YouTube mi ha insegnato che Richard Benson non è un meme (video)

Vezio Ceniccola - Ovvero la storia di come un brutto video possa creare tanti video di qualità

Da grande appassionato di cultura demenziale, sono iscritto da anni al canale YouTube ufficiale di Richard Benson. Nelle ultime settimane il buon Riccardone ha iniziato a pubblicare video in cui risponde alle domande dei fan, raccontando anche piccoli aneddoti sulla sua vita. Un modo come un altro per passare il suo tempo libero, raccogliendo l’affetto di tante persone che, in maniera più o meno seria, lo fanno ancora sentire al centro del mondo.

Avendo visto tanti video di Richard, l’algoritmo di YouTube ha capito che l’argomento poteva interessarmi e mi ha proposto una sorta di documentario sulla vita di Benson. Me l’ha messo direttamente in home page, ed io non ho saputo resistere: ho cliccato!

Quando l’algoritmo funziona bene

Solitamente l’algoritmo di YouTube non si comporta molto bene con me, mi propone solo roba “di tendenza” che puntualmente ignoro. Ogni tanto però – tipo 2 o 3 volte all’anno – riesce a tirare fuori queste piccole perle e ci prende alla grande.

Il video delle origini di Benson realizzato dall’utente FrancisKingborn è un vero capolavoro, non tanto dal punto di vista tecnico – sembra un vecchio servizio dei TG RAI anni 70 – ma sicuramente per la profondità del suo contenuto: un racconto preciso e puntuale di tutto ciò che si sa su Richard, sulla sua famiglia, sulla sua giovinezza e sui primi anni di carriera. Sono rimasto davvero affascinato.

Immaginate dunque la mia sorpresa quando ho scoperto che questo video non era il solo, anzi c’era un’intera playlist dedicata alla storia di Benson. Ho passato un intero pomeriggio a guardare tutti i video, mi sono immerso completamente nella storia di Richard, scoprendo il suo travagliatissimo percorso; e più andavo avanti più capivo quanto era stato straordinario questo percorso, quanti segreti si celavano dietro a quell’immagine trash che per anni mi aveva fatto solo ridere.

Chi è Richard Benson?

E sì, perché per me Richard Benson era questo: un fenomeno da baraccone, uno di quelli che urlano, strepitano e ti fanno morir dal ridere per le assurdità che riescono a pronunciare. I video che lo riguardano sono popolarissimi su YouTube: in alcuni lo potete vedere mentre parla pacatamente alla telecamera, durante uno dei suoi programmi sulle piccole reti private romane, per poi accendersi d’ira e iniziare a maledire questo o quel personaggio; in un altro lo trovate in un programma Rai di qualche anno fa, ospite d’onore, vestito di tutto punto in stile metallaro ma costretto ad ascoltare canzoni smielate (con conseguente reazione super-extra-esagerata); e poi c’è uno dei video più famosi, dove lo scorgiamo su un palco mentre tiene in mano un pollo e grida al microfono “UN POLLOOOOOO!!!”. Il famoso pollo di Benson, una pietra miliare del trash italiano.

Questi sono i frammenti che per anni ho visto ovunque in giro per il web, citati e reinterpretati in ogni situazione possibile, soprattutto nell’ambiente romano. Di Benson sapevo solo che fosse un ex-musicista, anche di buon livello, e che avesse fatto una vita strana, talmente strana da ritrovarsi a diventar famoso non per la sua musica ma per quello che succedeva ai suoi concerti: decine di ragazzi e ragazze si assiepavano nelle prime file e gli lanciavano addosso di tutto, a cominciare da frutta, verdura e farina – senza contare il pollo già citato.

I video di FrancisKingborn mi hanno aperto gli occhi. Mi hanno fatto capire che Benson era invece un artista di rara profondità, un ottimo musicista dotato di una cultura musicale sconfinata, soprattutto quando si trattava di rock e metal. Una persona vera, che veniva da una famiglia importante e che aveva attraversato periodi davvero duri prima di diventare il meme che in molti hanno poi conosciuto.

La nuova ribalta internazionale

Finita la visione di tutta la playlist due cose non mi erano chiare. Non capivo perché sobbarcarsi un lavoro del genere adesso, quando ormai Richard non è più sulla cresta dell’onda nella scena trash italiana. Ma soprattutto, non capivo i riferimenti ad alcuni video fatti all’estero, che a quanto pare prendevano di mira Benson in maniera non molto garbata. FrancisKingborn aveva citato varie volte questi video durante il suo racconto, dunque ho deciso d’indagare.

Una rapida ricerca su YouTube mi ha portato subito le risposte che cercavo, chiarendo in un attimo entrambi i dubbi appena esposti. A quanto pare, nel dicembre 2018 lo youtuber canadese SteveTerreberry aveva pubblicato un video dedicato a Richard Benson: il titolo era Reacting to Worst Guitar Shredder EVER!

Il filmato fa parte di uno dei generi che più odio in assoluto: i video reaction. Il simpaticissimo Steve mostra a schermo un breve assolo di Benson, estrapolato da un video di pochi anni fa in cui il nostro ci appare visibilmente sovrappeso e fuori forma. Vi lascio immaginare lo strazio di tali immagini e le reazioni del sagace Steve, che ridicolizza la prestazione musicale di Richard facendo balletti, faccette buffe e versi di disapprovazione inutilmente esagerati.

La cosa incredibile è che questo video ad oggi conta circa 1,9 milioni di visualizzazioni su YouTube. Ripeto: 1,9 MILIONI. Sono tante, tantissime, ed hanno ovviamente prodotto un risultato ancora più incredibile: hanno trasformato Benson in un meme internazionale, rendendolo carne da macello per tutta una serie di altri youtuber, ancora più stupidi e crudeli.

Tutta la verità

Per fortuna, YouTube non è solo odio e derisione. Nei commenti sotto al video di SteveTerreberry potete trovare diverse persone che raccontano la storia di Benson, della sua ascesa, del suo declino, dei problemi di salute e della malattia che lo ha colpito. Gente che vuole restituire a Richard la dignità che Steve gli ha sottratto.

Non solo, perché altri youtuber internazionali hanno preso a cuore l’argomento e hanno prodotto video in cui si racconta la storia di Richard e delle sue sofferenze. Il 6 giugno 2019, il canale Press Play ha pubblicato un filmato intitolato The Story Of Richard Benson – Worst Guitarist Ever? in cui si racconta in particolare la degenerazione della malattia che ha reso Benson sempre più inabile come musicista e come persona. Un video che fa chiarezza sulla sua vicenda, proposto come una risposta diretta a quello di SteveTerreberry.

Si spiega, dunque, anche l’enorme lavoro fatto da FrancisKingborn e dai suoi collaboratori, che hanno voluto restituire un’immagine più limpida di Richard Benson, insegnando al mondo intero il valore di questo strambo personaggio messo sempre più in ridicolo.

Questioni di coscienza

Ho imparato diverse lezioni da quest’assurda storia, che riguarda Richard ma anche e soprattutto l’utilizzo di una piattaforma come YouTube.

I video stupidi, superficiali e crudeli saranno sempre il pane quotidiano della maggior parte degli utenti, ormai abituati a challenge, reaction, fails compilation e altri format di questo genere. Sono contenuti che fanno numeri enormi e, di conseguenza, producono guadagni niente male, ma rappresentano il peggio che possiate trovare su YouTube.

Ogni tanto, però, tali video mettono in moto anche altri creativi, che rispondono a loro modo producendo contenuti di rara qualità. Proprio questo è il caso dei video realizzati da FrancisKingborn e Press Play, che sulla spinta della nuova notorietà internazionale di Benson hanno creato dei documenti di grande valore culturale, permettendo anche a me di approfondire la storia di questo musicista.

Dopo oltre 10 anni di risatine e citazioni ridicole, anch’io ho potuto capire quello che ha passato Richard. Sono sceso a patti con la mia coscienza e ho accettato il fatto di essermi sbagliato, per tanto tempo, ad averlo considerato solo come un meme.

Ti chiedo scusa, caro Richard Philip Henry John Benson.

  • Name

    Ottimo articolo direi!

    • Vezio

      Grazie mille!

      • Name

        Prego, ci vuole ogni tanto qualcosa di più intelligente e “serio”!
        Tra l’altro anche io ho sempre c0gl1onat0 Benson e ci sono rimasto di sasso quando tempo fa incappai pure io in quella serie di video, con un finale dal retrogusto amaro: da un lato una vita così particolare, pregna di eventi, fatta di musica, tv, film, amanti modelle ed attrici ecc, e dall’altra una fine così triste e con tanta sfortuna.
        L’unico quesito che per me non ha ancora una risposta è quando e cosa l’abbia spinto ad abbracciare il trash e fare quei concerti sfottò, tirar fuori presunte collaborazioni con musicisti di fama mondiale e così via, piuttosto che ritagliarsi un suo angolo da esperto nel settore.

  • Nathan

    La vita è il nemico.
    La vita è il nemico.
    La vita è il nemico.
    LA VITA E’ IL NEMICO!!