7 giorni con GeForce Now: è lui il re dello streaming di videogiochi? (video)

Nicola Ligas -

Abbiamo provato GeForce Now, la piattaforma di giochi in streaming di Nvidia, su PC e Android (TV). Si tratta in realtà dell’ennesima prova che realizziamo di questo servizio, che nel corso del tempo è passato da Android TV a PC, ed ha subito molti cambiamenti (all’inizio era più “stile Netflix”, per capirsi). Adesso però che GeForce Now è di dominio pubblico, siamo pronti a tirare un po’ più le somme. E com’era facile prevedere ci sono luci ed ombre.

I Contro

Iniziamo proprio da queste ultime. GeForce Now è un servizio di cloud gaming nel quale dovrete acquistare i giochi da altri e ben noti store. Steam ed Epic Games, ad esempio, ma ce ne sono molti altri. Attenzione però, non tutti i giochi presenti su Steam (tanto per citarne uno) sono per forza disponibili su GeForce Now. Abbiamo infatti assistito ad una discreta fuga di software house dopo il lancio pubblico del servizio (Activision/Blizzard, Bethesda, 2K e altri). Il motivo? Non ce n’è uno ufficiale, ma pensiamo che il principale sia avere pieno controllo su dove e come un certo titolo possa essere giocato. Se io pubblico un gioco su Steam infatti, mi aspetto che gli utenti ci giochino su PC. Se però quello stesso gioco fosse disponibile anche per GeForce Now, potrebbe essere giocato su Mac, su TV (con la Shield) e su smartphone Android. L’esperienza potrebbe insomma non essere ottimale ovunque, e questo potrebbe tradursi in cattiva pubblicità ed in un’esperienza non soddisfacente. Inoltre, magari, la software house in questione voleva realizzare una apposita versione mobile di quel titolo, e non lasciare che la gente potesse giocare liberamente a quella per PC sul proprio smartphone. Ci sono insomma svariati motivi, sia economici che non, dietro queste decisioni, e magari altri che non ci immaginiamo, fatto sta che da Overwatch a Doom sono diverse le defezioni illustri avvenute proprio a pochi giorni dal lancio.

Su Stadia, ironia della sorte, c’è il problema opposto. Stadia ha un suo store, e dovete acquistare lì qualsiasi gioco, anche quelli già in vostro possesso tramite altre fonti. Attrarre gli sviluppatori però sembra una cosa che a Google non riesce particolarmente bene, ed è anche per questo che lo store di Stadia non è certo molto ricco al momento.

Tornando a GeForce Now, una cosa che non ho apprezzato molto è che la stessa app è diversa su PC, su Android e su Android TV. Non c’è uniformità, ma soprattutto è confusionaria per il neofita. Facendo finta che non sappiate quanto ho appena detto, aprendo l’app potreste pensare che sia colma di giochi, perché ci sono tantissime miniature di altrettanti titoli diversi, con sopra scritto “GIOCA“; peccato che, ad eccezione dei free to play, dobbiate prima acquistare tutto il resto. E non c’è nemmeno un catalogo completo dei titoli compatibili. L’unico modo è affidarsi alla ricerca (anche via web), per scoprire se un certo gioco sia supportato da GeForce Now. Un tempo c’era proprio un elenco dalla A alla Z, ma adesso non lo troverete più (unica eccezione, forse, l’app per Shield, che presenta un elenco così lungo che potrebbe essere esaustivo).

Insomma, per aggiungere i titoli compatibili nella mia libreria di GeForce Now, in modo da averli sempre a portata di mano, ho aperto i vari store dove avevo dei giochi (Steam, Epic ecc.) e ho iniziato a cercarli uno ad uno, aggiungendo di volta in volta quelli disponibili. Macchinoso, ma fattibile, anche se è un’operazione che dovrete ripetere ogni volta, e non vi darà la garanzia di averli aggiunti tutti, perché magari qualche titolo prima non compatibile poi potrebbe diventarlo.

Diciamo poi che avete completato tutte le fasi precedenti e volete avviare un gioco. Premete sul pulsante relativo, e vedrete comparire Steam (o altro store da cui proviene quel titolo). Dovrete, almeno alla prima esecuzione, cliccare anche su installa, ed in alcuni casi confermare con alcune finestre aggiuntive. Viene meno insomma quella trasparenza che invece ho apprezzato su Stadia, dove hai tutti i tuoi titoli in home, clicchi su uno, e parte. Fine. Non ci sono aggiornamenti, download, né conferme ulteriori. Può sembrare una banalità, ma un po’ questo rovina “l’universalità” che il gioco in streaming dovrebbe avere, soprattutto quando siete su TV, dove magari dovrete attivare un air mouse per dare tutte le conferme del caso. Alcuni giochi poi possono non sposarsi bene con il controller, perché pensati per mouse e tastiera, ma solitamente dovreste riuscire comunque a giocarci.

I Pro

Ma lasciando da parte tutte queste cose che fanno da contorno, com’è il servizio in sé. Buono, per certi versi uno dei migliori, soprattutto in quanto a fluidità dello streaming. Anche se “c’è il trucco”. Anzitutto un piccolo chiarimento sulla risoluzione. GeForce Now gira al massimo in full HD a 60 fps; in alternativa, se foste “competitivi”, potete optare per il 720p a 120 fps. Ci sono due modi di accesso: gratuito (con sessioni di gioco di non più di un’ora l’una) e premium (ora momentaneamente esaurito), con grafica RTX durata sessione estesa e altri vantaggi. Ne abbiamo parlato in dettaglio qui; non mi dilungo ulteriormente adesso.

Ci sono varie modalità di gestione del flusso dati, anche personalizzabile su PC (su Android e Android TV è più automatico), ma indipendentemente da quello, l’opzione “adatta a condizioni di rete inadeguate” è quella che fa la differenza. GeForce Now infatti, e questo è ben visibile giocandoci su Android TV (vedi video qui sotto) agisce molto su risoluzione e framerate, piuttosto che su bitrate e compressione dello streaming. In pratica fa l’opposto di Stadia. Quando ci sono scene tranquille, giocherete sempre in full HD a 60 fps, quando l’azione aumenta però la risoluzione potrebbe facilmente calare drasticamente. Con una banda di 65 Mbit in download (speedtest a riprova) ho giocato anche in 540p@30fps, il tutto senza registrare quasi mai scatti o altro. Sono particolarmente contento di essere riuscito a mostrarlo in video, perché non è una cosa che si verifica sempre, però capita comunque abbastanza spesso ed è emblematica di come GeForce Now riesca ad essere così scattante (in generale, poi i suoi impuntamenti li ha anche lui – ed ho mostrato anche questi ultimi).

Sia chiaro che il cambio di risoluzione/framerate è trasparente per l’utente: non ci sono scatti o differenze super evidenti, soprattutto giocando su TV, e se sarete concentrati sull’azione probabilmente non ve ne accorgerete. Viceversa, quando camminerete un po’ in tutta tranquillità per esplorare l’ambiente di gioco, molto probabilmente sarete al massimo dettaglio, e tutto vi sembrerà bellissimo. È insomma un modo scaltro di gestire il tutto, per certi versi più di quanto fa Stadia, dove in alcuni momenti si capisce proprio che quello che state vedendo è un video in streaming, da quanta compressione viene applicata. Il rovescio della medaglia è che giocherete (anche) in 540p@30fps, ed in un certo senso è facile avere una buona esperienza scendendo a cotanti compromessi.

Conclusioni

Insomma, per quanto l’esperienza di gioco di GeForce Now sia mediamente più che buona per un servizio di streaming, ci sono anche delle ragioni ben precise per le quali è così, e se pensate che Google punta al 4K, ed in alcuni casi ci riesce, la differenza alla lunga può non essere poca. In ogni caso nessuno dei due servizi sembra avere al momento la strada spianata. Da un lato abbiamo pochi giochi ed uno streaming a volte troppo incerto (Stadia), dall’altra abbiamo una fuga di software house ed una minore immediatezza, compensate però da un gioco mediamente più godibile, per quanto a possibili risoluzioni inferiori (GeForce Now).

La sfida per il cloud gaming è quindi ancora agli inizi, e siamo curiosi di vedere come si evolverà questa nicchia via via che altri player di spessore entreranno nell’arena. Rimango personalmente convinto che il cloud gaming rappresenti una parte di futuro dell’industria videoludica, ma chi ne sarà il portabandiera è un altro paio di maniche.