7 giorni con Ubuntu Bionic Beaver: dovreste provarlo!

Nicola Ligas -

Erano diversi anni che non utilizzavo una distro Linux in maniera continuativa. Ricordo con una certa nostalgia le prime Slackware compilate a mano dai sorgenti, e poi i successivi anni con Debian, ed il tempo speso (inutilmente, per mia incompetenza) ad ottimizzare il kernel per il mio PC di allora. L’avvento di Ubuntu fu accolto con un certo astio dai “puristi”, che la ritenevano troppo commerciale e non abbastanza “open”. Del resto quello del software libero è un mondo dove si creano facilmente delle barriere ideologiche con le quali non ho alcuna intenzione di confrontarmi adesso.

Ho provato quindi senza pregiudizi o preconcetti questa Ubuntu 18.04 LTS, ed anzi l’ho fatto forse con aspettative un po’ basse, perché installata su un mini PC di Minix di fascia bassa, che già avevo provato con Windows. Ma del resto l’abito non fa il monaco, ed anche se xubuntu o lubuntu sarebbero state delle scelte più azzeccate per questo hardware, il piacere di GNOME (che personalmente ho sempre preferito a KDE, ma non voglio innescare guerre di religione) ha reso tutto più tollerabile.

Ubuntu è un sistema completo out of the box. Decisamente più completo di quanto non sia Windows. Preinstallato troverete tutto quello che serve all’utente medio: dal browser Firefox alla suite LibreOffice come alternativa a quella di Microsoft, passando per tutti lettori di foto/video, client di posta, calendario, ed anche qualche giochino per distrarsi un po’ (sì, c’è anche il campo minato).

E se qualcosa dovesse mancare, non è affatto difficile reperirla. Nei repository di Ubuntu trovate infatti (se abilitato) sia software open che closed source. Tra i consigliati c’è l’app ufficiale di Spotify, ed è immediato installare anche ChromeDropbox, e la maggior parte dei software più comuni che sono disponibili anche per gli altri sistemi Desktop.

Nella quotidianità non manca nulla insomma, tanto che potrei consigliare a cuor leggero Ubuntu a chiunque. La semplicità nella gestione delle impostazioni e nella logica dell’interfaccia grafica non lo rendono più complicato da utilizzare di Windows o di macOS. Al più ci vorrà qualche giorno per abituarsi ad alcune logiche, ma la curva di apprendimento è molto lineare ed il piacere di provare qualcosa di nuovo e di diverso spesso supera facilmente quel minimo senso di spaesamento iniziale.

Tra l’altro, ad esclusione di qualche problema iniziale risolto in pochissimo tempo, il sistema è risultato molto stabile ed usabile. Del resto si tratta anche di una versione LTS, che è proprio quella che consiglierei a chi non avesse mai provato Ubuntu.

I problemi semmai nascono nei software specifici, spesso per usi professionali. Se infatti troverete facilmente la maggior parte delle app di uso più comune, o comunque delle valide alternative, il discorso non vale in generale, e se per lavoro foste legati a certi software nemmeno la via dell’emulazione potrebbe salvarvi. Wine (che non è un emulatore!) può andar bene solo fino ad un certo punto e richiede comunque un hardware un minimo capace (non quello del mini PC che ho impiegato). Ci potrebbe poi essere la via della virtualizzazione, ma lì entriamo in un ambito ancora più complesso, che già esula dall’utente comune.

Anche voi dovreste provare Linux!

La morale della favola è che dovreste provare Ubuntu (o qualsiasi distro Linux con la quale vi sentiate a vostro agio) e che è un peccato che in commercio non si trovino molti PC con Linux preinstallato. Probabilmente, se più persone avessero modo di provarlo, sarebbe assai più diffuso anche come sistema desktop casalingo, e non solo come server. Del resto, come potete vedere nel video qui sotto, non gli manca davvero nulla per la quotidianità.

Piccolo bonus: ho avuto finalmente modo di provare a dovere anche un’ottima coppia di speaker di Xiaomi che stavano sulla mia scrivania da un po’. Si tratta di speaker cablati e Bluetooth, particolarmente indicati per PC desktop, che hanno un suono bello profondo e delle dimensioni contenute. C’è anche un microfono nascosto nella parte frontale Realizzati in alluminio, lucido sui bordi. Si sposano bene insomma con molti (mini) PC odierni e costano il giusto. Trovate tutti i link qua sotto, casomai voleste dare loro un’occhiata.

LE PUNTATE PRECEDENTI:

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  • IvanBotty

    KDE mi ha sempre ricordato Windows, difatti preferivo Gnome.

    • Teresa1kiss

      Gnome mi ha sempre ricordato Apple, difatti preferivo KDE
      😛

      • IvanBotty

        Difatti ora sono passato ad Apple ahaha

      • Mario

        Anch’io non ho mai tollerato gnome su Ubuntu, con quel suo colore cacchina, per questo sempre preferito KDE

  • davide

    Certo che questi altoparlanti su amazon costano uno sproposito 😀

    • si, quando li presi costavano la metà, ora come ora merita aspettare

  • Matteo Bonanomi

    per un developer Ubuntu è davvero un must, in uno qualsiasi dei suoi flavours. Facile e stabile, community e documentazione di qualità. per la programmazione è la mia scelta preferita dalla 10.04 LTS

  • piu che altro per l’uso office o cmq aziendale generico andrebbero piu che bene i mini pc con ubuntu tanto vai per lo piu di gestionale su server in connessione remota.. si eviterebbero gran parte dei malware che affliggono i pc aziendali… feci questa proposta anni fa alla mia azienda mai poi vai a trovare quello che ti fa manutenzione su quei pc.. o vai a spiegare come funziona open office rispetto a ms office.. solo di luce e menate varie le aziende risparmierebbero un botto.

    • Ci vuole una certa elasticità ed anche la voglia di assumersi comunque dei rischi, rispetto ad un ambiente che magari è più familiare, che pochi alla fine hanno. Un po’ lo capisco, ma è comunque un peccato.

  • Ho aggiornato di recente a 19.10, una favola

  • excanor

    Se provi la 19.10 è ancora meglio, perché ha una versione più recente di gnome che è molto meno pesante e più fluida rispetto alle precedenti, inoltre lo stesso team Ubuntu l’ha ottimizzata ulteriormente. Gira a meraviglia anche su PC datati….detto questo attualmente continuo a preferirgli KDE su Neon.

  • Linux è come Telegram. Se lo usassero tutti, gli altri sparirebbero 😂

    • Ema

      Non esageriamo. Telegram è obiettivamente migliore a qualsiasi altra app di messaggistica presente sul mercato. Linux no, per vari motivi

    • Alexander DeLarge

      E se mio nonno avesse 15 palle sarebbe un biliardo..

  • bepper89

    Personalmente ho provato Ubuntu qualche anno fa per qualche mese (versione 17.04 credo) per resuscitare il mio vecchio pc ma, come hai detto tu, senza risultati esaltanti proprio perché l’hardware era comunque quello che era. Il vero grande limite di tutto ciò che non è Windows però secondo me è e resta Microsoft Office. Io ne faccio un grande utilizzo per questioni lavorative (tantissimo excel con funzioni di calcolo, statistica e grafici, Word con le sue funzioni integrate di gestione sommario, temi e titoli e plug in esterni di gestione bibliografia, power point con anche qui animazioni, e minigestione delle immagini e non parliamo poi della compatibilità di tutto ciò quando si passa su altri pc per mostrarle) e non esiste davvero nulla che lo possa sostituire degnamente. Libreoffice come livello di funzioni e intuitività è comparabile a versioni ms office di credo 10 anni fa, open office non ne parliamo neanche.

  • Danny #ἡδονή

    Che bella prova, complimenti!

  • carlo coppa

    Secondo me tu non utilizzi GNU Linux da tanto tempo, oggi quasi tutte le distribuzioni sono semplici e Ubuntu non è la più semplice, occorre ricorrere al terminale troppo spesso, altre distribuzioni hanno strumenti grafici di amministrazione del sistema che Ubuntu non ha. Per quanto riguarda il DE è solo questione di gusti e esigenze, personalmente ritengo gnome troppo limitante, per cui utilizzo KDE, che per inciso può assomigliare a Windows o a un Mac a seconda di quello che io voglio. Comunque non è KDE ad avere copiato Windows ma il contrario.