente alta da fornire un nascondiglio sicuro. Una componente che va ovviamente ad influenzare il combattimento.

Cacciatore e preda

Non è infatti solo il mondo di gioco ad essersi evoluto. Già dal primo combattimento si nota come The Last of Us 2 abbia fatto dei notevoli salti in avanti nel cercare di rendere il tutto più omogeneo, naturale e di conseguenza realistico. Ellie, come già accennato, è molto più agile di Joel, e questa agilità si traduce in un enorme vantaggio in combattimento. Con la pressione di L1 ci si muove di lato, con l’obiettivo di scansare i colpi in arrivo o gli assalti degli infetti. Ma non sembrano movimenti scriptati. Anzi, per la verità, nessun movimento lo sembra. Le animazioni sono credibili e incredibili allo stesso tempo, tanto da non far mai sembrare un’azione forzata o appunto artificiale. Certe scene, in contesti completamente casuali, assumono un taglio cinematografico, mettendo in bella mostra tutta la brutalità e la violenza delle azioni che cerchiamo di compiere o che stiamo subendo. Sembra quasi di avere a che fare con personaggi vivi, che reagiscono in tempo reale ai nostri comandi compiendo azioni realistiche. Se impartiamo un comando di movimento improvviso mentre ci troviamo in una certa posizione, Ellie potrebbe sbilanciarsi, perdendo il vantaggio tattico.

Sempre rimanendo sul combattimento, l’approccio ad ognuna di queste fasi è fantastico. L’ambiente offre decine di spunti per affrontare il tutto in modo estremamente casuale. Un approccio stealth e ponderato è quasi sempre suggerito, anche perché di fatto ci troviamo nella maggior parte dei casi in inferiorità numerica e con meno munizioni. Talvolta invece la soluzione migliore è addirittura correre, cercare di salvarsi scappando via dai nemici. Il sistema di crafting, rimasto quasi del tutto identico a quello del primo capitolo, ci permette ancora di creare vari oggetti in grado di offrirci ulteriori vantaggi tattici. Le bombe fumogene ad esempio ci permettono di stordire e confondere. Le trappole esplosive invece sono perfette per concludere tutto molto velocemente e anche molto rumorosamente. In tutto ciò la modalità di ascolto rimane una caratteristica fondamentale del gioco. Pianificare le azioni, specialmente se selezionate i livelli di difficoltà più elevati, diventa indispensabile. Con il tempo, e con il progredire delle abilità di Ellie, l’udito diventa sempre più raffinato, tanto da permetterci di distinguere chiaramente le sagome dei nemici attraverso i muri.

Nulla vi vieta poi, specialmente se con il tempo diventate sempre più sensibili alle varie uccisioni, di cercare quando possibile di evitare i combattimenti. Non tutti i contesti lo permetteranno, ma in molti altri casi potrete cercare di sgattaiolare via, sfruttando l’agilità della protagonista senza essere visti e sentiti. La già citata vegetazione ci aiuterà in diversi frangenti, sia a fuggire che ad eliminare gli ostacoli senza destare sospetti. E a tal proposito, come si comporta l’intelligenza artificiale? Dipende ovviamente anche dal livello di difficoltà che decidete di impostare. A prescindere da questo, i nemici umani sanno essere particolarmente svegli. Spesso si muovono in gruppi, hanno ronde prestabilite, che comunque possono variare in caso di rumori o di situazioni sospette, e cercheranno di sfruttare eventuali posizioni di vantaggio. Lo stesso non si può dire degli infetti, nel senso che sfoggeranno una tipologia di comportamento completamente diversa. Il bello è che talvolta i nemici si combattono tra di loro. Nel caso in cui qualcuno del Washington Liberation Front vi stia dando la caccia in un territorio invaso dagli infetti, fare rumore per attirarli su di loro potrebbe essere una tattica vincente. Una nota di merito anche per l’intelligenza artificiale dei nostri gregari. In certi momenti del gioco avrete dei compagni che vi affiancheranno durante l’esplorazione e il combattimento. Proprio durante gli scontri si dimostrano più incisivi del previsto, salvandoci la pelle da un infetto che proprio non avevamo visto o magari facendo fuori qualcuno che approfitta del caricatore vuoto per attaccarci in corpo a corpo. C’è sempre il problema che talvolta sembrano palesemente scoperti, e ciò nonostante risulteranno praticamente invisibili ai nemici. Un difetto comunque molto meno accentuato del primo capitolo.

Oltre all’intelligenza artificiale migliorata, Naughty Dog ha messo in campo anche nuove minacce. Nell’anteprima abbiamo già fatto cenno ai cani, in grado di seguire le nostre tracce rendendo vane le ritirate strategiche o eventuali agguati. Ucciderli è un’ottima soluzione, ma ne avrete lo stomaco? Così come gli esseri umani, reagiscono in modo molto realistico, guaendo intensamente. E i loro padroni reagiranno alla loro morte invocando il loro nome spezzandovi letteralmente il cuore. Lato infetti troviamo lo Shambler, un mostro umanoide pesantemente corazzato che ha il brutto vizio di far esplodere nuvole corrosive di spore quando vi si avvicina. C’è anche qualche altra sorpresa, ma preferiamo non spendere parole a riguardo. Niente male anche l’arsenale completamente personalizzabile. Ogni arma si può modificare negli appositi banchi lavoro rendendola più stabile o più letale. Il funzionamento è identico al primo capitolo: si sfruttano i pezzi di ricambio che troviamo durante le nostre scorribande. Idem dicasi per le abilità, che stavolta vantano vari rami di specializzazione e che necessitano dei classici integratori. Come già detto nell’anteprima, tutto ciò non comporta una virata ruolistica. Portare tutto al massimo non vuol dire rendere Ellie invincibile.

Per quanto riguarda la longevità potete dormire sonni tranquilli. Solo nel caso in cui andrete a selezionare la difficoltà minima cercando il più possibile di correre verso la conclusione della storia riuscirete a completarlo mantenendovi sotto le 30 ore. Selezionando modalità un po’ più difficili, esplorando tutte le ambientazioni con cura, puntando ai collezionabili e i trofei, impiegherete sicuramente molte più ore. Al termine poi potrete anche darvi da fare con la modalità Nuovo Gioco+, che vi permette di mantenere armi, potenziamenti e abilità e affrontare il tutto ad un livello di difficoltà leggermente più elevato. Al momento del lancio verranno aggiunti vari contenuti bonus, che permetteranno l’uso di trucchi, e verrà inserita anche la difficoltà Realismo, dotata di morte permanente.

Luce e oscurità

Sul comparto grafico ci sarebbe da discuterne per ore. Scendendo proprio sul tecnico, il gioco viene riprodotto su PlayStation 4 Pro a 1440p e 30 fps, sufficienti a far decollare la ventola della console e tenerla a massimi giri per tutta la durata della sessione di gioco. Nulla che possa influire così negativamente sull’esperienza finale come alcuni hanno ipotizzato. Di fatto lo abbiamo giocato tutto il tempo con la console a pochi centimetri dal monitor e il nostro udito non ne ha risentito. Il motore grafico è il solito usato dalla software house, il Naughty Dog Game Engine, che nel frattempo si è ulteriormente evoluto, abbastanza da fornirci una delle migliori esperienze grafiche di sempre su PlayStation 4. Perché, e qui citiamo i colleghi del Digital Foundry, ad essere eccezionale non è solo la resa grafica, ma anche il contesto. Sì perché quando ci troveremo a Seattle, nel bel mezzo della trama quindi, non ci saranno scorci con tramonti indimenticabili, cascate, arcobaleni o altre location amene che potremmo per esempio scorgere in un Red Dead Redemption 2 o in Uncharted 4, giusto per citare proprio un lavoro di casa Naughty Dog. Anche la palette cromatica è drasticamente diversa rispetto ai titoli già citati. Uncharted 4 è un’esplosione di colori e di luci. In The Last of Us 2 è tutto mitigato, quasi si anela la luce. Ci troviamo nel bel mezzo di strade e palazzine diroccate, dove spesso l’oscurità fa da padrona e dove l’illuminazione elettrica è quasi del tutto assente. Proprio questa tipologia di illuminazione, ovvero quella derivante quasi integralmente dalla luce naturale, senza il supporto del Ray Tracing che arriverà sulla next-gen non è affatto facile da gestire in tempo reale. Eppure l’illuminazione dinamica, esaltata anche dalla piccola torcia agganciata allo zaino di Ellie, ha a tratti dell’incredibile, visti anche gli stessi colori meno vivaci caratteristici delle ambientazioni di gioco.

Sono poi altri piccoli dettagli a sorprendere, come lo sporco sotto le unghie, le stesse mani e i loro movimenti, le ferite e tante altre caratteristiche del mondo di gioco. A proposito delle animazioni abbiamo speso già qualche parola a riguardo. La fluidità dei movimenti, anche in combattimento, è resa possibile dall’utilizzo di una nuova tecnologia definita motion matching. Si fa sempre uso del motion capture, ma l’idea è quella di fondere insieme animazioni chiave normalmente separate, basandosi su centinaia di animazioni a loro volta più piccole. Si costruisce in sostanza un vero e proprio database di animazioni tramite il motion capture, coinvolgendo anche gli stessi attori che hanno prestato volti, voce e performance per dare vita ai personaggi del gioco. Sono stati gli sviluppatori a spiegare che se prima un comando impartito da controller corrispondeva ad un’animazione specifica, con il motion matching le centinaia di animazioni vengono ridotte in frammenti per poi venir fuse insieme, fotogramma per fotogramma, in modo da dare l’idea di un qualcosa di più omogeneo e situazionale. E non sono solo i movimenti derivanti dal combattimento: anche le espressioni facciali, che potrebbero dipendere da uno stato di sforzo e dal vento o dalla pioggia che sferza il volto di Ellie, sono dinamiche ed estremamente realistiche.

Per quanto riguarda il comparto audio, al doppiaggio dei personaggi principali troviamo gli stessi professionisti che avevano curato la versione italiana del primo capitolo. Tanto di cappello anche in questo caso. In nessuna occasione vi faranno rimpiangere il doppiaggio originale, anzi. La soluzione di continuità fra i due capitoli è uno dei suoi punti di forza. In certi frangenti proprio la voce contribuisce a mantenere alto il pathos, senza mai scadere nell’overacting. E c’è soluzione di continuità anche per la colonna sonora, scritta nuovamente da Gustavo Santaolalla, tra l’altro due volte vincitore del premio Oscar per la miglior colonna sonora. La chitarra, come oramai avrete intuito dai tanti trailer, è più volte protagonista di alcune scene clou della storia.

Altri due dettagli prima di giungere a conclusione. The Last of Us 2 vanta una modalità foto che regalerà letteralmente gioie a chi avrà la pazienza di costruirsi un po’ di scatti ad-hoc. Le funzionalità sono quelle classiche già viste in altri titoli, ma viste proprio le potenzialità grafiche del gioco e le animazioni facciali e del corpo, riuscirete in certi frangenti a tirare fuori degli scatti a dir poco incredibili. Inoltre la nuova fatica di Naughty Dog offre un gran numero di funzionalità di accessibilità, in modo da permettere davvero a chiunque di godersi il gioco. Ci sono opzioni a beneficio di ipovedenti e non vedenti, controlli completamente rimappabili, varie tipologie di aiuti su schermo e tanto altro. Un lavoro davvero encomiabile.

Foto

Giudizio Finale

The Last of Us 2

10.0

The Last of Us 2

The Last of Us 2 è un capolavoro, senza sé e senza ma. A renderlo tale non sono solo le dinamiche di gioco, che risultano di fatto una evoluzione di quelle viste nel primo capitolo. È la storia che fa da padrone, una sceneggiatura matura, profonda e mai banale, che ci mette di fronte ad una dura realtà. Non ci sono eroi o cattivi, solo esseri umani in continua lotta per un loro posto nel mondo. In The Last of Us 2 ci sono protagonisti che si interrogano a riguardo delle loro azioni e delle loro motivazioni. Talvolta è facile trovarsi ad empatizzare con i nemici, sentendoci in colpa per come ci si approccia alle situazioni. Ed è il continuo stato di tensione a farci muovere in tal senso, sempre pronti al pericolo, alla continua minaccia di morte, che spesso ci fa agire in modo avventato e brutale. Un'opera adulta in tutti i sensi, che per alcuni risulterà anche di difficile approccio, non tanto per le meccaniche quanto più per i temi trattati e per il modo in cui vengono trattati. In ogni caso a contribuire al tutto c'è anche la qualità delle animazioni, il comparto tecnico in generale e tutto l'impegno degli attori coinvolti nel progetto. La degna conclusione di una generazione, quella di PlayStation 4, così come The Last of Us lo fu per quella precedente.

di Lorenzo Delli
Pro
  • Trama profonda e matura...
  • Evoluzione del gameplay del primo
  • Animazioni fantastiche
  • Libertà di approccio ai combattimenti
  • Comparto tecnico al top
Contro
  • ... che vi colpirà duramente
  • Violenza a tratti disturbante

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  • Simone Mancuso

    Perchè mettere la “violenza disturbante” nei contro?

    • Si tratta di un PEGI 18 ma ti assicuro che alcune scene possono davvero disturbare anche un pubblico più adulto. Ci fu una discreta polemica anche dopo l’ultimo State of Play in cui Naughty Dog mostrò parte del gameplay. Diciamo anche che va giocato per capirlo.

      • Simone Mancuso

        Beh, io sono cresciuto a pane e film splatter, a parte “A Serbian Film” poca roba è stata in grado di disturbarmi. Sono emotivo, sto male davanti alla morte di un personaggio con cui magari si era creata empatia, però di rimanere shockato per qualche scena brutale/cruenta non mi capita mai. Diciamo che è soggettivo, e secondo me non può essere un contro. Fermo restando che la recensione mi è piaciuta e ti faccio i complimenti!

        • Grazie mille! Capisco il tuo ragionamento, consideralo più come un ulteriore avvertimento. Spesso la violenza nei videogiochi viene evidenziata solo fino a un certo punto, altre volte non fa proprio effetto (vedi Uncharted 4, è un massacro di mercenari ma se ne fregano tutti). Qui alla lunga, mentre giochi, ti viene proprio la sensazione che sia esagerata (quanto lo è l’uomo il più delle volte), disturbandoti non solo per l’intensità della scena o per il sangue, ma per via del contesto e delle motivazioni. È un po’ strano da spiegare, ripeto, va giocato 🙂

          • Simone Mancuso

            Si, senz’altro andrà giocato, ma purtroppo a me tocca aspettare.
            A meno che……. ti lascio la mia mail a cui mandare il codice per scaricare il gioco. A più tardi 😀