Thule Covert è lo zaino fotografico (e convertibile!) perfetto per me

Giuseppe Tripodi
Giuseppe Tripodi

Nell'ultimo mese e mezzo ho utilizzato moltissimo uno zaino fotografico di Thule (anzi, due), che è diventato il mio fidato compagno di viaggio e di lavoro.

L'esigenza di avere uno zaino fotografico nasce ovviamente dal mio lavoro: mi capita relativamente spesso di andare alle presentazioni di nuovi prodotti, di cui spesso registro un'anteprima video. In termini pratici, questo vuol dire portarsi dietro, almeno:

  • la fotocamera (una Panasonic GH5, nel mio caso)
  • (eventuale) secondo obiettivo
  • microfono
  • MacBook Pro
  • cavalletto
  • un ebook reader (mai uscire senza ebook reader – Kobo Libra 2 nel mio caso)
  • oraganizer per cavetti (mai uscire senza un organizer con tutti i cavetti) 
  • la borraccia (mai uscire senza borraccia)

Portarsi dietro tutto questo può essere problematico in generale, ma diventa ancor più complesso per chi – come me – non è automunito e preferisce spostarsi con i mezzi pubblici, piuttosto che in auto.

In passato ho utilizzato servizi di carsharing proprio per portarmi dietro tutto agevolmente, ma da quando ho iniziato a usare il Thule Covert riesco a muovermi tranquillamente in metro con tutta l'attrezzatrura in sicurezza.

Perché Thule?

Quando ho pensato ad uno zaino fotografico, ho pensato subito a Thule.

Thule è un'azienda che conosco bene e in passato ho già apprezzato la bontà dei loro prodotti: è una società svedese, famosa per gli zaini ma non solo (producono anche portatutto e portabici per auto, accessori per motorhome e roulotte, e altro ancora).

Di Thule ho utilizzato uno zaino Crossover 2 (uno dei migliori backpack leggeri che io abbia mai provato, per resistenza ed organizzazione degli spazi, preso in prestito da un amico in vacanza) e possiedo un Subterra Carry On da 40 Litri con borsa per laptop inclusa, che è lo standard per tutti i miei viaggi brevi: è capiente, resistente ed impermeabile, si porta come zaino o come borsone.

Posso dire sin da subito che i prodotti Thule non sono particolarmente economici, ma chi ha già acquistato uno zaino dell'azienda (o altri zaini di fascia alta) sa bene quanto la qualità paghi in termini di resistenza, organizzazione degli spazi e attenzione ai dettagli.

Per fotografi, ma non solo

Per raccontare l'esperienza d'uso di Thule Covert, è bene partire dalla sua natura convertibile: può essere configurato come uno zaino fotografico o come un normale zaino per la vita quotidiana.

All'interno, infatti, c'è uno scompartimento con la classica struttura degli zaini dedicati ai fotografi, con divisori morbidi (e spostabili, grazie agli agganci in velcro) in cui posizionare fotocamera/e, lenti ed eventualmente anche un piccolo drone. È possibile raggiungere questa sezione dalle grandi tasche laterali (che vi permettono di sfilare la fotocamera senza dover aprire tutto lo zaino), oppure aprire la zip principale, ribaltando lo schienale semi rigido (con le apposite tasche per contenere laptop fino a 16" e tablet), accedendo allo scomparto fotografico nella sua interezza.

Ma, come accennato, la vera particolarità di questo zaino è la possibilità di sfilare la fondina per fotografi (che diventa quindi una borsa a parte, indossabile anche a tracolla) e allargare la tasca superiore, che va così ad occupare tuttolo spazio principale dello zaino.

A scanso di equivoci, il sistema che blocca la fondina fotografica all'interno dello zaino, basato su incastri e velcro per fissare i pezzi, è davvero ben congeniato, solido ed affidabile: insomma, la fotocamera rimane sempre al sicuro e non si muove.

Questa natura ibrida è per me vincente: lo uso quasi quotidianamente come zaino fotografico, ma sono sicuro che lo porterò con me anche per il prossimo viaggio fuori porta (anche perché Thule Covert è disponibile in due varianti, da 24L o 32L: la più grande delle due è davvero tanto capiente).

Tra gli altri dettagli che possono fare comodo a fotografi e videomaker sono da segnalare le due tasche laterali, in cui è possibile incastrare il cavalletto, che viene poi fissato allo zaino tramite la cinghia superiore, di lunghezza regolabile e con gancio in metallo. Nella tasca sul lato opposto, ovviamente, la borraccia (che nel mio caso era un po' troppo grossa e rischiava di cadere, ma che ho assicurato allo zaino tramite la cinghia).

Tasche per tutti i gusti

Oltre alla pecularità del formato convertibile e alle attenzioni per i fotografi, Thule Covert è soprattutto uno zaino ben progettato, con una divisione degli spazi intelligente e tanta cura nei dettagli: ad esempio c'è l'immancabile fascia passante per fissare lo zaino al trolley e, soprattutto, ci sono tasche e taschine in ogni dove, tutte chiuse con solide zip.

Sulla parte frontale della variante 32L, ad esempio, ci sono due tasche in cui riporre libri, fazzoletti, periferiche o quel che vi pare (una più grande, l'altra più piccola); ognuna delle due tasche ha scompartimenti e divisori al suo interno. C'è poi la tasca principale dello zaino, più o meno grande in base alla presenza o meno della borsa per fotocamera. Questa è particolarmente capiente nella versione da 32L, dove la parte superiore dello zaino si arrotola e si richiude con un gancio.

La versione da 24L ha un design più canonico, con una chiusura zip standard sulla parte superiore e una tasca in meno sulla parte frontale, ma la sostanza non cambia molto: difficilmente vi mancherà un posto dove riporre (ordinatamente) le cose.

Non starò qui ad elencarvi l'infinità di tasche che troverete sparse, alcune delle quali hanno anche magneti (oltre che zip) per favorire la chiusura: ce ne sono laterali, frontali, interne ed esterne ed è davvero difficile pensare ad una suddivisione dello spazio più completa di così.

Dallo schienale semi rigido è possibile estrarre le fasce del cinturone lombare, utile soprattutto in caso di zaino molto pesante per distribuire meglio il peso.

I Thule Covert sono realizzati in un tessuto sintetico (nylon) chiamato Cordura: sebbene non possa dirsi completamente impermeabile, il tessuto ha un'elevata resistenza all'acqua ed è idrorepellente.

Prezzi e raccomandazioni

A chi consiglio Thule Covert (e a chi no)?

È evidente che il principale (se non unico) problema di questo zaino sia il prezzo: entrambe le versioni non sono proprio economiche ed è evidente che chi arriva a spendere 200€ e più per uno zaino deve sapere cosa sta cercando.

Penso che uno zaino del genere possa non essere indicato a fotografi/videomaker che devono portarsi dietro davvero tanta (tanta) attrezzatura: lo scompartimento con divisori morbidi è più che sufficiente per chi, come me, deve preoccuparsi principalmente di una fotocamera ed un secondo obiettivo, ma se a questi iniziate ad aggiungerci una terza lente, e magari un piccolo drone, lo spazio inizierà a scarseggiare.

Al contrario, è davvero lo zaino perfetto per chi ama partire all'avventura con la propria reflex, con la necessità di portarsi dietro l'attrezzatura fotografica ma anche qualche cambio e tutto il necessario per la vita all'aria aperta. E, dulcis in fundo, è lo zaino ideale per giornalisti, fotoreporter e altri specialisti di settore: per chi insomma si trova a spostarsi spesso (anche in città) con la fotocamera in spalla, ma anche con laptop, cavi, periferiche e così via.

Il costo di listino di Thule Covert è di 256€ per la variante da 24L e 287€ per la versione da 32L; entrambi sono disponibili in due colorazioni, nero e dark slate. Su Amazon si trovano a prezzi più accessibili, specialmente nella colorazione dark slate

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