Recensione Werewolf: The Apocalypse – Earthblood: un lupo che picchia (foto e video)

Giorgio Palmieri
Giorgio Palmieri

Si chiama Werewolf: The Apocalypse – Earthblood ed è il nuovo videogioco di Cynaide, gli sviluppatori francesi dietro la serie furtiva di Styx che, passati sotto l'egida di Nacon, tirano fuori un titolo diverso dal solito: ecco la recensione.

PRO

  • Lotte viscerali, spassose
  • Buon ritmo, tutto sommato
  • Tre forme differenti...

CONTRO

  • ... non ben sfruttate
  • Obsoleto in molti aspetti
  • Trama e scenario freddi e poco interessanti

Editore Nacon
Sviluppatore Cyanide
Piattaforme PS5, PS4, Xbox Series X|S, Xbox One, PC Windows
Versione provata PS5
Genere Gioco di ruolo d'azione
Modalità di gioco Singolo Giocatore
Lingua Testi in Italiano

Premessa

Werewolf: The Apocalypse – Earthblood è tratto da un omonimo gioco da tavolo e narra le vicende di un universo spaccato a metà, dove Gaia rappresenta la Madre Terra, mentre il Wyrm è uno spirito distruttivo che sta devastando il pianeta. Quest’ultimo è venerato da Endron, un'enorme compagnia petrolifera il cui unico obiettivo è il profitto ed il controllo totale.

I Garou sono coloro che proteggono Gaia, cioè umani in grado di mutare in lupi: sono in pochi, radunati in piccole comunità nelle quali anche gli esseri umani fanno la loro parte nella guerra silenziosa contro Endron, con lo scopo di smantellare gli impianti energetici della società.

Il giocatore veste i panni di Cahal, un Garou che, dopo un evento catalizzatore, decide di esiliarsi per meditare sul contrattacco contro Endron. Purtroppo la narrativa si rivela fredda, sorretta da personaggi dal carisma debole con i quali si fatica ad affezionarsi. Pur definendosi un gioco di ruolo d'azione, manca la profondità che ci si aspetta da un'esperienza di quel tipo.

È stato implementato persino uno striminzito sistema dialogico, con scelte che non modificano lo scorrere degli eventi ma vi permettono di scoprire qualche dettaglio in più sull’universo, insieme ad una porzione timida di narrativa ambientale sparsa qua e là, presente in brevi documenti. Anche le sequenze di intermezzo lasciano a desiderare, con animazioni ghiacciate e molto robotiche, fuori dal tempo.

Giocabilità

La giocabilità di Werewolf: The Apocalypse – Earthblood ruota attorno alla possibilità, per il protagonista, di potersi trasformare in un lupo e in un Crinos, cioè una sorta di lupo mannaro estremamente feroce. L’interazione, quindi, prevede tre forme differenti, lungo una struttura lineare praticamente a missioni. L’assenza dunque di un’impalcatura open world forzata l’abbiamo gradita, cosa che riesce a mantenere un ritmo più sostenuto.

La forma umana è quella per l’approccio furtivo, l’unica che vi consente l'esecuzione di uccisioni silenziose e l'interazione con l'ambiente e i personaggi. Quella di semplice lupo, invece, permette di correre più velocemente e di sgattaiolare senza dare nell’occhio, sfruttando i più piccoli dei cunicoli come scorciatoie ed evitare quindi posti ben difesi.

L’idea è quella di sfoltire le fila dei nemici in furtività, disattivando le telecamere e le torrette automatiche dai terminali, per collezionare della Furia, cioè la risorsa mediante la quale potrete eseguire delle mosse speciali nella forma di Crinos, ovvero il lupo mannaro.

Quando ci si trasforma nella bestia, il gioco cambia volto e diventa di fatto un picchiaduro a scorrimento grezzo, ma molto divertente e dove gli oggetti distruttibili, dalla fisica estremamente leggera, danno forza all’impatto visivo. Vi sono attacchi leggeri, pesanti, una manciata di combo e di abilità attive effettuabili consumando Furia, che si carica anche nel tempo: fanno anche capolino due stance, l'aggressiva e quella agile, intercambiabili al volo, che modificano l'intensità dei colpi.

L'approccio stealth però non solo è basilare, lontano dalla complessità che s'era vista nei precedenti lavori di Cynaide, ma anche superfluo: a difficoltà normale (ce ne sono tre, con facile e difficile) non è un imperativo sfoltire i cattivi perché la potenza del Crinos è devastante e, anzi, molto spesso abbiamo evitato di disattivare le porte dalle quali vengono generati i rinforzi per avere un pizzico di sfida in più.

Purtroppo a lungo andare il gioco non fornisce situazioni molto diverse tra loro, se non nelle tipologie di nemici, che in effetti cambiano a cadenza più o meno regolare. Per dire, la forma di lupo a quattro zampe poteva essere sfruttata meglio, oltre alla mera mobilità.

Tutto sommato la giocabilità intrattiene, anche in virtù della sua semplicità: Cahal può al massimo utilizzare la sua balestra per mettere al tappeto i nemici oppure bere dalla fiaschetta per aumentare la Furia prima di iniziare una battaglia, e null’altro. Persino lo stesso albero delle abilità sbloccabili è ridotto all'osso, ma ci sono alcune capacità azzeccate e funzionali al tipo di esperienza quale vuole essere, cioè immediata e dal ritmo lineare.

Tecnologia

Malgrado Werewolf: The Apocalypse – Earthblood abbia delle intuizioni che lo rendono distinguibile rispetto ad altri esponenti, specie nella presenza delle tre forme, è indubbio che sia tecnologicamente troppo indietro: collisioni sommarie, ambienti poco particolareggiati, animazioni obsolete e una realizzazione estetica dei personaggi fuori tempo mettono in luce un progetto che, eccetto i caricamenti ridotti, non sfrutta praticamente nulla di PS5, nemmeno il suo DualSense.

Si tratta di un titolo multipiattaforma Doppia A, quindi che non punta ad avere enormi ambizioni, ma non vi è niente di sorprendente a livello tecnico. Ci si mette però la semplicità dell’esperienza a renderla appunto unica, spinta da una linearità che nelle produzioni odierne è rara.

Progressione e Contenuti

La campagna può essere completata in circa 10 ore. Nonostante sia lineare e dalla varietà ridotta, alle volte vi sono delle scelte (spesso illusorie) che vi consentono di affrontare una certa situazione in due modi diversi, che spesso e volentieri sfociano nell’aggressività. Si contano pochissime missioni collaterali, legate al parlare con personaggi secondari e ad un numero non esagerato di collezionabili. Al netto di tutto, abbiamo apprezzato la longevità contenuta e, come già accennato, il ritmo, praticamente privo di momenti morti. Purtroppo non è possibile rigiocare i livelli una volta completata la storia, e bisognerà necessariamente riavviare l’avventura.

Grafica

Abbiamo avuto modo di provare Werewolf: The Apocalypse – Earthblood su PS5, sulla quale il gioco non gode di alcuna sostanziale miglioria, oltre alla fluidità a sessanta fotogrammi al secondo, che dovrebbe essere ormai la base. L'immagine è abbastanza pulita ma non ricca di dettagli, con ambientazioni anonime e materiali piatti: sono pochi, pochissimi gli scorci che ci sono rimasti impressi, visto che il disegno dei livelli è spesso incastonato in strutture labirintiche e industriali, tranne poche eccezioni. Delude anche l'espressività dei personaggi e le loro animazioni, obsolete anche per un prodotto della precedente generazione. La parte migliore dell'estetica è riservata al design e alla caratterizzazione degli spiriti, davvero originali (potete vederne uno nella galleria alla fine): peccato abbiano un ruolo molto marginale.

Sonoro

Il comparto musicale si compone perlopiù di musiche ambientali generiche durante le fasi esplorative e furtive, che si contrappongono alle note metalliche e dinamiche delle sezioni nelle vesti del lupo mannaro. Gli effetti sonori funzionano, specie durante le lotte corpo a corpo, pur essendo un po’ ripetitivi. Discreto il doppiaggio in inglese, con un’azzeccata scelta di voci.

Prezzo

Werewolf: The Apocalypse – Earthblood arriva nei negozi digitali e fisici a 49,99€. È il classico prezzo dei Doppia A e di molte produzioni francesi come quelle, appunto, di Nacon. L’edizione digitale PS4/Xbox One comprende quella PS5/Xbox Series X|S, ed entrambe hanno lo stesso costo di listino, ma avremmo preferito una cifra ancora più contenuta: vale la pena attendere uno sconto.

Immagini

Giudizio Finale

Werewolf: The Apocalypse – Earthblood

Siamo contenti che esistano ancora titoli come Werewolf: The Apocalypse – Earthblood, videogiochi nuovi che sappiano fornire un’esperienza non per forza ambiziosa, eppure divertente e non ingombrante. L'ultima fatica di Cynaide lo è senz’altro, ma è anche un’avventura estremamente limitata, con una storia fredda, uno scenario molto blando e una giocabilità senz’altro concreta e dritta al punto, stretta però dalla morsa di una tecnologia vecchia.

Sommario

Premessa 5

Giocabilità 6.5

Tecnologia 5

Progressione e Contenuti 6.5

Grafica 5

Sonoro 7

Prezzo 5.5

Voto finale

Werewolf: The Apocalypse – Earthblood

Pro

  • Lotte viscerali, spassose
  • Buon ritmo, tutto sommato
  • Tre forme differenti...

Contro

  • ... non ben sfruttate
  • Obsoleto in molti aspetti
  • Trama e scenario freddi e poco interessanti

Giorgio Palmieri
Giorgio Palmieri Ama scrivere di videogiochi ed è anche particolarmente bello. Almeno, così dice sua madre.

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