Recensione The Last of Us Parte I: il remake che non sapevate di volere

Il rifacimento di uno dei capolavori della storia del videogioco vale 80€?
Giorgio Palmieri
Giorgio Palmieri

Recensione The Last of Us Parte I

L'amore ha tante sfumature, e The Last of Us ne racconta una, quella tra padre e figlio. Il capolavoro di Naughty Dog ha stregato per questo, per essere riuscito a narrare la semplicità con la complessità delle emozioni: piccoli gesti nelle scene d'intermezzo e dialoghi durante l'azione andavano a potenziare una storia di infetti in cui l'infezione era un contorno (che poi, non è l'amore già una "infezione" di per sé?).

Se poi penso che sono passati quasi dieci anni da quella sera durante la quale io e mio fratello provammo per la prima volta in assoluto The Last of Us, be'... forse è meglio non pensarci. E siamo di nuovo qui, davanti ad un altro rilancio di The Last of Us: dopo la Remastered del 2014 per PS4, adesso è la volta di un vero e proprio remake, The Last of Us Parte I per PS5. Se non avete avuto la fortuna di giocarci all'epoca, adesso non ci sono più scuse che reggano: è giunto il momento di vivere uno dei capolavori della storia del videogioco (sempre che abbiate 80€ in più nel portafoglio).

PRO

  • Ricostruzione grafica eccellente
  • Sequenze d'intermezzo spaccamascella
  • Diverse migliorie sotto al cofano
  • I.A. più reattiva

CONTRO

  • Nessun ampliamento della storia
  • Prezzo pieno salato

Scheda videogioco

  • Publisher Sony Computer Entertainment
  • Sviluppatore Naughty Dog
  • Genere Avventura
  • Numero giocatori Giocatore singolo
  • Lingua Italiano
  • Disponibile su

Cos’è The Last of Us Parte I

The Last of Us Parte I è il rifacimento per PS5 di The Last of Us, il videogioco d'avventura di Naughty Dog uscito originariamente su PS3 nel 2013. Il remake vedrà la luce prossimamente anche su PC, segnando il debutto della serie al di fuori del territorio PlayStation, almeno se non si considera PS Now.

La storia e il modo in cui è raccontata sono stati i due veicoli che hanno portato alla ribalta il titolo. È un viaggio di cambiamento molto introspettivo in cui un'epidemia sta trasformando gli esseri umani in creature aggressive, dove Joel, un contrabbandiere, ha il compito di portare la quattordicenne Ellie dall'rganizzazione delle Luci per una motivazione che lasceremo a voi scoprire, nel caso non la sapeste. Ci si affeziona ai personaggi e ai loro drammi, e non si cercano risposte alle domande sugli infetti che, appunto, rimangono solo una cornice, in quanto messe in ombra dalla profondità e dal rapporto tra Joel e Ellie.

Giocabilità

The Last of Us Parte I non cambia la giocabilità dell'originale. Si credeva, all'annuncio del progetto, che Naughty Dog volesse implementare le meccaniche di The Last of Us Parte II in questo remake, quando invece sono rimaste immutate. Del resto, si sarebbero dovute stravolgere le mappe, che nel primo capitolo risultano ben più piccole e contenute, mentre il secondo offre scenari più articolati, in cui ci si può mettere di pancia a terra e strisciare sotto le auto.

Gli sviluppatori hanno lavorato più che altro sui dettagli e soprattutto sull'intelligenza artificiale. Gli schemi comportamentali dei nemici godono di routine più verosimili, spinte dalle linee di codice evidentemente estrapolate da Parte II. Il beneficio più grande lo si evince nei compagni e in particolar modo su Ellie, che è meno incline a creare situazioni in cui si piazza davanti ai nemici, mentre questi la ignorano. Adesso si muove con più parsimonia e prevede il loro passaggio, un po' meccanicamente, certo, ma tutto ciò spezza meno l'atmosfera.

A livello di controlli si percepisce uno svecchiamento e nelle sparatorie degli impatti più forti, con relativi smembramenti. La stessa cosa vale per il corpo a corpo, più reattivo, e per l'interattività ambientale, grazie all'implementazione della fisica su alcuni elementi e sui vetri che esplodono in maniera più credibile. Anche l'interfaccia è basata su quella di Parte II, più schematizzata e pulita, specie quando si accede al banco da lavoro, che può contare su nuove animazioni prese, appunto, dal secondo capitolo.

Come era lecito aspettarsi, il DualSense è stato sfruttato a dovere per incrementare l'immersione. Ogni azione gode di una piccola vibrazione o di un'intensità di grilletti differente a seconda dell'arma impugnata: nulla di stravolgente, che non si sia già visto e sentito, e che possa cambiare drammaticamente l'esperienza, eppure l'utilizzo di alcune bocche da fuoco (fucile a pompa in primis) ne beneficia senz'altro.

Contenuti

Non tutti i contenuti dell'originale sono stati mantenuti in The Last of Us Parte I. A pagarne lo scotto è il multigiocatore "Fazioni", rimosso totalmente dal pacchetto, con i trofei che sono stati ricompilati di conseguenza. Sappiamo che Naughty Dog sta lavorando ad una nuova esperienza multigiocatore ambientata nel medesimo universo, della quale, però, per il momento non si conoscono dettagli.

Tolta questa mancanza, The Last of Us è stato integralmente riprodotto in questo rifacimento, Left Behind compreso, cioè il DLC che racconta un'importante parentesi della vita di Ellie. Alcune scene d'intermezzo godono di una migliore regia che ve le farà senz'altro apprezzare di più, specie nella cura dei dettagli. 

Di novità contenutistiche ce ne sono poche: una modalità speed run e una a morte permanente alimentano la rigiocabilità per i completisti più sfegatati, mentre per tutti gli altri vi sono costumi aggiuntivi, l'immancabile modalità fotografica e una sezione dove poter ammirare da vicino dei modellini treddì di personaggi e ambienti. Sono state poi introdotte le opzioni di accessibilità viste in Parte II, rendendolo ancora più fruibile da un maggiore bacino di utenza.

Rimane l'amaro in bocca per la mancata opportunità di espandere, anche di poco, la narrativa del gioco. A quello ci penserà la serie TV, ma mi sarebbe piaciuto vedere anche solo un capitolo in più per solleticare il palato di chi lo ha già giocato più e più volte.

Comparto Tecnico

Lo sforzo produttivo più grande in The Last of Us Parte I è stato effettuato nella restaurazione della grafica, completamente ricostruita da zero su PlayStation 5. Il risultato raggiunge e alle volte supera ciò che aveva toccato il già eccellente Parte II: sono state ricompilate le animazioni facciali, gli effetti particellari e in special modo le ambientazioni. I fondali sono nettamente più dettagliati, con alcuni scorci che sfiorano il fotorealismo, soprattutto negli esterni. Il merito è della nuova illuminazione, la quale dà luce ai più piccoli dei particolari, che filtra tra gli alberi e potenzia l'atmosfera in maniera sostanziale.

La stessa direzione artistica ha subito dei cambiamenti a favore di un netto realismo, con un intervento significativo sulla caratterizzazione estetica dei personaggi, dove i volti risultano più provati ed intensi: molte scene importanti sono state completamente ricostruite grazie alla presenza di espressioni più reali. Vedere tutto questo muoversi su uno schermo è impressionante, specialmente se lo si gusta nella modalità fedeltà. È uno dei pochi casi in cui ho preferito rinunciare ai 60 fps per godermi la chiarezza dell'immagine confezionata dagli artisti, che è senz'altro ai vertici di PS5. La modalità prestazioni rinuncia ad un po' di pulizia per i 60 fps, mentre ce n'è un'altra che si spinge fino ai 120 fps.

Non riesco poi ad immaginare un The Last of Us senza le sequenze d'intermezzo ricreate in questo rifacimento, ora gestite in tempo reale dal motore di gioco: gli occhi che esprimono rabbia, le lacrime che scendono sul viso, l'effetto bagnato sui vestiti, l'espressività dei volti, i piccoli dettagli sui vestiario, donano ancora più potenza emotiva ad un videogioco che fa proprio delle emozioni il suo cavallo di battaglia.

Il remake, inoltre, mantiene l'ottimo doppiaggio in italiano dell'originale. Il suono però conta sul Tempest Engine di PS5 con risultati notevoli, grazie al quale gode di un senso di spazializzazione decisamente più accentuato. Dai respiri di Joel e Ellie, alle urla dei Clicker, si riesce a percepire esattamente la loro provenienza.

Prezzo

The Last of Us Parte I sarà disponibile a partire dal 2 settembre 2022 in esclusiva su PS5 a 80,99. Una cifra molto elevata, che è poi quella destinata ai Tripla A di PS5, che non prevede alcuno sconto per i possessori della versione rimasterizzata. È difficile consigliare ad occhi chiusi il titolo a prezzo pieno considerando l'assenza di contenuti narrativi di spessore. Se siete già sazi dell'avventura originale, vi consigliamo di attendere un ribasso. Inoltre, in futuro, il gioco sarà pubblicato anche su PC.

The Last of Us Parte I - Immagini

Giudizio Finale

The Last of Us Parte I

The Last of Us Parte I è la miglior versione di The Last of Us e tanto basta a renderlo prezioso. Questo non significa sia imperdibile: se vale o meno il prezzo pieno, sta a voi stabilirlo a seconda di ciò che volete e cercate. Di certo una cifra più appetibile o delle agevolazioni per i possessori della rimasterizzazione sarebbero state più giuste. Noi siamo qui a raccontarvi la qualità dell'operazione in sé, e su questo non ci sono dubbi: The Last of Us Parte I è meraviglioso e il lavoro condotto sulla ricostruzione grafica e sui dettagli ha davvero migliorato l'esperienza, rendendola ancora più memorabile di quanto lo era già prima.

Sommario

Giocabilità 9

Contenuti 8.5

Comparto Tecnico 10

Prezzo 5

Voto finale

The Last of Us Parte I

Pro

  • Ricostruzione grafica eccellente
  • Sequenze d'intermezzo spaccamascella
  • Diverse migliorie sotto al cofano
  • I.A. più reattiva

Contro

  • Nessun ampliamento della storia
  • Prezzo pieno salato

Giorgio Palmieri
Giorgio Palmieri Ama scrivere di videogiochi e si occupa di info-commerce, ed è anche particolarmente bello. Almeno, così dice sua madre.
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