A cosa serve un NAS? 7 giorni con il Synology DS420j (video)

Nicola Ligas - Il cloud diventa personale

Possiedo ed utilizzo da anni un NAS Synology (il DS214 Play per la precisione), e quando l’azienda mi ha chiesto di provare un nuovo modello (il DS420j) durante questo periodo di quarantena, mi sono detto “perché no!”. In fondo è proprio lo strumento ideale quando hai tanto tempo da passare in casa (ma non solo, in realtà). Dei tanti dispositivi elettronici che popolano le nostre abitazioni infatti, i NAS non sono probabilmente tra i più mainstream, eppure avrebbero tutte le carte in regola per esserlo. Ci vuole un po’ di pazienza all’inizio nel configurare il tutto e nel comprendere cosa possa fare per aiutarci, ed è proprio su questo che voglio soffermarmi, suggerendovi alcuni (s)punti di riflessione.

  • NAS (Network Attached Storage): al di là dell’acronimo, pensate ad un NAS come ad un deposito. Un disco condiviso in rete, anziché presente in locale solo sul vostro PC, solitamente dalle dimensioni considerevoli (io ho provato 2 HDD da 8TB l’uno – anche se uno dei due non funzionava). Lo potete usare come archivio di backup o semplicemente per condividere facilmente dei file tra dispositivi diversi, o anche solo per liberare spazio sul vostro portatile. L’idea di base è che un NAS abbia sempre posto per ospitare i vostri file, e li renda disponibili a tutti i dispositivi connessi alla vostra rete domestica (e non solo).
  • Accorpatore di cloud storage: tramite l’app DS Cloud, potete sincronizzare tantissimi servizi di cloud storage sul vostro NAS. Dropbox, Drive, OneDrive, Box e tanti altri. Tutti i vostri file nel cloud saranno anche sul vostro disco in rete, tutti in un unico punto. Vi potrete accedere da PC, ma anche da smartphone, tramite un’omonima app. E non finisce qui.
  • Cloud Storage personale: tramite l’app Drive, potete creare il vostro cloud storage sul NAS. Scegliete le cartelle da sincronizzare, e queste saranno sempre disponibili, su PC come su dispositivi mobili. Sarà come avere il vostro Dropbox personale, soltanto che i vostri file anziché essere su chissà quale server sparso per il mondo, saranno nei dischi del vostro NAS. E li potrete scaricare, condividere, memorizzare offline, spostare, cancellare e farci praticamente quello che fareste con un normale servizio di cloud storage. Quest’ultimo, a seconda del servizio, potrebbe avere qualche funzione in più (ad esempio l’auto-upload degli screenshot su Android), ma con l’uso del NAS i vostri dati resteranno vostri a tutti gli effetti.
  • Server multimediale: potete vedere sui dispositivi collegati alla rete domestica tutti i file video, le foto e la musica presenti sul NAS. Attraverso opportuni servizi (DS Video, DS Photo e DS Audio, presenti anche su smartphone) avrete a disposizione delle interfacce semplici ed intuitive per gestire tutti i vostri file multimediali, con sottotitoli e controlli parentali inclusi. È supportato anche Plex server, che è facilmente il miglior media-center in circolazione, ma anche la parte audio e foto è molto ben curata, con interfacce web moderne e facilmente navigabili. Il Media Server effettua inoltre la transcodifica dei formai audio/video laddove non supportati, in modo che siano facilmente visualizzabili su qualsiasi dispositivo, e vi consente di inviare i vostri video in streaming in formato compatibile DLNA senza installare altro software aggiuntivo; per visualizzarli potete usare l’app che preferite. Se avete una smart TV con Plex, Kodi, VLC o comunque con un lettore di contenuti DLNA, il vostro servizio di streaming casalingo è già pronto.
  • Backup: sono supportati vari servizi di backup dei dati, non da ultimo Time Machine per dispositivi Apple, che vi consentono di eseguire facilmente e regolarmente il salvataggio dei vostri file più importanti. I dischi presenti sul NAS possono poi essere configurati in RAID per avere ridondanza dei dati, e quindi ulteriore garanzia di sicurezza.
  • BitTorrent ed eMule: DS Download è l’app con la quale scaricare dai due noti servizi, con gestione delle code da remoto. Essendo idealmente sempre connesso, il NAS è il candidato ideale a diventare un muletto sul quale scaricare tutto quello che vi serve. Inutile nascondersi dietro un dito poi: in molti sfrutteranno questa funzione in modo illegale, ma non è questo che vi stiamo invitando a fare, vi stiamo solo dicendo che c’è la funzionalità in questione.
  • Server web: da apache a PHP, da Joomla a WordPress, i pacchetti disponibili gratuitamente sullo store Synology sono moltissimi, e vi mettono in grado non solo di configurare un server personale, ma poi di creare anche un sito al suo interno. Anche in questo caso, non appoggiandovi a servizi esterni, avrete il pieno controllo dei vostri dati e del vostro spazio. Di contro, se prevedete un gran traffico, dovrete anche avere una buona rete in grado di soddisfarlo. Per uso domestico potrebbe non essere il top, ma in ambito aziendale potrebbe essere proprio quello che stavate cercando.

E questi sono solo alcuni degli esempi più mainstream. Se aveste videocamere di sorveglianza, ad esempio, potreste farne una soluzione di archiviare e gestire tutte le vostre registrazioni. E sia chiaro che tutti questi servizi sono disponibili non solo quando siete all’interno della vostra rete domestica, ma anche, se volete, dall’esterno. Tramite l’app EZ Internet potete infatti configurare facilmente il NAS in modo che sia sempre raggiungibile anche quando siete in mobilità, ed anche qualora non aveste un IP fisso, tramite servizi di DNS Dinamico. L’interfaccia del Disk Station Manager è tutta in italiano, e sebbene alcune cose non siano sempre immediate, in generale riesce ad essere comprensibile anche per un neofita, o quantomeno ad indirizzarvi verso la soluzione più sicura e semplice.

Il software Synology poi è stato così collaudato e semplificato nel tempo (personalmente lo ritengo la vera arma in più che fa di quest’azienda un leader del settore) che ormai in rete si trova di tutto al riguardo, ed avrete così la certezza non solo di avere applicazioni mediamente molto affidabili, ma anche di trovare facilmente in rete una risposta alle vostre eventuali domande. Date un’occhiata al video qui sotto, e vi renderete subito conto da solo di quanto sia user friendly, pur trattando anche funzioni complesse.

Riguardo il DS420j in sé, è senz’altro un buon prodotto, forse più teso alla piccola azienda che non all’uso domestico. Si tratta infatti di un NAS a 4 vani, che supporta fino a 64 TB di spazio (attraverso appunto 4 dischi da 16 TB l’uno): a meno che non abbiate davvero grandi esigenze di spazio, può appunto essere anche troppo. Tanto più che non è nemmeno completamente silenzioso. Sul retro ci sono infatti due ventole, necessarie soprattutto con 4 dischi operativi all’interno, che un minimo si fanno sentire. Il brusio di fondo di un ufficio le farà scomparire completamente, mentre nel silenzio domestico potreste notarle un minimo.

Sul fronte performance nulla da dire: il sistema è reattivo (un po’ lento l’avvio, ma del resto non è pensato per essere acceso e spento spesso), i file video, anche di grandi dimensioni ed in formati particolari, partono rapidamente e non presentano incertezze, le operazioni in background, per lo più, non rallentano l’esecuzione generale. Munitevi però di buoni HDD, pensati per l’uso con NAS, ovvero per essere operativi h24: l’importante in questo caso non è tanto la velocità (siete comunque in Wi-Fi), quando l’affidabilità nel tempo. E se tutto questo non fosse bastato a farvi venire voglia di NAS, date un’occhiata al “video esperienziale” di questa settimana!

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  • Parsec72

    una bella panoramica di cosa si possa fare con un NAS casalingo (e neanche troppo casalingo appunto); mi chiedo se ancora oggi con generazioni-streaming o generazioni on line only abbiano senso per la grande massa consumer; ho la netta sensazione, lavorando nell’IT da 25 anni suonati ormai, che col tempo si sia abbassata la competenza generale, anche se si è affinata quella specifica di pochi addetti. in soldoni: il passaggio dalla riga di comando alle interfacce grafiche secondo me ha diminuito impegno e interesse verso sistemi complessi ( che poi un NAS di complesso non ha veramente nulla… ma se a molti giovani oggi parli di webserver, NAT, dynamic dns e simili ti guardano come se stessi bestemmiando. E’ solo il punto di vista di un parruccone o la tendenza è questa anche dal vostro punto di vista?

    • Dartagnan92

      A maggior ragione oggi ha senso, proprio per non dover usare servizi Cloud, che io ho abbandonato del tutto, per questioni di sicurezza e privacy, perché voglio avere l’intero controllo sui miei file, tutti i miei file sono esclusivamente nel nas, anche gli smartphone fanno backup automatico lì, persino i backup di WhatsApp, anche dall’esterno senza problemi.

      • Parsec72

        il mio intervento non mette in dubbio l’utilità di un NAS, che uso da un quarto di secolo ormai, con evoluzioni varie; parlavo della consapevolezza che le nuove generazioni sempre più abituate alle cose pronte e facili da usare senza configurazione e “possesso” fisico. Quanto alla sicurezza del cloud casalingo, se non si hanno competenze di almeno medio livello non sarei così sicuro della tua affermazione che vede in un cloud casalingo maggior sicurezza. Per la privacy non entro nel merito, professionalmente mi occupo di cyber security e GDPR, e conosco bene il tema. La privacy by design e by default (did you know?) sono aspetti fondamentali che i cloud provider applicano; nelle nostre abitazioni o piccoli uffici vale lo stesso discorso? sicuri?

        • Dartagnan92

          Bhe in parte è vero, ma per fortuna non è sempre così, se parli dell’utente medio social o che comunque di informatica non ci capisce proprio nulla allora si, ma per fortuna non è sempre così.

          • Parsec72

            No no infatti, non è sempre così. Mediamente però la cyber security è un tema complesso e di difficile gestione per utenti non completamente ignoranti ma anche di media competenza. Sia per strutture casalinghe non attrezzate sia per capacità di analisi e Monitoring h24. Non metto in dubbio che ci siano utenti esperti e con strutture e reti casalinghe protette in zero trust model, ma qualche sospetto mi viene 😉

    • La semplificazione dell’informatica è un processo naturale e comprensibile, purtroppo però è spesso una cosa solo di facciata, perché comunque certi processi sono complessi e richiedono un minimo di competenze: il risultato è che dai comunque strumenti potenti in mano a chi “non ha preso la patente” per usarli e rischia di fare casino, e al contempo non “istruisci” le masse

  • Folletto

    ciao ho una nas synology 211 .. ma è possibile inserire un disco del nas su un lettore ext usb e trasferirne i contenuti su un altro supporto ? ho scaricato vari software di supporto ( tipo paragon ) ma i contenuti del nas non sono visibili x un drag and drop ..
    ricordo di averlo fatto con precedenti versioni del software,, ora pare che i dati siano criptati …

    • io l’ho fatto più volte senza problemi, però non ho mai criptato i contenuti del mio NAS, tenendolo anche fuori dalla rete internet

  • Roberto

    E se cercassi qualcosa di meno “spazioso”? tipo un due dischi? ma che svolga le stesse funzioni?

    • ci sono tanti modelli a 1-2 vani, anche quello che ho linkato ad inizio articolo che ho da quasi 10 anni va bene, anche se ormai è difficile trovarlo, ma ci sono vari “successori”

  • Teresa1kiss

    Ho un vecchio MyBook della Western Digital che ho usato per tempo ed è ancora là collegato ma non lo uso praticamente più. Il perchè è dato dal fatto che il cloud per sua comodità (per uso casalingo si intende) è troppo più comodo per quanto mi secchi che la mia roba “sia sul computer di qualcuno”.
    La svolta me l’ha data Google Foto non tanto nello stockaggio ma nelle ricerche: se io scrivo teresa kissio escono tutte le mie foto. Se scrivo montagna escono tutte le foto dove appare una montagna. Poi con la geolocalizzazione delle foto ancora meglio.
    Questo mi ha spinto a comprare 1Tb su Drive e a quel punto sfruttarlo per metterci anche i dati e godere la rete non di casa che talvolta è satura per l’upload.

    • ovviamente molti servizi cloud hanno “qualcosa in più”, come accennavo qui sopra, oltre al fatto che sono già pronti all’uso, mentre qui devi un minimo sbatterti. Dipende tutto da quanto ciascuno di noi valuti “il possesso” dei propri dati, non solo per fini di privacy ma anche pratici alle volte.